La Valdichiana

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“Visit Chiusi” e l’eredità degli Etruschi

La Valdichiana è stata una delle sedi più importanti della civiltà etrusca, e tutte le attuali cittadine di questo territorio sono chiamate a fare i conti con un passato così…

La Valdichiana è stata una delle sedi più importanti della civiltà etrusca, e tutte le attuali cittadine di questo territorio sono chiamate a fare i conti con un passato così importante, e per certi versi così ingombrante. A prescindere dalle vicissitudini del medioevo o del rinascimento, i borghi della Valdichiana mantengono forti tracce del passato etrusco e devono affrontare la difficile sfida della loro riscoperta e valorizzazione.

Chiusi è una delle città che maggiormente vive questa grande sfida. È stata una delle capitali della civiltà etrusca, uno dei cardini della dodecapoli e la sede di Porsenna, il lucumone che arrivò persino a sconfiggere Roma e ad assoggettarla al suo dominio. C’era un periodo, quindi, in cui Chiusi poteva vantarsi di essere uno dei centri più importanti di tutta la penisola. L’eredità degli etruschi può diventare una parte importante nella valorizzazione culturale e turistica della città e di tutto il territorio.

In questo contesto si inserisce l’iniziativa di “Visit Chiusi” inaugurata sabato 15 ottobre presso la Sala Conferenze S.Francesco e la Casa della Cultura, grazie al coinvolgimento dell’amministrazione comunale, delle associazioni, delle imprese e di tutto coloro che sono interessati alle tematiche dell’arte, della cultura e del turismo nella città di Porsenna. Un evento aperto alla partecipazione dal basso e al contributo di tutti, per delineare le strategie di sviluppo per il futuro di Chiusi, che si concluderà il prossimo 12 novembre. L’evento è stato introdotto dalla presentazione dei dati sui flussi turistici e sull’indotto economico generato dal comparto della cultura; successivamente i partecipanti si sono suddivisi in sei tavoli di lavoro tematici (cultura e arte, beni culturali patrimonio e turismo, incoming e accoglienza, attività produttive, associazionismo, comunicazione media e marketing) e i contributi realizzati sono stati dibattuti in un’assemblea pubblica, in attesa di un’analisi da parte di esperti di settore e di un programma attuativo di media/lunga durata messo in campo dall’amministrazione comunale.

Il tema degli etruschi e della loro eredità è stato rapidamente messo al centro della discussione dei diversi tavoli di lavoro: il Museo Nazionale Etrusco fa infatti registrare circa 18mila ingressi annuali, in una città che tra strutture alberghiere ed extra-alberghiere ha chiuso il 2015 con circa 63mila presenze. Una potenzialità turistica importante, quella fornita dai beni culturali e dal ricchissimo patrimonio archeologico della città, che oltre al museo può offrire esperienze uniche come la visita al Labirinto di Porsenna, alla Tomba della Scimmia o alla Tomba della Pellegrina. La crescita di eventi culturali come il Festival Orizzonti o il Lars Rock Fest si accompagna alla nascita di progetti come Experience Etruria, il  distretto turistico interregionale dell’Etruria e la candidatura a Capitale della Cultura 2018 assieme a Orvieto e Viterbo. Infine, non meno importante, l’inserimento dell’Etruria come linea di indirizzo nel Piano di Sviluppo Regionale della Toscana determina la volontà, anche da parte degli amministratori, di investire su progetti di lunga durata per la valorizzazione del patrimonio etrusco e una reale possibilità di crescita sul piano turistico e culturale.

Ho partecipato con interesse ai tavoli di lavoro di Visit Chiusi, sia perché ritengo fondamentale la partecipazione dal basso a progetti di questo tipo, sia perché la tematica risulta della massima importanza. Ritengo che gli etruschi possano diventare il punto di forza di Chiusi anche in ottica di promozione della destinazione turistica in chiave internazionale, sia attraverso i prodotti già presenti (dal Museo Nazionale Etrusco alle tombe), sia attraverso la creazione di nuove opportunità; ad esempio, lo sviluppo di un grande festival a tema etrusco che possa catalizzare l’attenzione di grandi volumi fuori dalla Valdichiana e dall’Italia.

La Tomba della Pellegrina

La Tomba della Pellegrina

Il Lago di Chiusi, i prodotti tipici locali, gli spettacoli culturali e i percorsi di sport e benessere possono essere elementi molto importanti, ma ritengo che debbano essere considerati a completamento di un’offerta che vede la valorizzazione storica, culturale e turistica degli etruschi al primo posto, sia dei progetti che degli investimenti. In un’ottica di competizione globale, l’eredità della civiltà etrusca è l’elemento identitario forte che caratterizza la città di Porsenna e che può renderla il punto di riferimento di un territorio molto vasto. In questo contesto, il progetto di Visit Chiusi sembra tracciare una linea nella giusta direzione, in sinergia con tutti i prodotti turistici che può offrire la Valdichiana nel suo complesso. Il futuro di Chiusi potrebbe passare proprio per il suo passato, grazie all’immenso patrimonio che ci ha lasciato la civiltà etrusca.

