La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: Athanase

Dufatanemunda: pranzo di buon augurio per il raccolto

Da molto tempo seguiamo ormai le vicende della cooperativa Dufatanemunda: una cooperativa sociale che riunisce un gruppo di persone a Vugizo, nel Burundi, e che sta offrendo opportunità di sviluppo…

Da molto tempo seguiamo ormai le vicende della cooperativa Dufatanemunda: una cooperativa sociale che riunisce un gruppo di persone a Vugizo, nel Burundi, e che sta offrendo opportunità di sviluppo sostenibile nel territorio africano grazie al sostegno di tanti volontari e donatori provenienti dalla Valdichiana. Nel corso degli ultimi due anni sono stati infatti numerosi i legami tra la Valdichiana e il Burundi: due convegni al Lago di Montepulciano e una continua attività di sensibilizzazione portata avanti da Athanase Tuyikeze, fino alla nascita di una vera e propria onlus che porta lo stesso nome della cooperativa (Nel nostro speciale potete trovare tutti gli approfondimenti).

Per sancire questo legame, sempre più forte, la scorsa domenica 13 Marzo l’associazione Dufatanemunda si è riunita per un pranzo di buon augurio per il raccolto. Oltre cento persone, interessate alla storia di Vugizo e della cooperativa, si sono riunite per un pranzo in un’atmosfera serena e conviviale presso la sala Auser di Abbadia di Montepulciano.

“Siamo molto felici della grande partecipazione a quest’evento. – ha detto Athanase, presidente dell’associazione – Oltre alle tante persone che fin dall’inizio ci accompagnano in questo progetto, abbiamo notato nuove persone che si sono interessate alle attività della cooperativa e che portano sempre nuovi stimoli e nuove opportunità di crescita.”

Grazie ai fondi raccolti dall’associazione durante il pranzo sociale, sarà possibile continuare i lavori a Vugizo, nel sud del Burundi, potenziando le attività agricole della cooperativa e finanziando le opportunità di microcredito, che stanno già dando dei buoni frutti. L’obiettivo a medio termine è sempre quello di costruire una stalla, che sarebbe utile anche per l’approvvigionamento del concime per la fertilità degli orti sociali.

“Vogliamo ringraziare calorosamente tutte le persone che hanno partecipato a questa bella giornata e hanno pranzato assieme a noi. – ha continuato Athanase, al termine del pranzo – Un grazie speciale all’Auser di Abbadia di Montepulciano, che ci ha donato l’utilizzo della sala come contributo alla nostra associazione; e uno speciale ringraziamento ai ragazzi del Nautilus Xenolid Team, che hanno curato tutta la fase di catering e di servizio ai tavoli. Grazie di cuore anche a Raimondo e Bastiana, che hanno creduto in questo progetto fin dall’inizio e sono stati fondamentali per la buona riuscita di questo pranzo.”

Le attività dell’associazione, a sostegno della cooperativa Dufatanemunda e dello sviluppo sostenibile in Burundi, non si fermano qui: per il terzo anno di fila, infatti, è in fase di organizzazione il convegno al Lago di Montepulciano, che si terrà alla fine del mese di Giugno. L’evento sarà anche l’occasione per aggiornare tutti gli associati sullo stato di avanzamento dei progetti in corso a Vugizo, oltre ad approfondire importanti tematiche ambientali e agronomiche.

Mentre in Italia l’associazione Dufatanemunda si mobilita con grande partecipazione, in Burundi si è festeggiato il capodanno agricolo. I membri della cooperativa si sono mostrati molto felici del raccolto dei loro orti sociali, e le attività agricole proseguono alacremente. Segno evidente che il pranzo dell’associazione è stato veramente di buon augurio, e che le donazioni raccolte in Valdichiana stanno facendo una reale differenza in Burundi!

