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Il Pinocchio apocrifo di Gabriele Valentini

Nei giorni 1, 2 e 3 Marzo 2019, al Teatro degli Arrischianti di Sarteano, va in scena P – Storia di un Burattino, scritto e diretto da Gabriele Valentini, con…

Nei giorni 1, 2 e 3 Marzo 2019, al Teatro degli Arrischianti di Sarteano, va in scena P – Storia di un Burattino, scritto e diretto da Gabriele Valentini, con l’assistenza di Airis Fantechi. In scena ci sono Andrea Storelli, Giacomo Testa, Giordano Tiberi, Martina Belvisi, Eleonora Ciampelli e Andrea Fiori. Nello spettacolo sono presenti i visual appositamente creati da Simone Pucci, i costumi sono di Vittoria Bianchini con la collaborazione di Roberta Rapetti.

P – Storia di un Burattino si ispira alla vicenda di Pinocchio; ma non quella canonica e tradizionale, di Carlo Collodi. È invece una “pinocchiata” degli anni ’20 del Novecento a fungere da base narrativa per questo spettacolo. Il successo del personaggio di Carlo Collodi fu talmente grande da generare una serie di racconti e romanzi di altri autori che sfruttarono il burattino più famoso del mondo per ulteriori composizioni (fanfiction diremmo oggi).  Una di queste, che vede un Pinocchio “scemo di guerra”, di ritorno dalla prima guerra mondiale, senza memoria, ha ispirato il nuovo spettacolo prodotto dalla Nuova Accademia Arrischianti.

Gabriele Valentini ha elaborato una messa in scena originalissima, che si inserisce nella già fortunata stagione invernale degli Arrischianti. Lo abbiamo intervistato.

LaV: Quella di Pinocchio è una delle vicende più conosciute al mondo. Da Collodi alla Disney, da Carmelo Bene a Benigni, fino all’annunciata lavorazione del film di Garrone. Cos’è che rende questa vicenda così longeva, tanto da renderla efficace ancora oggi?

Gabriele Valentini: Come tutti i grandi libri, “Le avventure di Pinocchio“, di Carlo Collodi (alias Carlo Lorenzini), ha più livelli di lettura: il primo è il più banale, ovvero la storia stessa del burattino. Già al livello successivo troviamo una forte critica sociale, dato che Pinocchio è stato definito “l’eroe della fame“, una fame che tutti conoscono, persino i burattini. Collodi descrive un mondo in cui persino i bambini (in carne ossa o meno) devono lavorare per sopravvivere. Ciò lo ha reso molto simile a Dickens e a Verga; è significativo il fatto che, nella sua prima stesura, la storia finisse con la morte di Pinocchio appeso a un albero ad opera del Gatto e della Volpe. L’unica cosa che spinse l’autore a cambiare il finale, fu l’insistenza dei suoi lettori che scrissero in massa alla redazione (Collodi scriveva su “Giornale per Bambini”) richiedendo un finale diverso. L’intenzione dell’autore era dunque diversa da quella che si evince dall’intero romanzo che si è abituati a leggere: la sua era una forte critica sociale dal tono amaro e verista, una sorta di insofferente ma inevitabile accettazione delle ingiustizie del mondo e delle istituzioni regolatrici dello stesso. Una storia decisamente lontana dall’edulcorato film d’animazione Disney famoso in tutto il mondo.

LaV: Lo spettacolo è ispirato a una “pinocchiata”, Il Cuore di Pinocchio. Dove l’hai scovata? Cosa ti ha convinto a tirarci fuori uno spettacolo?

Gabriele Valentini: Come penso sia normale, quando studi un argomento, in questo caso Pinocchio, si tende ad accumulare informazioni, così mi sono imbattuto ne “Il cuore di Pinocchio”, pubblicato per la prima volta nel 1917 e poi riedito, in forma ampliata, nel 1923, questo  è parte della ricca produzione di letteratura per l’infanzia a tema bellico che si diffuse negli anni del primo conflitto mondiale. Scritto dal nipote di Collodi – così figura l’autore Paolo Lorenzini sulla copertina del libro –  questa nuova riscrittura si presenta anzitutto come un testo vicino alla produzione propagandistica vera e propria. Leggendo il romanzo, non ho potuto non notare le differenze e le analogie culturali con i tempi di oggi, questo insieme ad altri racconti su Pinocchio, hanno rappresentato il punto di partenza, per poter poi sviluppare una storia che comprendesse rimandi al Pinocchio di Collodi ( l’originale), ma che parlasse anche del “Bel Paese dei Balocchi” nel quale, a volte, si ha l’impressione di vivere.

