La Valdichiana

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Tag: Stefano Scaramelli

Il Comune di Chiusi fa il bilancio dell’anno appena concluso

Il sindaco di Chiusi Stefano Scaramelli traccia un bilancio dell’anno appena concluso, sottolineando gli interventi del Comune che si è mosso a favore delle classi sociali più deboli, come ad esemio…

Il sindaco di Chiusi Stefano Scaramelli traccia un bilancio dell’anno appena concluso, sottolineando gli interventi del Comune che si è mosso a favore delle classi sociali più deboli, come ad esemio i pensionati, riducendo le tasse, mettendo a disposizione contributi e continuando a lavorare sulla consegna di case popolari.

Allo stesso tempo sono state realizzate opere pubbliche importanti come il parcheggio di Porta Lavinia, nuovi marciapiedi, parchi giochi, la Domus Romana e l’ammodernamento dello stadio. Non sono mancati nemmeno gli investimenti nella scuola sia in termini tecnologici e didattici che infrastrutturali.

In merito alla cultura, la Fondazione Orizzonti d’Arte e il Sistema Chiusipromozione hanno conosciuto una importante stagione con eventi quali Chiusi nella Danza, Festival Orizzonti, Lars Rock Fest, ma anche Tria Turris, Santa Mustiola, Ruzzi della Conca, il progetto della Dodecapoli, Libriamoci e molti altri.

Il 2014 si conferma quindi un anno importante per la città di Chiusi, e il lavoro svolto dal Comune pone le basi per un progetto di sviluppo futuro. Il primo cittadino si dichiara soddisfatto e pronto ad affrontare il 2015 a testa alta, per raggiungere con determinazione gli obiettivi prefissati.

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Media Etruria: il futuro della politica e del giornalismo

Di cosa parliamo, quando parliamo di futuro? Il futuro è il tempo che verrà, l’immagina della vita come sarà. Il futuro non è il regno della verità: va immaginato, previsto, progettato,…

Di cosa parliamo, quando parliamo di futuro? Il futuro è il tempo che verrà, l’immagina della vita come sarà. Il futuro non è il regno della verità: va immaginato, previsto, progettato, sperato, temuto. E la politica deve fare la sua parte nella progettazione del futuro, per dare un senso al percorso da intraprendere a livello sociale, culturale e amministrativo per raggiungere determinati obiettivi. La politica non si limita a gestire il presente, ma può e deve immaginare il futuro.

In questo senso, la proposta della stazione per l’alta velocità Media Etruria è una proposta che guarda al futuro. Vengono immaginati i vantaggi che un territorio così vasto (il sud della Toscana, l’Umbria, l’alto Lazio) potrebbe avere grazie al collegamento dell’alta velocità nella tratta Firenze-Roma, vengono presentati progetti, alleanze, condivisioni, piani di sviluppo. Il sindaco di Chiusi, Stefano Scaramelli, si è fatto promotore della candidatura della sua città per ospitare la stazione di Media Etruria, durante un’iniziativa pubblica che si è svolta al Teatro Mascagni lo scorso 21 novembre: una proposta importante per la Valdichiana e per la Provincia di Siena, e un forte cavallo di battaglia per la candidatura del sindaco renziano per la Regione Toscana oppure per il Parlamento. Poco importa, sul piano politico, verificare la fattibilità, la concretezza e l’opportunità della costruzione della stazione Media Etruria a Chiusi: in campagna elettorale conta la capacità di far sognare, di essere protagonisti, di vivere in maniera positiva il futuro e di restituire speranza al territorio. Conta far parlare di sé e dei propri progetti, nel bene o nel male, catalizzare l’opinione pubblica e rendersi credibili e autorevoli agli occhi del pubblico. Tutto questo è possibile grazie alla proposta di un’idea di futuro, di progetti che guardino al domani.

stampaMa questo è il futuro, come ho detto prima: il regno del sogno e della speranza. Il presente, invece, è il regno della realtà: una proposta come quella della stazione Media Etruria a Chiusi merita di essere presa sul serio, nel bene e nel male, e merita di essere sottoposta a critica razionale, per studiarne l’efficacia, la fattibilità e l’opportunità. A chi spetta questo compito? Non ai cittadini, che hanno i loro consueti lavori da svolgere e non possono avere il tempo di cercare le fonti, filtrarle, controllarle e diventare competenti in tutti gli argomenti. Ed è un compito che non spetta neppure ai politici, che possono limitarsi a tirare l’acqua al loro mulino per farsi eleggere in qualche poltrona. È un compito che spetta al giornalismo.

La stazione Media Etruria è un tema che tocca concretamente la Valdichiana e tutta la Provincia di Siena. È passato un mese dall’evento del Teatro Mascagni, e ancora nessun giornale si è preso la briga di approfondire la questione. Di fare un’analisi seria, ragionata, ponderata, studiando la fattibilità della proposta e i suoi effetti, di interrogarsi assieme a tutti gli altri soggetti che potrebbero essere coinvolti nella vicenda. È una mancanza di tutto il mondo dell’informazione locale, che riguarda sia i giornali che le radio e le televisioni di questa provincia. Una grave mancanza che colpisce in particolar modo le testate storiche, quelle che escono in edicola e si fanno trovare in bella mostra in tutto i bar, e che dimostrano ancora una volta la loro inadeguatezza a questa fase storica: il Corriere di Siena e La Nazione di Siena. Tra le testate online ho letto solo gli approfondimenti di Valentina Chiancianesi e Marco Lorenzoni (che da una parte è sempre molto critico nei confronti del primo cittadino di Chiusi, ma dall’altra è stato subito tacciato di essere un gufo invidioso, senza ottenere risposte nel merito, con atteggiamenti tipici del peggiore berlusconismo).

