La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: Turismo

Movimento 5 stelle, incontro sullo sviluppo turistico a Sinalunga

Il Movimento 5 Stelle di Sinalunga-Torrita-Trequanda organizza un incontro pubblico sul potenziale sviluppo turistico del territorio dal titolo “O si fa turismo o si muore…?!”. L’incontro  organizzato dal Movimento 5…

Il Movimento 5 Stelle di Sinalunga-Torrita-Trequanda organizza un incontro pubblico sul potenziale sviluppo turistico del territorio dal titolo “O si fa turismo o si muore…?!”.

L’incontro  organizzato dal Movimento 5 Stelle si terrà  Lunedì 25 Novembre alle ore 21,30 presso la sala Agnolucci del Teatro Ciro Pinsuti a Sinalunga ed è rivolto a tutti gli operatori del settore, in modo da condividere strategie e trovare soluzioni per il futuro.

Parteciperanno al dibattito Adina Persano, Presidente dell’Ass.Guide Turistiche Toscana e Roberto Bechi, esperto di politiche sul turismo sostenibile, che forniranno nozioni e suggerimenti affinché lo sviluppo turistico possa incrementare e dare una spinta all’economia  del  territorio.

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Terre di Siena al Btc di Firenze e al post-Btc di Chianciano Terme

Le Terre di Siena e le sue strutture ricettive e congressuali saranno fra i protagonisti della BTC 2013, fiera internazionale dedicata ad eventi, meeting, congressi e convention in programma a…

Le Terre di Siena e le sue strutture ricettive e congressuali saranno fra i protagonisti della BTC 2013, fiera internazionale dedicata ad eventi, meeting, congressi e convention in programma a Firenze martedì 12 e mercoledì 13 novembre.

Nello spazio Terre di Siena Meeting, il territorio senese e le sue offerte nel settore ricettivo e congressuale saranno presentate ai buyer internazionali che operano nel M.I.C.E. – Meeting incentives conferences exhibitions – dal Convention Bureau Chianciano Terme e dal Tour Operator delle Terre di Siena.

Da mercoledì 13 a venerdì 15 novembre, inoltre, è prevista una fase successiva, il cosiddetto “post BTC”, che sarà ospitata a Chianciano Terme e in Valdichiana, località scelte grazie alla collaborazione fra Toscana Promozione, Provincia di Siena, Comune e TTG Italia, promotore della BTC. I buyer internazionali saranno accolti nella cittadina termale e avranno la possibilità di conoscere meglio il territorio senese e la sua offerta di strutture e servizi, oltre alle eccellenze e alle potenzialità per il segmento del business travel.

“La provincia di Siena – afferma l’assessore al turismo, Anna Maria Betti – è impegnata da tempo nella valorizzazione e nella promozione del prodotto Terre di Siena Meeting e, in particolare, delle due destinazioni congressuali per eccellenza della provincia, che sono Siena e Chianciano Terme. La presenza alla BTC è molto importante, visto che si tratta di una manifestazione internazionale dove organizzatori di eventi, meeting, congressi, convention e viaggi incentive incontrano tutte le tipologie di fornitori della filiera, oltre a essere un’opportunità di networking e di aggiornamento per gli operatori e i professionisti che operano nel settore. Inoltre – aggiunge Betti – siamo molto lieti di ospitare a Chianciano la seconda fase della BTC, dopo la due giorni di Firenze. Il turismo congressuale è importante per questa località ed ha grandi potenzialità di sviluppo: l’integrazione con altri segmenti, in primis l’offerta termale, consente, infatti, una forte qualificazione dell’offerta complessiva di Chianciano, oltre ad una preziosa destagionalizzazione dei flussi. La presenza di buyer internazionali sarà una grande opportunità sia per la promozione del territorio che per gli operatori locali”.

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La frazione di Castelmuzio

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta dei luoghi più interessanti del territorio, che possono diventare meta di viaggio e di scoperta sia da parte dei turisti che dei residenti della…

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta dei luoghi più interessanti del territorio, che possono diventare meta di viaggio e di scoperta sia da parte dei turisti che dei residenti della Valdichiana senese, a caccia dei ricordi del proprio passato. Il nostro territorio è ricco di splendidi paesaggi, borghi e opere d’arte che affondano le loro radici nella storia e che costituiscono un punto di riferimento stabile per il nostro futuro.

Castelmuzio alto

Tra i borghi medievali più suggestivi e interessanti che possiamo trovare all’interno dei comuni della Valdichiana senese c’è sicuramente Castelmuzio, una frazione del comune di Trequanda. Le origini del borgo risalgono addirittura all’epoca etrusca, come dimostra il ritrovamento dei resti di un tempio dedicato alla dea Iside nelle vicinanze dell’insediamento, oltre a tombe, urne cinerarie e iscrizioni etrusche. Per trovare delle tracce ufficiali di Castelmuzio, tuttavia, dobbiamo oltrepassare l’anno mille. In alcuni documenti del IX secolo della Badia Amiatina di San Salvatore viene chiamato come “Casale Mustia”, mentre dai suoi abitanti veniva considerato solamente come il “Castello”. In altri documenti risalenti al 1213, presenti nell’Archivio di Stato di Siena, viene nominato “Castel-Mozzo”.

