La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Autore: Maria Stella Bianco

Produzione dell’olio: fase dell’imbottigliamento

Il reportage de La Valdichiana sull’olio continua con la visita all’Azienda Agricola Carraia in Località Petroio. Franco Bardi, presidente del Consorzio olio DOP Terre di Siena, e proprietario dell’Azienda Agricola…

Il reportage de La Valdichiana sull’olio continua con la visita all’Azienda Agricola Carraia in Località Petroio.

Franco Bardi, presidente del Consorzio olio DOP Terre di Siena, e proprietario dell’Azienda Agricola Carraia a Petroio, all’interno della sua attività effettua l’imbottigliamento dell’olio. Per ottenere l’Olio Extra Vergine, Franco possiede olivi di varie specie: Leccino, Frantoio, Moraiolo e Pendolino. L’oliveto, è posto a 430 mt s.l.m., e questa altitudine si rivela ottimale per la coltivazione delle olive.

Quando abbiamo conosciuto Franco, durante la visita al Frantoio La Romita di Carlo Alberto Bindi, gli abbiamo subito chiesto come è stata la raccolta di quest’anno:

Non buona. Quest’anno le olive hanno fatto poca resa, e addirittura tante olive non sono proprio all’altezza di fare l’olio – spiega Franco Bardi – L’ olio non buono di quest’anno, è tale a causa del clima e della mosca. Molti produttori non hanno fatto trattamenti, invece, affinché l’oliva faccia un buon olio, è necessario trattarla e stare attenti alla mosca e alle altre malattie.

Essendo presenti alla macinazione delle olive di Franco e all’analisi dell’olio effettuata dal Biologo Mario, ci siamo ben presto resi conto di come il suo olio fosse molto buono, rispetto alla media. Quindi con curiosità gli abbiamo chiesto come avesse cercato di arginare il problema.

Io tutti gli anni cerco di curare gli olivi. Oggi non sono più le temperature di un tempo, tutto è cambiato, compreso il clima. Sono necessarie molte cure e molte attenzioni.

SAM_54041Qualche giorno dopo siamo stati alla sua Azienda Agricola, per terminare il nostro viaggio nell’olio e scoprire come funziona l’imbottigliamento. Le olive, una volta colte, vengono portate la sera stessa al frantoio. Questo perché è necessario macinarle subito.

Signor Franco, una volta ottenuto l’olio, cosa succede?

L’olio ottenuto, viene messo nei contenitori di acciaio inox che sono collegati direttamente attraverso una pompa, alla macchina che piena le bottiglie di olio. Grazie a questa pompa, l’olio arriva direttamente alla macchina, che viene impostata in base alla quantità di liquido da inserire nella bottiglia. Ogni contenitore può essere da 0,10-0,25-0,75, fino a 5 litri. Il flusso si ferma automaticamente raggiunta la quantità giusta.

E la fase successiva qual è? Servirà il tappo a queste bottiglie!

SAM_54071Da qui infatti si va alla macchina che chiude e avvita il tappo. Poi la macchina successiva, mette il sigillo intorno al tappo. Poi si passa all’etichettatura, che con nostra grande sorpresa, viene fatta a mano. Un’etichetta davanti, una dietro e una intorno al collo della bottiglia, attaccate con grande maestria da Franco, che da 10 anni produce l’olio e ormai è un esperto anche in quest’attività.

Di solito, quante bottiglie imbottigliate al giorno?

Quest’anno purtroppo di olio ce n’è poco e il lavoro è minore, ma gli altri anni, quando è il periodo, arriviamo anche ad imbottigliarne mille al giorno.

Materiale a cura di Maria Stella Bianco e Valentina Chiancianesi

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Fusione dei comuni: decideranno i cittadini – Intervista a Roberto Machetti, Sindaco di Trequanda

Sabato 18 ottobre, La Valdichiana ha partecipato ad un convengo sull’olivicoltura e cambiamenti climatici a Castelmuzio, organizzato in occasione della Festa dell’Olio di Trequanda e Castelmuzio. Al termine dell’incontro, ha…

Sabato 18 ottobre, La Valdichiana ha partecipato ad un convengo sull’olivicoltura e cambiamenti climatici a Castelmuzio, organizzato in occasione della Festa dell’Olio di Trequanda e Castelmuzio. Al termine dell’incontro, ha avuto l’occasione di parlare con il Sindaco di Trequanda, Roberto Machetti.

Visto che siamo in periodo di raccolta delle olive e vista la forte specializzazione della produzione olearia di questa zona, Lei pensa che quello dell’olivicoltura, potrebbe essere un settore promettente per i giovani?

