La Valdichiana

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Tag: cooperativa

“Filo&Fibra”, dalla lana un piano di economia circolare per San Casciano dei Bagni

C’è energia nell’aria a San casciano dei Bagni. L’energia dei nuovi progetti, quelli che sanno di coraggio, fantasia e anche un po’ di ambizione, come Filo&Fibra, la cooperativa di comunità…

C’è energia nell’aria a San casciano dei Bagni. L’energia dei nuovi progetti, quelli che sanno di coraggio, fantasia e anche un po’ di ambizione, come Filo&Fibra, la cooperativa di comunità nata da quattro concittadine che lo scorso anno hanno iniziato a interrogarsi su come fosse possibile creare opportunità di lavoro in un comune piccolo, da cui è spesso facile andarsene verso centri urbani più grandi.

La risposta, arrivata in circa sette mesi, si è così concretizzata nella messa a punto di un esempio di economia circolare, un modello di produzione e consumo alimentato dai valori di riutilizzo, condivisione ed ecosostenibilità. Termini che hanno trovato una sintesi perfetta nel progetto Filo&Fibra, come ci ha raccontato Gloria Lucchesi, tra le sue ideatrici.

«Filo&Fibra è un modello di economia circolare innanzitutto perché si basa sul recupero di materiale di scarto, cioè la lana, che nel nostro caso proviene dalle aziende di San Casciano dei Bagni. Trattandosi di un rifiuto speciale, costa molto agli allevatori smaltirlo, circa 2,50 euro al kg, e rende poco venderlo: il prezzo è sui 30 centesimi al kg per acquirenti che commerciano con le industrie di Cina e India, dove poi viene lavorato. La prima fase del progetto è stata intercettare la fornitura di lana grezza, che abbiamo acquistato al prezzo di 1 euro al kg dagli allevatori locali. Con i 2.500 kg di lana raccolti, è iniziata la seconda parte del ciclo produttivo, ovvero la lavorazione dalla quale si è ottenuto il feltro. Con questo tessuto si è iniziato a creare gli articoli che adesso si trovano in vendita nei negozi di San Casciano dei Bagni aderenti al progetto».

Ma perché tutto questo prendesse vita, è stato necessario un investimento iniziale, reso possibile anche in virtù dell’investimento messo in campo dalla Regione Toscana.

«In realtà è stata proprio la Regione ad ispirare Filo&Fibra, nel senso che grazie a un bando regionale destinato a nuove cooperative di comunità, abbiamo pensato di creare questo progetto, il quale poi si è sviluppato sul modello dell’economia circolare in modo tale da sfruttare una materia di scarto, valorizzare le competenze locali e coinvolgere il territorio. La Regione Toscana ha riconosciuto e condiviso le potenzialità di questa iniziativa, concedendoci un finanziamento di 50mila euro. Sicuramente un punto a favore di Filo&Fibra è stata l’originalità, visto che il tema prevalente degli altri progetti era il cibo e l’ospitalità».

Nata dall’idea di quattro donne, la cooperativa ha mantenuto la sua caratterizzazione femminile ed è attualmente composta da nove persone, diverse per età, competenze e percorso di studi.

«La collaborazione è il principio fondamentale su cui si sta sviluppando questa impresa, a cui tutte apportiamo un personale contributo, potendo sempre contare una sull’altra nei momenti di insicurezza, che inevitabilmente possono arrivare in questa fase di partenza di una realtà nuova per tutti».

Una novità nata con l’obiettivo di essere un’opportunità di sviluppo per il territorio, San Casciano dei Bagni e le sue frazioni, non poteva prescindere dall’integrazione con il tessuto sociale.

«Filo&Fibra ha destato fin da subito la curiosità dei nostri concittadini, talvolta insieme ad un po’ di diffidenza, ma c’è da dire che in generale i primi passi li ha mossi in un clima di entusiasmo collettivo nei borghi di Celle sul Rigo, Fighine, Palazzone e Ponte a Rigo. Lì sono già presenti le Vetrine Attive, spazi ricavati da locali in disuso messi a nostra disposizione dal Comune, che abbiamo adeguato ad ospitare l’esposizione dei nostri manufatti. Le abbiamo ultimate una domenica mattina e il pomeriggio c’era già gente a vederle: è stata una bella soddisfazione. L’interesse generale è continuamente dimostrato da chi viene a portarci i bottoni che non usa più, o magari da chi ci aiuta ad assemblare il telaio. In tanti hanno già dato il loro contributo alla causa, che realizza così il suo fine di interessare l’intera comunità».

