La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

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Dufatanemunda: il futuro passa per la Moringa

“Dufatanemunda” è una parola della lingua burundese che significa “l’unione fa la forza” ed è anche il nome del progetto di cooperativa sociale che unisce un piccolo villaggio del paese…

Dufatanemunda” è una parola della lingua burundese che significa “l’unione fa la forza” ed è anche il nome del progetto di cooperativa sociale che unisce un piccolo villaggio del paese africano del Burundi alla piccola frazione di Montepulciano Stazione in Valdichiana: un progetto di solidarietà, di sviluppo locale e di incontro tra mondi diversi che vi raccontiamo già da molti anni. La storia della cooperativa Dufatanemunda è stata infatti una delle prime cause che la nostra testata ha seguito, contribuendo a raccogliere fondi e raccontando gli effetti di tali iniziative ne villaggio di Vugizo, in Burundi. Due anni fa l’associazione locale legata alla cooperativa Dufatanemunda Onlus ha organizzato un pranzo di raccolta fondi, e da quel momento sono proseguite le attività in Burundi. Ho incontrato Athanase Tuyikeze, ideatore del progetto, per conoscere gli ultimi sviluppi del progetto e quali benefici abbiano portato i fondi raccolti in Valdichiana alla vita degli abitanti di Vugizo.

“In questi ultimi due anni l’associazione ha continuato a raccogliere fondi, anche senza organizzare eventi. – racconta Athanase – Le persone che conoscono il progetto hanno continuato a donare, secondo le proprie possibilità, permettendoci di sostenere le attività della cooperativa. Sono appena tornato da un viaggio in Burundi in cui abbiamo apportato molte novità, a cui hanno partecipato altre persone della Valdichiana che hanno portato le loro conoscenze tecniche e agronomiche alla cooperativa di Vugizo, che sta proseguendo con buoni risultati.”

Il gruppo in partenza per il Burundi

Il gruppo in partenza per il Burundi

Nel frattempo, infatti, Dufatanemunda ha continuato a sostenere i membri della cooperativa attraverso attività di microcredito e sostegno alle attività agricole; sono state inoltre incrementate le attività di mutuo soccorso ed è stata costruita una stalla per accogliere i maiali, gestiti da un responsabile comune e da un guardiano. La cooperativa sta inoltre bonificando un terreno paludoso per ampliare le coltivazioni di mais, grazie al miglioramento della rete irrigua realizzata con i primi interventi. Ciò che è importante sottolineare, secondo Athanase, è che la cooperativa debba compartecipare a ogni sforzo economico attraverso le proprie risorse, senza fare unicamente affidamento alle donazioni provenienti dalla Valdichiana. Dal momento delle prime raccolte fondi, infatti, la cooperativa si è sviluppata ed è diventata capace di camminare con le proprie gambe: le risorse raccolte tramite la onlus possono migliorare le tecnologie e incrementare le attività, ma non sono propedeutiche alla sopravvivenza della cooperativa, e questo è uno dei principali obiettivi raggiunti.

La principale novità riguardante la cooperativa, comunque, riguarda la coltivazione della moringa, un arbusto tropicale dalle ottime capacità nutritive e dai numerosi utilizzi. L’albero della moringa oleifera è infatti al centro di progetti di coltivazione sostenibile: le foglie, i semi, le radici, il tronco e la resina possono essere utilizzate per realizzare farine, integratori alimentari e altri materiali utili per l’economia locale.

L’albero della moringa è al centro di un progetto creato da un altro agronomo burundese, Valence Ndayisenga, che ha vinto il premio “Dr. Startupper 2016” con una squadra dell’Università Cattolica di Piacenza. Dufatanemunda ha iniziato a collaborare con tale progetto, chiamato NAFASCO, che interessa la provincia settentrionale del Burundi, il Kirundo (mentre Vugizo si trova nella provincia meridionale). Valence e Athanase sono andati in Burundi insieme, visitando entrambe le zone e mettendo in rete le rispettive cooperative per la sperimentazione e la lavorazione degli alberi di moringa.

“Il nostro obiettivo è sconfiggere la malnutrizione – spiega Valence – che affligge il 58% della popolazione del Burundi attraverso l’uso consapevole di una delle risorse naturali che il nostro pianeta ci offre, l’albero della moringa, e a un coinvolgimento diretto delle famiglie locali. Si tratta poi di un modello replicabile che potrebbe essere riproposto anche in altri Paesi dell’Africa che lottano quotidianamente con problemi simili a quelli del Burundi”

Una donna burundese raccoglie le foglie di moringa

Proprio in virtù di tale progetto e della collaborazione avvenuta con NAFASCO, Dufatanemunda ha investito parte delle ultime risorse raccolte per acquistare più di 3mila semi di moringa. La coltivazione di questa varietà di arbusto, che ben si adatta al clima tropicale, potrebbe creare un notevole miglioramento all’alimentazione e alle condizioni di vita degli abitanti.

