Manca veramente poco affinché il Bruscello 2021 illumini Piazza Grande nelle serate del 12,13,14 e 15 Agosto. Nell’attesa che queste ultime giornate di prova finiscano, abbiamo deciso di intervistare le due librettiste Irene Tofanini e Chiara Protasi per capire meglio cosa fanno, come si preparano e per sentirci un po’ bruscellanti anche noi:

In cosa consiste il lavoro del librettista? A causa della pandemia ha subito qualche modifica?

Irene Tofanini: “Il mio lavoro di librettista può essere riassunto dicendo che sostanzialmente mi occupo di mettere i versi sulla musica. Lavoro a stretto contatto con il maestro, in questo caso il Maestro Tiezzi, e sin da subito lavoriamo sodo per costruire musica e versi in sintonia. Spesso, visto che i pezzi musicali sono molto complessi, il Maestro li scrive prima e poi io adatto i versi su quello che mi viene dato. Poi entra in scena Chiara Protasi, lei lavora in prosa, e noi sul suo canovaccio vediamo come sistemare e mettere la musica. È un lavoro che va di pari passo e che inizia quando si conclude il Bruscello precedente. Di solito a dicembre iniziamo già a scrivere. Anche durante la pandemia il lavoro di scrittura non è cambiato di molto, la cosa più stressante è stata l’incertezza del farlo o non farlo. Quest’anno il Bruscello classico è stato in dubbio fino a metà anno, poi abbiamo deciso di scriverlo comunque.”

Chiara Protasi: “Come ha detto Irene, mi occupo principalmente di ideare la trama dello spettacolo mettendola in prosa. Il mio lavoro inizia quando so il titolo dello spettacolo, da quel momento in poi inizio a documentarmi e a fare ricerche. Inizio subito a capire se si tratta di un fatto storico o di una leggenda. Se la storia si riferisce a una vicenda storica, a fatti realmente accaduti, creo una storia che si avvicini il più possibile alla realtà, anche grazie a documenti e ricerche. Se invece si riferisce a una leggenda, o a un fatto inventato posso spaziare con la fantasia creando una trama meno storica e più narrativa. Quest’anno Bertoldo è una storia già rateata da diversi autori, ho quindi costruito una sintesi cercando ciò che potesse avvicinarsi il più possibile al Bruscello. Il metro di giudizio che uso ha dei cardini fondamentali, che sono alla base del Bruscello: amore, odio, distinzione fra uomini e donne, vicende popolari.”

Da quanti anni siete librettiste del Bruscello?

Chiara Protasi: “Ormai sono molti anni, ma di sicuro sono molti di più quelli che ci hanno visto nelle vesti di bruscellanti. Entrambe nasciamo come bruscellanti, sono passati venticinque anni circa dalla prima volta. Bisogna conoscere lo spettacolo per essere librettiste, per una persona esterna è più difficile esserlo, ci sono caratteristiche che non tutti possono capire, noi invece le abbiamo vissute. Librettista ci diventi in automatico, dopo anni in cui solchi quel palco, canti, reciti e balli, inizi a immaginarti gli spettacoli che potrebbero essere costruiti e così inizi a scrivere. Quando scrivo la trama la prima domanda è “Come verrà sul palcoscenico?”

Si prova a tornare alle vecchie abitudini e lo si fa con un Bruscello diverso dal solito, “Bertoldo, Bertoldino e…” cosa cambia nella struttura di un testo del genere?

Irene Tofanini:”La sfida più grande è stata adattarsi al melodramma che si allontana un po’ dal Bruscello dei primi tempi. Però dobbiamo anche dire che la comicità è uno degli argomenti più bruscellanti; la tradizione contadina si basa su racconti del genere.

Il fatto che il protagonista sia maschile non crea differenza, la differenza sostanziale come detto prima, sta nel comico e nella mancanza del tragico; ma non è una sfida nuova, l’avevamo già affrontata con il “Decamerone”. Scrivere un testo come Bertoldo, sia nella prosa che nei versi, è un’esperienza divertente, carica di gioia e spensieratezza. La cosa più bella quest’anno sono state le risate che abbiamo fatto quando lo scrivevamo, mentre ci immaginavamo come la risata del pubblico avrebbe riempito Piazza Grande.”

Manca poco alla prima del Bruscello, come si vive da bruscellante l’attesa del debutto?

Come sempre nel caos, ma poi alla prima ci arriviamo in ogni caso. Quest’anno è stato difficile a livello di organizzazione, ma la scena non ha risentito di nessuna mancanza. I bruscellanti ci sono e sono pronti; sapere di essere riusciti, nonostante i nostri mezzi amatoriali, a portare sul sagrato uno spettacolo completo, ci rende solo orgogliosi. Credo che la nostra riuscita sia un grande passo avanti e un grande motivo di speranza, la situazione che abbiamo vissuto è stata veramente disastrosa per il mondo dello spettacolo. “

Un ultimo augurio ai bruscellanti e al pubblico!

Ci auguriamo che il Bruscello 2021 riesca a portare un po’ di spensieratezza e qualche risata in un periodo in cui ce ne è veramente bisogno. Ai bruscellanti vogliamo dire di divertirsi, se ci divertiamo possiamo trasmettere questa gioia di rinascere anche ai nostri spettatori, il divertimento può solo che aumentare. E per ultimo…

Speriamo non piova!”

Nella speranza che il tempo sia clemente e augurando buona fortuna a tutti i bruscellanti vi aspettiamo dal 12 al 15 di Agosto a Montepulciano, Piazza Grande, con “Bertoldo, Bertoldino e…”!

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Chiara Cacace

Diplomata alle Scienze Umane senza neanche essersene resa conto, ha necessitato di un anno sabbatico durante il quale ha scoperto che non può fare nulla per placare la sua volontà di scegliere sempre la via meno praticabile. Per questo aspira a fare parte del mondo dei giornalisti poiché scrivere è l’unica cosa giusta che pensa di sapere fare, ma neanche lei ci giurerebbe, quindi non illudetevi.

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