Il mondo ha bisogno di persone cattive, per tenere le altre persone cattive fuori dalla porta

– Detective “Rust” Cole.

Partita in sordina il 12 Gennaio di quest’anno, True Detective è una serie antologica della HBO ideata da Nic Pizzolato. La prima stagione, che si è conclusa il 9 Marzo, diretta da Cary Fukunaga, con protagonisti Matthew McConaugheyWoody Harrelson, ha convinto spettatori e critica, a tal punto da definirla come migliore serie della stagione televisiva. Ma quali sono gli ingredienti di questo poliziesco che richiama sia la serie Twin Peaks che il libro The King in Yellow di Robert W. Chambers?

Prendete un omicidio con connotati molto macabri, prendete due detective molto diversi tra loro, con tanti, troppi, problemi personali, prendete personaggi grotteschi, assurdi, inquietanti, che si possono trovare solo nel sud degli Stati Uniti, prendete un serial killer che sembra appartenere più ad una sfera ultraterrena, che a questo mondo, metteteli in una provincia abbandonata, paludosa, della Louisiana, aggiungete temi religiosi ed esoterismo quanto basta, infine, mischiate tutto con droghe, anti-depressivi e tanto alcool, e lasciate cuocere per molto, moltissimo tempo.

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Come già aveva fatto American Horror Story, True Detective adotta uno stile antologico, molto in voga nell’ “Era d’oro della tv americana”, negli anni ’50: stessa produzione, qualche volta stesso regista e attori, ma storie e personaggi diversi ad ogni stagione o episodio. La prossima stagione infatti tratterà una storia diversa con diversi protagonisti, quindi, purtroppo, non vedremo più Matthew McConaughey recitare, ma dimostrando che il progetto non intende lasciarlo ha già confermando che sarà uno dei  produttori esecutivi della serie.

La storia di questa stagione tratta, due sequenze temporali ben distinte, una nel 2012, con i protagonisti interrogati separatamente da due poliziotti che gli chiedono delucidazioni sui fatti avvenuti 17 anni prima, e una nel 1995 quando i fatti si sono svolti. Siamo a Vermillon Parish, estremo sud dello stato della Louisiana, ai due detective, “Rust” Cohle e “Marty” hart, gli viene affidato un caso di omicidio molto particolare. In un campo, è stata trovata una donna uccisa, bendata e legata ad un albero, genuflessa, come se stesse pregando, con una corona di corna di cervo in testa ed uno strano simbolo dipinto sulla schiena. Ai rami degli alberi sono attaccate delle strane, piccole gabbie per uccelli fatte con dei ramoscelli. Il detective Cohle è l’unico convinto che la ritualità e la cura dei dettagli, facciano presupporre che quello non sia stato il primo omicidio di quel tipo, e che quindi i due detective abbiano a che fare con un serial killer molto pericoloso.

I due protagonisti dettano il ritmo all’intera serie. La strana coppia, due persone diverse e simili al tempo stesso, alle prese con differenti problemi personali e diverso modo di trattarli. Il detective Rustin Spencer Cohle (Matthew McConaughey), detto Rust, è arrivato da poco al dipartimento di polizia di Vermillion Parish, dopo aver trascorso molti anni sotto copertura, con una vita travagliata, e un passato burrascoso fatto di dipendenza da alcool e droga, giudicato come mezzo matto, trova difficile trovare qualcuno con cui stringere un legame. Per curiosità e compassione decide di fare coppia con Rust, solo il detective Martin Eric Hart (Woody Harrelson), detto Marty,  padre e marito modello, rispettato dai colleghi e amico di tutti, proprio la perfezione della sua vita lo spingono a cercare brividi di evasione in ragazze poco più che maggiorenni.

I due saranno protagonisti di dialoghi memorabili, a dir poco spettacolari, su temi universali come la religione, l’esistenza,  l’amore, due lati che si confronteranno: uno razionale, nichilista, ateo, convinto che al mondo non ci sia nessun valore per quale lottare, al di fuori della professionalità, usata valvola di sfogo per non autodistruggersi; l’altro cristiano, credente in valori fortemente conservatori, come la famiglia, l’amicizia e la comunità, a volte vacillanti che lo rendono insicuro e vulnerabile alle varie tentazioni.

Voto. 9.5/10. Capolavoro. Una delle migliori serie mai fatte. Il miglior poliziesco mai trasmesso. Attori come McConaughey e Harrelson , magistrali, che sembrano nati per recitare uno a fianco dell’altro. Una regia e fotografia che ti trascinano in mezzo alle paludi della Louisiana quasi a sentire proprio il caldo umido, tenendoti sempre in tensione ad ogni scena. Una scrittura, densa e ben strutturata, degna di un best-seller. Sono molto preoccupato della qualità della prossima stagione, sarà davvero difficile raggiungere il livello di questa appena finita. Incrociamo le dita.

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Matteo Biagi

Nato a Montepulciano nel 1987, laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. è attualmente specializzando all’Università di Siena nel corso di laurea in Pubbliche Amministrazioni e Organizzazioni Complesse, curriculum in Amministrazione Economia ed Impresa. Per La Valdichiana si occupa del settore commerciale, oltre alla sua più grande passione: le serie televisive. Ma l’impegno più gravoso è certamente quello di tenere in riga gli altri membri della redazione!

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