La Valdichiana

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La socialità dei pici: da Abbadia a Chiusi

I pici non sono soltanto un piatto tipico del territorio della Valdichiana: sono anche un importante veicolo di socialità e di condivisione. Prendendo spunto dalla proposta di candidatura a patrimonio…

I pici non sono soltanto un piatto tipico del territorio della Valdichiana: sono anche un importante veicolo di socialità e di condivisione. Prendendo spunto dalla proposta di candidatura a patrimonio immateriale UNESCO, a cui ho avuto l’onore di partecipare, sono andato ad approfondire questo tema attraverso le interviste svolte in due feste popolari che si sono tenute lo scorso weekend in Valdichiana: i Giardini in Festa di Abbadia di Montepulciano e Tria Turris di Chiusi.

Al centro dell’interesse, infatti, non c’è la tipologia di pasta, bensì la pratica sociale che avviene per la sua creazione: l’atto di “appiciare”, una pratica condivisa attraverso la quale i pici vengono realizzati a mano da un gruppo di persone. Si tratta di una pratica semplice, che non richiede particolari competenze: per questo motivo può essere svolta da tutte le persone che fanno parte della comunità e diventare un veicolo di incontro e scambio, anche culturale.

I pici si fanno a mano, ma la loro creazione non è circoscritta ai maestri che tramandano il sapere o agli specialisti, come potrebbe accadere nel caso di altri prodotti tipici; dal momento che stiamo parlando di un piatto povero proveniente dalla tradizione contadina, può essere facilmente preparato da tutti, senza distinzione di sesso, età o classe sociale. L’atto dell’appiciare non è faticoso, e le persone che si ritrovano insieme possono parlare, confrontarsi e scambiarsi racconti.

Questo è particolarmente interessante nei casi delle feste popolari, in cui vengono preparate grandi quantità di pici da volontari e amatori per gli stand gastronomici: in questi casi la comunità viene chiamata a raccolta attorno alla pratica dell’appiciatura, e le varie generazioni si incontrano assieme ai pendolari o alle persone originarie del paese che tornano appositamente per la festa.

Il caso dei “Giardini in Festa” di Abbadia di Montepulciano, a questo proposito, è emblematico. Organizzata dall’associazione “Terzo Millennio”, la festa è piuttosto recente, ma dimostra un fortissimo grado di coesione degli abitanti. Nei giorni precedenti alla manifestazione, i volontari si ritrovano ad appiciare tutti assieme, con la presenza contemporanea di tre o più generazioni che, oltre a tramandare la pratica dell’appiciare, condividono i valori della socialità e contribuiscono a fortificare l’identità di Abbadia di Montepulciano.

Durante la ricerca ho avuto modo di intervistare tre esponenti di questo “arco generazionale” che attraversa la festa di Abbadia: Concetta Nannotti, Giulietta Martini e Giovanni Bombagli. Concetta è del 1939, fa quindi parte della generazione più anziana dei volontari della festa:

“Ho imparato a fare i pici da mia mamma, il sabato sera appiciavamo per il pranzo della domenica. Prima fare la pasta in casa era una necessità, perché c’erano pochi soldi per comprarla. Adesso è una tradizione. Mio nipote viene ancora oggi a mangiare i pici alla domenica, appositamente Monte San Savino.”

Giulietta fa invece parte della generazione di mezzo, ed è una delle responsabili della cucina. Coordina il gruppo di circa 40 persone che appicia nei giorni precedenti alla manifestazione.

“Abbiamo provato a fare i pici il primo anno della festa, e sono piaciuti. Abbiamo iniziato a spargere la voce e abbiamo ricevuto l’interesse di tante persone, tra chi sapeva già appiciare e chi aveva voglia di provare. Ragazzi di 15 o 16 anni, ma anche di 30 anni, che non avevano mai fatto i pici, adesso hanno imparato. Quindi è anche un modo per portare avanti una tradizione che era dei nostri nonni e si stava un po’ perdendo.”

