La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Autore: Maria Stella Bianco

Giovani e tirocini: intervista all’assessore regionale Simoncini

Nel corso della manifestazione “Luci sul Lavoro” che si è svolta a Montepulciano dal 10 al 12 luglio, a margine della conferenza “Una garanzia per i giovani” presso il Teatro…

Nel corso della manifestazione “Luci sul Lavoro” che si è svolta a Montepulciano dal 10 al 12 luglio, a margine della conferenza “Una garanzia per i giovani” presso il Teatro Poliziano, abbiamo intervistato Gianfranco Simoncini, assessore alle attività produttive della Regione Toscana, chiedendogli di approfondire i concetti legati alle tematiche giovanili, ai tirocini e alle opportunità di lavoro per la Valdichiana.

Livornese, al suo secondo mandato come assessore, Simoncini ha la delega alle attività produttive, credito e lavoro. Per la Giunta della Regione Toscana si occupa di sostegno economico all’artigianato, alla piccola e media impresa, all’industria e alla cooperazione; segue gli incarichi relativi all’imprenditoria giovanile e femminile, all’apprendistato e alla formazione continua dei lavoratori, al supporto ai processi di innovazione tecnologica del sistema produttivo. Inoltre, svolge il ruolo di coordinatore sui temi del lavoro e della formazione della IX Commissione della Conferenza delle Regioni.

“Cosa consiglierebbe a un giovane della Valdichiana che non trova lavoro o che vuole cercare una nuova occupazione e non sa in quali settori buttarsi?”

“Sicuramente di iscriversi a Garanzia Giovani, attraverso il quale sarà chiamato dai Centri per l’Impiego della zona che cercheranno di offrirgli gli strumenti che hanno a disposizione. Se è un giovane diplomato o laureato, verrà offerta la possibilità di fare tirocini, se è un giovane che ha fatto un dottorato di ricerca avrà anche incentivi per l’assunzione, se invece è un giovane che ha abbandonato gli studi e non ha ancora un diploma o una qualifica spendibile, potrà usufruire di un percorso di formazione all’interno del sistema formativo. Inoltre, consiglierei di fare un’attenta valutazione di quali sono le competenze e le capacità del ragazzo, e vedere se rispetto a ciò che oggi offre il mercato, ci sono ulteriori percorsi di formazione professionale a cui potrebbe accedere.”

“Riguardo ai tirocini: lei li considera una buona opportunità per entrare nel mondo del lavoro oppure crede che possano diventare un ostacolo che frena e ritarda questa entrata?”

“Ho voluto personalmente, insieme al presidente Rossi, la Legge Toscana sui tirocini. Volevamo superare una situazione nella quale sostanzialmente i tirocini erano una forma di sfruttamento dei ragazzi. Si offrivano tirocini in cui i ragazzi non venivano pagati e non veniva neanche offerto un luogo di lavoro. Inoltre, si facevano tirocini in attività per le quali non c’era nessuna reale formazione.

marystarsimoncLa Legge Regionale sui tirocini è un percorso formativo che si può fare solo una volta, per una qualifica professionale che necessita di un progetto formativo, di un tutor, del Centro per l’Impiego o un altro soggetto pubblico che fa da garante al percorso. È anche obbligatorio un rimborso spese minimo di 500 euro mensili,a cui la Regione Toscana compartecipa con 300 euro, ed è definito un percorso di tempo in cui il tirocinio viene effettuato. Quindi, abbiamo evitato che il tirocinio diventasse una forma di sfruttamento, riportandolo all’interno di un percorso formativo.

Il tirocinio è utile secondo due punti di vista: primo perché permette al giovane di misurare e arricchire le proprie competenze e quindi farsi un’esperienza che un domani sarà spendibile nel mondo del lavoro; secondo, perché in tanti casi ha permesso alle aziende di valutare le capacità del tirocinante e di assumerlo. Purtroppo ad oggi sono state ancora poche le assunzioni a tempo indeterminato, però nel mondo del lavoro raramente siamo di fronte a contratti di questo tipo (che in Toscana rappresentano solo il 10% delle assunzioni totali). C’è però da dire che una buona parte di ragazzi che hanno effettuato tirocinio, è stata poi confermata, soprattutto nell’ambito di incarichi di più alta qualifica, dove è richiesta una maggiore competenza.”

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Giardini in Festa: cocktail esplosivo di gusto e musica

Metti come location dei giardini immersi nella tranquillità di Abbadia di Montepulciano. Unisci fiumi di birra. Aggiungi un menù ricco di gustosi piatti tipici chianini… Di quei piatti che solo…

Metti come location dei giardini immersi nella tranquillità di Abbadia di Montepulciano. Unisci fiumi di birra. Aggiungi un menù ricco di gustosi piatti tipici chianini… Di quei piatti che solo a leggere il nome ti viene l’acquolina in bocca. Poi, immagina una band come i Camillocromo. Shakera il tutto. Ecco servito il cocktail esclusivo che mi sono gustata venerdì sera ai “Giardini in Festa” in compagnia di Alessia.

Non potevano mancare fiumi di birra ai Giardini in Festa!