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Porsenna e la gallina dai pulcini d’oro

«E ora conviene parlare del [labirinto] italico, che fece per sé Porsenna, re dell’Etruria, per sepolcro, e allo stesso tempo affinché fosse superata la vanità dei re stranieri anche dagli…

«E ora conviene parlare del [labirinto] italico, che fece per sé Porsenna, re dell’Etruria, per sepolcro, e allo stesso tempo affinché fosse superata la vanità dei re stranieri anche dagli Italici. […] Fu sepolto sotto la città di Chiusi, nel qual luogo lasciò un monumento quadrato in pietra squadrata, ciascun lato largo 300 piedi e alto 50. In questa base quadrata c’è all’interno un labirinto inestricabile, dove se qualcuno vi entrasse senza un gomitolo di lino, non potrebbe trovare l’uscita.» (Plinio il Vecchio, Naturalis Historia)

Labirinti, tesori e galline

Dove si trova il famigerato tesoro di Porsenna? Poche leggende, nel territorio della Valdichiana e dintorni, rivaleggiano per antichità e fascino con quella del lucumone etrusco di Chiusi. Sono stati molti i tentativi, da parte degli archeologi o dei più disparati cacciatori di tesori, di rintracciarlo: addirittura Enea Silvio Piccolomini, Papa Pio II, organizzò una spedizione in tal senso, senza successo. I contorni del mausoleo etrusco, tuttavia, sfumano nella leggenda.

Due storici romani, Plinio e Varrone, raccontano di un mastodontico mausoleo in cui era stato sepolto il condottiero etrusco, sotto il quale si snodava un labirinto talmente intricato da far impallidire quello del Minotauro di Creta. Il mausoleo era stato fatto costruire dal Re Porsenna per ospitare le sue spoglie, che ancora oggi riposerebbero al centro del labirinto, adagiate su un cocchio d’oro trainato da dodici cavalli e vegliato da una chioccia con cinquemila pulcini, anch’essi in oro.

Quello che oggi si può visitare sotto il Museo Archeologico Nazionale di Chiusi non è, ovviamente, il labirinto delle leggende. Si tratta di una serie di cunicoli, scoperti negli anni ’20, che si snodano nei sotterranei della città di Chiusi; creati dagli Etruschi nel V secolo a.C., fungevano da sistema di drenaggio e approvvigionamento idrico. Sopra la cisterna, nel XII secolo, venne eretta una torre a difesa, divenuta poi il campanile della cattedrale. L’importanza storica e artistica dei cunicoli è notevole: ma al loro interno non sono state rinvenute tracce del tesoro di Porsenna. Quella che probabilmente era un’esagerazione degli storici romani, rimasta per secoli nelle leggende e nei racconti popolari, nasconde però un elemento culturale di notevole interesse: la gallina dai pulcini d’oro.

Porsenna: storia e leggenda

moneta porsennaPrima di comprendere pienamente il significato del tesoro della leggenda, è necessario soffermarsi sul protagonista di questa storia. Il condottiero Porsenna, lucumone della città di Chiusi, è stata una delle figure più importanti nella storia antica del nostro Paese: non soltanto Chiusi era una delle più potenti delle dodici città Etrusche, ma il Re Porsenna fu in grado di tenere in scacco Roma per molto tempo. La sua figura, ritenuta leggendaria al pari del mausoleo in cui ancora oggi riposerebbe, è in realtà storicamente riconosciuta.

Porsenna (il cui nome etrusco era Lars Porsina) è passato alla storia per via del suo intervento militare a favore dell’ultimo Re di Roma, Tarquinio il Superbo, anch’esso di origini etrusche. Le sue abilità militari furono tali da permettergli di conquistare Roma e di farla ricadere per qualche tempo sotto l’influenza di Chiusi, un’impresa che riuscì successivamente soltanto a Brenno e Alarico.

In qualità di lucumone, ovvero Re delle città etrusche, Porsenna compare in alcune antiche leggende romane come quelle di Muzio Scevola, Clelia e Orazio Coclite, che raccontano gesta eroiche e di resistenza durante il periodo dell’assedio etrusco. Quel che è certo, leggende a parte, è che l’influenza di Porsenna abbia giocato un ruolo fondamentale a Roma nel V secolo a.C. e che abbia dettato condizioni di pace assai dure. Probabilmente risale a questo periodo la leggenda delle straordinarie ricchezze del lucumone etrusco, frutto delle imposte romane e della fine del regno di Tarquinio il Superbo.

