La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Autore: Maria Stella Bianco

“Compagnia Teatro Giovani Torrita”: dal ’97 continua la scalata

La “Compagnia Teatro Giovani Torrita” nasce nel 1997 da un’idea di Paolo Benvenuti, nata con l’intento di stimolare e sostenere la crescita dei ragazzi attraverso l’arte e la cultura teatrale…

La “Compagnia Teatro Giovani Torritanasce nel 1997 da un’idea di Paolo Benvenuti, nata con l’intento di stimolare e sostenere la crescita dei ragazzi attraverso l’arte e la cultura teatrale in ogni sua forma, con riferimento particolare al teatro musicale.
Nel 2009 ha inizio la salda collaborazione con Fabiola Ricci, ed è grazie al suo contributo che a Torrita nasce l’Accademia Toscana del Musical Theatre: un percorso formativo composto da stage con professionisti del settore e corsi annuali come il Corso di Canto e il Corso di Teatro e Avviamento al Musical per bambini e ragazzi. Matteo Benvenuti ci ha parlato di questa Compagnia, fiore all’occhiello per Torrita di Siena.

The Wedding Singer” è il vostro ultimo lavoro, ma sappiamo che sono numerosi gli spettacoli che avete messo in scena prima di questo.

“Il primo spettacolo della Compagnia – spiega Matteo – va in scena nel ’97, tratto da “I racconti di Natale di Charles Dickens”, seguito l’anno dopo da “Forza Venite Gente” sulla vita di Francesco d’Assisi. Il successo è notevole e rafforza nel gruppo la voglia di andare avanti impegnandoci in un vero e proprio musical. Viene proposto in versione italiana “Joseph, il re dei Sogni”, tratto da “Joseph and the Amazing Technicolor Dreamcoat”, della coppia Webber-Rice, i creatori di musical tra i più famosi nel mondo. Nel 2000, la Compagnia porta in scena “Il Fantasma di Canterville”, musical tratto dall’omonimo romanzo di Wilde, scritto da Franco Travaglio.
Nel 2005 inizia la fortunata tournée con “Jesus Christ Superstar” nella versione italiana tradotta da un gruppo di ragazzi della Compagnia. Gli anni 2008 e 2009 sono stati dedicati alla messa in scena di una serie di concerti spettacolo: “Musical Greatest Hits Celebration” e “Make Musical Not Wall”, quest’ultimo realizzato nell’ambito del progetto di cooperazione internazionale con il popolo palestinese “Terre di Toscana. Strumenti per la pace”. Altro importante progetto è stato “AstroSchool Musical”, spettacolo creato per il Planetario dei Licei Poliziani, una vera e propria lezione di astronomia in musica. Nel maggio 2010, debutta “The Rocky Horror Experience”.

La scelta di mettere in scena l’opera “The Wedding Singer” è una casualità?

222737_10150184344035770_334726_n“Non è una casualità. Tutto ha inizio quando una sera di dicembre, io e i ragazzi stavamo provando per “AstroSchool Musical”. Arriva Paolo e ci dice che ha una nuova sfida da proporci, infila il cd nello stereo e parte la prima canzone di “The Wedding Singer”: energia allo stato puro!
Decidiamo così di partecipare con la versione italiana di “The Wedding Singer” al progetto You Media la comunicazione fra e per i giovani. “Il Wedding”, è un concentrato di adrenalina che si riflette nelle canzoni, nei fantastici personaggi e in tutto lo spettacolo, dall’inizio alla fine. É un po’ come Grease, solo ambientato nei mitici anni ’80. La prima dello spettacolo si tiene nel maggio 2011 e vince anche dei premi al concorso del Teatro Nuovo di Milano nel 2012. Quest’anno, riporteremo in scena questo bellissimo spettacolo al teatro Mascagni di Chiusi il 23 e 25 Maggio 2014 con un cast rinnovato”. – racconta Matteo

Di spettacoli tra i quali potete scegliere ce ne sono a bizzeffe, quindi viene spontaneo chiedere se avete dei criteri particolari con cui scegliete gli spettacoli da realizzare.

“Di un musical ti devono appassionare le musiche e la storia. Già da quando lo ascolti su cd ti deve venir voglia di ballare e di emozionarti. È stato così per tutti i musical che abbiamo messo in scena. Un Musical ti deve stregare subito! “The Wedding Singer” ne è l’esempio: ti conquista perché è eccezionalmente esplosivo”.

La Compagnia ha partecipato ad importanti concorsi, vincendo anche dei premi. Nel 2012 la Compagnia viene selezionata per partecipare al Festival Nazionale del Teatro Nuovo di Milano. Il 13 luglio, va in scena a Milano “The Wedding Singer”. Il risultato? 1° premio come miglior spettacolo musicale, 3° premio come miglior spettacolo in assoluto, ed uno degli attori, Giulio Benvenuti, vince il 1° premio come miglior attore in assoluto. Nel 2009 ha partecipato al concorso di Musical a Firenze a DanzaInFiera arrivando tra i primi Cinque con una riduzione di Jesus Christ Superstar. In questa occasione, uno dei ragazzi, Federigo Marignatti, ha vinto una borsa di studio che gli ha aperto la strada verso quella che adesso è diventata la sua professione, il performer.

Siete una Compagnia molto coinvolgente, ma se qualcuno volesse entrare a far parte del vostro gruppo deve seguire un iter particolare o deve avere precise competenze?

224099_10150184139875770_6487373_n“In realtà no – spiega sempre Matteo – la nostra è una Compagnia aperta a tutti e chiunque può partecipare. Non ci sono limiti di età e nemmeno di distanza ormai, visto che alla nuova produzione del “Wedding” prendono parte ragazzi che arrivano da tutta Italia!
All’interno della Compagnia ci sono sia persone che lo fanno per hobby, sia ragazzi che vorrebbero avvicinarsi al teatro, alla musica e al musical per professione.
Sicuramente la Compagnia Teatro Giovani Torrita è un’opportunità per chi vuole perfezionare la tecnica vocale e lo studio artistico, ma anche per chi vuole imparare a calcare il palcoscenico e divertirsi nel farlo”.

