La Valdichiana

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Tag: corteo

Solennità e magia nella serata dei Corteo dei Ceri

Alle 21:30 del 27 Agosto 2015, come ormai da decenni, Montepulciano si spenge. Ovvero, si accende. Rovescia, cioè, le oggettive percezioni di luce e le rivolta attraverso la messa in…

Alle 21:30 del 27 Agosto 2015, come ormai da decenni, Montepulciano si spenge. Ovvero, si accende. Rovescia, cioè, le oggettive percezioni di luce e le rivolta attraverso la messa in atto di un corteo straordinario. Le luci che servono per vedere i figuranti sono i figuranti stessi: dai corpi si modella la luminescenza necessaria per tessere la visione degli spettatori, da loro emerge un fascio fotonico di grazia e stupefazione.

IMG_9623Alle 21:30 del 27 Agosto 2015, alla colonna del Marzocco, c’è come un silenzio assenso dei migliaia di turisti spalmati su tutto il percorso del centro storico. Smette di essere “Giovedì”. Tutto si intercede in uno spazio cronotopico a metà tra “Il sabato del Villaggio” e “La Sera del dì di festa”; la poetizzazione degli elementi, le voci delle architetture cinquecentesche di uno dei borghi più belli d’Italia, fondono uno stato di attesa e ricordo, di confortante eterno ritorno dell’uguale.

E non sono i cinesi che rovesciano i cocci portacandele posti ai margini della strada, come a definire un continuativo limite tra scena e pubblico, non sono gli anziani che camminano tra gli sbandieratori, o i passeggini che intralciano il percorso e le folle accalcate in piazza delle erbe e in tutte le curve dell’itinerario, a interrompere il misticismo di una ‘rievocazione’ così importante.

Intanto la piazza freme già dal tardo pomeriggio. Le biglietterie lavorano sin dagli ultimi minuti delle ore venti. Il pubblico della piazza deve attendere un’ora per vedere i tamburini uscire da palazzo comunale e comporre una struttura geometrica perfetta a centro piazza, insieme agli sbandieratori di tutte le otto contrade. I numeri esibiti durante la serata sono abbastanza classici (a parte le maestose marce geometriche dei tamburini) ma lasciano emergere tutta la potenza del gioco della bandiera, facendo passare da una cruna percettiva quel senso ulteriore del gesto sbandierante. Sono 15 i tamburi tra imperiali e semirullanti e il loro incidere suoni all’unisono tutto il resto sembra vibrare, compreso il lastricato, i mattoni, le facciate del Duomo e del palazzo comunale.

IMG_9570La sacralità della consegna dei ceri va oltre a qualsiasi credo religioso. È un altissimo tasso di spiritualità laica. Il duomo diventa un luogo aulico e cardinale di umanesimo, di innalzamento a stato sublime dell’essere per ogni singolo tratto umano, per ogni singolo componente della comunità. Tutto diventa anima. Il dato empirico della carne si dirada con l’accrescimento dello spirito.

Le spettacolari esibizioni dei ballerini, a seguire, è un trionfo di immagini e figure cinetiche. Prima dello spettacolo abbiamo avuto il piacere di incontrare i coreografi delle esibizioni: Laura Baccheschi e Cinzia Salvini, per Dam Danza; Wanda Moretti per il sublime e sublimante spettacolo de Il Posto Danza Verticale.

Qual è stato il percorso artistico che ha portato alla definizione del balletto della compagnia Dam danza della staserata?

IMG_9697Laura Baccheschi: “Noi siamo partite da una richiesta fattaci dal magistrato in quanto richiedevano uno spettacolo di ginnastica ritmica. Sono cinque anni che riceviamo le commissioni dal magistrato delle contrade. Quest’anno lo spettacolo è molto più elaborato, ci hanno dato molto più spazio e molta più carta bianca. Siamo partiti con l’idea di cerchi e nastri e da lì abbiamo creato tutto quello che è il corpo della coreografia”.
Cinzia Salvini: “la parte finale è più forte, costruita con un cubo, in cui le ragazze con delle acrobazie realizzeranno delle immagini meravigliose”.