Quando arriviamo al tramonto, gli ultimi raggi giallo-arancione del sole, illuminano dolcemente le bancarelle disposte ai lati della strada. Ci godiamo le borse e i portachiavi artigianali in esposizione, le collane e gli orecchini dai colori sgargianti fatti a mano, mentre nell’aria s’intreccia il forte odore dell’incenso a quello pungente delle spezie e delle più svariate varietà di tè.

Come potrebbe mai andare storta una serata che inizia con una cena a dir poco deliziosa? Un piatto di pici al sugo di nana (dove nana = anatra) eccezionale. Anche perché i pici sono fatti a mano, e non esiste cosa più goduriosa dei pici fatti a mano con un sugo sapientemente cucinato. Ma “il meglio deve ancora venire”… Immaginatevi due donne, alias me e Alessia, davanti a una lista di hamburger. Riflettete sul fatto che le due donne in questione, rigorosamente, non sono a dieta. Ed ecco fatto! La scelta cade casualmente su un hamburger con 180 gr di pura carne chianina, condito con pomodori freschi, insalata, una salsa squisita e cipolle in agrodolce. Ah sì, e patate fritte.


Una bomba di cena, ma di cui il palato ha gioito in una maniera incredibile. Una cena strepitosa, consigliata agli amanti della buona cucina.

 

Camillocromo

I Camillocromo: Circus Swing Orchestra

Tenete conto che poi la serata non finisce qui, perché lo stand della birra inizia a riempire a ruota bicchieri di birra, mentre la piazzetta allestita per lo spettacolo si riempie di gente, e sul palco salgono 7 personaggi incredibili con un look po’ bohémien: i Camillocromo. Con loro, è amore a prima nota. Se non li hai mai ascoltati, già a metà della prima canzone sei immerso nel loro strano mondo musicale. Appena torni a casa da un loro concerto, che siano le 11 di sera, le 5 di mattina o le 3 di pomeriggio, non puoi fare altro che correre su You Tube per cercare le loro canzoni per continuare a far suonare nella tua testa le loro insolite melodie.

Nello sguardo di ognuna delle persone del “Terzo Millennio“, coloro che sono riusciti a mettere in piedi un evento simile, leggi tanta forza di volontà e la passione di migliorare di anno in anno, questo evento che merita di diventare un appuntamento di rilievo annuale. Un appuntamento di alto livello, sia sul piano musicale che sul piano culinario.

Staff Terzo Millennio

Complimenti a tutto lo staff del Terzo Millennio: continuate così!

Un ringraziamento speciale va a tutto lo staff del Terzo Millennio e agli organizzatori dei “Giardini in Festa“, che unisce persone di tutte le età e che rappresenta un mezzo di aggregazione per la comunità di Abbadia di Montepulciano. Andate avanti così che siete forti!

 #GIF14 – Giardini in Festa 2014 – La foto gallery della serata – L’hamburger di chianina!

 

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Festa del Barbarossa: vittoria per Borgo e Canneti

Si è conclusa ieri, domenica 22 giugno, la 54^ edizione della Festa del Barbarossa a San Quirico d’Orcia. Le due Brocche realizzate dal senese Renato Ferretti sono state conquistate dai…

Si è conclusa ieri, domenica 22 giugno, la 54^ edizione della Festa del Barbarossa a San Quirico d’Orcia. Le due Brocche realizzate dal senese Renato Ferretti sono state conquistate dai Canneti e dal Borgo in un soleggiato ma ventoso pomeriggio.

brocca-alfieri-cannetiSembra che si sia avverata ancora una volta la credenza sulla bocca dei San Quirichesi secondo cui “quando piove e la festa è rimandata, stai pur sicuro che vinceranno i Canneti”. Constantin Dragusanu, William Marchitti, Alessio Ravagni e Lapo Giannelli hanno infatti conquistato la giuria, portando con onore la Brocca degli alfieri nel quartiere bianco blu di San Quirico. Una sbandierata d’effetto, con una coreografia frizzante e ben studiata. Uno spettacolo allo stato puro, accompagnato dal suono del tamburo di Francesco Dinetti, che ben scandiva ogni singolo movimento degli alfieri. Con questa vincita, continua l’alternanza di vittorie tra il Quartiere Canneti e il Quartiere Castello che va ormai avanti dal 2008 ( Castello 2008 – Canneti 2009 – Canneti 2010 – Castello 2011 – Canneti 2012 – Castello 2013 – Canneti 2014).

I campioni in carica del Castello non sono riusciti nell’impresa di vincere due anni consecutivi la Festa del Barbarossa, forse intimoriti dal forte vento che ha soffiato incessantemente durante la loro esibizione. Grande rivelazione della giornata: il Borgo, che non vince la gara degli alfieri dal 1980, ma che ieri ha lasciato a bocca aperta il pubblico presente agli Horti Leonini, e ha dimostrato di avere le carte in regola per tornare a vincere. Tanta la forza di volontà e la sete di vittoria del Quartiere Prato, che però rimane fermo all’ultima vittoria del 2007.

arcieri-borgo4^ vittoria consecutiva alla Festa del Barbarossa per gli arcieri del Quartiere Borgo, grazie alla coppia Andrea Brandi – Mirko Burattelli, detto anche il Killer. Con professionale concentrazione hanno smantellato gli altri 6 arcieri, dando dimostrazione della loro bravura, tanto che non è stata nemmeno disputata la finale, essendo arrivati primi in entrambe le tornate. Il quartiere Borgo, continua a rimanere in testa nella classifica delle gare degli arcieri vinte con ben 20 vittorie.