Fare musical non è una cosa semplice. Quali sono le caratteristiche che una persona deve avere per farlo?

“Prima di tutto bisogna avere tanta voglia di mettersi in gioco, di divertirsi e di imparare. Non è affatto semplice. Nel musical si canta, si balla e si recita nello stesso momento, ma dopo aver imparato la tecnica e aver faticato un pochino, il palco e il pubblico ti ripaga di tutto il sudore versato.
La motivazione e l’approccio usati per realizzare uno spettacolo cambia il risultato dal giorno alla notte. La soddisfazione è mille volte maggiore se ci metti il cuore e l’impegno. Un’altra cosa fondamentale è il gruppo. Fin dal corso dei più piccoli si insegna il rispetto per gli altri. S’impara ad ascoltarsi, a stare insieme e a gestire se stessi in funzione di chi ci sta intorno.
In uno spettacolo, nessuno è “il più importante”, perché tutti sono fondamentali”.

Tanto per fare un po’ i curiosi, rivelateci i vostri progetti futuri. Cosa avete in programma, dopo lo spettacolo al Mascagni di Chiusi?

“Portare “The Wedding Singer” in tantissimi teatri, sempre continuando con la formazione attraverso l’Accademia Toscana del Musical Theatre.
Abbiamo inoltre già tanti appuntamenti estivi al Teatro degli Oscuri di Torrita e ci piacerebbe portare i bambini in tournée con il “Mago di Oz”.
Altro importante appuntamento estivo è la premiazione del Premio Primo, che avremo l’onore di ospitare a Torrita il 29 Giugno. E infine saremo alle prese con lo stage di fine estate, un appuntamento apprezzato e molto atteso, diretto da Marco Columbro con Laura Ruocco, Antonello Angiolillo, Barbara Pieruccetti” – conclude Matteo

Augurandoci di vedere questo gruppo di ragazzi così affiatati e appassionati calcare i palcoscenici di tutta Italia, noi de La Valdichiana.it gli facciamo un enorme in bocca al lupo.

Puoi leggere anche: The Wedding Singer al Teatro Mascagni di Chiusi

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TwoLo, il 18enne di Chianciano che “rappa” la vita

Lorenzo è un ragazzo di 18 anni di Chianciano Terme che fa rap, ha un nome d’arte (TwoLo) e sa bene ciò che vuole. Lo dimostra il fatto che l’11…

Lorenzo è un ragazzo di 18 anni di Chianciano Terme che fa rap, ha un nome d’arte (TwoLo) e sa bene ciò che vuole. Lo dimostra il fatto che l’11 aprile è uscito in free download il suo primo disco dal carattere molto personale, in cui passa da pezzi hardcore a pezzi suonati al pianoforte, dal pezzo d’amore al pezzo arrabbiato. Noi de La Valdichiana.it abbiamo ascoltato questo album e abbiamo incontrato Lorenzo, che ci ha parlato un po’ di sé, della sua musica e delle sue canzoni.

“Ho una concezione tutta mia della musica.. Credo che essa debba essere un mezzo attraverso il quale l’artista comunica e trasmette i propri stati d’animo e le proprie emozioni, lasciando all’ ascoltatore qualcosa impresso nella testa quando il suono si propaga. Nelle mie canzoni parlo della mia vita, a volte anche estremizzando, ma quello che descrivo con tali parole è il ritratto di me stesso, di come mi vedo e di come mi sono visto in 18 anni di vita. Credo di essere un adolescente come tutti gli altri, con gli stessi “microdrammi” adolescenziali.. L’amore, la famiglia, la scuola, gli amici. A differenza della massa però ho un dono: quello di saper esprimere i sentimenti con le parole. Voglio riuscire a trasmettere sensazioni positive e di speranza a chi ascolta i miei brani. L’utilizzo di termini forti, come “depressione”, “frustrazioni”, “solitudine”, “sconfitte”, “fallimenti” è più uno sfogo, uno sprono per quelli che come me si trovano in questo periodo così fugace quanto importante della vita.”

Siamo curiosi, il tuo nome d’arte è originale, nuovo e fresco. Ma è anche abbastanza strano, a dire la verità! Come ti è venuto in mente?

“Viene dal mio nome anagrafico, ovvero Lorenzo Lombardi. Se prendiamo le prime 2 lettere del nome e le prime 2 del cognome, abbiamo due volte LO. Inizialmente infatti mi chiamavo DueLo ma per ragioni morfologiche e di suono ho scelto di “inglesizzarlo” in TwoLo. Credo che questo pseudonimo mi rappresenti appieno, e ben dimostri come la persona e l’artista non siano due figure contrapposte e differenti, bensì siano la stessa persona. TwoLo è un po’ la trasposizione di Lorenzo.”

Cover Front dell'album "Fallito" di TwoLo

Cover Front dell’album “Fallito” di TwoLo

L’album appena uscito si chiama “Fallito” e al suo interno c’è una canzone con lo stesso titolo:

“Sono molto legato a quel brano. Definirmi “fallito” è un modo per incitarmi a non esserlo e a non diventarlo, ma è anche una sorta di “autosatira“. In un momento come questo, in cui di cantanti ce ne sono fin troppi, e soprattutto nel rap in cui si tende a definire il rivale o il prossimo “fallito”, io me lo sono detto da solo. L’ho fatto per far capire che in realtà nessuno al mondo è veramente fallito se si è messo in gioco per realizzare il proprio sogno, per cambiare qualcosa, per fare ciò che lo gratifica. Sono una persona con un’ autostima molto bassa, ma appena iniziai a fare rap, trovai terreno fertile e darmi del “fallito”, è servito molto a spingere a perfezionarmi e a conseguire risultati migliori nella musica come nella vita.”

