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Zic! a Chiusi: le storie sono ponti

Zic! a Chiusi: le storie sono ponti

“Siamo le storie che ci raccontano” è stato il filo conduttore degli incontri con Claudio Milani, uno degli ospiti di Zic! Book Festival a Chiusi. Autore di libri per ragazzi, regista e attore, pedagogo e formatore, ha così sintetizzato un concetto che ha attraversato tutto il festival: perché tutti noi, a qualsiasi età, ci appassioniamo alle storie, e quelle storie contribuiscono a costruire la nostra identità e la nostra visione del mondo.

Le storie sono costruite come la vita: c’è un’inizio, un durante e una fine. Per questo ne avvertiamo subito il valore. E ognuno di noi ha il proprio ciclo, una sua individualità specifica, anche se possiamo sentirci rappresentati da storie simili. Che siano racconti orali, parole scritte, poesie oppure immagini, quelle storie diventano dei ponti tra di noi: tra le persone, tra le società e le culture, tra i modi di vedere il mondo. Le storie sono ponti, e ci aiutano a incontrarci.

Non è un caso che l’apertura dell’edizione 2026 dello Zic! Book Festival di Chiusi sia stata dedicata alla mostra “HeART of Gaza“, alla presenza dell’ideatore Mohamed Timraz. Una raccolta di opere e disegni realizzati dai bambini di Gaza a partire da aprile 2024, in mezzo alla guerra e al genocidio. Disegni semplici e al tempo stesso complessi, che raccontano una storia più di mille parole, perché ci fanno capire che i sogni di tutti i bambini possono assomigliarsi, e diventano un ponte immaginario tra le persone.

Zic! Book Festival 2026 a Chiusi

La terza edizione dello Zic! Book Festival ha animato la città di Chiusi dal 15 al 18 ottobre, portando nel centro storico numerosi incontri con gli autori, attività per le scuole, laboratori, mostre e spettacoli. Un’edizione ambiziosa, curata dalla Biblioteca Comunale Ottiero Ottieri, dalla Fondazione Orizzonti e dal Comune di Chiusi, che è stata premiata da una grande partecipazione di pubblico, non soltanto dagli appassionati del settore.

Tra i principali appuntamenti del cartellone, oltre al già citato Claudio Milani, che ha proposto laboratori di formazione per adulti e spettacoli teatrali per i ragazzi delle scuole, possiamo citare gli incontri con Alice Keller e Federica Buglioni, lo spettacolo “Stardust – Polvere di Stelle” con Alessia Canducci. Oltre alla mostra “HeART of Gaza“, è stata proposta l’installazione multisensoriale e bibliografica con oggetti tattili e sonori, a cura dell’Associazione Start, e il laboratorio di ricamo di Hallowasabi “Fili Resistenti” per imparare a cucire e ricordare i fondamenti della Costituzione Italiana.

Grande partecipazione agli incontri in sala conferenze al Chiostro San Francesco, con la poetessa Vivian Lamarque, a cui hanno fatto seguito lo scrittore Eraldo Affinati, e la chiusura affidata a Christian Raimo, per approfondire il rapporto tra letteratura, scuola e possibilità di cambiare la realtà.

Intervista a Silvia Vecchini, direttrice artistica di Zic!

Abbiamo incontrato la direttrice artistica del festival, Silvia Vecchini, che è scrittrice di poesie, albi illustrati e romanzi per ragazzi. A lei è toccato il compito di trarre un primo bilancio della terza edizione dello Zic!

“Ci sono tante evidenze della buona riuscita della manifestazione. Abbiamo aperto con le scuole dell’infanzia: per lo spettacolo teatrale per i bambini dai tre ai cinque anni abbiamo dovuto aggiungere una replica la mattina, perché c’era molta richiesta. Un altro indicatore, sempre con i più piccoli: avevamo invitato anche le scuole dell’infanzia a leggere i libri di una delle autrici che sarebbe venuta a incontrare i bambini più grandi della primaria. Alla Biblioteca Comunale abbiamo inaugurato una piccola mostra dei loro lavori, che sono l’ultimo tassello di un percorso: alla scuola dell’infanzia si legge praticamente tutti i giorni, è uno dei primi contatti con la lettura. All’inaugurazione c’erano tanti bambini e tante mamme, la biblioteca era piena, e anche questo per noi è stato un segno molto positivo.”

“Questo ci conferma che è la strada giusta, in un momento in cui la lettura soffre. Non parlo dei bambini: tra gli adulti vediamo i numeri, c’è un’erosione dei lettori, e anche chi lo era fa fatica a continuare. – ha proseguito Silvia – Per questo riteniamo ancora più importante investire su un incontro precoce con il libro, fin dai primi anni, che sia gioioso, di scoperta, ma che arrivi anche a storie importanti. Sono stati giorni molto intensi e, per ora, una bella soddisfazione.”