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Torrita: tutto pronto per il “3° Memorial Marcello Canapini”

Lunedì 26 maggio si apre a Torrita di Siena la terza edizione del Torneo di Calcio a 5 in memoria di Marcello Canapini. Un evento nato grazie alla Contrada “Le…

Lunedì 26 maggio si apre a Torrita di Siena la terza edizione del Torneo di Calcio a 5 in memoria di Marcello Canapini.

Un evento nato grazie alla Contrada “Le Fonti” di Torrita di Siena, che è stata l’organizzatrice del 1°Torneo 3 anni fa. Il 2°anno, vista la partecipazione attiva di alcuni contradaioli nella squadra del “Futsal Torrita“, è stato deciso di instaurare una fiorente collaborazione tra le due parti per cercare di ingrandire l’ evento. Il “2° Memorial Marcello Canapini” è stato un autentico successo. Hanno partecipato ben 16 squadre ( il numero massimo consentito ) provenienti dalla zona Valdichiana e dalle zone limitrofe, come da Castiglione del Lago. L’evento è durato un mese, attirando tutte le sere un numeroso pubblico al Palazzetto dello Sport. Quest’anno è prevista la stessa partecipazione di squadre dell’anno 2013, per questo torneo che vorrebbe diventare un evento fisso e peculiare nella piccola vita sportiva di Torrita di Siena. I premi messi in palio dall’organizzazione sono svariati: non solo la Coppa alla squadra vincitrice, ma anche quella al capocannoniere, al miglior giocatore e al miglior portiere.

 

Marcello CanapiniMarcello Canapini è stato un Torritese DOC, venuto a mancare nel 2007. Presidente della Contrada “Le Fonti” a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, i contradaioli, ma anche tutti gli abitanti di Torrita, lo ricordano con grande affetto come una persona sì autorevole, ma allo stesso tempo carismatica e coinvolgente. Il vuoto lasciato dalla sua grande personalità è incolmabile, in quanto Marcello è per tutti semplicemente inimitabile. Il torneo è stato indetto in sua memoria perché lui fu il primo, al tempo in cui rivestiva la carica di Presidente di Contrada, a organizzare numerosi tornei calcistici. Marcello, con la sua grande arguzia, non fece altro che trasformare questi tornei in mezzi di aggregazione per i ragazzi della contrada. Il suo desiderio più grande era infatti che i ragazzi Bianco-Rossi potessero stare insieme durante tutto l’anno, anche oltre il periodo del Palio.

 

Un ringraziamento speciale va a Pietro Canapini, che ci ha fornito la bellissima foto dell’articolo. Altro ringraziamento va a Manuel Felici che ci ha dato tutte le informazioni necessarie sul torneo. Un grazie enorme ai contradaioli de “Le Fonti”, Roberto Trabalzini e Daniele Bufalini, che ci hanno regalato un ricordo speciale di Marcello. Infine, grazie a tutte le persone che lo conoscevano, che lo portano nel cuore e che ci hanno fornito un bellissimo ricordo di lui.

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“Compagnia Teatro Giovani Torrita”: dal ’97 continua la scalata

La “Compagnia Teatro Giovani Torrita” nasce nel 1997 da un’idea di Paolo Benvenuti, nata con l’intento di stimolare e sostenere la crescita dei ragazzi attraverso l’arte e la cultura teatrale…

La “Compagnia Teatro Giovani Torritanasce nel 1997 da un’idea di Paolo Benvenuti, nata con l’intento di stimolare e sostenere la crescita dei ragazzi attraverso l’arte e la cultura teatrale in ogni sua forma, con riferimento particolare al teatro musicale.
Nel 2009 ha inizio la salda collaborazione con Fabiola Ricci, ed è grazie al suo contributo che a Torrita nasce l’Accademia Toscana del Musical Theatre: un percorso formativo composto da stage con professionisti del settore e corsi annuali come il Corso di Canto e il Corso di Teatro e Avviamento al Musical per bambini e ragazzi. Matteo Benvenuti ci ha parlato di questa Compagnia, fiore all’occhiello per Torrita di Siena.

The Wedding Singer” è il vostro ultimo lavoro, ma sappiamo che sono numerosi gli spettacoli che avete messo in scena prima di questo.

“Il primo spettacolo della Compagnia – spiega Matteo – va in scena nel ’97, tratto da “I racconti di Natale di Charles Dickens”, seguito l’anno dopo da “Forza Venite Gente” sulla vita di Francesco d’Assisi. Il successo è notevole e rafforza nel gruppo la voglia di andare avanti impegnandoci in un vero e proprio musical. Viene proposto in versione italiana “Joseph, il re dei Sogni”, tratto da “Joseph and the Amazing Technicolor Dreamcoat”, della coppia Webber-Rice, i creatori di musical tra i più famosi nel mondo. Nel 2000, la Compagnia porta in scena “Il Fantasma di Canterville”, musical tratto dall’omonimo romanzo di Wilde, scritto da Franco Travaglio.
Nel 2005 inizia la fortunata tournée con “Jesus Christ Superstar” nella versione italiana tradotta da un gruppo di ragazzi della Compagnia. Gli anni 2008 e 2009 sono stati dedicati alla messa in scena di una serie di concerti spettacolo: “Musical Greatest Hits Celebration” e “Make Musical Not Wall”, quest’ultimo realizzato nell’ambito del progetto di cooperazione internazionale con il popolo palestinese “Terre di Toscana. Strumenti per la pace”. Altro importante progetto è stato “AstroSchool Musical”, spettacolo creato per il Planetario dei Licei Poliziani, una vera e propria lezione di astronomia in musica. Nel maggio 2010, debutta “The Rocky Horror Experience”.