Lorenzo-TwoLo ci spiega il brano “Chianciano-City”, dedicato alla sua provinciale città natale:

“E’ stato strutturato in due sezioni: la prima cupa, sofferente e triste in cui faccio un quadro critico della situazione che sta vivendo oggi la mia cittadina. La seconda è invece volta a svegliare, a far aprire gli occhi ai cittadini, a promuovere la rinascita di questa città termale, come a voler dare una forte scossa a chi la ascolta. Amo il mio paese ma allo stesso tempo provo odio e vergogna per chi non lo apprezza e ragiona soltanto egoisticamente senza pensare alla collettività. Non ho nemmeno 18 anni e già me ne voglio andare; molti genitori portano i figli a crescere fuori da questo paesino sempre più “fantasma”, specchio di una nazione anch’essa “fantasma”. Ho visto la nostalgia e la tristezza negli occhi degli anziani, e così ho deciso di mettere nero su bianco ciò che ritenevo giusto dire su Chianciano.”

Ascoltando l’album c’è una canzone, “Black List”, in cui TwoLo dice “odio voi che fate musica solo per moda”…

“Purtroppo, al giorno d’oggi per colpa dei media (vedi talent, radio,commercializzazione della musica), molti musicisti o pseudo tali, si buttano in questo oceano solo per uno scopo: ottenere fama. Ho sempre detestato questo tipo di persone. Le trovo vuote e prive di valori. Il rap è per eccellenza il genere musicale dello sfogo, della ribellione, della rivolta e così è anche per me. Pur avendo iniziato da poco (quasi 2 anni), grazie ad esso posso esprimere appieno il mio essere.”

Impazienti di vederlo live in giro per la Valdichiana, ci ha svelato che ha in progetto di fissare numerose date per questa primavera/estate 2014 e che sta già lavorando al prossimo disco.

A questo punto non ci resta che fare un grosso in bocca al lupo a TwoLo! E vi invitiamo a cercarlo su Facebook e ad ascoltare le sue canzoni e le sue parole.

Link per scaricare l’album : http://www.honiro.it/download_twolo-fallito-ep.html

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Lasagne con i carciofi

La ricetta che vi propongo oggi è semplice ma davvero gustosa. Il re di questa ricetta è un ortaggio stagionale: Messer Carciofo. In questo periodo dell’anno troviamo carciofi ovunque. Nelle…

La ricetta che vi propongo oggi è semplice ma davvero gustosa. Il re di questa ricetta è un ortaggio stagionale: Messer Carciofo. In questo periodo dell’anno troviamo carciofi ovunque. Nelle bancarelle a bordo strada, nei supermercati, al mercato, basta solo fare attenzione ad acquistare carciofi che siano ancora belli freschi e sodi e che quindi abbiano poco scarto. Quindi perchè non ne comprate qualcuno e non ci preparate delle squisite lasagne? Per la pasta, vi consiglio di comprare quella già pronta, che trovate nel banco frigo di qualsiasi supermercato. Se volete complicarvi la vita, vi suggerisco invece di farla a mano! Non è difficile, ci vuole solo 1 uovo ogni 100 gr di farina e un pizzico di sale. E’ ovvio che conviene avere la macchina stendipasta per risparmiare tempo e fatica. Altrimenti armatevi di ranzagnolo e tanta pazienza e stendete la pasta a mano.

Ingredienti per le lasagne con i carciofi:

• Carciofi (ne bastano 2, ma potete metterne anche più o meno, a seconda del vostro gusto personale)
• Una dose di besciamella (burro, farina, latte, sale e noce moscata)
• Una confezione di pasta fresca all’uovo (sfoglia) per lasagne
• Una mozzarella
• Parmigiano q.b.

1° step – Pulite i carciofi togliendo le foglie esterne più dure e stoppacciose e arrivate al cuore del carciofo. Tagliate via anche le punte e i gambi. Tagliate i carciofi a spicchi e poneteli in una ciotola con acqua e limone. Preparate una padella con un filo d’olio, aglio tritato finemente, prezzemolo anch’esso tritato, e aggiungetevi i carciofi ben sgocciolati. Fate cuocere per una ventina di minuti (se rimangono un pochino crudi non abbiate timore, finiranno di cuocere in forno con la pasta).

2° step – Mentre i carciofi cuociono, preparate la besciamella. Mettete in una pentola una quantità di burro, fate sciogliere e unite farina tanta quanta affinché il composto ottenuto non si stacchi bene dalle pareti della pentola. Unite poi il latte, un pizzico di sale e noce moscata.

3° step – In una pentola dai bordi alti mettete abbondante acqua salata e fatevi cuocere le lasagne. Fate sgocciolate bene le sfoglie su un canovaccio asciutto!!!

4° step – Passiamo all’assemblaggio del piatto.

Prendete una pirofila e sporcatene la base con un cucchiaio di besciamella. Mettete il primo strato di sfoglia e sopra ponetevi carciofi, besciamella, qualche pezzo di mozzarella e una spolverata di parmigiano. Mettete sopra un altro strato di sfoglia e continuate così fino a quando tutti gli ingredienti non saranno esauriti.

N.B.
Sopra l’ultimo strato di sfoglia consiglio di NON mettere i carciofi, perché il calore del forno rischierebbe di bruciarli! Quindi terminate con sola besciamella, mozzarella e formaggio.

