La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: benessere

Il turismo del benessere e la crescita economica

Quando si parla di turismo del benessere si intende la pratica di viaggiare verso Paesi o regioni straniere alla ricerca di tranquillità fisiologica e mentale, da ottenere grazie alle terapie…

Quando si parla di turismo del benessere si intende la pratica di viaggiare verso Paesi o regioni straniere alla ricerca di tranquillità fisiologica e mentale, da ottenere grazie alle terapie e alle risorse locali. Questo tipo di turismo è caratterizzato dalla ricerca di un’alimentazione sana, di strutture quali spa, terme, centri fitness e opportunità di sviluppo creativo e spirituale. L’obiettivo del viaggio diventa quindi il raggiungimento e mantenimento di uno stato di benessere psicofisico.

Dati globali e nazionali, previsioni e prospettive future (2015-17)

Il WHO (World Health Organization) definisce il benessere come uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, che va oltre la cura delle malattie o delle infermità. L’organizzazione ne promuove il mantenimento proattivo attraverso l’adozione di comportamenti utili a migliorare la propria salute. Nell’era contemporanea, la globalizzazione ha favorito non solo lo scambio di merci e servizi, ma anche di culture. Di conseguenza, l’aspettativa è che la richiesta globale per il turismo del benessere continui ad aumentare nei prossimi anni. Marketing e promozione hanno giocato un ruolo cruciale nel diffondere l’idea che pace mentale e benessere fisico si possano ottenere attraverso una serie di esperienze come trattamenti erboristici o termali, percorsi in spa e attività rigeneranti in località esotiche. Questo fattore, unito all’incrementata capacità di spesa dei viaggiatori rispetto ai decenni passati, ha spinto sempre più la domanda turistica verso la nicchia del benessere.


Il settore del turismo del benessere è in forte crescita. La maggior incidenza di disagi psicologici legati allo stress nella vita quotidiana e professionale, o la maggiore percezione degli stessi, sta facendo aumentare la domanda per terapie di tipo olistico (caratterizzate da un approccio multidisciplinare che enfatizza lo studio di problemi caratterizzati da interazioni complesse tra le loro parti). Un altro fattore determinante per la crescita del turismo del benessere è la crescente propensione dei viaggiatori a immergersi nella cultura di un Paese straniero. L’interesse mostrato dal settore ricettivo ha portato a un notevole aumento dell’attenzione nei confronti di questa nicchia. Grandi catene alberghiere si sono dotate di centri benessere a disposizione dei loro ospiti, offrendo massaggi, trattamenti in spa, sessioni di meditazione e così via.

L’espansione del settore turistico si sta rivelando trainante per la nicchia del benessere. I viaggiatori desiderano sempre più sperimentare la cultura del benessere della loro destinazione, specie se antica e radicata nella tradizione locale. Anche quei viaggiatori per cui il benessere non è una priorità tendono sempre più a usufruire di tali servizi messi a loro disposizione. Il turismo del benessere sta acquisendo popolarità anche tra la generazione dei ‘baby boomers’ (nati tra il 1945 e il 1964), che vanno sempre più alla ricerca di trattamenti anti età e pacchetti spa.

Mantenere o migliorare il proprio stato di benessere è l’obiettivo primario dei wellness traveller. Il GWI (Global Wellness Institute) stima che il turismo del benessere rappresenti un mercato dal valore globale di 564 miliardi di euro (2017), e che stia crescendo al doppio della velocità rispetto al resto del mercato turistico. Con un volume stimato di 639,4 miliardi di dollari nel 2017, il turismo del benessere è un settore in rapida espansione ed è cresciuto del 6,5% annuo dal 2015 al 2017 (più del doppio del tasso di crescita del turismo in generale). Nel 2017 i viaggiatori hanno intrapreso 830 milioni di viaggi per il benessere, 139 milioni in più che nel 2015. La crescita è stata spinta da una classe media globale in espansione, un crescente desiderio di adottare stili di vita salutari, un crescente interesse nel turismo esperienziale e una maggiore convenienza di viaggi e trasporti.

Tra le regioni, l’Europa rimane la destinazione prescelta del maggior numero di viaggi per il benessere, mentre il Nord America primeggia nelle spese. L’Asia è l’area che ha visto la crescita più rapida, con una domanda stimolata da economie forti e una classe media in espansione.

Il volume della spesa per i viaggi di benessere in Europa è pari a 185 miliardi di Euro. Il target di riferimento del mercato del turismo del benessere include due tipi di viaggiatori:

    • quelli primari, che intraprendono il viaggio con l’obiettivo di migliorare la propria condizione psicofisica e scelgono le loro destinazione in base all’offerta di questi servizi;
    • quelli secondari, che auspicano a tenersi in forma o a intraprendere attività benefiche durante viaggi il cui obiettivo primario non è il benessere personale.

I viaggiatori del benessere secondari rappresentano la maggiore fetta di pubblico dei viaggi del benessere e della relativa crescita settoriale: a loro sono da imputare l’89% dei viaggi e l’86% della spesa (2017).

Il turismo del benessere secondario sta crescendo con un tasso annuale maggiore (10%) rispetto al mercato primario (8%) (2015-17). A livello globale, i viaggi domestici rappresentano l’82% del totale dei viaggi di turismo del benessere e il 65% della relativa spesa. I viaggi internazionali invece rappresentano una fetta di spesa proporzionalmente più grande, perché il livello medio di spesa per un viaggio internazionale è assai superiore. Il turismo del benessere internazionale è cresciuto più rapidamente (12% annuo) rispetto al turismo domestico (9% annuo) nel periodo 2015-2017.

I viaggiatori del benessere spendono di più per ogni viaggio rispetto al turista medio. Questo è vero sia per i viaggi domestici che per quelli internazionali: nel 2017, il turista del benessere internazionale ha speso di media 1.528 dollari per viaggio, il 53% in più del turista tipico. Le cifre aumentano per il turismo domestico: 609 dollari per viaggio, ovvero il 178% in più del turista tipico. Le proiezioni del GWI mostrano che il turismo del benessere continuerà a crescere con un tasso del 7,5% fino al 2022, decisamente più in fretta rispetto al 6,4% del turismo generico globale.

L’aspettativa è che la spesa totale per il benessere turistico superi i 919 miliardi di dollari nel 2022, ritagliandosi il 18% del mercato globale. Contemporaneamente, i viaggi dovrebbero aumentare dell’8,1% annuale a 1,2 miliardi di viaggi nel 2022. Più della metà delle spese previste fino al 2022 saranno collocate in Asia e nel Pacifico, America Latina e Caraibi, Medio Oriente e Nord Africa e Africa subsahariana, spinte dalla crescita massiccia del turismo domestico e intraregionale.

Il benessere, l’ospitalità e i viaggi di lavoro stanno convergendo. Da quando il turismo del benessere è entrato nelle tendenze del consumismo mainstream, qualche anno fa, l’industria si è evoluta rapidamente. Aziende e governi stanno investendo nello sviluppo di nuove strategie, prodotti, esperienze e destinazioni. Il benessere, l’ospitalità e il viaggio stanno convergendo in modi diversi e senza precedenti, sperimentando nuove partnership e modelli di business per aiutare i viaggiatori a integrare il benessere in ogni aspetto del loro soggiorno. I 639,4 miliardi di dollari spesi ogni anno dai viaggiatori del benessere sono distribuiti in diversi segmenti dell’industria turistica: cibo, alloggio, attività, escursioni, shopping e altri servizi. Ciascun segmento può includere attività relative al benessere (come la visita a una sorgente termale, concedersi un massaggio, fare una lezione di meditazione o di fitness), mentre altre spese sono più generiche (trasporti, ristorazione e alloggio normale, acquisto souvenir). Più i consumatori incorporano il benessere nel loro stile di vita, più crescono le opportunità per le aziende di integrarlo nella propria offerta, intercettando le spese dei viaggiatori del benessere.

