La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: 2019

Rivoluzione e creatività: creare per crescere – Il 2019 de La Valdichiana

Per La Valdichiana nata sotto il segno del Toro (3 maggio 2013) il 2019 si prospetta all’insegna della rivoluzione. Già nel 2018 questa rivoluzione si è cominciata ad affacciare sul…

Per La Valdichiana nata sotto il segno del Toro (3 maggio 2013) il 2019 si prospetta all’insegna della rivoluzione. Già nel 2018 questa rivoluzione si è cominciata ad affacciare sul nostro magazine con una veste grafica che ne ha migliorato l’impatto visivo, l’architettura delle categorie in cui sono racchiusi gli articoli e l’esperienza di lettura: pagine più veloci e più facili da leggere da smartphone e tablet, con un impianto pensato per mettere al centro storie e personaggi del territorio. Tutto questo tenendo sempre ben presente la promessa fatta al pubblico ben sei anni fa, ovvero quella di porci ai lettori come compagni affidabili al loro servizio.

Questo approccio, che è alla base della nostra linea editoriale, lo abbiamo perseguito fin dagli albori e continueremo a mantenerlo anche per il 2019, sia nei momenti di maggior successo che in quelli di maggior difficoltà, senza mai perdere di vista i valori che consideriamo fondanti per fare buon giornalismo.

Nel 2018, La Valdichiana ha inaugurato un negozio online che continuerà a essere operativo anche nel 2019. Un negozio virtuale dove il nostro pubblico può trovare ebook esclusivi e nuovi prodotti come ‘Il Mercante in Chiana’, il gioco di carte attraverso il quale vogliamo tutelare e tramandare le antiche tradizioni del nostro territorio.

L’esperienza del ‘Mercante in Chiana’, ideato e prodotto insieme ad Andrea Comunicazione, ci ha permesso di avviare nuove collaborazioni e approfondire la conoscenza di realtà locali dinamiche e creative. È anche grazie ai nostri partner che ci miglioriamo di anno in anno, per offrire servizi sempre migliori, informazioni più complete, esperienze più soddisfacenti e contenuti più complessi. Vogliamo essere portatori di un’esperienza che stimoli la crescita, la curiosità e la ricerca personale, sia del pubblico che della redazione stessa.

Uscendo dall’online e continuando la nostra rivoluzione, il 2019 è già partito con una grande novità: se il 2018 era iniziato con una veste grafica nuova, il 2019 è iniziato con una nuova sede operativa.La Valdichiana, infatti, si è trasferita a Chianciano Terme. Un ambiente a disposizione di tutti i membri della redazione per condividere e implementare idee, seguendo un modello di economia collaborativa in cui tutti offrono competenze, conoscenze, tempo, valori comuni e beni, con il fine ultimo di creare e quindi crescere.

Infine, ultimo ma non meno importante, per il 2019 continueremo a dare spazio all’arte e supportare i vostri progetti con tutte le nostre forze, perché l’arte, declinata in ogni sua sfaccettatura, riempie la nostra vita di significato.

D’altra parte, per La Valdichiana il 2018 è stato anche l’anno dei no, i famosi no che fanno crescere, che nel momento in cui li ricevi lasciano sconforto e confusione, ma che nel tempo si trasformano in insegnamenti di grande importanza.
Allo stesso tempo, però, proprio in virtù di questa crescita, cercheremo di fare in modo che il 2019 sia l’anno dei sì.  a mantenere un approccio positivo verso il mondo che ci circonda, sì ad un modello di giornalismo a cui aspiriamo e che perseguiamo dalla nostra nascita, a cercare sempre soluzioni nuove, a nuovi progetti, a guardare le cose da un’altra prospettiva e un enorme all’avere coraggio per superare i nostri limiti e a non arrendersi mai.

Tutti coloro che lavorano per La Valdichiana, giornalisti, redattori e collaboratori, nel 2019 si impegneranno perché questa rivoluzione, iniziata nel 2018, continui all’insegna della sperimentazione, del perfezionamento, della collaborazione e della creatività. Creare per crescere, perché come diceva Albert Einstein ‘La creatività non è altro che un’intelligenza che si diverte’.