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La bioedilizia, un’edilizia migliore nel rispetto all’ambiente. Intervista a Leopoldo Manini

Per “bioedilizia” si intende un’edilizia rispettosa dell’ambiente, che in questi ultimi anni sta facendo passi da gigante. Gli edifici ecosostenibili hanno molti vantaggi, noi de La Valdichiana.it abbiamo incontrato Leopoldo…

Per “bioedilizia” si intende un’edilizia rispettosa dell’ambiente, che in questi ultimi anni sta facendo passi da gigante. Gli edifici ecosostenibili hanno molti vantaggi, noi de La Valdichiana.it abbiamo incontrato Leopoldo Manini, un giovane torritese che ha intrapreso la strada della bioedilizia e che ci ha spiegato il lavoro della sua azienda. La sua “engineering” ha sede a Torrita di Siena, ed è una numerosa équipe composta da geometri, geologi, ingegneri e altre personalità determinanti che contribuiscono a svolgere l’attività aziendale nel migliore dei modi.

“Ho scelto di operare nel settore della bioedilizia per una duplice valenza: commerciale ed etica. Dal punto di vista commerciale la bioedilizia offre più vantaggi rispetto all’edilizia tradizionale, per esempio una struttura in legno è in grado di resistere ai forti terremoti di cui oggi siamo testimoni, inoltre garantisce comfort abitativo unico ed un elevato risparmio energetico.
Dal punto di vista etico sappiamo che reimpiantare nuove alberature produce maggior quantità di ossigeno, se pensiamo invece alla realizzazione in laterizi o in cemento, ci accorgiamo di aver realizzato cave ovunque modificando quel paesaggio che la natura ha impiegato millenni per creare.”

Geom. Leopoldo Manini

Geom. Leopoldo Manini

Nella credenza comune questo settore è visto un po’ in modo scettico, e si tende a pensare che il mattone sia l’elemento da costruzione per eccellenza. Tu cosa ne pensi?

“Le novità creano sempre scetticismo, noi italiani impieghiamo molto tempo a modificare le nostre credenze, ma quando lo facciamo il cambiamento è radicale – continua Leopoldo –  Un esempio palese è il fotovoltaico, che ha visto partire l’Italia in estremo ritardo rispetto ad altri paesi Europei, per poi recuperare il tempo perso nel giro di pochi anni. La stessa cosa sta avvenendo con la bioedilizia. Generalmente chi si informa difficilmente rimane scettico e chi ha avuto la fortuna di costruire in bioedilizia non può che consigliarla.”

Ma le richieste di edifici ecosostenibili che ha la tua azienda, provengono solo dalla zona Valdichiana e zone limitrofe? E se invece provengono da un’area più ampia, come fate a farvi conoscere?

“Abbiamo richieste da tutta Italia, soprattutto dal Centro e dal Sud. Le persone ci conoscono perché partecipiamo a fiere, in più abbiamo un’ottima rete commerciale, e internet gioca un ruolo importantissimo. Le persone s’informano sui portali, sui siti specializzati, e conversano sui social.
Abbiamo una pagina Facebook con oltre 6000 seguaci, e questo dimostra che l’argomento crea interesse e curiosità tra le persone. Internet è senza dubbio la miglior vetrina al mondo, ma c’è da dire che il passaparola resta ancora il miglior sistema di vendita in assoluto.”

Abbiamo poi chiesto a Leopoldo cos’è il network Gruppo Bioedile, per avere le idee un po’ più chiare sul suo lavoro:

“Il network nasce per rispondere alle esigenze tecniche, logistiche e commerciali dei clienti di tutta Italia. Quindi abbiamo fondato il Gruppo Bioedile, un brand ormai molto conosciuto che rappresenta una rete specializzata nel settore della bioedilizia con progettisti, agenti immobiliari ed installatori. Questi network sono distribuiti su gran parte del territorio nazionale così da rispondere velocemente alle richieste che provengono localmente. La nostra azienda rimane comunque la capofila della filiera costruttiva garantendo qualità dei materiali utilizzati, standardizzazione delle procedure e garanzia sull’immobile costruito.”

Per concludere questa breve lezione sulla bioedilizia, abbiamo, infine, chiesto a Leopoldo quali sono i vantaggi veri di una casa ecosostenibile:

“Innanzitutto, la resistenza al sisma. Rigorosi test hanno dimostrato come una struttura in legno può resistere ai terremoti più forti. C’è poi il risparmio energetico. Costruiamo case che hanno un consumo di energia prossimo allo zero e talvolta, grazie a pochi kw di fotovoltaico, le nostre abitazioni riescono a produrre più energia di quanta ne viene consumata. E infine non possiamo dimenticare il benessere abitativo. Il legno garantisce infatti calore, accoglienza e salubrità degli ambienti: elementi purtroppo non riscontrabili nella maggior parte delle nostre abitazioni attuali.”

 

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Colomba di Pasqua

La preparazione della Colomba di Pasqua fatta in casa richiede tanta pazienza, tanto tempo, ma regala anche tanta soddisfazione. Il gusto è ottimo, quindi…… La bella figura è assicurata! Non…

La preparazione della Colomba di Pasqua fatta in casa richiede tanta pazienza, tanto tempo, ma regala anche tanta soddisfazione. Il gusto è ottimo, quindi…… La bella figura è assicurata! Non fatevi intimorire dai tanti passaggi e dalla lunghezza della ricetta, provate!

Ingredienti (per una colomba da 1kg ca.)

