La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: acquaviva

Un Live Rock Festival sempre più “Live”

Sempre più avanti, rimanendo curiosi, entusiasti e disposti a mettersi alla prova. È il nostro carattere, è il nostro modo di approcciare il lavoro e la realtà che ci circonda….

Sempre più avanti, rimanendo curiosi, entusiasti e disposti a mettersi alla prova. È il nostro carattere, è il nostro modo di approcciare il lavoro e la realtà che ci circonda.

Quando il Collettivo Piranha, gli organizzatori del Live Rock Festival di Acquaviva, hanno contattato la nostra redazione, ci siamo sentiti orgogliosi e un po’ preoccupati. Perché il Live Rock Festival è uno dei principali eventi del territorio e uno dei più importanti festival musicali a ingresso gratuito in Italia. C’è di più: oltre a un’offerta artistica di alto livello (quest’anno gli headliner erano Fask, Verdena, Fujiya&Miyagi, Seun Kuti, Rachele Bastreghi) può vantare degli stand enogastronomici di ottima qualità e un’attenzione spasmodica alle tematiche ecologiche, con invenzioni come gli eco-bicchieri che assicurano una pulizia dell’area inusuale per un festival musicale di questo tipo. Un approccio etico, prima ancora che artistico, per il Collettivo Piranha, che da vent’anni rende quest’angolo della Valdichiana una delle punte di diamante del panorama rock regionale e nazionale.

maxischermo

Lo stand di “Diretta Rock”

Quando siamo stati chiamati in causa per collaborare nel settore dei social network con il Collettivo Piranha, quindi, ci siamo sentiti messi alla prova. Ma abbiamo accettato la sfida, come abbiamo sempre fatto, cercando di creare rapidamente un progetto che potesse facilitare il coinvolgimento degli utenti sui social media, la comunicazione e la diffusione delle particolarità del Live Rock Festival sia online che offline.

Ci siamo calati nella parte, cercando di supportare i ragazzi del Collettivo Piranha, a metà tra i volontari dell’associazione e i fornitori esterni. Ci siamo adattati alla situazione, sforzandoci di superare tutte le difficoltà tecniche e la connessione internet altalenante, per portare avanti un progetto che potesse essere sperimentale e innovativo, con la speranza di avviare una proficua collaborazione.

Il Live Rock Festival ci ha preparato uno stand all’ingresso, in cui abbiamo gestito un Social Wall grazie a un portatile e un maxischermo gentilmente offerti dalla Trust. Grazie a una Tagboard, tutti i contributi pubblicati dagli utenti su Facebook, Instagram e Twitter conteneti l’hashtag #LRF15 sono stati aggregati e mostrati in diretta al pubblico: in questo modo il festival ha potuto godere di uno spazio fisico in cui poter osservare in diretta la conversazione che stava avvenendo online. Aggiungendo il contest che permetteva di vincere una birra ogni sera a chi aveva pubblicato la foto più divertente, abbiamo aumentato notevolmente l’interazione con il pubblico, che è diventato protagonista del festival anche sui social network.

Non è finita qui: lo stand è diventato il set di una trasmissione che è andata in onda tutte le sere prima del festival, Diretta Rock, in onda su Periscope e sui principali social network: un programma in streaming con interviste agli artisti, agli organizzatori e al pubblico, visibile sia da desktop che da dispositivi portatili, per presentare la serata e scaldare gli animi in attesa dei concerti. Un ulteriore strumento di promozione sui social network che ha permesso di creare ancor più coinvolgimento, attesa ed emozione.

Alcune analisi di #LRF15

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Dopo i primi giorni di rodaggio, sia Diretta Rock che il Social Wall hanno ottenuto dei buoni consensi e ci hanno permesso di aiutare in maniera efficace gli organizzatori dell’evento. A metà tra animazione e promozione, abbiamo aumentato la presenza del festival nei social network e migliorato il coinvolgimento degli utenti, rendendoli sempre più affezionati. Cercando quindi di diffondere anche in loro lo spirito che anima il Collettivo Piranha e che rende speciale questo festival: un approccio etico, prima ancora che artistico. Sempre più avanti, con curiosità ed entusiasmo.

2 commenti su Un Live Rock Festival sempre più “Live”

Il primo nemico di Fela Kuti era l’ignoranza

La quarta serata del Live Rock Festival 2015 è stata una meravigliosa e fortissima dichiarazione di indipendenza. Una fortissima e meravigliosa dichiarazione di coscienza, rispetto e solidarietà. Le cosiddette Buone…

La quarta serata del Live Rock Festival 2015 è stata una meravigliosa e fortissima dichiarazione di indipendenza. Una fortissima e meravigliosa dichiarazione di coscienza, rispetto e solidarietà. Le cosiddette Buone Pratiche, che vanno dall’ecobicchiere lavabile, che toglie le maree di bicchieri plastificati a intasare i canali di raccolta rifiuti, l’acqua potabile gratuita e per tutti, lo ‘spreco utile’ del cibo, i coperti biodegradabili, sono l’alone virtuoso che erge il festival a essere prima di tutto un motivo di approfondimento. Il contesto che viene costituito dalle tematiche ideologiche, dalle scelte musicali, dai canali di comunicazione e di aggregazione, mettono il pubblico vasto nella posizione favorevole per la riflessione, il gusto dell’approfondimento, l’apertura mentale. Seun Kuti & The Egypt 80 sono stati il dato fisico, il nucleo irradiante e più eloquente possibile per veicolare questo tipo di impostazione ideologica.

