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Tag: tesi di laurea

Tesi di laurea nel cestino? No, grazie

Era già successo a Scienze Politiche, a Milano, qualche anno fa: tesi di laurea buttate nel cestino. La foto pubblicata la settimana scorsa su Repubblica.it ha nuovamente scatenato (e giustamente, ci mancherebbe altro)…

Era già successo a Scienze Politiche, a Milano, qualche anno fa: tesi di laurea buttate nel cestino. La foto pubblicata la settimana scorsa su Repubblica.it ha nuovamente scatenato (e giustamente, ci mancherebbe altro) le ire degli ex-universitari, oramai laureati. Questa volta, le tesi bellamente messe nei bidoni sono quelle di Informatica in via Comelico.

In questo post, non mi interessa che siano le tesi scritte tra gli anni ’80 e gli anni ’90, perché il principio è il lavoro che c’è stato alle spalle. Se il problema è la quantità di tesi cartacee che si sono accumulate negli anni, perché non far partire un progetto di digitalizzazione delle tesi? Sfruttare i ricercatori e i dipartimenti di informatica (di ingegneria, e così via) per avviare un progetto di biblioteca digitale delle tesi, forse è azzardato? Azzardato, ma non infattibile. E soprattutto, sarebbe un’operazione intelligente e utile.

Anche perché, fare una biblioteca digitale delle tesi, servirebbe ai futuri studenti e ai futuri tesisti per consultarle, e perché no, sfruttarle da altri tesisti come dei libri normali, per la propria bibliografia. Mi spiego: la tesi dovrebbe essere un lavoro con un certo valore scientifico, visto che dovrebbe essere curata da degli accademici e dei professionisti con molta preparazione e molta esperienza. Spesso, soprattutto negli ultimi anni (e ho visto certe cose accadere davanti ai miei occhi) i professori che seguono i tesisti, non li seguono affatto! A partire dal non presentarsi quasi mai agli incontri e agli appuntamenti dove si discute dei capitoli redatti, ma a partire più semplicemente dal leggere le tesi – e sapere di cosa parlano, l’argomento. Ho visto (e letto) tesi di qualità dubbia e mi trovo costretta a concordare che negli ultimi anni la qualità delle tesi siano precipitate. Però questo non giustifica il buttarle nel cestino, tutte, indistintamente. Che le migliori vengano digitalizzate e sfruttate dagli studenti che verranno dopo! E in questi anni, è veramente necessario spendere 100 € – almeno – per tre copie di una tesi, di cui una sola rimane allo studente, le altre due, se le tiene il relatore (forse, visto che poi magari finiscono dimenticate in un armadio)? Perché non fare una copia digitale per i relatori, avendo così solo una copia cartacea, che rimarrà allo studente?

Ma a questo punto, è veramente necessario scrivere una tesi come prova finale di una laurea? Se viene poi buttata via, neanche curata a modo dal relatore, lasciata in un angolo e nel dimenticatoio, che senso ha? A volte ci si dimentica che ci sono comunque ore di lavoro, di ricerche, di studio e di scrittura da parte di uno studente, il più delle volte abbandonato a se stesso, che è ben diverso dal lavoro in autonomia che ci si aspetterebbe giustamente dopo un primo ciclo di studi universitari. Allora che senso ha scrivere una prova finale – che poi magari risulta essere mediocre o scialba, che tratta un argomento magari già usato molte volte?

Al posto della tesi (che direi che potrebbe rimanere opzionale, se si ha veramente un argomento innovativo e di ricerca vera e propria), perché non dare come prova finale – non so, un’esperienza universitaria all’estero? O ancora meglio, un’esperienza di studio e lavoro di ricerca all’estero – che viene riportata e raccontata nella prova finale. No, non una tesi di 90 pagine, ma un elaborato della lunghezza di un saggio breve. A questo punto, chi non se la sente, potrebbe fare anche degli esami extra, che siano estremamente pertinenti con il percorso di studi. Se dobbiamo fare un lavoro che finisce nel cestino e che non viene sfruttato da chi studierà negli anni successivi, tesi no grazie. 

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Premio Matteotti assegnato a un giovane chiancianese

Premio Matteotti, della Presidenza del Consiglio, a un giovane chiancianese La tesi di laurea del chiancianese Brando Mazzolai “L’evoluzione del principio di legalità nel pensiero di Piero Calamandrei”, discussa alla…

Premio Matteotti, della Presidenza del Consiglio, a un giovane chiancianese

La tesi di laurea del chiancianese Brando Mazzolai “L’evoluzione del principio di legalità nel pensiero di Piero Calamandrei”, discussa alla facoltà di Giurisprudenza di Siena con la Professoressa Elena Bindi, è risultata vincitrice nella sezione apposita del IX Premio Giacomo Matteotti, istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri del Governo italiano.

Il giovane Mazzolai ha costruito gran parte del suo lavoro sui materiali custoditi nell’Archivio Calamandrei di Montepulciano, contribuendo così in modo significativo ed efficace alla sua valorizzazione.

La ricerca è stata una prosecuzione della prima tesi di Mazzolai su “Calamandrei e la fede nel diritto” ed ha consentito di recuperare testi inediti degli anni ‘43-‘44, particolarmente significativi nella fondazione della nuova legalità repubblicana alla base dell’impegno di Calamandrei come costituente. Gli stessi testi sono stati poi pubblicati da Laterza (“Non c’è libertà senza legalità”) e nel volume curato da Guido Alpa per il Consiglio nazionale forense (“Giustizia e politica”).

Una rappresentanza della Biblioteca Archivio “Piero Calamandrei”, istituzione del Comune di Montepulciano, era presente alla premiazione che si è svolta a Roma, nella sala stampa della Presidenza del Consiglio martedì mattina 16 ottobre.

Nel presentare i premiati, tra cui la scrittrice Melania Mazzucco per l’opera letteraria Limbo, il consigliere Garofalo e il professor Sabbatini, membro della giuria, hanno particolarmente segnalato il lavoro del giovane Brando Mazzolai, unico premiato nella sezione delle tesi universitarie, congratulandosi per la maturità mostrata nello studio degli ideali fondanti della nostra Repubblica, ed hanno fatto riferimento all’importanza della figura del giurista e costituzionalista Piero Calamandrei, impegnato già negli anni Venti nella difesa degli ideali di Giacomo Matteotti.

premio matteotti

Brando Mazzolai, dopo aver ringraziato la giuria e l’archivio di Montepulciano per l’accesso ai documenti e l’assistenza ricevuta nella sua ricerca, soprattutto dalla Presidente Silvia Calamandrei e dall’archivista Francesca Cenni, ha ricordato la battaglia eroica di Giacomo Matteotti nel denunciare il fascismo e tutti coloro che continuano a battersi oggi anche a rischio della vita per gli ideali di giustizia libertà ed eguaglianza, come Falcone e Borsellino.

La tesi riceverà l’onore della pubblicazione da parte della Presidenza del Consiglio.

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