Assolutamente sì. Quest’anno l’annata non è promettente, ma bisogna saper andare avanti anche dalle disgrazie che la natura ci propone. Dobbiamo iniziare a seguire i ritmi naturali, e perché questo non deve partire dai giovani? I giovani oggi come oggi sono i primi ad avere delle buone iniziative, è giusto che le sfruttino. I giovani avrebbero senz’altro dei buonissimi risultati e anche dei ritorni.

Passando invece alla politica, cosa pensa della fusione dei comuni Trequanda – Sinalunga – Torrita, proposta dai 5 Stelle.

Trequanda-SI_Castello-Cacciaconti1Riconosco il vantaggio della fusione nel poter dare la possibilità ai cittadini di un comune piccolo come può essere Trequanda, di abbassare le tasse. È però necessario capire anche quello che pensano i cittadini.
La maggior parte dei nostri cittadini al momento non conosce cosa significhi realmente attuare la fusione. Preferiscono pagare più tasse ma mantenere il proprio comune. È quindi necessario educarli sull’argomento. Personalmente, sono molto vicino alla posizione che ha espresso il sindaco di Torrita, affermando che la fusione sia il futuro ma non il presente. Vi faccio una metafora: abbiamo la possibilità di far sposare nostro figlio con una ricca ereditiera. Obiettivamente, è un’unione molto vantaggiosa. Però, il matrimonio di interesse prima o poi finisce. È quindi importante fondersi per avere 250mila euro all’anno per 5 anni, però è anche importante che la famiglia cresca, vada avanti e non si sciolga.
È fondamentale mostrare come si possano associare i servizi, lavorando insieme, facendo vedere che in questo modo ci sono dei vantaggi per tutti. Inoltre, non può sicuramente essere l’amministrazione comunale o un partito politico a dire “facciamo la fusione dei comuni”, chi decide sono i cittadini attraverso un referendum.

Sappiamo che Lei fin dall’inizio del suo mandato aveva dato forte importanza al territorio, alle tradizioni, ai giovani e agli anziani. Se dovesse fare un bilancio della sua amministrazione durante questi anni, si potrebbe definire soddisfatto?

Devo essere onesto: sì. Quando siamo entrati in questa avventura sapevamo benissimo che non avremmo potuto fare molto. Noi avevamo semplicemente promesso di mantenere i servizi, tra l’altro neanche dicendo a più bassi costi, perché sapevamo che sarebbe stato impossibile. Quindi abbiamo mantenuto i servizi e ne abbiamo dati altri. Ad esempio la casa dell’acqua, che riduce i rifiuti della plastica e dà la possibilità al cittadino di risparmiare. Il mio grande cruccio che però non dipende solo da me, è la telefonia. Qui a Trequanda sembra di essere nel film di Pieraccioni. È una cosa bruttissima, essere nel 2014 e non avere copertura telefonica. Sto lottando tanto, ma purtroppo i gestori della telefonia sono insensibili al problema in questo momento. Il problema della telefonia l’abbiamo risolto sul capoluogo a Trequanda, mettendo l’antenna in mezzo al bosco, sempre nel rispetto della natura.

 

Vediamo che porta orgogliosamente il braccialetto di Siena 2019. Cosa pensa di questa sconfitta?

In alcune situazioni si dice “vince chi ha fame”. E alla fine dei conti, Matera aveva molta più fame di Siena, e chi ha fame produce progetti più importanti per sfamarsi. Siena ha un territorio eccezionale da spendere, Matera intorno a sé ha poco, anche se i sassi sono meravigliosi. Matera con questa vittoria tenterà di diminuire il gap che aveva con Siena.

Non pensa che Trequanda vada un po’ più valorizzata a livello turistico?

Questo era ed è tutt’ora uno dei miei impegni: far conoscere il nostro territorio. Io e tutti gli assessori, cerchiamo di valorizzare molto il territorio. La difficoltà purtroppo è oggettiva. Non è facile far emergere questo piccolo comune che si trova circondato da territori splendidi e più conosciuti come Montepulciano, Montalcino e Siena. Quindi è difficile far emergere l’aspetto turistico. Noi ci proviamo. Abbiamo anche fatto il progetto Paesaggi del Benessere con l’Unione della Valdichiana, abbiamo fatto tanto sia dal punto grafico che pubblicitario, però oggi con il problema del turismo veloce è difficile.