watchdog-not-lapdog-300x237Se ci sono stati approfondimenti seri sulla questione dal mondo giornalistico, in provincia di Siena, vi prego di farmeli conoscere, perchè non ne ho trovati. Gli approfondimenti in cui vengono intervistati i vari politici o i vari individui che a vario titolo concorrono a qualche campagna elettorale non servono a niente, non valgono nulla: è tutta propaganda. Non è informazione, è servitù verso il potere. Sulla stazione Media Etruria abbiamo letto tanta propaganda, tanti comunicati stampa. La politica ha fatto la sua parte, immaginando un’idea di futuro e mettendola sul piatto per una legittima lotta al potere tra i vari contendenti. Ma adesso è il giornalismo che deve fare la sua parte, se in questa provincia ha ancora senso parlare di giornalisti. Se avete ancora un briciolo di orgoglio, un barlume di dignità, un’idea di futuro… datevi una mossa!

“La cosa peggiore per i giornalisti ‘usati’ per fare propaganda è quando i lettori se ne accorgono e il giornalista, apparentemente, no.” (Thomas Baekdal)

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Anci nazionale vota NO all’Imu agricola

Stefano Scaramelli, membro del Consiglio nazionale Anci definisce inaccettabile il decreto sull’Imu agricola il cui pagamento è stato congelato e rinviato al 30 gennaio 2015. “Per questo abbiamo chiesto –…

Stefano Scaramelli, membro del Consiglio nazionale Anci definisce inaccettabile il decreto sull’Imu agricola il cui pagamento è stato congelato e rinviato al 30 gennaio 2015.

“Per questo abbiamo chiesto – dichiara Scaramelli – che da qui a gennaio il Governo assuma un provvedimento di abolizione di questo tributo. Stiamo parlando di una misura particolarmente iniqua che penalizza in modo serio i territori agricoli, peraltro a fronte di un introito complessivamente modesto.

La questione della tassazione dei terreni agricoli è stata proposta e condivisa da molti sindaci e Anci l’ha fatto propria – continua Scaramelli – votandola all’unanimità. Il decreto sull’Imu agricola è stato un vero e proprio blitz fiscale, inaccettabile per le Amministrazioni comunali e ingiusto per gli agricoltori: il taglio delle risorse finanziarie previsto dal provvedimento, infatti, grava soprattutto sui piccoli Comuni ed è insostenibile, sia dal punto di vista sostanziale, per la sua entità, sia dal punto di vista formale, per le tempistiche con cui è stato varato.

Il Consiglio nazionale di Anci è stata un’occasione importante di confronto anche su altri temi, tra cui la possibilità, per i Comuni, di rinegoziare mutui nel 2015, la liberazione di risorse attraverso una riduzione dei vincoli del Patto di Stabilità del 60% e, penso a Siena, il rimborso per le spese per gli uffici giudiziari.

Ci sono Comuni, come Siena, infatti, in cui il carico delle spese relative alla gestione degli uffici giudiziari sul territorio è fortemente impattante. I mancati rimborsi da parte dello Stato ed in particolare quelli degli ultimi tre anni hanno comportato una esposizione dei bilanci comunali, per gestire al meglio le funzioni, occorre lavorare anche sul fronte delle risorse necessarie per perseguire gli obiettivi”.

Oltre a questo, Anci ha fatto il punto anche sui risultati ottenuti nel lungo negoziato portato avanti con il Governo:

“La possibilità di utilizzare i proventi degli oneri di urbanizzazione per le spese correnti; l’abolizione del vincolo di effettuare il taglio mediante la riduzione della spesa corrente comunale; la copertura graduale del fondo crediti di dubbia esigibilità da iscrivere annualmente in bilancio; l’allungamento fino a 30 anni dei tempi di ammortamento del fondo crediti di dubbia esigibilità; l’esclusione dal patto di Stabilità dei Comuni istituiti da fusioni per 5 anni ed il ripristino del patto verticale incentivato, che permetterà di disporre di altri spazi finanziari per spese di investimento. A questi risultati si aggiungono anche l’ampliamento del limite di indebitamento e la rinegoziazione dei mutui estesa anche a quelli rinegoziati, lo stanziamento di 125 milioni nel 2016 e poi di 100 milioni per altri 4 anni per l’accollo degli interessi di mutui stipulati nel 2015 ed, infine, la proroga dell’anticipazione di tesoreria a 5 dodicesimi”.

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A Chiusi conferita la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano

Dopo mesi di indagini e verifiche basate su oltre 250 criteri del modello di analisi di accoglienza, ricettività e servizi complementari fattori di attrazione turistica, qualità dell’ambiente, struttura e qualità…

Dopo mesi di indagini e verifiche basate su oltre 250 criteri del modello di analisi di accoglienza, ricettività e servizi complementari fattori di attrazione turistica, qualità dell’ambiente, struttura e qualità della località, il Touring Club Italiano ha valutato positivamente la domanda di candidatura presentata dal Comune di Chiusi per l’assegnazione della Bandiera Arancione.

