La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: museo

La Tavola di Cortona e la lingua degli Etruschi

La civiltà etrusca è stata alla base del nostro territorio: le vestigia del passato raccontano la loro cultura, le loro abitudini e i loro costumi. L’antica Etruria occupava quasi interamente…

La civiltà etrusca è stata alla base del nostro territorio: le vestigia del passato raccontano la loro cultura, le loro abitudini e i loro costumi. L’antica Etruria occupava quasi interamente la Toscana, si spingeva fino alla pianura padana al nord e fino alla Campania al sud. Il territorio oggi rappresentato dalla Valdichiana, ai tempi degli Etruschi, poteva essere definito come uno dei cuori pulsanti della civiltà: importanti città come Chiusi, Cortona o Chianciano conservano tuttora i tesori lasciati dal popolo etrusco, dai reperti archeologici fino alle tombe funerarie.

Tra i reperti di maggiore importanza c’è sicuramente la Tavola di Cortona, chiamata anche “Tabula Cortunensis” custodita al MAEC e liberamente osservabile dai visitatori del museo. Si tratta di una lamina in bronzo con iscrizione etrusche, risalente al III o II secolo a.C, spezzata in otto parti; sette parti sono custodite al Museo di Cortona, l’ottavo tassello è tuttora mancante. Il ritrovamento della “Tabula”, infatti, è ancora avvolto da vicende poco chiare: “Sette furono consegnate nell’ottobre 1992 a Francesco Nicosia, allora sovrintendente ai Beni archeologici della Toscana, che individuò subito l’importanza eccezionale del reperto”, ma che le ha presentate pubblicamente solo nel 1999, nel tentativo di recuperare l’ottavo tassello o altre parti mancanti. I reperti furono ritrovati in località Piagge di Camucia, ma anche sul luogo di ritrovamento non c’è molta chiarezza, dal momento che il punto esatto non è mai stato identificato.

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Sull’importanza della Tavola di Cortona, invece, non ci sono dubbi. Si tratta del terzo testo etrusco più lungo in nostro possesso, con 32 righe di scrittura su un lato e 8 righe sull’altro, iscritte con l’alfabeto arcaico della zona cortonese. Le interpretazioni correnti lo identificano come un atto di vendita, presumibilmente una transazione di vigne o di terreni agricoli nella zona del Trasimeno, da un proprietario a più compratori; questa ipotesi è avvalorata dalla presenza dello “zilath mechl rasnal”, ovvero del pretore di Cortona, che rappresentava la più alta carica cittadina nelle funzioni giuridiche. La presenza del manubrio e della capocchia testimoniano la provenienza da uno schedario notarile, con la lastra che veniva esposta in un luogo pubblico.

Un elemento interessante presente nella Tavola di Cortona è la presenza di tre elenchi di nomi: i venditori, i compratori e i garanti del contratto. Assieme al pretore di Cortona, i figli e i nipoti delle due parti erano considerati garanti dell’atto, a dimostrazione che gli impegni intrapresi dalle persone ricadevano anche sulla famiglia e sui discendenti. Inoltre, la presenza di una serie di numeri a indicare gli oggetti o i terreni messi in vendita aiutano la comprensione dei numerali utilizzati dagli Etruschi.

Il valore archeologico della Tavola di Cortona è testimoniato anche dall’utilità per il mondo accademico per l’interpretazione della lingua etrusca. Contrariamente a quanto si possa pensare, infatti, la lingua etrusca non è affatto misteriosa o indecifrabile. Il presunto mistero, diffuso nella cultura popolare, è stato alimentato dalla probabile origine non indoeuropea della lingua etrusca, e per il dibattito che vede gli Etruschi come una popolazione arrivata in Italia dall’Asia Minore.

