La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Autore: Maria Stella Bianco

Mauro della Lena nuovo direttore generale delle Terme di Chianciano

Cambio ai vertici di Terme di Chianciano spa: il Consiglio d’amministrazione del 20 marzo scorso ha deliberato l’avvicendamento alla Direzione generale dell’Azienda fra Pier Francesco Bernacchi e Mauro Della Lena…

Cambio ai vertici di Terme di Chianciano spa: il Consiglio d’amministrazione del 20 marzo scorso ha deliberato l’avvicendamento alla Direzione generale dell’Azienda fra Pier Francesco Bernacchi e Mauro Della Lena il quale si insedierà ufficialmente alla guida delle Terme di Chianciano a partire dal primo aprile prossimo.

Mauro Della Lena direttore generale Terme di Chianciano

Mauro Della Lena direttore generale Terme di Chianciano

Il Presidente Fabio Cassi a nome del Consiglio d’amministrazione ringrazia il Direttore uscente per l’ottimo lavoro svolto in questi anni con competenza e professionalità.

Il dottor Bernacchi, ha ringraziato a sua volta il Consiglio di amministrazione per la fiducia accordata durante l’arco temporale di quasi sei anni spesi nella ristrutturazione e nell’aggiornamento dei reparti termali ed allo sviluppo delle attività di benessere fino all’apertura delle nuove piscine termali Theia.

Il dottor Mauro Della Lena, classe 1970, laureato in Economia, lavora alle Terme di Chianciano dal 1995 ed ha percorso tutte le tappe all’interno dell’organizzazione aziendale fino al traguardo della Direzione generale. Negli ultimi anni ha collaborato con il dottor Bernacchi nella qualità di vice direttore generale.

Maggiori informazioni su: www.termedichianciano.it

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Il Palio è lacrime e sorrisi, vita e gioia, emozione e passione!

La credenza popolare vuole che a Siena, osservando attentamente il cencio dipinto, si possa fare supposizioni- previsioni su quale sarà la contrada vincitrice. Guardando il Palio dipinto da Daniele Righi…

La credenza popolare vuole che a Siena, osservando attentamente il cencio dipinto, si possa fare supposizioni- previsioni su quale sarà la contrada vincitrice. Guardando il Palio dipinto da Daniele Righi Ricco, ho fatto un po’ la stessa cosa che avrebbe fatto un senese di fronte al drappo. E’ un caso che in primo piano ci siano due sbandieratori, uno della contrada Refenero e uno della contrada Stazione? Ed è forse un altro caso che in alto a sinistra i due somari rappresentati siano uno di colore marrone e uno di colore azzurro?

Bah.. chi lo sa.. Mistero! Fatto sta che è stata proprio una contrada con il colore blu nella bandiera ad aggiudicarsi il somaro più veloce. Un Palio del genere, all’insegna della pioggia, è stata un po’ un’esclusiva. Non che gli altri anni il tempo ci abbia particolarmente assistito, ma quest’anno si è proprio impegnato di brutto! Forse sarà stato proprio il diluvio che ha annaffiato somari, fantini, spettatori, che ha permesso alla contrada tricolore di aggiudicarsi il 10° Palio.

L’accoppiata vincente Nuvola-Ferrari, non ha avuto un attimo di esitazione, e come un’impavida guerriera, ha sfidato la pioggia persistente portando la contrada alla vittoria. Nella batteria finale, non c’è stata storia. Le altre contrade che gareggiavano con la Stazione, Porta Nova, Le Fonti, Refenero e Porta a Gavina, sono rimaste troppo indietro… Spighetto ha fatto mangiare la polvere a tutte loro! Che poi, Polvere.. Boh, forse “schizzi d’acqua” rende più l’idea. Le altre contrade, sono uscite amareggiate dalla competizione.