Bandiere Arancioni – Touring Club Italiano ha deciso di conferire la Bandiera Arancione alla città di Chiusi per “la varietà e il valore delle risorse storico-culturali, un centro storico raccolto e omogeneo che offre al turista un efficace sistema di informazione turistica. Buona promozione delle risorse naturalistiche e dei prodotti tipici, che si possono degustare nei ristoranti e negli agriturismi della zona.”

Il Sindaco Scaramelli e l’assessore al sistema Chiusipromozione Chiara Lanari commentano così l’esito:

“Per la nostra città ricevere la Bandiera Arancione rappresenta un motivo di grande orgoglio a coronamento del lavoro fatto in quasi quattro anni di amministrazione. Il Touring Club ha parametri molto precisi e rigorosi nella valutazione, per questo, il risultato non era affatto scontato. La Bandiera Arancione non rappresenta, ovviamente, un punto di arrivo, piuttosto uno stimolo ulteriore per affrontare con nuova energia le sfide che verranno. La nostra città ha un passato nobile dal quale nascono le nostre radici che in questi quattro anni abbiamo tenuto sempre a cuore per proiettare la dimensione di Chiusi nel futuro, sperando di poterla consegnare ai nostri figli più bella e migliore di come l’abbiamo ereditata. Stiamo attendendo istruzioni dal Touring Club Italiano per le corrette procedure ed il percorso da seguire nei prossimi giorni.”

La Bandiera Arancione rimarrà in città fino al dicembre 2017 e in questo periodo saranno naturalmente fatti dei controlli anonimi da parte del Touring Club Italiano. La nuova sfida sarà quindi tra tre anni quando il Comune di Chiusi dovrà nuovamente dimostrare di meritarsi l’ambito riconoscimento.

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Chiusi inaugura una piazza ad Antonio Vaccaro, Tenente dei Carabinieri

È stata una cerimonia al tempo stesso semplice e solenne quella che, sabato mattina a Chiusi, è stata organizzata per intitolare una piccola piazza della cittadina in onore di Antonio Vaccaro,…

È stata una cerimonia al tempo stesso semplice e solenne quella che, sabato mattina a Chiusi, è stata organizzata per intitolare una piccola piazza della cittadina in onore di Antonio Vaccaro, Tenente dei Carabinieri che alla fine della seconda guerra mondiale evitò, garantendo con la propria vita, l’arresto di 40 cittadini di Chiusi da parte delle truppe naziste.

Di fronte alla caserma dei Carabinieri, in quello che da adesso in poi sarà chiamato Largo Vaccaro, a conferma dell’importanza di questo avvenimento, si sono riuniti cittadini, associazioni, forze politiche, civili, istituzionali, il prefetto di Siena Renato Saccone e il Vice Questore Valter Allegria, nonchè una grande rappresentanza di forze militari tra cui Polizia ferroviaria, Vigili del Fuoco, Polizia Municipale, Finanza, Corpo Forestale dello Stato e ovviamente i Carabinieri in alta uniforme.

Dopo un discorso introduttivo ed appassionato del sindaco Stefano Scaramelli, che oltre a ringraziare i presenti ha fatto riferimento all’importanza che la memoria di figure come il tenente Vaccaro deve rivestire nella mente di tutti i cittadini e in particolare delle giovani generazioni per non permettere in futuro gli errori del passato, la targa è stata scoperta sulle note della Young Band di Chiusi e del suo maestro Roberto Fabietti.

“Il Tenente Antionio Vaccaro – dichiara il primo cittadino di Chiusi Stefano Scaramelli – è quello che si potrebbe definire un vero e proprio eroe e la nostra città è orgogliosa di avergli dedicato una piazzetta di fronte alla sua Caserma dell’Arma dei Carabinieri che tanto ha rappresentato valori importanti da difendere. Sono soddisfatto anche del fatto che la città e le forze armate abbiano risposto con tanto entusiasmo a questa iniziativa perché significa che le gesta di un uomo coraggioso non sono andate perdute ma anzi continuano a riecheggiare con tutta la loro forza anche ai giorni nostri. Grazie a figure come quella del Tenente Vaccaro, l’Italia e la nostra città oggi possono vivere in pace e in libertà e questo non lo dobbiamo mai dimenticare. Il passato ci insegnerà sempre grandi lezioni e solo non dimenticando mai la sofferenza di uomini e donne potremo garantire ai nostri figli un domani migliore.”

Con la cerimonia di intitolazione della piazza, oggi Largo Vaccaro, il Comune di Chiusi ha celebrato il 70° anniversario della resistenza della guerra di liberazione e i 200 anni dalla fondazione dell’Arma dei Carabinieri.

Comunicato stampa del Comune di Chiusi del 1 dicembre 2014.
Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla nostra redazione.

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Media Etruria: progetto di sviluppo o propaganda elettorale?

Chiusi, cittadina equidistante da Firenze e Roma, e baricentrica tra Perugia, Siena, Arezzo, Orvieto e Terni, è da sempre stata crocevia di scambi economici, punto di riferimento di molti pendolari…

Chiusi, cittadina equidistante da Firenze e Roma, e baricentrica tra Perugia, Siena, Arezzo, Orvieto e Terni, è da sempre stata crocevia di scambi economici, punto di riferimento di molti pendolari e territorio strategico per lo sviluppo del turismo. Proprio per questa sua centralità, il Comune di Chiusi si candida a ospitare e collaborare alla realizzazione della stazione ad alta velocità MediaEtruria.