Nell’ultimo periodo della sua vita, dopo essere tornato a Chiusi e aver liberato Roma dal giogo etrusco, Porsenna torna ad avvolgersi nella leggenda: si racconta che, sentendosi avvicinare alla morte, fece costruire un labirinto da un esercito di manovali. Poi, grazie ai migliori orafi del territorio, fece trasformare le enormi quantità di oro raccolte durante le sue gesta da condottiero per fondere la carrozza, la chioccia e i cinquemila pulcini che avrebbero dovuto accompagnarlo nell’aldilà. Si dice che i pulcini fossero talmente belli che sembravano poter prendere vita da un momento all’altro, e che simboleggiassero i soldati e le famiglie nobiliari che avevano sempre sostenuto il loro Re. Il corteo funebre dorato, partito da Chiusi e scomparso nelle campagne, è il fulcro di tante leggende popolari che si sono succedute per secoli.

La gallina dai pulcini d’oro

Il tesoro di Porsenna, caratterizzato dalla particolare simbologia della gallina dorata, è una leggenda che presenta caratteristiche in comune con altri territori. A Prato Rosello, in provincia di Prato, si racconta di un tesoro di una gallina con cinquemila pulcini d’oro, sotterrato in una necropoli etrusca; probabilmente il riferimento è sempre quello di Porsenna, ma non si tratta di un caso isolato.

Spostiamoci nella provincia pugliese della Manduria: la “òccula e li puricini ti oru” è una leggenda che racconta di una chioccia dorata con i pulcini, forse di origine greca o alessandrina, sottratta alla città di Taranto e nascosta in un luogo sconosciuto. Le somiglianze con il tesoro di Porsenna sono evidenti, e ne troviamo in tanti altri luoghi: Artimino e Malmantile in Toscana, Randazzo e Novara in Sicilia, Cirò e Longobucco in Calabria, dove la “Chiocchia della Gnazzitta” è ancora nascosta sotto un macigno. Degna d’interesse è una leggenda del Conero, nelle Marche: si dice che nei sotterranei di Camerano si nasconda una grande stanza con un altare al centro, in cui si troverebbe una chioccia d’oro con dodici pulcini dorati. L’intruso potrà tornare indietro soltanto scrivendo con il sangue il vero nome del Demonio sulla roccia. In questo caso tornano molti elementi che abbiamo già incontrato a Chiusi: il labirinto sotterraneo da cui non si può fuggire e il tesoro contraddistinto dai pulcini d’oro.

C7P Chioccia di Teodolinda

Un elemento così diffuso in tutta la penisola non poteva che essere studiato con attenzione dagli storici: spesso le leggende vengono fatte risalire a un’opera d’arte conservata nel Museo Serpero, presso il Duomo di Monza. La chioccia con sette pulcini dorati, chiamata anche “Pitta teodolindea”, è stata rinvenuta nel sarcofago di Teodolinda, regina longobarda del VI secolo. L’opera, di raffinata fattura, è impreziosita da rubini negli occhi della gallina e da zaffiri negli occhi dei pulcini.

Seppellire una gallina assieme al defunto era un’usanza longobarda, e una regina come Teodolinda meritava nel suo sarcofago un tesoro del genere. La chioccia è attribuita a Teodolinda, anche se non è detto che fosse stata seppellita assieme a lei; quello che è interessante sottolineare, tuttavia, è che una possibile interpretazione dell’opera sia la rappresentazione metaforica della costellazione delle Pleiadi, detta anche “Gallinella”.

Se l’origine della leggenda è longobarda, si potrebbe spiegare la sua diffusione in tutta Italia, ma questo costringerebbe a datarne le origini al VI secolo d.C, e non in epoca etrusca; in effetti, gli storici romani parlano genericamente dei tesori di Porsenna e non fanno riferimento ai pulcini. Le tradizioni popolari di Chiusi e della Toscana potrebbero essersi originate in epoca longobarda, fondendosi alla figura di Porsenna e al suo misterioso labirinto pieno di tesori.

Una cosa è certa: la leggenda del tesoro di Porsenna e la gallina con i cinquemila pulcini d’oro continua ad affascinare le generazioni moderne, a così tanti secoli di distanza. Si dice che in certe sere di tempesta, o durante le notti di plenilunio, si possano sentire in lontananza i pigolii dei pulcini tornati magicamente in vita, e che condurrebbero al tesoro sotterraneo. Forse i pulcini d’oro sono ancora nascosti da qualche parte, nelle campagne di quella che fu l’antica Etruria, in attesa di essere riportati alla luce: o forse è soltanto un’altra storia, che la leggendaria figura di Porsenna si porta appresso da due millenni e mezzo.