Porta Nova sperava di vincere, non contenta dei tanti premi portati in sede quest’anno. Primo tra tutti, la vittoria del torneo di Subbuteo con l’impavido Nico Faralli, poi il premio lo “Sfoggiato”, come contrada il cui corteo storico ha meglio interpretato lo spirito della manifestazione, e infine il premio per i migliori Sbandieratori, Paolo Betti ed Edoardo Boni, già vincitori del medesimo premio nell’anno 2013. Questi due ragazzi hanno incantato la piazza con la loro esibizione fresca, piena di vitalità e di innovazione. Che dire bravi ragazzi! Refenero continua invece la tradizione di eterni non-vincitori, il leone è ancora chiuso in gabbia, al suo posto hanno ruggito di gioia Andrea Bove e Mattia Rossi, che si sono aggiudicati il premio come miglior Tamburini. Complimenti a voi! Giovani e con tanta voglia di fare, ve lo siete proprio guadagnati questo premio!

Il Cavone è stato battuto da Le Fonti nella terza batteria, il Drago non è riuscito ad avere la meglio sul Giano Bifronte, uno scontro questo tra titani: Andrea Peruzzi e Roberto Goracci, sono infatti i fantini più conosciuti a Torrita per le loro innumerevoli vittorie. I somari di Porta a Pago, Porta a Sole e Porta a Gavina, quest’anno, non erano affatto in forma, ma il lato positivo, è che tutte e tre queste contrade provengono da tre vittorie recenti: la contrada GialloBlu ha festeggiato nel 2010, la RossoNera nel 2011 e la VerdeRossa ha portato a casa il Palio straordinario sempre nel 2011.

A parte questa breve descrizione di quello che è stato il Palio 2014, concludo con il dire che è stato uno spettacolo emozionante, come tutti gli anni. E come tutti gli anni, finiti i dieci giorni di festa, quando cala il sipario sulla manifestazione più sentita di Torrita, ogni torritese si sente svuotato, perchè il Palio è lacrime e sorrisi, vita e gioia, emozione e passione: “Perché la terra dei ciuchi è la terra dei ciuchi!” 

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“Chissà se in contrada si sa”… chi ha vinto il Subbuteo a Torrita!

Continua il mio viaggio nella settimana paliesca di Torrita e in questo mio nuovo articolo vi voglio raccontare due belle serate trascorse con allegria tra la gente e i colori…

Continua il mio viaggio nella settimana paliesca di Torrita e in questo mio nuovo articolo vi voglio raccontare due belle serate trascorse con allegria tra la gente e i colori di contrada.

Intensa sfida di Subbuteo

Intensa sfida di Subbuteo

Le serate pre palio servono a stemperare gli animi e a condividere l’adrenalina della grande gara di domenica, e allora cosa c’è di meglio di una sfida a Subbuteo? Anche se a dire il vero non troppo rilassante vista l’agitazione dei participanti, ma comunque tranquilla messa a confronto con eccitazione che vivranno i miei amici contradaioli domenica 23 marzo.

Tornando alla cronaca della gara subbuteana (non so se si dice così!), non sembra essersi esaurita la scia di positività al seguito della contrada Porta Nova, che dopo ben due Palii vinti consecutivamente nel 2012 e nel 2013, riesce ad aggiudicarsi la vittoria del 3° torneo di subbuteo. Un’avvincente competizione che si è svolta nei locali sottostanti la Biblioteca comunale, in un’atmosfera carica di tensione ma allo stesso tempo alleggerita dalla incredibile simpatia dei partecipanti. Con il trionfo di Nico Faralli, che ha saputo farsi valere sconfiggendo con un goal mirabolante quanto inaspettato l’avversario Stefano Franci della contrada Porta a Sole. Con questa azione è stato sottratto il titolo di campione in carica a Porta a Pago, vincitrice di entrambe le edizioni precedenti del torneo. Riccardo Roghi, rappresentante della contrada RossoVerde, è comunque riuscito ad arrivare in semifinale. Nonostante le dubbie doti nel giocare a Subbuteo (almeno a sua detta), l’altro posto di semifinalista se l’è guadagnato Michele Roghi, contradaiolo sfegatato del Cavone che ha portato la BiancoVerde a un passo dalla finale. Sconfitte al primo round Refenero, Le Fonti, Stazione e Porta a Gavina.

