La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: street food

Notte Bianca a Chianciano Terme

Il 16 agosto a Chianciano Terme si svolgerà la quinta edizione della Notte Bianca, un evento organizzato interamente dal Centro Commerciale Naturale e sostenuto dal Comune di Chianciano. Il primo appuntamento è…

Il 16 agosto a Chianciano Terme si svolgerà la quinta edizione della Notte Bianca, un evento organizzato interamente dal Centro Commerciale Naturalesostenuto dal Comune di Chianciano.

Il primo appuntamento è alle 17.00 con l’apertura dell’ormai tradizionale mercatino di hobbistica e artigianato che si svolge lungo la suggestiva via Macerina, dalle 19.00 presso i bar del CCN si potrà fare l’aperitivo ascoltando buona musica.

Per l’ora di cena i nostri ristoratori sono pronti con menù a tema e per chi non vuole perdere il contatto con la strada ci sarà un ricco angolo di Street-food, tutto da degustare.

Dalle 21.00 decolla la serata con spettacoli di magia, animazione di strada, saltimbanchi, trampolieri, truccabimbi, musica dal vivo in ogni angolo del Centro Termale,spettacoli di danza in cerchio,mercato di produttori locali e tanto altro ancora. Alle 22.30 lo spettacolo di fuoco a cura dei Viatores e alle 24.00 gran finale col concerto dal vivo di Fabio Zeppetella in Piazza Italia.

Chianciano si vestirà come per le grandi occasioni con allestimenti ispirati alla notte lunare e i commercianti aderenti al CC N stupiranno portando la loro creatività fuori dai negozi lungo le vie cittadine.

Dopo il grande successo di Shopping sotto le stelle un altro importante appuntamento per il Centro Commerciale Naturale.

Per consultare il programma completo, si rinvia al sito: www.ccnchiancianoterme.it.   

Facebook: Centro Commerciale Naturale Chianciano Terme.

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Carnevale: a Foiano della Chiana il più antico d’Italia

Al via a Foiano della Chiana, dal 9 febbraio 2014, la 475 esima edizione del più antico carnevale d’Italia I quattro cantieri sedi dei carri allegorici, sono accesi fino a…

Al via a Foiano della Chiana, dal 9 febbraio 2014, la 475 esima edizione del più antico carnevale d’Italia

I quattro cantieri sedi dei carri allegorici, sono accesi fino a notte fonda per lavorare alla creazione dei giganti di cartapesta che saranno presentati per l’edizione 2014 del Carnevale di Foiano della Chiana, il piccolo borgo toscano in provincia di Arezzo che ospita il carnevale più antico d’Italia giunto quest’anno alla sua 475esima edizione. Cinque domeniche di festa, dal 9 al 23 febbraio e dal 2 al 9 marzo, durante le quali le vie del paese saranno teatro dei festeggiamenti in onore di Re Giocondo, il patrono della manifestazione, e in attesa del verdetto finale per decretare il vincitore tra i quattro cantieri in gara con vere e proprie opere di cartapesta.

Quattro i carri allegorici in gara rispettivamente realizzati dai quattro “cantieri” come si chiamano a Foiano della Chiana, che dalla prima domenica daranno vita a veri e propri spettacoli che avranno come palcoscenico le piccole vie del centro storico di Foiano. Azzurri, Bombolo, Nottambuli e Rustici: questi i nomi delle quattro fazioni che da secoli ormai si sfidano ogni anno a colpi di coriandoli e cartapesta realizzando imponenti opere artistiche apprezzate in tutto il mondo. Attesa, da parte del pubblico, per scoprire quali saranno i colori e i soggetti rappresentati in forma allegorica da veri e propri maestri della cartapesta e della meccanica.

