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Roberto Ciufoli: «I Cattivi non sono mai cattivi davvero»

Roberto Ciufoli torna a Torrita di Siena per il secondo anno consecutivo. Quest’anno sale sul palco del Teatro degli Oscuri con Cattivi . Lo fa sabato 4 Maggio 2019, nel canonico…

Roberto Ciufoli torna a Torrita di Siena per il secondo anno consecutivo. Quest’anno sale sul palco del Teatro degli Oscuri con Cattivi . Lo fa sabato 4 Maggio 2019, nel canonico doppio appuntamento del teatro in piazza Matteotti, alle 19.00 e alle 21.15. 

I Cattivi in genere sono affascinanti. Sarà forse perché per essere buoni basta soltanto esserlo, mentre per essere cattivi si ha bisogno di un pensiero forte e di una personalità marcata… Fatto è che spesso in letteratura, teatro o cinema, i personaggi “cattivi” creano più interesse dei “buoni”; il nero del cattivo è un velo che copre gli altri colori, mostrandone a tratti uno scorcio, mentre il bianco del buono è una spugna che tutti gli altri colori assorbe. Quando poi a disegnarne i tratti è la penna di Shakespeare, i “cattivi” diventano monumenti da visitare e da ammirare. Roberto Ciufoli analizza queste e molte altre questioni nel suo nuovo spettacolo, che lo porterà di nuovo a calcare le tavole dell’Oscuri di Torrita, dopo il successo di Tipi.  Lo abbiamo intervistato.

 

LaV: Sei già passato a Torrita lo scorso anno, con uno spettacolo da solista, intitolato Tipi. Oggi torni con un Cattivi: ecco spiegaci un po’ questo titolo…

Roberto Ciufoli: Come impianto drammaturgico, Cattivi assomiglia a Tipi, nel senso che sono solo e parlo di “tipologie”. Se prima parlavo di tipologie umane diverse, e quindi di atteggiamenti o caratteri di persone, adesso parlo di tipologie di cattivi. O meglio, di “cattivi”, che siamo abituati a considerare tali: Caino e Abele, Giuda, i Cattivi Disney, fino ai villain letterari. Ognuno di questi cattivi ha avuto un motivo per essere giudicato tale. Io cerco di smuovere questa definizione fino anche a sospendere il giudizio. Prendo in esame anche personaggi borderline, come ad esempio Adamo e Eva, che non si definirebbero cattivi. Altri invece sono cattivi per antonomasia, come il Riccardo III di Shakespeare. Lo spettacolo è divertente perché sono tipologie di cattivi che vengono visti da un punto di vista non convenzionale, perché i cattivi non sono mai cattivi davvero.

 

LaV: Come in Tipi anche in questa occasione lavori molto con il tuo bagaglio, inserendo citazioni e tributi: in Cattivi cosa vedremo nello spettacolo?

Roberto Ciufoli: Sì, di Adamo ed Eva ad esempio ne parlo leggendo anche alcuni piccoli estratti dal Diario di Adamo ed Eva di Mark Twain. Poi, analizzando figure che socialmente sono considerate cattive, leggerò L’Elogio del Ladro di Elio Petri, da La Proprietà non è Più un Furto. Leggerò anche un pezzo dal Riccardo III di Shakespeare. Sono solo alcuni riferimenti che ho inserito in un testo che poi, per la maggior parte, è originale.

 

LaV: La linea che si traccia resta nell’ambito della commedia o si sposta verso il monologo drammatico?

Roberto Ciufoli: No, il monologo drammatico no… Non esageriamo. La linea della commedia c’è, in ogni caso. Come sempre nella commedia, però, c’è una linea più seria, che serve anche ad aiutare il pubblico ad interpretare le cose che accadono. Voglio dire: questo è un elemento fondamentale nella storia del teatro. Nelle tragedie di Shakespeare ci sono personaggi comici, che aiutano a capire meglio la portata tragica dei componimenti. Credo che ci dovrebbe essere sempre uno spazio per la lacrima nella commedia e per la risata nella tragedia. Seguo una linea di narrazione che va ad analizzare un panorama contenente una grande diversità di personaggi, di situazioni e di considerazioni: il fil-rouge è quello dell’essere divertenti.

 

LaV: Stai girando l’Italia con diversi spettacoli, come si gestisce questa pluralità di interpretazioni?