Gli hotel pensati per trasmettere un’idea di benessere sono di tendenza. Più il turismo del benessere diventa popolare, più gli hotel sono incentivati a incorporare questa propensione al relax nel design della struttura, nonché in servizi e altre attività. Ad esempio, letti e illuminazione che aiutano a migliorare la qualità del sonno, finestre e scuri capaci di bloccare del tutto luce e suoni, strumenti da fitness collocati in camera e video guide per la ginnastica; snack e menù salutari, spa e palestre in struttura.

La crescita del settore sta stimolando l’innovazione: alcune aziende del settore offrono servizi aggiuntivi a coloro che intendono trattenersi per soggiorni di lunga durata. Ad esempio, una combinazione di coworking, convivenza e viaggio, in modo che il cliente possa esperire nuove culture e Paesi pur continuando a lavorare e a intrattenere rapporti con gruppi di persone con cui condivide idee e stili di vita.  L’avvento del turismo del benessere sta stimolando la comparsa di novità nel mercato, dando forma a nuove concezioni di turismo esperienziale.

Il marketing territoriale diventa più autentico e locale. Le sorgenti termali sono il settore che ha visto la maggiore crescita di marketing e sviluppo, soprattutto nei Paesi dalle tradizioni termali ben radicate. L’evoluzione del turismo del benessere rende possibile portare benefici su larga scala alle popolazioni ed economie locali: pertanto, il turismo del benessere è sempre più parte integrante della pianificazione turistica locale e dello sviluppo sociale. Il Tirolo austriaco ha fatto leva sul settore per sviluppare una rete regionale di strutture e aziende che offrono servizi di benessere personale, includendo più di 100 realtà che vanno dalla telemedicina all’enogastronomia, alla nutrizione, alla fornitura di equipaggiamenti e tecnologie per le spa, al benessere sul lavoro e così via.  Altre realtà americane hanno messo a punto veri e propri distretti urbani dove l’ospitalità interseca la sanità, con attenzione al design, all’inclusione di strumenti e servizi focalizzati su uno stile di vita sano e rilassante a disposizione non solo dei turisti, ma anche dei residenti e dei lavoratori in loco.

Il benessere del viaggiatore, infatti, è sempre più connesso a quello della popolazione locale. Con l’aumento di consumatori che adottano il benessere come stile di vita, essi pianificano i loro viaggi sempre più spesso secondo questo criterio, ponendo maggiore attenzione al benessere degli abitanti dei luoghi che visitano, dei dipendenti delle strutture dove soggiornano e delle persone con cui interagiscono. Il benessere di un luogo è il DNA della sua autenticità. Sempre più destinazioni e regioni stanno andando in questa direzione, garantendo il benessere dei residenti per poter proporre i propri valori come brand. In ottica olistica, star bene e fare bene sono strettamente connessi. Non possiamo stare veramente bene se le nostre comunità e i nostri ecosistemi non stanno bene. Le ricerche nei campi della felicità, compassione e altruismo suggeriscono che siamo più proni a ottenere un senso di pace e benessere più profondo e durevole se ci focalizziamo sugli altri, aiutando, donando e formando relazioni più solide. Il rapporto del Global Wellness Tourism Economy prevede che i futuri viaggiatori del benessere vedranno sempre più un parallelo tra la trasformazione personale e le relazioni sviluppate durante il viaggio, il loro impatto sulla gente del posto e i luoghi che toccano.

La qualità dei trasporti diventa sempre più importante per il mantenimento del benessere psicofisico. Viaggiare può essere logorante per la nostra salute fisica e mentale. Ressa, ritardi, controlli, bagagli e molti altri fattori causano stress, uniti a jet lag, carenza di sonno, alterazione della routine, cibo di scarsa qualità e tempo atmosferico avverso: spesso si torna dalle vacanze più stanchi di quando si è partiti. Nonostante ciò, viaggiare è comunemente considerato un’attività benefica per la salute. Fin dai tempi antichi, le persone si sono spostate per ricercare benessere e guarigione. Oggi, il viaggio è visto come evasione, avventura e rigenerazione. Una recente indagine sui millennials fatta da Expedia ha rivelato che per quattro intervistati su dieci la principale motivazione dei viaggi è la ricerca di relax. Dal momento che il viaggio aereo può essere deleterio e stressante, aeroporti e linee aeree stanno promuovendo programmi di benessere e salute per i loro clienti. Si stanno infatti sviluppando collaborazioni tra aeroporti, compagnie aeree e aziende del benessere: spa di fascia alta, centri fitness e lezioni di benessere all’interno dei terminal e delle lounge room; meditazione in volo, opzioni alimentari più sane fino alluci che aiutino la regolarità del ritmo circadiano dei passeggeri e riducano l’impatto del jet lag.

Il benessere si intreccia con la tradizione e la natura delle località in cui facciamo turismo. In Europa, il turismo del benessere si lega sempre più alle tradizioni e filosofie locali, come saune, banya, hygge e lagom scandinavi e baltici. Grecia, Germania, Ungheria, Portogallo, Francia e Bulgaria hanno dato via a un progetto di partnership internazionale chiamato “Roman Thermal Spas of Europe”, il cui obiettivo è promuovere il turismo termale di spa e resort di origini romane. In relazione a ciò, sta aumentando anche la domanda di attività parallele che abbiano a che fare con la natura, come camminare fino a una località panoramica per meditare, fare yoga o tai chi all’aperto.

Le nuove attività che potrebbero essere integrate nelle offerte alberghiere, tenendo conto del turismo del benessere, sono le seguenti:

    • ESERCIZIO: offrire ai clienti attività di fitness, ginnastica, yoga, meditazione. Assicurarsi che le stanze siano sempre ben areate e salubri, gli strumenti ben mantenuti.
    • ATTIVITÀ ALL’APERTO: offrire tragitti escursionistici, itinerari per jogging e bicicletta, magari legate ai luoghi d’interesse artistico-culturale, storico o naturalistico del territorio.
    • SPA E RIPOSO: offrire servizi che aiutino l’ospite a trovare relax e salute, a vivere emozioni positive. Si può tenere da parte una stanza dotata di una bella vista da usare come sala massaggi e offrire servizi di estetista. Gli ospiti cercano relax e silenzio, camere che trasmettano tranquillità. Un’atmosfera di pace e pulizia aiuta gli ospiti a sentirsi al sicuro dallo stress delle loro vite quotidiane.
    • CIBO E BEVANDE: la destinazione ideale di chi ricerca il benessere offre pasti salutari, ricchi di verdura stagionale e nutrienti. Si possono offrire opzioni per celiaci e vegani. Altra buona pratica è tenere lo staff ben informato sulle varie diete che vengono proposte e su come viene preparato il cibo.

I comparti dell’economia del benessere, a livello globale

Il settore del benessere o del wellness, a livello globale, è cresciuto da 3,2 trilioni di Euro nel 2015 a 3,6 trilioni di Euro registrati nel 2017, secondo la ricerca 2018 Global Wellness Economy Monitor rilasciata dal GWI. I nuovi dati evidenziano che il benessere sia uno dei settori che sta crescendo più velocemente a livello internazionale. Dal 2015 al 2017, l’economia del wellness è cresciuta del 6,4% all’anno, quasi il doppio rispetto alla crescita economica globale (+3,6%). I consumi totali in questo settore a livello globale superano la metà della spesa totale in salute e rappresentano il 5,3% dell’economia mondiale. Ecco nello specifico i dati relativi ai principali comparti.