La presenza delle nuove generazioni è dimostrata da Giovanni, nato nel 2005, tra i più giovani appiciatori. All’inizio è stato portato alla festa dalla nonna e dalla zia, che già aiutavano, ma adesso è già al terzo anno. La socialità è talmente diffusa che i ragazzi chiamano ad appiciare altri amici o coetanei, non soltanto dal paese di Abbadia, ma anche dai paesi limitrofi

“Mi trovo bene insieme agli altri, riesco anche a instaurare buoni rapporti. Facciamo i pici due volti a settimana, io principalmente aiuto a stenderli, ma se c’è bisogno posso appiciare. Di solito mi metto vicino a qualcuno che appicia, si chiacchiera, stiamo in compagnia.”

I pici dei “Giardini in Festa”

La situazione è diversa, ma ugualmente interessante, se andiamo a considerare il “Tria Turris” di Chiusi. La festa popolare anima il centro storico della cittadina etrusca durante i festeggiamenti in onore di Santa Mustiola, offrendo intrattenimenti di atmosfera medievale e riprendendo l’antica suddivisione in terzieri. Anche in questo caso, l’offerta gastronomica per i visitatori è fortemente incentrata sui pici, che vengono preparati con diverse tipologie di sughi.

In questo caso i volontari che appiciano non si ritrovano tutti assieme, ma suddivisi per terzieri: si tratta quindi di un numero più ristretto di persone, ma in cui possiamo ritrovare le stesse dinamiche di socialità e la stessa attenzione all’importanza di servire la pasta fatta a mano ai visitatori e agli stessi contradaioli.

Per il Terziere Sant’Angelo ho intervistato Ceccattoni Meris e Canestri Nelia, che mi hanno raccontato le modalità di gestione della cucina. Le fasi di appiciatura sono gestite principalmente dalle donne del terziere, che fanno la pasta anche a casa per le necessità domestiche, portando avanti la tradizione imparata dalle rispettive madri.

“A casa faccio tutto – racconta Nelia – ho imparato da mia mamma, poi ho lavorato nei ristoranti e negli alberghi, a Chianciano… si faceva tutta la pasta a mano. Tuttora faccio i pici in famiglia, quando posso. Mia figlia è come me, fa la parrucchiera, ma ha imparato ad appiciare, a fare la pasta a mano.”

Situazione simile al Terziere San Silvestro, dove ho conosciuto Silvia Dolciami, Benita Ceccarini, Valeria Rossini e Valeria Fé. Il gruppo delle cuoche di contrada è composta da sei persone fisse più altri aiutanti; tra di loro c’è anche chi ha imparato ad appiciare a Celle sul Rigo, borgo rinomato proprio per la famosa Sagra dei Pici.

“Per fare i pici prima dobbiamo preparare l’impasto, che deve riposare mezz’ora – spiega Benita – Poi arrivano le altre donne, abbiamo le nostre spianatoie e cominciamo ad appiciare. Li mettiamo nelle teglie, con matasse infarinate di circa 5 chili l’una. Abbiamo imparato dalle nostre mamme, dalle nonne, è una tradizione che si tramanda.”

Infine il Terziere Santa Maria, dove ho incontrato Nadia Pieroni e Carla Barni: anche nel loro caso l’impegno dei volontari della cucina è quello di garantire dei pici fatti a mano a 100%, grazie al lavoro delle donne della contrada.

“Sono originaria di Chiusi ma vivo a Firenze, però torno sempre a dare una mano. – racconta Nadia – Mi piace partecipare, dare una mano. Li facciamo anche a Firenze, ora sta arrivando anche in città la tradizione, per certi versi.”

I pici dimostrano quindi un valore che oltrepassa quello gastronomico, grazie alle fondamentali fasi di appiciatura che diventano delle vere e proprie occasioni sociali in cui rafforzare l’identità dei piccoli borghi della Valdichiana e cementare il rapporto tra le generazioni.

I pici del “Tria Turris”

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Tria Turris, ancora una vittoria per il terziere Santa Maria

Per il quinto anno consecutivo il terziere di Santa Maria conquista il Tria Turris dimostrandosi il terziere più forte al Palio delle Torri. Con il quinto sigillo consecutivo, quella dei…

Per il quinto anno consecutivo il terziere di Santa Maria conquista il Tria Turris dimostrandosi il terziere più forte al Palio delle Torri. Con il quinto sigillo consecutivo, quella dei campioni in carica è ormai una vera e propria egemonia alla quale, per adesso, San Silvestro e Sant’Angelo, gli altri due terzieri della città, poco riescono a fare; arrivati al traguardo rispettivamente in seconda ed ultima posizione.

