La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: medioevo

Il Sentiero dell’Acqua: intervista al Gruppo Archeologico Sinalunghese

La vita all’interno dei castelli del medioevo non era sempre ricca di acqua, anzi: le difficoltà dovute all’approvvigionamento idrico e le condizioni igieniche portavano a cercare diverse soluzioni, dalla costruzione…

La vita all’interno dei castelli del medioevo non era sempre ricca di acqua, anzi: le difficoltà dovute all’approvvigionamento idrico e le condizioni igieniche portavano a cercare diverse soluzioni, dalla costruzione di acquedotti alla raccolta di acqua piovana nelle cisterne. Nel centro storico di Sinalunga le vicende legate all’acqua hanno invece portato a caratteristiche inusuali e non facilmente riscontrabili negli altri borghi del territorio: la costruzione di una struttura nel XIII secolo che portava l’acqua dal centro alla periferia, e non il contrario.

Grazie al lavoro del Gruppo Archeologico Sinalunghese abbiamo conosciuto meglio il “Sentiero dell’Acqua”: un cunicolo scavato nel 1265 che collega la Fonte del Castagno al Pozzo di San Martino, il pozzo che dal centro della Chiesa di Santa Croce si sviluppa per quasi 30 metri nel sottosuolo. Similmente ai “bottini” di Siena, il cunicolo percorre circa 250 metri e permette all’acqua di fluire verso la Fonte del Castagno, liberamente accessibile alla popolazione fuori dalla cinta muraria.

Abbiamo approfondito la conoscenza con il Gruppo Archeologico Sinalunghese, l’associazione che nel corso degli anni ha studiato i cunicoli sotterranei di Sinalunga e che ha contribuito a renderli accessibili ai visitatori. Il presidente Gianfranco Censini e il vice Giorgio Baldini ci hanno raccontato le caratteristiche del “Sentiero dell’Acqua” e le prime visite effettuate nell’estate del 2015.

Alla scoperta della Sinalunga sotterranea: potete raccontarci le caratteristiche del Sentiero dell’Acqua?

(Gianfranco) Noi ci occupiamo principalmente del sottosuolo. Negli ultimi anni abbiamo esplorato un reperto archeologico del comune di Sinalunga che risale a sette secoli fa, esattamente al 1265: si tratta di un cunicolo scavato nel sottosuolo del centro storico per portare acqua da un antico pozzo, probabilmente di epoca romana, fino a una fonte che venne realizzata all’esterno delle mura. Questo cunicolo presenta delle caratteristiche molto interessanti dal punto di vista estetico, ma anche naturalistico e storico. Dal punto di vista storico dobbiamo infatti capire come mai questo cunicolo venne scavato per portare acqua al di fuori dalle mura di un castello, quando invece all’epoca si usava fare il contrario, portare l’acqua dentro alle mura. Ci sono varie ipotesi per rispondere a questo interrogativo: il motivo è scritto anche nella lapide che sta all’esterno, il XIII secolo era un periodo di tregua, in un periodo di pace probabilmente pensarono che non avevano più bisogno di essere chiusi dentro la cinta muraria, ma magari avevano la possibilità di dare l’acqua anche all’esterno senza problemi. Inoltre il Sentiero dell’Acqua presenta elementi di interesse naturalistico: l’acqua forma delle stallatiti e stalagmiti che sono note all’interno di grotte carsiche e invece qui siamo all’interno di sabbie e conglomerati, quindi probabilmente il calcio che viene depositato nel cunicolo è stato sciolto durante il percorso che fa dal poggio delle carceri verso la fonte.”

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Qual’è il percorso del Sentiero dell’Acqua?

(Gianfranco) Praticamente è un sentiero sotterraneo che si sviluppa per circa 250 metri su due rami, e porta dalla fonte al pozzo principale. Il pozzo si colloca esattamente nel centro storico di Sinalunga, all’incrocio dei due assi principali di quello che all’epoca era il castello medievale. Si tratta di un pozzo scavato nel tufo, che è profondo circa 30 metri, con circa 4 metri di diametro. Non è visibile né accessibile dall’esterno, ma solo dal sottosuolo. Il cunicolo permette di arrivare a questo pozzo e noi l’abbiamo battezzato “sentiero dell’acqua” perché percorriamo in senso inverso il sentiero che l’acqua fa dal pozzo verso la fonte. Lungo il percorso ci sono aspetti interessanti da vedere, ci sono strutture a volta lungo il cunicolo create per rinforzarlo, poi ci sono delle concrezioni carbonatiche che in alcuni punti sono veramente belle da osservare. Stando in silenzio e al buio, si sente gocciolare l’acqua, un’acqua che nasce goccia dopo goccia lungo tutto questo percorso. Tuttora alla Fonte del Castagno escono circa 70 metri cubi d’acqua al giorno, una risorsa che per l’epoca era sicuramente sufficiente.”