Turismo del benessere

Mondo: Il mercato mondiale del turismo del benessere che vale 552 miliardi di Euro è cresciuto del 6,5% nel triennio 2015-2017, un dato più che doppio rispetto alla crescita del mercato del turismo in generale nello stesso periodo che si è attestata al +3,2%. Nel 2017 sono stati effettuati 830 milioni di viaggi wellness, 139 milioni in più rispetto al 2015 – oggi il turismo wellness rappresenta il 17% dell’intero mercato del turismo.

Europa: Si classifica al primo posto al mondo per numero di viaggi effettuati ogni anno: 292 milioni di viaggi nel 2017, in crescita rispetto ai 250 milioni del 2015 con un tasso medio di crescita del 8,1% all’anno. In termini di fatturato l’Europa si classifica al secondo posto con 182 miliardi di Euro totalizzati nel 2017, superata solo dal Nord America con 209 miliardi di Euro.

Italia: Si classifica al decimo posto come mercato per il turismo del benessere con un fatturato totale di 11,6 miliardi di Euro, in crescita rispetto agli 11 miliardi del 2015. L’Italia si classifica inoltre al 12° posto per crescita del numero di viaggi che nel 2017 si sono attestati a 13,1 milioni. Il comparto impiega circa 150mila persone.

Settore spa

Mondo: Il mercato mondiale delle spa è cresciuto dagli 85,2 miliardi di Euro del 2015 ai 102,7 miliardi nel 2017, un ritmo di crescita molto più alto di quello registrato nel triennio 2013-2015. Il numero di spa è cresciuto dalle 121.595 del 2015 ad oltre 149.000 nel 2017.

Europa: Rappresenta il primo mercato al mondo in termini di fatturato con un valore di 28,8 miliardi di euro, cresciuto del 10,1% rispetto al 2015. Circa una spa sul tre a livello mondiale si trova in Europa e circa 1 euro su 3 speso in servizi spa viene speso in Europa. Il settore impiega oltre 800mila persone.

Italia: Sesto mercato al mondo nel settore con un fatturato di 2,8 miliardi di Euro nel 2017, in crescita del 32% rispetto ai 2,1 miliardi del 2015. In Italia si contano quasi 4000 spa, in forte crescita rispetto alle circa 3000 del 2015, che impiegano 83 mila persone.

Settore Termale

Mondo: Il settore delle terme, in termini di fatturato, è cresciuto a livello globale dai 44 miliari di Euro del 2015 ai 48,6 miliardi registrati nel 2017, mentre il termini di strutture è cresciuto da 27.507 centri termali a 34.057. Il settore è fortemente concentrato in Europa e nell’area dell’Asia e del Pacifico, che assieme totalizzano il 95% del fatturato mondiale del comparto.

Europa: L’Europa, in cui le terme sono state per secoli al centro della cultura del benessere, rappresenta il secondo mercato mondiale del settore con quasi 6000 strutture che producono un fatturato totale di 18,7 miliardi di Euro, in crescita annua del 4,9% rispetto ai 17 miliardi del 2015. Il settore europeo impiega in totale oltre 438mila persone.

Italia: L’Italia si posiziona al quinto posto mondiale nel mercato delle terme superata solo da Cina, Giappone, Germania e Russia. Il mercato italiano vale 1,5 miliardi di Euro all’anno e conta 768 strutture termali.

Corporate Wellness

Mondo: Il settore vale 41 miliari di euro a livello mondiale, ma il dato è ancora estremamente basso rispetto al massiccio impatto economico che il settore potrebbe avere in termini di maggiore produttività. Si stima infatti che la perdita di produttività legata a malattie e demotivazione sul lavoro si pari al 10-15% dell’economia mondiale. Oggi solo il 9,8% dei lavoratori a livello mondiale sono interessati, in qualche forma, da programmi di benessere aziendale.

Europa: L’Europa è il secondo mercato al mondo nel settore, con un fatturato totale di 14,7 miliardi di Euro, superato solo dal Nord America con un fatturato di 17,6 miliardi di dollari. Si classifica però al primo posto in termini di tassi di crescita del settore. Oggi, circa il 25% dei lavoratori europei (101 milioni) hanno accesso a qualche servizio o programma per il benessere sul posto di lavoro.

Italia: L’Italia si posiziona al settimo posto a livello mondiale per fatturato nel settore corporate wellness che vale in totale 1,4 miliardi di Euro all’anno.


Fonti:
TMR Research
GWI – Global Wellness Tourism Economy Report
International Journal of Hospitality Management

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“Dillo a me”: a Chiusi apre un punto di ascolto per chi soffre di dipendenze

È nato a Chiusi il Punto di Ascolto “Dillo a me”, uno spazio dove le persone che soffrono di dipendenze possono aprirsi, parlare delle loro problematiche e trovare la strada…

È nato a Chiusi il Punto di Ascolto “Dillo a me, uno spazio dove le persone che soffrono di dipendenze possono aprirsi, parlare delle loro problematiche e trovare la strada verso la terapia. La presentazione del nuovo punto di ascolto era avvenuta lo scorso 21 settembre con un convegno dal titolo “Liberi dalle dipendenze” presso la sala conferenze San Francesco di Chiusi.

L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione degli Anziani (A.D.A.) della provincia di Siena con l’intento di sensibilizzare e offrire un punto di riferimento per tutta la popolazione sulla tematica delle dipendenze. L’apertura dello spazio è la fase conclusiva di un percorso di contrasto alle dipendenze iniziato dal Comune della Città di Chiusi nel luglio 2018 portato avanti tramite convegni e incontri sulla tematica in collaborazione con il SERD della Zona Amiata Val d’Orcia e Valdichiana Senese. Ed è stata proprio l’A.D.A. a volere fortemente la creazione di un Punto di Ascolto sulle dipendenze dopo aver rilevato nella comunità il bisogno di aprirsi e affrontare una tematica così delicata.

Il servizio, completamente gratuito e attentissimo alla riservatezza della privacy di chi vi si rivolge, si è ufficialmente attivato nella prima settimana di ottobre. La presidente Nellina Quitti ha sottolineato l’importanza di dare ascolto alle necessità di chi soffre di dipendenze: «In generale sono situazioni molto difficili. Il problema non si limita alla complicata decisione di riconoscersi in difficoltà, ma si allarga al disagio della richiesta di aiuto. Aprirsi o confidarsi a degli estranei può sembrare un muro insormontabile. Ma la certezza è che una volta abbattuto questo ostacolo, la condivisione delle proprie esperienze risulterà molto più semplice e indirizzata verso la soluzione».

Al Punto di Ascolto lavorerà il personale formato direttamente dal SERD di Chianciano al quale si aggiunge il Dottor Becattini, un esperto psichiatra.

«Vorremmo che da noi si rivolgessero tutte quelle persone che soffrono a causa di dipendenze» ha dichiarato la presidente Quitti «siamo pronti ad ascoltare le loro storie, le loro difficoltà, le loro paure e le loro debolezze. Quello che voglio dimostrare è che con l’aiuto giusto si può uscire da certi tunnel che possono sembrare infiniti. Vorremmo dare speranza a tante persone».