Le potenzialità di un materiale come la lana si osservano nella varietà dei modi in cui può essere impiegato.

«Dalla prima fornitura di lana è stato ricavato del feltro con cui sono state cucite soprattutto borse, ma anche articoli di biancheria per la casa e cassette di cottura, contenitori in legno rivestiti di lana al loro interno, utili perché sfruttando le proprietà di isolante termico della lana, esse mantengono una temperatura costante ed è possibile utilizzarle per ultimare la cottura di alcuni alimenti, lasciandovi dentro i recipienti, senza il consumo di altra energia. 

Il nostro reparto di sartoria ha sinora prodotto degli oggetti che valorizzassero al meglio il tessuto a nostra disposizione, ma per il prossimo anno abbiamo intenzione di realizzare altri tipi di stoffe, che possano essere impiegate diversamente. All’interno del nuovo museo della macchina da cucire, dove sarà predisposto uno spazio di coworking, saranno inoltre presto organizzati dei laboratori creativi. Ma l’idea è anche quella di fare di San Casciano dei Bagni un centro di interesse per gli appassionati di design, con un concorso biennale a cui presentare oggetti inediti, non solo legati al mondo del taglio e cucito. Già da adesso infatti l’attenzione è rivolta al recupero e al riutilizzo del legno, per dargli nuova vita in altre forme».

In questi suoi primi mesi, Filo&Fibra ha già debuttato alla Fabbrica del Vapore di Milano, con l’iniziativa Design No Brand, sviluppata da Giacimenti Urbani, associazione impegnata nella promozione di valori quali il riciclo dei materiali e l’ecosostenibilità.

«Partendo dal presupposto che per una comunità piccola come quella di San Casciano dei Bagni è utile aprirsi al mondo, piuttosto che chiudersi nel suo territorio, vogliamo cogliere l’opportunità di far conoscere Filo&Fibra in contesti come esposizioni e fiere, momenti fondamentali per stabilire contatti e confrontarsi con altre realtà simili alla nostra».

Il rapporto con il territorio è uno degli aspetti principali di questo progetto. In che modo queste due dimensioni si valorizzano?

«Innanzitutto si rende onore al lavoro degli allevatori locali, utilizzando la lana proveniente dalle loro aziende, poi, passando alla lavorazione del materiale grezzo, si amplificano le competenze di tutti grazie alla consulenza di professionisti, come il perito tessile Antonio Mauro. Infine i manufatti sono il risultato della creatività di chi li realizza, che porta con sé e mette a frutto la cultura e la memoria storica del paese».

Come consiglio a un’altra comunità che voglia intraprendere un percorso come quello della cooperativa Filo&Fibra, quale sono gli ingredienti che non possono mancare?

«Bisogna credere in quello che si fa, trovare il modo di trasmettere nel modo giusto i valori su cui si è costruito il progetto e che rendono, come nel caso di Filo&Fibra, una realtà unica».

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Dufatanemunda: proseguono le attività in Burundi

La cooperativa Dufatanemunda prosegue le attività di sviluppo economico e sociale in Burundi, grazie ai fondi raccolti in Valdichiana durante gli eventi degli ultimi anni. Abbiamo cominciato a raccontarvi la…

La cooperativa Dufatanemunda prosegue le attività di sviluppo economico e sociale in Burundi, grazie ai fondi raccolti in Valdichiana durante gli eventi degli ultimi anni. Abbiamo cominciato a raccontarvi la storia di Vugizo, un piccolo villaggio nel sud del Burundi, e di Athanase, originario del villaggio ma da molti anni residente a Montepulciano. Nel giugno 2015 si è tenuto il primo evento di raccolta fondi presso il centro visite “La Casetta” del Lago di Montepulciano, con il supporto degli Amici del Lago di Montepulciano e del circolo Legambiente Valdichiana. Abbiamo seguito attraverso i racconti di Athanase e le foto inviate dal Burundi le attività della cooperativa, verificando direttamente l’utilizzo delle risorse arrivate dalla Valdichiana.