Primo impasto

  • 200 gr di farina 00
  • 20 gr di lievito di birra
  • 50 gr di latte

Secondo impasto

  • 200 gr di farina Manitoba
  • 125 gr di zucchero
  • 125 gr di burro (a pezzetti e a temperatura ambiente)
  • 50 gr di latte

Terzo impasto

  • 200 gr di farina Manitoba
  • 125 gr di burro
  • 125 gr di zucchero
  • Buccia grattugiata di un limone
  • Buccia grattugiata di un’arancia
  • 6 uova: 3 intere e 3 tuorli (non buttate gli albumi! Serviranno per la glassa!!!)
  • 1 cucchiaio di miele
  • 1 bustina di vanillina
  • 80 gr di arancia candita + 80 gr di cedro candito (in alternativa, usate gocce di cioccolato o uvetta o quello che preferite)

Per la glassa

  • 3 albumi
  • 150 gr di mandorle non pelate
  • 120 gr di zucchero a velo

Procedimento

[Primo impasto] Fate scaldare in un pentolino 50 gr di latte, e fatevici sciogliere il lievito. Aggiungete la farina e impastate bene. Fate lievitare in un luogo al riparo da correnti per circa un’ora.

[Secondo impasto] Riprendete il primo impasto, e aggiungete i 200 gr di farina Manitoba, i 125 gr di zucchero e i 125 gr di burro, gli altri 50 gr di latte, e lavorate il tutto finchè non avrete un impasto elastico. Coprite e fate lievitare per 3 ore.

[Terzo impasto] Riprendete il secondo impasto, e unitevi: 200 gr di farina Manitoba, 125 gr di burro, 125 gr di zucchero, la buccia di limone e quella di arancia, le uova, il miele, la vanillina e i canditi. Se vedete che l’impasto rimane troppo liquido, aggiungete qualche cucchiaio di farina. Questo impasto dovete farlo lievitare almeno 8 ore, e per fare bene vi consiglio di farlo lievitare una notte intera.

La mattina, il volume sarà triplicato. Prendete l’impasto e lavoratelo nuovamente (con tanto olio di gomito!!!). Copritelo e fatelo lievitare per un’ora. Trascorso il tempo, riprendetelo e mettetelo dentro lo stampo a forma di colomba, copritelo con un panno e fate lievitare nuovamente per due ore circa.

Intanto, potete preparare la glassa. Mettete nel frullatore 100 gr di mandorle e frullatele fino a farle diventare farina, aggiungete lo zucchero a velo e i 3 albumi. Frullate nuovamente il tutto. Quando la colomba avrà terminato le ultime due ore di lievitazione, distribuite questo liquido color nocciola su tutta la sua superficie, aggiungendo i 50 gr di mandorle intere.

Passiamo alla cottura. Il forno deve essere molto caldo! Cuocete la colomba a 200° per i primi 15 minuti, poi copritela con della carta forno o carta stagnola e abbassate la temperatura a 180°. Dopo 35 minuti dall’abbassamento della temperatura, la colomba sarà pronta.

Per l’occasione vi riproponiamo anche la ricetta dei Ciambellini

E con queste ricette tipiche pasquali, la redazione vi augura Buona Pasqua!

 

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Città della Pieve: si dimette la segretaria del sindaco

Dimissioni a catena per l’organico del sindaco Riccardo Manganello, che dopo la sconfitta delle primarie del Pd, ha visto i suoi collaboratori reagire in maniera forte, chiedendo maggior chiarezza sull’esito…

Dimissioni a catena per l’organico del sindaco Riccardo Manganello, che dopo la sconfitta delle primarie del Pd, ha visto i suoi collaboratori reagire in maniera forte, chiedendo maggior chiarezza sull’esito delle elezioni, tanto da lasciare il proprio incarico. Il primo a sollevare i dubbi post-primarie pievese è stato Fabrizio Fattorini, che dopo le dimissioni da vicesindaco di Città della Pieve, ha chiesto a gran voce al Pd di annullare le primarie e di fare chiarezza sull’accaduto.
È di ieri invece la notizia delle dimissioni di un altro collaboratore di Manganello, Vania Bartoccioni della segreteria del sindaco. In una nota stampa la Bartoccioni spiega le motivazioni delle sue dimissioni e racconta di un clima «di disgregante mistificazione» che si respirerebbe nei corridoi di Palazzo della Corgna.

«In questi due anni – spiega Vania Bartoccioni – ho condiviso con il sindaco ideali di coesione, concordia e solidarietà, guardando alla città come ad una comunità, ad un variegato sistema di istanze, di sensibilità, di progetti e di obiettivi, riconducibili al fine comune della crescita collettiva sociale e culturale. Oggi questa comunità non esiste più: le primarie del Pd, senza alcun confronto aperto sulle prospettive per il governo della città, hanno svuotato quell’identità comune per la quale ho lavorato in questi anni in piena sintonia con il sindaco Manganello e la sua giunta. Primarie discusse e discutibili che, piuttosto che come strumento di democrazia interna – sottolinea la Bartoccioni -, sono state utilizzate come un piede di porco per scardinare una coalizione coesa e coerente e per violare quella comunione d’intenti che distingue una comunità da un aggregato urbano e che ha qualificato l’azione di governo del sindaco in carica. Avverto un clima mai respirato prima, di disgregante mistificazione, dove la restaurazione viene maldestramente imbellettata per presentarsi come rinnovamento. Lavorare per questa città non m’interessa. Per questo ho dato le dimissioni anticipate dall’ufficio segreteria del sindaco. A Riccardo Manganello – conclude – rinnovo la più ampia e incondizionata stima e lo ringrazio per la fiducia che ha voluto riservarmi, della quale sono stata e resto onorata».

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Amministrative Torrita, intervento di Forza Italia

“Ci stiamo avvicinando a grandi passi verso le elezioni amministrative e gli appetiti per ottenere uno scranno nei vari consessi comunali sono enormi, anche tra i banchi delle opposizioni. A…

“Ci stiamo avvicinando a grandi passi verso le elezioni amministrative e gli appetiti per ottenere uno scranno nei vari consessi comunali sono enormi, anche tra i banchi delle opposizioni. A molti non importa se nei 5 anni che stanno per scadere non hanno costruito niente di significativo per il futuro, ciò che conta è presentare un raggruppamento di persone per entrare in consiglio comunale”. Così una nota di Forza Italia relativamente alle elezioni amministrative di Torrita di Siena.

