La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

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Guerra e campagna: i libri di Graziano Buchetti

Graziano Buchetti è un autore di libri che vive a Valiano di Montepulciano: autore, ci tiene a precisare, non scrittore di professione. Classe 1953, una vita passata in banca come…

Graziano Buchetti è un autore di libri che vive a Valiano di Montepulciano: autore, ci tiene a precisare, non scrittore di professione. Classe 1953, una vita passata in banca come impiegato e come direttore, ha scoperto nel corso degli anni una passione per la scrittura, con storie legate al passato del nostro territorio e due grandi elementi caratteristici: la vita delle famiglie contadine nelle campagne e la Prima Guerra Mondiale.

Ho incontrato Graziano Buchetti per una lunga chiacchierata nella sua abitazione di Valiano, dove è tornato a vivere dopo la pensione e una vita passata tra Siena e Firenze, perché i suoi libri hanno avuto un buon riscontro di pubblico nei paesi confinanti. Ero quindi curioso di capire come nascessero i suoi romanzi, che sono particolarmente apprezzati per la ricostruzione storica e l’utilizzo di aneddoti realmente accaduti.

graziano buchetti

Graziano Buchetti con la moglie, dopo aver ricevuto un premio letterario

“Disertore per amore” è il titolo dell’ultimo libro di Graziano Buchetti, ispirato alle avventure militari e sentimentali di una persona realmente esistita, basato su racconti di reduci e loro nipoti: l’amore per la storia del territorio agreste della Toscana si sposa con le drammatiche vicende della Grande Guerra. Graziano ha deciso di pubblicarlo con una casa editrice di Viterbo, dopo alcune esperienze di autopubblicazione e con altre case editrice locali.

“Non è facile arrivare a una grande casa editrice – mi spiega – non ti prendono nemmeno in considerazione, se non hai un agente o un aggancio all’interno. Per quest’ultimo romanzo mi sono rivolto ad alcune case editrici che ho trovato su internet, tralasciando tutte quelle che chiedono un contributo economico all’autore, perché non mi ispirano fiducia. La Nuova Stampa Alternativa di Viterbo mi ha dato subito attenzione, dopo alcune correzioni mi hanno chiesto di firmare il contratto. Hanno apprezzato lo stile, un libro fresco e scritto in modo diverso. È proprio vero, non sono uno scrittore né gioco a farlo, mi diverto a scrivere e sono contento che queste storie possano essere apprezzate.”

Il primo romanzo lo pubblicò in autonomia, e fu una scelta tormentata. Iniziò a scrivere con un articolo per un il giornalino della sua scuola agraria, un pezzo dedicato agli ex alunni che venne particolarmente apprezzato. L’articolo parlava della vita di una fattoria negli anni ’60, ispirato alle sue esperienze, e da quel primo nucleo nacque il romanzo “L’albero dai fili d’argento”.

“Il manoscritto venne rifiutato da alcune case editrici, ma le persone che lo leggevano mi spronavano ad andare avanti. Gli aneddoti della vita contadina piacevano a tutti. Allora mi decisi a fare una pubblicazione in autonomia, grazie a una tipografia di Sansepolcro. Ho fatto stampare circa 1300 copie, distribuite tra amici e parenti, colleghi di lavoro e persone nelle vicinanze: tutte esaurite.”

Dopo questa prima esperienza positiva, si è fatto coraggio e ha pubblicato un secondo romanzo riguardante la vita agreste intitolato “Il profumo dell’erba“: l’opera ha trovato subito una pubblicazione ufficiale attraverso una casa editrice di Perugia, Alieno Editrice. A questo ha fatto seguito “La notte bianca”, una storia dedicata ai viaggi in autostrada e agli inconvenienti dei viaggiatori, con una particolare attenzione alla notte del 17 dicembre 2010, quando la grande nevicata bloccò l’A1 e costrinse tanti automobilisti a passare una notte in bianco. Proprio quest’ultimo romanzo, cominciato con un’autopubblicazione, è stato poi pubblicato in una seconda edizione da una casa editrice di Salerno. Sono stati i riscontri positivi da parte dei lettori e delle case editrici a spingere Graziano Buchetti a continuare la scrittura.

“Ho provato anche a partecipare a dei concorsi di narrativa e di poesia. Dal primo libro ho tolto alcuni capitoli, ho corretto degli errori, ho elaborato in maniera diversa vicende e personaggi. Con queste storie ho partecipato al concorso di Città della Pieve “I nonni raccontano”, nel 2014, dove i giudici erano i bambini. Ho vinto il primo premio con una storia che parlava della vita di campagna, “Pane e companatico”, da cui è stata tratta una nuova pubblicazione che è uscita lo scorso Gennaio.”

buchetti campagna

Accanto alla passione per la vita contadina, nelle opere di Graziano Buchetti c’è un forte interesse storico per la Prima Guerra Mondiale. Ne “Il Grido delle Rondini” ha raccontato le vicende dei ragazzi strappati alla vita di campagna per andare a combattere un conflitto di portata mondiale. A questo libro ha fatto seguito “Disertore per amore”, appena uscito, e un nuovo manoscritto a cui sta lavorando, sempre sul tema della Grande Guerra.

“I miei libri prendono tutti spunto da fatti veri. – commenta l’autore – Un po’ di fantasia serve sempre, ma si deve fondere nel romanzo. Dentro a quest’ultimo libro ci sono storie di diversi personaggi realmente esistiti che ho assemblato assieme. Ci sono delle vicende accadute a mio nonno Decio, che era negli Stati Uniti ai tempi della guerra, e del babbo di Narciso Parisi, famoso cantante e attore fiorentino. Ai tempi della Prima Guerra Mondiale erano in molti a disertare, perché venivano utilizzati come carne da cannone per andare contro le trincee e le mitragliatrici nemiche. Ci sono tanti aneddoti e storie da raccontare, ottimi spunti per romanzi che possono interessare anche i nipoti alla ricerca delle storie dei loro nonni.”