La Valdichiana augura, seppur un po’ in ritardo, Buon 2019 a tutti! Se avete consigli, richieste o critiche, o più semplicemente volete parlare con noi, non esitate a contattarci.

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Siena Capitale Europea della Cultura e la valorizzazione dell’artigianato

Gli artigiani ritengono che la candidatura a Siena Capitale Europea della cultura possa essere un’ottima strada per valorizzare il settore manifatturiero, insieme alla piccola e media impresa in generale. Allo stesso…

Gli artigiani ritengono che la candidatura a Siena Capitale Europea della cultura possa essere un’ottima strada per valorizzare il settore manifatturiero, insieme alla piccola e media impresa in generale. Allo stesso tempo vale anche l’inverso, ovvero il settore dell’artigianato potrà dare un valore aggiunto nella lunga corsa di Siena a guida culturale del continente.Per questa ragione, nella prossima direzione provinciale della Cna, gli artigiani hanno invitato il professor Pier Luigi Sacco, direttore della candidatura per Siena Capitale Europea della Cultura 2019. L’incontro avverrà lunedì prossimo 20 gennaio, presso la sede provinciale della Cna a Siena. Sarà un momento importante per scambiarsi le idee, far conoscere meglio a Sacco tutte le caratteristiche del mondo dell’artigianato ed in particolare delle aziende della Cna. Per la candidatura sarà importante il contributo di tutti e soprattutto sarà importante creare in sistema virtuoso di interscambio delle eccellenze del territorio, che possa essere attivo sempre e comunque.
Chiaro il pensiero di Fabio Petri, presidente della Cna di Siena: “È importante per noi contribuire alla candidatura di Siena Capitale Europea della Cultura 2019 – ha sottolineato il massimo dirigente degli imprenditori – perché l’artigianato è una delle parti costituenti del territorio, la spina dorsale sulla quale si regge la nostra società. Le piccole aziende, fino alle medie imprese, danno lavoro e sono parte attiva della cultura del territorio. Penso alla manifattura, ma anche a tutto il settore dell’agroalimentare, passando per l’artigianato artistico e tradizionale puro. È evidente che tutto questo sia parte integrante dell’immagine di Siena e come tale può essere un valore aggiunto in questa lunga corsa. La Cna vuole traghettare le imprese e tutti gli artigiani fuori dalla crisi e sta mettendo in campo tutte le energie migliori, le stesse che saranno a disposizione della candidatura. Dobbiamo attivare ogni possibile collaborazione, affinché tutta la provincia possa essere coinvolta e portare valore al progetto. Penso alla zona del Chianti, alla Valdelsa, Valdichiana, Crete, Valdarbia, Amiata e Valdorcia, aree straordinarie sotto tutti i punti di vista”.
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Capitale Europea della Cultura: Siena accede alla seconda fase

 Venerdì 15 novembre la giuria, composta da 7 membri di nomina europea e 6 di nomina italiana, ha espresso giudizio favorevole sul progetto presentato per la candidatura a Capitale Europea…

 Venerdì 15 novembre la giuria, composta da 7 membri di nomina europea e 6 di nomina italiana, ha espresso giudizio favorevole sul progetto presentato per la candidatura a Capitale Europea della Cultura 2019. Siena è infatti rientrata nella short list delle città che accedono alla seconda fase, insieme a Cagliari, Lecce, Matera, Perugia e Ravenna. Difficile il compito della giuria selezionatrice dato l’altissimo numero di candidate: 21, un record assoluto nella storia di questo programma.

Il risultato ottenuto da Siena è quindi molto significativo, soprattutto alla luce delle difficoltà di natura economica, amministrativa e sociale che la comunità senese ha dovuto affrontare nel lungo e complesso periodo di preparazione della candidatura.
In questo primo turno di selezione, Siena ha dovuto convincere i giurati su quattro principali requisiti: l’originalità e l’efficacia del suo progetto nel rispondere alle grandi criticità fronteggiate dalla città, la sua dimensione europea, il rapporto con la comunità e la sua solidità economica.