Soltanto nella zona di Chiusi, secondo l’A.D.A., ci sono molte persone affette da dipendenze: giovani, adulti e anche anziani. La dipendenza da sostanze stupefacenti e quella da alcol sono ormai diventate una piaga tra i giovani, che oltretutto stanno cadendo vittime della ludopatia, convinti di trovare fortuna e una soluzione alla loro condizione di indigenza.

«Ci vuole coraggio sia da parte di chi soffre, che da parte delle istituzioni. Bisogna far venire allo scoperto chi soffre» ha continuato Nellina Quitti. «Il nostro vuole essere un punto d’ascolto per dubbi e informazioni, e uno strumento per tutti, operatori del settore e cittadini. Sarà quindi un’esperienza di prevenzione, di contatto con il territorio e di analisi, perché le dipendenze non devono essere solo curate».

Il Punto di Ascolto “Dillo a me” si trova nella Sede operativa dell’Associazione A.D.A. in Via Cassia Aurelia I, 88/90, Chiusi stazione aperto il primo e l’ultimo sabato del mese dalle 10:30 alle 12:30 e il secondo e terzo mercoledì del mese dalle 17:30 alle 19:00. Per maggiori informazioni è possibile contattare la segreteria organizzativa dell’associazione al numero 0578/226644.

Il convegno di presentazione del punto di ascolto a Chiusi

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Valdichiana Salute: il vaccino contro il morbillo, un po’ di storia

Il vaccino contro il morbillo: la madre di tutte le bufale ‘Hai cambiato le mutande? Perché se poi stai male e ti dobbiamo portare all’ospedale…’. Penso di non essere stato…

Il vaccino contro il morbillo: la madre di tutte le bufale

‘Hai cambiato le mutande? Perché se poi stai male e ti dobbiamo portare all’ospedale…’. Penso di non essere stato l’unico a essere perseguitato da questo monito da piccolo. Questo tipo di atteggiamento tradisce, per quanto utilizzato a scopo didattico-igienico, il sentimento di rispetto e considerazione che vigeva nella popolazione qualche anno fa. Oggi, invece, gran parte della società è scettica e mette in discussione gli avvisi e le conquiste che la scienza ha prodotto a favore di qualche “cyber-sciamano” in cerca di popolarità in rete e che probabilmente guadagna tanto quanto le così vituperate case farmaceutiche.

Perché ogni volta che il vostro computer o cellulare richiede un aggiornamento non nascono comitati di protesta che sostiene che l’antivirus faccia male o ne rallenta il computer?  Lungi da me paragonare la vita di un figlio alla manutenzione di un oggetto, ma il forte confronto spiega molto bene cosa intendo.

Cosa è cambiato da allora? Perché abbiamo totalmente perso la fiducia nei medici e nel mondo della sanità in generale?  In gran parte la risposta spetta ai socio-antropologi, e sicuramente coinvolge anche la rivoluzione culturale del ‘68  in cui sono stati contestati e abbattuti  gran parte dei modelli fino ad allora granitici: in paese le autorità erano il prete, il maestro, il dottore ed il maresciallo… qui le mie competenze finiscono e non posso aggiungere altro. Concludendo così, sarebbe molto comodo e come dire che se la gente non crede più ai dottori, è colpa della gente. Ma, a dirla tutta, i dottori qualcosa l’hanno combinata e in particolare quello che ha alzato il polverone più grosso è stato uno: Dr. Andrew Wakefield, gastroenterologo inglese (1).

Prima di addentrarci nella importantissima vicenda che ha condizionato l’intero mondo anglosassone e poi è giunta da noi, parliamo di come si muove la ricerca moderna. Ogni studioso che abbia un’intuizione o un sospetto su qualcosa, crea uno studio e poi si rivolge alle riviste specializzate per pubblicarlo. Gli studi sono di due tipi: prospettici e retrospettivi, i primi si prendono due gruppi di persone e si sottopongono a due differenti cure, si aspetta due mesi e si vede chi è guarito e chi no; quelli retrospettivi, molto più comuni e facili da eseguire per mille motivi, funzionano all’inverso, ci si guarda indietro dividendo i pazienti in base a chi è guarito e chi no, e si cerca di capire quali sono state le differenze che hanno portato alcuni alla guarigione e altri no. Ora, per assurdo, facciamo finta che io sia un medico in piena buona fede in cerca di gloria e clamore scientifico: creo uno studio retrospettivo sui malati di tumore che sono morti nel mio ospedale negli ultimi dieci anni e alla fine me ne esco dicendo che tutti quelli che sono morti di tumore bevevano acqua, almeno una volta al giorno. Capite bene, che da qui a dire che l’acqua fa male, il passo può essere molto breve.  Per fortuna ora gli studi scientifici non sono così semplicistici e banali, ma almeno avete un idea di come funziona.

Tornando alla storia il nostro carissimo Dr. Wakefield, dopo aver lavorato come consulente medico di famiglie con figli presunti danneggiati dai vaccini ed aver guadagnato $670,000 (2), nel 1998 pubblica sulla autorevole rivista inglese “The Lancet” uno studio (3) in cui descrive una nuova forma di autismo legata alla vaccinazione Morbillo Parotite e Rosolia MMR e segue nel 2000 un altro articolo in cui  sospetta che non ci siano state sufficienti prove sul vaccino MMR. (4).

Essendo articoli del 1998 e del 2000 su riviste specializzate, dal momento che internet non era ancora così popolato dai social media come oggi, c’è voluto lo zampino della televisione perché questi articoli facessero il grave danno; così, dopo una conferenza stampa televisiva, è scoppiata una vera e propria crisi di salute pubblica in Inghilterra e negli Stati Uniti. Se in America, nonostante i dibattiti e le disquisizioni di opinionisti in TV, non hanno provocato gran danno sulla salute pubblica, in Inghilterra invece, da un tasso di vaccinazioni del 91% nel 1998 si è passati all’80% nel 2003, e da allora non sono più stati raggiunti i livelli di immunizzazione di gregge (5).

Il panico e l’isteria si sono ben presto diffusi su tutto il Regno Unito e nuovi focolai di morbillo sono ricomparsi con maggior frequenza e violenza; nel 2002 in Irlanda 100 bambini sono stati ospedalizzati con gravi complicanze respiratorie e cerebrali del morbillo e di questi 3 sono deceduti per encefalite morbillo, un altro caso di decesso da morbillo si è registrato anche nell’epidemia del 2006 in Inghilterra sempre per complicanze del morbillo (6).

Ovviamente visto il polverone alimentatosi, altri autori si sono cimentati nell’arduo compito di trovare un collegamento tra vaccino per il morbillo ed autismo:

  • 7 studi prospettici Americani; 2 studi ecologici Americani; gli istituti di Gran Bretagna, Danimarca e Giappone   ***
  • 2 studi finnici °°°

Nessuno di questi autori è riuscito a trovare un collegamento scientificamente valido tra vaccino MMR e autismo. E la cosa sorprendente è che sono riusciti a farsi pubblicare, perché anche le riviste scientifiche hanno da guadagnare e se proponi uno studio che non dimostra nulla, tendenzialmente viene rifiutato a scapito di qualche altro articolo che dimostra invece una correlazione su qualcosa.

Nel 2004 nella comunità scientifica mondiale non c’era più alcun dubbio:  ‘nessun nesso tra vaccini ed autismo’. Tuttavia il danno ormai era fatto, erano gli anni di internet, le notizie hanno iniziato a circolare veloci senza filtri e senza censori.