Graziano è appassionato di tradizioni popolari e di storia, ma come scrittore è un autodidatta: a scuola preferiva studiare il diritto e l’economia, ha lavorato per tutta la vita come bancario. Da piccolo viveva in una fattoria tra Valiano e Cortona, e ricorda gli episodi della sua infanzia come testimonianza di una civiltà contadina ormai scomparsa.

“Il mio lavoro mi ha aiutato a scrivere: dovevo fare le relazioni per i fidi e non potevo scriverle male, altrimenti c’era il rischio che non venissero approvati o si poteva mettere in difficoltà la banca. Quindi ho dovuto imparare la chiarezza di esposizione, e mi è stata molto utile. E poi, quand’ero piccolo, c’è stata la moglie del fattore che mi ha insegnato molto. Mi mandava sempre a prendere il giornale, faceva la maestra. Una mattina mi mandò in soffitta, era il 1962, e trovai tantissimi libri, testi scolastici e romanzi d’avventura. In un’estate ne lessi una quarantina, uno dopo l’altro: quando inizio a leggere, non mi fermo più.”

I romanzi d’avventura sono stati una fonte d’ispirazione per Graziano Buchetti, al pari dei classici italiani come Verga o della letteratura russa. Apprezza in particolar modo la chiarezza d’esposizione e la scorrevolezza. Legge con avidità le pagine culturali dei giornali, le interviste ai filosofi e ai grandi scrittori, alla ricerca di spunti che possano arricchire i suoi romanzi. Senza farsi influenzare troppo, però, perché non vuole perdere la sua originalità.

“I libri li devono leggere tutti, quelli che hanno fatto studi classici e quelli che hanno fatto le elementari. Devono essere accessibili a tutti, una pagina deve tirare l’altra. Io non gioco a fare lo scrittore, scrivo così, e spero che vi piaccia.”

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Palio dei Carretti di Valiano: vince Chiesina

La contrada di Chiesina vince il 40° Palio dei Carretti di Valiano: dopo il successo dello scorso anno, la contrada del piccolo borgo nel comune di Montepulciano può festeggiare la…

La contrada di Chiesina vince il 40° Palio dei Carretti di Valiano: dopo il successo dello scorso anno, la contrada del piccolo borgo nel comune di Montepulciano può festeggiare la vittoria grazie al pilota Domenico Bao e il frenatore Daniele Baldi.

Per Chiesina si tratta della 6° vittoria complessiva nell’albo d’oro del Palio dei Carretti, con la quale si è aggiudicata il Palio dipinto da Maria Cristina Renai. La contrada rossonera è arrivata al traguardo davanti a Padule, Ponte, Castello, Dogana e Fonte.

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Festa di San Lorenzo a Valiano, scatta l’edizione 2014

Torna la Festa di San Lorenzo: dall’8 all’11 agosto un intero weekend di festeggiamenti a Valiano di Montepulciano Si riempiono i calici, per il 13° anno consecutivo, a Valiano di Montepulciano,…

Torna la Festa di San Lorenzo: dall’8 all’11 agosto un intero weekend di festeggiamenti a Valiano di Montepulciano

Si riempiono i calici, per il 13° anno consecutivo, a Valiano di Montepulciano, con quattro giorni dedicati al vino Nobile di Montepulciano DOCG e al vino Rosso di Montepulciano DOC, etichette orgoglio della zona. La Festa di San Lorenzo comincia venerdì 8 agosto alle ore 20:30 con l’apertura dell’esposizione dei vini partecipanti al concorso “Etichetta d’Oro” e Mostra Vini di Antiquariato, a seguire una gara di briscola.

festa di san lorenzo 2014Sabato 9 agosto continua il percorso e alle ore 22:30 processione di San Lorenzo con banda musicale. Domenica 10 agosto si terrà il raduno trattoristico con colazione, benedizione dei trattori, messa solenne in onore di San Lorenzo e votazione del concorso. Alle ore 20:00 la “cena sotto le stelle” nel castello di Valiano, organizzata dal gruppo sportivo La Rocca (per prenotazioni chiamare 348-1995701 oppure 349-8622143).

Lunedì 11 agosto si prosegue con “Calici di Stelle”, percorso itinerante nel castello di Valiano con degustazione di vino rosso e vino nobile di rinomate cantine del territorio e prodotti tipici, intrattenimento e slow food. La serata si concluderà con la premiazione del concorso “Etichetta d’Oro” e l’osservazione delle stelle cadenti con telescopi alla Rocca di Valiano, a cura del Planetario Poliziano. La Festa di San Lorenzo è organizzata dal Gruppo Sportivo La Rocca in collaborazione con la Strada del Vino Nobile di Montepulciano e la condotta Slow Food Montepulciano e Chiusi.

 

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Annibale in Valdichiana e la Battaglia del Trasimeno

Annibale e i suoi eserciti in Valdichiana, 2230 anni fa. La battaglia del Trasimeno tra Annibale e Flaminio: i luoghi, le marce e lo scontro all’alba del 24 giugno 217…

Annibale e i suoi eserciti in Valdichiana, 2230 anni fa.
La battaglia del Trasimeno tra Annibale e Flaminio: i luoghi, le marce e lo scontro all’alba del 24 giugno 217 a.C.

Il luogo della battaglia del Trasimeno oltreché essere un meraviglioso paesaggio meritevole di far parte del patrimonio mondiale dell’umanità, (questo lo propongo per tutta la riviera del Trasimeno! Chi mi aiuta? -> info@gensvalia.it) è una delle scenografie belliche più studiate dagli storici e dagli appassionati di storia Romana. Esistono vari tesi che dettagliano le posizioni e il percorso delle due armate ed anche oggi questo evento suscita sempre molta curiosità e stimola la fantasia per identificarne precisamente i luoghi. Questo evento oltre che a lasciare la memoria sui toponimi locali, ha segnato anche il nome delle persone, infatti, localmente, il nome di Annibale, oltreché riecheggiare sulle colline di Tuoro, è ancora presente tra di noi in quanto portatore di vittoria, di coraggio e di altre positive virtù. Ad esempio, dove abito io, un uomo nato 60 anni fa a Terontola porta il nome di Annibale. Prima di descrivere l’attività bellica di quel giorno infausto per gli eserciti di Roma, proverò a ricostruire le fasi precedenti la memorabile battaglia.