Da quanto tempo lavorate su queste coreografie?

Cinzia Salvini: “Più o meno da tutto il mese di agosto. Con le allieve ci siamo ritrovati d’estate per elaborare lo spettacolo. Abbiamo creato e cercato di sviluppare insieme il tutto”.
Laura Baccheschi: “Sì, alcuni pezzi erano ripresi da un lavoro che abbiamo fatto con i ragazzi della compagnia della nostra scuola al quale stiamo lavorando da qualche anno.”

Wanda Moretti, invece per voi de Il Posto Danza Vericale, gli step conseguitisi prima dell’esibizione di stasera quali sono stati?

IMG_9686Wanda Moretti: “Dunque, la compagnia ha sede a Venezia ed è nata nel 1994. Per Montepulciano abbiamo preparato una produzione ad hoc, per la torre del palazzo comunale e per questo evento del Bravìo. La particolarità delle nostre creazioni è quella del loro riuscire ad armonizzarsi con le facciate degli edifici, con le architetture d’intorno e con le identità dei luoghi. Tutto questo misto ad un’attenzione all’evento specifico, abbiamo raccolto una serie di indicazioni rispetto a tutto l’evento nella sua interezza, a tutta la settimana e alla sua magia. Adattarci il più possibile a quello che percepiamo del territorio. La specialità è quella della danza verticale con una musica appositamente composta. Le performer danzano appese a dei cavi verticali, ed usano come piano scenico la facciata del palazzo comunale. Hanno tutte una formazione da danzatrici con un’acquisizione della tecnica verticale che è, come dire, il valore aggiunto al loro lavoro espressivo e poetico del movimento.

E per quanto riguarda le musiche?

Le musiche sono sempre rigorosamente originali, nelle nostre creazioni. Quelle di stasera sono di Marco Castelli, che sarà a centro piazza con la sua Small Ensemble Little Nemo, con sassofono e set elettronico.

Come e dove vi allenate?

Noi ci alleniaIMG_9764mo tantissimo. Non sono quantificabili le ore che spendiamo nelle preparazioni delle coreografie. Ci alleniamo e proviamo in un capannone, a Venezia, che poi è la nostra sede, dove nascono le creazioni che portiamo in tutto il mondo, siamo una compagnia internazionale.

Come ogni anno, a chiudere la serie di spettacolari prove dell’ingegno scenico, storico, mistico e organizzativo dell’apparato del Magistrato delle Contrade, sono stati i fuochi d’artificio. Una celebrazione definitiva della fine di Agosto. Un momento, un rituale collettivo al quale siamo tutti sempre più affezionati.

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Chiara in Chiana: Bravìo delle Botti, Corteo dei Ceri – Parte 1

L’altro ieri, 28 agosto, è stato il giorno, durante il periodo del Bravìo delle Botti 2014, dedicato al Corteo dei Ceri. Già durante il viaggio in treno da Roma, mi sento…

L’altro ieri, 28 agosto, è stato il giorno, durante il periodo del Bravìo delle Botti 2014, dedicato al Corteo dei Ceri.

Già durante il viaggio in treno da Roma, mi sento emozionata: personalmente sono amante di ogni festa di paese, sagra e rievocazione storica, nonché follemente patita di Medioevo e di qualsivoglia riferimento a spade, cavalieri e dame. Quel giorno ero in particolar modo attratta da quella che aveva tutta l’aria di essere una celebrazione con un qualcosa in più.

In effetti, è stato proprio così: non saprei dire se questo qualcosa possa essere riscontrato nella passione che i poliziani mettono nell’organizzazione della festa, o per la ricchezza degli eventi, o, ancora, per il meraviglioso scorcio di piazza Grande illuminata da fuochi e fiammelle – scintillanti lingue di fuoco che si perdevano nel cielo notturno ricco di stelle. Probabilmente la particolarità della celebrazione sta nell’unione di tutti questi elementi.