In epoca medievale Castelmuzio era di proprietà dei Signori Cacciaconti della Scialenga, già signori di Montisi e proprietari della fattoria della Fratta a Sinalunga. Nel 1270 la proprietà del borgo passò all’Ospedale di Santa Maria della Scala di Siena, il cui stemma è ancora presente in alcuni poderi dei dintorni; acquistato poi da Andrea Piccolomini nel 1470, il dominio senese si interruppe nel 1559 con la sconfitta della Repubblica di Siena e l’annessione al Granducato di Toscana dei Medici. Dopo l’Unità d’Italia il borgo di Castelmuzio entrò a far parte definitivamente del comune di Trequanda.

castelmuzio dentro

La frazione di Castelmuzio è stata eretta sul crinale di un colle di tufo, ai piedi del Monte Lecceto. La sua struttura ricalca il modello medievale del castello fortificato, circondato da mura e bastioni per facilitare la difesa degli abitanti. All’ingresso del paese è presente un monumento ai caduti e l’antica pietra sulla quale era solito riposare San Bernardino da Siena. All’interno del borgo sono presenti molti edifici storici degni d’interesse, come il Palazzo Fratini, che fu sede del giudice e a cui si deve probabilmente il nome della frazione, per via della sua torre mozza. Sulla piazza centrale si affaccia anche lo Spedale di San Giovanni Battista, che offriva alloggio e cibo a viandanti e orfani, oltre a provvedere alla dote delle ragazze senza patrimonio che volevano sposarsi. Degna di nota anche la Confraternita della Santissima Trinità e di San Bernardino, fondata nel 1450, dotata di una piccola farmacia e di un ospizio per i pellegrini che percorrevano la Via Francigena; l’oratorio e la chiesa dedicate al santo senese ospitano un Museo d’Arte Sacra ricco di pregevoli esemplari.

Oggi Castelmuzio è una frazione del comune di Trequanda, con meno di trecento abitanti. Situato nelle vicinanze di Petroio e Montisi, costituisce sicuramente una tappa suggestiva in una visita attraverso la Valdichiana, la Valdorcia e la Val d’Asso.

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Le Terme di Chianciano

Nel nostro viaggio tra i luoghi d’interesse nel territorio della Valdichiana senese ci fermiamo oggi a Chianciano, che deve gran parte della sua fama alle acque termali, ancora oggi apprezzate…

Nel nostro viaggio tra i luoghi d’interesse nel territorio della Valdichiana senese ci fermiamo oggi a Chianciano, che deve gran parte della sua fama alle acque termali, ancora oggi apprezzate per le loro proprietà terapeutiche da centinaia di visitatori.

La storia delle Terme di Chianciano affonda le sue radici nell’epoca etrusca. Già gli antichi abitanti dell’Etruria e il Re Porsenna avevano infatti occupato la zona con dei centri abitati attorno a Chiusi e al monte Cetona. Anche i Romani conoscevano le proprietà benefiche delle acque minerali, che portarono alla costruzione di santuari dedicati alle divinità delle acque, tra cui il Tempio dei Fucoli. Le acque termali erano considerate magiche, dotate di poteri di guarigione, e per questo motivo furono oggetto di protezione da parte di tutte le civiltà che si sono succedute nella zona fino ai giorni nostra. Le Terme di Chianciano, anticamente chiamate “Fontes Clusinae”, erano dotate anche di una propria stazione sulla via Cassia, tra Arezzo e Chiusi, risalente all’Impero Romano.

L’importanza delle Terme di Chianciano non diminuisce neppure in epoca medievale, quando furono occupate dai Goti e dai Longobardi. Il nome di Chianciano appare chiaramente nel 1171 attraverso un atto di donazione, assieme ad “Acqua Santa e Sellena”, mentre un documento del 1287 conferma la presenza di cittadini che si occupano della manutenzione delle Terme di Chianciano. Nel 1349 la cittadina passa sotto la protezione di Siena, dopo molti anni di lotte con Montepulciano e Orvieto, e anche nei secoli successivi sono frequenti i richiami alle proprietà curative delle sue acque termali. La leggenda racconta che anche Sant’Agnese Segni operò diversi miracoli nelle Terme di Chianciano, tanto che il nome pagano del Bagno Grande di Sellene venne cambiato in “Acqua Santa”.

