Il crescente clima di tensione attorno alla questione della guerra in Siria e il rilascio del giornalista della Stampa, Domenico Quirico, questa volta mi hanno portato a parlarvi di Homeland, una serie che tratta molto da vicino queste tematiche.  A poche settimane di uscita dalla prima puntata di premiere della terza stagione, Homeland si prepara a diventare una conferma della stagione delle serie tv, appena iniziata. Persino il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato di essere un fan di questa serie di successo.

La serie. Homeland è una serie americana  trasmessa su Showtime, frutto di un riadattamento di Hatufim una fortunata serie israeliana. La serie rappresenta una novità nel panorama delle tv series di oltreoceano per quanto riguarda i contenuti “scomodi” e per come questi vengono trattati. Occupandosi principalmente di terrorismo e di lotta al terrorismo, Homeland rompe tanti tabù e viola quei simboli sacri creati dall’America di Bush post 9/11. Questa serie mostra il lato debole degli Usa nello scacchiere mediorientale, i metodi spesso non convenzionali della Cia, il lato oscuro della sicurezza nazionale, l’incapacità degli Stati Uniti di sconfiggere Al-Qaida. Non a caso il primo episodio della serie è stato trasmesso a poco più di dieci anni di distanza dagli attacchi che colpirono gli Stati Uniti il 11 Settembre 2001.

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La storia. La serie si apre con un ritorno a casa. Dopo otto anni, in seguito ad un raid, viene ritrovato il sergente Nicholas Brody ritenuto scomparso in azione in Iraq. Questo ritorno però non è privo di sospetti. Da un operazione la giovane analista della Cia, Carrie Mathison, viene a sapere che un prigioniero americano è stato in passato al servizio di Abu Nazir, uno dei principali leader di Al-Qaida. La serie, tiene sempre alta l’attenzione, rivelando episodio dopo episodio, cosa sia successo al sergente Brody nel periodo in cui è stato prigioniero. La domanda che lo spettatore si pone è: chi è veramente Nicholas Brody?

Protagonisti. Sono due le presenze forti in tutta la serie. Nicholas Brody, interpretato da Damian Lewis, è il sergente liberato dopo otto anni di prigionia. Agli occhi di tutti sembra il prototipo del perfetto americano: padre perfetto, marito modello ed eroe di guerra. Scopriremo poi, che questa è solo una facciata per celare la sua vera identità. La protagonista femminile è Carrie Mathison, interpretata da Claire Danes, una analista della Cia, assegnata al centro anti-terrorismo. Sin dall’inizio nutrirà dei sospetti sul sergente Brody, che non verranno considerati validi dai suoi superiori a causa del disturbo bipolare di cui è afflitta.
Lo stile. È una serie thriller ad altissima tensione, per cospirazioni e scene d’azione è stato più volte paragonato a 24 senza però ricalcarne lo stile narrativo. Lo stile sembrerebbe rivolgersi ad un pubblico maschile, ma la presenza di una forte figura femminile rende Homeland appetibile a tutti.

Lo consiglieresti? Nel settore degli action/thriller è una delle migliori serie mai fatte. Di azione ce ne è abbastanza, non ci sono molti effetti speciali, la trama sembra ben costruita e la suspense è sempre molto alta. Si apprezza la qualità e la densità dei due personaggi principali e la bravura degli attori che li interpretano. Manca purtroppo una regia e una fotografia di alta qualità.

Voto. 7,5/10

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