La Marcia di Annibale Barca
Annibale con le sue truppe Cartaginesi e gli alleati, dopo le vittorie presso i fiumi Trebbia e Ticino, superò gli Appennini e dopo Incisa discese lungo la sponda sinistra del Valdarno Aretino, evitò la città militare romana di Arezzo e si immise in Valdichiana dal passo della Verniana sopra Monte San Savino seguendo poi la sponda destra prima del torrente Esse poi di quella del fiume Clanis, allora tributario del fiume Tevere, per raggiungere e conquistare Roma. Giunto a Valiano (territorio della famiglia Gens Valia), anziché proseguire verso Sud lungo le antiche strade etrusche che saranno il sottofondo alla futura Via Cassia Vetus per Clusium (la consolare sarà aperta nel 154 a.C.), qualcosa lo indusse ad evitare anche il municipium romano Chiusino e preferì deviare al Trasimeno per le attuali campagne di Petrignano (territorio della famiglia Gens Petroni), Ferretto, Borghetto, evitando l’altra città romana di Cortona per dirigersi verso Perugia forse a cercare o il tracciato della Via consolare Amerina (realizzata nel 240 a. C.) o della Via consolare Flaminia (realizzata nel 220 a.C.). Nel transitare sul Malpasso, ebbe la conferma che da Arezzo gli eserciti romani del console Flaminio lo stavano inseguendo e vista la stretta valle tra Monte Gualandro e Tuoro decise di posizionare strategicamente le sue migliaia di uomini sulle colline di Sanguineto di Tuoro in attesa dell’arrivo dei nemici. Il territorio sottostante aveva una superficie più ridotta rispetto all’attuale in quanto il livello delle acque del lago di Trasimeno era molto più alto di oggi, ci è noto infatti dagli storici che solo sotto l’imperatore romano Claudio (41 d.C. – 54 d.C.) fu costruito l’emissario sotterraneo di S.Savino che regolava l’altezza delle acque, così come lo sono anche oggi grazie alla nuova quota più bassa stabilizzata con l’attuale emissario Consortile del 1898.

Marcia di Annibale

La marcia di Caio Flaminio
Il console Caio Flaminio si trovava con la sua legione ad Arezzo per sbarrare la via in Etruria ai Cartaginesi, mentre il console Gneo Servilio Gemino era con la sua legione a Rimini, per bloccare un’eventuale marcia adriatica dei Cartaginesi. Alla notizia della discesa di Annibale in Valdichiana in direzione del Trasimeno, Flaminio iniziò a muoversi in quella direzione mentre Gneo Servillo da Rimini si mosse in direzione dell’Umbria per unire le due legioni. Flaminio però commise un grave errore sul campo di battaglia, il suo nuovo piano era di un attacco a tenaglia e cioè di prendere Annibale tra la propria armata da ovest e quella del suo collega Servilio che stava percorrendo la via Flaminia e doveva ormai essere nei pressi di Foligno, da est. Ma Annibale fu più veloce di loro e si predispose strategicamente contro l’attacco a tenaglia posizionandosi sulle colline di Sanguineto di fronte al lago Trasimeno per affrontare una legione alla volta. Intanto Flaminio seguiva i Cartaginesi a debita distanza e giunto nelle vicinanze di Terontola piazzò il campo all’apice sinistro del lago Trasimeno sotto Monte Gualandro a poca distanza dal Malpasso: i Cartaginesi erano scomparsi dalla vista dei Romani e tutti pensarono che erano oramai diretti verso Perugia.

La Battaglia
Così non fu. Annibale aveva fatto tornare indietro le sue truppe con un ampio giro, disponendole lungo la cerchia di colline che dominavano la strada che percorreva il bordo del lago realizzando così la più grande imboscata della storia militare. Il combattimento nella nebbiosa mattina del 24 giugno 217 a.C. durò 3 ore: i Romani persero 15.000 uomini tra morti e prigionieri contro 2.500 Cartaginesi che rimasero sul campo di battaglia. I Cartaginesi poi, ripreso il cammino verso Sud, non vollero o non ebbero il coraggio di marciare contro Roma e si dettero agli ozi di Capua e Roma fu salva.

Battaglia del Trasimeno

Termino la narrazione della battaglia citando Francesco Dini, poligrafo di Lucignano, autore del libro in latino “Antiquitatum Etruriae seu de situ Clanarum – Fragmenta Historica” 1696 e 1723, tradotto in italiano da don Remigio Presenti per i tipi della Società Bibliografica Toscana – Aprile 2012, che così racconta la sua cronaca:

“…Annibale sconvolse con incendi e stragi la regione fra le più fertili dell’Italia fra Fiesole ed Arezzo, ricca di frumento, di greggi e di ogni genere di beni.
Convocata frattanto un’assemblea nel Senato degli Aretini, i Padri decisero di aspettare il collega (Flaminio) e con accordo e decisione comune di portare a termine la guerra: si tratta di nemici prestigiosi per qualità di armi e addestramento militare e fama di gesta ed è grande la speranza e il pericolo; bisogna aver cautela, frenare l’aggressività dell’animo, perché talvolta l’occasione non colta diventa gloria più sicura e più grande. Il Console con atteggiamento impaziente rimproverando con durezza e senza paura i Padri e i penati, disse : “Sediamo davanti alle mura di Arezzo, qui sono infatti la patria e i penati; Annibale arrivi alle mura di Roma e devasti l’Italia!”. In preda all’ira (Flaminio), si precipitò fuori dall’assemblea, salì precipitosamente a cavallo e, privato della sedia curule, espose il piano di battaglia: il nemico era in marcia verso il Trasimeno, lungo le falde dei monti cortonesi, lasciata a sinistra Città di Castello e Lucignano a destra, essendo della massima importanza la rapidità e temendo più l’indugio che la guerra, devastava con stragi belliche tutto il territorio che c’è fra quella ricca e oppressa regione, per eccitare sempre più l’animo risoluto del console a vendicare le offese degli alleati, fino invocare gli inferi per attacar battaglia. Quando questi fu giunto al lago, l’esercito cominciò a spiegarsi in un terreno più vasto e, passata la notte, si accorse di essere circondato da ogni parte dagli agguati dei Cartaginesi e chiuso dai monti. Impavido schierò le file e le falangi e subito si mise mano alle armi; i Romani per la libertà, la famiglia e la religione, i cartaginesi per distruggere il nome di Roma e liberare il mondo intero; si combattè per circa tre ore accanitamente e ferocemente da ambedue le parti : Avendo la necessità eccitato l’indolenza, tanto che le legioni romane erano esangui e messe in fuga quelle degli alleati; quando l’assalto di un’ala fresca di Africani investì i nemici, Flaminio contrastando audacemente gli estremi nemici e ferito, esalò la grande invitta anima”.