Prima di perdermi nelle mie personali riflessioni da antropologa, il racconto della serata è d’obbligo. Appunti e annotazioni riempiono le pagine del mio quaderno personale e, per quanto possibile, vorrei dare spazio a tutto ciò che ho visto, occhi luccicanti al seguito.

Arrivo nella Piazza Grande vero le 16.30 e lo spazio è completamente assorto dalle prove generali: tamburini, sbandieratori,Corteo dei ceri - Bravìo delle botti danzatrici e danzatori dedicano anima e corpo all’esercizio e alla pratica. L’atmosfera è particolare, densa, allegra, ma allo stesso tempo rilassata. La voglia di far bene c’è, preponderante, e qualche errore qua e là si nota, ma la perfezione della serata sarà confermata solo poche ore dopo durante lo spettacolo ufficiale.

Il Corteo dei Ceri mi incuriosisce, in virtù del fatto che si tratta di un evento caratterizzato dall’assenza di luce elettrica e, quindi, illuminato dalle fioche fiammelle di torce e candele. Ho sempre ammirato la capacità di un lume di rendere un ambiente suggestivo: di solito in una stanza, magari a cena, ma è davvero particolare contemplarne l’effetto all’interno di un intero paese.

Le otto contrade, Poggiolo, Gracciano, Voltaia, Le Coste, San Donato, Cagnano, Talosa e Collazzi, scendono le vie di Montepulciano per incontrarsi nel luogo di inizio del corteo, la Colonna Del Marzocco. Insieme al gruppo del Magistrato, si avviano una dopo l’altra verso la piazza Grande, ciascuna con in testa il cero, che sarà offerto poi a San Giovanni Battista una volta arrivate al Duomo. Nell’ordine, sfila prima Voltaia, poi Talosa, dai vivaci colori giallo e rosso; a seguire Le Coste, negli armonici blu e giallo; Poggiolo, bianco e blu; Gracciano, verde, giallo e nero; Cagnano, verde e blu; Collazzi, verde e giallo; infine, San Donato, rosso e bianco.

Arrivano in Piazza Grande, con grazia, e lentamente si sistemano ognuno al loro posto, sfilando in cerchio davanti al pubblico seduto sugli spalti.

Inizia la cerimonia, e il silenzio è assoluto. Il Gonfaloniere, munito di microfono, con voce squillante e sicura, si erge a supremo giudice dei ceri portati in omaggio dalle contrade, invocando San Giovanni Battista e la Santissima Vergine. Una musica che ricorda le ballate epiche del passato, rievocatrice di eleganti corti medievali colme di cavalieri dalla scintillante armatura, dona allo spettacolo un’idea di trasparenza, quasi che davvero un altro mondo, un mondo passato, fosse riaffiorato dolcemente per accoglierci nelle sue braccia. Ogni cero è sottoposto all’attento giudizio del  Gonfaloniere, il quale, cauto e severo, accenna un inchino ogni volta per offrire il suo benestare. Lentamente, allora, le otto offerte sono adagiate su un apposito piedistallo posto davanti all’entrata del duomo. Accompagnati da litanie religiose e preghiere, i membri della Chiesa accolgono le offerte e benedicono gli astanti. Alle parole: «Andate in pace, la cerimonia è finita», sembra quasi di uscire da una sorta di torpore, e si ritorna al presente.

Corteo dei ceri - Bravìo delle botti

A unire tradizione e modernità, a celebrare il passato con la freschezza delle nuove generazioni, arriva il momento degli spettacoli previsti per l’evento: si inizia con la perfetta esibizione del Gruppo di tamburini di Montepulciano, poi l’altrettanta mirabile acrobazia delle bandiere del Gruppo di sbandieratori. Tamburini e sbandieratori, espressione del connubio perfetto tra il passato e il presente poliziano, racchiudono l’entusiasmo e la bravura di giovani e ragazzi che hanno dimostrato grazia ed eccellenza.