Anche nel giugno 2016 si è tenuto un nuovo evento di raccolta fondi al Lago di Montepulciano, sempre preceduto da un convegno sul tema dell’agricoltura sostenibile e della biodiversità. Nel corso del secondo evento sono stati chiesti ai partecipanti i fondi per acquistare una stalla e avviare l’attività di allevamento, oltre al sostegno alle attività sociali promosse dalla cooperativa. Per l’occasione è stata anche fondata un’associazione in Valdichiana, chiamata ugualmente Dufatanemunda, che potesse essere il soggetto messo direttamente in relazione con la cooperativa del Burundi e fornire informazioni e aggiornamenti alle persone che hanno partecipato alla raccolta fondi.

Durante l’evento dello scorso giugno è stato possibile raccogliere circa 1200 euro da destinare ai progetti di sviluppo sociale ed economico a Vugizo; la cifra al momento, come ci racconta Athanase, non è sufficiente all’acquisto della stalla e del terreno per l’allevamento, ma è comunque stato possibile cominciare a risparmiare per il raggiungimento di tale obiettivo.

Campo di patate della cooperativa

Un’altra importante novità introdotta dalla cooperativa quest’anno è stata quella del microcredito: uno strumento di sviluppo economico particolarmente utile nei paesi in via di sviluppo, in cui centinaia di famiglie non hanno accesso al credito. Grazie ai fondi raccolti e alla capacità della cooperativa di sostenersi in maniera autonoma, è stato possibile attivare il microcredito per incentivare il lavoro delle famiglie di Vugizo. Il funzionamento è semplice: ogni membro della cooperativa, in base alle proprie possibilità, può chiedere un piccolo credito di circa 60 euro (che per l’economia del Burundi possono fare la differenza) e utilizzarli per potenziare le proprie attività di produzione e commercializzazione di prodotti agricoli realizzati assieme alla cooperativa. Dal momento che nessuna banca darebbe soldi a queste persone, il microcredito della cooperativa riesce a dare una spinta di sviluppo economico a queste famiglie, che mettono come garanzia le firme di tutti i familiari e gli eventuali terreni o animali in possesso. Le persone sono quindi responsabilizzate a lavorare per sviluppare le loro attività e per restituire il credito, donando ulteriore forza propulsiva alla cooperativa.

Quella del microcredito non è l’unica attività: Dufatanemunda ha infatti continuato a fornire muto soccorso a tutte le famiglie che ne fanno parte. Quando qualcuno si ammala e non può pagarsi le cure in ospedale, la cooperativa attinge al fondo speciale programmato per queste emergenze e permette di pagarsi le cure. A questo proposito Athanase racconta:

“Il mutuo soccorso è molto importante, ad esempio la scorsa settimana un ragazzino si è ammalato e doveva andare in ospedale. Grazie ai soldi raccolti e messi da parte dalla cooperativa è stato possibile pagare le cure. Questo è molto importante per persone che altrimenti non avrebbero accesso ai servizi sanitari.”

Per quanto riguarda l’attività agricola, dopo due anni di attività la cooperativa ha ormai imparato a rendersi indipendente, o comunque ad attivare processi virtuosi di rotazione delle culture. Nei terreni acquistati con le prime raccolte fondi vengono infatti piantate melanzane, pomodori e cipolle; i prodotti vengono utilizzati per l’autoconsumo e venduti al mercato, e con i soldi guadagnati vengono acquistati i semi per le nuove colture. Athanase rimane a disposizione dall’Italia anche per via della sua conoscenza in materia agronomica, dando consigli su come affrontare le eventuali malattie del raccolto, ma i membri della cooperativa stanno apprendendo sempre nuove nozioni grazie all’esperienza fatta.

L’arrivo dell’acqua è stato molto importante, perché ha permesso di coltivare determinati tipi di prodotti e di superare la tipica siccità estiva; la scorsa estate è stata infatti particolarmente difficile dal punto di vista della siccità, e molte persone nelle province del Burundi rischiano di morire di fame in tali situazioni. La cooperativa ha invece potuto attingere all’acqua grazie ai lavori effettuati lo scorso anno e le famiglie di Vugizo sono riuscite ad andare avanti coltivando per l’autoconsumo e la commercializzazione.

La fontanella dell’acqua negli orti

Cos’è successo invece in Valdichiana? L’associazione Dufatanemunda, nata lo scorso giugno come punto di riferimento per tutti coloro che hanno partecipato ai progetti di raccolta fondi, continua ad avere rapporti costanti con la cooperativa a Vugizo. Ha superato gli scogli burocratici per le pratiche amministrative e ha ottenuto l’autorizzazione a operare come onlus nel nostro territorio; è stata quindi inserita nel registro regionale delle onlus per attività di beneficenza e può inviare fondi in Burundi a tassi agevolati.