Roberto Ciufoli: Adesso ho Cattivi e cerco di concentrarmi su questo. Ce ne sono molti altri, certo. Ormai siamo tornati ai repertori, come nella vecchia commedia dell’arte. Ogni sera si recita a soggetto e il soggetto è sempre diverso. Il teatro italiano funziona così: tutti hanno diversi spettacoli all’attivo e li rimettono in scena a seconda delle disposizioni. Io sono molto felice di portare questo spettacolo al teatro degli Oscuri. Non vedo l’ora di tornare a Torrita. Quel pubblico mi ha accolto benissimo lo scorso anno e il teatro è veramente molto bello. Ha tutti i parametri giusti per poter essere il luogo ideale per Cattivi.

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“M’accompagno da me”, a teatro! Intervista a Michele La Ginestra

“Basta ‘a salute e un par de scarpe nove, poi girà tutto er monno… e m’accompagno da me… ” cantava Ettore Petrolini nel 1932, intonando con la chitarra una frase…

“Basta ‘a salute e un par de scarpe nove, poi girà tutto er monno… e m’accompagno da me… ” cantava Ettore Petrolini nel 1932, intonando con la chitarra una frase che, a distanza di quasi novant’anni, concede ancora spunti di riflessione. “M’accompagno da me” è infatti oggi anche il titolo dello spettacolo che Michele La Ginestra porterà in scena, per la regia di Roberto Ciufoli, sabato 16 febbraio al Teatro Vitolo di Montefollonico.
La stagione teatrale torritese si apre pertanto con il ritorno di Michele La Ginestra, che l’anno scorso era salito sul palco degli Oscuri, attualmente in ultima fase di ristrutturazione, con Sergio Zecca per la commedia “Due di notte“.
Tutta un’altra storia questa volta, invece, in quanto si tratterà di un one man show, come l’ha personalmente definito La Ginestra il quale, a pochi giorni dalla data dello spettacolo, ne ha raccontato qualche dettaglio.

M’accompagno da me” dal 2017 è stato allestito con successo in molti teatri italiani, tra cui anche il Sistina di Roma. Si sono aggiunti man mano nuovi elementi a questo spettacolo?

«La pièce conserva, data dopo data, la sua cifra comica, attraverso una sceneggiatura che invita il pubblico alla risata ora più spontanea, ora più ricercata, ora da accogliere con un po’ di commozione. Non si tratta di un monologo ma dell’incontro tra il pubblico e una serie di personaggi, messi a punto continuamente nel corso degli anni, e le loro storie».

Una serie di diverse situazioni, quindi?

«Sì, sul palco, trasformato per l’occasione nella cella di un carcere, si susseguiranno tante personalità, alcune realistiche e altre improbabili, accomunate tra loro dal fatto di avere come interlocutore un giudice con il quale confrontarsi sui reati commessi».

A cosa si deve la scelta di ambientare lo spettacolo all’interno di un carcere?

«Il carcere costituisce di per sè un luogo dove si riuniscono persone assolutamente diverse tra loro, ma che ad un certo momento vivono l’esperienza di dover rendere conto delle proprie azioni. Questo, all’interno dello spettacolo, offrirà la possibilità di viaggiare tra situazioni imprevedibili e, per certi versi, bizzarre».

Verso quale dimensione si accompagnerà lo spettatore nel corso dello spettacolo?

«Si può dire che tutto lo spettacolo sarà un percorso da compiere anche da soli, che tanto “basta la salute” citando ancora una volta Petrolini, per valorizzare ogni singolo personaggio».

C’è un messaggio dietro alla serie di situazioni rappresentate sul palco?

«L’insieme di tutte le figure regaleranno, come senso ultimo e più profondo, il messaggio che ciascun individuo possiede un grande valore, forse talvolta difficile da comprendere, ma sicuramente degno di essere scoperto e portato alle luci della ribalta».

Quanti saranno al teatro Vitolo, sabato 16 febbraio, alle 19:00 o alle 21:15, potranno assistere a un inizio di stagione che si preannuncia come l’incontro con una raffinata comicità.