Tra le novità di questa edizione l’orario che, salvo la prima domenica che vedrà il suo inizio alle 15 in occasione della presenza della giuria, per le altre domeniche in programma le sfilate dei carri allegorici prenderanno il via a partire dalle 12. Il Carnevale di Foiano non è solo una gara tra i cantieri, ma anche divertimento e vera e propria celebrazione di questa importante festa popolare. Molte infatti come ogni anno le attività collaterali in programma. Tra le principali attività in programma le iniziative per i più piccoli con il Carnevale dei Bambini che vedrà un percorso divertimento fatto di gonfiabili, trenini, piccoli carri di cartapesta, animazione. La Galleria Furio del Furia (sede espositiva) e la affascinante Sala della Carbonaia ospiteranno nelle cinque domeniche alcune mostre d’arte varia. Inoltre per questa edizione la possibilità di degustare il cibo di strada proveniente da tutta Italia con il Villaggio Street Food, l’area promossa dall’omonima associazione che porterà le migliori delizie da degustare mentre sfileranno i giganti di cartapesta.

Il Carnevale di Foiano della Chiana, il più antico d’Italia giunto con il 2014 alla 475esima edizione, è considerato tra le più importanti manifestazioni del genere in Italia, sia per le spettacolari coreografie sia per la sua tradizione storiografica. Quattro mastodontici carri allegorici realizzati da veri maestri della cartapesta e da tecnici della meccanica. A dominare il popolo carnevalesco è la figura di Re Giocondo che apre le sfilate ogni domenica seguito dai carri maggiori, dalle mascherate e dalle bande e durante l’ultima domenica di festa, dopo aver fatto pubblico testamento, viene dato alle fiamme nella spettacolare cerimonia della rificolonata.

Durante il periodo carnevalesco alcuni ristoranti del territorio proporranno dei menu tematici a prezzi speciali, mentre le strutture agrituristiche e alberghiere proporranno dei pacchetti per i fine settimana del carnevale. Il programma completo della manifestazione e altre informazioni sul sito www.carnevaledifoiano.it

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Chianciano, via libera per il consumo sul posto dei prodotti alimentari

Importante modifica la regolamento d’Igiene nel comune di Chianciano Terme: d’ora in poi nelle attività di vicinato che vendono prodotti alimentari, sarà possibile il consumo sul posto dei prodotti venduti…

Importante modifica la regolamento d’Igiene nel comune di Chianciano Terme: d’ora in poi nelle attività di vicinato che vendono prodotti alimentari, sarà possibile il consumo sul posto dei prodotti venduti anche in assenza di bagno dedicato al pubblico.

La modifica al vecchio regolamento è stata approvata dal consiglio comunale della cittadina termale nella seduta del 10 ottobre, con soli tre voti d’astensione.

Un’innovazione che permetterà agli avventori di consumare sul posto gli alimenti. In questi casi non sono offerti i servizi che si trovano nel ristorante in quanto non è permesso il servizio al tavolo, non è permesso l’utilizzo di posate, piatti o bicchieri, ma soltanto di materiale a perdere.

Nei locali dove è praticata la somministrazione non assistita dovranno essere esposti cartelli ben visibili al pubblico con la scritta “In questo esercizio non è autorizzato il servizio al tavolo” in modo che non vengano richiesti servizi che soltanto in un ristorante possono essere dati.

La modifica riguarda le attività svolte in esercizi di vicinato: laboratori di produzione, pizza da taglio, gastronomie, rosticcerie, panifici, laboratori di produzione gelato, pasticcerie.

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Unti e bisunti – Non chiamatelo street food

Questa volta abbandono le serie tv per parlarvi di un programma televisivo che mi ha particolarmente entusiasmato. Unti e bisunti (trasmesso su Dmax ogni domenica alle 22) stento a definirlo…

Questa volta abbandono le serie tv per parlarvi di un programma televisivo che mi ha particolarmente entusiasmato. Unti e bisunti (trasmesso su Dmax ogni domenica alle 22) stento a definirlo solamente un programma di cucina, perché rappresenta qualcosa in più. Il nome del programma dice tutto: non è fatto per stomaci deboli. Gli ingredienti sono pochi, ma intensi: cibo, luoghi e Chef Rubio. Il protagonista è il cibo di strada, quello vero, appartenente alla tradizione culinaria delle varie città d’Italia.