A seguire, lo spettacolo di un gruppo di ballerini della scuola di danza Art Studio Ballet, danzatori di fuoco che ci deliziano con piroette ed energici movimenti. Nonostante il vento mettesse a dura prova le aste infuocate tra le mani degli artisti, lo spettacolo è piacevole e interessante. Sempre utilizzando una musica dal tono epico, capace di trasmettere energia in chiunque, il gruppo di ballerini danza in un crescendo continuo che, all’apice della musica, si interrompe bruscamente, salutando il pubblico.

Corteo dei ceri - Bravìo delle botti Le luci si spengono e si illumina la torre del Palazzo Comunale, imponente, limpida e chiara; l’orologio illuminato e quieto, osservatore quanto noi. Io, che sapevo già cosa stava per accadere in virtù della mia visita alle prove generali, ero in trepidante attesa. Una ballerina di Danza Verticale, questa danza meravigliosa che elimina qualsiasi dimensione spaziale e terrena, con movimenti sinuosi si lascia calare leggera, eseguendo una coreografia composta da gesti improvvisi alternati a movimenti dolci. Seguono altre due ballerine, calatesi dalla facciata principale, che diventano poi quattro, una per ciascuna delle finestre del secondo piano. Uno spettacolo mai visto prima.

Un’emozione incredibile per tutta la serata ha percorso, lieve ma decisa come il vento che ci ha accompagnato per tutto il tempo, gli spettatori del Corteo dei Ceri 2014. Degna conclusione lo spettacolo di fuochi pirotecnici, che ha colorato la facciata del Palazzo Comunale davanti al naso puntato in su di tante, tantissime persone affascinate.

Si chiudeva, così, una serata che si è presentata come un evento unico, fortunatamente ripetibile ogni anno ma che, altrettanto fortunatamente, rimane unico e speciale in ogni sua edizione. Gli occhi di una ragazza romana, ancora prima che antropologa, si sono ritrovati ad ammirare con fascino e ammaliamento un evento che racchiude tanti elementi diversi: non solo la ricostruzione storica, di pregevole precisione e accuratezza, ma anche i dettagli, le percezioni personali, le persone, la passione che si sentiva nell’aria. Di questa passione vuole, invece, parlarvi l’antropologa, la specialista della cultura. Il resoconto, infatti, non è finito qui: questa è solo la prima parte, e molte altre cose ho da dire. Riflessioni, pensieri, idee che mi sono passate per la mente durante la mia permanenza alla festa, e interviste, chiacchiere con chi è stato davvero protagonista dell’evento. Appuntamento a domani!

All pictures by Alessia Zuccarello – Valdichiana Srl Media

 

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Sarteano: tutto pronto per la Giostra del Saracino

Tutto pronto per la Giostra del Saracino a Sarteano: il 15 agosto scendono in piazza oltre quattro secoli di storia  Il 15 Agosto è il gran giorno della Giostra del…

Tutto pronto per la Giostra del Saracino a Sarteano: il 15 agosto scendono in piazza oltre quattro secoli di storia

 Il 15 Agosto è il gran giorno della Giostra del Saracino di Sarteano, dedicata a San Rocco. La gara vera è propria è prevista nel pomeriggio (ore 17,30). Ma si comincia prima (ore 15.30) con il corteo storico che solca le vie del centro prima di entrare nella piazza Bargagli pronta per la gara, con un manto di terra sopra l’asfalto e le tribune gremite che contornano la pista.