Questi cunicoli ricordano i bottini di Siena?

(Gianfranco) Sì, sono esattamente la stessa opera dal punto di vista della realizzazione. Hanno una funzione inversa, perché nei bottini di Siena l’acqua veniva presa alla sorgente e portata in città. In questo caso il percorso è inverso. Però sicuramente le braccia che le hanno scavate sono le stesse, nel 1260 Sinalunga era uno degli ultimi castelli della Repubblica di Siena.”

Parliamo invece del Gruppo Archeologico Sinalunghese: quali sono le vostre attività?

(Giorgio) Le attività del gruppo principalmente sono le ricerche sul territorio, curando l’aspetto del paesaggio. Abbiamo circa  venticinque soci, è un’associazione interessante. In un paese come Sinalunga ci sono anche testimonianze di ritrovamenti importanti, che magari state portate via. La nostra cittadina offre tanto anche sul tema degli Etruschi, di cui sono appassionato: non è come Chiusi, Montepulciano o Cortona, però Sinalunga forse ha avuto meno ricerche rispetto ad altri posti. Recentemente sono state scoperte alcune tombe, forse già trafugate, ma con dei reperti interessanti. Prossimamente forse riapriremo un antiquarium.”

Quindi la Valdichiana continua a restituire reperti del passato, come questi cunicoli. In che modo li avete resi fruibili al pubblico?

(Gianfranco) Di meraviglie della natura nella nostra zona ce ne sono molte, purtroppo non tutte sono valorizzate nel modo giusto. Un po’ la colpa è la nostra, che non pretendiamo di riavere un po’ di questi tesori che sono conservati in altri musei, e se li abbiamo magari non riusciamo neanche a gestirli perché il problema poi diventa la sicurezza. L’antiquarium, per esempio, era attivo una decina di anni fa, era accessibile e visitabile; poi però per motivi di sicurezza è stato portato in parte al museo di Chiusi, in altra parte non è fruibile al pubblico. Quindi il nostro scopo come Gruppo Archeologico Sinalunghese è quello di raccogliere le testimonianze del passato, dare a tutti la possibilità di conoscerle. Nel caso dei cunicoli sotterranei abbiamo lavorato per farli conoscere; nessuno li vedeva, però sono molto importanti per la vita di ieri, di quella che è stata la comunità dei secoli passati. Alla Fonte del Castagno siamo sempre andati a prendere l’acqua, e magari tuttora la usiamo per annaffiare l’orto o il giardino, però nessuno sapeva da dove veniva l’acqua. E non è l’unico cunicolo, ne abbiamo esplorato recentemente un altro, sempre nei sotterranei di Sinalunga, che porta l’acqua a una fonte privata. Addirittura il proprietario non era mai entrato dentro questo cunicolo perché aveva un po’ paura ad avventurarsi nel sottosuolo, era anche un po’ franato. Noi del Gruppo Archeologico Sinalunghese siamo entrati e abbiamo scoperto uno stupendo cunicolo di circa 60 metri, realizzato con tanti archi di rinforzo, con una cura particolare per rendere disponibile l’acqua.”

Quanti altri cunicoli di questo tipo potrebbero esserci in Valdichiana? Dagli studi storici e dalla morfologia del terreno, si può capire se ne sono presenti altri?

(Gianfranco) Esattamente come quelli di Sinalunga è difficile, qui abbiamo trovato una combinazione favorevole anche per  via della situazione geologica. I cunicoli sono scavati a contatto tra due formazioni diverse, in quella permeabile l’acqua si infiltra, arriva alla base e trova un livello impermeabile; non può andare più giù, quindi esce fuori. In questo caso si parla del centro del paese nel centro storico, una cosa particolare. Che si trovi un’altra situazione in cui il centro storico ha questa sequenza di strati con questa successione e con gli stessi terreni, è una combinazione difficile; un’eventualità accaduta a Sinalunga, in cui l’acqua viene fuori a circa 360 metri sul livello del mare. Di cunicoli di questo tipo a Sinalunga ne possiamo trovare altri, almeno quattro vicino al centro storico e altri fuori, su due ci sono dei cunicoli lunghi, su una forse cunicolo corto, su un’altra di sicuro un cunicolo di due o tre metri, però sono delle condizioni particolari che danno origine a queste strutture.”

Come funzionano le visite al Sentiero dell’Acqua?