[youtube]http://youtu.be/llQgMud8CS4[/youtube]

Il protagonista.  In passato il cibo di strada, per come viene consumato e per il prezzo molto basso, è stato spesso bistrattato, considerato come una cucina di basso livello, non paragonabile assolutamente alla cosiddetta cucina tradizionale. Da qualche anno, invece lo street food è stato rivalutato soprattutto perché, rispecchiando il gusto popolare, diventa portatore di valori tradizionali e di sapori dei luoghi dove quel cibo è stato inventato. Purtroppo le città italiane da molti anni si sono arrese davanti alla costante invasione di catene di fast food e paninoteche american style da una parte e da chioschi di kebab che spuntano ad ogni angolo, dall’altra. Ma che fine hanno fatto i cibi di strada della tradizione italiana come il panino al lampredotto di Firenze, il fritto misto alla romana, la zuppa forte di Napoli o il pane con la milza di Palermo? Unti e bisunti si occupa di riportare in auge proprio questi piatti semplici e veloci, legandoli alla storia e ai profumi delle città di provenienza,  mostrando il cuore pulsante delle città, l’aspetto popolare, quello più vivo.

Struttura. L’escamotage narrativo è quello di una sfida, semplice, ma efficace. Chef Rubio si sposta di città in città a caccia del cibo di strada più rappresentativo del luogo, pronto a sfidare ai fornelli quello che lui ritiene essere il suo degno avversario. Nella prima parte dell’episodio Chef Rubio cercando il suo sfidante, dipinge quelle che sono le tradizioni culinarie ed i prodotti tipici della città in cui si trova aggirandosi per vicoli, mercati, bancarelle assaggiando praticamente ogni leccornia in cui si imbatte, descrivendone sapore, ingredienti ed anche preparazione. Lo troveremo mangiare dalla più semplice pizza bianca con la mortadella a Roma, fino ad un molto discutibile, occhio di orata crudo a Livorno. Appena individuato il piatto ed il cuoco da sfidare, inizia la seconda parte del programma in cui lo Chef va a caccia dei giusti ingredienti con cui preparare il cibo di strada oggetto della sfida. Questa parte risulta molto utile per chi volesse a casa propria, cimentarsi nella preparazione dei vari piatti. Nella parte finale Chef Rubio ed avversario vengono valutati da una apposita giuria di assaggiatori scelti in precedenza, come dei tifosi del Napoli oppure un gruppo di vogatori di Livorno, che decreta l’esito della sfida.

Chef Rubio. Al secolo Gabriele Rubini, classe 1983, è un ex giocatore di rugby a 15, con diverse presenze in serie A. Interrotta la carriera da rugbista per colpa di un infortunio, inizia quella di cuoco con lo pseudonimo di Chef Rubio. Dopo essersi diplomato alla scuola di cucina Alma, ha girato diversi paesi dalla Nuova Zelanda al Canada, per formarsi in campo culinario. La parlata in romanesco, i tatuaggi e i baffi, gli donano uno stile che lo contraddistingue dagli altri chef che spesso vediamo in tv, strappando il titolo di cuoco “rock” del piccolo schermo dalle mani di Alessandro Borghese.

Stile. Ricalca lo stile vincente di altri programmi culinari della galassia Discovery, come Man vs. Food, ma risulta nettamente superiore. Un programma “maschio” per la leggerezza dei piatti, per stile di narrazione e per lo stile dello stesso Chef Rubio. Un programma on the road in Italia all’insegna del cibo e delle tradizioni. Si colloca benissimo nel palinsesto di Dmax rivolto perlopiù ad un pubblico maschile.

Lo consiglieresti? Sì, io l’ho trovato divertente ed interessante, ho scoperto dei piatti di cui ignoravo completamente l’esistenza. Si apprezza molto di più la cucina tradizionale italiana in una puntata di Unti e bisunti che in una intera stagione della Prova del cuoco.

VOTO. 9.5/10

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