Il progetto è stato presentato venerdì 21 novembre al Teatro Mascagni di Chiusi dove sono intervenuti, oltre il sindaco di Chiusi, Stefano Scaramelli, l’assessore al sistema Chiusipromozione, Chiara Lanari, e il presidente dell’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese, Andrea Rossi, importanti esponenti del mondo sociale, imprenditoriale, politico, economico e istituzionale locale, i quali si sono alternati nel presentare la propria idea a supporto delle opportunità che la stazione MediaEtruria potrebbe portare se costruita nel territorio chiusino.

“Questo progetto, non è un progetto solo di Chiusi, ma di tutto il centro Italia. Media Etruria è un progetto di sostenibilità e una sfida culturale – ha dichiarato il sindaco di Chiusi, Stefano Scaramelli – Una stazione dell’alta velocità in linea a Chiusi non è una questione di campanile, ma piuttosto di opportunità. Abbiamo già pronto il progetto e un’area pubblica che può ospitare la stazione permettendo un notevole risparmio nella costruzione. Una stazione dell’alta velocità sarà anche un vantaggio per i pendolari che potranno raggiungere il proprio posto di lavoro in poco tempo migliorando così la propria qualità della vita. La rete ferroviaria della provincia di Siena e Perugia è ferma a tecnologie ormai troppo superate, è il momento di entrare nel futuro per permettere nei fatti lo sviluppo dei nostri territori.”

L’area individuata per la realizzazione della stazione è l’area ex Centro Carni, zona industriale Le Biffe, al confine con Città della Pieve e a 5-6 km di distanza dal punto previsto per l’eventuale location a Ponticelli. Proprio quest’ultima, infatti, era un’idea alternativa per l’ubicazione della stazione, unitasi poi al progetto di Chiusi.

Il convegno di venerdì 21 novembre non segna però l’inizio dei lavori per la nuova stazione; si è trattato infatti della presentazione di quello che dovrà essere realizzato qualora il comune di Chiusi venisse scelto come territorio ideale, diventando così lo snodo principale di un’area molto più vasta, che interesserebbe anche la provincia di Siena e l’Umbria.

Il progetto è stato curato dagli architetti dello studio Pediconi, in maniera del tutto gratuita. Un progetto che guarda al rispetto dei viaggiatori e all’ambiente, alla modernità, intesa come velocità e comodità di trasporti, in un mondo sempre più abituato a vivere a ritmi di vita intesi ed affrettati.

Una infrastruttura molto complessa, sopraelevata, sviluppata in orizzontale e con un involucro in ferro e vetro, intessuto con brise-soleil, un elemento di architettura atto a proteggere dal sole facciate di edifici o ambienti interni, per evitarne il surriscaldamento. Insomma una struttura in stile avveniristico che prevedere anche due binari su viadotto da affiancare ai due della linea AV attuali, per consentire la frenata e la fermata in direzione sud e in direzione nord, ascensori per la salita e la discesa dei passeggeri, il tutto a 9 metri di altezza rispetto al piano stradale della Fondovalle.

Un impianto che coinvolgere tre regioni: Toscana, Lazio e Umbria. Un’importante sinergia che può portare un beneficio a tutti territori, potenziare il turismo, intercettare nuove possibilità per le aziende e per il loro sviluppo.

Sono queste le considerazioni positive espresse da buona parte dei presenti al teatro, tra cui il presidente della Provincia di Siena, Fabrizio Nepi, il presidente della CNA senese, i rappresentanti del consiglio regionale umbro, i sindaci o gli assessori dei Comuni di Fabro, Orvieto, Città della Pieve e Castiglione del Lago, i membri del Partito Democratico umbro e senese, il presidente della Confederazione Italiana Agricoltori, il presidente dell’associazione albergatori di Chianciano Terme nonché il portavoce del comitato pendolari.

Molti, quindi, gli interventi positivi e a favore della realizzazione di Media Etruria. Tuttavia, prendendo in prestito il detto “non è tutto oro quello che luccica”, sono anche stati sollevati alcuni dubbi da mettere in conto al momento della realizzazione di opere di questa portata.

Alta velocità fotoMauro Bianchi, portavoce del Movimento 5 Stelle Montepulciano è intervenuto per sottolineare alcune somiglianze con la Media Padana, la stazione dell’alta velocità di Reggio Emilia, dove attualmente fermano otto treni al giorno, che può essere considerata un po’ la sorella maggiore di Media Etruria. Bianchi ha sollevato la questione dell’ adeguamento all’AV di alcune banchine, già presenti nell’attuale stazione di Chiusi: con questo semplice accorgimento sarebbe possibile già adesso ospitare l’Alta Velocità a Chiusi, migliorando i servizi di trasporto con una spesa molto inferiore, piuttosto che realizzare un’altra stazione e dare inizio a una grande opera dai costi altissimi.

Poi la c’è questione delle migliaia di pendolari che ogni giorno si spostano tra Firenze e Roma per andare a lavoro o a scuola, i quali rivendicano servizi migliori, orari più consoni, treni più veloci e più puliti. Ora, tenendo presente che l’AV percorre solo le lunghe percorrenze, la Media Etruria potrebbe dare risposta alle richieste dei pendolari o sarebbe utile soltanto a pochi viaggiatori?

