Al di qua del fosso 16, e il dramma di fare la disegnatrice.

Come noterete questo episodio è disegnato un po’ più alla buona rispetto alle altre volte. Diciamo che 5 vignette su 6 sono più vicine allo scarabocchio che al disegno, e il motivo di questo loro essere non è la mia pigrizia, bensì la crudeltà del destino.

Stamattina mi sono messa a lavorare con estremo ritardo a questo episodio del Fosso, e per rispettare la scadenza ci ho lavorato tutto il giorno. Quando lavori tutto il giorno, dopo un po’ sopravviene la stanchezza e aumenta la probabilità di commettere errori fatali, e io ricado spesso in questa statistica.

Chi conosce un po’ Photoshop sa che è un programma crudele, che finge di aiutarti ma che in realtà è una barca senza salvagenti. Va tutto bene finchè non si apre una falla, e quando succede la barca affonda e ti guarda ridendo mentre affoghi. Ecco, questo è Photoshop. È una barca costosa, anche.

Il punto è che ho inavvertitamente *cancellato* un livello degli inchiostri definitivi (che comprendeva 3 vignette) e ho salvato e proseguito a lavorare senza accorgermene. Quando me ne sono accorta sono svenuta mentalmente, e Photoshop mi ha riso in faccia, il lavoro era perso. Ho preso il mio gatto e l’ho abbracciato per un quarto d’ora fissando il vuoto (è un gatto grasso e morbido e quindi confortante), cercando di valutare mentalmente il danno, poi il mio fidanzato mi ha detto “no ma anche gli schizzi sono belli uguale” e alla fine ho deciso di pubblicare questo episodio a scarabocchi.

Questo è il dramma di fare fumetti: ore per costruire qualcosa (che verrà comunque letto in 40 secondi), picosecondi per perdere tutto. Questo è il prezzo da pagare per avere il *lusso* (come lo definiscono molti) di fare il lavoro che mi piace.

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Al di qua del fosso – Episodio n.16

Sophie è una ragazza ticinese che si trasferisce a Montepulciano con suo padre per motivi che non ci interessano.
Mentre la ragazza cerca di instaurare nuove amicizie, si accorge che nel paesello si verifica un numero esoso di eventi improbabili, e che c’è qualcuno che trama nell’oscurità.

Dopo aver faticosamente trovato l’Aula 51, raggiungibile solo tramite il wormhole nello sgabuzzino della palestra, Sophie comincia finalmente a socializzare con i giovani poliziani, ma le sue dichiarazioni filo-vegane non vengono ben accolte. All’improvviso, dal cielo piove un UFO, ma presto il padre di Sophie, che è uno scienziato e inventore famoso, rassicura tutti sul fatto che l’UFO non è un UFO ma una sonda meteorologica. La preside della scuola si dispera per l’amara rivelazione, e dopo aver covato sogni di gloria andati inevitabilmente in frantumi decide di vendicarsi e di porre rimedio alla situazione a modo suo.

Disclaimer: ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale

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