Io vorrei sapervelo spiegare chi è stato Fela Kuti, e come suo figlio Seun Kuti porti avanti da quasi vent’anni il Verbo del padre. Vorrei spiegarvelo come un personaggio enorme, nigeriano, all’orda delle più disparate esperienze artistiche e di attivismo politico, abbia accentato le ritmiche della rivoluzione, dato forma al suono di un nuovo umanesimo, generato dai sentori dei popoli di quelli che erano indicati come “terzi mondi”. Vorrei sapervelo spiegare come i moventi ideologici da cui la musica afro beat acquisisce perni strutturali, siano in realtà valori universali di umanità e condivisione. Il panafricanesimo, il sogno cioè di un’Africa unita, libera e indipendente, non schiavizzata, dovrebbe essere un postulato per la connivenza totale del globo terrestre, nel suo irradiare messaggi di pace e tolleranza, di mescolanza religiosa e razziale, di interesse verso la diversità, di abbattimento di barriere. Vorrei sapervelo spiegare di come il popolo nigeriano, e in generale i popoli africani, siano stati depredati per secoli di materie prime (tangibili e sprituali), di libero pensiero, di coscienza, e di come i popoli africani siano poi stati manovrati da poteri metamorfici, interessi finanziari, nei vari segmenti postcoloniali; interessi che hanno guidato golpe militari, inutili lotte fratricide per indipendenze apparenti, sempre dipendenti però da obbligate e malcelate schiavitù, in nome di un benessere venduto dagli occidentali.

Ma non posso. Non posso spiegarvelo. Non ci riesco. Non ci riesco, giacché la violazione di diritti umani, il totale asservimento coatto di un intero continente, oggi, mi pare, non indigni, non sia più motivo di scossa. Dovremmo essere sgomentati da quanta poca umanità esca dalle bocche di molti occidentali, che vivono con noi, respirano la nostra stessa aria, che mettono al mondo dei figli e impongono loro anche un’ipotetica protezione dal confronto, vissuto come minaccia, il confronto vissuto come emergenza.

Non c’è conoscenza senza confronto. E l’ignoranza è la base di ogni malignità, razzismo, di ogni odio.

lrf15 djset

I Pink is Punk sono dei DJ. Sono stati resident djs al Cocoricò per cinque anni. Hanno suonato dopo Seun Kuti & The Egypt 80. Una scelta di line-up che detta così potrebbe sembrare casuale, anzi forse troppo forzata, eccessiva. Sembrano appartenere a una categoria aberrante nei confronti della storia di Fela Kuti e delle sue battaglie. Invece è anche questo un emblema. Un’osmosi. Un meraviglioso contagio. I Pink is Punk, nelle poche battute scambiate prima dei concerti al parco dell’ex fierale, hanno espresso un concetto chiaro sulla contaminazione, sulla percezione che il pubblico ha della musica oggi; la musica è un’espressione, e come ogni essere umano ha un’espressione diversa, così più culture sfruttano moduli espressivi musicali diversi. Quello che tutti dovrebbero fare, nella musica, così nel rispetto dell’umanità, è comprenderne il più possibile, cercare di capire le basi e le evoluzioni di un percorso umano. Tenere ben salde le proprie radici, le proprie conoscenze, e confrontarle con tutto ciò che c’è fuori, per arricchire e nutrire sé stessi e gli altri.

Lamberto Lucaccioni è morto a Riccione per qualcosa di cui tutto il contesto in cui è cresciuto è colpevole. Il non rispetto per la club culture, il non rispetto per vent’anni di techno e per vere e proprie istituzioni storiche a cui questa cultura fa riferimento.

Perché sì, d’ignoranza, si può anche morire.

(photo credits – Pasquale Modica – Live Rock Festival Acquaviva)

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“Ci siamo fatti un sacco di chilometri…” intervista ai FASK

Sembra ieri che il rider dei Fask veniva inviato da una mail condivisa tra i ragazzi stessi della band, Aimone, Alessandro, Alessio e Jacopo, i quali si autogestivano, per girare…

Sembra ieri che il rider dei Fask veniva inviato da una mail condivisa tra i ragazzi stessi della band, Aimone, Alessandro, Alessio e Jacopo, i quali si autogestivano, per girare l’Italia durante il tour di Cavalli, più di tre anni fa, con un furgoncino colmo di amplificatori, pedaliere e strumenti che raccoglievano dalla loro saletta prove, con le gommapiume scrostate ai bordi, la muffa nei soffitti e le lattine di birra usate come posacenere, lasciate a ossigenare per mesi.