(Gianfranco) Innanzitutto va detto che il luogo è pubblico, di proprietà del Comune, quindi non possiamo invitare nessuno; però abbiamo proposto all’ufficio turistico di Sinalunga di raccogliere le richieste, se qualcuno vuole visitare i cunicoli può richiederlo all’ufficio e noi li accompagniamo volentieri, facciamo da guida e spieghiamo la storia. Naturalmente c’è un discorso di responsabilità, si tratta di cunicoli di epoca medievale, vecchi di sette secoli: non ci sono problemi e sono liberamente accessibili, ma potrebbe cadere un sasso da una volta, quindi dotiamo tutti i visitatori di un elmetto con la luce. Quella del Gruppo Archeologico Sinalunghese non è un’opera di divulgazione vera e propria, ma un’attività di promozione sociale, senza fini di lucro. Svolgiamo la nostra attività per promuovere il territorio e crediamo che possa essere un tassello importante per Sinalunga e per la Valdichiana in generale.”

Contatti Utili: Gruppo Archeologico Sinalunghese, via Mazzini 27, 53048, Sinalunga

Pagina Facebook – Mail: gruppoarcheologicosinalunghese@gmail.com

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Brandano da Petroio, il pazzo di Cristo

Passeggiando per il piccolo borgo di Petroio, nel comune di Trequanda, sarà capitato a tutti di trovarsi di fronte alla statua in terracotta dedicata a Bartolomeo Garosi, detto Brandano: una…

Passeggiando per il piccolo borgo di Petroio, nel comune di Trequanda, sarà capitato a tutti di trovarsi di fronte alla statua in terracotta dedicata a Bartolomeo Garosi, detto Brandano: una piccola effige raffigurante un eccentrico personaggio nato all’interno di queste antiche mura, e che ha rivestito una particolare importanze nelle vicende religiose del medioevo.

La vita di Brandano: la conversione e le predicazioni

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Le vite dei personaggi illustri, diventati oggetto di beatitudine o di venerazione popolare, sono spesso caratterizzate da una giovinezza libertina e da un drammatico cambiamento che spinge ad abbracciare la fede. È proprio questo il caso di Bartolomeo Garosi (o Carosi, secondo altre fonti), nato a Petroio nel 1486: gli anni della giovinezza li passò in maniera spregiudicata, tra giochi d’azzardo e bestemmie. La conversione alla religione cristiana avvenne nel giorno in cui, mentre zappava il suo campo, venne colpito sulla fronte e in un occhio da una scheggia di pietra. Brandano lo interpretò come un segno divino e cominciò a predicare la parola di Cristo in Valdichiana: prima nel paese natale di Petroio, poi nel borgo di Montefollonico, dove si trasferì con la famiglia.

Abbandonata anche la famiglia, Brandano proseguì la sua opera di predicazione solitaria a Siena, vivendo soltanto di elemosina. Nei suoi sermoni attaccava i potenti, invitava alla penitenza e diffondeva profezie di sciagura. Era solito girovagare con un abito bianco addosso, scalzo e senza cappuccio, e predicava con un crocifisso in una mano e un teschio nell’altra, per ricordare che la morte arrivava per tutti e che era necessario impegnarsi nelle opere buone durante la vita. Era lui stesso a farsi chiamare Brandano, relativo al “gran brando che mi ha dato Dio per riprendere i ladroni e i peccatori di tutte le specie”.

I suoi modi provocavano venerazione da parte di chi lo ascoltava, ma anche derisione e rabbia: nelle campagne e nelle strade senesi poteva essere sbeffeggiato o preso a bastonate, ma non demordeva. Le sue invettive colpivano principalmente i potenti, che spesso non lasciavano correre le offese senza reagire: godeva però di una particolare protezione a Siena, dove i signori locali gli consentivano di operare nell’assistenza agli ammalati dell’ospedale e nella protezione ai mendicanti di strada.

La corte pontificia, il ritorno a Siena e la morte

Dopo aver viaggiato come eremita per l’Italia, la Francia e la Spagna, Brandano si trasferì a Roma. Alla corte pontificia non abbandonò le sue caratteristiche eccentriche, anzi, si scagliò con forza contro la corruzione dell’epoca: senza alcun rispetto per le autorità ecclesiastiche, insultava i cardinali, distribuiva ossa di morto, ammonimenti e sciagure. Papa Clemente VII arrivò a imprigionarlo più volte, e la leggenda dice che lo fece addirittura incatenare e gettare nel Tevere. Brandano ne sarebbe riemerso miracolosamente vivo, e questo episodio non fece che aumentare la sua venerazione da parte di alcuni e la rabbia da parte di coloro che lo avversavano.