Il festival si inserisce in un fermento culturale che coinvolge Chiusi e la Valdichiana Senese in generale, rinnovata anche per il 2026 come Capitale Toscana della Cultura. Tuttavia, la distanza dai grandi centri urbani può diventare una sfida ulteriore per realizzare eventi di questo tipo in provincia.

“Gli svantaggi della provincia li conosciamo: non dico isolamento, ma una certa frammentazione, anche delle energie. – ha commentato Silvia – Però è una grande risorsa sentirsi parte di una rete e di un sistema che funziona. Tutti gli eventi sono gratuiti: è un enorme sforzo, che dice già il desiderio di accessibilità e di massima partecipazione. Ha più senso farlo in provincia anche perché qui tutto è a portata di mano: due passi e sei a teatro, o al museo. E c’è la possibilità di creare una comunità attorno al festival. A me capita di girare parecchio: ci sono festival bellissimi, con centinaia e centinaia di appuntamenti, dove un po’ ti perdi.

“Qui si sente il valore di ogni appuntamento, perché stai cercando di costruire una comunità che legge, che leggerà o che torna a leggere e a incontrarsi attorno ai libri e alle parole. Si tesse una rete. Secondo me è un valore sociale, e ti ritorna subito: le persone lo riconoscono.”

Le tante di storie di ZIC! per piccoli e grandi

Il festival ha portato tanti appuntamenti per Chiusi, che hanno coinvolto bambini e ragazzi del paese e dintorni. Ma grande è stata la partecipazione anche da parte degli adulti, nonostante molti appuntamenti non fossero destinati a loro. Tra gli autori di narrativa per adulti e per ragazzi, a volte, sembra esserci una distinzione netta. Scrivere per adulti è davvero un mestiere così diverso dallo scrivere per i più piccoli?

“Scrivere per i bambini è più difficile, se lo vuoi fare bene, in modo non solo professionale ma appassionato, autentico. – ha risposto Silvia – I bambini sono lettori molto intelligenti e molto sfidanti: ti chiedono di mettere in campo tutte le tue capacità per offrire un’ottima storia, che non sia piena di insegnamenti e raccomandazioni ma che faccia lavorare la loro interiorità, la loro capacità di domandare e di immaginare. È un mestiere molto difficile perché sono lettori esigenti. A seconda delle tue capacità e delle cose che ti appartengono, devi trovare il modo di intonarti a un’intelligenza affascinante, una mente vastissima. Se c’è questa connessione, qualcosa succede. Tanti di quelli che scrivono per i bambini vogliono continuare a farlo: non è una cosa di passaggio, diventa una passione, un’elezione. Vuoi stare con questi lettori, sei curioso della loro vita, dei loro sentimenti, dei loro pensieri.”

La partecipazione allo Zic! ha mostrato come si possa scrivere per diverse fasce d’età, e come libri destinati a pubblici diversi possano unire le persone. A dimostrazione che la lettura è una “palestra per le emozioni” e che continuare a leggere, anche in età più avanzata, è un toccasana per il benessere personale.

“Ci sono libri per adulti che magari a un bambino non interessano. – conclude Silvia – Ma i libri per bambini e per ragazzi sono per tutti. Non scadono. Sono consigliabili a ogni età: ci fanno restare in contatto con una parte meravigliosa dell’umanità, in ascolto. Io li consiglierei a tutti. Negli ultimi anni c’è un bellissimo interesse e una maggiore curiosità verso i libri per bambini e ragazzi, e a volte anche autori per adulti scelgono di scrivere per loro. Credo sia un bello scambio.”

Per chiudere il racconto della terza edizione dello Zic! Book Festival a Chiusi, ci immergiamo nella poesia di Vivian Lamarque, tra i principali ospiti di quest’anno. Poetessa vincitrice del premio strega 2023 con “L’amore da vecchia”, pluripremiata e apprezzata. Il tema della fiaba unisce tutta la sua produzione, che spazia dalle opere per i ragazzi a quelle per gli adulti, tra registri semplici, ma allo stesso tempo sia tragici che comici. Durante l’incontro, è stata capace di incantare il nutrito pubblico con risate divertenti e di farlo commuovere allo stesso tempo. Ha raccontato di un concorso a cui ha partecipato, in cui erano i bambini a votare le poesie; un bambino di sette anni scelse il suo componimento, con questa motivazione: “Scritta abbastanza bene, anche se un po’ infantile.“ Le storie sono ponti, anche tra generazioni.

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