Anche se molti elementi della civiltà etrusca rimangono oscuri, la decifrazione della loro scrittura non è tra questi. Siamo infatti in possesso di un elevato numero di reperti archeologici (oltre 10mila) che ci permettono di identificare l’alfabeto etrusco come un derivato di quello greco, presumibilmente proveniente dall’isola di Negroponte; si tratta di un alfabeto in cui a ogni lettera corrisponde un fonema, simile a quello che utilizziamo oggi, e che ha fortemente influenzato quello latino. Siamo in possesso di testimonianze dirette (documenti in lingua etrusca) e testimonianze indirette (citazioni di opere etrusche in testi di altre lingue) che raccontano l’evoluzione dell’alfabeto etrusco con il passare dei secoli, e che mostra le sue sostanziali differenze con le lingue e i dialetti parlati dalle altre popolazioni italiche.

Il problema principale per la lingua etrusca non è quindi relativo alla decifrazione, bensì all’interpretazione: comprendere i testi è difficile, perché la lingua non sembra imparentata con le altre di origine indoeuropea. I reperti che sono giunti fino a noi sono numerosi, ma non particolarmente utili per lo scopo: le iscrizioni sono infatti brevi e di carattere funerario, con indicazioni di nomi, divinità e luoghi. La decifrazione di tali reperti è semplice, considerando l’alfabeto etrusco: per quanto riguarda i testi più complessi come la Tavola di Cortona, la Mummia di Zagabria o la Tegola di Capura, l’interpretazione linguistica diventa più difficile.

La Tavola di Cortona è uno dei reperti più importanti che siano giunti fino a noi, ma le ricerche sulla lingua degli Etruschi non sono ancora concluse: anche se le iscrizioni dell’antica civiltà che abitava il nostro territorio possono essere decifrate, non siamo ancora in possesso di strumenti adatti a un’interpretazione corretta. Gli Etruschi nascondono ancora molti tesori: la speranza è che ulteriori ritrovamenti archeologici e studi accademici possano aiutarci a mettere in luce ulteriori aspetti della loro civiltà e i forti legami con le culture dei secoli successivi.

L'evoluzione dell'alfabeto etrusco

L’evoluzione dell’alfabeto etrusco

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Il Museo della Terracotta di Petroio, storia di un’arte sospesa nel tempo

La terracotta, conosciuta anche con il termine più popolare di “coccio”, è una tipologia di ceramica che costituisce l’elemento base della storia e dell’identità di Petroio, la piccola frazione del comune…

La terracotta, conosciuta anche con il termine più popolare di “coccio”, è una tipologia di ceramica che costituisce l’elemento base della storia e dell’identità di Petroio, la piccola frazione del comune di Trequanda immersa nei boschi e nelle pacifiche campagne ai margini della Valdichiana. È proprio a questo importante elemento dell’artigianato locale che è dedicato il Museo della Terracota di Petroio: un museo che esplora le origini di un’arte sospesa nel tempo e che è stata il fulcro di tante attività artigianali per tanti secoli.

Il piccolo borgo di Petroio è diventato famoso nei secoli passati proprio per la produzione di articoli in terracotta, tanto che l’attività lavorativa dei vasai e degli artigiani collegati alla filiera del coccio sono tuttora i custodi della tradizione locale. La terracotta, dopo le varie fasi di estrazione, lavorazione e cottura, assume una tipica colorazione rossastra e grazie alla sua duttilità è diventata il più diffuso materiale da costruzione, con una moltitudine di usi comuni, per la fabbricazione di stoviglie, vasi, utensili e oggetti di vario genere.

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Nel Museo della Terracotta di Petroio sono raccolti gli attrezzi del lavoro del concaio, vengono illustrate le tecniche antiche e quelle moderne, sono ricostruire la cava, il forno e la bottega artigiana. Una delle volontarie del museo, Vittoria, ci ha raccontato in maniera approfondita le caratteristiche del museo e i suoi legami con il territorio.

Il Museo della Terracotta di Petroio è stato inaugurato nel 2001, ed è ospitato nel Palazzo Pretorio del borgo di Petroio, come parte del Sistema Museale Senese. Il palazzo risale al XIII secolo e, in occasione della sua trasformazione in Museo, il restauro ha recuperato l’intera facciata. È disposto su tre piani, più il piano interrato dove, lungo i muri, sono disposte diverse teche disponibili per le esposizioni temporanee. Proprio in quest’ala del museo è presente l’esibizione “La piccola Toscana” di Rodolfo Morviducci il Maestro Concaio novantaduenne di Petroio che realizza modellini dei borghi toscani con la terracotta locale.