Se volete contribuire alle attività della cooperativa, è sempre possibile effettuare una donazione all’associazione locale: Dufatanemunda Onlus, codice iban: IT28 J033 5901 6001 0000 0147 362

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Dufatanemunda: proseguono le attività in Burundi

La cooperativa Dufatanemunda prosegue le attività di sviluppo economico e sociale in Burundi, grazie ai fondi raccolti in Valdichiana durante gli eventi degli ultimi anni. Abbiamo cominciato a raccontarvi la…

La cooperativa Dufatanemunda prosegue le attività di sviluppo economico e sociale in Burundi, grazie ai fondi raccolti in Valdichiana durante gli eventi degli ultimi anni. Abbiamo cominciato a raccontarvi la storia di Vugizo, un piccolo villaggio nel sud del Burundi, e di Athanase, originario del villaggio ma da molti anni residente a Montepulciano. Nel giugno 2015 si è tenuto il primo evento di raccolta fondi presso il centro visite “La Casetta” del Lago di Montepulciano, con il supporto degli Amici del Lago di Montepulciano e del circolo Legambiente Valdichiana. Abbiamo seguito attraverso i racconti di Athanase e le foto inviate dal Burundi le attività della cooperativa, verificando direttamente l’utilizzo delle risorse arrivate dalla Valdichiana.

Anche nel giugno 2016 si è tenuto un nuovo evento di raccolta fondi al Lago di Montepulciano, sempre preceduto da un convegno sul tema dell’agricoltura sostenibile e della biodiversità. Nel corso del secondo evento sono stati chiesti ai partecipanti i fondi per acquistare una stalla e avviare l’attività di allevamento, oltre al sostegno alle attività sociali promosse dalla cooperativa. Per l’occasione è stata anche fondata un’associazione in Valdichiana, chiamata ugualmente Dufatanemunda, che potesse essere il soggetto messo direttamente in relazione con la cooperativa del Burundi e fornire informazioni e aggiornamenti alle persone che hanno partecipato alla raccolta fondi.

Durante l’evento dello scorso giugno è stato possibile raccogliere circa 1200 euro da destinare ai progetti di sviluppo sociale ed economico a Vugizo; la cifra al momento, come ci racconta Athanase, non è sufficiente all’acquisto della stalla e del terreno per l’allevamento, ma è comunque stato possibile cominciare a risparmiare per il raggiungimento di tale obiettivo.

Campo di patate della cooperativa

Un’altra importante novità introdotta dalla cooperativa quest’anno è stata quella del microcredito: uno strumento di sviluppo economico particolarmente utile nei paesi in via di sviluppo, in cui centinaia di famiglie non hanno accesso al credito. Grazie ai fondi raccolti e alla capacità della cooperativa di sostenersi in maniera autonoma, è stato possibile attivare il microcredito per incentivare il lavoro delle famiglie di Vugizo. Il funzionamento è semplice: ogni membro della cooperativa, in base alle proprie possibilità, può chiedere un piccolo credito di circa 60 euro (che per l’economia del Burundi possono fare la differenza) e utilizzarli per potenziare le proprie attività di produzione e commercializzazione di prodotti agricoli realizzati assieme alla cooperativa. Dal momento che nessuna banca darebbe soldi a queste persone, il microcredito della cooperativa riesce a dare una spinta di sviluppo economico a queste famiglie, che mettono come garanzia le firme di tutti i familiari e gli eventuali terreni o animali in possesso. Le persone sono quindi responsabilizzate a lavorare per sviluppare le loro attività e per restituire il credito, donando ulteriore forza propulsiva alla cooperativa.

Quella del microcredito non è l’unica attività: Dufatanemunda ha infatti continuato a fornire muto soccorso a tutte le famiglie che ne fanno parte. Quando qualcuno si ammala e non può pagarsi le cure in ospedale, la cooperativa attinge al fondo speciale programmato per queste emergenze e permette di pagarsi le cure. A questo proposito Athanase racconta:

“Il mutuo soccorso è molto importante, ad esempio la scorsa settimana un ragazzino si è ammalato e doveva andare in ospedale. Grazie ai soldi raccolti e messi da parte dalla cooperativa è stato possibile pagare le cure. Questo è molto importante per persone che altrimenti non avrebbero accesso ai servizi sanitari.”

Per quanto riguarda l’attività agricola, dopo due anni di attività la cooperativa ha ormai imparato a rendersi indipendente, o comunque ad attivare processi virtuosi di rotazione delle culture. Nei terreni acquistati con le prime raccolte fondi vengono infatti piantate melanzane, pomodori e cipolle; i prodotti vengono utilizzati per l’autoconsumo e venduti al mercato, e con i soldi guadagnati vengono acquistati i semi per le nuove colture. Athanase rimane a disposizione dall’Italia anche per via della sua conoscenza in materia agronomica, dando consigli su come affrontare le eventuali malattie del raccolto, ma i membri della cooperativa stanno apprendendo sempre nuove nozioni grazie all’esperienza fatta.

