La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: EA7 Emporio Armani Milano

Marco Bellotti: il successo sta nell’inseguire i propri sogni

Sincronia di creatività, mutamento e bellezza, punto di incontro tra la ricerca di nuove dimensioni e l’esperienza del sapere artigianale, la moda rappresenta un vero e proprio linguaggio che, di…

Sincronia di creatività, mutamento e bellezza, punto di incontro tra la ricerca di nuove dimensioni e l’esperienza del sapere artigianale, la moda rappresenta un vero e proprio linguaggio che, di stagione in stagione, propone nuovi contenuti in altrettante nuove forme.

Tra gli interpreti di questo codice, ormai da qualche anno, si è fatto strada come modello Marco Bellotti. Nato e cresciuto a Sinalunga, nello specifico a Scrofiano, a neanche 24 anni, Marco ha già sfilato per celebri stilisti e ha prestato il volto a campagne pubblicitarie diffuse in tutto il mondo.

Se ha scelto di intraprendere questo percorso a contatto con la moda, è vero che forse un po’ lo deve anche alla famiglia da cui proviene: negli anni Sessanta fu il bisnonno ad aprire il pantalonificio che si è tramandato di padre in figlio fino ad arrivare nelle mani di Marco e sua sorella Maria.

“Proprio per attività legate all’azienda, all’età di circa 13 anni ho iniziato a seguire mio padre nei suoi viaggi a Firenze e Milano e a conoscere così questo ambiente” racconta. “Avevo 16 anni quando invece ho realizzato che mi sarebbe piaciuto lavorare come modello: complice l’attrazione verso questo lavoro e una somiglianza che in molti dicevano di notare tra me e il modello brasiliano Francisco Lachowski.

Ma prima c’era da pensare alla scuola. Quindi ho conseguito il diploma al Liceo Scientifico di Montepulciano e poi ho iniziato ad intensificare il lavoro come modello.

Il primo incarico importante è stato tre anni fa. Mi chiamano dall’agenzia e mi dicono “Vieni all’aeroporto di Pisa”. La sera stessa mi trovavo a Berlino e il giorno dopo ero sul set di uno shooting per L’Oréal Paris

Una volta arrivato a Milano, mi sono reso conto di quanti stereotipi ci siano legati a questo lavoro, non corrispondenti al vero, ma che si impongono per l’esasperazione a cui è portato il ruolo dell’immagine. Tutto ruota attorno ad essa e per quanto sia soddisfacente essere un modello, tuttavia ci sono delle difficoltà ad avviare una carriera in questo campo che spesso vengono sottovalutate, a fronte di un’idealizzazione di questo mestiere.

Come credo che accada in tutti gli ambienti lavorativi, anche in questo poi si può incappare in approfittatori o amici di comodo, da saper riconoscere. Ma, alla fine, le personalità più eminenti sono quelle che rivelano anche tanta generosità. E Giorgio Armani rientra sicuramente tra queste”.

Re Giorgio, Marco lo ha conosciuto all’Armani Silos, durante i casting della sfilata che si è tenuta il 20 settembre 2018 nell’hangar di Linate.

“Fin dal primo momento, ho notato un certo rispetto da parte sua nei miei confronti che non avrei immaginato. Il “Signor Armani”, come ci si rivolge a lui, si pone sempre come una persona veramente gentile anche se, non appena entra in una stanza, immediatamente cala il silenzio, ma questo forse è dovuto più ad una riverenza spontanea che tutti qui hanno di lui. Mi è capitato di lavorarci a stretto contatto per tre settimane, sui coordinamenti dei capi che avrebbero sfilato, e in quell’occasione è stato lui a chiedermi di proporre un abbinamento, rendendomi ovviamente onorato.

Finora ho anche sfilato, in tutto una decina di volte, per Dolce e Gabbana. Ecco, in loro, e soprattutto in Domenico, ho conosciuto l’artista nel suo senso più eccentrico”.

Oltre a indossare capi in passerella, Marco è stato protagonista anche di importanti campagne pubblicitarie, L’Oréal Paris e Ray Ban – solo per citarne un paio – tanto che non è stato poi così difficile imbattersi in una sua fotografia sfogliando una rivista o, addirittura, camminando per New York, dove è apparso su uno dei display di Times Square. In queste circostanze ha conosciuto importanti fotografi, come Giampaolo Sgura, di fronte al cui obiettivo ha posato per il tributo ai 30 anni di Emporio Armani, per foto pubblicate su Vogue Giappone. Da mettere in archivio, anche la cover di un numero di Harrods. Una soddisfazione dietro l’altra, quindi, che lascia però lo spazio per domandarsi quali siano i sacrifici da affrontare per condurre una carriera di questo tipo.

“Quello a cui non si pensa, quando si parla della vita di un modello, è lo stress mentale che sottopone il fatto di non poter fare programmi a medio e lungo termine, lo stare fuori casa, soprattutto quando si è affezionati ai ritmi tranquilli del posto in cui si è cresciuti.