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Il Museo ospita anche delle stanze adibite a laboratorio didattico, dove sia gli studenti che i visitatori in genere possono dilettarsi nella pratica della manipolazione dell’argilla: grazie al piccolo forno messo a disposizione, i prodotti realizzati vengono poi cotti e consegnati ai rispettivi autori da conservare come ricordo.

Il Museo sottolinea l’intreccio tra passato e presente, tra l’artigianato di una volta e la modernità di oggi. Al suo interno custodisce reperti antichi (la maggior parte dei quali era destinato ad uso domestico), una vasta documentazione riguardante gli strumenti e i metodi di lavorazione tradizionale e moderna, più alcuni esemplari di nuovi prodotti che sono stati inseriti sul mercato.

Il museo ha indubbiamente un forte legame con Petroio e con i petroniani: infatti, si hanno notizie delle fabbriche di terrecotte nel paese sin dal XVI secolo. In questo piccolo borgo, il mestiere del concaio o vasaio era molto diffuso; la materia prima, l’argilla, era ed è tutt’ora molto abbondante nel territorio. Le cave davano lavoro alla maggior parte delle famiglie residenti a Petroio, e questo potrebbe essere uno dei tanti motivi per cui il museo e i suoi manufatti sono sentiti come parte della propria famiglia e della propria casa, per la gente del paese.

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“È motivo di orgoglio poter mostrare ai visitatori del Museo come il materiale povero dell’argilla, con la maestria dei concai, si possa trasformare in un prodotto così particolare e resistente nel tempo. – racconta Vittoria – Dimostrazione di tale orgoglio è il fatto che tutt’oggi il museo viene aperto dai volontari del paese, che a turno rendono visitabile questo immenso museo, e dai volontari del sevizio civile. L’ingresso al Museo è aperto a tutti, ad offerta libera.”

Il Museo è sempre inserito nelle varie manifestazioni che vengono organizzate dall’amministrazione comunale e dalle associazioni locali, una tra queste è la “Corrida del contadino e mostra mercato della terracotta”, che si svolge nel mese di giugno, in cui trova connubio la festa folcloristica del paese con la mostra degli elaborati di terracotta, a cui partecipano la maggior parte dei produttori di terrecotte della zona, che espongono le loro opere. Quest’anno la festa si terrà dal 10 al 12 giugno 2016 e potrà essere un’ottima occasione per visitare anche le tante meraviglie esposte nel museo e fare un tuffo nella storia locale.

“Il nostro obiettivo principale per il futuro – continua Vittoria – è quello di incrementare il sistema di rete tra i due Musei di proprietà comunale (Museo della Terracotta di Petroio e Collezione Archeologica Giancarlo Pallavicini di Trequanda) con il bellissimo e ricco Museo di arte Sacra di Castelmuzio, offrendo al turista una sorta di itinerario turistico che racchiuda tutti e tre questi splendidi musei, che, contornati dal magnifico paesaggio del Comune di Trequanda, possa rappresentare un’offerta apprezzabile per molti.”

La necessità di costituire un circuito di rete dei musei è garantita dalla Fondazione dei Musei Senesi che da anni sta lavorando in tali termini; l’obiettivo è attualmente incrementato dall’adesione del comune di Trequanda all’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese che gestirà i musei del territorio in forma associata.

Attualmente il Museo della Terracotta è aperto il sabato dalle 15.00 alle 19.00 e la domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00 e gli altri giorni su prenotazione. Indirizzo: via Valgelata 10, 53020 Trequanda; telefono 0577/665188; e-mail museo.terracotta@virgilio.it

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Nuovo museo per Montefollonico

Domenica 7 dicembre a Montefollonico, bandiera arancione del Touting Club, è stato inaugurato il nuovo museo, uno spazio nel quale sono stati collocati reperti di epoca romanica provenienti dal Conventaccio,…

10853922_10205455139448659_73347904_oDomenica 7 dicembre a Montefollonico, bandiera arancione del Touting Club, è stato inaugurato il nuovo museo, uno spazio nel quale sono stati collocati reperti di epoca romanica provenienti dal Conventaccio, l’Abbazia di S.Maria eretta dai monaci cistercensi provenienti dalla Francia.