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Palio dei Carretti di Valiano, vince la contrada di Chiesina

È stata la contrada di Chiesina ad aggiudicarsi ieri, domenica 22 settembre, la 39^ edizione del Palio dei Carretti di Valiano. Il pilota Domenico Bao e il frenatore Daniele Baldi hanno portato…

È stata la contrada di Chiesina ad aggiudicarsi ieri, domenica 22 settembre, la 39^ edizione del Palio dei Carretti di Valiano. Il pilota Domenico Bao e il frenatore Daniele Baldi hanno portato in trionfo i colori rossoneri della contrada per l’edizione del 2013. 

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Prima semifinale
1° Chiesina
2° Ponte
3° Fonte
Qualificata per la finale : Chiesina
Seconda Semifinale
1° Dogana
2° Castello
3° Padule
Qualificata per la finale : Dogana

Gara di Ripescaggio
1° Fonte
2° Castello
3° Ponte
4° Padule
Qualificate per la finale : Fonte e Castello

Finale :
1° Chiesina con Pilota DOMENICO BAO e frenatore DANIELE BALDI vince il 39° palio dei carretti
2° Dogana
3° Castello
4° Fonte

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Valiano, in partenza il 39° Palio dei Carretti

Tutto pronto a Valiano di Montepulciano per il 39° Palio dei Carretti, che si terrà dal 20 al 22 settembre. Il Palio dei Carretti inizia la sua storia nel 1975…

Tutto pronto a Valiano di Montepulciano per il 39° Palio dei Carretti, che si terrà dal 20 al 22 settembre.

Il Palio dei Carretti inizia la sua storia nel 1975 a corollario dei festeggiamenti del Santissimo Crocefisso, un crocefisso ligneo scolpito nel 1500 e collocato nella Pieve di San Lorenzo. Tradizionalmente, nel Medioevo, si correva una corsa in salita con i cavalli sulla Strada Lauretana dalla Dogana alla Chiesetta di Capo Valiano,

Valiano è suddiviso in sei contrade i cui nomi si identificano in luoghi già esistenti in epoca medievale. Le Contrade che si disputano ogni quarta domenica di settembre il “Panno” sono: Castello, Chiesina, Dogana, Fonte, Padule e Ponte.

Il “carretto”, mezzo di divertimento dei giovani di Valiano, è costituito da: quattro assi di legno duro che collegate tra loro, formano un geometrico trapezio isoscele allungato; due “fuselli” con alle estremità due coppie di cuscinetti in acciaio a sfere di cui l’anteriore sterzante; due freni a mano collocati nella parte posteriore del mezzo.

La gara si svolge in più discese che selezionano le contrade che andranno a disputare la finale. La partenza è situata nel colle più alto del paese a circa 330 m., i carretti compiono un tratto di circa 1 km. in discesa con pendenza fino al 15% e con tre curve notoriamente impegnative.
La manifestazione è preceduta da una sfilata in costumi medioevali che ne ripropongono il carattere storico. Il corteo è composto da otto figuranti, due tamburini e due sbandieratori per ciascuna contrada attraversa le vie del paese raggiungendo il sagrato della Pieve di San Lorenzo.

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L’edizione 2013 del Palio dei Carretti di Valiano, a cura del Gruppo Sportivo La Rocca,  si svolgerà con il patrocinio del Comune di Montepulciano, in collaborazione con il Magistrato delle Contrade. Ecco il programma completo della manifestazione:

VENERDI’ 20/9:
ore 18:00 Apertura Sagra del Vin Santo e del Ciambello con Mostra “IERI SPOSI”.
ore 21:00 Corteo dei Ceri: processione solenne in onore del SS Crocefisso con la partecipazione dei figuranti delle Contrade a coordinazione del Magistrato.
ore 22:00 Presentazione e Benedizione Palio dipinto dalla Dott.ssa Paola Imposimato
ore 22:30 Animazione con Giullare e saltimbanco.

SABATO 21/9:
ore 18:00 Prosecuzione Sagra del Vin Santo e del Ciambello e Mostra “IERI SPOSI”
ore 20:30 BACCO, TAVERNE e DOLCEZZE: serata di degustazione piatti tipici a cura del Magistrato delle Contrade , GS La Rocca, Associazione cuochi Alta Etruria e Condotta Slow Food di Montepulciano/Chiusi
La serata sarà allietata dalla musica della Band “Acoustic Area”

DOMENICA 22/9:
ore 11:00 SANTA MESSA ed a seguire SORTEGGIO delle BATTERIE.
ore 15:30 CORTEO STORICO IN COSTUME MEDIEVALE e spettacolo degli sbandieratori.
ore 17:00 Si corre il PALIO
ore 19:00 CONSEGNA del PALIO alla Contrada Vincitrice
ore 20:30 Aperitivo con sangria e stuzzichini nel Castello di Valiano.

Per Informazioni:

Gruppo Sportivo La Rocca

Telefono: 3473479474

Fax: 0578 724242

email: gslarocca@libero.it

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La Via Lauretana – Terza parte

Bentornati alla scoperta della Via Lauretana, l’antica strada etrusco-romana che collegava Cortona a Montepulciano, Asciano e Siena. Dopo la Prima parte e la Seconda parte, Franco Boschi ci racconta la terza e ultima parte di questo…

Bentornati alla scoperta della Via Lauretana, l’antica strada etrusco-romana che collegava Cortona a Montepulciano, Asciano e Siena. Dopo la Prima parte e la Seconda parte, Franco Boschi ci racconta la terza e ultima parte di questo importante pezzo di storia che attraversa la Valdichiana!