giostra del saracinoIntanto nel tardo pomeriggio del 14 agosto, alla presenza vescovo, monsignor Stefano Manetti, si è svolta la Provaccia. Prima ancora, c’è stata (lunedì scorso) la Tratta dei bossoli, che ha definito ordine di partenza e abbinamento tra contrade e giostratori. Nella piazza d’armi del castello, il “capitano del popolo” Sergio Cappelletti e il “governatore” Francesco Landi (in realtà il sindaco) hanno officiato all’estrazione che ha dato questo esito: partirà per prima Sant’Andrea (capitano Giancarlo Betti e giostratore Francesco Fabbrizzi). A seguire, le contrade Santissima Trinità (capitano Massimo Piazzai, giostratore Giacomo Perugini), San Lorenzo (capitano Alessio Rosati, giostratore Tony Bartoli), San Bartolomeo (capitano Lori Mazzetti, giostratore Claudio Rossi), San Martino (capitano Giovannino Giani, giostratore Fabio Tamagnini).

Bartoli, vincitore per quattro volte consecutive (ma non nell’ultima Giostra del Saracino), sembra il favorito. Ma l’esperienza e la conoscenza della piazza di Tamagnini e Rossi non sono da sottovalutare. E gli stessi giovani Fabbrizzi e Perugini (quest’ultimo protagonista, lo scorso anno, di una bellissima gara di esordio) possono dare filo da torcere. Molto probabilmente ci sarà ancora una gara aperta fino all’ultima stoccata.

Chi vince avrà in premio un drappellone prezioso, che sembra un’icona russa. Lo ha dipinto la senese Marta Perugini utilizzando le tecniche del Trecento, con pigmenti naturali stesi su una foglia d’oro. Un riferimento all’antico più che giustificato: oltre quattro secoli di storia accompagnano questo torneo cavalleresco, le cui prime testimonianze risalgono al 1583. Nei secoli successivi diviene sempre più stretto il legame fra Sarteano e la Giostra del Saracino, fino ad arrivare al Novecento, con le sole interruzioni dovute alle due guerre e quella che ha caratterizzato il ventennio che va dal ’62 all’82.

“La Giostra è la manifestazione di punta di Sarteano – dice il sindaco Francesco Landi – e richiede un imponente sforzo organizzativo portato avanti tutti gli anni dai tantissimi contradaioli delle cinque contrade. Le cinque carriere al cardiopalma ogni anno regalano grandissime emozioni”

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Tria Turris, ancora una vittoria per il terziere Santa Maria

Per il quinto anno consecutivo il terziere di Santa Maria conquista il Tria Turris dimostrandosi il terziere più forte al Palio delle Torri. Con il quinto sigillo consecutivo, quella dei…

Per il quinto anno consecutivo il terziere di Santa Maria conquista il Tria Turris dimostrandosi il terziere più forte al Palio delle Torri. Con il quinto sigillo consecutivo, quella dei campioni in carica è ormai una vera e propria egemonia alla quale, per adesso, San Silvestro e Sant’Angelo, gli altri due terzieri della città, poco riescono a fare; arrivati al traguardo rispettivamente in seconda ed ultima posizione.

Il Comune di Chiusi è tornato dalle nebbie del medioevo al digitale dei giorni nostri, ma tutto il fine settimana è stato un vero e proprio tuffo nel passato con un centro storico calato in pieno medioevo che ha coinvolto residenti e turisti, rimasti affascinati dal ritrovarsi ad incontrare antichi cavalieri e nobili dame, oppure nel bel mezzo di un accampamento medievale nella perfetta cornice del parco dei Forti, o ancora a curiosare tra gli scaffali di misteriose botteghe medievali, al secolo i negozi del centro commerciale naturale di Chiusi Città che per l’occasione si sono letteralmente trasformati grazie al coinvolgimento e alla disponibilità dei commercianti. Il Comune di Chiusi ha vissuto un vero e proprio cambio di identità che ha riguardato anche i rappresentanti delle istituzioni; il sindaco Stefano Scaramelli e l’assessore al bilancio Juri Bettollini, con tanto di costumi medievali, hanno sfilato per le vie della città insieme al suggestivo corteo storico, curato nei minimi dettagli ed impreziosito da maestosi abiti di foggia trecentesca.