Materiale a cura di Maria Stella Bianco e Valentina Chiancianesi

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Tempo di raccolta delle olive: ecco tutte le fasi di lavorazione

L’olio d’oliva è un prodotto originario della tradizione agroalimentare del Mediterraneo e principalmente prodotto nelle regioni a clima mite. La Toscana,caratterizzata da un clima salubre, è da sempre un territorio…

L’olio d’oliva è un prodotto originario della tradizione agroalimentare del Mediterraneo e principalmente prodotto nelle regioni a clima mite. La Toscana,caratterizzata da un clima salubre, è da sempre un territorio favorevole per questo tipo di prodotto.

Ottobre – Novembre sono i mesi perfetti per la raccolta delle olive. La raccolta delle olive, è un lavoro faticoso, ma altrettanto piacevole, perché si può godere di qualche ora all’aria aperta e fare un lavoro che alla fine può essere anche divertente.

Le olive raccolte, solitamente vengono portate al frantoio entro la fine della giornata, per evitare che inizino a fermentare. Quando l’intero raccolto viene portato al frantoio, e a fine ciclo si può gustare una bella fetta unta con l’olio nuovo dal gusto intenso e leggermente piccante, quelle sì che sono soddisfazioni.

La Valdichiana è andata a scoprire quali sono le fasi di lavorazione delle olive per la produzione dell’olio e lo ha fatto presso il Frantoio La Romita di Montisi, accompagnata dal Frantoiano Carlo Alberto Bindi. Alberto, ha spiegato con passione, in modo semplice ed esaustivo l’intero procedimento.

Buonasera Alberto. Allora, come inizia la lavorazione delle olive?

“Innanzitutto, c’è un sistema che toglie le foglie, i rami e tutti gli altri corpi estranei. Le olive vengono poi lavate, e passano al molino, che riduce olive e noccioli in pasta. Il nostro molino usa otto coltelli che girano frantumando le olive. Gli altri frantoi invece, usano dei molini con i martelli, che frantumano le olive alzando la temperatura di 3/4 gradi.

Gramola in funzione

Gramola in funzione

La pasta ottenuta viene trasferita nelle gramole, che sono dei grossi contenitori dove per 20-30 minuti viene impastata, o meglio “gramolata” molto lentamente. Con la gramolazione, la pasta di olive viene incessantemente mescolata per facilitare la separazione dell’olio.”

Qual è la temperatura giusta per il processo di gramolazione?

“La temperatura deve essere rigorosamente sotto i 27°, quindi bisogna fare molta attenzione che non aumenti. È proprio per via di questa bassa temperatura, che il nostro  metodo di produzione viene definito “a freddo”. Questa procedura fa sì che si rompa l’emulsione tra acqua e olio, di modo che l’olio acquisti il proprio peso specifico e l’acqua il suo. Questo passaggio è fondamentale, poiché le goccioline di olio si aggregano tra di loro, galleggiano e così le due sostanze si separano. Trascorso il tempo di gramolazione la pasta viene indirizzata in una grossa centrifuga, il decanter, dove avviene l’estrazione vera e propria – spiega Alberto – Qui, la pasta fa 3600 giri, così che le sue tre parti costitutiveolio, acqua e sansa – si separino.

Olio Torbido

Olio ancora torbido

Dopo questa fase che cosa succede?

“L’olio così ottenuto, è torbido e contiene ancora qualche particella di sospensione, quindi viene inviato all’ultima centrifuga, nella quale poi diventerà olio finito.”

E per ultimo?

“L’ultima fase di lavorazione si svolge mettendo l’olio in diversi contenitori di acciaio inox e in base alla sua acidità oleica, vengono sistemati in stanze buie e fresche lontano da fonti di calore e luce.”

L'olio del frantoio "La Romita" ha un colore molto simile a quello originale delle olive

L’olio del frantoio “La Romita” ha un colore molto simile a quello originale delle olive

 

 

Perché a volte il colore di un olio è più verde rispetto ad un altro?

“Molti frantoi fanno un olio più verde del nostro, un verde che molte volte va fuori dal range del colore della clorofilla, e allo stesso tempo risulta molto più piccante. Questo è dato dal tipo di olive e dal grado di maturazione. Il colore dell’olio del nostro frantoio è molto simile al colore dell’oliva in sé per sé”.

Ringraziamo il signor Alberto per questa preziosa e accurata descrizione e per averci fatto sentire per un paio d’ore delle vere frantoiane. Nei prossimi articoli parleremo degli aspetti biologici dell’olio e lo faremo con il biologo Mario. Ma ci occuperemo anche di come sarà la raccolta di quest’anno, già severamente compromessa dalla xylella, un insetto nocivo per l’ulivo.