La riscoperta della Via Lauretana Senese-Aretina (Terza parte)

Ripreso il cammino sulla Lauretana, dopo circa tre chilometri su di una collina a destra si ammirano il Borgo storico dei Palazzi e le cinquecentesche ville signorili del Vescovo Vagnucci e del Cardinale Silvio Passerini, vicario in Toscana del Papa Clemente VII; più avanti, oltrepassato il confine provinciale Senese-Aretino, ci si immerge nel territorio dell’antica lucumonìa della Tabula Cortonensis e si attraversano i borghi di Centoia e di San Lorenzo, per poi raggiungere, a Camucia, l’innesto con l’antica Via dell’Alpe di Serra – oggi la S.P. 71 Umbro-Casentinese. Da qui il percorso della Lauretana prosegue verso l’Umbria e le Marche, fino a Loreto, dove la Santa Casa, oggi posta all’interno di una grande basilica cinquecentesca, annuncia il termine del viaggio.

E’ stata scoperta, da chi scrive questa nota, un’altra curiosità storico-territoriale del percorso della Via Lauretana e delle cause che avevano determinato l’ attraversamento della Chiana sullo storico Ponte di Valiano. Comunemente, infatti, le vie regie o le vie di pellegrinaggio puntavano al lontano luogo di arrivo seguendo itinerari rettilinei, compatibilmente con la conformazione del terreno; ma la via Lauretana, nella sezione senese-aretina, anziché seguire l’attuale tracciato del raccordo autostradale Siena-Perugia, allungava e non di poco il suo percorso verso Sud, perchè?

Questo il motivo. La Valdichiana era stata allagata dal 1055 dagli Orvietani con la realizzazione del noto Muro Grosso di Carnaiola, presso Fabro, e come dimostra il disegno di Leonardo da Vinci del 1503, il ponte più vicino all’itinerario lauretano era quello di Valiano, che, come detto, univa la terraferma attraversando la palude con un tavolato su palafitte dalla località Maestà del Ponte al piede della collina di Valiano. Gli unici altri ponti si trovavano molto più distanti, presso Arezzo e alle Torri chiusine di Beccati questo e Beccati quest’altro.

Da notare che la Via Lauretana era l’unica strada che conduceva da Perugia a Siena e fa piacere pensare che anche i pittori umbri, Perugino, Pinturicchio e lo stesso Raffaello, quando si recavano a Siena, seguissero il percorso Lauretano. Riguardo al sommo Raffaello, sappiamo che debuttò, diciassettenne, a Città di Castello, in occasione del Giubileo del 1500; occasione, come tutti gli Anni Santi, di grandi fioriture artistiche, con un’ immagine strettamente lauretana: l’Incoronazione di San Nicola da Tolentino, eseguita per l’altare dei Baronci nella locale chiesa di Sant’Agostino. San Nicola da Tolentino è il Santo che, dal suo convento di Recanati, avrebbe visto la Santa Casa scendere, sorretta dagli angeli, sul colle di Loreto. Raffaello si sarebbe poi recato a Siena, in questa sua missione decorativa al seguito del suo maestro Pinturicchio, lasciando probabili tracce del suo passaggio in più località.

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L’attività di Raffaello, il pittore delle Madonne, inedito pittore lauretano, sarebbe continuata più tardi a Firenze con la Madonna del cardellino, dipinto in cui, sulla destra, l’edificio a pianta centrale che svetta su una collina potrebbe ricordare il Santuario di Loreto. La tavola fu eseguita per le nozze di Lorenzo (Laurentius) Nasi, il mercante fiorentino che aveva una cappella nella chiesa di Santa Lucia dei Magnoli, contigua al suo palazzo di Via de’ Bardi, cappella che fin dal ‘600 risulta dedicata alla Madonna di Loreto e che addirittura riproduce le dimensioni della Santa Casa.

Il percorso lauretano di Raffaello sarebbe infine terminato a Roma, in Santa Maria del Popolo, la prima chiesa che i pellegrini provenienti da Loreto trovavano entrando in città, dove ristrutturò per il banchiere senese Agostino Chigi la Cappella di Loreto, che il cardinal Girolamo Basso della Rovere, protettore della Santa Casa, aveva fatto costruire a fine ‘400, e per la quale dipinse una Madonna di Loreto, ora a Chantilly, che ne ha adornato a lungo l’altare.

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Discovering the Castle of Valiano

Sometimes, not even those who live in the many villages scattered all around Valdichiana know anything about the true origins of what surrounds them. Still, the country and the very…

Sometimes, not even those who live in the many villages scattered all around Valdichiana know anything about the true origins of what surrounds them. Still, the country and the very stones of which those villages are made are soaked in historical events of great substance, worthy of being remembered and handed down.

Valiano is a perfect example: an hamlet of approximately 300 souls, fraction of the Montepulciano municipality.

Valiano was an ancient feudal castle, and also an essential military outpost during the 23rd century. Even though nowadays it’s just a tiny fraction of a bigger town, its past stands out as an extremely important piece of Valdichiana’s history.

The Castle of Valiano rises up on the top of a hill that dominates Valdichiana in both the territories of Siena and Arezzo. Its origins can be dated back up to the roman-etruscan age, due to the tombs which have been found near Palazzo Vecchio.

The first datas about the military usage of the castle hail from the 23rd century, when the City of Perugia was looking for new strategic outposts within the territory of Cortona.
The Castle of Valiano, which is sometimes referred to as “Valiana“, was initially  kept by Del Colle Marquises, before becoming a feud of the Del Pecora family from Montepulciano. The castle was an important outpost on the swampy lands of Valdichiana, being an obligated passage point for the military troops; furthermore, thanks to a system of communicating towers, it allowed the exchange of daytime warning signals, through reflecting mirrors, with the castles of Montalera and Montegualandro, across all the territories from Lake Trasimento to Mount Cetona and Mount Amiata.

valiano

Therefore, the importance of the Castle of Valiano was due to its strategic position among the towns of Tuscany and Umbria, the Papal State and the later Grand Duchy of Tuscany. Within the castle there was a post office, typical in valleys during the medieval age, to keep control over the freight traffic between the distant cities and to help the activities of the couriers, and also allowing the collection of customs.