terme di chianciano

I veri e propri stabilimenti termali furono opera di una società privata che prese in concessione dal Comune di Chianciano l’utilizzo delle terme, guidata da Angelo Banti; le costruzioni avvennero negli anni ’20, attraverso stabilimenti di stile neoclassico, l’apertura di nuove fonti e di uno stabilimento per l’imbottigliamento. Alcune strutture furono abbattute dopo il piano regolatore del 1940, che fece ritornare le terme di proprietà del demanio; i progetti degli stabilimenti nella versione moderna, opera degli architetti Loreti e Marchi, hanno portato alla costruzione di parchi termali e del Salone delle Feste, oltre alla creazione dell’Istituto di Ricerche Biologiche e Chimiche, per effettuare ricerche sulle acque, sulle proprietà terapeutiche e sulla corretta applicazioni delle terapie.

In seguito a tali studi, le acque delle Terme di Chianciano sono state suddivise in cinque tipologie, che hanno diversi effetti benefici sugli organismi:

  • Acqua Santa e Acqua Fucoli: da bere appena sgorgate dalle fonti, per il benessere del fegato e dell’apparato gastrointestinale
  • Acqua Santissima: utilizzata per inalazioni e insufflazioni contro le patologie delle prime vie respiratorie
  • Acqua Sillene: utilizzata per i fanghi, i bagni termali e i prodotti di cosmetica
  • Acqua Sant’Elena: acqua oligominerale, per la cura delle malattie dei reni e dell’apparato gastrointestinale

Grazie alle proprietà terapeutiche delle sue acque termali, per tutto il XX secolo Chianciano ha goduto di una notevole attrattiva turistica. L’organizzazione del centro termale e di una direzione sanitaria di livello internazionale hanno portato a una continuità urbanistica e strutturale tra l’antico nucleo abitato e la moderna zona termale, rappresentata dal grande Viale della Libertà, costeggiato da alberghi, pensioni e ville.

 

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La frazione di Farnetella

Il viaggio tra i luoghi d’interesse della Valdichiana senese ci porta oggi a visitare la frazione di Farnetella nel comune di Sinalunga.

La Valdichiana senese può vantare comuni di notevoli dimensioni territoriali con oltre diecimila abitanti, ma anche alcuni piccoli borghi caratteristici che rischiano di passare inosservati dai turisti di passaggio o addirittura dagli abitanti. Nel nostro viaggio tra i luoghi d’interesse della Valdichiana ci fermiamo oggi nella frazione di Farnetella, situata poca distanza da Sinalunga, tra Scrofiano e Rigomagno.

Farnetella è un piccolo borgo che mantiene le affascinanti caratteristiche medievali, posto a 419 metri sul livello del mare. È strutturato attorno a un castello con quattro borghi paralleli e quattro strade principali, che conta appena 140 abitanti. Attorno al borgo si possono notare le tracce della cinta muraria e di una torre difensiva a pianta semicircolare. Il centro di Farnetella è rappresentato da Piazza San Giovanni e Piazza Farnia. Proprio la farnia, un albero della famiglia delle querce, è il simbolo della frazione e la probabile origine del suo nome.

farnetella

Farnetella – Chiesa di San Giovanni Battista

Le origini di Farnetella possono essere fatte risalire al VI secolo. Il primo documento risale al 1175, con il quale Siena ordinava ai conti della Scialenga la restituzione del castello di Farnetella ai conti Barotti, segno evidente dell’antichità del borgo, probabilmente precedente a Rigomagno. Fu infatti in quel periodo che la Valdichiana venne interessata dal frazionamento delle grandi famiglie nobiliari e dalla costruzione di numerosi castelli e residenze, a cui si può far risalire anche l’origine della frazione di Farnetella.

Il castello di Farnetella sorge sul poggio denominato Castelvecchio e formava un unico possedimento nobiliare assieme a San Gimignanello, Montalceto e Castiglioni, nei pressi di Rapolano; tali possedimenti furono dapprima proprietà dei nobili Barotti, successivamente dai Cacciaconti. Nel 1271 Farnetella venne accusata di tradimento da parte della Repubblica di Siena per aver ospitato dei ghibellini: seguendo le leggi in vigore, il castello venne raso al suolo da parte delle truppe Senesi del Terzo di Camollia. Le suppliche di innocenza da parte degli abitanti di Farnetella furono però tali che, nel 1295, Siena concesse di tornare ad abitare nella corte ricostruita un centinaio di metri più a valle.

Il presunto tradimento non fu l’unico momento drammatico per Farnetella: nel 1324 il ribelle Guccio Tolomei la saccheggiò e la diede alle fiamme. Gli abitanti furono costretti a ricostruire il borgo e dotarlo di una cerchia muraria più ampia, che consentì di resistere, nel 1554, all’assalto di un distaccamento dell’esercito di Carlo V. Farnetella rimase a lungo un comune indipendente, ma alla fine del XVIII secolo venne annessa al vicino comune di Sinalunga.