LaV: Il tuo Pinocchio è  uno “spin-off” della vicenda originale. In qualche modo questo spettacolo è imparentato con il Progetto Giufà, che allo stesso modo articolava una serie di sequenze drammaturgiche basate su vicende di tradizione popolare (“picaresche” direbbero i filologi)?

Gabriele Valentini: In realtà no, in P, storia di un burattino della tradizione popolare ho cercato di conservare solo le suggestioni e gli spunti. Mi interessava raccontare cosa ci fosse dietro l’immaginario collettivo che si ha su Pinocchio. La vicenda vede P, ragazzo in carne ed ossa, decidere di partire per la Guerra, per dimostrare a se stesso ed agli altri che oramai è un Uomo. Colpito dal “Vento degli Obici” (termine con il quale durante la Prima Guerra Mondiale si indicava quello che, solo nel 1980, fu etichettato come Disturbo Post Traumatico da Stress),  P non ricorda nulla, a vegliarlo strani personaggi, alcuni dei quali, tenteranno di fargli riacquistare la memoria, perché dalla conservazione della stessa  può spesso dipendere anche il futuro.

LaV: Come stai lavorando con gli attori? Nella nota di regia si legge: «personaggi non hanno un nome specifico perché sono essi stessi un insieme di ispirazioni, gli attori che vanno ad interpretarli fluttuano tra l’essere personaggio esistito, o esistente, e personaggio della fiaba»: come viene gestita questa cosa dal punto di vista recitativo?

Gabriele Valentini: È un lavoro individuale. Con ognuno degli interpreti ci siamo divertiti a caratterizzare il proprio personaggio, anche prendendo spunti dalla vita dell’autore, questo ci ha permesso di spaziare fino all’attualità.

LaV: Nell’allestimento sono presenti delle “video-scene”. Come si integrano nella messa in scena di “P.”?

Gabriele Valentini:  Gli interventi di video scenografia, curati da Simone Pucci, danno il loro contributo alla narrazione della vicenda, direi proprio che sono il settimo attore in scena.

LaV: Quali sono i progetti futuri della Nuova Accademia Arrischianti? Che tipo di primavera/estate attende il pubblico di Sarteano?

Gabriele Valentini: Il prossimo impegno riguarda l’ultimo appuntamento della Stagione 2018/19 con “Scusate se parlo d’amore” in scena l’8 marzo alle 21,30, di e con Manola Nifosì coadiuvata alla regia da Sergio Aguirre. Per quanto riguarda la primavera/estate siamo già a lavoro per il tradizionale appuntamento di “Teatro al Castello” , insieme il Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, su un progetto  che inizierà a fine marzo con un laboratorio teatrale aperto a tutti e che sfocerà nella messa in scena di Rodrigo dal 16 al 21 luglio, della quale curerò la regia, con le musiche di Davide Vannuccini. Altro  importante appuntamento dell’estate Arrischianti è il Sarteano Jazz & Blues 2019, la cui Direzione Artistica, anche quest’anno, è affidata a Battista Lena.

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Un Pinocchio per la scuola elementare di Montepulciano

Un Pinocchio fuori dagli schemi classici, che parla inglese, che utilizza giochi multimediali e che viaggia nel mondo perché ha anche il passaporto. Sullo straordinario personaggio scaturito nel 1881 dalla…

Un Pinocchio fuori dagli schemi classici, che parla inglese, che utilizza giochi multimediali e che viaggia nel mondo perché ha anche il passaporto. Sullo straordinario personaggio scaturito nel 1881 dalla fantasia di Carlo Collodi sono state concepite innumerevoli varianti ma l’idea di un Pinocchio “contemporaneo”, nata da una classe delle scuole elementari di Montepulciano, è valsa ai suoi creatori un premio nazionale, istituito dalla Fondazione intitolata all’autore ed assegnato al parco che porta il nome del burattino e che si trova appunto a Collodi, in provincia di Pistoia.

montepulciano-pinocchioGrazie ad un pullman organizzato in pochi giorni dai genitori degli alunni, la 3.a B della Scuola Primaria dell’Istituto Comprensivo “Iris Origo” di Montepulciano ha potuto partecipare a ranghi compatti alla festosa cerimonia che è stata fonte di grande soddisfazione per tutti. Il tema del concorso era “Idee per il parco di Pinocchio” e la pubblicazione del bando, spiegano le insegnanti, è coincisa proprio con la fase in cui i bambini durante le ore di laboratorio hanno lavorato in modo interdisciplinare in attività di gruppo sulla fiaba di Pinocchio, attraverso la lettura del testo originale di Collodi e la visione dell’opera cinematografica di Comencini.