Le attività proseguono alacremente, quindi: dal mutuo soccorso al microcredito, la cooperativa permette alle famiglie di Vugizo uno sviluppo economico che non sarebbe altrimenti possibile, vista la situazione politica che sta vivendo il Paese. Le attività agricole proseguono con grande risultato, e i fondi raccolti vengono risparmiati per poter finanziare l’acquisto della stalla e degli animali da allevamento. Se volete contribuire a questo scopo, è possibile effettuare una donazione all’associazione locale: Dufatanemunda Onlus, codice Iban: IT28 J033 5901 6001 0000 0147 362

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Sempre più forte l’unione tra Valdichiana e Burundi

Dufatanemunda, in burundese, significa “L’unione fa la forza”: è questo il nome della cooperativa a Vugizo, nel sud del Burundi, che si occupa di sviluppare progetti di agricoltura sostenibile e…

Dufatanemunda, in burundese, significa “L’unione fa la forza”: è questo il nome della cooperativa a Vugizo, nel sud del Burundi, che si occupa di sviluppare progetti di agricoltura sostenibile e sviluppo sociale. La cooperativa è stata fondata da Athanase, un ragazzo originario del villaggio, ma che da molti anni vive in Valdichiana.

La nostra redazione ha cominciato a seguire la storia della cooperativa già dallo scorso anno, quando gli approfondimenti editoriali terminarono con un grande evento al Lago di Montepulciano, in cui sono stati raccolti i fondi per consentire alla cooperativa burundese di acquistare concime per i campi e far arrivare l’acqua agli orti. Il successo dell’iniziativa dello scorso anno ha permesso di completare il progetto degli orti sociali in modo da favorire l’autosussistenza dei membri della cooperativa nel villaggio di Vugizo: gli orti già da molti mesi stanno producendo melanzane, cavoli, patate e altre verdure che vengono utilizzate per l’autoconsumo e per la vendita al mercato.

L’arrivo dell’acqua negli orti della cooperativa è stato un evento storico per il villaggio: se consideriamo che, in media, ogni burundese ha a disposizione cinque litri d’acqua al giorno, i venti litri al minuto portati dalle tubature rappresentano un grande miglioramento nelle condizioni di vita e nelle potenzialità agricole. Inoltre, la cooperativa ha permesso ad altri terreni adiacenti di utilizzare l’acqua, grazie a degli appositi rubinetti lasciati a disposizione di altre attività agricole.


Dufatanemunda: gli orti sociali e la sede della cooperativa a Vugizo

Quello della cooperativa Dufatanemunda è il progetto di un orto pilota: la loro filosofia è quella di utilizzare soltanto semi autoctoni e di produrre alimenti sani e biologici. Altre persone nei dintorni di Vugizo, incuriosite dalla riuscita del progetto, stanno apprendendo le loro tecniche agricole, replicando gli orti in altri appezzamenti di terreno; gli stessi membri della cooperativa apprendono le tecniche di coltivazione nell’orto comune e dedicano altri piccoli appezzamenti di terreno nei pressi delle rispettive abitazioni per coltivare verdure e ortaggi per autoconsumo.

La cooperativa, inoltre, svolge un importante ruolo di coesione sociale: il mutuo soccorso permette di aiutare i membri in difficoltà economica, di acquistare libri scolastici per i bambini e per diffondere la filosofia della biodiversità e della sostenibilità agroalimentare negli altri abitanti. Un progetto importante, quindi, che ha già avuto un effetto positivo nella vita delle persone di Vugizo e che continua ad avere ottime prospettive di sviluppo sostenibile.

È proprio in virtù di questi effetti positivi, e del grande coinvolgimento delle persone in Valdichiana durante lo scorso anno, che anche nel 2016 si è tenuto un evento di raccolta fondi presso il centro visite “La casetta” del Lago di Montepulciano, con il supporto degli Amici del Lago di Montepulciano e del circolo Legambiente Valdichiana. La raccolta fondi è stata preceduta da un convegno sui temi dell’agricoltura sostenibile e della biodiversità, con gli interventi di Angelo Barili, Vladimiro Pelliciardi e Athanase Tuyikeze.