 


Fonti bibliografiche

Naturalis historia, Plinio il Vecchio

Chiusi: il labirinto di Porsenna, leggenda e realtà, Franco Fabrizi, Calosci, 1987

L’altra Toscana. Guida ai luoghi d’arte e natura poco conosciuti, Erio Rosetti e Luca Valenti, Le Lettere, 2003

www.summagallicana.it

www.manduriaoggi.it

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Chiusi: presentata monografia “Gli Etruschi si raccontano”

“La superficialità – lo riconosco – può rendere la vita leggera, ma non mi è mai appartenuta… il mio gioco era di rendere più forte il mondo etrusco e in…

“La superficialità – lo riconosco – può rendere la vita leggera, ma non mi è mai appartenuta… il mio gioco era di rendere più forte il mondo etrusco e in particolare, le due città sulle quali regnavo Camars (Chiusi) e Velzna. ”

Queste alcune le parole del Lucumone Porsenna all’interno della monografia di Archeo dedicata agli Etruschi presentata al Teatro Mascagni di Chiusi il 16 Maggio 2014, la prima presentazione nazionale ufficiale della monografia del noto mensile dedicato al mondo dell’archeologia Archeo dal titolo “Gli Etruschi si raccontano”, cui seguiranno altre in tutta Italia.

Alla presentazione, coordinata dal Sistema Chiusipromozione del Comune della Città di Chiusi, hanno preso parte il Sindaco Stefano Scaramelli e l’assessore Chiara Lanari, il Direttore del Museo Nazionale Etrusco di Chiusi in rappresentanza della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana dottoressa Monica Salvini, il direttore editoriale delle riviste Archeo e Medioevo Andreas M. Steiner, l’etruscologo professor Giuseppe M. Della Fina, autore della monografia. Tra il pubblico erano presenti studiosi, appassionati, istituzioni, imprenditori, associazioni, non solo di Chiusi ma anche dei paesi limitrofi, nonché cittadini e rappresentanti del Gruppo Archeologico della Città di Chiusi.

Interessante l’ottica inusuale ed accattivante, scientificamente apprezzata, con cui diversi personaggi etruschi, Porsenna in primis, sono stati fatti “parlare” nella monografia e sono divenuti guide alla scoperta delle città etrusche. Chiusi è stata una delle città più citate, come hanno ricordato la Dott.ssa Salvini ed il Prof. Della Fina, che ha presentato, attraverso personaggi realmente esistiti e non, caratteristiche, itinerari, paesaggi e patrimoni da loro stessi descritti, da scoprire e da visitare.

“Un’interessante monografia – dichiarano il Sindaco Stefano Scaramelli e l’assessore Chiara Lanari – che con soddisfazione abbiamo presentato in prima nazionale proprio a Chiusi, alla presenza di autorevoli ospiti che hanno saputo ben evidenziare in maniera semplice ed accattivante gli Etruschi ed il loro modo di vivere in stretto legame con l’attualità, con il territorio e con il patrimonio esistente; crediamo che riflettere e lavorare sui beni archeologici e sul paesaggio – che contraddistinguono non solo la nostra città ma l’intero territorio e la nostra Nazione tutta – soprattutto in ottica di “sistema”, debba essere incentivato per crescere e sviluppare sempre maggiori progettualità di rete e sinergie importanti, non solo dal punto di vista culturale ma anche paesaggistico, turistico ed economico per tutti noi”.

Durante la presentazione della monografia, l’editore e l’autore hanno ricordato il perché hanno deciso di far raccontare ai personaggi stessi la storia degli etruschi e delle loro peculiarità.

“La storia degli Etruschi – si legge nell’incipit della monografia – è stata narrata innumerevoli volte, qui abbiamo cercato di farlo in una maniera originale, dando la parola ai singoli protagonisti di quell’affascinante vicenda, noti dalle fonti letterarie latine o greche. In altri casi abbiamo scelto di inventare un personaggio plausibile nella sua epoca e di farlo muovere all’interno di spazi ed edifici che l’archeologia ha saputo recuperare e valorizzare. Tra i protagonisti della nostra storia non ci sono soltanto loro ma anche le opere d’arte, i luoghi, i monumenti, i paesaggi giunti sino a noi”.

Durante la presentazione è stato anche ricordato il protocollo d’intesa recentemente sottoscritto anche dal Comune della Città di Chiusi, inerente la rete delle città etrusche della Dodecapoli, che prevede, grazie al coordinamento e al lavoro del Comune capofila – Perugia – nonché del comitato scientifico, un primo step sul quale si sta lavorando: “un progetto di candidatura delle Città Etrusche al Patrimonio Unesco, orientato alla ricostruzione del sistema delle città-stato al fine di valorizzarne non tanto i singoli luoghi, ma soprattutto l’idea di rete di città, anche in relazione al territorio ed al paesaggio”.

Tra le riflessioni durante la presentazione della monografia il direttore Steiner si è reso disponibile a divenire un punto di riferimento editoriale e l’imprenditore Luca Gattavecchi, insieme a Lorenzo Paganelli, ha rilanciato l’idea di un’etichetta e di un progetto vitivinicolo dedicato alla Dodecapoli. Non sono mancate anche riflessioni e domande sullo stato attuale dei siti archeologici nazionali, sulle immagini più evocative degli etruschi e proposte di possibili presentazioni di progetti in contesti europei nonché, l’immancabile domanda sul possibile ritrovamento della Tomba di Re Porsenna.