“Il Tria Turris sta crescendo anno dopo anno e di questo siamo veramente soddisfatti – ha dichiarato il sindaco di Chiusi Stefano Scaramelli – il merito va soprattutto ai Terzieri e alle varie associazioni che hanno permesso la realizzazione della festa. La nostra città ha un vero e proprio cuore medievale e le tante persone che in queste serate di festa sono accorse per i vari spettacoli e prove di abilità ne sono la conferma. Quasi dispiace rimettere l’orologio del tempo ai giorni nostri, ma è bello essere consapevoli che a Chiusi tanti giovani e non hanno messo cuore ed anima per la realizzazione di una festa che solo qualche anno fa sembrava una scommessa con un futuro incerto e che invece è adesso una tradizione della nostra Città.”

Tutto il centro storico della città è stato protagonista della festa, ma l’angolo più suggestivo del Tria Turris ancora una volta è stato al Parco dei Forti dove per l’occasione è stato ricreato un accampamento medievale con tanto di taverne, spazi per musici, spettacoli ed addirittura un’arena per i combattimenti, dove si è svolto, nella serata conclusiva, un avvincente torneo di spada tra i cavalieri della compagnia d’arme Santaccio e nei giorni precedenti la tanto attesa Tripartita (una sorta di calcio storico con tre palloni, tre porte e tre giocatori per squadra) vinto dal terziere Sant’Angelo; il torneo d’arco femminile (freccia d’argento) vinto dal terziere San Silvestro (la freccia d’argento è stata Clara Cioncoloni) e quello di arco maschile (palio del Sant’Anello) vinto dal terziere Santa Maria (miglior arciere Michele dell’Agnello).

tria turris 2A conferma della crescita della festa, un altro ingrediente sono stati gli spettacoli di tamburi e sbandieratori dei terzieri cittadini che proprio prima del palio delle torri hanno affascinato i tanti visitatori con numeri ed esercizi di alto livello. Spettacolo che è stato garantito anche dalla compagnia dei falconieri del gruppo “Trata Burata” e della compagnia d’arme di San Marino.

Spade, archi, bandiere e tamburi, dunque, per il momento si sono fermati, ma neanche il tempo di archiviare il Tria Turris ed il Palio delle Torri che già tutta la città è pronta a proseguire i festeggiamenti in onore della patrona Santa Mustiola. Tanti saranno gli eventi tra i quali la tradizionale processione che si svolgerà venerdì 27 giugno alla presenza di contrade e terzieri. Proprio per quell’occasione piazza Duomo sarà completamente rivestita di tufo per permettere l’esibizione di cavalli e cavalieri che per una notte saranno i protagonisti di quella piazza che potrebbe essere definito il salotto buono di Chiusi.

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Carnevale di Sarteano: “A far l’amore comincia tu”

“A far l’amore comincia tu”: Raffaella Carrà, la televisione anni ’80 e il corteo delle maschere. Questo il tema per il Carnevale di Sarteano 2014, che prevede la partecipazione di…

“A far l’amore comincia tu”: Raffaella Carrà, la televisione anni ’80 e il corteo delle maschere. Questo il tema per il Carnevale di Sarteano 2014, che prevede la partecipazione di 18 associazioni nella strutturazione e realizzazione di attività e iniziative da svolgersi in Piazza XXIV Giugno nella giornata di domenica 2 Marzo.

L’evento, promosso dall’associazione culturale L’Ombrico, intende trasformare Sarteano nel paese del gioco e dello spettacolo, nel perfetto stile anni ’80. Giochi, spettacoli, cortei in maschera e tanto altro. Per partecipare alle varie iniziative del Carnevale di Sarteano saranno necessari i Tallurini Sarteanesi, la moneta corrente del Carnevale. Questa valuta, che è possibile ritirare dalle casse della banca Sarteanese posta in piazza tramite una semplice offerta, serve per giocare e divertirsi nelle varie attività e iniziative proposte. Ogni gioco ha un suo “costo” e il giocatore per accedervi deve pagare con la valuta del Tallurino.