Uno studio del 2010 denuncia che il 10% dei genitori nega almeno un vaccino ai propri figli per credenze (7), avete bene in mente cosa è successo alle nostre latitudini e cosa sta succedendo in questi giorni.  E cosa è successo al nostro paladino eroe Dr. Wakefield? È venuto fuori che non era così immacolato e in buona fede, ma che era bensì in combutta con una casa farmaceutica rivale a quella del vaccino appena uscita per promuoverne una nuova versione, quindi voleva soltanto screditarlo per favorire la casa farmaceutica per la quale stava segretamente lavorando e così facendo è finito con lo screditare la credibilità di tutto il sistema. Inoltre il nostro ‘eroe’ è stato trovato insieme ad altri due co-investigatori colpevole di cattiva condotta etica e medica. Alla fine delle indagini il General Medical Council ha raccomandato la revoca della licenza medica al Dr. Wakefield. (8) (9)

Nel 2010 la rivista “The Lancet” ha cancellato formalmente l’articolo del 1998 (10).  La comunità scientifica ha reagito prontamente ed energicamente a un grave inciampo, ma l’opinione pubblica è ormai distratta e non più attenta alle rettifiche e revisioni. Sono convinto che molti degli scettici e dubbiosi italiani non conoscano minimamente questa storia.

“La scienza non è democratica e non ammette opinioni, solo fatti certi”.

Bibliografia:

(1) Dennis K Flaherty. The Vaccine-Autism Connection: A Public Health Crisis Caused by Unethical Medical Practices and Fraudulent Science, Ann Phannacother 2011;45:1302-4.Published Online, 13 Sspt 2011. theannals.com. DOl 1O.13451aph.1 0318

(2) Deer B. How the case against the MMR vaccine was fixed. BMJ 2011; 342:c5347.

(3) Wakefield AJ, Murch SH, Anthony A, et al. Ileal-lymphoid-nodular hy- perplasia,non-specific colitis,andpervasivedevelopmental disorderin children. Lancet1998;351:637-41.

(4) Wakefield AI, Montgomery SM. Measles, mumps, rubella vaccine: through a glass,darkly. Adverse DrugReact Toxicol Rev2000;19:265-83.

(5) Fine PE. Herd immunity: history, theory, practice. Epidemiol Rev 1993; 15:265-302.

(6)OffitPA.Autism’sfalseprophets:badscience,riskymedicine,andthe searchforacure.NewYork,NY: ColumbiaUniversityPress,2008:24.

(7) FreedGL,ClarkSJ,ButchartAT, SingerDC,DavisMM.Parental vac- cine safetyconcerns in 2009. Pediatrics 2010;125:654-9.

(8) General Medical Council. Fitness to practise panel hearing 28 January 2010. http:// www.casewatch.orglforeignlwakefieldlgmc_findings.pdf (accessed 2011 May 11).

(9) General MedicalCouncil. Determination on serious professional miscon- duct (SPM) and sanction. http:// www.gmc-uk.orglWakefield_SPM_ and_SANCTION.pdC)2595267.pdf (accessed 2011 May 12).

(10) Retraetion-neal-lymphoid-nodularhyperplasia,non-specificcolitis,and pervasive developmental disorder in children. Lancet2010;375:445.

***( DeStefanoF,ThompsonWW.MMRvaccineand autism:an updateof the scientific evidence. ExpertRev Vaccines 2004;3: 19-22. ; DeWildeS, Carey 1M,Richards N, Hilton SR, Cook DG. Do children who become autistic consult more often after MMR vaccination?Br J Gen Pract2001;51:226-7. ; FarringtonCP,MillerE,TaylorB.MMRandautism:furtherevidence against a causalassociation. Vaccine 200I; 19:3632-5.; Madsen KM, HviidA, Vestergaard M, et al. A population-based studyof measles, mumps, and rubella vaccination and autism. N Engl J Med 2002;347:1477-82.; MakelaA,NuortiJP,PeltolaH.Neurologicaldisordersaftermeasles- mumps-rubella vaccination. Pediatrics 2002;110:957-63.; Takahashi H, Suzumura S, Shirakizawa F, et al. An epidemiological study on Japanese autism concerning routine childhood immunization history. Jpn J InfectDis 2003;56:114-7.; TaylorB,MillerE,FarringtonCP,etal.Autismandmeasles,mumps, and rubella vaccine: no epidemiological evidence for a causal associa- tion.Lancet 1999;353:2026-9.; DalesL,HammerSJ,SmithNJ.TImetrends inautismandinMMRim- munization coverage in California. JAMA 2001 ;285: 1183-5.; Kaye JA, del Mar Melero-Montes M, Jick H. Mumps, measles, and rubellavaccineand the incidence of autismrecordedby generalpracti- tioners: atimetrendanalysis.BMJ2001;322:460-3.)

°°°(Patja A, Davidkin I, KurkiT, KallioMI, Valle M, PeltolaH. Seriousad-verseeventsaftermeasles-mumps-rubella vaccination duringa fourteen- year prospective follow-up. PediatrInfectDis J 2000;19:1127-34.;  PeltolaH, Patja A, LeinikkiP,Valle M, DavidkinI, PaunioM. Noevi- dencefor measles, mumps,and rubellavaccine-associated inflammatory bowel disease or autism in a 14-year prospective study. Lancet 1998; 351:1327-8.)

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Smart Food: scienza e nutrizione per i cuochi del futuro

L’alimentazione non riguarda soltanto il gusto, ma anche la salute e il benessere: il tema portante del concorso nazionale Smart Food, che ha visto la sua conclusione nel grande evento…

L’alimentazione non riguarda soltanto il gusto, ma anche la salute e il benessere: il tema portante del concorso nazionale Smart Food, che ha visto la sua conclusione nel grande evento all’Istituto alberghiero P.Artusi di Chianciano Terme, si è proprio concentrato sul rapporto tra scienza e nutrizione, per formare in maniera efficace i cuochi del futuro.

Quello che si è svolto venerdì 6 maggio a Chianciano Terme è stato l’atto finale di una sfida a colpi di ricette tra cinque istituti alberghieri provenienti da tutta Italia. Il concorso “Chef Smartfood” è infatti un’iniziativa di educazione nutrizionale promossa dall’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) e finanziata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) nell’ambito del Bando per la Diffusione della Cultura Scientifica. In ognuna delle scuole partecipanti al progetto sono state tenute delle lezioni teoriche e pratiche sulla dieta mediterranea, e su come coniugare le eccellenze enogastronomiche della cultura e dell’accoglienza turistica italiana alle attuali conoscenze scientifiche in materia di prevenzione, nutrizione e salute.

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Le cinque scuole finaliste del progetto hanno presentato una ricetta ciascuna, sulla base delle conoscenze ricevute dai rispettivi insegnanti durante il corso: ogni ricetta si è incentrata su specifiche caratteristiche nutrizionali e valore gastronomico, sintetizzata dal concetto di Smart Food, che può essere considerata come l’evoluzione della classica piramide alimentare.

La conclusione del concorso rappresenta un vero e proprio progetto di ricerca in Scienza della Nutrizione e Comunicazione. Come hanno spiegato i responsabili del progetto Lucilla TittaPier Guseppe Pellicci e la dott.ssa Roberta Mannucci, gli obiettivi da raggiungere erano i seguenti:

  • Individuare nei vari cibi quei composti bioattivi che hanno effetti benefici sulle vie metaboliche legate alla longevità;
  • Valutare gli effetti di alimenti ricchi di tali composti nella prevenzione e nella cura di malattie legate all’invecchiamento, del cancro e delle malattie cardiovascolari;
  • Promuovere e diffondere la salute mediante l’implementazione di strategie che utilizzano “Smart Food” per la prevenzione di patologie correlate all’alimentazione.