“Invece a Torrita di Siena – prosegue FI -, il consigliere uscente e coordinatore comunale di Forza Italia, Lorenzo Vestri, sta portando avanti un ottimo lavoro che propone un rilancio del proprio paese, forte della sua formazione lavorativa in qualità di commercialista e revisore degli Enti Locali, che lo ha portato a conoscere a fondo le problematiche di bilancio del suo comune.

Un lavoro iniziato nei banchi dell’opposizione in consiglio comunale e che consegna agli elettori una prospettiva per i prossimi 5 anni di mandato amministrativo. Il lavoro condotto da Lorenzo Vestri è quello di guardare all’interesse di Torrita senza tanti slogan, entrando nelle problematiche specifiche del paese. Un comune che da troppi anni si è fermato e dove il degrado urbanistico, culturale, economico e ambientale, esige delle risposte urgenti, e questo è quello che il coordinatore FI sta cercando di fare lavorando insieme a molti iscritti e simpatizzanti del partito.

Come Forza Italia non possiamo che plaudire ai dirigenti come Vestri che da sempre si battono per il proprio paese da una posizione – l’opposizione – oltremodo scomoda nelle nostre realtà. Le amministrazioni di centrosinistra che da sempre amministrano i comuni della provincia di Siena sono pervasive nella gestione del potere delle comunità locali e chi si schiera in aperta opposizione non ha vita facile. Ma la cattiva politica di questi lunghi anni sta ricadendo con tutta la sua gravità purtroppo, sulle spalle dei cittadini e delle comunità senesi. La proposta politica delle forze alternative deve essere incoraggiata e premiata”.

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Filippo Timi porta “Skianto” al Teatro Poliziano

Il Teatro Poliziano a Montepulciano suggella una stagione significativa con il nuovissimo spettacolo di Filippo Timi, attore, regista, autore e personaggio di culto nell’attuale scena italiana. Domenica 13 aprile arriva…

Il Teatro Poliziano a Montepulciano suggella una stagione significativa con il nuovissimo spettacolo di Filippo Timi, attore, regista, autore e personaggio di culto nell’attuale scena italiana. Domenica 13 aprile arriva “Skianto“, una produzione allestita quest’anno solo per poche e selezionate anteprime, tra cui si distingue quella di Montepulciano. Ancora una volta si registra il tutto esaurito al Poliziano: dopo le apprezzate esibizioni di artisti quali Sergio Rubini, Michele Placido, Natalino Balasso, Alessandro Haber e Maria Paiato, l’epilogo del cartellone invernale è affidato al carisma e al talento di Filippo Timi, volto sempre più celebre del teatro, del cinema e della tv.
Stavolta l’artista quarantenne si cimenta con un testo scritto di suo pugno in dialetto umbro; s’intitola “Skianto” questa favola amara, concepita con un linguaggio che si muove tra il lirico e il drammatico. Inizia con “C’era una volta”, come una fiaba, per poi sfiorare i tratti della tragedia perché il protagonista del racconto è un bambino diversamente abile che non corrisponde, certo, alla creatura immaginata dai genitori al momento del concepimento, bensì ad un bambino con la “scatola cranica sigillata”, chiuso con i pattini in piedi nel suo spazio, rappresentato scenicamente nella palestra di una scuola elementare.
La disabilità diventa oggetto di rappresentazione, perché porta in scena tutti i desideri impossibili del protagonista: fare il ballerino o il cantante, amare un pattinatore, sognare una vita che non sia una prigione, vivere in maniera normale con gli altri, come accade quando si ritrova col nonno che ritiene un eroe, specie quando gli racconta le sue avventure, arricchite di comicità e paradossi, con le prostitute del paese. Come tutti i sognatori, il ragazzo dovrà scontarsi con la realtà, ovvero col suo corpo murato in una cameretta dentro la quale scopre quanto la vita sia truccata. Con questo nuovo lavoro Timi torna alle sue forme originali, quelle del monologo “La vita bestia” (2005), riduzione teatrale di “Tuttalpiù muoio”, caso editoriale pubblicato da Fandango (2006) con la regia di Barberio Corsetti, che gli dette tanta risonanza.
“Skianto” è un’opera decisamente attuale, sia per la tematica trattata, sia per il linguaggio che la caratterizza. Solo, sul palcoscenico, Timi è accompagnato dalla voce e dalla chitarra del giovane Andrea Di Donna che si esibisce in due cover e in due brani originali.

Maggiori informazioni allo 0578 757007 oppure info@fondazionecantiere.it

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Arriva la ”Carta d’identità” per la Cinta senese

Da oggi la Cinta senese ha la sua “carta d’identità”. Il brevetto per l’identificazione genetica della razza suina è stato messo a punto da Sèrge Genomics, azienda spin off dell’Università…

Da oggi la Cinta senese ha la sua “carta d’identità”. Il brevetto per l’identificazione genetica della razza suina è stato messo a punto da Sèrge Genomics, azienda spin off dell’Università degli Studi di Siena, con il supporto del Consorzio di Tutela della Cinta senese e della Provincia di Siena. La presentazione del brevetto si è tenuta questa mattina, venerdì 4 aprile, alla presenza di Monica Scali di Sèrge Genomics; Simone Bezzini e Anna Maria Betti, rispettivamente presidente e assessore all’agricoltura e sviluppo rurale della Provincia di Siena e Chiara Santini, presidente del Consorzio di Tutela della Cinta senese.