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Roberto Ciufoli racconta i suoi ‘Tipi’ al Teatro degli Oscuri di Torrita

Frizzante e poliedrica l’apertura della stagione al teatro degli Oscuri di Torrita di Siena, sabato 28 ottobre 2017. Anche quest’anno l’Associazione Teatro Giovani Torrita conferma la direzione artistica di Laura…

Frizzante e poliedrica l’apertura della stagione al teatro degli Oscuri di Torrita di Siena, sabato 28 ottobre 2017. Anche quest’anno l’Associazione Teatro Giovani Torrita conferma la direzione artistica di Laura Ruocco, che ha affidato il primo doppio spettacolo dell’anno a Roberto Ciufoli, storico volto della comicità italiana, già membro della Premiata Ditta e attore dalle multiformi disposizioni, che arriva con un monologo intitolato Tipi – Recital comico-antropologico.

Roberto Ciufoli arriva a Torrita reduce da un’annata costellata di impegni teatrali, da Paradiso 2.0 – Un atto di Dio, alla commedia Ti Amo o qualcosa del genere, fino all’impegnativa apertura del Teatro Eliseo di Roma con il dramma Americani, da un testo di David Mamet, insieme a Sergio Rubini, Gianmarco Tognazzi, Francesco Montanari e tanti altri. Ciufoli dimostra così la capacità di passare dalla coralità di una grande compagnia, alla stand-up comedy dell’uomo solo sul palco. Il suo Tipi è infatti una carrellata di personaggi interpretati sempre dallo stesso attore, che con pochissimi elementi scenici (una camicia, un cappello, una parrucca e un paio di occhiali) tiene il palco per un’ora e quaranta minuti di spettacolo.

«A me piace variare. Ogni spettacolo ha una sua peculiarità» racconta nel camerino, poco prima di entrare in scena «Americani, ad esempio, era uno spettacolo corale che è impossibile proporre da solo. Tipi invece è un monologo, in cui propongo varie tipologie umane. Il sottotitolo è recital comico-antropologico, ma in realtà di scientifico ha ben poco. Prendo spunto specialmente dalla morfologia delle persone, dagli elementi attraverso i quali si può riconoscere un tipo rispetto ad un altro. Ho lavorato molto sulle posture, sul modo di parlare, eccetera…»

Lo spettacolo oscilla tra la stand-up e il cabaret, dall’esercizio di stile nell’utilizzo dei vari dialetti fino alle parentesi riflessive, nelle quali si arriva anche a recitare un frammento da l’Amleto di Shakespeare «Ho voluto riproporre qua e là una canzone di Giorgio Gaber o un monologo di Shakespeare proprio per dare una dinamica allo spettacolo. La cosa bella è che il pubblico, in fondo, non deve aspettarsi nulla in particolare. Anzi, deve essere sorpreso. Voglio che si emozioni, che si diverta e anche che rifletta».

Direttrice artistica Laura Ruocco con Roberto Ciufoli

Abbiamo incontrato anche la direttrice artistica Laura Ruocco, che ha presentato la ricca stagione al teatro degli Oscuri. Il suo intento è stato quello di mettere al primo posto il pubblico, rendere il teatro un luogo centrale nella vita pubblica del borgo toscano, con scelte che vanno incontro ai gusti degli abbonati. «Le linee guida sono quelle che il nostro pubblico ci suggerisce e che io in parte elaboro» racconta  «Lo slogan che abbiamo utilizzato è “ci ritroviamo a teatro” noi ci siamo già, tu che cosa stai aspettando”. Ci tengo a soddisfare questo pubblico. Quello che ho riscontrato dai report è la voglia di avere delle storie brillanti, che appartengano a tutti, nelle quali perdersi e lasciarsi coinvolgere. Quindi ampio spazio alla commedia brillante e ad alcune proposte un po’ fuori dal coro. Tornerà La Ginestra, Morandi, avremo di nuovo i ragazzi del Teatro Golden,  e poi in chiusura Ivano Picciallo, con uno spettacolo che ha vinto molti premi in Italia e in Europa, A Sciuquè: uno spettacolo sul gioco d’azzardo, vista attraverso gli occhi di ragazzini pugliesi. Una bella scommessa».