Chissà se in contrada si sa al Teatro degli oscuri di Torrita

Chissà se in contrada si sa al Teatro degli oscuri di Torrita

Ma la contrada Stazione non va certo a casa a mani vuote, è lei, infatti, la vincitrice del quiz “Chissà se in contrada si sa”, grazie ad Elia e Matilde, aiutati nell’impresa da Enrico e Chiara. I piccoli protagonisti delle otto contrade, hanno intrattenuto il pubblico presente al Teatro degli Oscuri, cantando stornelli e dando prova delle loro conoscenze su Torrita. Una serata all’insegna del divertimento per grandi e piccini, condita dalla simpatia dei due conduttori dello spettacolo, Alfredo Capitani detto “Cacio” e Stefanucci Carlo detto “Chiallino”, due veri intrattenitori.

Cosa mi riserveranno le altre giornate paliesche?!

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“Torrita paese diletto”, si risveglia ogni anno in un gran fermento

Penso che Torrita sia un po’ come la Bella Addormentata: un paesino adagiato nel verde delle colline della Valdichiana, che riposa beato nel susseguirsi inevitabile delle stagioni. Poi all’improvviso, come…

Penso che Torrita sia un po’ come la Bella Addormentata: un paesino adagiato nel verde delle colline della Valdichiana, che riposa beato nel susseguirsi inevitabile delle stagioni. Poi all’improvviso, come arriva il principe Filippo a svegliare con un bacio la principessa Aurora, per Torrita arriva il Palio a scuoterla dal suo lungo torpore. E allora canti e balli, le strade si vestono a festa, l’aria diventa frizzante, le persone diventano euforiche e si buttano a capofitto nella vita di contrada.

A dare il primo scossone alla beatitudine torritese, sono le taverne. Tutto è pronto! Il primo sabato sera di festa, il centro storico brulica di persone che passano di taverna in taverna per assaggiare i piatti tipici toscani. Non importa di che contrada tu sia, né che tu sia torritese o meno, per questa sera siamo tutti amici e tutti mangiamo alla stessa tavola brindando con i bicchieri colmi di vino fino all’orlo.

Passeggiare per i borghi, è la gioia dei sensi. La vista gode della moltitudine di sfumature dei fazzoletti dei contradaioli, delle bandiere e delle coccarde che rendono la piazza una tavolozza di colori. L’udito è lieto nel sentire una Torrita finalmente viva, e l’eco del nostro amato inno, “Torrita paese diletto”, giunge da ogni borgo che circonda la piazza. L’olfatto è confuso nel sentire tanti odori così diversi, ma che si mescolano insieme. Scie di profumo dei cibi cucinati dalle massaie delle contrade, fanno venire l’acquolina in bocca, e come direbbe la Signora vestita di giallo: “ho un certo languorino”...ma alle taverne altro che cioccolatini!!!! Qui si parla di roba seria: Pici al sugo, all’aglione, panelle con il prosciutto, panini con la salsiccia e quant’altro. Il gusto, appagato dalla bontà dei piatti presentati, non può far altro che gioire. Il tatto è felice, quando le dita intorpidite per il freddo si scaldano a contatto con il cartoccio bollente pieno di frittelle.

E se a fine serata, verso le 23.00 ti trovi in piazza e alzi gli occhi al cielo, una brillante luna piena bacia la facciata del comune come a voler benedire le bandiere delle contrade. Anche se io, da buona contradaiola, spero ne benedica una in particolare, e mi auguro che questo Palio possa essere sotto il segno del Drago…Adesso a voi gli scongiuri! 

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