L’arrivo dell’acqua è stato molto importante, perché ha permesso di coltivare determinati tipi di prodotti e di superare la tipica siccità estiva; la scorsa estate è stata infatti particolarmente difficile dal punto di vista della siccità, e molte persone nelle province del Burundi rischiano di morire di fame in tali situazioni. La cooperativa ha invece potuto attingere all’acqua grazie ai lavori effettuati lo scorso anno e le famiglie di Vugizo sono riuscite ad andare avanti coltivando per l’autoconsumo e la commercializzazione.

La fontanella dell’acqua negli orti

Cos’è successo invece in Valdichiana? L’associazione Dufatanemunda, nata lo scorso giugno come punto di riferimento per tutti coloro che hanno partecipato ai progetti di raccolta fondi, continua ad avere rapporti costanti con la cooperativa a Vugizo. Ha superato gli scogli burocratici per le pratiche amministrative e ha ottenuto l’autorizzazione a operare come onlus nel nostro territorio; è stata quindi inserita nel registro regionale delle onlus per attività di beneficenza e può inviare fondi in Burundi a tassi agevolati.

Le attività proseguono alacremente, quindi: dal mutuo soccorso al microcredito, la cooperativa permette alle famiglie di Vugizo uno sviluppo economico che non sarebbe altrimenti possibile, vista la situazione politica che sta vivendo il Paese. Le attività agricole proseguono con grande risultato, e i fondi raccolti vengono risparmiati per poter finanziare l’acquisto della stalla e degli animali da allevamento. Se volete contribuire a questo scopo, è possibile effettuare una donazione all’associazione locale: Dufatanemunda Onlus, codice Iban: IT28 J033 5901 6001 0000 0147 362

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Monticchiello e Burundi: legami tra paesi che mancano

Dopo la Valdichiana, la storia di Athanase e della cooperativa Dufatanemunda è sbarcata anche in Valdorcia: il progetto di sviluppo di orti sociali in Burundi, che vi avevamo già raccontato…

Dopo la Valdichiana, la storia di Athanase e della cooperativa Dufatanemunda è sbarcata anche in Valdorcia: il progetto di sviluppo di orti sociali in Burundi, che vi avevamo già raccontato durante l’evento al Lago di Montepulciano, ha infatti avuto il suo spazio anche a Monticchiello, uno dei borghi più affascinanti della Toscana.

Il contesto è quello del Teatro Povero, un’esperienza teatrale che da 49 anni anima le estati di Monticchiello e che vede la partecipazione dell’intero paese. Un’autodramma che porta in piazza questioni cruciali per la comunità, nato dalle esperienze della civiltà contadina e mezzadrile, che non vuole disperdere questo grande patrimonio culturale e umano nelle frenetiche trasformazioni dell’era postmoderna.

Il teatro di quest’anno è andato in scena dal 25 luglio al 15 agosto, con un titolo esemplare: “Il paese che manca”. Una riflessione sulla partenza, sull’andarsene altrove in cerca di riscatto. Un filo conduttore che lega il dramma dei profughi a quello dei piccoli borghi di provincia, svuotati dall’inurbamento e dall’industrializzazione, con il rischio dello sgretolamento del tessuto sociale. Una storia dai risolvi amari, che si conclude con la festa di compleanno dell’ultimo ventenne rimasto nel paese.

T Povero Monticchiello 2015 ph Fabio Rossi

“Il paese che manca” significa anche la perdita di servizi importanti per la comunità

Un tema, tra verità e finzione, che si lega fortemente anche all’esperienza di Athanase e dei giovani che vivono in piccoli paesi di campagna, tra sogni e speranze, incubi e paure. Athanase ci ha raccontato la sua esperienza come attore all’interno del Teatro Povero, e di come questa storia può aiutare il progetto della cooperativa Dufatanemunda:

“Dopo il convegno al Lago di Montepulciano sono stato coinvolto al Teatro Povero di Monticchiello – ci spiega – Grazie a Nicola, che ha raccontato la mia storia agli organizzatori, e loro si sono interessati, comprendendo il legame tra le rispettive vicende. Mi hanno chiesto di inserire una parte nella messa in scena, e ho partecipato volentieri.”