The post office of Valiano had authority over the goods on transit through the Chiana’s small port, by the Lake of Montepulciano and the Chiaro of Chiusi.

The Castle of Valiano became a property of Florence in 1502, still maintaining its condition of free Commune, until Grand Duke Leopoldo of Tuscany decided to unite it to the municipality of Montepulciano in 1774.

Because of the swamp recovery works , local agricolture experienced a remarkable growth, and the consequential increase of population led to the arrangement of a great festival on august 10, 1782. The festival became more and more important, also because it featured oxen of Chianina breed. Today, the traditional San Lorenzo festival still takes place within Valiano, after over two centuries, as a proof of the great role it played in the forming process of the local identity.

Nowadays, what remains of the castle are the bridge house, the bell tower and one of the wall towers. The historical center has kept its medieval structure, with narrow alleys within the walls and the post on the Via Lauretana. There’s also the ancient Pieve of San Lorenzo, restored in 1804, with its 16th century crucifix, and the Del Pecora palace by the town square.

Valiano is proud of its past: from the bottom of the hill, you can still imagine the merchants coming on their way to the post.

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Alla scoperta del castello di Valiano

Noi che viviamo nei paesi disseminati per la Valdichiana, a volte, non sappiamo con precisione le origini di ciò che ci circonda. Eppure, le campagne e le pietre dei nostri…

Noi che viviamo nei paesi disseminati per la Valdichiana, a volte, non sappiamo con precisione le origini di ciò che ci circonda. Eppure, le campagne e le pietre dei nostri centri storici sono intrise di vicende storiche importanti, degne di essere raccontate e tramandate.

Un esempio perfetto è Valiano, borgo di trecento anime circa, che costituisce una delle frazioni del comune di Montepulciano. Valiano è stato un antico castello feudale di fondamentale importanza come avamposto militare fin dal XIII secolo. Anche se adesso è una piccola frazione, il suo passato è stato fondamentale per il nostro territorio.

Il castello di Valiano sorge su una collina che domina la Valdichiana senese e la Valdichiana aretina. Le sue origini possono essere fatte risalire addirittura all’epoca etrusco-romana, per via delle tombe rinvenute a Palazzo Vecchio. Le prime notizie dell’utilizzo militare del castello di Valiano risalgono invece al XIII secolo, grazie al Comune di Perugia, che cercava degli avamposti in posizione strategica all’interno del territorio di Cortona. Il castello di Valiano, che in alcuni documenti è indicato anche come “Valiana”, era inizialmente affidato ai Marchesi del Colle, per poi diventare feudo dei poliziani Del Pecora. Il castello di Valiano costituiva un importante avamposto nei territori paludosi della Valdichiana, costituendo un punto di passaggio obbligato per le truppe; inoltre, grazie a un sistema di torri comunicanti, permetteva segnalazioni diurne con specchi riflettenti assieme ai castelli di Montalera e di Montegualandro, per tutto il territorio che si apriva dal Lago Trasimeno al Monte Cetona e al Monte Amiata.

valiano

L’importanza del castello di Valiano, quindi, era dovuta principalmente alla sua posizione strategica tra i comuni della Toscana e dell’Umbria, lo Stato Pontificio e il successivo Granducato di Toscana. All’interno del castello era presente una posta, ovvero una stazione intermedia, tipica delle ville medievali, che servivano a controllare il traffico delle merci tra le città più lontane e aiutare le attività dei corrieri a cavallo, oltre a permettere la riscossione dei dazi doganali. La posta di Valiano aveva autorità anche sulle merci che transitavano sul porticciolo della Chiana, presso il Lago di Montepulciano e il Chiaro di Chiusi.

Il castello di Valiano passò sotto Firenze nel 1502, mantenendo però la sua condizione di comune libero, finché il Granduca Leopoldo di Toscana non decise di unirlo definitivamente al comune di Montepulciano nel 1774. Grazie alle opere di bonifica della palude, l’agricoltura della zona ebbe un grande sviluppo e la conseguente crescita di popolazione portò alla fondazione di una grande fiera per il giorno del 10 agosto 1782. Tale fiera divenne sempre più importante nel territorio, anche in virtù della presenza dei buoi di razza Chianina; tuttora la tradizionale fiera di San Lorenzo continua a svolgersi all’interno di Valiano, dopo più di due secoli, a dimostrazione dell’importanza del passato nella costruzione della nostra identità.

Dell’antico castello di Valiano, oggi, si può ancora osservare una delle torri e il cassero con il campanile. Il centro storico mantiene la struttura medievale, con le vie strette all’interno delle mura e la posta sulla Via Lauretana. È presente anche l’antica Pieve di San Lorenzo, restaurata nel 1804, con un crocefisso del XVI secolo, e il palazzo dei Del Pecora che domina la piazza cittadina.

A Valiano il passato è ricordato con orgoglio: dalle pendici del colle ti immagini arrivare, ancora oggi, i mercanti a cavallo diretti alla posta.

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La Via Lauretana – Seconda parte

Ecco a voi la seconda parte del percorso alla scoperta della Via Lauretana, l’antica strada etrusco-romana che collegava Cortona a Montepulciano, Asciano e Siena. Franco Boschi ci racconta la storia di questo importante pezzo di storia che…

Ecco a voi la seconda parte del percorso alla scoperta della Via Lauretana, l’antica strada etrusco-romana che collegava Cortona a Montepulciano, Asciano e Siena. Franco Boschi ci racconta la storia di questo importante pezzo di storia che attraversa la Valdichiana: se vi siete persi la prima parte, correte a leggerla prima di proseguire!

La riscoperta della Via Lauretana Senese-Aretina (Seconda parte)

Lasciata Asciano, la Lauretana proseguiva verso Sinalunga affrontando la collina del Lecceto, alle cui falde i pellegrini potevano avvalersi della importante stazione termale di Montalceto e seguendo poi un percorso segnato da alcuni cippi miliari – tutt’oggi visibili – che indicavano la distanza dalla colonna granducale di Arbia.