“Il progetto senese ha dimostrato di rispondere adeguatamente a queste necessità, ma ora è giunto il momento di mobilitare tutte le energie della città e del territorio per renderlo ancora più credibile e concreto”, afferma il direttore di candidatura Pierluigi Sacco.

La selezione finale avverrà tra circa nove mesi: i tempi della nuova fase di lavoro sono estremamente ristretti e densi di attività.

“Per questo sarà importante – continua Sacco – mettere in campo iniziative che rendano ancora più diretto e tangibile il coinvolgimento della cittadinanza senese e di tutto il territorio provinciale. Estendere ulteriormente le reti di partenariato europeo legate ai vari progetti, attirare nuove risorse economiche, con particolare attenzione al tema del finanziamento dei privati non solo a livello locale, ma anche e soprattutto nazionale e internazionale, sviluppare progetti che valorizzino al meglio il grande patrimonio di idee e di talenti che la comunità senese è capace di esprimere”.

Uno degli aspetti centrali del progetto definitivo che Siena presenterà alla giuria sarà quello della formazione, al fine di disporre di un bacino di competenze ampio e differenziato, indispensabile per realizzare progetti su larga scala, complessi e capaci di coinvolgere più paesi europei, che siano realizzabili simultaneamente.

Se Siena riceverà il titolo di Capitale Europea della Cultura, nel cammino che la separa dal 2019, in particolare nel 2016 e nel 2017, verrà avviato un grande cantiere formativo che offrirà a tutti i cittadini senesi, soprattutto ai giovani, un percorso di crescita coinvolgente e stimolante che permetta di vivere l’anno della Capitale da protagonisti e non da spettatori passivi.

“Sarà soprattutto questo il lascito della Capitale verso il territorio”, afferma il Sindaco di Siena Bruno Valentini, “una nuova grande infrastruttura intangibile fatta di competenze che saranno la base per costruire un nuovo modello di sviluppo basato sulla cultura e sulla creatività e una futura classe dirigente che ‘pensi europeo’ e sappia riconoscere nell’Europa il proprio riferimento naturale per la costruzione di relazioni economiche, culturali e sociali. Come ha già ricordato il professor Pierluigi Sacco, abbiamo una grande occasione davanti per fare rete, per mobilitare le tante energie positive di questa città e per realizzare un modello di crescita fondato sulla cultura e la creatività. Ora, progetti innovativi e competenze, queste le parole d’ordine per i mesi di lavoro che ci aspettano”.

Il progetto per la Capitale Europea della Cultura rappresenta un possibile momento di svolta della città, ma non una negazione della sua storia e della sua identità. Come è accaduto nella prima fase, verranno infatti coinvolte e valorizzate tutte le risorse della città come le due Università, le Contrade, le Accademie e le Istituzioni e le associazioni culturali del territorio.
Questo permetterà inoltre di offrire nuovi spazi e opportunità alla scena culturale indipendente, al mondo delle culture giovanili, al multiculturalismo, alle problematiche della disabilità e del disagio sociale.

“Il progetto deve essere messo in atto subito – sottolinea l’assessore alla cultura Massimo Vedovelli– così da costruire immediatamente le condizioni di un nuovo modello di crescita, coinvolgendo tutto il territorio in un percorso virtuoso che rappresenta una grande opportunità per la nostra comunità”.

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche alcuni componenti della delegazione che si è recata a Roma all’audizione presso il Ministero: Angelo Romagnoli si è concentrato sulla parte artistica, Miriam Grottanelli de Santi sull’importanza dell’interdisciplinarietà nel progetto senese, mentre Simone Borghesi ha illustrato la parte economica.
Come è già accaduto molte volte nella storia di Siena, in un momento di grande difficoltà la città prova a ripartire, a mettere in campo le sue energie migliori e a ricostruirsi.

“E’ un obiettivo ambizioso”, conclude Valentini, “ma alla portata di una comunità che sta abbracciando con sempre maggiore convinzione questa sfida e che sa come vincere anche nelle condizioni più difficili”.

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