Materiale a cura di Maria Stella Bianco e Valentina Chiancianesi

 

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Irresistibili Mercatini del mondo

Non c’è evento equiparabile ai Mercatini del mondo nelle vie d’ Arezzo, o almeno, non nei dintorni. Il Mercatini del Mondo, penso che sia un evento speciale soprattutto per chi…

Non c’è evento equiparabile ai Mercatini del mondo nelle vie d’ Arezzo, o almeno, non nei dintorni.

Il Mercatini del Mondo, penso che sia un evento speciale soprattutto per chi ama sperimentare sapori nuovi e non è mai stanco, anno dopo anno, di assaporare cibi diversi. Sabato 18 ottobre, io ci sono andata e mi sono ritrovata in un bagno di folla, circondata da colori e profumi provenienti da tutto il mondo.

Uno degli stand tedeschi

Uno degli stand tedeschi

Impossibile resistere all’esotico profumo dei coccoretti del Belgio, o a quello irresistibile della paella spagnola. Per non parlare della forte scia travolgente e tentatrice che si fa largo tra la gente, delle succulente salsicce tedesche cotte sulle griglie a cielo aperto.

A poca distanza l’un dall’altro, uno dei tanti stand tedeschi e quello stand argentino e quindi un intenso odore dei crauti che si mescola con prepotenza a quello della carne grigliata biancoceleste.

Inconcepibile non fermarsi con l’acquolina in bocca allo stand del goloso speck trentino o a quello americano, che vanta una ricca vetrina piena di cheesecake di ogni tipo, donuts e muffin. Senza parlare dell’accattivante birra al lampone artigianale, della classica Guinness irlandese o degli stand con birre pregiate fatte con passione dai Mastri Birrai belgi.

È ovviamente immancabile l’elogio agli stand italiani con ogni tipo di bontà nostrana: dalla carne Chianina alla liquirizia calabrese, dalla cassata ai cannoli siciliani, fino ad arrivare alla frittura di pesce e al miele.

SAM_53291Ma i Mercatini non sono solo cibo! Trascorreresti ore intere a guardare incantato l’artista che con maestria scolpisce frutta e verdura, e altrettante ne perderesti volentieri al banchino dei colorati e gustosi confetti. Incanta lo stand con le delicate porcellane inglesi e quello della lavanda. Per non parlare poi dello stand delle spezie, che passandoci davanti, provi una sensazione indescrivibile: il pungente profumo dello zenzero mescolato a quello dolce della cannella fa pensare a luoghi lontani da noi.

Anche quest’anno, non posso che promuovere a pieni voti i Mercatini del mondo, e spero che anche voi abbiate goduto di questo mix di colori, sapori e gusti, e siate rimasti soddisfatti come me della riuscita di questa 10ima edizione.

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Tornano i Mercatini del mondo nelle vie d’Arezzo

Torna, per il 10° anno consecutivo, uno degli eventi più attesi dai buongustai come me. Sto parlando dei Mercatini del mondo nelle vie d’Arezzo. Un evento imperdibile, a cui ogni…

Torna, per il 10° anno consecutivo, uno degli eventi più attesi dai buongustai come me.

Sto parlando dei Mercatini del mondo nelle vie d’Arezzo. Un evento imperdibile, a cui ogni anno partecipo con entusiasmo e tanta, tanta, voglia di assaggiare sempre nuove specialità. Dalle 9.00 di venerdì 17 ottobre, fino alla mezzanotte di domenica 19 ottobre, la zona Eden accoglierà più di 200 stand provenienti da ogni angolo del mondo. Per la scorsa edizione sono state contate più di 350mila presenze e quest’anno l’organizzazione intende superare di gran lunga questo già esorbitante numero.

Controllando qua e là, ho constatato, per mia gioia, che quest’anno tra gli stand internazionali ci sarà qualche novità. Ci saranno i classici ed insormontabili stand dalla Germania con wurstel e birra, quelli dall’Olanda con le deliziose mini crepes alla Nutella o con i biscottini al cocco, e quelli dalla Spagna con la gustosa Paella. Pensavo di aver visto veramente tutti gli stand possibili ed immaginabili, e invece no! Quest’anno ci saranno anche quelli dal Messico e quello di oggettistica dal Nepal. Saranno ovviamente presenti anche le più svariate tipicità italiane, dallo speck alla Chianina, dalla pizza alla Cinta, per poi stimolare le papille gustative con le specialità del sud Italia: dai pasticcini alle mandorle della Sicilia alla liquirizia della Calabria.

Ma il Mercato internazionale non è solo buongusto. Per questa edizione verrà installato, in piazza Risorgimento, un giardino di 500 metri quadrati, un polmone verde nel cuore della città, con alberi, fiori e piante aromatiche tipicamente autunnali. Non solo, domenica mattina, dalle 11.00, rievocazione storica del matrimonio contadino, durante la quale verrà celebrata la cerimonia, seguita poi da uno sfarzoso pranzo e da festeggiamenti che si prolungheranno per tutto il pomeriggio.