P1050955Oltre ad avere un’appartenenza territoriale (il loro essere perugini lo ricordano almeno dieci volte per ogni live) sono per noi un valore in cui credere. Sono partiti dalle nostre stesse realtà, vicini di casa, hanno costruito un progetto partendo dalle cantine, arrivando a fare tournée europee, con punti cardinali casuali sulla cartina, date random che li hanno fatti viaggiare per tratti stradali lunghi giornate intere; 95 date, per il tour di Cavalli, ormai mitologica opera prima, 105 (c-e-n-t-o-c-i-n-q-u-e) date per Hybris che è già un classico contemporaneo e 80 date per Alaska, ultimo intimo, “maturando”, lavoro uscito nel novembre del 2014. Tutto questo lo hanno fatto per la voglia di costruire un impianto  fondato sulla meraviglia, sulla somma gioia, hanno voluto edificare quanto più bene possibile per sé stessi e per gli altri. I FASK sono un’ideologia, prima di essere qualità musicale. Sono una band che ha segnato profondamente la musica indipendente italiana contemporanea. Hanno accompagnato, con le loro canzoni, molte persone della loro generazione, ed ora anche di quella successiva, e per questo dovremmo essere loro estremamente grati.

Ecco alcuni estratti dell’intervista che i Fast Animal and Slow Kids hanno rilasciato prima del concerto al Live Rock Festival di Acquaviva, mercoledì 9 settembre: la versione integrale la trovate più in basso, direttamente su Soundcloud.

Ci siamo fatti un sacco di chilometri. Col tempo tutto intorno a noi è cresciuto. Ciò che ci ha permesso di crescere è aver accettato di suonare il più possibile in qualsiasi condizione. Di questa crescita non siamo proprio consci ma siamo molto soddisfatti. “

“I nostri concerti sono dei ritrovi. Nei nostri tour abbiamo tempistiche che non ci permettono di avere continuità di rapporti umani. Da una parte c’è questo pubblico ‘amico’, poi c’è il pubblico nuovo, che apprezza esclusivamente la musica, che non viene a vederci per una relazione di amicizia che abbiamo creato, anche perché piano piano vengono meno le occasioni di costruire amicizie vere. Ora c’è in gioco un altro livello di rapporto. Quella sensazione ora si crea direttamente con il live.”

“Non credo cambi molto tra pubblico dei diciassettenni e dei trentenni. Sono lì per godere del concerto. Non vanno giudicati gli approcci, ma la cognizione di causa per cui un pubblico segue una band. Chi è al concerto per pogare e cantare a squarciagola, chi c’è per ascoltare la musica, per riflettere, per analizzare la pedaliera del chitarrista; ecco, l’importante è che ci sia coscienza della causa per cui si va ad un concerto. L’età non conta.”

Non credo si possa parlare di ‘scena’ per l’indie italiano. Sembra che sia così perché alla fine è un “giro”, un nuvolo di band che suonano negli stessi posti e sono veicolati dagli stessi canali, che frequentano gli stessi palchi e si conoscono. Se dici “scena” penso al DIY, penso alla scena hardcore di Washington; in Italia non c’è questa roba qua. Esiste uno scambio di rapporti umani con le altre band perché alla fine sono sempre le stesse le band che suonano in giro. Ma quello che manca sono valori musicali condivisi. È brutto che si unifichi tutto. C’è una scena italiana che prescinde dalla musica. In realtà una “scena” dovrebbe supportare una tipologia musicale, un’ideologia musicale condivisa. Questo non vuol dire che non siamo circondati da persone meravigliose.

(photo credits – Pasquale Modica e Alessia Zuccarello)

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18 anni di educazione al Rock. Alessio Biancucci racconta il Live Rock Festival di Acquaviva

Partecipare al Live Rock Festival di Acquaviva si configura come qualcosa di più che una “tradizione”. La complessità di significati, che tale evento, giunto quest’anno alla diciottesima edizione, rappresenta, è…

Partecipare al Live Rock Festival di Acquaviva si configura come qualcosa di più che una “tradizione”. La complessità di significati, che tale evento, giunto quest’anno alla diciottesima edizione, rappresenta, è una cerimonia che impone piacevolmente al coinvolgimento vivo.
È la festa rivolta a quel pubblico che si è formato sulla cadenza annuale di questa manifestazione, la quale ha contribuito ad educare all’ascolto un’intera generazione di ragazzi del territorio. Negli ultimi diciotto anni, gli adolescenti della valdichiana hanno modulato i propri ascolti sulle scelte della direzione artistica del Live Rock Festival, o se non altro ci si sono confrontati.

Ho incontrato colui che, più di tutti, ha influito sulle opzioni musicali di questi anni, Alessio Biancucci, direttore artistico della diciottesima edizione.

Quali sono stati i criteri guida per la selezione degli spettacoli o più in generale la disposizione critica che ha definito le scelte della direzione artistica?

«La nostra linea è come sempre quella di cercare proposte dotate di originalità riconosciuta a livello internazionale. Allo stesso tempo diamo spazio a quello che emerge in ambito territoriale, con un accordo con la regione toscana e il progetto “Toscana Musica” che monitora i migliori elementi della scena regionale (quest’anno è toccato ai Walden Waltz, il gruppo che apre la prima serata). In più cerchiamo anche di fornire maggiore visibilità a quei progetti che, vantando già un buon percorso ma in ambiente slipstream, crediamo riescano a crescere ed a raggiungere un’utenza di pubblico più vasta, come è stato in passato per i Nobraino, per Brunori SAS, per i Bud Spencer Blues Explosion o Lo Stato Sociale. Quest’anno abbiamo puntato su Kutso, Fuzz Orchestra e C+C= Maxigross; progetti validi che promettono una carriera futura piuttosto significativa nel panorama nazionale.
Per quanto riguarda invece le proposte internazionali quest’anno ci siamo concentrati sul coinvolgimento diretto del pubblico; energia ed entusiasmo. Anche laddove siamo andati a cercare proposte più complesse dal punto di vista armonico o non immediatamente fruibili, abbiamo provato a dare un segnale di connessione sentimentale con chi partecipa al nostro festival, cercando di ottemperare alla nostra principale ambizione, ovvero quella di offrire al pubblico del nostro territorio la possibilità di vedere concerti che altrimenti sarebbero a mille o duemila chilometri da qui. Un’altra nostra prerogativa è anche di portare esclusive in Italia, come è stato in passato per molte band o musicisti che hanno avuto una sola data nel nostro paese, ad Acquaviva. Quest’anno avremmo Djaikovski per la prima volta in Italia, che sta spopolando nei festival più importanti d’Europa. A questi elementi di ricercatezza italiana e internazionale affianchiamo nomi noti al grande pubblico, nel caso di quest’anno è evidentemente Roy Paci a fungere da catalizzatore dell’utenza ascoltatrice media»