Certo, è importante incentivare i progetti di sviluppo e le nuove infrastrutture, allo scopo di migliorare il turismo e l’economia, ma è importante anche porsi certe domande prima di investire in opere che rischiano di diventare cattedrali nel deserto. Sempre durante l’assemblea, Bianchi (M5S Montepulciano) ha sollevato l’idea che tutto questo non sia altro che una mossa elettorale del sindaco di Chiusi Stefano Scaramelli in vista delle prossime elezioni regionali. Tutto è possibile, dal momento che la competizione elettorale è libera e democratica, e ognuno gioca le sue carte migliori per vincerla; tuttavia, resta il fatto che i cittadini e il territorio hanno bisogno di risposte concrete, con dati certi alla mano, esempi tangibili e continui confronti per trovare la giusta soluzione, prima di investire in progetti di questa portata.

Il lavoro, per adesso, è soltanto all’inizio. La strada per portare una stazione AV a Chiusi è ancora lunga, ma in chiusura dell’incontro il sindaco Scaramelli ha dichiarato:

“Il mio sogno è portare Siena e le sue Terre così come tutto il Centro Italia a vivere nel futuro. E questo treno dell’alta velocità non si può non prendere al volo.”

Per dovere di cronaca è importante ricordare che la concorrente di Chiusi, che ha proposto il proprio territorio per la realizzazione dell’opera, è la provincia di Arezzo. Si è fatta strada la proposta di un luogo compreso tra Arezzo e Terontola, con l’ipotesi di un punto tra Rigutino e Olmo, dove linea veloce e linea lenta scorrono parallele. Una soluzione che ha trovato il parare positivo dei tecnici umbri.

L’assessore regionale Ceccarelli, un po’ di tempo fa, aveva spiegato quanto ancora fosse prematuro parlare di location definitive, ma intanto sono stati già messi in piedi alcuni tavoli tecnici di lavoro. A questo si va ad aggiungere la polemica dei pendolari tirrenici, i quali non sono interessati alla collocazione più a sud o più a nord della stazione Media Etruria, quanto contrari alla sua realizzazione a scapito di un progetto alternativo costiero. Per adesso, i giochi sono solo iniziati: vedremo chi sarà il vincitore. Se ce ne sarà uno.

A cura di Valentina Chiancianesi

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Chiusi: serie di incontri sulla sicurezza

Progetto #chiusisicura: è questo il titolo della serie di incontri/conferenze organizzate dall’associazione A.I.S.I.S.SU e dal Comune della Città di Chiusi. Il ciclo di incontri partirà domani (mercoledì 19 novembre) alle…

Progetto #chiusisicura: è questo il titolo della serie di incontri/conferenze organizzate dall’associazione A.I.S.I.S.SU e dal Comune della Città di Chiusi.

Il ciclo di incontri partirà domani (mercoledì 19 novembre) alle ore 16.00 dall’Auser di Chiusi Stazione. Al primo appuntamento interverranno i rappresentanti dell’associazione A.I.S.I.S.U., ossia Alessandra Venturini (criminologa e sociologa) e Vincenzo Naselli (presidente dell’associazione); inoltre ci saranno il vice Questore aggiunto della Polizia di Stato Commissariato di Chiusi dott. Walter Allgeria, il Comandante della Polizia Municipale di Chiusi dott. Giannini e il sindaco della Città di Chiusi dott. Stefano Scaramelli.

«Il ciclo di incontri organizzato dall’associazione A.S.I.S.U. – dichiara il sindaco – rappresenta una serie di occasioni importanti per far conoscere a tutti il tema della sicurezza e le precauzioni da prendere per fare della nostra città una comunità di presidio sociale. La nostra città ha investito molto da questo punto di vista, ad esempio installando una serie di telecamere in punti strategici e con un nuovo impianto di illuminazione nelle parti del territorio che altrimenti sarebbero rimaste al buio. Naturalmente il più grande investimento è quello che porta il coinvolgimento e l’istruzione delle persone e per questo gli incontri dell’associazione A.S.I.S.U. hanno un grande valore. Se Comune, associazioni, forze dell’ordine e cittadini lavoreranno insieme, consapevoli di cosa fare, la nostra città sarà sempre più sinonimo di sicurezza e vivibilità».

«Il messaggio che dovrà passare – dichiarano Vincenzo Naselli e Alessandra Venturini – è quello di tenere gli occhi aperti, di parlare, denunciare e segnalare persone o macchine sospette. La sicurezza urbana ci appartiene ed è il singolo cittadino che può e deve avere gli strumenti per contribuire alla sicurezza collettiva. Durante gli incontri saranno dati piccoli consigli su come prevenire furti, truffe e raggiri. Ai partecipanti sarà anche consegnato un vademecum con numeri utili da chiamare in caso di necessità. Particolarmente importante sarà la parte degli incontri dedicata alle truffe perché spesso a cadere nell’inganno sono le persone anziane che si fidano del malvivente e si lasciano sottrarre oggetti di valore e denaro».

Comunicato stampa di Andrea Biagi del 18 novembre 2014. 

Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla nostra redazione.

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Chiusi: inaugurata la Casa della Salute

È stata inaugurata ieri, 14 novembre, la Casa della Salute di Chiusi. Al taglio del nastro erano presenti: Stefano Scaramelli sindaco di Chiusi, Andrea Rossi presidente della Società della Salute, Enrico Volpe…

È stata inaugurata ieri, 14 novembre, la Casa della Salute di Chiusi.