L’attuale fisionomia della frazione di Farnetella si deve ad Adolfo Ferrari, proprietario della tenuta nel XIX secolo. Nel dicembre del 1889 iniziarono i lavori di una grande costruzione residenziale per il soggiorno dei visitatori più ricchi, rimasto però incompleto; la villetta e il corpo centrale del castello caratterizzano tuttora l’aspetto dell’intera frazione. Al loro interno sono conservati affreschi, mobili antichi e l’apparato in legno della sala da pranzo, a opera dello scultore senese Giovanni Sammicheli.

Per un elenco dei proprietari di e altre curiosità storiche, potete visitare il sito web dedicato alla frazione di Farnetella.

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A Sarteano la giornata delle Bandiere Arancioni

Domenica 13 ottobre si svolgerà anche a Sarteano la Giornata della Bandiera Arancione, la festa dei borghi italiani premiati dal Touring Club.

Appuntamento imperdibile per tutti gli amanti dei borghi italiani, premiati con le Bandiere Arancioni: domenica 13 ottobre si svolgerà anche a Sarteano la Giornata  della Bandiera Arancione, la festa delle quasi 200 località italiane che hanno ricevuto l’ambito riconoscimento del Touring Club come località con una elevata qualità ambientale e di accoglienza turistica.

La giornata prevede molti appuntamenti:

  • ore 9,45: ritrovo partecipanti presso l’Ufficio Turistico in Corso Garibaldi 9;
  • ore 10,00: prima visita guidata gratuita (con prenotazione obbligatoria) con percorso lungo il centro storico, in contemporanea i bambini avranno una loro visita guidata speciale per le vie del borgo durante la quale incontreranno un personaggio particolare: il Pappagallo Beccafico;
  • ore 12,30: per i partecipanti alla visita guidata degustazione in Piazza XXIV Giugno di prodotti tipici di Sarteano offerti dai produttori locali;
  • ore 14,45: ritrovo partecipanti presso l’Ufficio Turistico in Corso Garibaldi 9;
  • ore 15,00 seconda visita guidata gratuita (con prenotazione obbligatoria) con percorso lungo il centro storico, in contemporanea i bambini avranno una loro visita guidata speciale per le vie del borgo durante la quale incontreranno un personaggio particolare: il Pappagallo Beccafico; ;
  • ore 17,30 per i partecipanti alla visita guidata degustazione in Piazza XXIV Giugno di prodotti tipici di Sarteano offerti dai produttori locali;

Ai partecipanti alle visite guidate verrà offerto inoltre materiale informativo della località. Il percorso nel centro storico prevede la visita di: Piazza XXIV Giugno, Teatro Comunale degli Arrischianti, Piazza San Lorenzo e Collegiata, Porta Monalda, Castello, Chiesa di san Martino: annunciazione del Beccafumi, Museo Civico Archeologico con la ricostruzione della Tomba della Quadriga Infernale (ingresso gratuito al Castello e al Museo).

Nel corso di tutta la giornata i produttori di Sarteano venderanno i loro prodotti alimentari in Piazza XXIV Giugno. Stand dedicato ai bambini con la presentazione delle attività che vengono svolte per a Sarteano nel corso dell’anno e scambio di suggerimenti per le prossime attività dalle mamme.

Alle ore 17,30 presso il Teatro Comunale degli Arrischianti, spettacolo per bambini della compagnia Pupi di Stac: “Il gatto con gli stivali”, organizzato dalla Nuova Accademia degli Arrischianti con biglietto a 5,00 € che verrà interamente devoluto a favore dei bambini del Centro Mani Amiche del Guatemala.

Possibilità nel corso di tutta la giornata di visita guidata gratuita al Museo Civico Archeologico con orario 10,30-12,30 e 16,00- 19,00. Tutti i ristoranti avranno nel loro menù un piatto basato su ingredienti arancioni.

Per maggiori informazioni potete consultare il sito web SarteanoLiving

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Turismo e benessere a Chianciano

A Chianciano Terme sono in programma una tre giorni dedicata al turismo e al benessere. Dal 14 al 16 ottobre, infatti, è in programma il “Simposio nazionale sulle rotte dell’arte…

A Chianciano Terme sono in programma una tre giorni dedicata al turismo e al benessere. Dal 14 al 16 ottobre, infatti, è in programma il “Simposio nazionale sulle rotte dell’arte e del gusto mediterraneo – Premio Enrico Clores” con un focus sull’alternanza scuola-lavoro, giunto alla 30esima edizione. L’evento è organizzato, per festeggiare 30 anni di successi, dall’Accademia italiana gastronomia storica, dall’Accademia italiana arte bianca gastronomica, dal Centro studi Chianciano “G. Sanchini” e dall’Associazione albergatori di Chianciano, in collaborazione con le istituzioni economico turistiche locali e Terme di Chianciano spa, con il patrocinio delle Province Siena e Arezzo e con la testata “Italia a Tavola” come media partner.