Quali sono le novità di quest’anno invece sul piano dell’organizzazione e gestione del festival?

«Sul piano organizzativo il rinnovo del consiglio dell’associazione è un cambiamento rilevante. La nuova presidenza di Andrea Mezzanotte ha suscitato un ricambio generazionale considerevole, il che non può essere un bene per un’associazione che dura ormai da quasi due decenni. Ieri sera abbiamo festeggiato il diciottesimo compleanno con una maxitorta piena di candeline, ed è stato emozionante.
Sul piano operativo abbiamo aggiunto elementi alla nostra sensibilità per le sempre più presenti questioni alimentari; quest’anno abbiamo aggiunto un menù per chi soffre di celiachia. Un’altra importante novità riguarda la riduzione dei rifiuti; una questione che ormai ci rappresenta e che fortunatamente ha fatto scuola per altre manifestazione non solo giovanili, ma anche sagre popolari. Abbiamo fatto un passo ulteriore chiedendo al nostro pubblico un piccolo sforzo; quello di tenere “l’amicobicchiere” in mano tutta la sera. Sono utilizzati infatti dei bicchieri riutilizzabili e lavabili, così da ridurre la produzione di rifiuti ed evitando così di sporcare l’area concerto»

Diciotto anni fa cosa c’era qui e cosa è cambiato rispetto ad allora, sia nelle strutture e nell’istituzione che è diventata il Colletivo Piranha, sia nella mentalità di chi organizza?

«Nel 1997 abbiamo messo in piedi una situazione per la quale la motivazione principale era; “da queste parti non succede niente e ciò che vediamo in giro non ci piace, quindi facciamo qualcosa noi”. Il clima e l’approccio era decisamente più scanzonato – anche dozzinale se vogliamo guardare con occhi professionali – più genuino, legato all’aggregazione di giovani che avevano semplicemente voglia di costruire qualcosa di nuovo. Abbiamo deciso di portare il rock’n’roll in una frazione sperduta della provincia con tutte le incongruenze che nel novantasette ci si possono immaginare; i freakkettoni in giro per il paese, le vecchiette spaventate, eccetera. Con una crescita esponenziale di livello, abbiamo definitivamente cambiato la mentalità non solo nostra ma dell’intera collettività, scardinato le abitudini sedentarie della collettività, (sedentarie dal punto di vista intellettuale, ovviamente). Quindi se inizialmente c’era un po’ di diffidenza da parte delle generazioni un po’ più attempate, del tutto distanti da queste realtà che si vedevano solo in ambito metropolitano, Siamo riusciti a superare certe barriere cercando di dimostrare la nostra autorevolezza. Abbiamo coinvolto migliaia di persone che hanno iniziato a venire al festival da tutta Italia e questo ci ha imposto e stimolato a progredire verso la professionalità; quando hai a che fare con il tour manager ufficiale di Lou Reed e Paul McCartney, per contattare Tricky, evidentemente devi dimostrare di avere competenza e serietà»

Alessio mentre mi parla del festival cammina per tutto il parco dell’ex feriale di Acquaviva, fino ad accompagnarmi nelle cucine, dove una folla di volontari mi sfreccia accanto con vassoi colmi, in un turbinio di voci e armonico caos.

«Anche nelle cucine, come vedi, c’è una ricerca che ogni anno trova elementi di perfezionamento e crescita. Quando d’inverno facciamo riunioni con 40/50 ragazzi under 35 – quello che una volta erano i sindacati o i partiti politici negli anni 60 e 70, e che oggi sembra impensabile – noi stiamo anche mezz’ora a dibattere sul punto di bollitura dell’olio di palma rispetto all’olio d’oliva, per capire qual è quello che consuma e inquina meno, da usare nella nostra friggitrice. È forse questa cura del dettaglio ciò che ci caratterizza e che è stata la chiave di quello che sono sempre più convinto rappresenti un successo»

Alessio mi accompagna poi nel backstage nel quale incontro Lalla Savini, ormai consacrata speaker ufficiale del festival. Anche lei mi parla dell’evoluzione che la manifestazione ha intrapreso negli ultimi diciotto anni mentre ordina le pagine di presentazione delle band nel raccoglitore, poco prima di salire sul palco;

