Cresce la coltivazione di Canapa in Toscana: secondo la Coldiretti, oltre 1000 ettari sono prestati alla coltivazione legale di questa pianta che necessita, a livello di produzione, un adeguamento normativo stringente ma che rappresenta per il nostro territorio l’inizio di un lungo percorso di valorizzazione e promozione della coltura ecologica.

Difatti il boom della coltivazione della cannabis in Toscana è stato contraddistinto dal moltiplicarsi di idee innovative nella trasformazione della canapa, ‘pianta’ dai mille usi, dalla birra alla ricotta e agli eco-mattoni isolanti, dall’olio antinfiammatorio alle bioplastiche, fino a semi, fiori per tisane, detersivi, carta o imballaggi, oltre al pellet di canapa per il riscaldamento che assicura una combustione pulita. In più Coldiretti Toscana sta lavorando da tempo con la Federazione nazionale dei tabaccai per costruire una filiera di produzione certificata che possa offrire tutte le garanzie necessarie alla tutela della salute e naturalmente conforme alla disciplina prevista per le rivendite di generi di monopolio, essendo i prodotti da fumo assimilati al tabacco. Si aprono, dunque prospettive commerciali del tutto inesplorate che porterebbero a un giro d’affari potenziale stimato in oltre 40 milioni di euro.

“L’affermarsi di stili di vita più ecologici ha favorito – spiega il presidente di Coldiretti Toscana, Fabrizio Filippi – la diffusione della canapa che è particolarmente versatile negli impieghi, ma anche in grado di ridurre il consumo del suolo, la percentuale di desertificazione e la perdita di biodiversità. Considerata l’importanza economica del settore, occorre formare le aziende agricole per favorire la qualità della produzione nazionale e supportarle nella trasformazione del prodotto, scongiurando l’alterazione della legge italiana di riferimento anche attraverso un sistema di controllo nei confronti degli operatori delle filiere per favorire la legalità e prevenire truffe e comportamenti illeciti. Valorizzare la canapa italiana, di nostra tradizione, considerato che negli anni Quaranta eravamo il secondo Paese mondiale a produrla, dopo la Russia e promuoverla all’estero per sostenere le aziende italiane anche nelle esportazioni”

Tante sono le aziende già coinvolte in questo esperimento che non sembra poi così lontano dal raggiungere una conclusione: a Viareggio troviamo la serra di “Tiziano Vecoli”, la piantagione di cannabis light più grande della Toscana, che vanta la coltivazione di più di 18mila piante. Troviamo anche realtà più piccole come “Erba del Chianti” nata dall’attrattiva della Cannabis Light e dai primati della Cosmetica a base di Canapa, è adesso proiettata anche verso il settore alimentare da quando i suoi prodotti del food hanno debuttato alla Fiera internazionale capitolina Canapa Mundi 2019.

Un punto di riferimento per tutti gli agricoltori è rappresentato da “AssoCanapa Toscana” http://www.assocanapatoscana.it, un’associazione regionale, direttamente affiliata a “AssoCanapa Nazionale”, con l’obiettivo di garantire una qualificata assistenza tecnica, amministrativa e legale per cogliere con più tranquillità e consapevolezza le opportunità che derivano dalla coltivazione della canapa ed esprimere una posizione unitaria nelle sedi preposte a controllare e normare questo nuovo comparto agricolo che offre proposte sempre più varie ai consumatori ma anche ai produttori .

Nel frattempo Al MIPAAF si è insediato il Tavolo della filiera della canapa industriale, in cui hanno preso parte in tutto 48 componenti, rappresentanti dei ministeri dell’Interno, della Salute, dello Sviluppo economico, dell’Ambiente, dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, dell’Arma dei Carabinieri per la Difesa, dei tre dipartimenti del Mipaaf, degli Enti vigilati Crea, Ismea e Agea nonché delle Regioni.

L’obiettivo nazionale è quello di lavorare su un piano di settore che possa incentivare la produzione, sostenendo la ricerca e l’innovazione tecnologica nonché rafforzando le politiche di filiera. Al centro del confronto anche l’utilizzo di parte dei fondi messi a disposizione per il 2021 dall’ultima Legge di Bilancio, pari a 10 milioni di euro.

“Oggi poniamo le basi per rilanciare e sostenere le produzioni nazionali di canapa, una pianta nelle cui potenzialità crediamo molto – ha dichiarato il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate – Auspicando un confronto attivo e proficuo con i protagonisti della filiera, ci poniamo l’obiettivo di approvare un piano di sviluppo del settore affinché si evidenzino i fabbisogni e le necessità del comparto, così da intervenire con finanziamenti adeguati in grado di farne crescere la produzione vista la molteplicità di finalità di utilizzo di questa pianta”.

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Chiara Cacace
Chiara Cacace

Diplomata alle Scienze Umane senza neanche essersene resa conto, ha necessitato di un anno sabbatico durante il quale ha scoperto che non può fare nulla per placare la sua volontà di scegliere sempre la via meno praticabile. Per questo aspira a fare parte del mondo dei giornalisti poiché scrivere è l’unica cosa giusta che pensa di sapere fare, ma neanche lei ci giurerebbe, quindi non illudetevi.

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