Un appuntamento obbligato per gli operatori del settore che aspirano a crescere e migliorarsi, con l’intento di rendere il nostro prodotto turistico e della ristorazione più appetibile ad un consumatore europeo sempre più esigente.
Oltre a questo appuntamento, nel mese di ottobre saranno realizzate una serie di iniziative a Chianciano Terme, poi a Ruvo di Puglia, Gioia del Colle, in Provincia di Bari, e Arezzo, che saranno come sempre dedicate allo studio dell’ospitalità, del benessere e dell’enogastronomia mediterranea. In particolare quest’anno il focus sarà sull’obbligo dell’alternanza scuola, lavoro e formazione professionale, inserita sulle tradizioni enogastronomiche e turistiche del territorio italiano. Saranno presenti alla manifestazione i rappresentanti del mondo economico, turistico e informativo: giovani albergatori, ristoratori, pasticceri, gelatieri, panettieri, pizzaioli e barman italiani, i più qualificati Istituti professionali alberghieri di Stato e la stampa specializzata. Ciò sarà garanzia della più assoluta professionalità nei momenti dedicati alla ristorazione e delle esercitazioni-concorso, assicurando grandissimo risalto ai prodotti utilizzati nelle dimostrazioni.

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Il Castello di Sarteano

Nel nostro viaggio tra i borghi e le fortezze della Valdichiana senese, non poteva mancare un appuntamento dedicato al Castello di Sarteano, che domina la cittadina ed è tuttora teatro…

Nel nostro viaggio tra i borghi e le fortezze della Valdichiana senese, non poteva mancare un appuntamento dedicato al Castello di Sarteano, che domina la cittadina ed è tuttora teatro di visite, manifestazioni e importanti eventi.

Sia il castello che il borgo di Sarteano mantengono un aspetto medievale: la cittadina si sviluppa infatti attorno e ai piedi della rocca, che dalla sommità della collina può spaziare lo sguardo su tutti i territori circostanti. Il castello è costruito su di un poderoso masso roccioso di travertino e circondato da un parco di lecci secolari. Dal mastio centrale del castello si può osservare la Valdichiana, il Monte Cetona, il lago di Chiusi e il lago di Montepulciano. Si tratta quindi di una tappa obbligata durante le visite al borgo di Sarteano, per via della sua invidiabile posizione panoramica.

CastelloSarteano2

Il castello di Sarteano è anche un luogo di interesse per tutti gli appassionati di storia e di medioevo, grazie all’integrità delle sue antiche strutture. Si può osservare una delle cinte murarie che abbraccia il mastio centrale e due torrioni circolari, edificata dalla Repubblica di Siena. È ancora presente il ponte levatoio che sovrasta i resti dell’antico fossato e il portone in ferro con gli stemmi delle famiglie dei capitani che hanno abitato il cassero. Attraverso una scala a chiocciola segreta si poteva raggiungere il seminterrato dall’ultimo piano del castello, da cui era possibile accedere ad alcuni sotterranei d’età etrusca, che offrivano una via di fuga verso la campagna in caso di assedio.

Sono proprio gli assedi a costituire la parte più importante della storia di questo castello: la rocca aveva una funzione difensiva fondamentale. Si registrano numerosi tentativi di assedi falliti, tra cui quello tra cui quello di Ladislao di Napoli nel 1409, le truppe del capitano di ventura Giacomo Piccinino nel 1455, il tentativo di Cesare Borgia nel 1503 e quello dell’esercito spagnolo nel 1552. Grazie a uno spessore delle mura di circa sette metri, la totale assenza di finestre e un secondo ponte levatoio per accedere al primo piano, il castello era considerato inespugnabile. Si arrese solamente alle truppe imperiali del Marchese di Maragliano nel 1555, dopo la caduta della Repubblica di Siena.

La storia del castello di Sarteano è millenaria: le prime notizie che possediamo risalgono al 1038, periodo in cui veniva utilizzato come centro amministrativo per stipulare atti, donazioni e cessioni. Inizialmente era dominato dai Conti Manenti, ma per via della sua importanza strategica sul confine con Orvieto e Perugia, sia il castello che il borgo di Sarteano si unirono a Siena nel 1379. L’aspetto attuale del castello deriva dalla ristrutturazione operata dai senesi nel 1469, adattandolo ad ospitare più guarnigioni militari e a consentire ronde difensive fino ai torrioni laterali.

CastelloSarteano1Con il passaggio al dominio dei Medici, la funzione militare del castello andò rapidamente scomparendo. Nel 1617 il Granduca Cosimo II lo donò in proprietà perpetua a Brandimarte Fanelli e a tutti i suoi discendenti in linea mascolina. La famiglia Fanelli rimase proprietaria della struttura fino al 1997, anno in cui venne acquistato dal Comune di Sarteano.