Il brevetto riguarda un metodo basato sull’analisi del Dna che permette di stabilire in un campione analizzato la distanza genetica dalla razza suina Cinta senese mediante il suo confronto con il genotipo della razza. Il campione analizzato può riferirsi sia a un animale in vita che a un campione alimentare. Il percorso per mettere a punto il brevetto ha portato a selezionare e confrontare geneticamente animali appartenenti alla razza Cinta senese, da altre razze suine, quali Landrace, Large White, Duroc, Hampshire, incroci tra la razza Large White e Landrace e incroci tra la razza Landrace e Cinta senese. L’analisi ha permesso di estrapolare nei maiali di Cinta senese un “genotipo consenso” che si è distinto dal genotipo delle altre razze suine e degli incroci e ha posto le basi per l’attuazione di un sistema di tracciabilità analitica lungo l’intera filiera di produzione della Cinta senese.

“Il brevetto sulla caratterizzazione molecolare della razza Cinta senese – spiega Monica Scali, di Sèrge Genomics – è il risultato di un lungo lavoro iniziato qualche anno fa in collaborazione con l’Amministrazione provinciale e il Consorzio di Tutela della Cinta senese. Il metodo brevettato ha permesso di definire i caratteri genetici minimi che consentono di identificare la razza Cinta senese (genotipo) e il grado di variabilità genetica all’interno della razza stessa. I risultati raggiunti contribuiscono all’impostazione di programmi di conservazione e salvaguardia della biodiversità di questa pregiata razza autoctona e – sottolinea Scali – la tipizzazione dei genotipi di Cinta attraverso la tecnica del “fingerprinting” può rendere possibile il processo di tracciabilità analitica di prodotti provenienti da allevamenti e aziende produttrici di Cinta senese. Il progetto è stato realizzato con i colleghi Jacopo Bigliazzi, Elisa Paolucci, Rita Vignani e Mauro Cresti del Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Siena”.

“Il brevetto messo a punto per l’identificazione genetica della Cinta senese – afferma l’assessore Anna Maria Betti – va ad arricchire il lavoro quotidiano svolto dai consorzi di tutela, con il supporto degli enti locali, per promuovere e valorizzare le numerose eccellenze enogastronomiche che caratterizzano il territorio senese. Questo risultato segue a poca distanza l’identificazione genetica del Dna della Vernaccia di San Gimignano, grazie a due progetti che la Provincia di Siena, insieme all’azienda spin off dell’Università degli Studi di Siena, ha sostenuto fin dall’inizio e con grande convinzione, perché la sicurezza alimentare e la tracciabilità sono due elementi fondamentali su cui investire per rendere sempre più competitivi i prodotti delle Terre di Siena”.

“Oggi raccogliamo i frutti del lavoro iniziato alcuni anni fa dal mio predecessore, l’ex presidente Andrea Pannocchieseschi D’Elci e dal Consiglio – sottolinea la presidente del Consorzio di Tutela della Cinta senese, Chiara Santini. Un ringraziamento va all’ateneo senese, che si è sempre dimostrato attento e disponibile nel contribuire alla salvaguardia della razza e del prodotto, e alla Provincia di Siena, che ha tenuto le fila del progetto consentendoci di arrivare a questo prezioso risultato. Oggi segniamo un primo importante passo di un percorso che dà valore aggiunto al prodotto Cinta senese e al territorio”.

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“Warten”, il libro-testimonianza di Olinto Fei presentato a Torrita di Siena

Ricordi ed emozioni dal fronte, una pagina di storia raccontata da chi l’ha vissuta in prima persona. E’ “Warten – Diario di guerra e prigionia” (Editrice Zona) scritto dal torritese…

Copertina del libro Warten - Diario di guerra e prigionia

Copertina del libro Warten – Diario di guerra e prigionia

Ricordi ed emozioni dal fronte, una pagina di storia raccontata da chi l’ha vissuta in prima persona. E’ “Warten – Diario di guerra e prigionia” (Editrice Zona) scritto dal torritese Olinto Fei e curato da Moira del Vecchio, specializzata in Italianistica, e da Barbara Riccarelli, assessore alla cultura del Comune di Torrita di Siena. Il volume sarà presentato venerdì 4 aprile a Torrita di Siena alla presenza delle due curatrici e di Giulio Fè, autore della post fazione del libro (ore 18,30 – Teatro degli Oscuri).

 Tradotto da Hannelore Wolfsheimer, il volume racconta in 98 pagine i giorni trascorsi da Olinto Fei in trincea sul Monte Nero, facendo intuire di esserci arrivato nell’anno e nel mese peggiore degli oltre tre anni di guerra, nei giorni in cui si sta combattendo la dodicesima battaglia dell’Isonzo che passerà alla storia come la “disfatta di Caporetto”. Era il 24 ottobre 1917. Un libro-testimonianza in cui Olinto racconta anche di una guerra dove ancora vigevano i principi dell’onore del vinto.

Olinto Fei è nato a Torrita di Siena il 23 settembre 1897. Fu militante nella Prima Guerra Mondiale, assegnato al 2° Reggimento Bersaglieri. Combatté la Battaglia di Caporetto, durante la quale cadde prigioniero. Fu deportato in Germania, nel campo di lavoro di Hammelburg e liberato il 15 gennaio 1919. L’incubo della guerra e di quella terribile esperienza lo segnò profondamente, e non lo abbandonò mai per il resto della sua vita. E’ morto il 23 novembre 1938.

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La Fabbrica del Cioccolato al Valdichiana Outlet Village

Lezioni di cioccolato, degustazioni e abbinamenti curiosi di vino, grappa e cioccolato. Ancora: sfide a colpi di praline, divertenti workshop per imparare a realizzare una sacher e per i più…

Lezioni di cioccolato, degustazioni e abbinamenti curiosi di vino, grappa e cioccolato. Ancora: sfide a colpi di praline, divertenti workshop per imparare a realizzare una sacher e per i più piccoli laboratori e tanta animazione. E’ “Valdichiana Chocolat”, che con la Fabbrica del Cioccolato di ChocoMoments, l’arte del cioccolato artigianale realizzato dal vivo ed in presa diretta, fa tappa al Valdichiana Outlet Village dal 4 al 6 aprile, per un week di shopping grandi firme a prezzi scontati e gustose proposte lavorate artigianalmente e con prodotti di altissima qualità.