Laura Ruocco che ha anche la direzione didattica del Teatro Golden di Roma, porta contestualmente avanti anche i progetti che la impegnano in giro per l’Italia «L’anno scorso abbiamo aperto la stagione qui a Torrita con Finché Giudice non ci Separi, e anche quest’anno ripartiamo, dal 10 novembre da Torino, con il terzo anno di tournée. Il successo e l’apprezzamento del pubblico hanno decretato questo successo. Ha fatto sì che questo spettacolo, nato quattro anni fa per stare a Roma quattro settimane, abbia avuto una vita così lunga. In più a Marzo uscirà il film tratto dallo spettacolo. Lo abbiamo girato quest’estate. Da marzo lo vedrete in tutte le sale. Anche questa è una bella soddisfazione per il teatro Golden e per una drammaturgia teatrale che se è vincente e funziona può diventare anche drammaturgia cinematografica. Collaboro sempre con il Golden accanto alla direzione artistica di Andrea Maia: e avremo qui a Torrita all’interno del progetto Giovani Talenti in Scena lo spettacolo Camping: ci sarà da divertirsi».

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Festival Orizzonti di Chiusi, verso il gran finale

L’edizione 2013 del Festival Orizzonti di Chiusi ha fatto registrare il tutto esaurito e grande soddisfazione sia da parte dell’amministrazione comunale che dagli organizzatori della Fondazione Orizzonti d’Arte. Vi abbiamo…

L’edizione 2013 del Festival Orizzonti di Chiusi ha fatto registrare il tutto esaurito e grande soddisfazione sia da parte dell’amministrazione comunale che dagli organizzatori della Fondazione Orizzonti d’Arte. Vi abbiamo già parlato della presentazione del festival e del ricco cartellone teatrale e musicale che ha accompagnato quest’edizione, tutta incentrata sull’attraversamento dei confini. Il successo di pubblico e di critica non fa altro che aumentare l’attesa per il gran finale di oggi, previsto a partire dalle 18.30 fino a tarda sera.

“Sono molto soddisfatto dell’inizio del Festival Orizzonti di quest’anno – ha dichiarato il sindaco Stefano Scaramelli – tante persone, tante novità, tanta organizzazione e tanta arte sono gli ingredienti per fare del festival di quest’anno forse il migliore di sempre . È un vero piacere vedere ancora una volta il nostro centro storico gremito di persone fino a tarda notte, così come è bello vedere la sete di cultura che c’è nella nostra Città. Lo stile nuovo avviato dalla Città di Chiusi proiettata al futuro e al cambiamento si vede anche in queste occasioni, in un periodo dove la cultura è troppo spesso il capro espiatorio della crisi e vittima di tagli lineari, noi crediamo ancora che proprio la bellezze delle arti sia una esigenza fondamentale per lo spirito e per il corpo e per questo continueremo a crederci e ad investirci. La Fondazione Orizzonti d’Arte sta dimostrando con i fatti che risultati importanti sono possibili.”

La manifestazione è cominciata venerdì 2 agosto con un trittico di spettacoli che hanno fatto registrare il tutto esaurito, anche alle ore 23,30. Complice di questo successo l’organizzazione affidata per il secondo anno consecutivo alla Fondazione Orizzonti d’Arte che, grazie anche alla presidenza di Giovanna Rossi, ha saputo portare nomi di primo piano nel panorama artistico italiano come Peppe Servillo, che ha presentato lo spettacolo “Spassiunatamente” assieme al Solis String Quartet.

Il tema principale del Festival Orizzonti, l’attraversamento dei confini, è la piena dimostrazione di una scommessa sul cambiamento e sulla cultura. Il primo spettacolo della XI edizione si è svolto in uno dei luoghi più rappresentativi del Senese: il Museo Nazionale Etrusco di Chiusi. Lo spettacolo, dal titolo “Etruscolandia, ovvero i dissacratori del Mito”, è frutto dell’invenzione narrativa di Silvia Frasson e Alessandro Waldergan. Il cartellone è stato arricchito da prime assolute teatrali di grande valore artistico: “Orfeo ed Euridice”, per l’edizione scenica di Cesar Brie, “Te che sei un estimatore della luna…“, di Lorenzo Bartoli, “La felicità…”, restituzione scenica del Seminario Residenziale di Danza diretto da Giorgio Rossi.

“Parlare di arte e cultura è semplice, ma non lo è far seguire alle parole i fatti – dichiara Stefano Scaramelli – eppure a Chiusi abbiamo visto che con tanto lavoro, energia e professionalità possono essere raggiunti traguardi importanti. La Fondazione Orizzonti d’Arte anche quest’anno ha organizzato un festival da fare invidia alle grandi città. Chiusi sta vivendo un nuovo rinascimento culturale.”

festival_orizzonti_taccoQuesta sera, per il gran finale del Festival Orizzonti, si comincia alle ore 18,30 in Piazzetta Cesare Battisti con uno spettacolo teatrale per bambini a ingresso libero. Anche lo spettacolo conclusivo delle 23,30 al Parco “Il Prato” sarà gratuito: “Musica per ciarlatani, ballerini e tabarin”, un TeatroConcerto dei Camillocromo che chiuderà degnamente l’edizione 2013 del Festival Orizzonti.

