Ciao

Ciao è una bella parola. È bella perché non è definitiva, e non è nemmeno definita. Perché ciao lo diciamo sia quando arriviamo che quando andiamo via, significa lasciarsi (non per troppo tempo, non addio) ma significa anche venirsi incontro. È un augurio e una promessa.
Non è così in tutte le lingue, anzi, di solito le formule sono accomunate dalla brevità ma differiscono a seconda della fase, se è di congiungimento o di separazione. “Hello/Bye” in inglese, “Privet/Pakà” in russo… in molte altre lingue, l’equivalente di ciao tende a essere usato nel commiato.
In italiano no! L’italiano mantiene la stessa forma, senza variarla a seconda dell’occorrenza.
Come sappiamo essere poetici noi…

Pare che, in origine, la parola venga dal veneziano sc’iavo. Come schiavo, intesa come “servo vostro”. Questo saluto ci mette a disposizione dell’altro da vicino e da lontano, nel presente e nel futuro. Eppure non è tanto difficile da fare, questa promessa. Perché, in qualche modo, ci lascia anche liberi di disattenderla. Negli anni, infatti, il suo significato originale ha perso molta della sua profondità attraverso l’uso.
Se ci pensate, è forse la parola che diciamo più spesso in assoluto (eccezion fatta per le congiunzioni) e non ci fermiamo mai a riflettere su cosa si nasconda sotto questa etichetta tanto diffusa.

Se ti dico ciao sono un tuo amico, o almeno si suppone che io lo sia. Non è buongiorno, salve, arrivederci, a presto. E solo ciao.E c’è dentro tutto. C’è la gioia di vederti e quella dell’averti visto, l’intenzione che quell’incontro non sia l’ultimo, che si ripeterà con la stessa gioia e si concluderà con lo stesso proposito. Significa che sono qui per servirti, perché sono legato a te.

Ciao è più easy going di addio. Addio significa che non ci vedremo più. Mai più. Almeno, non in questa vita. Gli addii sono laceranti, definitivi e irripetibili. Anche nell’addio è insita la speranza che possa non essere vero, che esista la remota eventualità di vedersi di nuovo, un giorno. Ma le probabilità sono infinitesimali.

Per questo ho scelto ciao. Perché per un po’ non ci sentiremo. Ma ho la speranza e la convinzione che ci risentiremo presto, che vi scriverò ancora. Che sarò di nuovo qui per servirvi, se mai sentirete di avere voglia di me.

Ciao a tutti!!!

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