Le opere esposte nel museo appartenevano tutte ad un privato che ha deciso di metterle a disposizione della cittadinanza per ricostruire e portare a conoscenza una parte di storia di Montefollonico e Torrita sconosciuta o poco conosciuta ai più.

Il museo è un locale parrocchiale adibito e adattato ad accogliere le opere storiche.

Grande soddisfazione da parte del Sindaco di Torrita Giacomo Grazi e dell’assessore alla cultura Paolo Tiezzi, presenti al momento del taglio del nastro

“Il nostro bellissimo borgo che è bandiera arancione e in questo modo valorizziamo e mettiamo in mostra la bellezza del territorio e del suo centro storico – ha affermato il sindaco Giacomo Grazi

L’esposizione resterà aperta per l’intero periodo delle festività natalizie per poi riaprire dalla prossima primavera per la parte restante del 2015.

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Il tempio etrusco dei Fucoli

Continua il viaggio alla scoperta dei luoghi più interessanti della Valdichiana senese: oggi parliamo del tempio etrusco dei Fucoli a Chianciano. Si tratta di una delle testimonianze dell’antichità di questa…

Continua il viaggio alla scoperta dei luoghi più interessanti della Valdichiana senese: oggi parliamo del tempio etrusco dei Fucoli a Chianciano. Si tratta di una delle testimonianze dell’antichità di questa cittadina, famosa fin dal tempo degli Etruschi per le proprietà benefiche delle sue acque. Ancora oggi i musei civici dei dintorni presentano numerose collezioni di canopi, resti di necropoli e vestigia della civiltà etrusca, a disposizione dei turisti e degli abitanti.

thesanLa zona di Chianciano doveva ospitare un importante centro etrusco fin dal V secolo a.C. che sorgeva su una collina che domina la Valdichiana e le sue produzione agricole, lungo la strada che forniva il collegamento tra l’Etruria settentrionale e il mar Mediterraneo. In virtù della sua posizione e dello sfruttamento delle sue sorgenti, Chianciano era un centro etrusco di notevole importanza.

Il tempio dei Fucoli è una delle più importanti testimonianze di questo passato, i cui ritrovamenti sono piuttosto recenti e rappresentano una delle scoperte archeologiche più importanti della Valdichiana. I resti del tempio furono scoperti nel 1986 dall’Associazione archeologica locale, a poca distanza dalla sorgente di acqua termale dei Fucoli, situata proprio lungo la valle del torrente Astrone, l’antica via di comunicazione su cui sorgeva il centro etrusco di Chianciano.

Il principale ritrovamento degli scavi consisteva in un frontone fittile di terracotta, risalente al II secolo a.C, oltre a materiali rituali e tavolette votive. Sul frontone erano applicate, attraverso dei chiodi di ferro, figure di animali mitologici; il tempio doveva trovarsi di fronte a un piazzale nei pressi dell’area termale, sorretto da colonne e lastre decorate. Di particolare interesse è anche una testa virile barbuta, rinvenuta anch’essa nei presso dei Fucoli; la decorazione era parte degli ornamenti di un edificio sacro, assieme ad altre statue raffiguranti Thesan, la dea dell’aurora, e Tinia, il padre degli dèi.testa barbuta

I resti del tempio etrusco dei Fucoli sono oggi conservati nel Museo Civico Archeologico delle Acque. Il museo, inaugurato nel 1997, è stato fortemente voluto dall’Associazione Geoarcheologica di Chianciano e dall’Amministrazione Comunale, per offrire il giusto tributo ai reperti degli scavi locali e alle donazioni di privati cittadini. Il percorso offerto dal museo è un omaggio alla civiltà etrusca: la visita è infatti organizzata per sezioni tematiche, che approfondiscono gli aspetti della vita e della morte degli antichi abitanti della Valdichiana.