La scelta di mettere in scena l’opera “The Wedding Singer” è una casualità?

222737_10150184344035770_334726_n“Non è una casualità. Tutto ha inizio quando una sera di dicembre, io e i ragazzi stavamo provando per “AstroSchool Musical”. Arriva Paolo e ci dice che ha una nuova sfida da proporci, infila il cd nello stereo e parte la prima canzone di “The Wedding Singer”: energia allo stato puro!
Decidiamo così di partecipare con la versione italiana di “The Wedding Singer” al progetto You Media la comunicazione fra e per i giovani. “Il Wedding”, è un concentrato di adrenalina che si riflette nelle canzoni, nei fantastici personaggi e in tutto lo spettacolo, dall’inizio alla fine. É un po’ come Grease, solo ambientato nei mitici anni ’80. La prima dello spettacolo si tiene nel maggio 2011 e vince anche dei premi al concorso del Teatro Nuovo di Milano nel 2012. Quest’anno, riporteremo in scena questo bellissimo spettacolo al teatro Mascagni di Chiusi il 23 e 25 Maggio 2014 con un cast rinnovato”. – racconta Matteo

Di spettacoli tra i quali potete scegliere ce ne sono a bizzeffe, quindi viene spontaneo chiedere se avete dei criteri particolari con cui scegliete gli spettacoli da realizzare.

“Di un musical ti devono appassionare le musiche e la storia. Già da quando lo ascolti su cd ti deve venir voglia di ballare e di emozionarti. È stato così per tutti i musical che abbiamo messo in scena. Un Musical ti deve stregare subito! “The Wedding Singer” ne è l’esempio: ti conquista perché è eccezionalmente esplosivo”.

La Compagnia ha partecipato ad importanti concorsi, vincendo anche dei premi. Nel 2012 la Compagnia viene selezionata per partecipare al Festival Nazionale del Teatro Nuovo di Milano. Il 13 luglio, va in scena a Milano “The Wedding Singer”. Il risultato? 1° premio come miglior spettacolo musicale, 3° premio come miglior spettacolo in assoluto, ed uno degli attori, Giulio Benvenuti, vince il 1° premio come miglior attore in assoluto. Nel 2009 ha partecipato al concorso di Musical a Firenze a DanzaInFiera arrivando tra i primi Cinque con una riduzione di Jesus Christ Superstar. In questa occasione, uno dei ragazzi, Federigo Marignatti, ha vinto una borsa di studio che gli ha aperto la strada verso quella che adesso è diventata la sua professione, il performer.

Siete una Compagnia molto coinvolgente, ma se qualcuno volesse entrare a far parte del vostro gruppo deve seguire un iter particolare o deve avere precise competenze?

224099_10150184139875770_6487373_n“In realtà no – spiega sempre Matteo – la nostra è una Compagnia aperta a tutti e chiunque può partecipare. Non ci sono limiti di età e nemmeno di distanza ormai, visto che alla nuova produzione del “Wedding” prendono parte ragazzi che arrivano da tutta Italia!
All’interno della Compagnia ci sono sia persone che lo fanno per hobby, sia ragazzi che vorrebbero avvicinarsi al teatro, alla musica e al musical per professione.
Sicuramente la Compagnia Teatro Giovani Torrita è un’opportunità per chi vuole perfezionare la tecnica vocale e lo studio artistico, ma anche per chi vuole imparare a calcare il palcoscenico e divertirsi nel farlo”.

Fare musical non è una cosa semplice. Quali sono le caratteristiche che una persona deve avere per farlo?

“Prima di tutto bisogna avere tanta voglia di mettersi in gioco, di divertirsi e di imparare. Non è affatto semplice. Nel musical si canta, si balla e si recita nello stesso momento, ma dopo aver imparato la tecnica e aver faticato un pochino, il palco e il pubblico ti ripaga di tutto il sudore versato.
La motivazione e l’approccio usati per realizzare uno spettacolo cambia il risultato dal giorno alla notte. La soddisfazione è mille volte maggiore se ci metti il cuore e l’impegno. Un’altra cosa fondamentale è il gruppo. Fin dal corso dei più piccoli si insegna il rispetto per gli altri. S’impara ad ascoltarsi, a stare insieme e a gestire se stessi in funzione di chi ci sta intorno.
In uno spettacolo, nessuno è “il più importante”, perché tutti sono fondamentali”.

Tanto per fare un po’ i curiosi, rivelateci i vostri progetti futuri. Cosa avete in programma, dopo lo spettacolo al Mascagni di Chiusi?