Dopo lunghi interventi di restauro, il Castello di Sarteano è stato aperto al pubblico nel 2004; per informazioni su visite guidate e tariffe potete consultare il sito web di Clanis Service, la cooperativa che gestisce i servizi della struttura.

Attualmente il castello di Sarteano e il parco circostante vengono utilizzati sia per visite turistiche che per eventi culturali ed enogastronomici, che coinvolgono l’intero borgo. Per esempio la rappresentazione teatrale de “La Tempesta” di Shakespeare, o la manifestazione “Civitas Infernalis” dedicata al medioevo fantastico.

Per concludere: grazie alla sua struttura integra e alle fortificazioni che ricordano ancora gli antichi assedi, il castello di Sarteano è una tappa consigliata, non soltanto per gli amanti del medioevo. Obbligata poi la visita al borgo, dal momento che questa cittadina della Valdichiana senese è ricca di eventi e manifestazioni dedicate a turisti e a residenti, non soltanto durante il periodo estivo.

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Il borgo di Montefollonico

Proseguiamo il nostro viaggio tra i luoghi d’interesse della Valdichiana senese, con una particolare predilezione per borghi e castelli. Oggi è il turno di Montefollonico, piccolo borgo del comune di…

Proseguiamo il nostro viaggio tra i luoghi d’interesse della Valdichiana senese, con una particolare predilezione per borghi e castelli. Oggi è il turno di Montefollonico, piccolo borgo del comune di Torrita, situato al confine tra la Valdichiana e la Valdorcia.

Montefollonico sorge sulla cima di un colle a pochi chilometri da Torrita di Siena: è un suggestivo borgo in pietra di circa 500 anime ed è facilmente raggiungibile anche da Montepulciano e da Pienza. Come potrete constatare dai cartelloni, Montefollonico può vantare la bandiera arancione, un marchio di qualità turistica e ambientale conferito dal Touring Club Italiano: il borgo infatti si contraddistingue per un centro storico armonico e ben conservato, con vie strette e contorte che si snodano tra abitazioni ed edifici di epoca medievale. Offre inoltre servizi ricettivi e di ristorazione di alta qualità, oltre a una ricca rete di sentieri per godere del paesaggio.

La storia di Montefollonico è molto antica. Il ritrovamento di alcuni utensili nella località “Il Tondo” permettono di confermare la presenza nella zona degli uomini di Neanderthal, più di 60.000 anni fa. Inoltre, sono presenti tracce di epoca etrusca e romana. Il vero sviluppo del borgo è avvenuto dopo l’anno mille, in epoca medievale, grazie alla fondazione della pieve di San Leonardo da parte dei monaci cistercensi; i monaci si dedicavano alla follatura della lana, da cui il nome latino “fullones”, che poi è rimasto nell’etimologia di Montefollonico.

La posizione strategica del borgo fortificato venne utilizzata nel XIII secolo dalla Repubblica di Siena come avamposto contro Montepulciano, alleato di Firenze. Fu questo un periodo di grande prosperità per il borgo e gran parte degli edifici attualmente presenti risalgono a questa epoca. La sua indipendenza durò fino al 1552, quando si arrese contro l’esercito imperiale spagnolo, fino a passare sotto il dominio fiorentino dei Medici due anni più tardi.

Le mura di Montefollonico sono un segno distintivo del borgo: sono infatti ben conservate e presentano ancora il castello e molte torri. Sono ancora ben visibili le tre porte che danno accesso al centro storico: porta a Follonica, porta del Triano e porta del Pianello. All’interno del borgo sono presenti anche la chiesa di San Leonardo e il monastero di Santa Maria, risalenti al XII secolo, oltre alla chiesa di San Bartolomeo Paleocristiana, risalente al VII secolo. Grande interesse riveste poi il parco naturale “Il Tondo”, situato in cima al colle, nei pressi di Montefollonico, contraddistinto da un bosco di cipressi e lecci disposti in maniera circolare.

Montefollonico

Uno dei motivi principali per cui visitare Montefollonico è anche la lunga tradizione del Vin Santo. È infatti conosciuto con il nome di “Borgo del Vin Santo”, il vino liquoroso che si abbina alla specialità toscana dei cantucci. La produzione del Vin Santo a Montefollonico non è limitata soltanto agli imprenditori agricoli, ma anche a tanti artigiani amatoriali che hanno ereditato le tecniche tradizionali e tuttora producono il vino liquoroso nelle loro cantine. Questa tradizione viene celebrata ogni dicembre attraverso la kermesse “Lo gradireste un goccio di Vin Santo?”, legata al tema dell’ospitalità e dell’accoglienza turistica.