Oltre a tutto ciò, vi è anche la possibilità di vincere anche un cestino di prodotti… Come? Fatevi un selfie e pubblicatelo su Facebook nella pagina Mercatointernazionale oppure su Instagram, usando sempre l’ hashtag #selfiedelgusto ed il gioco è fatto.

Personalmente, non vedo l’ora di passeggiare tra gli stand del mondo, con una bella Guinness in una mano, ed un piattino di crepes olandesi nell’altra.. Venite anche voi, provare per credere!

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Il tour enogastronomico per le otto contrade del Bravìo

Anche quest’anno, Montepulciano, il borgo più conosciuto della Valdichiana, è pronto per il Bravìo delle Botti 2014, edizione numero 40. La Valdichiana.it insieme a Dario Pichini, si è immersa totalmente…

Anche quest’anno, Montepulciano, il borgo più conosciuto della Valdichiana, è pronto per il Bravìo delle Botti 2014, edizione numero 40. La Valdichiana.it insieme a Dario Pichini, si è immersa totalmente nell’aria di festa, facendo in tre sere il giro di tutte le contrade. Tre serate all’insegna del divertimento, dell’allegria, e grazie alla disponibilità e la gentilezza delle Contrade, anche di vino a fiumi e ottimo cibo. Un vero e proprio tour enogastronomico per le otto Contrade del Bravìo.

Il tour comincia con la Contrada di San Donato, dove bella gente ci ha accolto con allegria. I pici dei bianco rossi valgono 10+; sono fatti a mano e con un ragù squisito.

Nella cucina di San Donato

Nella cucina di San Donato

I migliori complimenti allo staff della cucina, che si è dimostrato un portento ai fornelli ma anche a livello di simpatia. Con il sapore dei  pici di San Donato ancora in bocca, ripartiamo per attraversare una meravigliosa Piazza Grande illuminata a festa per fare visita a Talosa. La Contrada giallo rossa ha dalla sua parte una location che è una chicca. Tutto è curato nei minimi dettagli e in bella mostra su un tavolino agghindato, troneggia il premio vinto al concorso “A tavola con il Nobile”. Sfortunatamente non abbiamo l’onore di gustare il piatto vincitore, e quindi ci “accontentiamo” di assaggiare il dolce speciale di quest’anno. Sì perché Talosa quest’anno ha scelto di servire i waffel, dolce fuori dal comune ma molto, molto sfizioso. L’unico neo? Il waffel con la Nutella l’ho annaffiato con un bicchiere di Nobile… E come potete immaginare, l’accostamento non era dei migliori. A parte questo, una Grande Talosa.

La prima Contrada della sera seguente è la biancoceleste. Poggiolo organizza le serate in un piccolo giardino davvero molto carino. E c’è da dire che qui, ci hanno trattato proprio da pascià. Bevuto bene e mangiato meglio, penso proprio che sia una delle Contrade che più ci è rimasta nel cuore. La specialità dei biancocelesti sono i pici cacio, pepe e rigatino. Solo il nome fa venire l’acquolina in bocca, un piatto unico. Ma c’è una pecca… Piccina piccina… Il picio fatto a mano avrebbe esaltato ancora di più quel condimento eccezionale e gustoso. Il tour continua verso Le Coste, dove purtroppo il vento fa da padrone. Ma La Valdichiana.it trova il modo di scaldarsi con del buon vino. La gente che anima la cucina della Contrada gialloblu è meravigliosa e disponibile, generosa di sorrisi. L’emozione più grande, da buoni mangiatori quali siamo, è stata indubbiamente la succulenta bistecca di vitello sopra la griglia, messa a cuocere solo per noi. Carne ottima e cotta al punto giusto.

Proseguiamo verso Voltaia, Contrada nel cuore del paese, famosa per il gruppo giovani che ogni anno organizza feste memorabili e conosciute in tutta la zona. La Fiorentina (sì, prima una bella bistecca, ora questa… Ci hanno trattato proprio male, eh?) a detta di Valentina era buonissima. Una bella bistecca mangiata a malincuore pensando agli spingitori, che al tavolo accanto al nostro, si sono dovuti accontentare del petto di pollo. Ma, gente, loro hanno da correre per cercare di portare in Contrada il 2° Bravìo consecutivo! Noi abbiamo “solo” da correre da una Contrada all’altra per assaggiare le specialità di ogni cucina… Forse la cosa è leggermente diversa…

Il Valdichiana tour@Bravìo prosegue incessantemente la sera seguente, partendo da Collazzi. Anche questa Contrada ha conquistato un posticino nel nostro cuore. Pezzo forte della festa è la parte giovani, allestita fin nei più piccoli particolari dai ragazzi della contrada. Ma direi che in posizione ex aequo, altro pezzo forte di Collazzi è la nana. Come mi ha spiegato Franco, la nana gialloverde è cotta in porchetta, è per questo che la carne rimane così morbida. Da leccarsi i baffi.