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Le cinque pietanze finaliste del concorso sono state valutate in base a sei criteri: estetica, creatività e innovazione, rispetto della stagionalità, degustazione ed equilibrio tra i nutrienti, descrizione della ricetta da parte degli studenti. La giuria incaricata della scelta della ricetta vincitrice era composta da istituzioni, rappresentanti del mondo scientifico e gastronomico tra cui Angelo Riccaboni (Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Siena), Pier Giuseppe Pelicci (Direttore della Ricerca IEO), Lucilla Titta, (Coordinatrice Smart Food IEO), Sergio Crispino (Direttore Dipartimento Oncologia Toscana Sud-Est), lo chef stellato Salvatore Quarto, Alessandro Massimo Nucara (Direttore Generale Federalberghi) e Daniele Barbetti (Presidente dell’Associazione Albergatori di Chianciano Terme).

Queste le cinque ricette finaliste e le rispettive scuole che le hanno ideate:

  • “Sarde in beccafico con insalata di quinoa” dell’Istituto Amerigo Vespucci di Milano
  • “Ravioli di grano saraceno con fave e ceci” dell’Istituto Caterina de’Medici di Desenzano del Garda
  • “Tortino di patate viola su letto di asparagi con crumble di mandorle tostate e quenelle di ricotta e cialde integrali” dell’Istituto Pellegrino Artusi di Chianciano Terme
  • “Spaghetti integrali con sgombro e torpedino su crema di asparagi e granella di pistacchi” dell’Istituto Angelo Celletti di Formia
  • “Pesce spada alla mediterranea” dell’Istituto Alfio Moncada di Lentini

La giornata conclusiva del progetto Smart Food non è stata soltanto l’occasione di confronto tra le cinque ricette finaliste, ma anche un importante momento di confronto sulle tematiche della salute e della nutrizione. Una tavola rotonda dal titolo “Di viaggi e di cibi: le infinite vie del cibo. Cultura, tradizioni, salute e benessere, incontro di popoli” si è svolta nel pomeriggio di venerdì 6 maggio presso l’Istituto alberghiero di Chianciano Terme. Un interessante dibattito a cui hanno partecipato la prof.ssa Letizia Cosci, studiosa di tradizioni popolari, il prof. Fabio Pellegrini e il prof. Maurizio Tuliani, storico del medioevo, che ha approfondito i principi della cultura dietetica araba in Europa. Il prof. Roberto Pagani dell’Università degli Studi di Siena ha spiegato la rivoluzione che ha rappresentato il peperoncino nell’ambito delle spezie, mentre l’enologo Paolo Vagaggini ha chiuso i lavori con una trattazione sul viaggio del vino.

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Al termine della lunga e proficua giornata di lavori, l’Istituto alberghiero ha invitato tutti gli ospiti a una “Cena Smart” con alimenti e ricette basate sui principi della dieta Smart Food e sulla prevenzione delle malattie croniche. Nel corso della cena i venti studenti dei cinque istituti alberghieri italiani hanno presentato nuovamente le loro pietanze e i risultati dei rispettivi lavori, mentre i rappresentanti dell’Istituto Europeo di Oncologia hanno spiegato i processi di selezione dei cibi protettivi per la salute e della ricerca in ambito nutrizionale.

A conclusione della cena è stata annunciata la ricetta vincitrice: si tratta del “Pesce spada alla mediterranea” dell’Istituto Alfio Moncada di Lentini, a cui vanno i complimenti di tutti. Complimenti che si estendono a tutte le scuole che hanno contribuito al progetto e ai promotori dell’iniziativa Smart Food, per una gastronomia sempre più attenta a salute e benessere.

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Il cibo, la genetica e il Karma

“Il tuo corpo non appartiene a te, ma appartiene ai tuoi antenati e al mondo circostante, per cui bisogna ringraziarlo con un’alimentazione consapevole, poiché siamo ciò che mangiamo” (Buddha) Mercoledì…

“Il tuo corpo non appartiene a te, ma appartiene ai tuoi antenati e al mondo circostante, per cui bisogna ringraziarlo con un’alimentazione consapevole, poiché siamo ciò che mangiamo” (Buddha)

Mercoledì 4 febbraio, nell’Aula Magna dell’Istituto Nazionale dei tumori di Milano, si è tenuta la conferenza “Il cibo, la genetica e il Karma”, del Medico Epidemiologo Dott. Franco Berrino, che da oltre tren’anni indaga la correlazione tra alimentazione, stile di vita e prevenzione dei tumori. Per anni si è creduto che il nostro destino fosse scritto nei geni che abbiamo ereditato dai nostri genitori, quindi nel nostro DNA, che può essere danneggiato da cause ambientali, come radiazioni, virus, sostanze mutagene o altro, ma che non è in nostro potere modificare.

Nel secondo millennio questa idea è stata modificata: “Gli studi biomedici hanno dimostrato l’esistenza di una rete immensamente complessa di vie di segnale metaboliche, ancestralmente conservate, che se opportunamente modulate possono prevenire o rallentare l’accumulo di danni alle cellule, aumentare la durata della vita libera da malattie o facilitare le guarigioni” – spiega il dottor Berrino.

Il DNA, infatti, contiene un milione di interruttori che possono accendere e spegnere i nostri geni e modificarne l’azione. Come possiamo agire su questi interruttori? Attraverso il Karma cioè attraverso l’‘Azione’, come sottolineato da Pietro Archinati: “Tutto ciò che accade all’uomo ha in lui la causa più profonda” (Il Ternario Ed.2002).

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La soluzione per agire sul nostro DNA : la rivoluzione epigenetica. Esiste la Grande Via, formata a sua volta da tre percorsi, suggerisce il professore: la Via del Cibo (alimentazione macrobiotica e mediterranea), la Via del Movimento (e del Cambiamento, modificare le nostre abitudini) e la Via Spirituale (quella della Meditazione). La via del cibo, vuol dire rispettare la terra, rispettare il cibo, rispettare i micorbi (preferire il consumo di prodotti freschi ), consumare i prodotti secondo la stagionalità. Cucinare con amore, riconoscere l’esistenza di un’energia dei cibi, ricordandoci che il cibo è in grado di influenzare l’espressione genica. Molti studdi hanno conferma to che alcune sostanze contenute nei cibi, come genisteina della soia, la curcumina, i composti solforati del cavolo e dell’aglio, il resveratrolo dell’uova rossa e delle arachidi, sono in grado di influenzare l’acetilazione e la metilazione del DNA. Queste sostanze, presenti naturalmente negli alimenti, devono essere assunti quotidianamente, attraverso un’alimentazione composta da cibi naturali e freschi. Non assumiamoli sotto forma di integratori, potremmo solo fare dei danni. (“Epigenetic modifications by dietary phytochemicals: implications for personalized nutrition” Shankar S1, Kumar D, Srivastava RK. 2013)

Importante è anche la restrizione calorica, aiuta a mantenere bassi i livelli di insulina e glicemia e agisce anche sul DNA riducendo così il rischio di patologie croniche e soprattutto dei tumori.