Il prossimo appuntamento a Chiusi legato al mondo dell’archeologia, aperto a tutti, sarà il 21 Maggio 2014 alle ore 17.30 con #apreladomus: una parte dell’area della “Domus Romana” risalente all’epoca augustea o protoimperiale verrà aperta al pubblico alla presenza del Comune della Città di Chiusi, della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, di Arcus (Società per lo sviluppo dell’Arte, della Cultura e dello Spettacolo S.p.A.), della Fondazione Musei Senesi e dei soggetti coinvolti nei lavori che hanno permesso di mettere in sicurezza, rendere fruibile e valorizzare parte dell’ampia area che è stata rinvenuta nel 2002 in occasione della realizzazione della nuova Via de’Longobardi.

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Domenica 11 maggio, pedalata sulle strade bianche di Porsenna

Il G.C. Amatori Chiusi per domenica 11 maggio organizza la Fuoristrada sulle strade bianche di Porsenna. Ciclisti di ogni genere, allenati o meno allenati, tesserati o non tesserati, purchè muniti di…

Il G.C. Amatori Chiusi per domenica 11 maggio organizza la Fuoristrada sulle strade bianche di Porsenna.

Ciclisti di ogni genere, allenati o meno allenati, tesserati o non tesserati, purchè muniti di un certificato medico di sana e robusta costituzione idoneo a svolgere attività non agonistica: sono tutti invitati per domenica 11 Maggio nello splendido paesaggio collinare della terra degli Etruschi, nonché del Re Porsenna.

I percorsi ciclistici della pedalata saranno tre. Il primo misura 30 Km, pianeggiante, sul Sentiero della Bonifica che unisce i due laghi di Chiusi e Montepulciano. Il percorso è adatto a tutti. Dopo aver percorso le rive della Chiana, ammirando le bellezze della campagna che lo circonda, sarà possibile degustare presso i ristoranti del lago di Chiusi il famoso Brustico, pesce cotto sulla canna del lago e condito con olio extra vergine delle colline etrusche.

Il secondo percorso della pedalata è di 50 km. Si tratta di un percorso adatto ai ciclisti meglio allenati; sarà possibile passare per posti incantevoli, in mezzo ai boschi, ai vigneti e a un piccolo monticello. Proprio da Montevenere, se la giornata sarà limpida, sarò possibile vedere gran parte della Valdichiana, con gli splendidi paesi limitrofi come Cetona, Sarteano, Chianciano Terme e Montepulciano, oltre a transitare per alcune strade bianche che portano alle famose tombe etrusche.

Il terzo e ultimo percorso della pedalata è quello dei 70 km, riservato ai ciclisti più allenati e amanti della salita. A metà percorso sarà possibile salire nel centro storico di Chiusi Città per osservare le bellezze della cittadina Etrusca. All’arrivo nel piazzale dell’hotel ristorante Nonna Rosa di Querce al Pino, punto di partenza di tutte le pedalate, ci sarà un altro grande ristoro per tutti i ciclisti, oltre alle premiazioni per tutte le società con prodotti tipici della zona.

Si può partecipare alla pedalata con qualsiasi tipo di bicicletta. Inoltre, le società che si presenteranno con bici e abbigliamento d’epoca, avranno un premio in più.

Contatti: Terre di Siena

 

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Episodio #18 – Al di qua del Fosso

  < Episodio 17  Episodio 19> Al di qua del fosso – Episodio n.18 Sophie è una ragazza ticinese che si trasferisce a Montepulciano con suo padre per motivi che non ci interessano….

18_fosso

 

< Episodio 17  Episodio 19>

Al di qua del fosso – Episodio n.18

Sophie è una ragazza ticinese che si trasferisce a Montepulciano con suo padre per motivi che non ci interessano.
Mentre la ragazza cerca di instaurare nuove amicizie, si accorge che nel paesello si verifica un numero esoso di eventi improbabili, e che c’è qualcuno che trama nell’oscurità.

Dopo aver faticosamente trovato l’Aula 51, raggiungibile solo tramite il wormhole nello sgabuzzino della palestra, Sophie comincia finalmente a socializzare con i giovani poliziani, ma le sue dichiarazioni filo-vegane non vengono ben accolte. All’improvviso, dal cielo piove un UFO, ma presto il padre di Sophie, che è uno scienziato e inventore famoso, rassicura tutti sul fatto che l’UFO non è un UFO ma una sonda meteorologica. La preside della scuola si dispera per l’amara rivelazione, e dopo aver covato sogni di gloria andati inevitabilmente in frantumi decide di vendicarsi e di porre rimedio alla situazione a modo suo, ovvero imponendo agli studenti di trovare nuovi misteri da svelare per dare lustro alla scuola.

I nostri eroi, al momento Sophie, Amelia, Samuele e Cosimo, decidono di indagare sui grandi misteri della Tomba di Porsenna e della Massoneria del Vino.