Al taglio del nastro erano presenti: Stefano Scaramelli sindaco di Chiusi, Andrea Rossi presidente della Società della Salute, Enrico Volpe direttore generale della USL7 di Siena, dott. Roberto Falluomini coordinatore medici di famiglia e naturalmente i rappresentati istituzionali (sindaci o assessori) del territorio di riferimento che la nuova struttura sanitaria servirà.

La Casa della Salute, inserita all’interno del presidio ambulatoriale di Chiusi, in sintesi, riunirà in un unico luogo i medici di medicina generale (undici in totale), pediatri di libera scelta e il personale dell’azienda sanitaria locale al fine di offrire la migliore risposta possibile ai bisogni del cittadino.

“Oggi abbiamo dato il via a una rivoluzione nel modo di gestire la sanità –dichiara il sindaco di Chiusi Stefano Scaramelli – essere arrivati a questo taglio del nastro è per il nostro territorio motivo di grande orgoglio perché riusciremo, risparmiando e ridistribuendo il risparmio nel terriotiro, a garantire un miglior servizio ai cittadini. Ovviamente ospitare la Casa della Salute a Chiusi è motivo di soddisfazione perché dalla nostra città può essere lanciato un modello di stile per tutta la Toscana. Per questo un ringraziamento va al nuovo direttore generale Volpe e più in generale a tutti coloro che hanno lavorato affinché potessimo trovare una sinergia di intenti e di lavoro importante che ci ha portato alla giornata di oggi. Il progetto è stato molto complesso, ma abbiamo dimostrato che quando tutti gli attori sono uniti possiamo raggiungere risultati importanti di innovazione”

“La Casa della Salute  – sottolinea Enrico Volpe direttore generale della USL 7 di Siena – è  una soluzione organizzativa che risponde da vicino alle esigenze dei cittadini  e realizza l’integrazione fattiva del medico di famiglia con la struttura distrettuale. Finora queste due entità, pur lavorando insieme, erano separate dalla distanza fisica.  Da ora in poi i percorsi ed i progetti per la sanità di iniziativa avranno una modalità di realizzazione più partecipata.”

Due gli obiettivi del progetto Casa della Salute: da un lato il territorio di riferimento e dunque i suoi cittadini beneficeranno di percorsi diagnostici/terapeutici più snelli e a risorse socio-sanitarie più facilmente reperibili; dall’altro la struttura permetterà la diffusione della “sanità di iniziativa” ovvero quel modello assistenziale di gestione delle malattie croniche che non aspetta il cittadino in ospedale, ma gli “va incontro” prima che le patologie insorgano o si aggravino.

Comunicato stampa del Comune di Chiusi del 14 novembre 2014.
Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla nostra redazione.

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Si inaugura venerdì 14 novembre la Casa della Salute di Chiusi

Il presidente della Società della Salute Valdichiana Senese Andrea Rossi, il sindaco di Chiusi Stefano Scaramelli e il direttore generale della USL7 di Siena Enrico Volpe, inaugurano venerdì 14 novembre, alle…

Il presidente della Società della Salute Valdichiana Senese Andrea Rossi, il sindaco di Chiusi Stefano Scaramelli e il direttore generale della USL7 di Siena Enrico Volpe, inaugurano venerdì 14 novembre, alle ore 12.00, la nuova Casa della Salute, il nuovo modello di riorganizzazione territoriale della Sanità che riunisce in un unico luogo medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e il personale dell’azienda sanitaria locale protagonista dell’erogazione dei vari servizi distrettuali.

Il modello, contenuto nel nuovo piano sanitario e sociale regionale, prevede sostanzialmente l’integrazione multidisciplinare tra i professionisti per dare una risposta veloce ed univoca ai bisogni del cittadino con l’obiettivo di creare percorsi virtuosi in efficacia e soprattutto efficienza.

Con questa nuova organizzazione, infatti, i medici di medicina generale trovano la loro integrazione all’interno del presidio ed operano a diretto contatto con tutte le altre figure sanitarie chiamate alla presa in carico del cittadino-utente. Sono undici i  medici di medicina generale che aderiscono al progetto della Casa della Salute.

La Casa della Salute di Chiusi è allocata all’interno del Presidio Ambulatoriale, dove sono presenti già molte attività come la RSA, il centro diurno per anziani, la sede del medico di comunità, lo sportello di front office amministrativo, l’ambulatorio infermieristico, il riferimento logistico per l’assistenza domiciliare, il punto di erogazione dell’assistenza integrativa diretta e indiretta, gli ambulatori specialistici di ginecologia, oculistica, cardiologia, odontoiatria, logopedia, il punto prelievi sangue per le analisi, il consultorio, il servizio sociale, la riabilitazione funzionale ambulatoriale e il Punto Insieme.

L’obiettivo strategico del progetto, oltre che implementare sul territorio una rete di strutture in grado di favorire l’unitarietà e l’integrazione dei livelli essenziali delle prestazioni socio-sanitarie, è quello di migliorare l’appropriatezza con particolare riferimento all’adozione di protocolli e percorsi diagnostico/terapeutici e facilitare l’accesso dei cittadini alle risorse socio-sanitarie.

Obiettivo specifico, invece, è promuovere e diffondere la “sanità d’iniziativa” per la gestione della cronicità e l’implementazione dei percorsi per la gestione delle fasi terminali della vita e per la lotta al dolore.