In Valdichiana, la Via Lauretana non poteva rivolgersi direttamente verso Cortona a causa dell’area paludosa che impediva il passaggio a uomini ed animali, dovendo, pertanto, costeggiare la pianura tra Sinalunga e Torrita, che raggiungeva in prossimità di Rigaiolo. Il piccolo borgo, situato non lontano dalla pieve sinalunghese di San Pietro ad Mensulas, dove alcuni scheletrici apparati della chiesa stradale detta della Madonna del Gallo e un vistoso tabernacolo settecentesco a forma di cappella si offrono ancora alla devozione dei passanti.

In prossimità di Torrita di Siena, la Lauretana passa in mezzo ad una sorgente e ad un’altra chiesa consacrata al culto mariano, la Madonna delle Fonti a Giano: simile nella configurazione architettonica seicentesca al limitrofo, basso edificio che era stato eretto a protezione di una fonte che dissetava in passato uomini e animali. Sempre a Torrita, troviamo un altro edificio mariano, la Madonna delle Nevi, forse non ricollegabile alla Lauretana, ma capace di evocare nella semplice aula rettangolare preceduta da una loggia in laterizio il tipico aspetto di una cappella stradale, arricchita, come a Camparboli di Asciano, da una pregevole Assunzione di Girolamo di Benvenuto.

Proseguendo il viaggio, entriamo in territorio poliziano. La Lauretana, ad Abbadia di Montepulciano, attraversa longitudinalmente il centro abitato, sfiorando la Parrocchiale di San Pietro del XVI sec., quindi, in uscita dal borgo, lascia, a sinistra, la medievale chiesetta di San Pietro Vecchio, da poco restaurata e, a destra, la Fattoria Granducale dell’Abbadia, con la Villa Granducale impreziosita dal parco all’italiana, con la Casa del Fattore ed i locali per le maestranze; un nucleo di immobili al servizio dell’agricoltura che risale al 1806 e che annuncia l’ormai prossimo fondovalle della Valdichiana: grande area pianeggiante, antico Granaio d’Etruria, prima impaludata nel 1055 ad opera degli Orvietani, poi bonificata dai regnanti toscani ad iniziare dal 1551.

Superando il torrente Salarco si può apprezzare una delle opere più belle della bonifica chianina, ovvero la Serra del Salarco, progettata dall’Ing. Alessandro Manetti nel 1849 – come scritto sulla parete verticale ove cadono le acque con un gran salto – al fine di invertire il corso del torrente dal lago di Montepulciano al Foenna che incontrandolo poco distante da questo luogo, i due torrenti danno origine al gran canale Allacciante di Sinistra.

via lauretana

Questa sezione della Lauretana corre dapprima perpendicolare e poi parallela al Canale e, dopo circa due chilometri, raggiunge l’originale bivio della Chiesa della Maestà del Ponte, a Montepulciano Stazione: un edificio sacro che nasce nel 1616 – come impresso nel trave dell’orditura maestra – da una cappella stradale con l’immagine della Madonna situata sul bivio dell’antica strada alla fine del lungo tavolato su pali che attraversava la palude proveniente dal piede della collina di Valiano. Due chilometri dopo, la Lauretana soprapassa il Canale Maestro della Chiana sul Ponte di Valiano, potrebbe essere questo lo storico ponte, dove si dice che transitasse Annibale proveniente dal Valdarno con il suo esercito per sferrare l’attacco al Console Flaminio sulle rive del Trasimeno.

Attraversato il Canale più importante della bonifica di questa valle, dopo tre curve su una ripida salita, la Lauretana giunge al borgo medievale di Valiano, fondato in epoca romana dalla Gens Valia. Il castello, appartenuto dal 1100 ai Marchesi Bourbon Del Monte Santa Maria, passò nel 1357 ai Del Pecora di Montepulciano con l’aiuto di Perugia; estintasi la Signorìa poliziana, nel 1427, il popolo di Valiano ottenne da Firenze che il borgo fosse riconosciuto libero Comune e lo rimase fino al 1774, quando Pietro Leopoldo con la riforma comunitativa ordinò che fosse annesso a quello di Montepulciano. All’interno delle strette viuzze del centro storico c’è l’antica Pieve di San Lorenzo, restaurata e ampliata a croce latina nel 1804, con al suo interno un ligneo e miracoloso Crocefisso del XVI secolo e tre pregevoli dipinti di cui uno su tavola con il Santo Patrono ed un altare ricostruito dei Della Robbia. Sulla piazza osserviamo il palazzo comunale, oggi centro civico, e il palazzo dei Del Pecora; di lato alla porta di accesso la portella del gabelliere.

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A Valiano un forum sul distretto biologico

In occasione della festa di San Lorenzo, presso il centro storico di Valiano si è tenuto un forum sulla possibilità di un distretto biologico a Montepulciano. Il forum, organizzato dal…

In occasione della festa di San Lorenzo, presso il centro storico di Valiano si è tenuto un forum sulla possibilità di un distretto biologico a Montepulciano. Il forum, organizzato dal centro culturale Gens Valia, si è svolto domenica 11 agosto alle ore 17:15, con la collaborazione del comune di Montepulciano, la provincia di Siena, Legambiente, l’Accademia Italiana Gastronomica Storica e la Società Storica Poliziana.

Il forum, dal titolo “La Valdichiana che vogliamo”, ha affrontato i temi dei grani antichi, dell’agricoltura biologica e biodinamica, e di un futuro distretto biologico da sviluppare nel comune di Montepulciano, in virtù del recente collegamento alla rete irrigua del Montedoglio.