Disclaimer: ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale

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Episodio #17 – Al di qua del fosso

< Episodio 16   Episodio 18> Al di qua del fosso – Episodio n.17 Sophie è una ragazza ticinese che si trasferisce a Montepulciano con suo padre per motivi che non ci interessano. Mentre…

17_fosso

< Episodio 16   Episodio 18>

Al di qua del fosso – Episodio n.17

Sophie è una ragazza ticinese che si trasferisce a Montepulciano con suo padre per motivi che non ci interessano.
Mentre la ragazza cerca di instaurare nuove amicizie, si accorge che nel paesello si verifica un numero esoso di eventi improbabili, e che c’è qualcuno che trama nell’oscurità.

Dopo aver faticosamente trovato l’Aula 51, raggiungibile solo tramite il wormhole nello sgabuzzino della palestra, Sophie comincia finalmente a socializzare con i giovani poliziani, ma le sue dichiarazioni filo-vegane non vengono ben accolte. All’improvviso, dal cielo piove un UFO, ma presto il padre di Sophie, che è uno scienziato e inventore famoso, rassicura tutti sul fatto che l’UFO non è un UFO ma una sonda meteorologica. La preside della scuola si dispera per l’amara rivelazione, e dopo aver covato sogni di gloria andati inevitabilmente in frantumi decide di vendicarsi e di porre rimedio alla situazione a modo suo, ovvero imponendo agli studenti di trovare nuovi misteri da svelare per dare lustro alla scuola.

Disclaimer: ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale

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Chiusi d’Inverno: tutte le iniziative culturali

“Le due iniziative Chiusi fuori porta e Chiusi d’inverno testimoniano come la nostra città tutta continui a credere nella cultura, con particolare attenzione al ricco patrimonio archeologico dell’intero territorio che…

“Le due iniziative Chiusi fuori porta e Chiusi d’inverno testimoniano come la nostra città tutta continui a credere nella cultura, con particolare attenzione al ricco patrimonio archeologico dell’intero territorio che ispira la creazione e la messa a sistema di vari eventi per permettere di migliorare l’offerta culturale, turistica ed economica durante tutto l’arco dell’anno. Grati dall’aver appreso che la recente classifica di Skyscanner ha posizionato la città di Chiusi all’ottavo posto, tra le quindici città sotterranee italiane da visitare, ringraziamo per la collaborazione tutto l’associazionismo e tutti coloro che, a più titolo, stanno lavorando per aiutarci a valorizzare e promuovere la nostra città in modo integrato. Ci auguriamo che queste iniziative siano di interesse non solo per i turisti ma ma anche per i nostri cittadini.”

Usa queste parole l’assessore al sistema Chiusipromozione Chiara Lanari per descrivere la filosofia che sta alla base di due eventi presentati di recente in sala del consiglio alla presenza del sindaco Stefano Scaramelli, del Gruppo Archeologico, della Pro Loco, della cooperativa Il Labirinto e del gruppo guide turistiche di Chiusi. Le due iniziative si chiamano “Chiusi fuori porta” e “Chiusi d’inverno” ed entrambe hanno lo scopo di far scoprire, o ri-scoprire, Chiusi ed il suo territorio attraverso il patrimonio artistico, storico e culturale. Ad esempio, “Chiusi fuori porta”, patrocinato dal Comune ed organizzato dal Gruppo Archeologico, dalla Pro Loco, in collaborazione con l’Opera Laicale della Cattedrale, si caratterizzerà con un ciclo di conferenze presso il palazzo vescovile che, attraverso itinerari virtuali, riporterà alla luce le bellezze della Chiusi del passato. Primo di tre appuntamenti sabato prossimo 8 Febbraio 2014 alle ore 15:30 dove sarà ripercorsa la storia di Porta Lavinia e dell’Arcisa longobarda alla tomba del Gran Duca passando per il sito delle Fontanelle.

“La nostra idea è di proporre con gli occhi della mente – dichiara Roberto Sanchini presidente Gruppo Archeologico Città di Chiusi – quello che oggi si può soltanto intuire. In pratica vogliamo in qualche modo ricostruire quella che era la città antica, la necropoli attraverso i percorsi che abbiamo studiato e grazie a quello che la terra ci ha restituito del nostro passato.”

Anche l’altra iniziativa – Chiusi d’inverno- organizzata dal Gruppo guide Turistiche di Chiusi, Coop Il Labirinto, già proposta negli scorsi fine settimana con discreto successo di visitatori, ha come obiettivo la scoperta e riscoperta di alcune delle bellezze culturali che fanno della Città uno dei punti di riferimento nel territorio della provincia di Siena e non solo. Sarà possibile visitare con guide specializzate in tutti i fine settimana di Febbraio e su richiesta durante tutto l’arco dell’anno: il museo nazionale etrusco, la Chiusi sotterranea, le tombe, il museo civico, il labirinto di Porsenna – Museo della Cattedrale – Cattedrale di San Secondiano e tanto altro passeggiando nel centro storico del paese.