Per concludere: Montefollonico non è indicato solamente ai turisti, ma è una località degna di interesse anche per i locali, magari per passare un pomeriggio nel centro storico e tra i sentieri del parco naturale. All’interno delle sue mura si respira ancora l’atmosfera del Medioevo!

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San Casciano: Il Castello di Fighine

Continua il viaggio alla scoperta dei luoghi più interessanti del nostro territorio: gli angoli della Valdichiana senese e i paesaggi che tutti i turisti dovrebbero visitare, e che tutti i…

Continua il viaggio alla scoperta dei luoghi più interessanti del nostro territorio: gli angoli della Valdichiana senese e i paesaggi che tutti i turisti dovrebbero visitare, e che tutti i residenti dovrebbero conoscere! Oggi vi parliamo del castello di Fighine, nel comune di San Casciano dei Bagni.

Il castello di Fighine domina il caratteristico borgo che porta lo stesso nome. Si trova in cima a una collina, situata al confine tra la Valdichiana e la valle del Paglia, dalla cui cima è possibile godere di entrambi i paesaggi. Per raggiungerlo, è necessario uscire dalla SS321 e seguire una strada sterrata, nelle vicinanze di Piazze, seguendo le indicazioni stradali da Cetona o da San Casciano dei Bagni. Grazie ai suoi circa 650 metri di altitudine, Fighine può vantare una posizione strategica su tutto il territorio circostante.

Le origini del castello di Fighine risalgono al medioevo: le prime citazioni si possono trovare in un documento datato 1058, in relazione alla Pieve di Santa Maria de Fighine, del nobile longobardo Gottifredo. Le prime notizie certe si devono alla famiglia Visconti di Campiglia d’Orcia, che fu feudataria di San Casciano dei Bagni: l’imperatore Federico di Svevia concesse a Tancredi Visconti il possesso del castello di Fighine, attraverso un editto del 1266. Ma la storia di Fighine è costellata di momenti tesi, in virtù della sua posizione strategica ai confini della Valdichiana senese. Per almeno due secoli il castello fu oggetto di contese tra i nobili locali, capitani di ventura e condottieri giunti da Cortona, alla ricerca di una base per le loro operazioni belliche.

La tanto agognata pace per il castello di Fighine arriva nel 1446, quando la proprietà passa alla Repubblica di Siena e successivamente al Granducato di Toscana. La fine del periodo bellico e i lunghi secoli di stabilità fanno decadere l’importanza strategica di Fighine, ma al contempo ne permettono la ricostruzione e la lenta riconversione, superando definitivamente le esigenze medievali di fortificazione.

fighine 2

Attualmente il castello di Fighine è una splendida struttura a pianta quadrangolare, delimitata da quattro torri: la torre vecchia, la torre maestra, la torre mezza tonda e la torre saracinesca. Le mura di difesa, intervallate da piccole torri rotonde, partono dal castello e circondano l’intero borgo. Una sezione delle mura è utilizzata come abside dalla Chiesa di San Michele Arcangelo, che contiene tele con immagini di santi di scuola orvietana e fiorentina del XVIII secolo.

Percorrendo i dintorni del borgo di Fighine è possibile ammirare le vestigia del passato: sezioni di mura diroccate, fortificazioni belliche, ballatoi e torri difensive. Con oltre cinque secoli di pace e serenità, ovviamente, la funzione bellica del castello è stata completamente dimenticata. Ma la struttura del piccolo borgo e la sua posizione defilata, al centro di un paesaggio quasi immacolato, lo rendono un luogo suggestivo e degno di visita.

La moderna riconversione turistica del castello di Fighine ha permesso la creazione di alcune strutture ricettive, utilizzate sia dai turisti che dai residenti; la presenza della Chiesa di San Michele Arcangelo, inoltre, permette la celebrazione di cerimonie complete come i matrimoni, in un affascinante scenario medievale.

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La Fortezza di Montepulciano

Benvenuti al primo appuntamento con la nuova rubrica de La Valdichiana, dedicata ai luoghi di interesse turistico e alle meraviglie nascoste nei paesaggi della Valdichiana senese. L’articolo di oggi è…

Benvenuti al primo appuntamento con la nuova rubrica de La Valdichiana, dedicata ai luoghi di interesse turistico e alle meraviglie nascoste nei paesaggi della Valdichiana senese.

L’articolo di oggi è dedicato alla Fortezza di Montepulciano, la splendida costruzione architettonica che sovrasta la città, da cui si possono ammirare i panorami della Valdichiana e della Valdorcia, fino al lago Trasimeno. Quella della Fortezza è una storia molto antica, che ha subito numerosi cambiamenti con il passare del tempo; in virtù della sua posizione elevata, infatti, è stata riutilizzata, ricostruita e rivitalizzata in epoche diverse, a seconda delle esigenze.