«Diciotto anni fa tutto è partito come un “giochino” tra ragazzi poco più che ventenni (io anche meno, non avevo nemmeno diciotto anni), montando quattro pedane per creare il palco e con gruppi locali a costo zero tirammo su la primissima “festa della birra”. Fu molto improvvisato, una piccola scommessa tra ragazzi incoscienti che si è sempre più portata alla qualità, alla professionalità ed è arrivata, passo dopo passo, ad accogliere cinquemila persone per i concerti, tremila coperti a sera e gruppi conosciuti a livello mondiale…»

Non dovrebbe essere sottovalutata da nessuno la portata divulgativa del far esibire, davanti ad persone abituate alle interminabili partite di pinnacola e di poker sui tavoli dei bar, le più squisite scelte musicali del panorama sia indipendente che mainstream italiano. Da proto adolescente che non aveva altri veicoli di conoscenza musicale all’infuori di Mtv e delle radio commerciali, lontano dai club londinesi o dai centri sociali nelle grandi città, vedermi passare a pochi chilometri da casa gli Afterhours, i PGR, i Verdena, gli Assalti Frontali, i Quintorigo, i Sud Sound System e tantissimi altri, rappresentava un universo spalancatosi davanti ai miei occhi, in continua espansione. Le band che suonavano a Settembre ad Acquaviva erano quelle che riempivano gli auricolari durante la stagione a venire, nei tragitti da casa a scuola. Come me anche per tantissimi altri, il Live Rock Festival (che ai tempi si chiamava ancora “Of Beer”) era – ed è – un’istituzione culturale ben più potente ed educativa delle iniziative scolastiche. Lunga vita al Collettivo Piranha, che si merita altri mille di anni come questi.

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Walden Waltz, un flusso musicale creativo al Live Rock Festival

Ad aprire la prima serata del Live Rock Festival, mercoledì 10 settembre 2014, sono gli aretini Walden Waltz, selezionati nel panorama musicale toscano da ToscanaMusica, Tommaso Ghezzi li ha incontrati…

Ad aprire la prima serata del Live Rock Festival, mercoledì 10 settembre 2014, sono gli aretini Walden Waltz, selezionati nel panorama musicale toscano da ToscanaMusica, Tommaso Ghezzi li ha incontrati per noi dopo il loro concerto.

I Walden Waltz sono una band aretina attiva dal 2011. Pur dichiarando di essere ancora in cerca di sé stessi e delle proprie cifre stilistiche, i componenti della band vantano già un curriculum di tutto rispetto: una tournée nell’east coast americana, la registrazione dei un EP prodotto da Ron Nevison (già collaboratore di Led Zeppelin, Who, Rolling Stones, per dire…) e soprattutto la premiazione ai Los Angeles Music Award come miglior singolo di debutto per il brano “Looking Down”.

Dopo la loro esibizione li incontro nel backstage del Live Rock Festival di Acquaviva; considerando il percorso della band mi aspetto un confronto patinato e autocelebrativo, un panegirico del proprio ego, invece questi ragazzi mi sorprendono; mi ritrovo a ridere e parlare di musica con coetanei conterranei, assolutamente sciolti e umili, a cui interessa fere musica e se ne fregano di essere rockstar.

Con loro, a fare festa dopo il live, ci sono anche Davide Andreoni e Francesco Chimenti dei Sycamore Age, a testimonianza di una scena, quella toscana, assolutamente viva e fervida, sottoposta a confronti continui tra musicisti, ed estremamente elastica nelle sperimentazioni.

IMG_2577Parlo con Matteo e Filippo, rispettivamente chitarra/voce e batteria dei Walden Waltz.
Allora ragazzi, come si presenta oggi il progetto Walden Waltz?

Matteo: Il progetto è “rinato”da quando Simone, l’altro chitarrista, è entrato a suonare con noi. Abbiamo intrapreso una strada diversa rispetto a quella che percorrevamo prima. Il nostro obiettivo adesso è finire il disco, che dovrebbe uscire a Febbraio, il nostro primo lavoro completo. Ovviamente anche suonare il più possibile e portare in giro la nostra musica è l’obiettivo principale. Nonostante questo siamo ancora alla ricerca di una poetica. E vorremmo che questa si definisca attraverso i live. Walden Waltz è qualcosa in via di evoluzione, di crescita, qualcosa ancora di non completamente definito, ed anche per questo molto stimolante. Mettiamo insieme tutte le nostre influenze, anche non musicali – soprattutto non musicali – dalla letteratura al cinema, dalla poesia alla filosofia. Vogliamo creare qualcosa di fuso, che abbia ragione d’essere nella sua complessità. Vogliamo concentrare tutti i flussi creativi che ci hanno formato.

Emergete da una scena, una rete musicale che negli ultimi anni si è creata nella toscana meridionale, ad Arezzo in particolare. Come percepite questa realtà?

Matteo: La scena italiana – e quella toscana – è valida e complessa, ci sono elementi di ricerca e sperimentazione musicale che toccano livelli tra i più alti d’Europa, e forse del mondo, e non lo dico per esagerare. Siamo molto contenti di avere intorno tanta ricchezza.

Filippo: Prendi la Boring Machine di Roma, che porta fuori un sacco di belle cose, quella, come tante altre, sono realtà da prendere in considerazione per avere il quadro generale della ricchezza della scena alternativa italiana.

Aprite il Live Rock festival, un palco abbastanza importante per questo territorio, che impressioni vi ha dato questo live?