Questo il programma dell’evento:

  • Carnevale itinerante per le vie del paesealle 14.30, in piazza Domenico Bargagli, prenderà il via un corteo dai mille colori e maschere che sfilerà per le vie del paese in modo da chiamare a raccolta la cittadinanza e “accompagnarla” direttamente alla Piazza XXIV Giugno, dove sarà possibile partecipare a numerosi giochi e assistere a vari spettacoli.
  • Carnevale fisso all’interno della piazza: l’entrata in Piazza del Corteo darà il via alla festa di piazza e di strada del Carnevale di Sarteano 2014 che ospiterà un ricco palinsesto ininterrotto di spettacoli, giochi, eventi musicali e ospiti “inattesi”.

Per maggiori informazioni, visitate il sito SarteanoLiving.it

carnevale di sarteano

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Il 4 Novembre, le tradizionali celebrazioni per i caduti in guerra a Montepulciano

Si ritroverà il 4 novembre in piazza Grande la comunità di Montepulciano per celebrare la Festa dell’Unità nazionale e Giornata delle Forze armate. La tradizionale manifestazione in ricordo dei caduti in…

Si ritroverà il 4 novembre in piazza Grande la comunità di Montepulciano per celebrare la Festa dell’Unità nazionale e Giornata delle Forze armate. La tradizionale manifestazione in ricordo dei caduti in guerra è organizzata dal Comune con le associazioni combattentistiche e d’arma.

Dalla piazza poliziana partirà il corteo accompagnato dalla banda dell’istituto di Musica. Il corteo sfilerà per le vie del centro storico ricordando i Caduti con appelli e deposizione di corone d’alloro per poi sostare davanti alla chiesa di Sant’Agostino. Qui sarà letto il bollettino che, il 4 novembre 1918, annunciava la vittoria e che è riprodotto su una targa apposta sul sagrato. Altro omaggio al Giardino di Poggiofanti, presso l’obelisco che commemora i Caduti. Alle 11.00, nel santuario di Sant’Agnese, sarà quindi officiata la Santa Messa.

Come già verificatosi nel 2012, il programma proseguirà nella frazione di Acquaviva, alle 11.15, con l’omaggio ai Caduti, in piazza della Vittoria. La cerimonia alla quale parteciperanno i rappresentanti dell’amministrazione comunale e della banda dell’istituto di Musica, prevede anche la Messa in suffragio nella chiesa di San Vittorino, e la deposizione di una corona d’alloro presso il Sacrario.

Per l’occasione il Comune invita la cittadinanza ad esporre la bandiera italiana.

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Cetona: entra nel vivo la Corsa delle Brocche 2013

Tutto pronto per la Corsa delle Brocche 2013. La sfida è lanciata e le tre contrade in cui Cetona è suddivisa – Porta Capperoni, Porta Castello e Porta Latere –…

Tutto pronto per la Corsa delle Brocche 2013. La sfida è lanciata e le tre contrade in cui Cetona è suddivisa – Porta Capperoni, Porta Castello e Porta Latere – sono pronte a sfidarsi con gare e momenti di rievocazioni storica, a partire da mercoledì 24 luglio con l’ “Omaggio del ceri e del panno scarlatto” e per tutta la settimana, fino alla sfida più importante che vedrà domenica 28 luglio quattro atleti per contrada impegnati in una corsa nel centro storico portando una brocca piena d’acqua.