“Portare “The Wedding Singer” in tantissimi teatri, sempre continuando con la formazione attraverso l’Accademia Toscana del Musical Theatre.
Abbiamo inoltre già tanti appuntamenti estivi al Teatro degli Oscuri di Torrita e ci piacerebbe portare i bambini in tournée con il “Mago di Oz”.
Altro importante appuntamento estivo è la premiazione del Premio Primo, che avremo l’onore di ospitare a Torrita il 29 Giugno. E infine saremo alle prese con lo stage di fine estate, un appuntamento apprezzato e molto atteso, diretto da Marco Columbro con Laura Ruocco, Antonello Angiolillo, Barbara Pieruccetti” – conclude Matteo

Augurandoci di vedere questo gruppo di ragazzi così affiatati e appassionati calcare i palcoscenici di tutta Italia, noi de La Valdichiana.it gli facciamo un enorme in bocca al lupo.

Puoi leggere anche: The Wedding Singer al Teatro Mascagni di Chiusi

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TwoLo, il 18enne di Chianciano che “rappa” la vita

Lorenzo è un ragazzo di 18 anni di Chianciano Terme che fa rap, ha un nome d’arte (TwoLo) e sa bene ciò che vuole. Lo dimostra il fatto che l’11…

Lorenzo è un ragazzo di 18 anni di Chianciano Terme che fa rap, ha un nome d’arte (TwoLo) e sa bene ciò che vuole. Lo dimostra il fatto che l’11 aprile è uscito in free download il suo primo disco dal carattere molto personale, in cui passa da pezzi hardcore a pezzi suonati al pianoforte, dal pezzo d’amore al pezzo arrabbiato. Noi de La Valdichiana.it abbiamo ascoltato questo album e abbiamo incontrato Lorenzo, che ci ha parlato un po’ di sé, della sua musica e delle sue canzoni.

“Ho una concezione tutta mia della musica.. Credo che essa debba essere un mezzo attraverso il quale l’artista comunica e trasmette i propri stati d’animo e le proprie emozioni, lasciando all’ ascoltatore qualcosa impresso nella testa quando il suono si propaga. Nelle mie canzoni parlo della mia vita, a volte anche estremizzando, ma quello che descrivo con tali parole è il ritratto di me stesso, di come mi vedo e di come mi sono visto in 18 anni di vita. Credo di essere un adolescente come tutti gli altri, con gli stessi “microdrammi” adolescenziali.. L’amore, la famiglia, la scuola, gli amici. A differenza della massa però ho un dono: quello di saper esprimere i sentimenti con le parole. Voglio riuscire a trasmettere sensazioni positive e di speranza a chi ascolta i miei brani. L’utilizzo di termini forti, come “depressione”, “frustrazioni”, “solitudine”, “sconfitte”, “fallimenti” è più uno sfogo, uno sprono per quelli che come me si trovano in questo periodo così fugace quanto importante della vita.”

Siamo curiosi, il tuo nome d’arte è originale, nuovo e fresco. Ma è anche abbastanza strano, a dire la verità! Come ti è venuto in mente?

“Viene dal mio nome anagrafico, ovvero Lorenzo Lombardi. Se prendiamo le prime 2 lettere del nome e le prime 2 del cognome, abbiamo due volte LO. Inizialmente infatti mi chiamavo DueLo ma per ragioni morfologiche e di suono ho scelto di “inglesizzarlo” in TwoLo. Credo che questo pseudonimo mi rappresenti appieno, e ben dimostri come la persona e l’artista non siano due figure contrapposte e differenti, bensì siano la stessa persona. TwoLo è un po’ la trasposizione di Lorenzo.”

Cover Front dell'album "Fallito" di TwoLo

Cover Front dell’album “Fallito” di TwoLo

L’album appena uscito si chiama “Fallito” e al suo interno c’è una canzone con lo stesso titolo:

“Sono molto legato a quel brano. Definirmi “fallito” è un modo per incitarmi a non esserlo e a non diventarlo, ma è anche una sorta di “autosatira“. In un momento come questo, in cui di cantanti ce ne sono fin troppi, e soprattutto nel rap in cui si tende a definire il rivale o il prossimo “fallito”, io me lo sono detto da solo. L’ho fatto per far capire che in realtà nessuno al mondo è veramente fallito se si è messo in gioco per realizzare il proprio sogno, per cambiare qualcosa, per fare ciò che lo gratifica. Sono una persona con un’ autostima molto bassa, ma appena iniziai a fare rap, trovai terreno fertile e darmi del “fallito”, è servito molto a spingere a perfezionarmi e a conseguire risultati migliori nella musica come nella vita.”

Lorenzo-TwoLo ci spiega il brano “Chianciano-City”, dedicato alla sua provinciale città natale:

“E’ stato strutturato in due sezioni: la prima cupa, sofferente e triste in cui faccio un quadro critico della situazione che sta vivendo oggi la mia cittadina. La seconda è invece volta a svegliare, a far aprire gli occhi ai cittadini, a promuovere la rinascita di questa città termale, come a voler dare una forte scossa a chi la ascolta. Amo il mio paese ma allo stesso tempo provo odio e vergogna per chi non lo apprezza e ragiona soltanto egoisticamente senza pensare alla collettività. Non ho nemmeno 18 anni e già me ne voglio andare; molti genitori portano i figli a crescere fuori da questo paesino sempre più “fantasma”, specchio di una nazione anch’essa “fantasma”. Ho visto la nostalgia e la tristezza negli occhi degli anziani, e così ho deciso di mettere nero su bianco ciò che ritenevo giusto dire su Chianciano.”