L’apertura del forum è stata affidata ad Anna Meconcelli, vice presidente del Circolo Legambiente Chianciano Terme – Montepulciano, che ha ricordato la nascita del GAS – gruppo di acquisto solidale “Pare ‘ndiviso” per promuovere il passaggio verso l’agricoltura biologica e la filiera corta. I saluti iniziali sono stati invece affidati ad Alessandro Angiolini, assessore all’ambiente del comune di Montepulciano, che ha ribadito l’interesse per l’agricoltura biologica e per la possibilità si sviluppare un distretto biologico attorno all’acqua del Montedoglio.

distretto biologico

La prima relazione è stata quella di Franco Boschi, presidente del Centro Culturale Gens Valia:

“Grazie all’arrivo dell’acqua del Montedoglio, una delle più grandi dighe in Europa, il distretto biologico è diventata una reale opportunità. Dobbiamo spingere le istituzioni e i cittadini verso questo obiettivo, credere in questo progetto, non limitarci a delegare sempre agli altri. Dobbiamo fare scoccare la scintilla tra produttori e consumatori.”

Durante il suo intervento, il dirigente della provincia di Siena (servizio sviluppo rurale) Paolo Bucelli, ha chiarito il rapporto tra il sistema agroalimentare locale e le modifiche introdotte nella PAc 2014-2020, argomento di fondamentale interesse per tutti gli agricoltori:

“Anche la provincia di Siena crede nell’opportunità offerta dal distretto biologico, che ha già dimostrato i suoi vantaggi in termini economici oltre che nel miglioramento dell’ambiente e della salute degli individui. Il nodo cruciale è la scelta del singolo produttore: non possiamo infatti imporre una produzione biologica in maniera coatta, tutto deve essere rimandato a una scelta imprenditoriale. Non serve soltanto l’aiuto delle istituzioni, ma anche dell’opinione pubblica e della cittadinanza, che contribuiscono a creare un mercato e una domanda di prodotti biologici. Non c’è bisogno di investimenti aziendali particolari per passare al biologico, serve soltanto un cambio di prospettiva, la disponibilità a mettersi in discussione come agricoltore e puntare all’innovazione. Non è sufficiente neppure la scelta di un singolo, servono molti agricoltori che compiono assieme questa scelta per permettere la nascita di un distretto biologico. Senza dimenticare che l’Europa prevede finanziamenti per la riconversione all’agricoltura biologica.”

La parte finale del forum si è concentrata sulla produzione di grani e legumi antichi, legati a una filiera biologica del pane e della pasta, nell’ottica di una nuova riforma agraria. L’agronomo Dania Conciarelli ha descritto nel dettaglio la differenza tra i grani antichi e quelli moderni:

“Le varietà di grani antichi hanno una minore resa, e presentano sicuramente maggiori difficoltà di produzione. Tuttavia mantengono intatti i valori nutrizionali, hanno una diversa composizione di glutine e permettono di attivare una filiera corta attenta all’ambiente e al benessere. Dobbiamo imparare ad alimentarci con varietà di cibi che ci nutrano veramente, e che non si preoccupino soltanto di sfamarci.”

Il produttore Giordano Mainò ha poi raccontato la sua esperienza come produttore di grani e legumi antichi, un’attività imprenditoriale a gestione familiare che ha portato alla produzione di grano, farro e fagioli macinati a pietra, oltre a particolari varietà di miglio, di grano saraceno e di orzo per caffè. Il perito agrario Davide Farina, infine, ha mostrato un resoconto finale sull’agricoltura biodinamica, nata in Germania nel 1924 e ancora attuale per portare ulteriori migliorie all’agricoltura biologica.

La giornata si è conclusa con il tradizionale appuntamento di “Calici di Stelle” all’interno della Festa di San Lorenzo, con la collaborazione della condotta Slow Food di Montepulciano/Chiusi, il Gruppo Sportivo “La  Rocca” e la Strada del Vino Nobile di Montepulciano. Un percorso itinerante attraverso il Castello di Valiano, con apertura delle taverne e degustazione di piatti tipici toscani accompagnati da vino Rosso e vino Nobile di Montepulciano.

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Festa di San Lorenzo a Valiano

Dal 9 al 12 Agosto 2013 si terrà a Valiano la Festa di San Lorenzo, organizzata dal Gruppo Sportivo La Rocca e patrocinato dal Comune di Montepulciano. La festa, le…

Dal 9 al 12 Agosto 2013 si terrà a Valiano la Festa di San Lorenzo, organizzata dal Gruppo Sportivo La Rocca e patrocinato dal Comune di Montepulciano.

La festa, le cui origini risalgono al medioevo, si prospetta ricca di eventi: all’apertura, venerdì 9 alle ore 21:00, si terrà un’esposizione dei vini Doc e Docg di Montepulciano che parteciperanno al IX° concorso ‘Etichetta d’Oro‘, che sarà accompagnata da una mostra di vini d’antiquariato. Contemporaneamente si svolgerà la tipica processione accompagnata dalla banda musicale. La giornata si chiuderà con una gara di briscola.

Sabato 10 si aprirà la mattina con una celebrazione alla Pieve di Valiano in onore del patrono del paese, San Lorenzo. La sera, invece, l’Associazione Cuochi Alta Etruria curerà la cena sotto le stelle che si svolgerà dentro il castello di Valiano.

 Domenica 11 sarà la giornata più ricca di eventi: mentre proseguirà l’esposizione dei vini, avrà luogo il raduno trattoristico con colazione, a cui seguirà la benedizione dei trattori. In tarda mattinata si terrà la Santa Messa dell’Agricoltore alla Pieve di Valiano. Nel pomeriggio avrà luogo una mostra di scambio oggettistica e di prodotti tipici. A chiusura degli eventi pomeridiani si terrà il forum LA VAL DI CHIANA CHE VOGLIAMO: “I grani antichi, la filiera biologica del pane e della pasta e l’agricoltura biodinamica”, a cura del Centro Culturale Gens Valia.
Dopo cena si svolgerà la continuazione del festival “Calici di Stelle”, un percorso itinerante nel Castello di Valiano con apertura delle Taverne e degustazione di piatti e tipici toscani e di vini del nostro territorio. Infine, in chiusura, si svolgerà la premiazione delle aziende vincitrici del IX° concorso ‘Etichetta d’Oro‘ in Piazza Luigi Chiarini.

Durante la serata entrerà in funzione l‘Osservatorio delle stelle cadenti, con telescopi dalla Rocca di Valiano, a cura del Planetario Poliziano di Montepulciano.

Per info e prenotazioni:
+39 3481995701
+39 0578-724025
+39 337183646

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