Matteo: Acquaviva fa quello che dovrebbe fare un festival radicato nel territorio. Prende realtà importanti e consacrate ed accostarle a quelle che ritengono le migliori proposte locali. Perché alla fine è difficilissimo, vista la quantità della proposta musicale, venire fuori da questo nodo provinciale. Questa tipologia di opportunità è quella che più deve essere incentivata e seguita come modello dalle altre manifestazioni.

Filippo: Spesso in provincia ti trovi a suonare in contesti poco favorevoli per esprimere al meglio la musica che vuoi realmente fare; qui al contrario ci siamo sentiti liberi, questo palco è stato al di sopra di ciò che ci aspettavamo. La situazione è straordinaria, pazzesca.

Matteo: Io ci sono stato lo scorso anno a vedere i These New Puritans ed è un bellissimo festival. Nonostante la pioggia stasera abbiamo avuto un pubblico impensabile, è stato veramente molto bello.

Foto di Giacomo Bai

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Ad Acquaviva torna la Festa di San Vittorino

Dal 2 al 7 settembre torna ad Acquaviva di Montepulciano la Festa di San Vittorino, con la sagra dell’ocio dal collo ripieno. L’ormai tradizionale appuntamento con la festa di San…

Dal 2 al 7 settembre torna ad Acquaviva di Montepulciano la Festa di San Vittorino, con la sagra dell’ocio dal collo ripieno. L’ormai tradizionale appuntamento con la festa di San Vittorino prevede tutte le sere cene con piatti tipici nei giardini dell’ex-fierale, oltre al tradizionale pranzo di domenica 7 settembre. Tutti i giorni sono previsti menù per celiachi e tradizionali giochi nell’aia, oltre a intrattenimento musicale con le grandi orchestre come Matteo Tarantino e Galassi.

Sabato 6 settembre ci sarà anche la tradizionale fiera di San Vittorino con prodotti di filiera corta, spazio espositivo e fiera merceologica. Ecco il programma completo della manifestazione:

Martedì 2 settembre 2014

20.00 CENA NEL FIERALE CON PIATTI TIPICI – OCIO ARROSTO CON COLLO RIPIENO

21.00 dimostrazione della Scuola di ballo KR DANCE di KATIA E ROBERTO

21.30 SERATA DANZANTE CON CRISTIANA BAND

SPETTACOLO PIROTECNICO

Mercoledì 3 settembre 2014

20.00 CENA NEL FIERALE CON PIATTI TIPICI – OCIO ARROSTO CON COLLO RIPIENO

21.30 SERATA DANZANTE CON MASSIMO E CRISTIANA

Giovedì 4 settembre 2014

20.00 CENA NEL FIERALE CON PIATTI TIPICI – OCIO ARROSTO CON COLLO RIPIENO

21.30 BALLO CON ORCHESTRA SPETTACOLO CASTELLINA PASI di Canale Italia

Venerdì 5 settembre 2014

20.00 CENA NEL FIERALE CON PIATTI TIPICI – OCIO ARROSTO CON COLLO RIPIENO

21.30 BALLO CON ORCHESTRA SPETTACOLO MATTEO TARANTINO di Canale Italia

Sabato 6 Settembre 2014

FIERA DI SAN VITTORINO:

08.00/20.00 FIERA MERCEOLOGICA (in via dei Mori)

10.00/22.00 MERCATINO di San Vittorino (in via F.lli Braschi)

“Filiera corta – Giovani eccellenze – Ambiente – Artigianato – Opere del proprio ingegno”

Lungo il percorso delle Fiere intrattenimenti ed esibizioni del gruppo folk LA SBANDA

10.00 Apertura SPAZIO ESPOSITIVO (presso locali EX-COOP):

– OPERE IN PIOMBO dell’artista Ugo Forte

– ACQUAVIVA IN CARTOLINA: la storia del nostro paese nelle cartoline dal 1900 (gentilmente concesse da Giordano Cioli)

10.00 “A SUON DI MATTARELLO” gara di cucina tra le quattro Aie di Acquaviva

20.00 CENA NEL FIERALE CON PIATTI TIPICI – OCIO ARROSTO CON COLLO RIPIENO

21.30 BALLO CON ORCHESTRA SPETTACOLO PIETRO GALASSI di Canale Italia

Domenica 7 Settembre 2014

10.30 CORTEO PER L’OFFERTA DELL’OLIO VOTIVO

dal teatro Dei Concordi alla Chiesa – con la Banda “Filarmonica G. Monaco” di Torrita

11.00 Offerta dell’olio per la lampada votiva di S. Vittorino

SANTA MESSA Presieduta dal Vescovo

12.00 BENEDIZIONE con la reliquia di S.Vittorino al Paese e agli Stendardi delle associazioni di Acquaviva

Benedizione DRAPPO della Vittoria GIOCHI delle AIE 2014

12.30 Processione con l’immagine di San Vittorino dalla Chiesa al Fierale con la Banda e Majorettes

13.00 PRANZO NEL FIERALE CON PIATTI TIPICI – OCIO ARROSTO CON COLLO RIPIENO

16.00 GIOCHI NELL’AIA e “IL TIRO DELLA FORCA” Giochi riservati a ragazzi e adulti delle quattro Aie di Acquaviva

17.00 PREMIAZIONE Aia Vincitrice dei Giochi del Fierale 2014, Consegna del “Drappo della Vittoria”

17.30 GARA PODISTICA e PASSEGGIATA “NEI COLLI DEL NOBILE” con partenza e arrivo in Piazza della Vittoria

20.00 CENA NEL FIERALE CON PIATTI TIPICI – OCIO ARROSTO CON COLLO RIPIENO

21.30 BALLO CON ORCHESTRA SPETTACOLO MARIANNA LANTERI di Canale Italia

Mail per informazioni: ilfierale@gmail.com – Sito internet: http://www.ilfieraleventi.it