Tornato a Siena, le mutate condizioni politiche gli consentirono di diventare una vera e propria icona della predicazione religiosa contro il potere. Le sue profezie di sciagura e le sue ramanzine fecero infuriare gli spagnoli, che nel 1548 governavano Siena; dapprima venne mandato in esilio per undici giorni, poi, dopo che ebbe preso a sassate un soldato spagnolo per protesta contro la costruzione della Fortezza, venne cacciato definitivamente a Piombino. Brandano tornò a Siena nel 1552, quando la città si liberò dal controllo degli spagnoli, e contribuì a difendere la Repubblica dall’attacco dei Medici, aiutando i poveri, i malati e gli affamati.

Brandano morì nel 1554, all’età di 68 anni, poco prima della caduta della Repubblica senese. La venerazione da parte del popolo era così diffusa da far dimenticare i modi eccentrici; gli atteggiamenti violenti con cui inveiva contro le autorità politiche e religiose avevano rafforzato la sua fama, sia a Roma che a Siena. Gli strati sociali più poveri apprezzavano queste sue caratteristiche, e durante una predica dai toni particolarmente violenti a Radicofani era stato chiamato “Il Pazzo di Cristo”. Dopo la morte il suo corpo venne esposto per tre giorni nella chiesa di San Martino; dei suoi resti si sono però perse le tracce. Nel 1612 l’Arcivescovo di Siena promulgò un editto in cui invitava la popolazione a venerarlo come Beato: la Chiesa non ha però portato avanti il processo di beatificazione.

Le profezie e le storie popolari

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Il ritratto di Brandano custodito nel Museo dell’Arciconfraternita di Misericordia di Siena

Eremita e predicatore, Brandano è diventato famoso nei ceti popolari principalmente per le sue profezie. La sua attitudine a scagliarsi contro i soprusi dei governanti e la corruzione delle autorità ecclesiastiche, come già detto, gli permisero di guadagnarsi una vasta popolarità nelle campagne senesi.

Le sue profezie di sventura gli valsero non soltanto la venerazione, ma anche la sopravvivenza di detti popolari tramandati dal XVI secolo in poi. Sono molte le storie popolari e le espressioni che vengono attribuite al “beato” o al “poro” Brandano, tra cui si fatica a distinguere la sua attività da predicatore da ciò che il folclore locale ha attribuito alla sua figura in fase successiva.

Le sue profezie in rima erano facili da ricordare, simili ai proverbi popolari: “Siena Siena, metti la Signora nel cervello, se no andrai in bordello”; “Guai a te, Siena, quando i tuoi lupi porteranno il campano e i monti scenderanno al piano”; “Siena, Siena, incomincia ad arrivare la piena” erano tutti riferimenti profetici dell’invasione spagnola a opera dei Medici.

Anche a Roma si fece notare per le sue profezie: “Roma, Roma, da qui a poco sarai doma” anticipava il sacco di Roma, mentre “Lume, lume, il papa non vede più lume” e “Non più Medici, siamo tutti sani” anticipava la morte di Papa Clemente VII (Giulio de’ Medici). La più specifica profezia di sciagura rivolta alla corte papale è una delle più famose: “Bastardo sodomita, per i tuoi peccati Roma sarà distrutta. Confessati e convertiti, perché tra 14 giorni l’ira di Dio si abbatterà su di te e sulla città”.

Oltre ai Medici, i bersagli preferiti delle invettive di Brandano erano gli spagnoli, soprattutto nel suo periodo senese. “Don Diego tu questa tela l’ hai ordita male, ti mancherà il ripieno, perché Iddio te la taglierà e non la finirai” diceva sulla costruzione della Fortezza. Il suo patriottismo verso la Repubblica senese risulta evidente anche nelle invettive lanciate contro Giulio III: “Io vi avviso Santo Padre, anzi Pastore, che voi non pigliate impresa contro la città vecchia di Siena, che è città dell’alta Reina che l’ha guardata e guarderà, e chi contra ci verrà malcontento se ne partirà”.

Accanto alle predicazioni di Brandano e alle sue reprimende nei confronti delle autorità esistono una serie di motti, detti popolari e profezie che si sono tramandate nelle campagne, mischiandosi alla religiosità popolare e alla controversa figura del beato di Petroio. Ancora oggi, in Valdichiana è dintorni, è possibile imbattersi in anziani contadini che recitano a memoria le profezie attribuite a Brandano: “Quando le macchie saranno giardini sarà un vivere d’ assassini” oppure “Quando le carrozze cammineranno senza cavalli, sarà un mondo di travagli”.