Nell’autodramma, Athanase interpreta sé stesso e racconta la sua storia: nella trama del “Paese che Manca”, infatti, è cruciale la volontà dei giovani che vogliono partire da Monticchiello, andare all’estero e non tornare più. I giovani che non sentono più legame con il proprio paese, sono insoddisfatti, cercano nuovi stimoli per studiare, per lavorare, per vivere una vita migliore in città o all’estero. Athanase si oppone a questa visione: lui si è trasferito in Italia nel 2000, e ama questo paese, ma sente ancora con forza il legame con il suo villaggio d’origine in Burundi.

“Che sia la guerra o il lavoro il motivo della partenza, c’è sempre la voglia di tornare. Casa tua è casa tua, sempre. Il sogno è quello di riuscire a tornare, in qualche modo, oppure di fare qualcosa di importante per il tuo paese d’origine.”

Una partenza che non è una fuga, quindi, ma una speranza di una vita migliore che non si limiti alle vicende personali, che possa trovare risvolti positivi a tutta la comunità. Athanase racconta la sua vita in Burundi, l’esperienza della guerra civile e gli studi di agronomia in Italia, fino alla cooperativa Dufatanemunda e il progetto di sviluppo di orti sociali. Si addolora per il rancore dei giovani che sembrano disprezzare il passato e il loro piccolo paese, e si batte per mantenere un legame con le proprie origini, perché la partenza può anche significare un rafforzamento dei legami con la comunità di origine, non necessariamente un distaccamento traumatico.

“Come esperienza umana, mi sono trovato benissimo. Il paese di Monticchiello è talmente piccolo che c’è un forte senso di comunità, le persone del posto raccontano il loro passato e il loro modo di vivere. È facile trovare persone di 80 anni che hanno la civiltà contadina e che hanno voglia di raccontarti la loro esperienza.”

Forse è un paragone forzato, ma Athanase trova un legame tra Monticchiello e Vugizo, il suo villaggio di origine. Non si tratta di città come Firenze o Arezzo, ma paesi legati alla storia contadina, comunità fatte da persone aperte che si conoscono, che hanno voglia di raccontare le loro esperienze e di condividere le rispettive storie. E che, in qualche modo, ti accolgono come uno di loro.

T Povero Monticchiello 2015 2 ph Elisa Sirianni

Athanase racconta la sua storia a Monticchiello

Il Teatro Povero di Monticchiello è andato in scena per oltre venti giorni, tutte le sere. Se aggiungiamo anche le prove, si tratta di più di un mese di lavoro e di impegno, per Athanase, che nel frattempo doveva continuare il suo lavoro e sistemare la nuova casa in cui andrà a vivere con la fidanzata. Un sacrificio che l’ha portato a dormire solo quattro ore a notte, ma che ha compiuto con passione e volontà, per ringraziare la comunità di Monticchiello della possibilità di condividere la sua esperienza e raccontare la storia di Dufatanemunda.

“A loro interessava la mia storia, e anche il pubblico l’ha apprezzata. Perchè è una storia vera, una storia di chi parte ma vuole tornare, di chi vuole fare qualcosa per il suo paese d’origine. È stata una bellissima esperienza e ringrazio tutti quanti”

Nel frattempo, in Burundi, la cooperativa Dufatanemunda sta portando avanti le pratiche burocratiche e i permessi per l’arrivo dell’acqua negli orti sociali, nonostante il rischio di una nuova guerra civile, facendo seguito alla raccolta fondi del Lago di Montepulciano. Dalla Valdichiana alla Valdorcia, la possibilità di far conoscere la storia di Athanase e il progetto di sviluppo in Burundi si lega fortemente con i piccoli borghi e le realtà contadine, con la voglia di fuggire via ma di costruire un legame con la comunità di origine. Ed è importante far sentire la vicinanza, creare sensibilizzazione e sostegno, facendo crescere la consapevolezza delle rispettive situazioni. Imparando a osservare le somiglianze, più che le differenze, per ritrovare finalmente quel paese che manca.