Ascoltando l’album c’è una canzone, “Black List”, in cui TwoLo dice “odio voi che fate musica solo per moda”…

“Purtroppo, al giorno d’oggi per colpa dei media (vedi talent, radio,commercializzazione della musica), molti musicisti o pseudo tali, si buttano in questo oceano solo per uno scopo: ottenere fama. Ho sempre detestato questo tipo di persone. Le trovo vuote e prive di valori. Il rap è per eccellenza il genere musicale dello sfogo, della ribellione, della rivolta e così è anche per me. Pur avendo iniziato da poco (quasi 2 anni), grazie ad esso posso esprimere appieno il mio essere.”

Impazienti di vederlo live in giro per la Valdichiana, ci ha svelato che ha in progetto di fissare numerose date per questa primavera/estate 2014 e che sta già lavorando al prossimo disco.

A questo punto non ci resta che fare un grosso in bocca al lupo a TwoLo! E vi invitiamo a cercarlo su Facebook e ad ascoltare le sue canzoni e le sue parole.

Link per scaricare l’album : http://www.honiro.it/download_twolo-fallito-ep.html

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Lasagne con i carciofi

La ricetta che vi propongo oggi è semplice ma davvero gustosa. Il re di questa ricetta è un ortaggio stagionale: Messer Carciofo. In questo periodo dell’anno troviamo carciofi ovunque. Nelle…

La ricetta che vi propongo oggi è semplice ma davvero gustosa. Il re di questa ricetta è un ortaggio stagionale: Messer Carciofo. In questo periodo dell’anno troviamo carciofi ovunque. Nelle bancarelle a bordo strada, nei supermercati, al mercato, basta solo fare attenzione ad acquistare carciofi che siano ancora belli freschi e sodi e che quindi abbiano poco scarto. Quindi perchè non ne comprate qualcuno e non ci preparate delle squisite lasagne? Per la pasta, vi consiglio di comprare quella già pronta, che trovate nel banco frigo di qualsiasi supermercato. Se volete complicarvi la vita, vi suggerisco invece di farla a mano! Non è difficile, ci vuole solo 1 uovo ogni 100 gr di farina e un pizzico di sale. E’ ovvio che conviene avere la macchina stendipasta per risparmiare tempo e fatica. Altrimenti armatevi di ranzagnolo e tanta pazienza e stendete la pasta a mano.

Ingredienti per le lasagne con i carciofi:

• Carciofi (ne bastano 2, ma potete metterne anche più o meno, a seconda del vostro gusto personale)
• Una dose di besciamella (burro, farina, latte, sale e noce moscata)
• Una confezione di pasta fresca all’uovo (sfoglia) per lasagne
• Una mozzarella
• Parmigiano q.b.

1° step – Pulite i carciofi togliendo le foglie esterne più dure e stoppacciose e arrivate al cuore del carciofo. Tagliate via anche le punte e i gambi. Tagliate i carciofi a spicchi e poneteli in una ciotola con acqua e limone. Preparate una padella con un filo d’olio, aglio tritato finemente, prezzemolo anch’esso tritato, e aggiungetevi i carciofi ben sgocciolati. Fate cuocere per una ventina di minuti (se rimangono un pochino crudi non abbiate timore, finiranno di cuocere in forno con la pasta).

2° step – Mentre i carciofi cuociono, preparate la besciamella. Mettete in una pentola una quantità di burro, fate sciogliere e unite farina tanta quanta affinché il composto ottenuto non si stacchi bene dalle pareti della pentola. Unite poi il latte, un pizzico di sale e noce moscata.

3° step – In una pentola dai bordi alti mettete abbondante acqua salata e fatevi cuocere le lasagne. Fate sgocciolate bene le sfoglie su un canovaccio asciutto!!!

4° step – Passiamo all’assemblaggio del piatto.

Prendete una pirofila e sporcatene la base con un cucchiaio di besciamella. Mettete il primo strato di sfoglia e sopra ponetevi carciofi, besciamella, qualche pezzo di mozzarella e una spolverata di parmigiano. Mettete sopra un altro strato di sfoglia e continuate così fino a quando tutti gli ingredienti non saranno esauriti.

N.B.
Sopra l’ultimo strato di sfoglia consiglio di NON mettere i carciofi, perché il calore del forno rischierebbe di bruciarli! Quindi terminate con sola besciamella, mozzarella e formaggio.

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La bioedilizia, un’edilizia migliore nel rispetto all’ambiente. Intervista a Leopoldo Manini

Per “bioedilizia” si intende un’edilizia rispettosa dell’ambiente, che in questi ultimi anni sta facendo passi da gigante. Gli edifici ecosostenibili hanno molti vantaggi, noi de La Valdichiana.it abbiamo incontrato Leopoldo…

Per “bioedilizia” si intende un’edilizia rispettosa dell’ambiente, che in questi ultimi anni sta facendo passi da gigante. Gli edifici ecosostenibili hanno molti vantaggi, noi de La Valdichiana.it abbiamo incontrato Leopoldo Manini, un giovane torritese che ha intrapreso la strada della bioedilizia e che ci ha spiegato il lavoro della sua azienda. La sua “engineering” ha sede a Torrita di Siena, ed è una numerosa équipe composta da geometri, geologi, ingegneri e altre personalità determinanti che contribuiscono a svolgere l’attività aziendale nel migliore dei modi.