Dal progetto di integrazione tra i professionisti dovranno derivare percorsi più snelli per i cittadini e quindi un impegno minore e più accurato di risorse, assicurare l’integrazione con strutture intermedie (ospedali di comunità, RSA e Hospice) e potenziare l’integrazione con il Sevizio Sociale e le  associazioni di volontariato attive sul territorio.

Comunicato stampa di Ufficio Stampa USL 7 del 13 novembre 2014.
Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla nostra redazione.

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Chiusi e le città etrusche si preparano all’Expo 2015

Comunicato stampa di Andrea Biagi del 6 novembre 2014 «I nostri territori di confine hanno sicuramente tante peculiarità da valorizzare e da promuovere “a sistema” e non possiamo non essere…

Comunicato stampa di Andrea Biagi del 6 novembre 2014

«I nostri territori di confine hanno sicuramente tante peculiarità da valorizzare e da promuovere “a sistema” e non possiamo non essere favorevoli ad un percorso sinergico che ci unisca nella promozione delle città etrusche in vista dell’Expo 2015, anche rilanciando il protocollo d’intesa delle città Etrusche della Dodecapoli, sottoscritto qualche tempo fa proprio nella nostra città, lavorando necessariamente in questa prospettiva soprattutto nell’anno degli Etruschi e di Expo 2015».

Sono questi, in sintesi, alcuni dei concetti evidenziati dall’assessore al sistema Chiusipromozione Chiara Lanari, delegata dal Sindaco Stefano Scaramelli in rappresentanza del Comune di Chiusi, ad un primo incontro svoltosi qualche giorno fa ad Orvieto, coordinato dal primo cittadino Germani alla presenza dell’assessore alla cultura, del Sindaco e del Vicesindaco del Comune di Viterbo, del sindaco di Tarquinia, di quello di Montalto di Castro e di Cerveteri. Al tavolo anche la dottoressa Viganti della direzione generale del Mibact ed il soprintendente per i beni archeologici dell’Etruria meridionale, Alfonsina Russo. Tiziana Briganti, Direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Umbria; Claudio Bizzarri Direttore del PAAO / Parco Archeologio e Ambientale dell’Orvietano.

Durante la riunione si è parlato di concretizzare e coordinare futuri incontri per organizzare la partecipazione di alcune delle città etrusche al confine tra Umbria, Lazio e Toscana, ad Expo 2015 in uno spazio in collaborazione con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

«Come Città di Chiusi – dichiarano il sindaco Stefano Scaramelli e l’assessore Chiara Lanari – crediamo che Expo 2015 sia una occasione importante che non dobbiamo farci sfuggire per incrementare la conoscenza, la valorizzazione e la promozione dei nostri territori, di conseguenza la crescita sinergica, il turismo e la ricaduta economica. Le parole d’ordine devono essere sinergia e lavoro di squadra per valorizzare al meglio le nostre peculiarità sotto il punto di vista culturale, storico, archeologico ed artistico, ma anche agroalimentare, paesaggistico, commerciale, ludico e socioeconomico».

Il prossimo incontro in vista del tavolo di coordinamento, a cura dei Comuni di Viterbo ed Orvieto, cui saranno invitati a partecipare anche altre Istituzioni Toscane e non, si terrà il 10 novembre prossimo proprio presso il Comune di Viterbo. Il Comune di Chiusi si è reso disponibile ad ospitare futuri incontri. Data la concomitanza dell’Assemblea Nazionale dell’ANCI in programma dal 6 all’8 novembre a Milano, i Sindaci presenti ad Orvieto si raccorderanno anche con i primi cittadini di Perugia e di Grosseto che non erano presenti alla prima riunione. Ulteriori contatti saranno attivati con le Regioni Umbria, Lazio e Toscana e con la Soprintendenza della Toscana in vista degli incontri successivi con i referenti del MiBact.

Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla nostra redazione

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La città di Chiusi scelta come location per il film “Basta poco”

Comunicato stampa di Ufficio Comunicazione Comune di Chiusi del 30 ottobre 2014 Proseguono a pieno ritmo a Chiusi, ormai da qualche settimana, le riprese del film ”Basta Poco” opera prima…

Comunicato stampa di Ufficio Comunicazione Comune di Chiusi del 30 ottobre 2014

Proseguono a pieno ritmo a Chiusi, ormai da qualche settimana, le riprese del film ”Basta Poco” opera prima di Andrea Muzzi e Riccardo Paoletti, per la sceneggiatura dello stesso Muzzi e Tommaso Santi scritta in collaborazione con Ugo Chiti.

Troupe, attori, macchinisti, fonici e tecnici delle luci stanno girando nel centro storico della cittadina che per l’occasione è stata trasformata in una piccola Hollywood e continueranno per circa quattro settimane.

Il cast, formato da volti noti del grande e del piccolo schermo italiano, tra i quali: Andrea Muzzi, Massimiliano Galligani, Marco Messeri, Ninni Bruschetta, Paolo Hendel, Annalisa Aglioti e Daniela Poggi, alloggia nelle varie strutture ricettive della città così come tutta la squadra di operatori tecnici. Già durante questi primi giorni di riprese la città tutta è pienamente e completamente coinvolta, alcuni cittadini di Chiusi, appariranno anche nel grande schermo come comparse, dopo essere stati scelti dal regista durante i provini effettuati a circa una settimana dal primo ciak, ma anche alcune attività commerciali hanno lasciato per qualche giorno le vesti di negozio per indossare quelle di un vero e proprio set cinematografico.