I fondi raccolti in questo secondo evento saranno interamente devoluti alla cooperativa Dufatanemunda, che li utilizzerà per costruire una stalla e acquistare capre e pecore, in modo da rendersi autonomi anche nella produzione di concime e nell’allevamento di animali domestici. Anche in questo caso la stalla sarà un progetto pilota, da cui gli altri membri della cooperativa e gli altri abitanti potranno prendere spunto per replicare e diffondere le tecniche di allevamento. Prosegue quindi il forte legame tra la Valdichiana e il Burundi, grazie al coinvolgimento e la solidarietà disinteressata di tante persone che stanno sostenendo un progetto sociale che sta migliorando la vita delle persone nel villaggio di Vugizo.


Dalla Valdichiana al Burundi – Lago di Montepulciano – 19 Giugno 2016

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Dufatanemunda: aggiornamenti dal Burundi

Vi ricordate della cooperativa Dufatanemunda? Vi abbiamo raccontato la storia della cooperativa sociale di Vugizo, un comune della provincia meridionale del Burundi, e dei suoi legami con la Valdichiana senese….

Vi ricordate della cooperativa Dufatanemunda? Vi abbiamo raccontato la storia della cooperativa sociale di Vugizo, un comune della provincia meridionale del Burundi, e dei suoi legami con la Valdichiana senese. Lo scorso giugno abbiamo ripercorso la storia della cooperativa (il cui nome significa “l’unione fa la forza”) e del suo fondatore Athanase Tukiyeze, seguendo un progetto di sviluppo sostenibile per portare orti sociali e microcredito di mutuo soccorso in Burundi. Il racconto si è concluso con il grande evento di domenica 28 giugno al Lago di Montepulciano, in cui si è svolta una raccolta fondi per sostenere il progetto, come vi abbiamo ampiamente documentato nel nostro speciale: Dalla Valdichiana al Burundi: l’unione fa la forza!

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La fase di pulizia dei terreni per realizzare gli orti

Nel corso di questi quattro mesi, la situazione si è evoluta: la cooperativa ha continuato a lavorare e sta mettendo a frutto i fondi raccolti durante gli eventi estivi in Valdichiana. Abbiamo incontrato Athanase, che oltre a raccontare la sua storia in altri contesti come il Tetro Povero di Monticchiello, è in contatto costante con gli altri membri della cooperativa a Vugizo.

“Stiamo usando i fondi raccolti grazie al sostegno dei tanti amici in Valdichiana, sulla base del progetto di sviluppo sostenibile che abbiamo illustrato al Lago di Montepulciano. Il primo scoglio da superare è stato quello delle procedure burocratiche.”

Il Burundi è infatti un paese che rischia una nuova guerra civile, e anche se in un villaggio della periferia meridionale come Vugizo il pericolo è inferiore rispetto alle grandi città, la lentezza della macchina amministrativa si fa sentire. La cooperativa aveva necessità di portare l’acqua negli orti sociali acquistati grazie alla cassa comune, ma le procedure burocratiche hanno rallentato i lavori per la necessità di ottenere i permessi e le autorizzazioni.

“Abbiamo superato anche queste difficoltà, adesso la cooperativa si è allacciata all’acquedotto e ha costruito tutte le tubature necessarie. In questo modo potremo portare l’acqua ai serbatoi dei nostri orti sociali e prepararci per la prossima stagione.”

Prosegue quindi l’impegno nella realizzazione degli orti sociali, dopo l’acquisto dei maiali e lo scambio di conoscenze per le buone pratiche di sviluppo sostenibile. Adesso che gli appezzamenti di terra della cooperativa Dufatanemunda sono stati dotati dell’acqua necessaria alle colture, il passo successivo sarà quello di dotarli di pannelli solari per l’approvvigionamento elettrico.

“La cooperativa è attiva anche nel settore sociale: grazie ai fondi della cassa comune abbiamo potuto comprare anche del materiale didattico per permettere ai bambini più poveri di frequentare la scuola. Un impegno che abbiamo sempre tenuto presente, grazie a iniziative di mutuo soccorso a sostegno della comunità locale.”