Le notizie più antiche risalgono all’VIII secolo e parlano del Castrum Politianum, situato in una posizione strategica per difendere la città e osservare i movimenti dei nemici sulle valli circostanti; già prima dell’epoca Longobarda, tuttavia, il castrum era probabilmente utilizzato come fortificazione cittadina. La leggenda narra che il castrum fosse stato costruito sui resti di un tempio romano dedicato a Mercurio o a Giano, ma non si hanno ancora notizie certe a riguardo.

La Fortezza vera e propria, nella sua forma più simile alla sua attuale struttura, risale al 1261. Venne costruita dai senesi dopo la vittoria di Montaperti contro i fiorentini, utilizzata come avamposto militare e più volte ricostruita per esigenze militari durante tutto il periodo dei conflitti tra i comuni. La funzione militare è lentamente decaduta dopo il terremoto del 1614 e la fine delle contese tra senesi e fiorentini.

fortezza

Le ristrutturazioni del XIX secolo hanno portato la Fortezza di Montepulciano all’aspetto con cui la conosciamo. Alla fine dell’800 ospitò lo Stabilimento Bacologico di Francesco Saverio Melissari, che la sfruttò per l’allevamento del baco da seta. Nel 1935 la proprietà tornò al Comune di Montepulciano, che intendeva riqualificare la struttura per adibirla a scuola pubblica; per più di sessant’anni i locali interni della Fortezza hanno ospitato il Ginnasio locale, e le sue stanze sono state visitate da ragazzi provenienti da ogni parte della Valdichiana e della Valdorcia.

Con lo spostamento dei licei nelle nuove strutture, fuori dal centro storico, la Fortezza di Montepulciano ha cambiato nuovamente destinazione d’uso. In virtù del suo valore artistico e architettonico, è attualmente utilizzato come centro culturale: ospita mostre, convegni, iniziative culturali d’avanguardia dedicate sia alla popolazione locale che ai turisti. Le ristrutturazioni avvenute nel corso degli ultimi anni hanno permesso la riapertura dei tre piani interni, l’ammodernamento della struttura e delle opportunità ricettive, l’aumento degli spazi pubblici destinati alla cultura.

Grazie alla sua posizione, alla sua storia e al suo valore, la Fortezza ha tutte le carte in regola per diventare il centro culturale di Montepulciano.

Per ulteriori informazioni, consigliamo la lettura del libro “Fortezza e Liceo Classico a Montepulciano”, pubblicato nel 1990 da Editori del Grifo.

Per le iniziative culturali attualmente in corso, ricordiamo il festival di Luci sul Lavoro e la mostra dedicata a Giorgio de Chirico.

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In Valdichiana nasce il Sentiero del Vinsanto

A Torrita di Siena è stato inaugurato il Sentiero del Vinsanto, sette chilometri di strade vicinali che collegano Torrita con Montefollonico. “L’obiettivo è quello di incrementare l’offerta turistica all’interno del…

A Torrita di Siena è stato inaugurato il Sentiero del Vinsanto, sette chilometri di strade vicinali che collegano Torrita con Montefollonico.

“L’obiettivo è quello di incrementare l’offerta turistica all’interno del nostro territorio – spiega l’assessore al turismo del Comune di Torrita di Siena Paolo Malacarne, – oltre a far riscoprire ai cittadini le bellezze del nostro paesaggio attraverso il recupero degli antichi sentieri”.

L’opera è stata interamente finanziata con i fondi europei, mentre per il recupero delle zone rurali è stato utilizzato il Gal Leader Siena senza nessun aggravio per le casse del Comune.

“Il progetto del Sentiero del Vinsanto rientra in un più ampio piano di promozione e valorizzazione del nostro patrimonio paesaggistico-culturale realizzato insieme agli altri Comuni della Valdichiana dal titolo “Paesaggi del benessere” – spiega il sindaco del Comune di Torrita di Siena, Giordano Santoni – che consentirà la creazione di una rete di aree di sosta in luoghi panoramici o di particolare suggestione diffusi nel territorio”.

Presente all’inaugurazione anche il direttore del Gal Leader Siena, Marco Flori e oltre cinquanta persone che in un’ora e mezzo hanno percorso il sentiero. Il percorso collega l’area camper con la Porta di Follonica di Montefollonico e lungo il sentiero sono state predisposte cinque aree attrezzate per la sosta con panchina, cestello rifiuti e cartello con le indicazioni del percorso e una tavola a tema che racconta la storia di Torrita, di Montefollonico, di Ghino di Tacco, del Vin Santo e delle rovine del monastero cistercense di Santa Maria a Follonica. Secondo antichi documenti, il percorso riprende l’antico tracciato medioevale che univa i due castelli di Torrita e Montefollonico, ultimi baluardi della Repubblica di Siena contro Montepulciano, alleata di Firenze.

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