Una formula divertente che porta in piazza Maggiore dodici espositori e produttori di cioccolato, la creatività dei migliori maestri cioccolatieri di tutta Italia e la bontà e il gusto del vero cioccolato artigianale per un evento dedicato alla dolcezza e alla conoscenza del cioccolato, attraverso le raffinate creazioni della mostra mercato: le deliziose praline, le vellutate creme, le tavolette speziate, i tradizionali cremini e le curiose sculture di cioccolato che sembrano animarsi: topolini, coccinelle, scarpette, utensili per la casa, telefonini, tutti interamente realizzati con vero cioccolato artigianale.

“Valdichiana Chocolat”, la grande festa del cioccolato artigianale al Valdichiana Outlet Village, prevede stand sempre aperti dalle 10.00 alle 20.00 e un ricco programma di attività collaterali che si svolgeranno presso la Fabbrica del Cioccolato: una grande struttura nella quale sarà possibile assistere a tutte le fasi della lavorazione del cioccolato: dalla fava di cacao tostata ai cioccolatini finiti. L’imponente macchina per la macinazione delle fave di cacao, darà l’impressione di essere all’interno di un vero e proprio laboratorio artigianale. Tutti i giorni dalle 10 alle 20, gli appassionati e i visitatori del Valdichiana Outlet Village, potranno vedere all’opera il maestro cioccolatiere Giancarlo Maestrone e partecipare al Choco World Educational, un viaggio alla scoperta delle origini del cacao, o prenotare i mini-corsi di lavorazione del cioccolato artigianale ad uso domestico, per realizzare gustosi cioccolatini in casa. Le lezioni per adulti, infatti, si terranno dalle 10.00 alle 12.00 (prenotazione obbligatoria: giancarlo.maestrone@gmaili.com). Tra le novità della Fabbrica, c’è anche il cooking show dello chef patissier Domenico Spadafora, star del programma tv di Rai 2 “Detto Fatto”, che si terrà tutti i giorni alle 17.00. Per gli appassionati cultori del “cibo degli dei” c’è “Cioccolato &…”, lo spazio, aperto dalle 14.00 alle 19.00, dedicato alle degustazioni di caffè, grappa, vino e cioccolato. Saranno i bambini i veri protagonisti: per i più piccoli, infatti, torna lo spazio Babyciok dalle 15.30 alle 17.30, nel quale è possibile improvvisare con il cioccolato, cimentandosi nella realizzazione di cioccolatini con tutte le attrezzature necessarie: grembiuli, cappellini, guanti e attrezzi per la lavorazione. In più, i Punti Ristoro del Valdichiana Outlet Village, presenteranno le loro “Proposte ghiotte”: degustazioni e menù a tema per tutto il week end di “Valdichiana Chocolat”.

 

Maggiori informazioni su: www.valdichianaoutlet.it

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Torrita, tutti i vincitori del VIII Concorso Internazionale di Canto “Giulio Neri”

Si è conclusa ieri, domenica 30 marzo, l’ottava edizione del concorso internazionale di canto “Giulio Neri” con la direzione artistica di Eleonora Leonini, organizzata da Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte e…

Si è conclusa ieri, domenica 30 marzo, l’ottava edizione del concorso internazionale di canto “Giulio Neri” con la direzione artistica di Eleonora Leonini, organizzata da Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte e Comune di Torrita di Siena. Dal 28 al 30 marzo sul palco del Teatro degli Oscuri di Torrita di Siena si sono susseguiti più di ottanta cantanti lirici provenienti da tutto il mondo. La finale della domenica, ha visto gareggiare 20 artisti che sono stati giudicati dalla giuria composta dal direttore musicale “Cantiere Internazione d’Arte” Roland Böer, Guido Barbieri critico musicale de “La Repubblica”,  Nemi Bertagni docenti al Conservatorio “A.Boito” di Parma, Raffaella Coletti Artist manager, e Riccardo Zanellato basso.   Il 1° premio è andato a Marko Ferjancic, il 2°premio, in ex aequo, è andato a Federica Vitali e Yoo Hayoung. Medaglia di bronzo, invece, per Sangtaek Oh, mentre Kiok Park si è aggiudicato il premio speciale “Giulio Neri” come miglior basso. Veronica Lazzeri ha fatto breccia nel cuore degli spettatori che votandola, le hanno permesso di conquistare il premio speciale del pubblico; il premio speciale giovani talenti è stato assegnato ad una promessa della lirica italiana, Chiara Mogini e infine a Cecilia Bagatin è stato conferito il premio speciale talento della lirica.                                                                                                                                                                  

SAM_3856Il concorso è stato indetto in onore dell’amatissimo basso natio torritese Giulio Neri, nato nel 1909 e scomparso nel 1958. Personalità di grande fama, viene ricordato per la sua incredibile vocalità che gli ha permesso di solcare palcoscenici italiani e internazionali, dal Metropolitan di New York al Covent Garden di Londra al Liceu di Barcellona. Nel 1945 interpretò insieme a Beniamino Gigli, Maria Caniglia e Miriam Pirazzini una storica Messa di requiem di Giuseppe Verdi, diretta dal maestro Serafin, nel Belvedere della Città del Vaticano. La voce molto scura e tonante, da autentico basso profondo, gli permise di interpretare con grande padronanza, anche scenica, molti ruoli di basso serio e drammatico, spingendosi con disinvoltura verso i toni più gravi della vocalità maschile.  

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