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I lavori per portare l’acqua agli orti

La storia di Athanase e della cooperativa Dufatanemunda ha provocato profonde emozioni anche nella nostra comunità locale. Oltre alla grande partecipazione all’iniziativa dello scorso giugno, sono state molte le persone che hanno manifestato vicinanza al villaggio di Vugizo e che hanno dato ad Athanase la loro disponibilità a collaborare. Un esempio: una onlus per la prevenzione delle morti improvvise si è offerta di donare un defibrillatore semiautomatico alla comunità di Vugizo, che potrebbe essere particolarmente utile per migliorare le pratiche di soccorso medico del villaggio.

La cooperativa Dufatanemunda continuerà nei prossimi mesi a lavorare agli orti sociali, mettendo a frutto i fondi raccolti in Valdichiana. Athanase tornerà periodicamente nel suo villaggio per aiutare gli altri membri della cooperativa e supportare i progetti di sviluppo sostenibile del territorio: dal canto nostro, continueremo a raccontare la loro storia e a tenervi informati!

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“L’unione fa la forza” – Intervista ad Athanase Tuyikeze

Continua il viaggio de La Valdichiana in Burundi e questa volta vi facciamo conoscere il protagonista della causa che ci siamo presi a cuore: vi racconteremo chi è Athanase Tuyikeze,…

Continua il viaggio de La Valdichiana in Burundi e questa volta vi facciamo conoscere il protagonista della causa che ci siamo presi a cuore: vi racconteremo chi è Athanase Tuyikeze, come è nata la cooperativa “Dufatanemunda”, quali sono i suoi progetti e come pensa di aiutare il suo popolo.

Incontro Athanase a Montepulciano Stazione, paese in cui abita, in un pomeriggio di inzio Maggio. Penso che dopo otto ore di lavoro abbia poca voglia di raccontarmi la sua storia; invece, il ragazzo è un fiume in piena di parole, di aneddoti e di curiosità, con una luce negli occhi che parla da sola, fiero e lungimirante del progetto che sta portando avanti in Burundi.

Ma andiamo per ordine: Athanase Tuyikeze è originario di Vugizo, nella provincia di Makamba a sud del Burundi, paese che ha dovuto lasciare nel 2000 a causa della guerra. Oggi, Athanase è un giovane di trent’anni, laureato in agronomia e lavora nell’azienda agricola Poliziano, una delle più famose cantine produttrici di Vino Nobile della zona.

Ciao, Athanase. Dunque, raccontami subito perché hai scelto l’Italia come Paese in cui vivere.

“Ho deciso di venire in Italia perché nel mio paese c’era la guerra. Mio fratello Venuste Niyongabe era già in Italia per meriti sportivi. Lui era una studente in Burundi, poi ha iniziato a correre e ad allenarsi; è stato notato da un manager italiano di Siena che gli ha proposto di venire in Italia per continuare con questo sport. Dopo che ha vinto le Olimpiadi di Atlanta, nel 1996, mi sono sentito spronato a raggiungerlo qua in Italia”.

Hai raggiunto tuo fratello perché anche tu volevi diventare un atleta famoso?

“A dire la verità sì, speravo di seguire le sue orme, ma lui non ha voluto. Voleva che io studiassi, che mi creassi un futuro diverso e quindi, quando sono arrivato, mi sono subito iscritto a scuola. In Burundi facevo la seconda superiore, ma siccome il sistema scolastico italiano è diverso da quello del Burundi ho dovuto rifare la scuola media e poi mi sono iscritto alla scuola superiore”.

Come hai deciso il corso di studi da seguire?

“Dovevo scegliere se fare il meccanico o se iscrivermi ad agraria, ma la cosa che conoscevo di più e che mi affascinava era l’agricoltura, perché sono nato in campagna e tutta la mia storia familiare è da sempre stata legata all’agricoltura. Con il senno di poi devo dire che questa è stata una scelta ottima. Finite le superiori a Siena mi sono iscritto all’Università di Firenze, dove ho seguito corsi sull’agricoltura tropicale e sulla sicurezza alimentare. Adesso lavoro come operaio agricolo all’azienda Poliziano a Montepulciano Stazione, dove vivo”.

Ogni due anni, Athanase torna in Burundi per aiutare il popolo del suo villaggio natale. Qualche anno fa è nata la cooperativa Dufatanemunda, “l’unione fa la forza”, che ha lo scopo di sviluppare nel suo paese d’origine i concetti appresi durante gli studi agrari e di fornire una reale possibilità di sviluppo sostenibile. Athanase aiuta un gruppo di donne nella cooperativa di mutuo soccorso, affinché possano condividere dei fondi di microcredito per acquistare animali da allevare, semi da piantare e altri mezzi per aumentare la produttività agricola.