Se volete visitare ciò che resta del tempio dei Fucoli e la collezione dei reperti provenienti dalle necropoli limitrofe, pertanto, non vi resta che visitare il Museo Civico Archeologico delle Acque, e fare un tuffo nel passato della civiltà etrusca.

(Photo credits by www.museoetrusco.it)

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Nuovo ciclo di conferenze organizzato dal Museo di Sarteano

Un nuovo ciclo di conferenze parte al Museo civico archeologico di Sarteano da venerdì 7 marzo, in collaborazione con Soprintendenza dei Beni archeologici della Toscana. Si tratta di un cartellone…

Un nuovo ciclo di conferenze parte al Museo civico archeologico di Sarteano da venerdì 7 marzo, in collaborazione con Soprintendenza dei Beni archeologici della Toscana. Si tratta di un cartellone di appuntamenti di alto livello culturale e scientifico, che arriva dopo gli incontri con il Cnr, l’Università di Pisa e La Sapienza di Roma. Fino al 4 aprile, ogni venerdì, sarà invece protagonista un ente di ricerca più vicino al territorio toscano.

Sono cinque gli appuntamenti previsti ogni venerdì (sempre alle 17,30) per tutto il mese di marzo, per concludersi venerdì 4 aprile giorno. In quest’ultima data interverrà il soprintendente archeologo della Toscana Andrea Pessina, non nel suo ruolo istituzionale, ma come studioso di preistoria, per parlare dei cacciatori delle Alpi nel periodo mesolitico. È un argomento di grande interesse se pensiamo che tratta di figure simili alla famosa mummia di Similaun, ma vissute circa 8000 anni prima. Certamente pieno di fascino è anche l’appuntamento con il tema delle usanze funerarie nell’antico Egitto che proporrà il direttore del Museo egizio di Firenze Maria Cristina Guidotti il 14 marzo e con la storia del trofeo d’armi rinvenuto sulla spiaggia di Baratti che verrà proposto il 21 marzo dal Andrea Camilli, funzionario del territorio di Populonia.

Intanto, venerdì 7 marzo si comincia con Maria Angela Turchetti che parlerà delle memorie ritrovate nelle frequenti pratiche di confisca di beni archeologici. Il suo intervento ha per titolo: “In sua dignitate. Reperti confiscati, memorie restituite”. Il ciclo di conferenze è stato organizzato dal museo di Sarteano organizzate in collaborazione con Sistema Museo, Fondazione Musei Senesi e grazie al finanziamento della Regione Toscana sul Piano integrato della cultura 2013.

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Anche la preistoria cambia: verso il nuovo museo civico di Cetona

Il Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona chiude per restauro e verrà riallestito. La riapertura prevista per la primavera 2014. Nel frattempo i “tesori” del Museo saranno visibili…

Il Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona chiude per restauro e verrà riallestito. La riapertura prevista per la primavera 2014. Nel frattempo i “tesori” del Museo saranno visibili in una mostra temporanea allestita presso la Sala Polivalente del Palazzo Comunale

Da settembre 2013 il Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona chiude per restauro. Dopo 23 anni dalla sua apertura, nell’aprile del 1990, e dopo due ampliamenti, nel 1998 e nel 2000, il percorso espositivo sarà riallestito e verranno realizzati degli interventi strutturali per rendere più accessibile la visita e più fruibili gli spazi. I lavori dureranno fino al mese di novembre e si prevede che il nuovo allestimento possa essere pronto per la primavera del 2014.

In questo periodo di chiusura si è però voluto mantenere visibile una piccola parte dell’esposizione: i “tesori”, cioè alcuni degli oggetti più significativi della collezione preistorica del Museo, saranno trasferiti in una mostra temporanea al 3° piano del Palazzo comunale (Sala polivalente). L’ingresso sarà gratuito e l’orario di apertura resterà invariato. (Da giugno a settembre, da martedì a domenica h 10-13/16-19; da ottobre a maggio, Domenica e festivi h 10-13, Sabato e prefestivi h 15-18; gli altri giorni su prenotazione. Aperto anche negli stessi orari della Biblioteca Comunale).