Così è nata l’idea di partecipare al concorso anche perché Pinocchio, per gli alunni della III B, è stato un personaggio guida fin dall’inizio dell’anno scolastico. I bambini hanno subito “lanciato” idee senza frenare la loro fantasia, immaginando il loro angolo di parco. Tra le tante proposte quella che ha ottenuto l’approvazione di tutti è stata quella che concepiva un Pinocchio cittadino del mondo, evoluto ed al passo con i tempi.

Con queste premesse i bambini sono giunti ad inviare gli elaborati e con sorpresa e grande soddisfazione di tutti, alla classe è stato attribuito il Premio vincitori ex-equo dalla Fondazione Collodi.

La Dirigente Scolastica Prof.ssa Daniela Busoni e le insegnanti Giulietta Pellegrini e Martina Bandini hanno rivolto un ringraziamento alla Fondazione Nazionale Carlo Collodi per il premio conferito al progetto, i genitori per l’efficacia dell’organizzazione e con affetto gli alunni che hanno svolto con grande entusiasmo e dedizione il lavoro.

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Al Teatro Mascagni di Chiusi arriva Pinocchio

Pinocchio: arriva a Chiusi la popolarità e “l’enigma” di una delle storie più lette e raccontate Secondo appuntamento della nuova stagione teatrale, al Mascagni di Chiusi, venerdì 29 novembre alle ore…

Pinocchio: arriva a Chiusi la popolarità e “l’enigma” di una delle storie più lette e raccontate

Secondo appuntamento della nuova stagione teatrale, al Mascagni di Chiusi, venerdì 29 novembre alle ore 21.15

È il personaggio che vive nell’immaginario collettivo ma da cui vorremmo distaccarci, non un eroe ma un modello di superbia e cocciutaggine: è “Pinocchio”, una delle storie più lette e raccontate della letteratura moderna che, al Teatro Mascagni di Chiusi, venerdì 29 novembre (ore 21.15), per la regia e l’adattamento di Ugo Chiti, e grazie alla compagnia Arca Azzurra, cerca di entrare nella nostra mente per fare la pace con il bimbo interiore. Pinocchio, infatti, non è solo un protagonista, è un mondo, un personaggio multiforme da cui scaturisce una storia insieme lineare e complicatissima, un racconto (straordinario) per bambini e una

Una intricatissima rete di significati simbolici, un susseguirsi di incontri con personaggi fantastici che rimandano al percorso della crescita, pieno di insidie, di esperienze esemplari, a volte enigmatiche. Di questo percorso e del mondo fantastico legato alla cultura popolare toscana si parlerà anche alle ore 18 nel foyer del Teatro Mascagni durante “A tu per tu”, l’aperitivo ideato e realizzato dalla Fondazione Orizzonti d’Arte di Chiusi, che dà la possibilità a tutti di incontrare e conoscere gli artisti: sarà possibile interagire direttamente con i protagonisti di Arca Azzurra, tra questi Paolo Cioni, Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Alice Bachi e Paolo Ciotti. Saranno loro che la sera porteranno sul palco del Mascagni un Pinocchio dark, divertente, affascinante, duro, commuovente, esilarante, ovvero la favola della maturazione per eccellenza, che con Chiti ha trovato nella messa in scena una sua naturale derivazione.

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Il Cartellone 2013/2014 – Dopo lo spettacolo “Pinocchio”, il 2014 inizierà sotto il segno dell’arte circense europea, domenica 5 gennaio, con Karakasa Circus con “Casa dolce casa” il teatro circo acrobatico, adatto a grandi e piccoli. Sabato 18, con una commedia musicale “Risate sotto le bombe” arriveranno le Sorelle Marinetti. Il primo febbraio è tempo di teatro/canzone su Fabrizio De André, con “Le Cattive Strade” di e con Andrea Scanzi e Giulio Casale. Il 23 febbraio arriva uno degli spettacoli più attesi della stagione teatrale del Mascagni: Alessandro Preziosi con il suo “Cyrano sulla Luna”, anche questa nuova produzione. A marzo di scena gli ultimi 2 appuntamenti: l’8 marzo torna la danza con Kaos Balletto di Firenze che presentano la nuova produzione “Il Mago di Oz”, uno spettacolo di danza decisamente innovativo e con videoinstallazioni e sabato 22 marzo, la stagione teatrale di si chiuderà con un grande classico: Shakespeare con “Doppio Inganno”.

Per ulteriori informazioni e prenotazioni rivolgersi al numero 0578/226273 oppure 0578/20473 e inviare una email a info@fondazioneorizzonti.it

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