Per approfondire:

Treccani: Bartolomeo da Petroio

Ecomuseo Valdichiana: Brandano

Gianini Belotti, E., Trequanda & Dintorni, Editrice Donchisciotte

Nello Cortigiani, Brandano, Edizione Cantagalli

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Il Cassero di Castiglion Fiorentino

Il territorio della Valdichiana può essere considerato come l’eredità di uno dei cuori pulsanti dell’Etruria: sia nel versante aretino che in quello senese, infatti, sono molti i centri urbani che…

Il territorio della Valdichiana può essere considerato come l’eredità di uno dei cuori pulsanti dell’Etruria: sia nel versante aretino che in quello senese, infatti, sono molti i centri urbani che presentano tracce della civiltà etrusca, tra tombe e reperti archeologici. Attorno al fiume Clanis, che un tempo caratterizzava la valle e rappresentava un’importante via di comunicazione, sorgevano numerosi insediamenti che hanno portato tracce del passato fino alla nostra epoca.

Castiglion Fiorentino è uno dei comuni della Valdichiana aretina e uno dei luoghi in cui la civiltà etrusca ha lasciato il segno. Nonostante la cittadina sia prosperata soprattutto durante il Medioevo, nel territorio comunale sono state ritrovate tracce del periodo più antico degli Etruschi, ovvero della cultura Villanoviana. Nelle frazioni e nei paesi sparsi lungo le fertili pianure del Canale Maestro della Chiana sono stati ritrovati numerosi reperti di bronzo e terracotta, custoditi nel Museo Archeologico di Castiglion Fiorentino.

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Il panorama dalla Chiesa di S.Angelo

L’area del Cassero è una tappa obbligata durante la visita a Castiglion Fiorentino, non soltanto per gli appassionati di storia e cultura: all’interno delle fortificazioni sono infatti racchiuse le tracce delle epoche passate e dei vari passaggi che hanno portato quest’antico insediamento etrusco a raggiungere la forma moderna, con interessanti modifiche e adattamenti.

La Torre del Cassero è il principale punto di riferimento dell’area: sovrasta l’ampio giardino e svetta sulla cittadina e sulle pianure circostanti. La torre è di epoca medievale, costruita durante la dominazione perugina del XIV secolo, ma insiste su una precedente struttura etrusca del IV secolo a.C., così come il resto delle mura che delimitano l’area. La Torre del Cassero è visitabile attraverso una serie di suggestive scalinate che conducono fino al campanile a 35 metri d’altezza, permettendo di godere di un panorama invidiabile sulla Valdichiana e sulla Val di Chio. Grazie alla presenza delle cinta muraria e della Porta Etrusca, è facile ipotizzare che nell’area si trovasse una vasta acropoli, come dimostrato dai ritrovamenti successivi.

Il prato al centro del piazzale nasconde un elemento fondamentale, portato alla luce dagli scavi archeologici degli anni ’90. Si tratta infatti di un antico tempio etrusco e di un insediamento che parte dal VIII secolo a.C fino ad arrivare al II secolo a.C., completamente interrato, ma visitabile in alcuni punti attraverso l’ingresso dal Palazzo Pretorio. Sono molti gli elementi di interesse presenti negli scavi: dalle antiche forme di conservazione degli alimenti con i frigoriferi di terracotta ai canali di scolo tra i marciapiedi. Le fondamenta delle mura recuperate dagli scavi archeologici meritano sicuramente una visita: dalle tracce dei pali lasciate dalla cultura Villanoviana alle mura etrusche, fino alle mura medievali costruite sopra a quelle precedenti, il passaggio delle epoche è evidente nelle differenti tecniche di costruzione utilizzate.

Il Palazzo Pretorio è la costruzione più ampia all’interno dell’area del Cassero: al suo interno si trova il Museo Archeologico, visitabile liberamente e gratuitamente anche nei periodi festivi, grazie all’impegno dei volontari locali. Al piano terra sono custoditi i resti dell’antico acquedotto etrusco-romano e i reperti dell’epoca medievale. Ai piani superiori sono invece ordinatamente esposti i reperti più importanti, provenienti dalle aree di scavo delle campagne o dall’acropoli del Cassero: oggetti di bronzo e di terracotta, resti di reti da pesca e di manufatti, assieme alle ricostruzioni del telaio etrusco e di una sezione del tempio, con le facce delle gorgoni e dei leoni sui lati.

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Gli scavi dell’antica acropoli etrusca

Per finire, la Chiesa di S.Angelo al Cassero si trova di fronte al Palazzo Pretorio ed è stata edificata nel XII secolo. Nella cripta sotterranea sono state trovate le fondamenta appartenenti all’antica cinta muraria etrusca, sopra le quali il luogo di culto è stato costruito in epoca medievale. La chiesa ha subito numerose modifiche nel corso del tempo: è stata utilizzata come convento dalle monache di San Girolamo nel XVI secolo e come ospedale nel XVIII secolo. Attualmente ospita la Pinacoteca Comunale, e, come il Museo Archeologico, è visitabile liberamente e gratuitamente.