La novità 2013 è stata il “Lancio della sfida” che si è svolto sabato 20 (prove) e domenica 21 luglio (sfida vera e propria) quando le tre contrade si sono confrontate in una gara di lancio con la catapulta in legno che, in perfetto stile medioevale, ha permesso di stilare una prima classifica. I risultati sono determinanti per la Corsa delle brocche di domenica. Fino allo scorso anno infatti l’assegnazione delle brocche nella gara principale,- di 2, 4 e 6 chilogrammi, – avveniva casualmente. In questa edizione invece, sarà Porta Capperoni, risultata vincitrice del lancio della sfida, a partire domenica con la brocca d’acqua più leggera, seconda Porta Latere che avrà la brocca di media pesantezza e terza Porta Castello che dovrà partire con la brocca più pesante.

In attesa della gara principale comunque Cetona si prepara a immergersi nell’atmosfera medioevale a partire da domani, mercoledì 24 luglio alle 21, con l’ “Omaggio dei ceri”, quando un corteo in costume, percorrendo le vie del centro storico di Cetona dalla Collegiata fino alla Chiesa di San Michele Arcangelo, rievocherà l’impegno assunto nel medioevo dal Castello di Cetona di omaggiare la Repubblica di Siena il giorno della Madonna dell’Assunta, con un panno scarlatto e quattro ceri, segno dell’appartenenza alla giurisdizione senese.

Sarà poi la Rievocazione storica di sabato 27 luglio, in Piazza Garibaldi alle 21,30, che consentirà a cittadini e visitatori di entrare completamente nell’atmosfera della Cetona medioevale, permettendo di rivivere gli eventi del periodo compreso tra il 1346 e il 1418 che portarono Cetona sotto la giurisdizione senese, passando attraverso il controllo di Forte Braccio da Montone e il dominio di Perugia. Un araldo narrerà nel corso della serata le fasi salienti di quegli anni mentre abili attori e figuranti le rappresenteranno attraverso quattro scene, fino all’ultima che ricorderà la vendita di Cetona a Siena da parte di Forte Braccio, “per 9.000 fiorini d’oro di cui, 5.000 in contanti e 4.000 in tanto sale”, come ricorda l’atto del Consiglio generale della Campana del Comune di Siena citato nel suo libro su Cetona da Mario Bezzini.

corsa delle brocche

Non solo storia però, perché la “Corsa delle Brocche” prevede anche tante occasioni di divertimento come la Corsa delle Brocchine, di giovedì 25 luglio alle 21 in Piazza Garibaldi, con i giochi per bambini compresi tra gli 8 e i 14 anni e tanta animazione, la classifica delle brocchine daranno l’ordine di partenza della corsa delle Dame. Venerdì 26 luglio sarà invece la volta della Serata giovani, dedicata ai più grandi con tante occasioni di divertimento, musica e balli presso i campetti.

Domenica 28 luglio infine, a partire dalle 16, dopo il Corteo storico in abiti medioevali, sfida tra le donne delle contrade con la Corsa delle Brocche femminile, che partiranno secondo l’ordine d’arrivo delle Brocchine: la prima sul lato della corda, la seconda al centro ed arretrata dalla prima di circa 2,5 metri e la terza sul lato esterno arretrata dalla seconda di altri 2,5 metri. Tutto questo in attesa della sfida principale, la “Corsa delle Brocche”, una gara in cui quattro atleti per contrada si sfideranno portando una brocca. La corsa, – in cui negli ultimi sette anni ha sempre trionfato Porta Latere, – prevede quest’anno l’assegnazione delle brocche piene d’acqua secondo la classifica stilata grazie al lancio della sfida: Porta Capperoni avrà la brocca da due chili, Porta Latere quella da 4 chili e Porta Castello quella da sei. La gara fa riferimento alla difficoltà dei cittadini che nei secoli passati dovevano approvvigionarsi di acqua con le brocche e richiede resistenza, forza ma anche sincronia. Tutte le contrade sono pronte alla sfida e festeggeranno insieme, qualunque sia il risultato, sabato 3 agosto con una bella Cena medioevale in Piazza a partire dalle 20,30.

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