Valentina, Maria Stella e Dario nella Contrada di Cagnano

Ci spostiamo dall’altra parte di Montepulciano per visitare Cagnano. Le risate intorno alla griglia a cielo aperto sono indimenticabili. Il servizio caotico dei camerieri, non ha sminuito la bontà della tagliata tricolore. Carne deliziosa con rucola, pomodorini e scaglie di grana.

Per concludere la serata, e purtroppo anche l’entusiasmante giro delle contrade poliziane, scendiamo a Gracciano. La musica qui rallegra gli animi, i fegatelli, gustati dalla Direttrice Valentina, e che ha trovato squisiti, soddisfano il palato e del buon vino scorre a fiumi. Ah, non posso dimenticarmi lo stand dei bomboloni, dove c’è un continuo e inarrestabile flusso di gente. Gracciano prende per la gola !

I fegatelli di Gracciano

I fegatelli di Gracciano

Il tour enogastronomico per le otto Contrade poliziane ci ha regalato tanto e ci ha fatto conoscere gente meravigliosa. Un grazie di cuore da parte di tutti noi alle Contrade, a cui facciamo complimenti a gogò per i loro piatti strepitosi. Grazie anche ai rettori, alle rettrici, ai cuochi e ai “ciceroni” che ci hanno dedicato qualche minuto del loro tempo, prendendoci per mano e facendoci conoscere in un’ora soltanto le loro Contrade. E infine, un grazie speciale va a Giulio e a tutto il Magistrato delle Contrade, perchè alla fine dei conti, è grazie a loro se abbiamo potuto realizzare un lavoro del genere.

Potete vedere tutti i servizi video realizzati durante il tour enogastronomico delle contrade del Bravìo delle Botti nel nostro canale Youtube: Buona Visione!

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Ferramburger.. e i 50’es rivivono a Castiglion Fiorentino

Alzi la mano chi non ha mai immaginato di vivere negli anni ’50. Non dite bugie! Gli anni ’50… Gli anni di Marylin e di Elvis, di Grease con John…

Alzi la mano chi non ha mai immaginato di vivere negli anni ’50. Non dite bugie!

Gli anni ’50…

Gli anni di Marylin e di Elvis, di Grease con John Travolta con il suo chiodo nero di pelle e la brillantina nei capelli, gli anni della Vespa e delle Cadillac sfreccianti per le strade.

Io e il mio fidanzato nei panni di Sandy e Danny al Ferramburger

Nei panni di Sandy e Danny al Ferramburger

Nella cornice del Parco dei Pini a Castiglion Fiorentino, è stato possibile tornare indietro nel tempo e rivivere tutto ciò. Il #ferramburger regala uno spettacolo unico nel suo genere. Nelle zone non esiste un evento equiparabile nemmeno lontanamente a questo.. Un borgo immerso nelle dolci colline toscane, in cui è possibile tuffarsi in un’atmosfera unica in perfetto american style.

Protagonista indiscusso della festa: l’hamburger. Grazie ai diversi menù a disposizione che permettono di soddisfare i gusti di qualsiasi palato, ognuno può gustare l’hamburger che più preferisce. Le combinazioni degli ingredienti sono tra le più disparate: dall’hamburger con funghi e cheddar cheese, a quello con la cotoletta vegetariana e le zucchine grigliate, fino a quello con la cipolla e bacon croccante.

Arrivo per l’ora di cena, quando il cielo comincia a tingersi di blu scuro ed è ancora screziato di arancio, e il sole tramonta dietro al verdeggiare delle colline, come a ricordare che l’estate inizia a scemare  e le giornate iniziano ad accorciarsi. L’odore di carne impregna l’aria e guardando la prima timida sbiadita luna, la si vede velata dal fumo che sale verso il cielo delle enormi griglie a cielo aperto.