Il fortilizio che racchiude tutti questi elementi, eretto durante la dominazione dei Tarlati del XIV secolo, domina Castiglion Fiorentino: vi si accede dal vicolo che conserva elementi del ponte levatoio a saracinesca, attraverso dei suggestivi percorsi nel centro cittadino. Grazie alla sua posizione elevata, con la possibilità di spaziare lo sguardo per tutta la Valdichiana, il Cassero è un luogo di interesse turistico che merita una visita, non soltanto per gli appassionati di storia.

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La ricostruzione di una sezione dell’antico tempio etrusco

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Montepulciano: scoperta archeologica nella Fortezza

Eccezionale scoperta archeologica nella Fortezza medievale di Montepulciano, dove sono in corso lavori di restauro da parte dell’Amministrazione Comunale per completare un progetto complessivo di valenza turistico-espositiva, nonché per realizzare…

Eccezionale scoperta archeologica nella Fortezza medievale di Montepulciano, dove sono in corso lavori di restauro da parte dell’Amministrazione Comunale per completare un progetto complessivo di valenza turistico-espositiva, nonché per realizzare la futura sede del Consorzio del Vino Nobile e la sede estiva della Kennesaw University della Georgia (USA).

La scoperta fa seguito al ritrovamento di alcune cisterne e cavità nei locali retrostanti il cortile principale della Fortezza, che occupa la parte più alta di Montepulciano.

A seguito di tali ritrovamenti, è intervenuta la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana che, in accordo con il Comune di Montepulciano e la Direzione dei lavori, ha diretto gli scavi archeologici, eseguiti sul posto dalla Coop. Archeologica A.R.A. di Monteriggioni.

Si è provveduto, quindi, a liberare le numerose cisterne dai detriti e da materiali vari che erano serviti a regolarizzare i piani di posa delle pavimentazioni ottocentesche, recuperando ceramiche medievali.

archeo fortezza_5Quasi al termine di tale attività di scavo, è stata individuata una interessantissima struttura muraria a secco, di tipo circolare, di rilevante dimensione (circa 5,50 metri di diametro interno per complessivi 7-8 metri, compresa la muratura e lo strato impermeabile esterno in argilla), al cui interno sono stati trovati manufatti di epoca etrusca e romana.

Pur avendo approfondito il deposito di solo poche decine di centimetri, sono venuti alla luce frammenti di antefisse, di tegole dipinte, di pesi da telaio, di “pietra fetida” e di intonaco dipinto, riferibili a edifici di prestigio e/o di rappresentanza.

Si conferma con questo ritrovamento la frequentazione più antica dell’acropoli di Montepulciano, già verificata con il recupero negli anni Novanta di materiali etruschi alla base della Fortezza.

La scoperta, che potrebbe avere sviluppi straordinari per la conoscenza della storia più antica di Montepulciano data la rilevanza del deposito, fin da ora rappresenta la conferma da sempre attesa delle fonti, anche antiche, che ponevano sulla cima del colle poliziano un abitato o un santuario.

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Cronache da Civitas Infernalis di Sarteano

Le cronache di una battaglia a difesa del Castello di Sarteano durante Civitas Infernalis La nuova edizione di Civitas Infernalis, che si è tenuta dal 31 luglio al 3 agosto…

Le cronache di una battaglia a difesa del Castello di Sarteano durante Civitas Infernalis

La nuova edizione di Civitas Infernalis, che si è tenuta dal 31 luglio al 3 agosto 2014 a Sarteano, ha visto lo splendido borgo immergersi ancora di più nell’atmosfera medievale, fino ad ammantarsi di una magica atmosfera fantastica… che è stata soltanto il preludio di una nuova battaglia per il Castello, tra i Gaeli e il Piccolo Popolo, attraverso un gioco di ruolo dal vivo che ha animato le vie cittadine fino al tramonto.

Un intrepido eroe come il sottoscritto non poteva certamente sottrarsi alla battaglia per il Castello di Sarteano! Per questo, direttamente dalla redazione de La Valdichiana mi sono messo in marcia armato di un grosso spadone (utile anche come bastone da passeggio e coltellino svizzero d’emergenza) per partecipare al gioco di ruolo dal vivo, raccontandovi dall’interno le epiche cronache dello scontro tra i malefici Gaeli e i difensori del Piccolo Popolo.

Per l’occasione ho interpretato il ruolo di Agilulfo, un pacifico frate che si è trasformato in guerriero berserker non appena i Gaeli hanno assalito Sarteano e si è unito alle truppe dei cattivi, aiutando il Druido Nero ad attaccare il Castello del Piccolo Popolo. Il prode Agilulfo, armato di spadone a due mani, non si è mai tirato indietro di fronte agli avversari, e queste sono le cronache delle sue epiche gesta!

