Si è conclusa ieri, domenica 30 marzo, l’ottava edizione del concorso internazionale di canto “Giulio Neri” con la direzione artistica di Eleonora Leonini, organizzata da Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte e Comune di Torrita di Siena. Dal 28 al 30 marzo sul palco del Teatro degli Oscuri di Torrita di Siena si sono susseguiti più di ottanta cantanti lirici provenienti da tutto il mondo. La finale della domenica, ha visto gareggiare 20 artisti che sono stati giudicati dalla giuria composta dal direttore musicale “Cantiere Internazione d’Arte” Roland Böer, Guido Barbieri critico musicale de “La Repubblica”,  Nemi Bertagni docenti al Conservatorio “A.Boito” di Parma, Raffaella Coletti Artist manager, e Riccardo Zanellato basso.   Il 1° premio è andato a Marko Ferjancic, il 2°premio, in ex aequo, è andato a Federica Vitali e Yoo Hayoung. Medaglia di bronzo, invece, per Sangtaek Oh, mentre Kiok Park si è aggiudicato il premio speciale “Giulio Neri” come miglior basso. Veronica Lazzeri ha fatto breccia nel cuore degli spettatori che votandola, le hanno permesso di conquistare il premio speciale del pubblico; il premio speciale giovani talenti è stato assegnato ad una promessa della lirica italiana, Chiara Mogini e infine a Cecilia Bagatin è stato conferito il premio speciale talento della lirica.                                                                                                                                                                  

SAM_3856Il concorso è stato indetto in onore dell’amatissimo basso natio torritese Giulio Neri, nato nel 1909 e scomparso nel 1958. Personalità di grande fama, viene ricordato per la sua incredibile vocalità che gli ha permesso di solcare palcoscenici italiani e internazionali, dal Metropolitan di New York al Covent Garden di Londra al Liceu di Barcellona. Nel 1945 interpretò insieme a Beniamino Gigli, Maria Caniglia e Miriam Pirazzini una storica Messa di requiem di Giuseppe Verdi, diretta dal maestro Serafin, nel Belvedere della Città del Vaticano. La voce molto scura e tonante, da autentico basso profondo, gli permise di interpretare con grande padronanza, anche scenica, molti ruoli di basso serio e drammatico, spingendosi con disinvoltura verso i toni più gravi della vocalità maschile.  

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