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Dalla Valdichiana al Burundi: l’unione fa la forza

Vugizo, un comune della provincia meridionale del Burundi, e Montepulciano Stazione, una piccola frazione della Valdichiana senese. Cosa accomuna questi due luoghi così distanti tra di loro (5560 chilometri in…

Vugizo, un comune della provincia meridionale del Burundi, e Montepulciano Stazione, una piccola frazione della Valdichiana senese. Cosa accomuna questi due luoghi così distanti tra di loro (5560 chilometri in linea d’aria), in due Paesi così diversi, in due continenti così diversi? La storia di Athanase Tuyikeze e della cooperativa “Dufatanemunda”, che significa “l’unione fa la forza”. Una storia che la nostra redazione andrà a raccontarvi in dettaglio durante il mese di giugno, partecipando attivamente al progetto di sviluppo sostenibile e prendendo a cuore la causa di Athanase in Valdichiana, fino al grande evento di domenica 28 giugno al Lago di Montepulciano.

Athanase, Vugizo e Montepulciano

Athanase

Athanase al mercato di Vugizo

Athanase è un giovane agronomo che vive a Montepulciano Stazione e lavora nell’azienda agricola Poliziano, una delle più famose cantine produttrici di Vino Nobile della zona. Ha 30 anni ed è nato e cresciuto a Vugizo, prima di lasciare il Burundi nel 2000 per continuare gli studi di agricoltura. Firenze, Siena, Perugia: Athanase si laurea in scienze agrarie e consegue un master in agricoltura sostenibile. Ed è molto attivo nella vita sociale del suo comune: dal volontariato per la Croce Rossa, alle attività sportive e ricreative per la Chianina Running, che lo vedono sempre impegnato in progetti di sostenibilità ambientale e rispetto della biodiversità. Athanase non dimentica però il suo paese d’origine, infatti torna spesso a Vugizo, per incontrare amici e parenti.

Dufatanemunda, l’unione fa la forza

È proprio durante uno di questi viaggi che Athanase ebbe l’idea di costituire una cooperativa, per sviluppare nel suo paese d’origine i concetti appresi durante gli studi agrari e per fornire una reale possibilità di sviluppo sostenibile anche nel comune in cui era nato e cresciuto. Aiuta un gruppo di donne a formare una cooperativa di mutuo soccorso, affinché possano condividere dei fondi di microcredito per acquistare animali da allevare, semi da piantare e altri mezzi per aumentare la produttività agricola. Il suo scopo è quello di superare la necessità di ricorrere agli aiuti umanitari e alla beneficenza fine a sè stessa, puntando invece sui concetti di sviluppo sostenibile, di aumento delle conoscenze imprenditoriali e di aiuto comune. Attraverso il mutuo soccorso e il fondo comune a cui tutti i membri della cooperativa possono accedere, c’è una concreta opportunità di sviluppo per il villaggio, migliorando le tecniche agricole e la produttività del terreno. Da qui il nome della cooperativa “Dufatanemunda”, ovvero “l’unione fa la forza“.

Di orto in orto, la raccolta fondi

L’esperienza della cooperativa è cominciata nel 2012: un investimento iniziale ha permesso l’acquisto di quindici maiali, allevati nei rispettivi cortili. Athanase ha donato un fondo iniziale di 250 euro per l’acquisto degli animali, e ognuno dei quindici membri della cooperativa versa mensilmente una piccola quota, che serve anche come fondo di solidarietà per aiutare i bambini più in difficoltà a studiare, e per poter fornire una sorta di assicurazione contro gli incidenti che possono colpire i terreni o gli animali. Successivamente la cooperativa si è impegnata per l’acquisto di un terreno in cui avviare un progetto di orto comune, sempre secondo le indicazioni agrarie di Athanase. La prossima tappa sarà quella di dotare l’orto di un pozzo e di un pannello solare, aumentando così l’indipendenza e la produttività agricola della cooperativa. Athanase ha deciso di aiutarli ancora una volta, avviando una raccolta fondi, e la nostra redazione si è impegnata a sostenere questo progetto: nei prossimi giorni vi racconteremo tutto nel dettaglio!

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Dufatanemunda: l’unione fa la forza

Racconteremo approfonditamente la storia di Athanase, della cooperativa e della raccolta fondi nel corso di questo mese: seguiteci in questo percorso affascinante fatto di impegno e passione, fino a ritrovarci tutti assieme al Lago di Montepulciano il prossimo 28 Giugno!

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