Rimane inoltre invariata l’apertura del Parco archeologico naturalistico e dell’Archeodromo di Belverde, le cui attività saranno anzi potenziate per venire incontro alle esigenze del pubblico nel periodo di riallestimento del Museo. Per coloro che avessero voglia di rivedere il Museo “com’era” o per chi non lo avesse mai visto nel vecchio assetto, sarà possibile effettuare una visita virtuale grazie al nuovo sito web, in rete dalla fine di settembre.

Il nuovo allestimento è pensato ancora una volta per andare incontro alle richieste del pubblico: un’esposizione più ricca, con i materiali delle grotte di Belverde restaurati di recente, supporti multimediali, una migliore illuminazione, la possibilità di sostare e sedersi nelle sale e nel cortile. E poi servizi accessibili ai disabili, un book shop più ampio e tanto altro.

Per informazioni: museo@comune.cetona.siena.it tel. 0578 237632

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Chianciano, tutto pronto per Eurofolkitalia

Dal 18 al 21 luglio Chianciano Terme sarà invasa dal folklore internazionale con “Eurofolkitalia”, una manifestazione patrocinata dal Comune di Chianciano Terme in collaborazione con le Terme di Chianciano, Convention Bureau,…

Dal 18 al 21 luglio Chianciano Terme sarà invasa dal folklore internazionale con “Eurofolkitalia”, una manifestazione patrocinata dal Comune di Chianciano Terme in collaborazione con le Terme di Chianciano, Convention Bureau, Confcommercio, Cna e Confesercenti, organizzata dal “Centro Studi Tradizioni Popolari Cantieri Peloritani”, ente riconosciuto dall’Università degli Studi di Messina. La manifestazione, quest’anno giunta alla XIV^ Edizione si svolgerà presso il Palamontepaschi (Parco Fucoli, Terme di Chianciano) con ingresso libero.

Il programma si apre il 19 luglio alle ore 10.30 con l’inaugurazione della Mostra internazionale dell’abito tradizionale per proseguire alle ore 21.15 con l’apertura ufficiale presso il Palamontepaschi di Chianciano Terme con ingresso libero. Il 20 luglio alle ore 21.15, sempre al Palamontepaschi si svolgerà la serata conclusiva con ingresso libero. Il 21 luglio alle ore 10.00, presso la Chiesa Santa Maria della Stella (Viale G. Baccelli) si terrà la Santa Messa con la partecipazione di tutti i gruppi in costume per l’offertorio. A seguire dopo la Santa Messa, alle ore 11.00 dalla Chiesa Santa Maria della Stella partirà la “Parata internazionale della gioia”, una sfilata per le vie cittadine della stazione termale. I gruppi folkloristici attraverseranno Viale Baccelli fino arrivare all’entrata delle Terme di Chianciano. Alle ore 12.30 presso il Palontepaschi, alla presenza del Sindaco di Chianciano Terme, Gabriella Ferranti, e delle autorità locali ci sarà lo scambio dei doni. La manifestazione si concluderà alle ore 21.30 presso la Sala Nervi (Parco Acquasanta, Terme di Chianciano) con il concerto del gruppo folkloristico “Sharashim dance troupe”

Questi i gruppi che partecipano alla rassegna folkloristica internazionale: Choreographic Ensemble of Dance “Akvarelki” (Ucraina); Group folk “Salzburger volksliedsingkreis” (Austria); Gruppo folk “Amici canto sardo”, Sardegna (Italia); Group folk “Shorashim dance troupe” (Israele); HV Vorberger, Eugendorf (Austria); Group folk “Eleoni” (Georgia); Gruppo follk “La frullana”, Umbria (Italia); Ensemble of folk dance “Smena” and “Anse” (Ucraina); Gruppo folk “La quadriglia”, Toscana (Italia); Folk dance group “Koleso” (Ucrina); Group “Irrsdorfer tanzlmusi” (Austria); Gruppo folk “Maschera a gattu e maimone”, Sardegna (Italia); Choreographic collective “Amadeus” (Ucraina); Gruppo folklorico “Francesco Bande”, Sardegna (Italia); Group “Brauchtumsgruppe straßwalchen (Austria); Group “Goldhaubengruppe Flachgan (Austria); Compagnie Artistique Panafricaine “Coeur D’Afrique” (Africa).