Sostanze molto utili sono:

  • La cannella blocca i recettori per IGF-1(importante fattore di crescita tumorale) ed è utile metterla nei dolci in quanto diminuisce notevolmente l’innalzamento della glicemia;
  • L’acido ellagico contenuto all’interno dei mirtilli e dei lamponi, blocca i recettori del fattore di crescita epidermico;
  • La quercitina che sta nelle cipolle e nelle mele, la genisteina che sta nelle soia attiva un’antioncogene e quindi rafforza questa sua funzione antitumorale;
  • La luteolina, che si trova nel tarassaco, blocca fattori di crescita tumorali;
  • La Delfinidina, nel melograno, l’apigenina, nel sedano, la curcumina, le antocianine dei mirtille e delle bacche spengono un gene oncogenico.

I consigli che possono essere dati per ridurre il rischio di tumore, visto che ancora gli studi sul DNA sono poco diffusi sono:

  • Ridurre l’infiammazione, limitando il consumo di prodotti di origine animale, ESCLUSO il pesce;
  • Tenere bassa la glicemia e l’insulina, evitando il consumo di prodotti contenenti zuccheri e farine raffinate . Lo zucchero è in grado di attivare un’oncogene, il quale a sua volta attiva un particolare mRNA che blocca le cellule che stimolano la proliferazione cellulare e quindi la possibile progressione del tumore;
  • Tenere bassi i fattori di crescita che stimolano la crescita, limitando il consumo di latte e derivati.

La via del movimento e del cambiamento: “La salute è la capacità di adattarsi al cambiamento”, vuol dire fare esercizio fisico tutti i giorni, per almeno mezz’ora al giorno, riducendo così la vita sedentaria, in quanto anche questo è in grado di influenzare la metilazione del DNA.

La via spirituale: le patiche spirituali influenzano il benessere mentale e fisico. Utile può essere svolgere dello Yoga ed è stato visto che attraverso la semplice meditazione, si è in grado di ridurre lo stato infiammatorio, migliorare lo stato di salute e lo stato di benessere psico- fisico.

Quindi consiglio finale è quello di coltivare la nostra spiritualità, di tornare in cucina, mangiare una grande varietà di cibi e pratichiamo del movimento, cambiamo le nostre abitudini.

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Chianciano: Giornata della Prevenzione e dell’AISM sabato 11 ottobre

A Chianciano Terme, sabato 11 ottobre, si terrà la Giornata della Prevenzione Cittadinanzattiva Valdichiana ha indetto sabato 11 ottobre a Chianciano Terme la Giornata della Prevenzione contro le malattie cardiovascolari….

A Chianciano Terme, sabato 11 ottobre, si terrà la Giornata della Prevenzione

Cittadinanzattiva Valdichiana ha indetto sabato 11 ottobre a Chianciano Terme la Giornata della Prevenzione contro le malattie cardiovascolari.

Dalle ore 10 alle ore 18, presso i Giardini di Via Dante i cittadini potranno effettuare uno screening gratuito della pressione arteriosa e della glicemia. Inoltre, sempre a cura di Cittadinanzattiva, verrà distribuito del materiale informativo per sensibilizzare la popolazione sui rischi dell’Ipertensione arteriosa.

A seguire si terrà anche una dimostrazione dell’Unità Cinofila della Croce Rossa Italiana – Comitato Provinciale di Siena.

Info e contatti:

Associazione Cittadinanz@ttiva

Sezione della Valdichiana presso Distretto Sanitario USL 7 via Vesuvio – 53042 Chianciano Terme (SI) tel: 0578/713962 – 347/4131890 sito: www.cittadinanzattivavaldichiana.it E-mail: cittadinanzattivachianciano.t@gmail.com

Croce Rossa Italiana – Com. Prov.le di Siena Sede di Montepulciano Stazione, Via Firenze, 4 – 53045 Montepulciano Stazione (SI), tel: 0578/738800, E-mail: cp.siena@cri.it

Chianciano Terme, con gli Autieri sabato e domenica torna “La mela di AISM” per la ricerca sulla sclerosi multipla

L’11 e il 12 Ottobre, i volontari dell’ Associazione Nazionale Autieri d’Italia in partnership con l’AISM Associazione Italiana Sclerosi Multipla di Siena saranno presenti con i propri banchetti a Chianciano Terme per sensibilizzare la popolazione a sostenere la ricerca scientifica sulla sclerosi multipla.

Con una minima offerta i cittadini potranno contribuire a sconfiggere una malattia che in Italia colpisce 72 mila persone e per la quale non esiste ancora una cura risolutiva, ricevendo in cambio un sacchetto di mele.

Sabato 11 i volontari saranno presenti dalle 8.30 alle 13 e dalle 15 alle 20 presso il supermercato “Coop” con una propria postazione dove saranno raccolte le offerte mentre domenica 12 verrà allestito, dalle ore 8.30 alle 17, un gazebo presso Piazza Italia.

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Corso di formazione “Wellness” per strutture termali

Wellness: un corso di aggiornamento per operatori di strutture termali della provincia di Siena L’Agenzia Formativa della Confcommercio di Siena, S.A.I.TER. srl, assieme al CESCOT e all’EUROBIC Toscana Sud, promuove un…

Wellness: un corso di aggiornamento per operatori di strutture termali della provincia di Siena

L’Agenzia Formativa della Confcommercio di Siena, S.A.I.TER. srl, assieme al CESCOT e all’EUROBIC Toscana Sud, promuove un corso di aggiornamento per operatori di strutture termali “Wellness”, realizzato con il concorso finanziario dell’Unione Europea, della Repubblica Italiana e della Regione Toscana.

Il corso è gratuito e prevede 80 ore di formazione e aggiornamento professionale, comprese in 12 ore di Project Work e 4 ore di orientamento per un totale di 12 partecipanti, di cui almeno 50% donne e 2 posti per over45. I temi da affrontare durante le lezioni sono suddivisi in cliente, sauna e bagno turco, storia e territorio, aspetti medici e di pronto soccorso, inglese tecnico.

Il corso “Wellness” vuole fornire le conoscenze e le capacità per accogliere il cliente e consigliarlo, in base alle sue esigenze, sul prodotto e sul servizio e per saperlo assistere durante i momenti di relax in centri benessere, in strutture termali e in alberghi che sono organizzati con aree benessere. In particolare vuole porre una maggiore attenzione a quelle conoscenze necessarie all’operatore per seguire al meglio gli ospiti.

Il corso “Wellness” si svolgerà presumibilmente nel periodo di settembre e ottobre 2014, presso la sede di Palazzo Tolomei a Siena. La partecipazione è rivolta a maggiorenni inattivi, inoccupati, disoccupati, immigrati, soggetti in cassa integrazione straordinaria o mobilità. Le domande dovranno essere presentate entro e non oltre il 12 settembre 2014.

Per informazioni e richiesta dei modelli di domanda potete contattare S.A.I.TER SRL, Via dei Termini, 32 – 53100 Siena, tel.: 0577 248875 – 0577/248874, fax:
0577/205049, e-mail mpadalino@confcommercio.siena.it – formazione3@confcommercio.siena.it

Potete scaricare il bando completo da questo indirizzo: Corso Wellness

 

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Tumore al seno: scoperto collegamento tra cancro e glucosio

Roma-Siena, Luglio 2014. Lo studio intitolato “p53 status come modificatore di effetto nell’associazione tra glicemia pre-trattamento e outcome in pazienti non diabetiche affette da cancro mammario HER2 positivo trattato con trastuzumab”…

Roma-Siena, Luglio 2014. Lo studio intitolato “p53 status come modificatore di effetto nell’associazione tra glicemia pre-trattamento e outcome in pazienti non diabetiche affette da cancro mammario HER2 positivo trattato con trastuzumab” è stato di recente accettato ai fini di pubblicazione dalla rivista scientifica Oncotarget. Gli autori del manoscritto appartengono ad un gruppo di ricerca internazionale coordinato dalla Dott.ssa Maddalena Barba, ricercatrice presso la Divisione di Oncologia Medica B dell’Istituto Nazionale Tumori “Regina Elena”, Roma.

