Carlotta Proietti e Gianluca Fogacci sono Jessica e James Prudes, nello spettacolo nato dalla penna del commediografo scozzese Anthony Neilson, esponente principale dell’In-yer-face theatre, il genere teatrale diffusosi, alla fine del secolo scorso, tra i drammaturghi britannici che condividevano la rappresentazione di temi anche inconsueti e per questo capaci di destabilizzare il pubblico. The Prudes porta alla ribalta il tema della sessualità nella coppia, inscenando una situazione di crisi dovuta alla perdita della passione, che Jessica vuole risolvere categoricamente nel corso dello spettacolo, di fronte ad un pubblico al quale entrambi i protagonisti affidano i lati nascosti della loro relazione.
Sabato 29 febbraio, The Prudes arriva a Torrita di Siena, aggiungendo alla stagione del Teatro degli Oscuri una commedia, dalla regia di Gianluigi Fogacci, scene e costumi di Susanna Proietti, musiche originali firmate da Giovanni Mancini, traduzione del testo curata da Natalia Di Giammarco.
In questa intervista, Carlotta Proietti presenta The Prudes.

Su cosa si basa la trama di The Prudes?
«Jessica e James sono una comune coppia, che sta insieme da nove anni e si trova ad affrontare il problema del calo del desiderio. Dopo aver provato terapie di ogni tipo, l’ultimo tentativo è quello di risolvere la questione affrontandola sul palco, in quanto Jessica decide che dovranno consumare un rapporto davanti alla platea. Da qui iniziano ad emergere gli aspetti più intimi della coppia, che nel pubblico trova un interlocutore esterno a cui confessare argomenti sicuramente insoliti per uno spettacolo teatrale. La trattazione dei problemi di coppia è presentata in una chiave ironica, che invita a sorridere del dramma vissuto dai due protagonisti, The Prudes, ossia “i puritani” solo di nome».

Cosa significa trasferire in una dimensione pubblica un ambito invece considerato privato della propria vita?
«La situazione estrema in cui si trovano James e Jessica li costringe a recitare con grande veridicità e a eliminare la distanza con il pubblico, nel quale anche se estraneo praticamente trovano un confidente, creando così un senso di imbarazzo reciproco che però avvicina le due dimensioni. La rottura della quarta parete, presente già prima dell’inizio dello spettacolo, riesce a legare palco e platea in un rapporto di familiarità, ma con tutte le iniziali difficoltà sia del presentare che del recepire tematiche che dissacrano il pudore e portano a ridere delle fragilità e delle insicurezze dei personaggi».

Quali dinamiche del rapporto di coppia caratterizzano la relazione tra Jessica e James?
«Lo spettacolo appare come una prova per la coppia, finalmente nella condizione di sviscerare le ragioni dei propri problemi e di liberarsi di cose non dette, portando alla luce anche vicende del passato, conflitti mai sopiti, che a tratti dirigono la commedia verso toni più intensi. Complice il lavoro fatto sul copione e con Gianluca Fogacci, siamo riusciti ad interiorizzare i nostri personaggi, tanto che qualcuno ci ha addirittura detto che sembriamo una vera coppia. La trama ci porta a trovare giustificazioni, proteggerci e allo stesso tempo accusarci. C’è scontro ma anche complicità».

The Prudes è un esempio di humor inglese, un po’ lontano dalla comicità a cui la cultura italiana è abituata. Quali sono stati i principali riscontri verso questa proposta?
«I passaggi improvvisi tra un registro comico e uno più serio sono stati accolti in maniera positiva dal pubblico, in quanto lo sorprendono e lo divertono. La maniera diretta in cui vengono presentati certi argomenti in effetti poteva comportare il rischio che la tematica rimanesse particolarmente distante, estranea, invece si è rivelata una tipologia apprezzata, sia per forma che per contenuto. Del genere In-yer-face theatre è tipico lo stile diretto, che non usa mezzi termini e arriva dritto al centro della questione, provocando lo spettatore con un linguaggio esplicito, non allusivo, e che per certi versi quindi destabilizza quando si applica a temi considerati tabù».

In questo spettacolo il pubblico non è solo spettatore, perchè è chiamato dai protagonisti ad essere testimone delle sorti della loro storia, in un viaggio psicologico reso collettivo dal susseguirsi delle battute. Quanto conta per i rapporti interpersonali il giudizio esterno?
«The Prudes ha una struttura metateatrale che porta il pubblico ad essere coinvolto in quelle che sono a tutti gli effetti delle questioni private, e a giudicarle. Si può dire che i protagonisti cercano quasi di convincere l’audience della validità delle proprie argomentazioni. In generale il giudizio degli altri può essere determinante in un rapporto, quando serve a scagionarsi dalle proprie responsabilità».

Per tutti coloro curiosi di conoscere che sorte avranno The Prudes, l’appuntamento è al Teatro degli Oscuri di Torrita sabato 29 febbraio alle ore 19.15 e alle 21.00. (Info e prenotazioni: 3801944435, info@teatrodeglioscuri.it).

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