“Ho scelto di operare nel settore della bioedilizia per una duplice valenza: commerciale ed etica. Dal punto di vista commerciale la bioedilizia offre più vantaggi rispetto all’edilizia tradizionale, per esempio una struttura in legno è in grado di resistere ai forti terremoti di cui oggi siamo testimoni, inoltre garantisce comfort abitativo unico ed un elevato risparmio energetico.
Dal punto di vista etico sappiamo che reimpiantare nuove alberature produce maggior quantità di ossigeno, se pensiamo invece alla realizzazione in laterizi o in cemento, ci accorgiamo di aver realizzato cave ovunque modificando quel paesaggio che la natura ha impiegato millenni per creare.”

Geom. Leopoldo Manini

Geom. Leopoldo Manini

Nella credenza comune questo settore è visto un po’ in modo scettico, e si tende a pensare che il mattone sia l’elemento da costruzione per eccellenza. Tu cosa ne pensi?

“Le novità creano sempre scetticismo, noi italiani impieghiamo molto tempo a modificare le nostre credenze, ma quando lo facciamo il cambiamento è radicale – continua Leopoldo –  Un esempio palese è il fotovoltaico, che ha visto partire l’Italia in estremo ritardo rispetto ad altri paesi Europei, per poi recuperare il tempo perso nel giro di pochi anni. La stessa cosa sta avvenendo con la bioedilizia. Generalmente chi si informa difficilmente rimane scettico e chi ha avuto la fortuna di costruire in bioedilizia non può che consigliarla.”

Ma le richieste di edifici ecosostenibili che ha la tua azienda, provengono solo dalla zona Valdichiana e zone limitrofe? E se invece provengono da un’area più ampia, come fate a farvi conoscere?

“Abbiamo richieste da tutta Italia, soprattutto dal Centro e dal Sud. Le persone ci conoscono perché partecipiamo a fiere, in più abbiamo un’ottima rete commerciale, e internet gioca un ruolo importantissimo. Le persone s’informano sui portali, sui siti specializzati, e conversano sui social.
Abbiamo una pagina Facebook con oltre 6000 seguaci, e questo dimostra che l’argomento crea interesse e curiosità tra le persone. Internet è senza dubbio la miglior vetrina al mondo, ma c’è da dire che il passaparola resta ancora il miglior sistema di vendita in assoluto.”

Abbiamo poi chiesto a Leopoldo cos’è il network Gruppo Bioedile, per avere le idee un po’ più chiare sul suo lavoro:

“Il network nasce per rispondere alle esigenze tecniche, logistiche e commerciali dei clienti di tutta Italia. Quindi abbiamo fondato il Gruppo Bioedile, un brand ormai molto conosciuto che rappresenta una rete specializzata nel settore della bioedilizia con progettisti, agenti immobiliari ed installatori. Questi network sono distribuiti su gran parte del territorio nazionale così da rispondere velocemente alle richieste che provengono localmente. La nostra azienda rimane comunque la capofila della filiera costruttiva garantendo qualità dei materiali utilizzati, standardizzazione delle procedure e garanzia sull’immobile costruito.”

Per concludere questa breve lezione sulla bioedilizia, abbiamo, infine, chiesto a Leopoldo quali sono i vantaggi veri di una casa ecosostenibile:

“Innanzitutto, la resistenza al sisma. Rigorosi test hanno dimostrato come una struttura in legno può resistere ai terremoti più forti. C’è poi il risparmio energetico. Costruiamo case che hanno un consumo di energia prossimo allo zero e talvolta, grazie a pochi kw di fotovoltaico, le nostre abitazioni riescono a produrre più energia di quanta ne viene consumata. E infine non possiamo dimenticare il benessere abitativo. Il legno garantisce infatti calore, accoglienza e salubrità degli ambienti: elementi purtroppo non riscontrabili nella maggior parte delle nostre abitazioni attuali.”

 

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Colomba di Pasqua

La preparazione della Colomba di Pasqua fatta in casa richiede tanta pazienza, tanto tempo, ma regala anche tanta soddisfazione. Il gusto è ottimo, quindi…… La bella figura è assicurata! Non…

La preparazione della Colomba di Pasqua fatta in casa richiede tanta pazienza, tanto tempo, ma regala anche tanta soddisfazione. Il gusto è ottimo, quindi…… La bella figura è assicurata! Non fatevi intimorire dai tanti passaggi e dalla lunghezza della ricetta, provate!

Ingredienti (per una colomba da 1kg ca.)

