Trova sul sedile del treno, a fianco al suo, una busta, aperta, con dei documenti relativi ad un contratto e, soprattutto, un assegno da 48.000 euro. Così, un viaggiatore a bordo di una “freccia”  sul tratto Roma-Firenze, ha deciso, insieme ad un occasionale compagno di vettura, di consegnare tutto alla polizia ferroviaria. I due viaggiatori hanno guardato dentro la busta abbandonata aperta per capire se vi fossero indicazioni sul suo proprietario. Dentro, la sorpresa: il consistente assegno e la bozza di un contratto di consulenza con una società, firmato solo da uno dei contraenti.

Sceso a Firenze, il viaggiatore ha consegnato il plico alla polfer della stazione di Santa Maria Novella. Qualche perplessità è stata segnalata tuttavia dal viaggiatore per il fatto che i documenti per la sua identificazione siano stati trattenuti per tutto il tempo necessario per le verifiche, ma che non gli sia stato rilasciata una copia del verbale di consegna del plico. La polfer, confermando la consegna di quanto ritrovato, ha chiarito che il verbale è agli atti, firmato da chi ha consegnato il plico, e che per averne copia è sufficiente farne richiesta.

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