Ma si viene ripagati anche in termini emotivi. Soprattutto per quanto riguarda le sfilate, è innegabile la tensione che ne precede l’inizio, magari aumentata da giorni e giorni di prove sul percorso da compiere. È vero che a camminare siamo tutti capaci, ma le cose cambiano un po’ quando sai di doverlo fare davanti ad un muro di occhi rivolti verso di te. Alla prima sfilata che ho fatto per Armani, ammetto che l’emozione è stata tanta, soprattutto negli attimi prima di uscire in passerella”.

E se generalmente quella del modello viene considerata una professione temporanea, Marco ha le idee chiare di quello che vorrebbe fosse il suo futuro.

“Se penso alla mia vita tra venti anni, me la immagino con una famiglia, magari dei figli, a fianco degli amici di sempre, nell’azienda di famiglia, la M2B, alla quale io e Maria stiamo già lavorando con l’obiettivo di lanciarla come un brand autorevole”.

Un ritorno nei luoghi che l’hanno visto crescere, quindi, ma con in tasca il bagaglio di conoscenze accumulato in questi anni. Partire da una frazione di seicento abitanti e ritrovarsi in contesti internazionali può dare la misura delle distanze e delle differenze tra la vita di provincia e una dimensione internazionale.

“Auguro a chiunque di crescere in una piccola realtà come me, a contatto con la natura e con l’essenza delle cose e dei valori, a partire dall’amicizia. Allo stesso tempo, viaggiando mi sono reso conto di quanto rimanere confinati entro orizzonti ridotti possa limitare ancora di più il potenziale di realizzazione di ciascuno.

Io sono partito con la sensazione di poter fare qualcosa di importante, ho sfidato il pregiudizio di quanti mi avevano etichettato solo per l’aspetto fisico, dimostrando prima di tutto a me stesso che avevo molto di più da dare”.

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Armani sceglie i colori del mare per la prossima collezione

Siamo in ottobre, ma non sembra, le temperature dovrebbero essere quelle di inizio autunno e invece questo tempo pazzerello guarda il sole ed apre l’ombrello, mettendoci in crisi tutte le…

Siamo in ottobre, ma non sembra, le temperature dovrebbero essere quelle di inizio autunno e invece questo tempo pazzerello guarda il sole ed apre l’ombrello, mettendoci in crisi tutte le volte che dobbiamo vestirci per uscire.
Nell’attesa di capire in quale stagione siamo e se dobbiamo fare il cambio dell’armadio oppure aspettare ancora qualche settimana per tirare fuori cappelli, sciarpe e guanti noi diamo una sbirciatina alla nuova collezione Primavera/Estate 2015 di Emporio Armani.

Per la prossima bella stagione, Re Giorgio immagina una donna molto attiva, probabilmente in un weekend in barca, vista la scelta di colori. Una collezione che punta su abiti evergreen, che possono essere utilizzati in tante situazione diverse, basta alternare un paio di sneakers a una decolleté o un sandalo in nuances.

Giorgio Armani, nella varie settimane nelle più blasonate capitali della moda, da Parigi a New York, a Milano ha fatto sfilare abiti che evocano un’atmosfera marittima, colori che esaltano la lucentezza della sabbia e la limpidezza dell’acqua. Una collezione che parte dagli elementi naturali della terra per dare nuova forma alla donna, che si veste con leggerezza. Bianco, blu, grigio e nero sono i colori di questa sfilata, accostati con naturalezza e in giochi che sottolineano la dinamicità e la femminilità della silhouette della donna. La donna si muove come fosse seta, quasi impalpabile, in sfumature color sabbia, più chiare e più scure, più asciutte e altre più voluminose, per un risultato finale realmente naturale

Lo stilista calibra le sue scelte con gusto, si alle sovrapposizioni ma mai gli eccessi alla costante ricerca della femminilità nello stile puro, che il più delle volta sconfina in quello maschile, con pantaloni dritti e stringate piatte. Colori che si insinuano nei tailleur, nei pantaloni, nelle T-shirt e nelle gonne con la leggerezza accentuata anche dai materiali utilizzati, come il cotone carta e il PVC semitrasparente, usato anche per gli accessori, in particolare per le borse e per le scarpe più sportive. Armani ha conferito alle giacche forme armoniose e contemporanee. Le gonne le ha rese asimmetriche mentre quelle lunghe alle caviglie sono veli che ricordano le onde del mare. Tra queste si nascondono dei pantaloni culotte, delle creazioni dalla forma ad A che in molti riconoscono come gonne-pantaloni, sebbene identificarle, visti i volumi, è piuttosto difficile. Belle le giacchine corte, che Armani spesso propone con la manica a trequarti.

Per quanto riguarda scarpe e accessori, tra le creazioni fatte sfilare in passerella si sono distinte le tantissime scarpe basse stringate, declinate nei colori neutri e stampe animalier, ma non sono mancanti nemmeno dei sandali spuntati. Le borse Armani sono tutte a mano, di diverse dimensioni e caratterizzate da impugnature differenti, ma per lo più hanno una bella forma a trapezio, che sembra quasi voler rompere con l’incanto fluido degli abiti. Per la sera, invece, non mancano le clutch chic. La linea è inoltre impreziosita da numerosi gioielli oversize, soprattutto lunghi orecchi incatenati, spille, collier torchon e bracciali importanti.