I colori della bandiera americana si ripetono incessantemente nelle bandiere appese a mò di festoni tra gli alberi e nelle tovaglie disposte sui tavoli. In men che non si dica ti ritrovi a guardare con uno strano senso di nostalgia i vestiti vintage indossati qua e là. Un tripudio di pois. Sulle camicette legate sopra l’ombelico, proprio come le migliori pin-up dei fifties, e sui vestiti avvitati con le ampie gonne svasate, in perfetto stile bon ton, ma anche sulle fasce e sulle bandane legate tra i capelli. Mentre assapori un hamburger di gustosa carne cotta al punto giusto, di sottofondo mette allegria la musica swing, rock ‘n’ roll e boogie woogie.

Prima di buttarti a capofitto nel gustoso menù che hai attentamente scelto, puoi stuzzicare l’appetito provando i cocktail in voga negli anni ’50 ( e magari al bancone, ti ritrovi accanto anche la sosia della Monroe…) e per il dopo cena ti aspettano invece  zucchero filato e dolcetti americani come cupcake, muffin e cookies.

Un consiglio: se quest’anno ti sei perso la 6 giorni di hamburger e anni 50 a Castiglion Fiorentino, fossi in te, il prossimo anno recupererei andandoci tutte le sere. Il Ferramburger, rientra assolutamente nella classifica degli eventi imperdibili delle zone.

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Ricetta di Ferragosto: mini cheesecake al salmone

Il caldo è finalmente arrivato e Ferragosto è alle porte. Molti di voi avranno organizzato pic nic al mare, in montagna, o tra le nostre dolci colline. Ma forse ancora…

Il caldo è finalmente arrivato e Ferragosto è alle porte. Molti di voi avranno organizzato pic nic al mare, in montagna, o tra le nostre dolci colline. Ma forse ancora non avete buttato giù il menù completo e non sapete proprio che antipasto presentare. Tranquilli, qualunque sia la vostra meta prescelta, noi de LaValdichiana.it vi proponiamo questa ricettina semplice, sfiziosa e fresca, che farà colpo su tutti ma proprio tutti.. Provare per credere!

Ingredienti (per circa 6 mini cheesecake, dipende dalla grandezza degli stampini)

Per la base

  • biscotti secchi salati tipo Tuc, 150 gr
  • burro fuso, 70 gr

Per la crema

  • formaggio spalmabile tipo Philadelphia, 300 gr
  • colla di pesce, 9 gr
  • ricotta di mucca, 250 gr
  • panna fresca, 150 ml
  • salmone affumicato, 160 gr
  • sale q.b.

Vi serviranno inoltre: degli stampini in acciaio per crostatine oppure degli stampini per muffin.

Preparazione.

  1. Frullate i biscotti nel mixer fino a ridurli completamente in polvere e aggiungetevi il burro fuso. Mischiare bene e suddividere il composto negli stampini, premere bene con il dorso di un cucchiaio di modo che si compatti per bene, e riporre in frigorifero per una mezz’ora.
  2. Intanto in una ciotola capiente, mescolate il simil-philadelphia con la ricotta e in una tazza a parte, mettete dell’acqua fredda e fatevi ammollare la colla di pesce.
  3. In un pentolino mettere a scaldare 50 ml di panna fresca, strizzate la colla di pesce e mettetevela a sciogliere, facendo attenzione a non far formare grumi.
  4. Montate i rimanenti 100 ml di panna fresca.
  5. Riprendete la ciotola con il simil-philadelphia e la ricotta e unitevi la panna montata, la panna con la colla di pesce e il salmone fatto a pezzi.
  6. A questo punto, tirate fuori dal frigorifero gli stampini con la base di biscotti e burro e disponetevi la crema salata appena fatta.
  7. Quindi, riponete nuovamente tutto in frigorifero per un’ora. Sformate e fate gustare le mini cheesecake al salmone a chi più vi va!

N.B.

Per esperienza personale, o meglio per terrore personale, io imburro sempre gli stampini, sia che siano di acciaio sia che siano di silicone. Ho sempre paura che quando vado a sformarli non si stacchino dai bordi, quindi ovvio il problema imburrando sempre tutto.

La redazione de LaValdichiana.it augura un Ferragosto speciale a ognuno di voi!

“A chi è lontano
a chi non sa dove andare
a chi sorride al cielo
o si tuffa nel mare.
Auguro un ferragosto da ricordare!”

Stephen Littleword

 

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Lasciatevi trasportare dalle magiche musiche dei Camillocromo

Noi de La Valdichiana.it, presenti ai Giardini in festa Musikally Imparkfect ad Abbadia di Montepulciano, abbiamo colto l’occasione il 27 giugno per fare delle domandine veloci veloci ai Camillocromo, stravagante…

Noi de La Valdichiana.it, presenti ai Giardini in festa Musikally Imparkfect ad Abbadia di Montepulciano, abbiamo colto l’occasione il 27 giugno per fare delle domandine veloci veloci ai Camillocromo, stravagante formazione di origine fiorentina. Dopo la loro esibizione, ci siamo infiltrati nel loro camerino e per tutta la durata dell’intervista ci siamo ritrovati immersi in un’altra epoca. Un’epoca sospesa a mezz’aria esattamente come la loro indescrivibile musica.