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Agilulfo – La Scheda

  • Classe: Frate/Guerriero Berserker
  • Punti vita: 7
  • Armi: bastone da passeggio/spadone
  • Danni: 2
  • Punti di forza: indomito, accresce il morale delle truppe
  • Punti deboli: votato al martirio

 

Prologo: l’accampamento

Prima di partire per la battaglia ci armiamo all’accampamento.  I prodi guerrieri saggiano le armi e si alzano il morale a vicenda, preparandosi allo scontro imminente. Agilulfo affila lo spadone e incita i compagni: il Piccolo Popolo non vincerà!

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Capitolo 1: la battaglia campale

Gli eserciti dei Gaeli e del Piccolo Popolo si scontrano in piazza: l’assalto a sorpresa è stato vanificato! Agilulfo e i compagni si battono con valore, ma i difensori del Castello di Sarteano sono in troppi e li costringono alla ritirata. Le truppe dei Gaeli si leccano le ferite all’accampamento, poi si mettono nuovamente in marcia verso Sarteano. Urge trovare una via secondaria per accedere al castello e prendere alla sprovvista i difensori.

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Capitolo 2: verso il Castello di Sarteano

Le truppe dei Gaeli marciano verso l’accesso secondario ed elaborano una nuova strategia di battaglia. Gli assalitori vorrebbero lanciarsi subito all’attacco dei maghi e delle fate, che dalle schiere del Piccolo Popolo sono capaci di lanciare potenti magie agli attaccanti. Agilulfo, dal canto suo, si accontenta di abbattere il GiullarGallo per assicurarsi la cena.

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Capitolo 3: sortita contro le fate

Ci siamo! Un nuovo scontro lontano dal campo di battaglia, dove il Piccolo Popolo non può approfittare del numero superiore! Il prode Agilulfo e i compagni hanno trovato due fate che si erano allontanate dal gruppo e si sono lanciati impietosamente all’attacco. Le magiche creature hanno tentato di difendersi, ma poi sono state costrette alla ritirata tra le viuzze di Sarteano. Vittoria!

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Capitolo 4: il sacrificio dell’eroe

A nulla è valso lo scontro sul mattonato del Castello di Sarteano: il Piccolo Popolo difende con valore e coraggio ogni pietra della sua città. Il prode Agilulfo convince così un gruppo di compagni a intraprendere una sortita per raggiungere le retrovie, ma il drappello di Gaeli rimane vittima di una trappola! Agilulfo decide di sacrificarsi per lasciar fuggire i compagni, e cade valorosamente sotto i colpi dei guerrieri nemici. Che eroe!

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Capitolo 5: uno spettro si aggira per Sarteano

Colpito a morte nel fisico, ma non nell’onore, il prode Agilulfo abbandona il campo di battaglia e aleggia come uno spettro tra i misteriosi personaggi che affollano le vie medievali di Sarteano. Tra banchetti, taverne, maghi e giullari, il guerriero abbandona i Gaeli e torna il pacifico frate che tutti conoscevano. Ma è pronto a usare il suo spadone contro i furfanti e i saltimbanchi che minacciano il castello!

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Epilogo

Il Piccolo Popolo, ancora una volta, è riuscito a difendere il Castello di Sarteano e a respingere la malefica orda degli invasori Gaeli. Riuscirà la pace a perdurare nello splendido borgo della Valdichiana? Lo scopriremo il prossimo anno, perchè questa è un’altra storia…

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Civitas infernalis: dal 31 luglio al 3 agosto Sarteano si trasforma

Civitas infernalis, dal 31 luglio al 3 agosto Sarteano si trasforma: giochi di ruolo, atmosfera fantasy per un medioevo reso attuale che diventa spettacolo Sta per iniziare Civitas infernalis, la…

Civitas infernalis, dal 31 luglio al 3 agosto Sarteano si trasforma: giochi di ruolo, atmosfera fantasy per un medioevo reso attuale che diventa spettacolo

Sta per iniziare Civitas infernalis, la festa medieval fantasy che lo scorso anno, per la prima edizione, riempì le vie dell’intero centro storico di Sarteano. Dal 31 luglio al 3 agosto la magia si ripete, con quattro intere giornate di mercato delle corporazioni, taverne, giocoleria e spettacoli di strada, esibizioni e concerti in castello tenute insieme dall’allegria e dalla determinazione dell’associazionismo sarteanese. “E’ proprio il caso sottolinearlo– commenta il Sindaco Francesco Landi – perché nei nostri piccoli borghi senesi non è facile lavorare insieme e mettere a punto un programma condiviso, accattivante e capace di valorizzare ogni singolo attore come sta avvenendo per la festa unica”.