Primo impasto

  • 200 gr di farina 00
  • 20 gr di lievito di birra
  • 50 gr di latte

Secondo impasto

  • 200 gr di farina Manitoba
  • 125 gr di zucchero
  • 125 gr di burro (a pezzetti e a temperatura ambiente)
  • 50 gr di latte

Terzo impasto

  • 200 gr di farina Manitoba
  • 125 gr di burro
  • 125 gr di zucchero
  • Buccia grattugiata di un limone
  • Buccia grattugiata di un’arancia
  • 6 uova: 3 intere e 3 tuorli (non buttate gli albumi! Serviranno per la glassa!!!)
  • 1 cucchiaio di miele
  • 1 bustina di vanillina
  • 80 gr di arancia candita + 80 gr di cedro candito (in alternativa, usate gocce di cioccolato o uvetta o quello che preferite)

Per la glassa

  • 3 albumi
  • 150 gr di mandorle non pelate
  • 120 gr di zucchero a velo

Procedimento

[Primo impasto] Fate scaldare in un pentolino 50 gr di latte, e fatevici sciogliere il lievito. Aggiungete la farina e impastate bene. Fate lievitare in un luogo al riparo da correnti per circa un’ora.

[Secondo impasto] Riprendete il primo impasto, e aggiungete i 200 gr di farina Manitoba, i 125 gr di zucchero e i 125 gr di burro, gli altri 50 gr di latte, e lavorate il tutto finchè non avrete un impasto elastico. Coprite e fate lievitare per 3 ore.

[Terzo impasto] Riprendete il secondo impasto, e unitevi: 200 gr di farina Manitoba, 125 gr di burro, 125 gr di zucchero, la buccia di limone e quella di arancia, le uova, il miele, la vanillina e i canditi. Se vedete che l’impasto rimane troppo liquido, aggiungete qualche cucchiaio di farina. Questo impasto dovete farlo lievitare almeno 8 ore, e per fare bene vi consiglio di farlo lievitare una notte intera.

La mattina, il volume sarà triplicato. Prendete l’impasto e lavoratelo nuovamente (con tanto olio di gomito!!!). Copritelo e fatelo lievitare per un’ora. Trascorso il tempo, riprendetelo e mettetelo dentro lo stampo a forma di colomba, copritelo con un panno e fate lievitare nuovamente per due ore circa.

Intanto, potete preparare la glassa. Mettete nel frullatore 100 gr di mandorle e frullatele fino a farle diventare farina, aggiungete lo zucchero a velo e i 3 albumi. Frullate nuovamente il tutto. Quando la colomba avrà terminato le ultime due ore di lievitazione, distribuite questo liquido color nocciola su tutta la sua superficie, aggiungendo i 50 gr di mandorle intere.

Passiamo alla cottura. Il forno deve essere molto caldo! Cuocete la colomba a 200° per i primi 15 minuti, poi copritela con della carta forno o carta stagnola e abbassate la temperatura a 180°. Dopo 35 minuti dall’abbassamento della temperatura, la colomba sarà pronta.

Per l’occasione vi riproponiamo anche la ricetta dei Ciambellini

E con queste ricette tipiche pasquali, la redazione vi augura Buona Pasqua!

 

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Città della Pieve: si dimette la segretaria del sindaco

Dimissioni a catena per l’organico del sindaco Riccardo Manganello, che dopo la sconfitta delle primarie del Pd, ha visto i suoi collaboratori reagire in maniera forte, chiedendo maggior chiarezza sull’esito…

Dimissioni a catena per l’organico del sindaco Riccardo Manganello, che dopo la sconfitta delle primarie del Pd, ha visto i suoi collaboratori reagire in maniera forte, chiedendo maggior chiarezza sull’esito delle elezioni, tanto da lasciare il proprio incarico. Il primo a sollevare i dubbi post-primarie pievese è stato Fabrizio Fattorini, che dopo le dimissioni da vicesindaco di Città della Pieve, ha chiesto a gran voce al Pd di annullare le primarie e di fare chiarezza sull’accaduto.
È di ieri invece la notizia delle dimissioni di un altro collaboratore di Manganello, Vania Bartoccioni della segreteria del sindaco. In una nota stampa la Bartoccioni spiega le motivazioni delle sue dimissioni e racconta di un clima «di disgregante mistificazione» che si respirerebbe nei corridoi di Palazzo della Corgna.

«In questi due anni – spiega Vania Bartoccioni – ho condiviso con il sindaco ideali di coesione, concordia e solidarietà, guardando alla città come ad una comunità, ad un variegato sistema di istanze, di sensibilità, di progetti e di obiettivi, riconducibili al fine comune della crescita collettiva sociale e culturale. Oggi questa comunità non esiste più: le primarie del Pd, senza alcun confronto aperto sulle prospettive per il governo della città, hanno svuotato quell’identità comune per la quale ho lavorato in questi anni in piena sintonia con il sindaco Manganello e la sua giunta. Primarie discusse e discutibili che, piuttosto che come strumento di democrazia interna – sottolinea la Bartoccioni -, sono state utilizzate come un piede di porco per scardinare una coalizione coesa e coerente e per violare quella comunione d’intenti che distingue una comunità da un aggregato urbano e che ha qualificato l’azione di governo del sindaco in carica. Avverto un clima mai respirato prima, di disgregante mistificazione, dove la restaurazione viene maldestramente imbellettata per presentarsi come rinnovamento. Lavorare per questa città non m’interessa. Per questo ho dato le dimissioni anticipate dall’ufficio segreteria del sindaco. A Riccardo Manganello – conclude – rinnovo la più ampia e incondizionata stima e lo ringrazio per la fiducia che ha voluto riservarmi, della quale sono stata e resto onorata».

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