Com’è nata l’idea di questa cooperativa?

“Un giorno, mentre ero in vacanza in Burundi, ho conosciuto delle donne che avevano organizzato un sistema di mutuo soccorso per aiutare i bambini del villaggio, i “poveri tra i poveri”. In Burundi alcuni bambini sono nati durante la guerra da rapporti tra militari e donne del paese, praticamente dei figli nati fuori dal matrimonio spesso per violenza ma anche consensualmente. Per molte persone il militare era come un Dio, ma finita la guerra questi sono tornati a casa lasciando i figli soli. Per tutti, quelli erano considerati dei reietti perchè erano senza padre, concepiti e rifiutati. Le madri, invece, erano considerate prostitute dalle famiglie; i figli crescevano stigmatizzati dalla società, continuamente presi in giro.
Questo gruppo di donne, quindi, si è organizzato per fare una cassa comune e aiutare questi bambini, per comprare loro quaderni, penne, vestiti e per pagare le tasse scolastiche. Questa iniziativa mi ha colpito molto, perché avevano capito che nella società c’erano dei problemi che andavano risolti. Così è partito il mio progetto”.

Con un approccio un po’ più agricolo?

“Sì, agricolo e di sviluppo sostenibile. Ho costruito un rapporto con loro e ho aumentato il numero di persone coinvolte. Un gruppo vero, non un’associazione, ma una cooperativa: perché non deve dare aiuto fine a sè stesso ma deve creare lavoro e non aspettare aiuto dall’altro. È importante aiutarci a vicenda diffondendo la cultura d’impresa, le tecniche e le conoscenze  devono essere messe in rete. Adesso, nella cooperativa chiamata “l’unione fa la forza” sono comprese 11 donne e 4 uomini”.

E adesso a che punto è la cooperativa?

“A Febbraio 2015 abbiamo cercato e comprato un terreno, circa 3.500 metri quadrati per 800 euro. Li ho anticipati io, poi me li ridaranno attraverso la cassa comune. Loro, nel frattempo, hanno pulito il terreno dalle piante. Quello che vorrei realizzare è un progetto di orto pilota per insegnare alla gente a piantare frutta e ortaggi e per diffondere tecniche e conoscenze. Ognuno potrebbe avere un pezzettino di terra, imparare a fare la rotazione delle colture e la concimazione a letame. Un orto pilota che migliori la vita e la società”.

E per il futuro cos’hai in mente?

“Da Aprile di quest’anno abbiamo cominciato a lavorare al nuovo progetto, ad un pozzo con pannello solare. Il Burundi è un territorio molto soggetto a cambiamenti climatici e a rischio siccità e quindi serve un pozzo per avere una riserva d’acqua per i periodi di secca. Loro sanno che l’acqua c’è, ma bisogna investirci e per fare ciò servono circa 2.000 euro. Per questo ho pensato di attivare una raccolta fondi in Valdichiana, con un evento al Lago di Montepulciano, con l’obiettivo: “Da una terra di orti come la Valdichiana, a una terra che ha bisogno di orti come il Burundi”. Una volta realizzato il pozzo e quindi gli orti, i prodotti potrebbero essere usati per autosussistenza o venduti al mercato di Vugizo, per fare cassa comune e dare inizio ad un altro progetto”.

Tu riesci a seguire il loro operato abitando in Valdichiana?

“Non tanto bene. Uno di loro per fortuna ha whatsapp sul cellulare e quindi riesce a mandarmi le foto e gli aggiornamenti. Purtroppo, gli altri della cooperativa sono analfabeti, perché in Burundi il tasso di analfabetismo è molto alto e quindi non posso pretendere di comunicare con altri mezzi”.

Da piccolo cosa sognavi di fare da grande?

“Da piccolo il mio sogno era quello di andare nella capitale del Burundi, perché Vugizo è in periferia, con l’auto sono tre ore di viaggio. Non molte, ma considerando che molte persone non hanno la macchina, andarci a piedi era impossibile. Crescendo, nella capitale ci sono arrivato e adesso voglio mettere in condizione di arrivare alla capitale anche la gente del mio villaggio,  per cambiare la realtà e dare una mano a più persone possibile”.

