Gelato e politica! Sembra che questo binomio piaccia tanto a “loro” giornalisti. Perché dico “loro” e non “noi”, pur facendo parte anche io della categoria? Semplice, perché creare una notizia su un politico che sta gustando un semplice gelato in un momento di relax, non appartiene al mio lavoro e lo ritengo uno stupido tentativo di scarsa pubblicità da parte di giornali che non sanno più a che santo votarsi e non sanno più che strada prendere.

Foto il fatto Quotidiano

Foto il fatto Quotidiano

Quattro foto, pubblicate sul settimanale CHI, dove il Ministro Madia mangia un cono gelato, beccata in un momento in cui il cono gelato sembra tutt’altro che un cono gelato. “Sessista”, “volgare”, “vergognoso”, “osceno”, “troppo maschilista”: queste alcune delle critiche espresse soprattutto sul web, dove non sono mancati anche i messaggi di solidarietà al ministro da tutta la classe politica, senza distinzione tra destra, sinistra o centro. Ma al mondo del giornalismo chi esprime solidarietà?

In questo caso non si tratta di difendere la privacy del politico di turno mentre mangia un gelato o un ghiacciolo, ma, vedendo questo servizio, ci si dovrebbe chiedere la direzione che sta prendendo il giornalismo in Italia. Non ci dobbiamo meravigliare se in un servizio della trasmissione “Le Iene” l’Italia risulta essere uno dei Paesi più ignoranti del mondo e che alla domanda “Chi erano i promessi sposi” si possa rispondere Giulietta e Romeo, se poi su questo genere di “giornali” si crea un caso mediatico intorno alla Madia e di come “Ci sa fare con il gelato”. Cronaca, attualità, sport, cultura, crisi, territorio, guerra, moda, persino curiosità e frivolezze: sono innumerevoli gli argomenti di cui parlare, senza bisogno di rubare lo scatto di un ministro che mangia un gelato, creando una notizia dove non c’è nulla.

Una delle critiche più frequenti rivolte ai giornalisti è quella di creare notizie dove non ci sono. E modificare le informazioni invece di raccontare il reale svolgimento dei fatti, solo per vendere più copie o aumentare il coinvolgimento dei lettori. Purtroppo, il servizio sul gelato della Madia non è altro che l’ennesima dimostrazione della fondatezza di queste critiche.

Forse non sono nella posizione di poter insegnare agli altri il modo corretto di fare giornalismo, ma ho scelto di intraprendere questa professione perché volevo raccontare la verità dei fatti e attraverso le parole mettere in risalto la bellezza e gli aspetti positivi del mondo che ci circonda. Se avessi saputo che per fare notizia bastava creare una notizia su una giovane donna che sta mangiando un gelato, avrei sicuramente fatto un altro lavoro, forse la pettegola al baretto sotto casa. Perchè di questo si tratta, un pettegolezzo: gossip del peggior tipo.

I giornali di gossip sono sempre esistiti e non smetteranno mai di esistere, ma ricorrere a queste stratagemmi per vendere qualche copia in più è davvero disgustoso, ancora più disgustoso è mettere in cattiva luce quella che potrebbe essere la professione più bella del mondo: il giornalista.

Sono contenta che l’OdG della Lombardia se ne sia accorto e abbia avviato un procedimento disciplinare nei confronti di Alfonso Signorini:

“Era necessario mandare un segnale forte, chiaro e soprattutto immediato” – è il commento di Gabriele Dossena, presidente dell’Odg lombardo. Il caso verrà discusso in occasione della prossima riunione del Consiglio dell’Ordine, con il capo d’accusa: “Palese violazione delle norme deontologiche sulla privacy e fatti non conformi al decoro e alla dignità professionale”.

Certo, sono indignata di questa mancanza di rispetto che CHI ha dimostrato nei confronti della Madia e del suo gelato come lo sono per la Pascale con il suo Calippo, ma è importante che qualcuno pensi anche alle conseguenze per il mondo del giornalismo. Staremo a vedere come andranno a finire le cose!

Detto ciò, concludo per non fare ulteriore pubblicità a questa brutta storia ma vi lascio con un consiglio: la prossima volta che ordinate un gelato, meglio chiederlo nella coppetta. #cisofareancheio.

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