«I progressi realizzati nell’ambito della ricerca applicata al cancro mammario hanno consentito la definizione di caratteri molecolari che rappresentano il bersaglio di terapie innovative sempre più efficaci, note comunemente come “terapie intelligenti”. In tale ambito, il trastuzumab ha rivoluzionato il trattamento delle pazienti HER2 positive. Allo stesso tempo, abbiamo espanso le conoscenze inerenti al ruolo di fattori legati al metabolismo del glucosio nello sviluppo di numerosi tumori, incluso il cancro mammario» afferma il Prof. Antonio Giordano, professore di Anatomia ed Istologia Patologica dell’ Universita’ degli studi di Siena e direttore dell’ Istituto Sbarro per la ricerca sul Cancro di Philadelphia, scienziato di fama internazionale da anni impegnato nella lotta contro il tumore al seno.

«Nell’ambito della nostra linea di ricerca imperniata sul binomio “cancro-metabolismo”, abbiamo riscontrato evidenze in chiave con il ruolo svolto dall’oncosoppressore noto come p53, che in condizioni di normalità opera a difesa e garanzia dell’integrità genomica, nel modulare l’associazione tra un indicatore sistemico dell’assetto metabolico-glucidico (glicemia a digiuno) e gli outcome di trattamento in pazienti non diabetiche affette da cancro mammario HER2 positivo trattate con trastuzumab» aggiunge il Prof. Giordano.

«In base alle nostre conoscenze, l’ipotesi relativa ad un ruolo di p53 nel condizionare l’associazione tra glicemia pre-trattamento ed outcome non è mai stata formulata né testata in studi clinici precedenti. La caratterizzazione di p53 potrebbe contribuire ad una più dettagliata definizione della popolazione bersaglio ed aiutare nell’interpretazione dei risultati ottenuti in seguito ad interventi basati sulla somministrazione del trastuzumab. Inoltre, la definizione di p53 potrebbe guidare decisioni inerenti alla somministrazione farmaci e modulazione dello stile di vita che vadano ad agire sul metabolismo del glucosio» chiarisce la Dott.ssa Barba.

«Se confermati da studi successivi condotti in pazienti con caratteristiche sovrapponibili, è possibile che opportune modifiche dello stile di vita e/o somministrazione di uno o più farmaci diretti contro il metabolismo del glucosio in donne trattate con trastuzumab possano tradursi in un aumento dell’efficacia terapeutica e incremento della sopravvivenza» conclude il Prof. Giordano.

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Over 65 al mare, il Comune di Chiusi investe nel benessere

Anche quest’anno il Comune di Chiusi sta lavorando ed investendo risorse del bilancio comunale, per permettere ad un gruppo di cittadini over 65, di passare una bella vacanza al mare…

Anche quest’anno il Comune di Chiusi sta lavorando ed investendo risorse del bilancio comunale, per permettere ad un gruppo di cittadini over 65, di passare una bella vacanza al mare nel litorale romagnolo. Al bando di partecipazione, emesso di recente e al quale si può fare domanda entro il prossimo 26 luglio, possono partecipare tutte le persone con almeno 65 anni.

I posti disponibili (lo scorso anno le persone che hanno soggiornato al mare grazie al finanziamento del Comune sono state circa una trentina) saranno assegnati soprattutto in base alla condizione finanziaria di ogni singola persona e quindi a pesare sulla scelta, in caso le domande superino il numero massimo consentito, sarà il reddito, la maggiore anzianità (in caso di coniugi sarà considerata l’età del soggetto più anziano) e la data di presentazione della domanda. Nel caso in cui invece le domande siano inferiori ai posti previsti, potranno partecipare al soggiorno anche le persone con meno di 65 anni purché titolari di pensione e con il coniuge che abbia superato i sessantacinquesimo anno di vita.

“Vivere una vita dignitosa significa anche staccare la spina e godersi qualche giorno di vacanza – dichiara il sindaco Stefano Scaramelli – e per questo anche quest’anno abbiamo deciso di investire risorse nel progetto di soggiorno marino. Andare al mare significa uscire dalla monotonia e routine della vita quotidiana e fa anche bene alla salute e per questo sono soddisfatto di essere riusciti a mantenere, in tempi in cui nulla può essere dato per scontato, la tradizione della vacanza al mare per i cittadini del nostro Comune. Come lo scorso anno abbiamo scelto Cattolica perché abbiamo riscontrato una alta qualità del soggiorno e della struttura che si è dimostrata idonea e confortevole; la qualità del soggiorno è per noi caratteristica da cui non possiamo prescindere perché per i nostri cittadini non possiamo che volere che il meglio. Insieme a tutta la giunta verificheremo di persona la qualità del soggiorno facendo direttamente visita ai nostri cittadini.”

Il bando di partecipazione è reperibile presso l’ufficio comunale relazioni con il pubblico; l’impegno finanziario del Comune nel progetto di soggiorno marino rispetto allo scorso anno è di circa 15.000€. Il soggiorno durerà due settimane, dal 25 agosto al giorno 8 settembre, e la località scelta come lo scorso anno è Cattolica, cittadina della riviera romagnola.

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Donazione multiorgano e trapianto di cuore al Santa Maria alle Scotte

Donazione multiorgano e trapianto di cuore nella notte all’Ospedale Santa Maria alle Scotte. Grazie alla generosità di una donna della provincia di Siena, deceduta per cause accidentali, la speranza di una…

Donazione multiorgano e trapianto di cuore nella notte all’Ospedale Santa Maria alle Scotte. Grazie alla generosità di una donna della provincia di Siena, deceduta per cause accidentali, la speranza di una nuova vita si è riaccesa per altre quattro persone tra Siena, Udine, Torino e Pisa. Infatti, la donna ha donato il cuore che è stato trapiantato a Siena, il fegato è andato ad Udine, un rene a Torino e un altro rene a Pisa; sono state inoltre donate le cornee e la cute. 

Un bel gesto di generosità della famiglia – commenta Laura Savelli del coordinamento organi dell’AOU Senese – pur in un momento di profondo dolore per la perdita della persona cara”. 

L’équipe cardiochirurgica e di sala operatoria delle Scotte, con i cardiochirurghi Massimo Maccherini e Giuseppe Davoli, l’anestesista Alessandra Pastorino, la perfusionista Emanuela Desogus e tutto il personale tecnico e infermieristico, hanno lavorato tutta la notte per il trapianto di cuore su una giovane paziente proveniente da fuori Toscana. Il programma trapianto di cuore dell’AOU Senese è l’unico attivo in Toscana: quello effettuato nella notte è il 380esimo trapianto di cuore dall’inizio dell’attività ed è il decimo fatto nel 2014. 


“L’intervento – spiega Maccherini – è andato bene e attualmente la paziente è affidata alle cure della Terapia Intensiva Cardiotoracica, diretta dalla professoressa Bonizella Biagioli, ed è in prognosi riservata. Il nostro pensiero e un sentito ringraziamento va alla famiglia della donatrice e, con un affettuoso abbraccio, vogliamo raggiungere anche tutte le famiglie di chi ha scelto di donare organi e tessuti dei propri cari perché è grazie a loro che può riaccendersi la speranza per altri pazienti”.

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