Nei giorni in cui ricorre il 25 Aprile, anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascimo, non possiamo non ricordare un grande protagonista della Resistenza senese: Lidio Bozzini, conosciuto anche come ‘Capitan Ciclone’.

Bozzini nasce a Montepulciano nel 1922 e il suo è stato un impegno politico e civile che ha toccato vari ambiti: dall’editoria, dove era capo dell’Editalia, al cinema dove è stato direttore generale dell’Unitalia Film (per la diffusione del cinema italiano all’estero), ha ricoperto vari incarichi ministeriali a Roma, è stato presidente dell’Ente Provinciale per il Turismo di Siena negli anni ’50 del Novecento, fino a essere un giovane membro dell’Azione Cattolica, tramite cui ha conosciuto Aldo Moro, e infine ha fatto parte prima del Partito Cristiano Sociale e poi della Democrazia Cristiana.

Lidio Bozzini si trasferì a Roma per portare avanti tutti i suoi impegni, ma è a Montepulciano, alla Valdichiana e alla Valdorcia che è sempre stato legato, tanto da divenire partigiano e membro del Raggruppamento dell’Amiata – Formazione M. Mencattelli durante gli anni della Resistenza e prendendo parte nel 1944 alla Battaglia di Monticchiello. Conosciuto come “Capitan Ciclone”, Bozzini fu uno dei capi-squadra che portarono alla vittoria partigiana, grazie al coraggio e alla strategia messa in campo da Walter Ottaviani, il giovane sottotenente che guidava la formazione con il nome di battaglia di Scipione: oltre duecento miliziani fascisti ben armati sbaragliati da circa settanta giovani volontari resistenti, i quali, all’indomani dello scontro del 6 aprile, portarono le loro squadre in gran parte dei Comuni limitrofi.

Lidio Bozzini si può annoverare tra le figure di rilievo della Resistenza, conosciuto non solo all’interno del suo territorio d’origine ma anche a livello nazionale, che gli ha permesso di venire in contatto con una varietà importante di personalità dell’epoca, tra cui politici, registi, attori e attrici, artisti, e di viaggiare moltissimo. Le sue ceneri sono state disperse sul Colle Mosca, luogo simbolo della battaglia di Monticchiello dove tutt’oggi vengono svolte commemorazioni e manifestazioni.

A 100 anni dalla sua nascita (2 Febbraio 2022), la famiglia di Bozzini ha deciso di donare il suo archivio alla Biblioteca comunale e Archivio storico ’Calamandrei’. Una quantità importante di documenti risalenti agli anni della Resistenza tra cui è possibile osservare: una corrispondenza con altri partigiani e anche familiari, contenente informazioni riservate sui movimenti nemici e sull’organizzazione partigiana della zona; organizzazione per il reclutamento di partigiani; testimonianze sulla propaganda antifascista diffusa in quegli anni e anche una piccola testimonianza di resistenza personale, ma non di meno importante. Molti documenti poi fanno riferimento proprio alla battaglia di Monticchiello.

Ecco l’intervista, curata insieme alla redazione di IdeaPlus, a Francesca Cenni e Aurora Bianchi della Biblioteca comunale e Archivio storico ’Calamandrei’, in cui ci spiegano chi era Bozzini e mostrano i documenti che possono essere visionati presso la Biblioteca Calamandrei di Montepulciano.

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Valentina Chiancianesi

Sinalunga 1984. Laureata in Scienze della Comunicazione presso l'Università di Siena e specializzata in Comunicazione d'impresa, Maketing e Media presso l'Università per Stranieri di Perugia. Inizia a scrivere quasi per caso presso lo storico giornale senese, La Voce del Campo, passando per MyWord.it della Baldini&Castoldi Editori srl Milano, per poi arrivare a La Valdichiana dove dirige la parte editoriale. Vera amante della moda dona il tocco fashion a tutta la redazione.

1 thought on “Lidio Bozzini, ‘Capitan Ciclone’ della Resistenza senese: l’archivio storico donato alla Biblioteca Calamandrei

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