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Settimana Santa: Via Crucis Vivente ad Acquaviva

Giunta al terzo anno, la Via Crucis Vivente di Acquaviva si presenterà con alcune innovazioni. Nel 2012 sono stati completamente confezionatii i costumi dei soldati e quest’anno la novità consisterà…

Giunta al terzo anno, la Via Crucis Vivente di Acquaviva si presenterà con alcune innovazioni. Nel 2012 sono stati completamente confezionatii i costumi dei soldati e quest’anno la novità consisterà nel prologo al corteo; una stazione iniziale che inizierà dopo l’ultima cena, nell’orto degli ulivi, dove si svolgerà la scena del tradimento di Giuda, con il bacio a Gesù, seguita dal triplice rinnegamento di Pietro.

Aumentato quindi il numero dei personaggi impegnati nella rievocazione storico-religiosa della passione di Gesù Cristo, interpretato ancora da Nicola Vincenzini. Il corteo partirà – alle ore 21,00 di venerdì 18 Aprile 2014 – dall’uliveto di Via Cocconi per poi proseguire in Via F.lli Braschi, >Via dei Mori, Via Galilei, Via S.Vittorino per concludersi in Piazza della Vittoria, dove si svolgeranno le scene più drammatiche, con la crocefissione e la morte di Gesù. Quest’anno, come detto prima, il numero dei figuranti aumenterà sensibilmente; si prevede che dovrebbero prendere parte attiva al corteo circa 100 persone, tutte facenti parte della popolazione di Acquaviva.

Il parroco Don Patrizio Maccari condurrà e coordinerà la manifestazione con l’assistenza di un folto gruppo di collaboratori facenti parte dell’A.S.D. Il Fierale. Una parte dei costumi sono stati messi a disposizione dalla Compagnia del Bruscello.

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Quarta “Casina dell’Acqua” per Montepulciano

Una nuova “Casina dell’acqua” è stata inaugurata sabato 15 febbraio a Montepulciano. Si tratta del quarto distributore automatico di acqua pubblica installato sul territorio comunale dopo gli impianti di Montepulciano,…

Una nuova “Casina dell’acqua” è stata inaugurata sabato 15 febbraio a Montepulciano. Si tratta del quarto distributore automatico di acqua pubblica installato sul territorio comunale dopo gli impianti di Montepulciano, Abbadia di Montepulciano e Acquaviva di Montepulciano. L’acqua, proveniente dall’acquedotto già filtrata e refrigerata, sia in versione liscia sia gasata, verrà venduta ad un prezzo di cinque centesimi di euro al litro.
Alla cerimonia, che si è svolta a Sant’Albino in Via dei Pini nell’area del Centro Civico, erano presenti il sindaco Andrea Rossi ed altri rappresentanti dell’amministrazione comunale.

Le “casine dell’acqua”, realizzate in collaborazione con un partner privato che si occupa della manutenzione e della funzionalità dell’impianto, rientrano nel quadro delle azioni intraprese dal comune per la promozione dell’utilizzo dell’acqua pubblica e per la riduzione dei rifiuti.
L’obiettivo dell’amministrazione è quello di dotare ogni frazione del comune del proprio distributore, in modo da agevolare i cittadini nell’approvvigionamento dell’acqua e incoraggiarli verso uno stile di consumo eco-sostenibile.
Come dimostrano i dati elaborati dall’ufficio scientifico di Legambiente, la produzione, il trasporto e lo smaltimento di una bottiglia di plastica produce centottanta grammi di anidride carbonica, gas considerato una delle principali cause del cosiddetto “effetto serra”.
Ebbene, i quasi quattrocentocinquanta mila litri di acqua erogati dalle tre casine finora attive nel comune hanno consentito di evitare l’utilizzo di oltre trecento mila bottiglie di plastica con un risparmio complessivo di cinquantatré tonnellate di anidride carbonica immessa nell’atmosfera.
Nel conto ambientale va messo anche il risparmio derivante dal mancato trasporto su gomma dell’acqua imbottigliata ed il mancato impatto che nove tonnellate di plastica avrebbero prodotto sulle discariche.
A questo proposito il comune di Montepulciano ha aderito al Patto dei Sindaci, l’accordo europeo che impone ai partner di abbattere del 20% le proprie emissioni di CO2 entro il 2020.

«L’utilizzo del servizio di distribuzione di acqua pubblica contribuisce in maniera significativa al raggiungimento di questo obiettivo – ricorda l’Assessore all’ambiente Alessandro Angiolini – in quanto permette di eludere i processi di produzione, trasporto e smaltimento del materiale plastico, responsabili dell’immissione nell’atmosfera di ingenti quantità di anidride carbonica”.