Il Comune di Chiusi è tornato dalle nebbie del medioevo al digitale dei giorni nostri, ma tutto il fine settimana è stato un vero e proprio tuffo nel passato con un centro storico calato in pieno medioevo che ha coinvolto residenti e turisti, rimasti affascinati dal ritrovarsi ad incontrare antichi cavalieri e nobili dame, oppure nel bel mezzo di un accampamento medievale nella perfetta cornice del parco dei Forti, o ancora a curiosare tra gli scaffali di misteriose botteghe medievali, al secolo i negozi del centro commerciale naturale di Chiusi Città che per l’occasione si sono letteralmente trasformati grazie al coinvolgimento e alla disponibilità dei commercianti. Il Comune di Chiusi ha vissuto un vero e proprio cambio di identità che ha riguardato anche i rappresentanti delle istituzioni; il sindaco Stefano Scaramelli e l’assessore al bilancio Juri Bettollini, con tanto di costumi medievali, hanno sfilato per le vie della città insieme al suggestivo corteo storico, curato nei minimi dettagli ed impreziosito da maestosi abiti di foggia trecentesca.

“Il Tria Turris sta crescendo anno dopo anno e di questo siamo veramente soddisfatti – ha dichiarato il sindaco di Chiusi Stefano Scaramelli – il merito va soprattutto ai Terzieri e alle varie associazioni che hanno permesso la realizzazione della festa. La nostra città ha un vero e proprio cuore medievale e le tante persone che in queste serate di festa sono accorse per i vari spettacoli e prove di abilità ne sono la conferma. Quasi dispiace rimettere l’orologio del tempo ai giorni nostri, ma è bello essere consapevoli che a Chiusi tanti giovani e non hanno messo cuore ed anima per la realizzazione di una festa che solo qualche anno fa sembrava una scommessa con un futuro incerto e che invece è adesso una tradizione della nostra Città.”

Tutto il centro storico della città è stato protagonista della festa, ma l’angolo più suggestivo del Tria Turris ancora una volta è stato al Parco dei Forti dove per l’occasione è stato ricreato un accampamento medievale con tanto di taverne, spazi per musici, spettacoli ed addirittura un’arena per i combattimenti, dove si è svolto, nella serata conclusiva, un avvincente torneo di spada tra i cavalieri della compagnia d’arme Santaccio e nei giorni precedenti la tanto attesa Tripartita (una sorta di calcio storico con tre palloni, tre porte e tre giocatori per squadra) vinto dal terziere Sant’Angelo; il torneo d’arco femminile (freccia d’argento) vinto dal terziere San Silvestro (la freccia d’argento è stata Clara Cioncoloni) e quello di arco maschile (palio del Sant’Anello) vinto dal terziere Santa Maria (miglior arciere Michele dell’Agnello).

tria turris 2A conferma della crescita della festa, un altro ingrediente sono stati gli spettacoli di tamburi e sbandieratori dei terzieri cittadini che proprio prima del palio delle torri hanno affascinato i tanti visitatori con numeri ed esercizi di alto livello. Spettacolo che è stato garantito anche dalla compagnia dei falconieri del gruppo “Trata Burata” e della compagnia d’arme di San Marino.

Spade, archi, bandiere e tamburi, dunque, per il momento si sono fermati, ma neanche il tempo di archiviare il Tria Turris ed il Palio delle Torri che già tutta la città è pronta a proseguire i festeggiamenti in onore della patrona Santa Mustiola. Tanti saranno gli eventi tra i quali la tradizionale processione che si svolgerà venerdì 27 giugno alla presenza di contrade e terzieri. Proprio per quell’occasione piazza Duomo sarà completamente rivestita di tufo per permettere l’esibizione di cavalli e cavalieri che per una notte saranno i protagonisti di quella piazza che potrebbe essere definito il salotto buono di Chiusi.