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Tornano le Notti dell’Archeologia nei musei senesi

Le Terre di Siena si accendono nelle Notti dell’Archeologia. Torna anche quest’anno, per la sua tredicesima edizione, l’iniziativa promossa dalla Regione Toscana a cui la Fondazione Musei Senesi aderisce con…

Le Terre di Siena si accendono nelle Notti dell’Archeologia. Torna anche quest’anno, per la sua tredicesima edizione, l’iniziativa promossa dalla Regione Toscana a cui la Fondazione Musei Senesi aderisce con un ricco calendario di oltre 50 appuntamenti per scoprire le preziose testimonianze archeologiche di Siena e provincia: fino al 31 luglio in programma tante iniziative rivolte ad un pubblico di tutte le età, alcune di queste hanno avuto già luogo nei dintorni di Siena.

In particolare, alcuni eventi hanno riguardato Chianciano Terme e il Museo Civico Archeologico delle Acque, con l’evento del 5 Luglio, “Ad Alta Voce” a cura di Anna Maria Settimi; domenica 7 Luglio è toccato al trekking archeologico “L’Acqua dei Romani”, con visite guidate ai siti archeologici del territorio. Un’altra camminata è stata proposta il 6 Luglio dal Museo Civico, “La Città Sotterranea” di Chiusi, con partenza dal lago di Chiusi e arrivo alle torri “Beccati Questo” e “Beccati Quest’Altro”, con infine una visita guidata straordinaria al Museo Civico.

A Sarteano il Museo Civico Archeologico ha organizzato per il 6 Luglio una visita guidata in compagnia di un archeologo alla Tomba della Quadriga Infernale, scoperta dieci anni fa nella Necropoli delle Pianacce, la quale rappresenta uno dei più interessanti esempi di pittura parietale etrusca del IV sec. a. C.. Il 7 Luglio, l’appuntamento è stato con un trekking sul percorso delle acque: una passeggiata lungo la via Cupa tra vecchi mulini, antiche cappelle, necropoli etrusche, resti di imponenti impianti termali e cave di travertino con appuntamento all’ingresso del Parco delle Piscine, seguendo l’antico percorso delle acque di Sarteano.

Infine, al Parco Archeologico Naturalistico di Belverde e Archeodromo a Cetona il 9 Luglio appuntamento per bambini e ragazzi con i laboratori didattici gratuiti in programma alle ore 10 e alle ore 17.

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Chianciano, grande interesse internazionale per il Museo d’Arte

Il Museo d’Arte di Chianciano Terme attira visitatori da tutte le parti del mondo. Si è registrata negli ultimi anni, una grande affluenza proveniente soprattutto dai paesi del Nord Europa,…

Il Museo d’Arte di Chianciano Terme attira visitatori da tutte le parti del mondo. Si è registrata negli ultimi anni, una grande affluenza proveniente soprattutto dai paesi del Nord Europa, prima fra tutti la Svezia. Sin dalla sua apertura il museo situato nella splendida città termale, ospita capolavori di arte moderna e contemporanea.

Si è sempre contraddistinto per il suo carattere internazionale, apprezzabile nelle tre mostre di notevole importanza, organizzate da curatori internazionali: “Le grandi Dinastie Cinesi, dal Neolitico all’Arte Contemporanea”, i “Maestri dell’Incisione, da Dürer a Piranesi” e “La magia del contemporaneo, da Tom Nash a Francis Turner”.

Il Museo d’Arte con i suoi 3000 mq di arte completa la già interessante offerta turistica di Chianciano basata sul benessere, la cultura e la storia. Il Museo è aperto dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19:30, chiuso il lunedi e il martedi.

Trovate tutte le informazioni sul sito www.museodarte.org

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