Il piatto forte della serata conclusiva, tuttavia, è previsto per le ore 21,30. “La democrazia è un colpo di Tacco” debutta  in anteprima nazionale e vede come protagonista Roberto Ciufoli, l’attore noto al grande pubblico per avere partecipato al gruppo comico “Premiata Ditta”. La regia è affidata a Manfredi Rutelli, Direttore Artistico del Teatro Comunale Degli Oscuri, mentre le musiche sono del maestro Massimiliano Pace.

Tratto dal romanzo di Riccardo Lorenzetti “La libertà è un colpo di Tacco”, lo spettacolo esclusivo del Festival Orizzonti racconta il Brasile dei primi anni ottanta attraverso le parole di un aspirante giornalista appassionato di calcio, che ripercorre le gesta leggendarie della sua squadra , il Corinthians di San Paolo, e del suo capitano, il grande Socrates. Saranno loro i protagonisti di un affascinante e tortuoso cammino politico di quella terra verso la democrazia e la libertà. Una storia appassionante costellata da personaggi indimenticabili, dove una rivoluzione comincia idealmente con un colpo di tacco e si combatte anche su un campo di calcio.

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XI edizione del Festival Orizzonti, a Chiusi dal 2 al 7 agosto

Ai nastri di partenza la XI edizione del Festival Orizzonti, che si terrà presso il centro storico di Chiusi dal 2 al 7 agosto 2013 Chiusi è pronta ad accogliere…

Ai nastri di partenza la XI edizione del Festival Orizzonti, che si terrà presso il centro storico di Chiusi dal 2 al 7 agosto 2013

Chiusi è pronta ad accogliere l’edizione 2013 del Festival Orizzonti, la manifestazione promossa dalla Fondazione Orizzonti d’Arte con la direzione artistica di Manfredi Rutelli e il patrocinio del Comune di Chiusi. Dopo il grande successo della scorsa edizione, il centro storico di Chiusi attende i numerosi eventi in cartellone, che spaziano dal teatro alla musica e alla danza, con sempre maggiore entusiasmo.

Orizzonti è un Festival dedicato al Teatro, con particolare attenzione al Teatro di Narrazione e al Teatrodanza, e ha come obiettivo offrire, insieme alla tradizione, un panorama della ricerca e degli sviluppi internazionali ospitando produzioni in cui musica, poesia e arti visive si incrociano con fantasia e libertà creativa. Un Festival con al centro la “storia”, storia di uomini e personaggi, di grandi eventi e quotidianità semplici, di parole e azioni, di suoni e visioni. Del tempo distante e vicino. Tanto teatro dunque tra sperimentazione e tradizione, qualità ed innovazione per una settimana da vivere all’insegna della cultura. Il Festival diventa così luogo dove superare le barriere temporali e di confine, spazio dentro cui vivere un’esperienza unica, originale e coinvolgente, direttamente identificabile con la città di Chiusi. Itinerari, dunque, di incroci, incontri e scontri con l’arte.

Durante la presentazione del Festival Orizzonti, che si è tenuta giovedì 1 agosto nella sala de consiglio comunale di Chiusi, il sindaco Stefano Scaramelli ha illustrato gli obiettivi della giunta e dell’amministrazione:

“Il Festival Orizzonti si inserisce in un quadro di iniziative che esprimono l’impegno costante dell’amministrazione comunale nel settore della cultura; nonostante le difficoltà crescenti, la città di Chiusi dimostra di credere nella cultura come motore per la crescita. La Fondazione Orizzonti d’Arte si sta dimostrando un’esperienza positiva, grazie a una sinergia tra pubblico e privato: dopo i successi già conseguiti, possiamo considerarla come una scommessa vinta.”