“L’iniziativa è stata pensata per l’inverno –dichiara Michele Golini cooperativa il Labirinto, gruppo guide turistiche – perché vuole mettere insieme sia un turismo locale che un turismo “fuori porta” che, proprio in questo periodo dell’anno, è più motivato a partecipare alle visite guidate che possono essere proposte anche in futuro: il nostro obiettivo è dunque valorizzare Chiusi e le sue realtà museali durante tutto l’arco dell’anno.”

“Per noi – dichiara Elena Fè vicepresidente dell’associazione Pro Loco di Chiusi – è molto importante proporre ed aiutare a promuovere questa serie di eventi che sono importanti perché propongono le bellezze della nostra città più note, ma anche quelle meno conosciute ai più.”

Il calendario dei principali eventi della città di Chiusi è consultabile nel sito del Comune e in quello dell’Ufficio Turistico Proloco. Per informazioni e prenotazioni ci si può rivolgere a: Ufficio Turistico di Chiusi tel 0578 227667 info@prolocochiusi.it – gruppo guide turistiche città di Chiusi Michele 338 6827859 m.golini@alice.it – Barbara 347 6243561 barbararamini@gmail.com – social: facebook Chiusipromozione.

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A “Chiusi d’inverno” la cultura è sempre protagonista

A Chiusi la cultura è protagonista tutto l’anno. Tra pochi giorni è in programma l’iniziativa “Chiusi d’inverno” a cura del Gruppo di Guide Turistiche ed Ambientali di Chiusi ; una…

A Chiusi la cultura è protagonista tutto l’anno. Tra pochi giorni è in programma l’iniziativa “Chiusi d’inverno” a cura del Gruppo di Guide Turistiche ed Ambientali di Chiusi ; una serie di iniziative mirate proprio alla scoperta e riscoperta di alcune delle bellezze culturali che fanno della città uno dei punti di riferimento nel territorio della provincia di Siena e non solo.

Si è partiti il 18 gennaio con il tour con il tour “Un tuffo nel passato” con il quale sarà possibile visitare il Museo Nazionale Etrusco, la Tomba della Scimmia (famosa per i suoi affreschi) e la Tomba della Pellegrina (nota per i numerosi sarcofagi ed urne); l’intero programma sarà replicato anche sabato 25 gennaio. Il  secondo appuntamento prende il nome di “Da Porsenna a Liutprando” e domenica 19 gennaio dalle ore 11 permetterà la visita guidata al Museo Nazionale Etrusco, la visita alla cattedrale di San Secondiano (eretta sui resti di una abitazione romana) ed una suggestiva passeggiata tra i vicoli del centro storico alla scoperta delle tante testimonianze della Chiusi antica; anche in questo caso il programma ha due date e dopo domenica 19 gennaio tutto sarà ripetuto domenica 26 gennaio. Ultima iniziativa in ordine di tempo, ma non certo per importanza del calendario di “Chiusi d’Inverno” prende il nome di “Alla ricerca dei 5000 pulcini di Porsenna” e permetterà a tutti i partecipanti di avventurarsi in una visita guidata nei suggestivi cunicoli del famoso labirinto di Porsenna, sarà poi possibile visitare il Museo Civico e la monumentale cisterna romana ed ancora il laghetto sotterraneo fino ad arrivare sulla sommità della cattedrale di San Secondiano e godere di una vista mozzafiato.

“Nella nostra città – dichiara l’assessore al Sistema Chiusipromozione Chiara Lanari – si respira cultura tutto l’anno e per questo iniziative del genere non possono che essere ben accolte da parte del Comune. Chiusi è da sempre sinonimo di cultura e questo aspetto, correlato a quello ambientale, turistico e commerciale, non solo della città ma dell’intero territorio, continua ad essere fondamentale nelle azioni di promozione, anche al di fuori dei confini nazionali”.

Per partecipare al programma “Chiusi d’inverno” è necessario prenotarsi tramite il Gruppo di Guide Turistiche ed Ambientali di Chiusi agli indirizzi mail m.golini@alice.it oppure barbararamini@gmail.com: i tour per le tre giornate avranno una durate di due ore circa e costi indicativi (per i biglietti interi) a partire da 6€, gratuito per tutti i ragazzi fino ai 18 anni e per tutte le persone con più di 65. I vari tour, se richiesto, sono possibili anche in lingua: inglese, francese, fiammingo, tedesco ed olandese.

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Chiusi, sono iniziate le celebrazioni per Santa Mustiola

È iniziato a Chiusi il calendario degli eventi in onore dei festeggiamenti di Santa Mustiola, patrona cittadina. Un altro week end ricco di iniziative attende la cittadina toscana, dopo il…

È iniziato a Chiusi il calendario degli eventi in onore dei festeggiamenti di Santa Mustiola, patrona cittadina. Un altro week end ricco di iniziative attende la cittadina toscana, dopo il successo sia di pubblico che di organizzazione registrato al Tria Turris.
In una sorta di perfetta commistione, grazie al lavoro del Comitato festeggiamenti Santa Mustiola, delle tante associazioni e del Comune si alterneranno iniziative religiose, culturali e ludiche a conferma di quanto la festa sia sentita da tutta la comunità.