“Conoscevo la moringa, ma non immaginavo che a Piacenza ci fosse un altro agronomo burundese impegnato in un progetto simile al nostro. – racconta Athanase – Ci siamo incontrati e abbiamo pensato di collaborare, unendo le forze tra Vugizo e il Kirundo, con l’obiettivo di aiutare i contadini del Burundi. Nel nostro ultimo viaggio abbiamo insegnato alle persone a utilizzare la moringa ai fini alimentari e a coltivarla in maniera efficace. Stiamo realizzando un vivaio, in modo che ogni membro della cooperativa abbia un suo albero di moringa: una parte da utilizzare, una parte da commercializzare.”

Gli obiettivi futuri di Dufatanemunda prevedono la raccolta di ulteriori fondi per la costruzione di un mulino per realizzare la farina di moringa. A questo scopo la onlus è già al lavoro sulla realizzazione di un nuovo evento, anche attraverso dei convegni per approfondire la conoscenza e lo studio di questa varietà tropicale. La prospettiva della cooperativa è sempre stata quella di scambiare le rispettive conoscenze, condividere le tecnologie e unire le forze per migliorare le condizioni di vita delle persone. Un sostegno concreto al villaggio di Vugizo e al Burundi in generale che, attraverso il contributo di tutti, ha sviluppato progetti sempre più sostenibili.

“In questi anni ho visto Vugizo cambiare, è la realizzazione di un sogno – spiega Athanase – è un piccolo villaggio in cui le giovani donne, attraverso la cooperativa Dufatanemunda, stanno garantendo un futuro agli abitanti. Siamo consapevoli che ci sia ancora tanto da fare ma i risultati raggiunti finora sono molto positivi. Abbiamo un dipendente della cooperativa che lavora tutti i giorni, abbiamo raggiunto 22 membri complessivi che ottengono aiuto economico e progetti di microcredito, famiglie che hanno visto un accrescimento delle loro condizioni, sviluppo di orti e di nuovi terreni agricoli, con l’opportunità di far arrivare l’acqua gratuitamente a tutti. In Burundi stanno nascendo nuove cooperative, grazie all’impegno governativo, ma Dufatanemunda è tra le più organizzate ed è capace di trasmettere e condividere le proprie conoscenze. Se riusciremo a svilupparci ulteriormente potremo aiutare anche le altre e realizzare una rete comune.”

Se volete contribuire alle attività della cooperativa e ai progetti di sviluppo sostenibile in Burundi, è sempre possibile effettuare una donazione all’associazione locale: Dufatanemunda Onlus, codice iban: IT28 J033 5901 6001 0000 0147 362

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Dufatanemunda: pranzo di buon augurio per il raccolto

Da molto tempo seguiamo ormai le vicende della cooperativa Dufatanemunda: una cooperativa sociale che riunisce un gruppo di persone a Vugizo, nel Burundi, e che sta offrendo opportunità di sviluppo…

Da molto tempo seguiamo ormai le vicende della cooperativa Dufatanemunda: una cooperativa sociale che riunisce un gruppo di persone a Vugizo, nel Burundi, e che sta offrendo opportunità di sviluppo sostenibile nel territorio africano grazie al sostegno di tanti volontari e donatori provenienti dalla Valdichiana. Nel corso degli ultimi due anni sono stati infatti numerosi i legami tra la Valdichiana e il Burundi: due convegni al Lago di Montepulciano e una continua attività di sensibilizzazione portata avanti da Athanase Tuyikeze, fino alla nascita di una vera e propria onlus che porta lo stesso nome della cooperativa (Nel nostro speciale potete trovare tutti gli approfondimenti).

Per sancire questo legame, sempre più forte, la scorsa domenica 13 Marzo l’associazione Dufatanemunda si è riunita per un pranzo di buon augurio per il raccolto. Oltre cento persone, interessate alla storia di Vugizo e della cooperativa, si sono riunite per un pranzo in un’atmosfera serena e conviviale presso la sala Auser di Abbadia di Montepulciano.