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Chiusi: al via la quinta edizione del “Tria Turris”

Come nel film Ritorno al Futuro di Robert Zemeckis anche a Chiusi la macchina del tempo è pronta a ruotare indietro le lancette del tempo e a far calare la…

Come nel film Ritorno al Futuro di Robert Zemeckis anche a Chiusi la macchina del tempo è pronta a ruotare indietro le lancette del tempo e a far calare la città in pieno stile medievale. Tutto è pronto, dunque, per un salto indietro nel tempo di 700 anni, tutto è pronto per la quinta edizione del Tria Turris. Da venerdì 20 giugno, fino a domenica 22, non sarà quindi strano vedere passeggiare per le antiche vie del Comune: cavalieri in armatura, dame, paggi, ancelle, arcieri o falconieri e non sarà neanche difficile vivere l’atmosfera ed il mistero di un vero e proprio accampamento medievale allestito nella splendida cornice del Parco dei Forti.

“La nostra città si dimostra dalle mille sfaccettature – dichiara l’assessore al Sistema Chiusipromozione Chiara Lanari – dopo il Lars rock fest continuano gli eventi, ma si cambia completamente stile con il Tria Turris. Anche quest’anno come amministrazione non possiamo che essere soddisfatti di questa festa perché sta crescendo e sta sempre più coinvolgendo l’intera città, i commercianti, le varie realtà associative ed i giovani che volontariamente allestiscono tutti gli spazi della manifestazione. Proprio la crescita della festa è un aspetto molto importante per Chiusi perché sempre più negli anni, il Tria Turris, non è solo una manifestazione fine a se stessa ma in grado di coinvolgere e mettere insieme l’aspetto turistico, commerciale e culturale della nostra città, aspetto che sempre ricerchiamo nelle varie iniziative.”

Il Tria Turris, grazie all’organizzazione dall’associazione Terzieri con la collaborazione di Comune, Pro Loco, associazione Botteghe di Porsenna e comitato dei festeggiamenti in onore di Santa Mustiola che non terminerà definitivamente il 22 giugno, ma il 3 luglio giorno della patrona con la tradizionale cena in via Porsenna, coinvolgerà tutto il centro storico della città.

Ad aprire i festeggiamenti saranno gli intrattenimenti organizzati al Parco dei Forti, con il “Palio della Freccia d’argento” (tiro con l’arco femminile) e la “Tripartita”, novità 2014 (calcio storico tra terzieri) previsti per venerdì 20 giugno dalle ore 21.30. Sabato 21 il programma a partire sempre dalle 21.30 prevede invece il “Palio del Santo Anello” (tiro con l’arco maschile), spettacoli di giocoleria e fuoco ed una suggestiva caccia alle streghe organizzata dal gruppo di falconieri “Trata Burata”.

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Infine domenica 22 tutta la città, dal pomeriggio intorno alle ore 16.00, si trasformerà in una vera e propria roccaforte medievale con la grande sfilata in costume per le vie del centro storico alla quale parteciperà anche il sindaco e la giunta in tenuta rigorosamente medievale e alla quale seguirà l’atteso Palio delle Torri con il via della competizione prevista per le ore 18.00. Sempre domenica al parco dei Forti si svolgerà intorno alle 22.30 il grande “Torneo di Spada” della “Compagnia d’Arme Santaccio dei Terzieri di Chiusi”.

Tutte le sere inoltre, sarà anche possibile rifocillarsi, al Parco dei Forti, con suntuose cene tutte con libagioni prettamente medievali mentre nelle ore diurne della giornata di sabato e domenica le antiche vie della città saranno allestite con le “Botteghe del Medioevo”, ovvero un mercatino storico in costume e spettacoli itineranti.

“Il Tria Turris manifestazione che fa tornare indietro la città intorno al 1474 –dichiara Andrea Masini dell’associazione terzieri – rappresenta un appuntamento importante per tutta la città. Le varie sfide tra terzieri sono tutte molto sentite a partire dal tiro con l’arco, al calcio storico fino ovviamente al Palio delle Torri sfida per eccellenza dei terzieri chiusini. La festa crea una atmosfera molto bella e di partecipazione perché sono coinvolte tante persone anche di generazioni diverse tra loro e anche per questo siamo contenti di tornare al medioevo.”

“La festa del Tria Turris – dichiara Clara Cioncoloni dell’associazioni terzieri – sarà ricca di sfide e spettacoli. Siamo molto soddisfatti del fatto che la nostra festa supera anche i confini del nostro Comune tanto che gruppi esterni come ad esempio il gruppo dei falconieri o una compagnia d’arme di San Marino continuano a seguirci con entusiasmo. Ci auguriamo che siano giorni piacevoli, noi abbiamo messo tutto il nostro impegno.”