«La dieci giorni di festeggiamenti per celebrare Santa Mustiola – dichiara il primo cittadino di Chiusi Stefano Scaramelli – rappresenta un momento particolarmente importante per tutta la nostra città; soprattutto per il centro storico che così ritrova una forte e bella vitalità grazie a tutta una serie di iniziative religiose e non, l’ultima in ordine di tempo è stata il Tria Turris, che sono state organizzate in sinergia tra diverse realtà associative della nostra Città e dal Comune. Insomma grazie ai festeggiamenti per la nostra patrona, Chiusi rivive lo splendore del ricordo e della tradizione per noi sempre importante e fondamentale perché fondante del nostro essere».

I festeggiamenti proseguiranno fino al 3 luglio ad un ritmo serrato, ogni sera il centro storico sarà infatti animato da tante e diverse iniziative come ad esempio la Notte Blu, questa sera, sabato 29 giugno o il Mercatino di Porsenna domenica 30 giugno, in collaborazione con i commercianti. Fra gli appuntamenti religiosi invece la celebrazione del Triduo di Santa Mustiola, previsto per lunedì primo luglio alle 18.00 in Duomo o ancora l’apertura solenne dell’urna prevista invece per martedì 2 luglio sempre alle 18.00 a cui seguiranno, alle 21.00 le benedizioni e lo spettacolo pirotecnico al lago di Chiusi. L’apertura dell’urna della Santa sarà anche l’occasione per sindaco, giunta, cittadini e fedeli, per salutare il vescovo di Chiusi monsignor Rodolfo Cetoloni che a breve si trasferirà nella diocesi di Grosseto.

Una delle iniziative più suggestive del calendario di eventi si è svolta ieri sera, venerdì 28 giugno, dalle 21.00 con la tradizionale “Processione di Santa Mustiola” che è partita dalla catacomba della martire, per arrivare fino alla Cattedrale di San Secondiano, il Duomo di Chiusi. Quest’anno la processione, arrivata al sesto anno d’età ha visto la presenza degli sbandieratori e tamburini delle contrade e dei terzieri di Chiusi e dalla partecipazione di circa una trentina di cavalieri a cavallo provenienti naturalmente da Chiusi, ma anche Città della Pieve, Sarteano, Chianciano e Castiglione. Una volta arrivati in piazza Duomo, per l’occasione ricoperta di tufo, sono stati presentati i cavalli.

«Ci auguriamo che la serata che stiamo organizzando sia gradevole per tutti coloro che vorranno partecipare – dichiara Stefano Margheriti, collaboratore del comitato festeggiamenti per Santa Mustiola – speriamo di aver messo in piedi un programma adatto, divertente ed interessante sia per i grandi che per i più piccoli. Piazza Duomo ricoperta di tufo è una location veramente suggestiva».

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Pedalata ecologica di Porsenna su strade e sentieri della Valdichiana

In occasione dell’appuntamento nazionale Bicincittà 2013 con il quale la UISP intende promuovere cultura urbana ed educazione ambientale per una mobilità alternativa, anche i cittadini ed i turisti della Valdichiana…

In occasione dell’appuntamento nazionale Bicincittà 2013 con il quale la UISP intende promuovere cultura urbana ed educazione ambientale per una mobilità alternativa, anche i cittadini ed i turisti della Valdichiana avranno una opportunità di partecipazione con una pedalata a loro dedicata.

In coincidenza con le date della manifestazione, che avrà la sua giornata principale di svolgimento domenica 12 maggio e che vedrà la partecipazione di oltre cento città in tutta italia, il Gruppo Ciclistico Amatori di Chiusi organizza la prima Pedalata Ecologica di Porsenna lungo il Sentiero della Bonifica e le altre strade e percorsi ciclabili della Valdichiana.

Questa occasione rappresenta un invito per un giorno a lasciare l’auto a casa e di prendere la bici per respirare un’aria più pulita e godere appieno del nostro territorio, incentivando la realizzazione di piste ciclabili e percorsi protetti e sensibilizzando l’opinione pubblica sulla possibilità di usare quotidianamente mezzi alternativi all’automobile: tale messaggio può essere particolarmente rivolto alle famiglie, con l’obiettivo di coinvolgere interi nuclei, dai più giovani ai meno giovani.

L’edizione di Chiusi della manifestazione prevede un ritrovo per le iscrizioni dalle ore 8:00 alle ore 9:15 presso il Centro Commerciale Etrusco di Chiusi in località Querce al Pino; la partenza è prevista alle ore 9:30. Possono partecipare tutte le società, i ciclisti tesserati ma anche coloro che non sono tesserati, presentando idoneo certificato medico.

Per informazioni dettagliate sulla pedalata è possibile contattare il referente del Gruppo Ciclistico Amatori Chiusi

Rosati Franco: tel/fax 0578 226442

Bicincittà 2013

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