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L’originale nome “Camillocromo” viene dal camaleonte rosso del cartone animato La Pimpa, di nome Kamillo Kromo. I Camillocromo Beat Band sono infatti un gruppo camaleontico, che riesce a saltare in un batter d’occhio da un tipo di musica ad un altro, passando dallo swing al jazz, dal tango ai ritmi sudamericani, dai ritmi gipsy a quelli balcanici.

Quando è nato questo incredibile gruppo?

La prima formazione dei Camillocromo è nata tra il 2003 e il 2004, per volere di musicisti ognuno proveniente da esperienze musicali diverse. Abbiamo deciso di unirci per dare vita a un gruppo diverso dal solito con una musica unica e inimitabile.

Non pensiate che questi ragazzi siano conosciuti solo sulla scena italiana, perché dal 2005 vantano innumerevoli spettacoli oltre che in tutta Italia,  anche oltre confine (Francia, Spagna, Turchia, Spagna, Danimarca… )

Per arrivare a dei simili livelli di bravura (perché obiettivamente, siete eccezionali ), quanto allenamento è necessario?

Facciamo tanta pratica, non ci stanchiamo mai di provare né di sperimentare sonorità diverse. Andiamo molto d’accordo tra di noi, e questo è importantissimo per l’integrità del gruppo.

IMG_2053I componenti della Circus Swing Orchestra sono ben sei, ognuno indispensabile per la riuscita dello spettacolo. Alla fisarmonica troviamo Alberto Becucci, al clarinetto Jacopo Rugiadi. Al trombone Rodolfo Sarli, al susafono Giordano Geroni, Gabriele Stoppa tiene il tempo alla batteria e Francesco Masi suona in modo incredibile la tromba.  Il nuovo progetto ElectroSwing vede unire la straripante energia dei Camillocromo all’ eccezionale bravura di Ghiacciolo e Branzini, dj e producer di Torino, e al talento di Piero Gesuè, jazz singer e scat man salentino.

Lasciatevi stregare dalla loro magica musica, un po’ improvvisata, un po’ scritta a tavolino.

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Orcia Dance Festival: musica dance e beneficienza si incontrano

Sabato 19 luglio dalle ore 22:00, nella splendida cornice degli Horti Leonini a San Quirico d’Orcia, torna l’Orcia Dance Festival, giunto già alla sua terza edizione. Un festival nato dalla…

Sabato 19 luglio dalle ore 22:00, nella splendida cornice degli Horti Leonini a San Quirico d’Orcia, torna l’Orcia Dance Festival, giunto già alla sua terza edizione. Un festival nato dalla collaborazione tra Area 51 di San Quirico e Tony House di Radicofani.

mod10492198_10203893471518274_1638359810543956023_nUn festival nato dalla voglia di portare la musica dance nel cuore della Val d’Orcia, e che poi si è trasformato di anno in anno in un evento a scopo benefico. Gli incassi degli eventi organizzati, vanno infatti in beneficienza, e quest’anno le associazioni scelte sono ben due: AISM (Associzione Italiana Sclerosi Multipla) e Women with Broken Wings (contro la violenza sulle donne).

“Non c’è un criterio particolare con cui scegliamo le associazioni a cui donare gli incassi. Noi dello staff ci riuniamo e ne parliamo. ” spiega Andrea, uno degli organizzatori e dj dello staff Area 51.

Marco Bresciani

Marco Bresciani

Oltre ai dj di Area 51 (Pippo, Alex, Andrea G.) e Tony House (Paul Menzies e Dave_En),  special guest della serata sarà Marco Bresciani, dj conosciuto nelle zone e acclamato in tutta la Toscana. Bresciani, ormai da molti anni presente sulla scena notturna, è da molti considerato impareggiabile per la competenza che dimostra nel suo lavoro oltre che per la sua travolgente simpatia. Non a caso, molte sono le discoteche che richiedono la sua presenza

“Ha accettato il nostro invito a partecipare all’evento perché l’idea di devolvere gli incassi in beneficienza gli è piaciuta molto – continua Andrea – Abbiamo scelto di chiamare lui perché oltre ad essere molto conosciuto e amato, è anche molto competente nel suo lavoro”.

Un evento unico nelle zone, atteso con impazienza dai molti fan di Bresciani, pronti a ballare sulle note del loro dj preferito.

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