L’assessore al sistema Chiusipromozione, Chiara Lanari, ha espresso chiaramente la volontà di puntare sul Festival Orizzonti come fiore all’occhiello dell’amministrazione, per un progetto di rilancio culturale ed economico, oltre che di promozione dell’intero comune. La Presidente della Fondazione Orizzonti d’Arte, Giovanna Rossi, ha invece ricordato gli ottimi risultati già raggiunti nel corso degli ultimi mesi grazie a Chiusi nella Danza e L’Ars Rock Fest; il Festival Orizzonti si pone così come la grande scommessa estiva che permetterebbe al comune di diventare un centro di attrazione culturale, in controtendenza con il momento di grande crisi nazionale in cui molti enti pubblici faticano a investire in questo settore.

Il Direttore Artistico del festival, Manfredi Rutelli, ha chiarito lo spirito con cui è stata concepita l’edizione 2013:

“Il tema del festival di quest’anno è lo spazio, nel senso di border-crossing. Artisti internazionali e artisti locali si incontreranno e si confronteranno. Il tentativo è quello di attraversare i confini, non soltanto geografici ma anche linguistici, mentali e culturali. Organizzare uno spettacolo all’interno di un teatro, come accade in quest’edizione del festival, è un ottimo esempio di confini che vengono attraversati. Lo stesso nome, Festival Orizzonti, chiarisce l’intento di superare tali confini: l’orizzonte è un obiettivo che non viene mai raggiunto, ma che spinge a camminare, e in questo cammino avvengono occasioni di incontro e di confronto, un’apertura che sta alla base dell’arricchimento culturale.”

Alla conferenza erano presenti anche i principali artisti che parteciperanno al festival: Giorgio Rossi, Silvia Frasson, Alessandro Valdergan, Massimiliano Pace e Roberto Ciufoli. È stato proprio l’attore e comico romano a dare alcune anticipazioni sull’evento che concluderà la manifestazione:

La democrazia è un colpo di tacco, il titolo del monologo teatrale che unisce democrazia, sport e libertà. La spregiudicata avventura di una squadra di calcio, il famoso Corinthias di San Paolo, che, durante la dittatura, guidato dal grande Socrates, volle scuotere il proprio paese gestendo democraticamente lo spogliatoio e gli allenamenti attraverso assemblee e scelte condivise, dando vita alla famosa Democrazia Corinthiana, che, tra samba e slogan scritti sulle magliette, vinse uno scudetto e contribuì a dare la spallata decisiva alla dittatura militare che durava da vent’anni.”

festival_orizzonti_XI_ciufoliL’Edizione del Festival Orizzonti 2013 apre alle 18,00, nei magnifici spazi del Museo Nazionale Etrusco, con una prima assoluta, appositamente commissionata dalla Fondazione Orizzonti d’Arte, con “Etruscolandia, ovvero i dissacrAttori del Mito” di e con Alessandro Waldergan e Silvia Frasson. Prosegue alle ore 21.00 presso Parco Il Prato, con “Spassiunatamente”Peppe Servillo & i Solis String Quartet portano sul palcoscenico la canzone napoletana rivisitata dall’estro di Servillo accompagnato da una eccellente formazione di Archi che restituisce classicità e nobiltà ad una musica universale.

Nel cartellone, oltre al già citato “La democrazia è un colpo di tacco”, altre due Prime Assolute:

“Orfeo ed Euridice”, ideazione scenica di Cesar Brie. E’ il risultato scenico del Seminario residenziale del grande Maestro argentino Cesar Brie, in collaborazione con Arti e Spettacolo de L’Aquila, sarà occasione per esplorare i confini tra la vita e la morte attraverso il Mito di Orfeo ed Euridice.

“Te, che sei un estimatore della luna…” di e con Lorenzo Bartoli.
Te che sei un estimatore della luna, questa è una storia qualunque, una delle infinite storie qualunque che popolano la storia dell’uomo. Una ragazza madre e il suo bambino, il bambino si fa uomo, l’uomo incontra un altro uomo, lontanissimo da casa. Diventano amici. Due uomini con lo stesso nome. Due uomini con lo stesso nome e lo stesso sangue. Ma non lo sapevano. Si saranno riconosciuti? Questo lo sa solo la luna.

Un cartellone dunque ricchissimo di eventi teatrali per un Festival che si apre al mondo e che trasforma la città di Chiusi in uno Spazio in cui agire e in cui aprire lo sguardo su Orizzonti sconfinati. Per maggiori informazioni, potete consultare il sito ufficiale: Fondazione Orizzonti d’Arte

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