Tante novità quindi per la primavera/estate 2015 di Armani, tra le quali anche il modo di presentazione e il modo di sfilare: molte modelle sono apparse in passerella a coppie o addirittura in tre, mostrando tre varianti dello stesso prodotto. Una tecnica efficace, per apprezzare meglio i colori e le linee

Come tradizione, anche questa volta,  il brand Emporio Armani si caratterizza per una connotazione più giovane, sporty chic e fresca dell’etichetta madre.

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Basket: Montepaschi Siena battuta dalla EA7 Emporio Armani Milano, addio al nono scudetto

EA7 EMPORIO ARMANI MILANO – MONTEPASCHI SIENA 74-64 (19-9, 36-29, 48-54) La Montepaschi Siena non riesce a realizzare il sogno di conquistare il 9° scudetto (l’ottavo consecutivo), superata dall’EA7 Emporio Armani Milano sul parquet…

EA7 EMPORIO ARMANI MILANO – MONTEPASCHI SIENA 74-64 (19-9, 36-29, 48-54)

La Montepaschi Siena non riesce a realizzare il sogno di conquistare il 9° scudetto (l’ottavo consecutivo), superata dall’EA7 Emporio Armani Milano sul parquet del Mediolanum Forum di Assago, in gara 7 della finale del campionato di basket di Serie A.

Inizia forte Milano che si porta subito in vantaggio chiudendo il primo quarto sul 17-9. In controllo nel secondo quarto l’Olimpia va al riposo sul +7 (36-29). Al ritorno dagli spogliatoi c’è una grande Mens Sana che realizza un parziale di 16-2, si mette davanti, e conduce di 6 all’inizio dell’ultima frazione. Ultima frazione come sempre combattutissima con Milano che si avvicina e raggiunge la squadra di coach Crespi a 3’30” dal termine, per poi portarsi avanti e concludere con la vittoria dello scudetto 2013/2014 con il punteggio di 74-64. Da domani comincia un’altra storia.

La cronaca

Milano parte con un break di 8-2. Siena segna con Hunter, poi l’Olimpia trova un nuovo break che viene chiuso da Green e Haynes per il 14-9 a 2′. Langford trova il canestro ma non realizza l’aggiuntivo. Melli trova la tripla e Milano schizza sul +10. La prima frazione si chiude 19-9.

Hackett trova la tripla in avvio del secondo quarto. Siena risponde con un break di 7-0 e torna a -6 (22-16 dopo 3′). Gentile chiude il parziale dalla lunetta seguito da Lawal. Haynes trasforma un lay up in un gioco da tre punti. Langford risponde allo stesso modo e torna a +10 (29-19 a metà quarto). Janning accorcia le distanze ma risponde Cerella. Siena rosicchia punti dalla lunetta. Milano torna in lunetta. Siena si avvicina a -6 con Green, poi Moss allunga di altri due punti. Il ragazzo di Virginia Tech piazza la tripla dall’angolo, ma l’ultima parola é di Milano che segna da sotto con Jerrells per il 36-29 che manda le squadre negli spogliatoi.

Break di 5-0 per Milano in avvio del terzo periodo. Hunter trova un gioco da tre punti e Viggiano piazza la tripla del -6 (41-35 dopo 2′). Carter accorcia ancora le distanze, ma Langford ripristina le sei lunghezze di vantaggio. Hunter e le triple di Carter portano la Montepaschi in vantaggio (43-45 a metà periodo). Janning allunga il parziale senese dall’arco. Gentile chiude il break biancoverde, poi Hunter schiaccia di prepotenza (45-50 a 2’20″). Milano va a segno con Melli. La tripla di Green scucchiaia, come i liberi di Lawal. Haynes porta altri due punti al tabellino biancoverde, poi Gentile fa 1/2 ai liberi. Green allunga per la Montepaschi e la terza frazione si chiude 48-54.

Green segna per il +8. Gentile accorcia dalla lunetta. Viggiano segna per Siena ma Lawal risponde seguito da Moss. Green segna il 54-60 a 5’50″. Il capitano biancorosso mette solo un libero ma l’ex Roma corregge a canestro e Milano torna a -3. Gentile segna per il 59-60. Haynes va a bersaglio per la Montepaschi. Poi Jerrells pareggia i conti a 4′ (62-62). Melli e Hackett riportano avanti l’Olimpia che a 1’29″ conduce 67-62. La tripla di Moss vale il +8. Siena lotta fino alla fine ma non riesce a compiere l’impresa.

EA7 EMPORIO ARMANI: Gentile 18, Cerella 2, Melli 11, Hackett 7, Kangur, Langford 9, Samuels 6, Touré ne, Wallace, Lawal 6, Moss 7, Jerrells 8. All. Banchi

MONTEPASCHI SIENA: Viggiano 3, Hunter 9, Cournooh ne, Haynes 14, Carter 13, Janning 7, Ress, Ortner 2, Nelson 2, Udom ne, Bucarelli ne, Green 15. All. Crespi

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