“Siamo molto felici della grande partecipazione a quest’evento. – ha detto Athanase, presidente dell’associazione – Oltre alle tante persone che fin dall’inizio ci accompagnano in questo progetto, abbiamo notato nuove persone che si sono interessate alle attività della cooperativa e che portano sempre nuovi stimoli e nuove opportunità di crescita.”

Grazie ai fondi raccolti dall’associazione durante il pranzo sociale, sarà possibile continuare i lavori a Vugizo, nel sud del Burundi, potenziando le attività agricole della cooperativa e finanziando le opportunità di microcredito, che stanno già dando dei buoni frutti. L’obiettivo a medio termine è sempre quello di costruire una stalla, che sarebbe utile anche per l’approvvigionamento del concime per la fertilità degli orti sociali.

“Vogliamo ringraziare calorosamente tutte le persone che hanno partecipato a questa bella giornata e hanno pranzato assieme a noi. – ha continuato Athanase, al termine del pranzo – Un grazie speciale all’Auser di Abbadia di Montepulciano, che ci ha donato l’utilizzo della sala come contributo alla nostra associazione; e uno speciale ringraziamento ai ragazzi del Nautilus Xenolid Team, che hanno curato tutta la fase di catering e di servizio ai tavoli. Grazie di cuore anche a Raimondo e Bastiana, che hanno creduto in questo progetto fin dall’inizio e sono stati fondamentali per la buona riuscita di questo pranzo.”

Le attività dell’associazione, a sostegno della cooperativa Dufatanemunda e dello sviluppo sostenibile in Burundi, non si fermano qui: per il terzo anno di fila, infatti, è in fase di organizzazione il convegno al Lago di Montepulciano, che si terrà alla fine del mese di Giugno. L’evento sarà anche l’occasione per aggiornare tutti gli associati sullo stato di avanzamento dei progetti in corso a Vugizo, oltre ad approfondire importanti tematiche ambientali e agronomiche.

Mentre in Italia l’associazione Dufatanemunda si mobilita con grande partecipazione, in Burundi si è festeggiato il capodanno agricolo. I membri della cooperativa si sono mostrati molto felici del raccolto dei loro orti sociali, e le attività agricole proseguono alacremente. Segno evidente che il pranzo dell’associazione è stato veramente di buon augurio, e che le donazioni raccolte in Valdichiana stanno facendo una reale differenza in Burundi!

Se volete contribuire alle attività della cooperativa, è sempre possibile effettuare una donazione all’associazione locale: Dufatanemunda Onlus, codice iban: IT28 J033 5901 6001 0000 0147 362

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S. Casciano dei Bagni per l’associazione Diritti al cuore Onlus

La Pro Loco di San Casciano dei Bagni, con il patrocinio del Comune, ha organizzato la mostra pittorica “L’Africa a pennello: collettiva d’autore” a favore dell’associazione Diritti al cuore Onlus….

La Pro Loco di San Casciano dei Bagni, con il patrocinio del Comune, ha organizzato la mostra pittorica “L’Africa a pennello: collettiva d’autore” a favore dell’associazione Diritti al cuore Onlus.

Giovedì 14 agosto alle ore 19 si terrà il vernissage con un aperitivo. Espongono i pittori Romeo Mesisca, Paola Leonardi, Antonietta Nori, Mara Morolli, Anna Maggio, Domenico Giovannini, Annarita Cuccioletta, Giuseppe Capizzano, Cesare Pace, Manrico Tonioni e Andrea Fiore. Gli artisti hanno donato le loro opere con lo scopo di raccogliere fondi per l’acquisto di farmaci. L’associazione infatti organizza tre volte l’anno missioni sanitarie in Senegal, dove una equipe medica volontaria effettua visite ai bimbi del sostegno a distanza e non e seminari informativi di prevenzione alla popolazione di Dakar e villaggi limitrofi.

La mostra durerà fino al 24 agosto ad ingresso gratuito: oltre ai quadri in vendita sarà possibile acquistare artigianato, oggettistica e stoffe senegalesi realizzate dalla rete delle donne che fanno parte del progetto di micro-credito portato avanti da Diritti al cuore.
Durante il vernissage saranno presentati i progetti rivolti principalmente alle donne e ai bambini che l’associazione porta avanti in Senegal.

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Robotica e Unione Italiana Ciechi, si può fare!