Al termine della disfida tra le torri, domenica 22 giugno, successivamente alla consegna della palio alla contrada vincitrice, i calici si alzeranno al cielo in occasione del brindisi congiunto in tutta la Toscana di Arcobaleno d’Estate (iniziativa organizzata dalla Regione Toscana e dal quotidiano La Nazione). In concomitanza con i festeggiamenti, inoltre, si svolgerà la quarta edizione del motoraduno “500 Km degli etruschi” organizzato dal motoclub Beccati Questo.

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Chiusi, sono iniziate le celebrazioni per Santa Mustiola

È iniziato a Chiusi il calendario degli eventi in onore dei festeggiamenti di Santa Mustiola, patrona cittadina. Un altro week end ricco di iniziative attende la cittadina toscana, dopo il…

È iniziato a Chiusi il calendario degli eventi in onore dei festeggiamenti di Santa Mustiola, patrona cittadina. Un altro week end ricco di iniziative attende la cittadina toscana, dopo il successo sia di pubblico che di organizzazione registrato al Tria Turris.
In una sorta di perfetta commistione, grazie al lavoro del Comitato festeggiamenti Santa Mustiola, delle tante associazioni e del Comune si alterneranno iniziative religiose, culturali e ludiche a conferma di quanto la festa sia sentita da tutta la comunità.

«La dieci giorni di festeggiamenti per celebrare Santa Mustiola – dichiara il primo cittadino di Chiusi Stefano Scaramelli – rappresenta un momento particolarmente importante per tutta la nostra città; soprattutto per il centro storico che così ritrova una forte e bella vitalità grazie a tutta una serie di iniziative religiose e non, l’ultima in ordine di tempo è stata il Tria Turris, che sono state organizzate in sinergia tra diverse realtà associative della nostra Città e dal Comune. Insomma grazie ai festeggiamenti per la nostra patrona, Chiusi rivive lo splendore del ricordo e della tradizione per noi sempre importante e fondamentale perché fondante del nostro essere».

I festeggiamenti proseguiranno fino al 3 luglio ad un ritmo serrato, ogni sera il centro storico sarà infatti animato da tante e diverse iniziative come ad esempio la Notte Blu, questa sera, sabato 29 giugno o il Mercatino di Porsenna domenica 30 giugno, in collaborazione con i commercianti. Fra gli appuntamenti religiosi invece la celebrazione del Triduo di Santa Mustiola, previsto per lunedì primo luglio alle 18.00 in Duomo o ancora l’apertura solenne dell’urna prevista invece per martedì 2 luglio sempre alle 18.00 a cui seguiranno, alle 21.00 le benedizioni e lo spettacolo pirotecnico al lago di Chiusi. L’apertura dell’urna della Santa sarà anche l’occasione per sindaco, giunta, cittadini e fedeli, per salutare il vescovo di Chiusi monsignor Rodolfo Cetoloni che a breve si trasferirà nella diocesi di Grosseto.

Una delle iniziative più suggestive del calendario di eventi si è svolta ieri sera, venerdì 28 giugno, dalle 21.00 con la tradizionale “Processione di Santa Mustiola” che è partita dalla catacomba della martire, per arrivare fino alla Cattedrale di San Secondiano, il Duomo di Chiusi. Quest’anno la processione, arrivata al sesto anno d’età ha visto la presenza degli sbandieratori e tamburini delle contrade e dei terzieri di Chiusi e dalla partecipazione di circa una trentina di cavalieri a cavallo provenienti naturalmente da Chiusi, ma anche Città della Pieve, Sarteano, Chianciano e Castiglione. Una volta arrivati in piazza Duomo, per l’occasione ricoperta di tufo, sono stati presentati i cavalli.

«Ci auguriamo che la serata che stiamo organizzando sia gradevole per tutti coloro che vorranno partecipare – dichiara Stefano Margheriti, collaboratore del comitato festeggiamenti per Santa Mustiola – speriamo di aver messo in piedi un programma adatto, divertente ed interessante sia per i grandi che per i più piccoli. Piazza Duomo ricoperta di tufo è una location veramente suggestiva».

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