Credits Foto: Claudio Patrizi

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Acquaviva in Festa per San Vittorino

Acquaviva di Montepulciano non dorme mai, finita una festa ce ne pronta subito un’altra per allietare e rallegrare queste sere di fine estate. Archiviata l’edizione 2013 del Live Rock Festival,…

Acquaviva di Montepulciano non dorme mai, finita una festa ce ne pronta subito un’altra per allietare e rallegrare queste sere di fine estate. Archiviata l’edizione 2013 del Live Rock Festival, stasera 3 settembre, inizia la Festa di San Vittorino, Santo patrono del paese, che terminerà domenica 8 settembre con il grande e tradizionale spettacolo pirotecnico. Altra festa, altro pubblico, altri generi di musica e di intrattenimento, questo il programma della festa:

Martedì 3 settembre 2013
Ore 16:00 Pallavolo delle AIE – qualificazioni
Ore 20:00 Cena nel Fierale con Piatti Tipici e Pizza
Ore 21:30 Presentazione delle squadre e dei partecipanti ai Tornei – Finale di Pallavolo della AIE
Ore 22:00 spazio giovani con deej Live Planet

Mercoledi 4 settembre 2013
Ore 16:00 Calcetto dei ragazzi delle AIE
Ore 20:00 Cena nel Fierale con Piatti Tipici e Pizza
Ore 21:30 serata danzante con l’Orchestra spettacolo I BAGUTTI di Canale Italia

Giovedì 5 settembre 2013
Ore 16:00 Calcetto dei ragazzi delle AIE
Ore 20:00 Cena nel Fierale con Piatti Tipici e Pizza
Ore 21:30 serata danzante con l’Orchestra spettacolo MATTEO TARANTINO di Canale Italia

Venerdì 6 settembre 2013
Ore 16:00 Calcetto dei ragazzi delle AIE
Ore 20:00 Cena nel Fierale con Piatti Tipici e Pizza
Ore 21:00 spazio giovani con deej Live Planet
Ore 21:30 serata danzante con l’Orchestra spettacolo QUINTA STAGIONE

Sabato 7 settembre 2013
Ore 10:00 Apertura Fiera di San Vittorino – Filiera Corta, Giovani eccellenze, Artigianato, Ambiente e opere del proprio ingegno – Fiera Merceologica – spettacoli di Artisti di Strada lungo il percorso della Fiera-
Ore 16:00 Taekwondo – esibizione/dimostrazione
Ore 17:00 Calcetto dei ragazzi delle AIE – finali –
Ore 20:00 Cena nel Fierale con Piatti Tipici e Pizza
Ore 21:30 serata danzante con l’Orchestra spettacolo PIETRO GALASSI di Canale Italia

Domenica 8 settembre 2013
Ore 8:00 Passeggiata/Pedalata nei Colli del Nobile
Ore 11:00 Santa Messa nel Fierale
Ore 12:30 Pranzo nel Fierale con Piatti Tipici e Pizza
Ore 16:00 Giochi nell’AIA – Trofeo della Forca
Ore 19:00 Premiazione Giochi nell’AIA – Calcetto, Pallavolo, Lancio della Forca
Ore 20:00 Cena nel Fierale con Piatti Tipici e Pizza
Ore 21:00 spazio giovani con deej Live Planet
Ore 21:30 serata danzante con MASSIMO E CRISTINA
Ore 24:00 Grande chiusura con SPETTACOLO PIROTECNICO

Nelle giornate della festa si terranno i Giochi nell’AIA per ragazzi e adulti delle quattro Aie di Acquaviva .
Appuntamento quindi ad Acquaviva dal 3 all’8 settembre Giardini Ex Fierale.

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Montepulciano, inizia il Live Rock Festival 2013

Inizia questa sera, mercoledì 28 agosto, il Live Rock Festival di Acquaviva (Montepulciano-Siena). L’originalità degli ospiti e la grande sperimentazione proposta (qui il programma) confermano il Live Rock Festival tra le…

Inizia questa sera, mercoledì 28 agosto, il Live Rock Festival di Acquaviva (Montepulciano-Siena). L’originalità degli ospiti e la grande sperimentazione proposta (qui il programma) confermano il Live Rock Festival tra le manifestazioni ad ingresso libero più influenti del panorama nazionale. Ogni sera, fino a domenica 1 settembre, i Giardini Ex Fierale ospitano l’edizione numero 17 dell’evento che chiude l’estate del rock: 5 serate, 15 concerti selezionati tra innovazioni internazionali e realtà italiane. Tra i nomi più attesi ecco These New Puritans, The Soft Moon, Skip&Die, Merchandise, Giovanni Lindo Ferretti, Perturbazione, Dubioza Kolektiv.

Questa sera si inizia alle 21.30 con i Perturbazione, band indie-rock torinese tra le più importanti del panorama italiano; sarà poi la volta del jazz con Raf Ferrari 4tet vincitore di diversi premi a livello nazionale; infine si esibiranno gli Skip & Die band internazionale, che si divide tra Olanda e Sud Africa, con delle forti sonorità che spaziano dal rock, al jungle, all’elettronica.

Le declinazioni più attuali del rock, i suoni meticci, l’elettronica, i classici d’autore, il jazz: una rassegna immersa nel paesaggio toscano e arricchita da un’offerta enogastronomica ampia e curata. La tradizione culinaria, le buone pratiche ecologiste e la raffinata selezione musicale fanno del Live Rock Festival un esempio di cultura sostenibile.

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