L’Unione Italiana Ciechi di Siena ha incontrato il professor Prattichizzo, docente di robotica, ed il suo gruppo di ricerca presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e Scienze Matematiche dell’Università di…

L’Unione Italiana Ciechi di Siena ha incontrato il professor Prattichizzo, docente di robotica, ed il suo gruppo di ricerca presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e Scienze Matematiche dell’Università di Siena. Sono state poste le basi per un rapporto di collaborazione tra l’Associazione e il Dipartimento per sviluppare quelle tecnologie utili ai disabili visivi ma fruibili anche da tutte le persone con difficoltà di locomozione.

Il gruppo di ricerca del professor Prattichizzo é coinvolto in molte iniziative a livello internazionale, come il progetto europeo sulla robotica indossabile WEARHAP (www.wearhap.eu) ed il progetto europeo DALi (www.ict-dali.eu/dali) sulla robotica assistiva. Le sue ricerche rappresentano un’eccellenza dell’Università di Siena e sono note ben oltre i confini della nostra città.

L’Uici di Siena conta di poter inserire queste interessanti attività di ricerca, incentrate sulle tecnologie per il tatto, nei progetti di accessibilità universale in vista di Siena capitale della cultura. “La nostra Associazione, anche in collaborazione con l’Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione attivo nei nostri locali, garantisce la massima collaborazione e auspica che le Istituzioni contribuiscano alla riuscita di questo sogno”.

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS

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A Montepulciano vendemmia con outsourcing

A Montepulciano, patria del Vino Nobile in vendemmia in questi giorni, sono diverse le cooperative di servizi sorte nel territorio che di anno in anno organizzano squadre di vendemmiatori da…

A Montepulciano, patria del Vino Nobile in vendemmia in questi giorni, sono diverse le cooperative di servizi sorte nel territorio che di anno in anno organizzano squadre di vendemmiatori da offrire “pacchetto completo” alle oltre 70 cantine.

La vendemmia si fa con il metodo “outsourcing“: una modalità di lavoro che sempre di più, negli ultimi anni, ha preso piede nelle imprese e che non significa rinunciare alla qualità del prodotto né alle tutele per gli occupati tanto che ora anche il mondo del vino fa ricorso a questa pratica che alleggerisce l’impegno delle aziende e ne razionalizza l’attività, in particolare nei momenti di punta.

«Una manodopera qualificata è alla base della vendemmia a Montepulciano – spiega il presidente del Consorzio, Andrea Natalini – e queste cooperative, che nascono nel nostro territorio da persone esperte di lavoro in vigna e in cantina, sono una ottima soluzione, soprattutto per le aziende a conduzione familiare che possono contare sulla sicurezza di un servizio garantito».

Alla base di questo fenomeno c’è la qualità del servizio. A Montepulciano, dove la vendemmia è un’operazione molto delicata, conta molto la formazione: sono tre le cooperative di servizio sorte nel territorio, in tutto occupano circa 150 impiegati avventizi. Non solo la vendemmia è il compito di queste realtà, ma in certi casi la totale gestione del vigneto, dalla potatura, agli sfoltimenti, fino appunto al lavoro in campo e in alcuni casi anche nella prima fase di trasformazione delle uve.

Un caso particolare è quello della Onlus “Madre Terra”, una cooperativa sociale che impiega persone con problematiche di tipo relazionale offrendo opportunità di lavoro anche in periodi di particolare crisi.

Tra le aziende e le cooperative di servizio saranno in tutto oltre mille gli impiegati “stagionali” che si andranno ad aggiungere alle circa 300 persone già occupate nelle 70 aziende di Vino Nobile associate al Consorzio e che in questi giorni a Montepulciano sono impegnate nella vendemmia. Un indotto importante, quello creato dal vino nel borgo senese, che per circa un mese offre importanti possibilità di lavoro e muove l’economia di Montepulciano e dintorni in una fase non certo facile per il mondo del lavoro. Dai dati del Consorzio del Vino Nobile emerge che il periodo della vendemmia produrrà reddito per circa un milione di euro per gli avventizi che percepiranno circa mille euro ciascuno per un periodo di lavoro di 20 giorni.

Nel frattempo in vigna si sono già raccolte le uve bianche e in parte alcuni vitigni internazionali, mentre i produttori dovranno pazientare per quanto riguarda la vendemmia del Sangiovese (Prugnolo Gentile a Montepulciano).

«È un’annata posticipata, rispetto alle ultime vendemmie alle quali eravamo abituati – sottolinea Andrea Natalini, presidente del Consorzio – ma non troppo per quelle che sono le attitudini di un vitigno mediamente tardivo come il Sangiovese, difficile ma, se coltivato con coraggio, dotato di un carattere unico».

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