“È molto bello – dichiara il primo cittadino di Chiusi Stefano Scaramelli – vedere il nostro centro storico trasformato in un set cinematografico che segue la tradizione della commedia italiana ed è bello anche vedere i nostri cittadini e le nostre attività commerciali coinvolte con emozione nelle riprese. Sono soddisfatto che sia stata scelta la nostra città perché in questo modo avremo la possibilità di rappresentare nel grande schermo l’emblema di tutto ciò che è tradizione toscana ed è per questo che come amministrazione abbiamo deciso di sostenere le riprese del film perché siamo certi che tutto il territorio comunale e non solo ne avrà grandi benefici. Non nascondo che già all’inizio del nostro mandato avevamo in mente, per rilanciare il turismo nella nostra città, di realizzare un film a Chiusi e adesso è gratificante vedere che quell’idea è diventata realtà. Questo è il primo film che viene girato interamente da noi, auguro dunque alla troupe e agli attori un buon lavoro e che il film abbia successo.”

“Siamo soddisfatti  ed auguriamo buon lavoro,  ringraziando la produzione, i registi e tutti i soggetti coinvolti nel progetto per aver scelto la nostra città come location unica del film – dichiara l’assessore al sistema Chiusipromozione Chiara Lanari – e ci auguriamo, dopo incontri, sopralluoghi, grazie anche alla collaborazione di associazioni ed enti, che il fermento e la disponibilità di esercenti, cittadini e della città tutta, possano permettere a produzione, attori,  registi e cast, di poter lavorare al meglio a questo progetto che ospitiamo per ben quattro settimane interamente a Chiusi concedendo ospitalità e collaborazione, cogliendo in esso un’opportunità di valorizzazione, visibilità e promozione culturale, turistica e socioeconomica per la città e per il territorio.”

La città di Chiusi rappresenterà quindi in pellicola le tipicità del borgo toscano. Il film “Basta poco” è prodotto da Sandro Frezza per Alba Produzioni in collaborazione con Agenzia di Promozione Della Toscana, con il contributo di Film Commission Toscana e del Comune della Città di Chiusi. Con tutta probabilità il film e le immagini della città di Chiusi, saranno proiettate anche all’Expò 2015 di Milano. Per il Comune etrusco, dunque, il debutto cinematografico potrebbe rappresentare una vera e propria occasione di visibilità e rilancio culturale, turistico e socioeconomico fatta negli ultimi anni.

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Chiusi: Un mezzo tecnologico per la Pubblica Assistenza

Comunicato stampa dell’Ufficio Comunicazione Comune di Chiusi del 25/10/2014  È stato presentato sabato 25 ottobre il nuovo automezzo della Pubblica Assistenza di Chiusi, frutto della generosità degli imprenditori locali. Alla cerimonia…

Comunicato stampa dell’Ufficio Comunicazione Comune di Chiusi del 25/10/2014 

È stato presentato sabato 25 ottobre il nuovo automezzo della Pubblica Assistenza di Chiusi, frutto della generosità degli imprenditori locali.

Alla cerimonia di presentazione erano presenti il sindaco di Chiusi Stefano Saramelli, la giunta comunale, il parroco Don Antonio, il presidente della Pubblica Assistenza Enzo Fiorini, gli imprenditori che hanno partecipato all’acquisto, rappresentanti della società Moove che si sono occupati di reperire i fondi necessari e naturalmente molti dei volontari dell’associazione chiusina.foto_02

Il nuovo automezzo è attrezzato con le più moderne tecnologie al fine del trasporto di persone con disabilità motorie e sarà utilizzato fin da subito nei servizi che quotidianamente la Pubblica Assistenza offre all’interno del territorio comunale e non solo. Il mezzo è stato acquistato grazie alla generosità di oltre 100 imprenditori che in cambio hanno ricevuto un attestato di merito, il proprio nome o logo nella carrozzeria dell’automezzo e il ringraziamento da parte anche del primo cittadino di Chiusi.

“Credo che in un momento come quello che stiamo vivendo – dichiara il sindaco Scaramelli – riscoprire ancora una volta la generosità dei nostri cittadini e imprenditori sia un segnale veramente importante di una Italia che ci piace. Da parte dell’amministrazione non può dunque andare che un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito all’acquisto di questo nuovo automezzo. La nostra Pubblica Assistenza è un fiore all’occhiello della nostra comunità, sono cresciuto sentendo parlare degli uomini e donne della Pubblica e adesso sono felice di constatare che sia ancora una realtà sana, solida e in crescita.”

“Per la nostra associazione che proprio quest’anno ha compiuto 30 anni di vita – dichiara il presidente della Pubblica Assistenza di Chiusi Enzo Fiorini – il nuovo automezzo rappresenta veramente qualche cosa di importante. Noi siamo sulle strade 365 giorni all’anno percorrendo veramente tanti chilometri per cui abbiamo la necessità di un parco macchine sempre all’avanguardia al fine di garantire l’efficacia e l’efficienza dei servizi che offriamo. Per tutto questo ringrazio gli imprenditori che ci hanno dato una mano con il proprio contributo, li ripagheremo impegnandoci con tutte le nostre risorse per garantire l’assistenza a chi ha bisogno.”

Il parco automezzi della Pubblica Assistenza di Chiusi è dunque adesso ancora più ampio e pronto ad affrontare e garantire gli oltre 4000 servizi effettuati nel territorio comunale grazie a circa 100 volontari iscritti.

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