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Dalla Valdichiana al Burundi: l’unione fa la forza

Vugizo, un comune della provincia meridionale del Burundi, e Montepulciano Stazione, una piccola frazione della Valdichiana senese. Cosa accomuna questi due luoghi così distanti tra di loro (5560 chilometri in…

Vugizo, un comune della provincia meridionale del Burundi, e Montepulciano Stazione, una piccola frazione della Valdichiana senese. Cosa accomuna questi due luoghi così distanti tra di loro (5560 chilometri in linea d’aria), in due Paesi così diversi, in due continenti così diversi? La storia di Athanase Tuyikeze e della cooperativa “Dufatanemunda”, che significa “l’unione fa la forza”. Una storia che la nostra redazione andrà a raccontarvi in dettaglio durante il mese di giugno, partecipando attivamente al progetto di sviluppo sostenibile e prendendo a cuore la causa di Athanase in Valdichiana, fino al grande evento di domenica 28 giugno al Lago di Montepulciano.

Athanase, Vugizo e Montepulciano

Athanase

Athanase al mercato di Vugizo

Athanase è un giovane agronomo che vive a Montepulciano Stazione e lavora nell’azienda agricola Poliziano, una delle più famose cantine produttrici di Vino Nobile della zona. Ha 30 anni ed è nato e cresciuto a Vugizo, prima di lasciare il Burundi nel 2000 per continuare gli studi di agricoltura. Firenze, Siena, Perugia: Athanase si laurea in scienze agrarie e consegue un master in agricoltura sostenibile. Ed è molto attivo nella vita sociale del suo comune: dal volontariato per la Croce Rossa, alle attività sportive e ricreative per la Chianina Running, che lo vedono sempre impegnato in progetti di sostenibilità ambientale e rispetto della biodiversità. Athanase non dimentica però il suo paese d’origine, infatti torna spesso a Vugizo, per incontrare amici e parenti.

Dufatanemunda, l’unione fa la forza

È proprio durante uno di questi viaggi che Athanase ebbe l’idea di costituire una cooperativa, per sviluppare nel suo paese d’origine i concetti appresi durante gli studi agrari e per fornire una reale possibilità di sviluppo sostenibile anche nel comune in cui era nato e cresciuto. Aiuta un gruppo di donne a formare una cooperativa di mutuo soccorso, affinché possano condividere dei fondi di microcredito per acquistare animali da allevare, semi da piantare e altri mezzi per aumentare la produttività agricola. Il suo scopo è quello di superare la necessità di ricorrere agli aiuti umanitari e alla beneficenza fine a sè stessa, puntando invece sui concetti di sviluppo sostenibile, di aumento delle conoscenze imprenditoriali e di aiuto comune. Attraverso il mutuo soccorso e il fondo comune a cui tutti i membri della cooperativa possono accedere, c’è una concreta opportunità di sviluppo per il villaggio, migliorando le tecniche agricole e la produttività del terreno. Da qui il nome della cooperativa “Dufatanemunda”, ovvero “l’unione fa la forza“.

Di orto in orto, la raccolta fondi

L’esperienza della cooperativa è cominciata nel 2012: un investimento iniziale ha permesso l’acquisto di quindici maiali, allevati nei rispettivi cortili. Athanase ha donato un fondo iniziale di 250 euro per l’acquisto degli animali, e ognuno dei quindici membri della cooperativa versa mensilmente una piccola quota, che serve anche come fondo di solidarietà per aiutare i bambini più in difficoltà a studiare, e per poter fornire una sorta di assicurazione contro gli incidenti che possono colpire i terreni o gli animali. Successivamente la cooperativa si è impegnata per l’acquisto di un terreno in cui avviare un progetto di orto comune, sempre secondo le indicazioni agrarie di Athanase. La prossima tappa sarà quella di dotare l’orto di un pozzo e di un pannello solare, aumentando così l’indipendenza e la produttività agricola della cooperativa. Athanase ha deciso di aiutarli ancora una volta, avviando una raccolta fondi, e la nostra redazione si è impegnata a sostenere questo progetto: nei prossimi giorni vi racconteremo tutto nel dettaglio!

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Dufatanemunda: l’unione fa la forza

Racconteremo approfonditamente la storia di Athanase, della cooperativa e della raccolta fondi nel corso di questo mese: seguiteci in questo percorso affascinante fatto di impegno e passione, fino a ritrovarci tutti assieme al Lago di Montepulciano il prossimo 28 Giugno!

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