civitas infernalisTutti insieme quindi, per la festa unica, come ormai viene chiamata in confidenza Civitas infernalis sia dai soggetti organizzatori che un po’ da tutti i sarteanesi: la Giostra e le contrade in prima fila, la proloco, le Nonsolomamme, gli sbandieratori, la filarmonica, gli Arrischianti, Sartenoviva, il comitato dei genitori, i pattinatori la Fenice e tante altre realtà che hanno imbastito la festa, insieme a figuranti e gruppi di artisti di strada locali e non: musici, cartografi, alchimisti, mercanti, esponenti della magistratura, banchieri, fabbri, maghi, cartomanti, orde barbariche e di soldati, orchi, giullari, sputafuoco e ammaliatori di serpenti.

Sono questi gli elementi di una ricercata animazione che faranno da corollario a “Tempus Fugit, le origini” fantastico gioco di ruolo, vero e proprio trait d’union della festa. “La scommessa è di allargare – dice Martina Fratangioli, una delle menti organizzatrici dell’edizione 2014 – i confini della festa, andando a comprendere parte di piazza Bargagli e anche parco Mazzini, una sorta di quartier generale dei partecipanti al gioco di ruolo”. Una festa che, rispetto allo scorso anno, vedrà anche l’ampliamento del mercato delle corporazioni con il Villaggio del sapere e con il Mercato della biccherna che prevede l’utilizzo del Sarrocchino, nuovo conio realizzato ad hoc per l’appuntamento.

Oltre alle taverne dislocate negli angoli più suggestivi del paese e al mercato delle corporazioni per le vie del borgo, fra gli appuntamenti spiccano subito quelli del primo giorno, giovedì 31: dalle 17.30 l’apertura della festa sarà caratterizzata da “sorprese dal cielo”, mentre in serata è prevista la “Festa di fiocco e bandiera”, con vessilli al vento nella magica cornice del Castello.

Venerdì 1 agosto inizia la costruzione delle armi per il gioco di ruolo e, per i più piccoli, i giochi da elfi; poi spazio all’animazione dei Sonagli di Tagatam, alla Compagnia di Santaccio e al Saracino sui Pattini. Sabato 2 sarà la volta della Filarmonica e, in serata, del corteo dei ceri seguito da musica dal vivo al castello. Domenica 3 gran finale con la battaglia conclusiva del gioco di ruolo, la disfida di Palla saracena e il saluto all’edizione 2014 della festa previsto nel dopocena in piazza XXIV giugno.

Per informazioni e prenotazioni: www.sarteanoliving.com, turismo@comune.sarteano.si.it , 0578269204, 3475586716.

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Civitas Infernalis, un gioco di ruolo fantasy a Sarteano

Un weekend all’insegna del gioco di ruolo dal vivo a Sarteano, durante la manifestazione medieval-fantasy Civitas Infernalis Le sartorie sono al lavoro per preparare le corazze della battaglia, i falegnami…

Un weekend all’insegna del gioco di ruolo dal vivo a Sarteano, durante la manifestazione medieval-fantasy Civitas Infernalis

Le sartorie sono al lavoro per preparare le corazze della battaglia, i falegnami allestiscono gli ultimi fortilizi per respingere l’invasione nemica e, ovviamente, il fuoco delle fucine arde ininterrottamente per forgiare le armi. Sarteano ferve d’attività in preparazione della nuova edizione della manifestazione medieval-fantasy “Civitas Infernalis”. La cittadina, che già normalmente affascina per il suo castello, le sue strade e l’atmosfera medievale, è pronta a tuffarsi ancora di più in una storia fantasy che dal 31 luglio al 3 agosto 2014 coinvolgerà tutte le associazioni, i cittadini e i visitatori.

Il programma della manifestazione è denso di attrazioni: tutti i giorni le strade di Sarteano ospiteranno mercatini, giochi in legno per grandi e piccini, giullari, spadaccini e tanto altro ancora. Dal rettilario medievale al villaggio del sapere, dai maghi ai cartomanti, dagli sbandieratori ai musici, sembrerà che la cittadina sia tornata indietro nel tempo. E poi gli spettacoli,  la musica celtica e i concerti, le cerimonie in costume e le disfide di palla saracena. Senza contare l’apertura delle taverne delle contrade durante tutte le serate di Civitas Infernalis! Le attrazioni annunciate sono tante, ma le strade di Sarteano riserveranno sicuramente tante sorprese fino al 3 agosto…

civitas infernalis fotoL’attesa maggiore di Civitas Infernalis, tuttavia, è concentrata nel gioco di ruolo dal vivo che si svolgerà sabato 2 e domenica 3: “Tempus Fugit – Le Origini”, questo il nome della storia che verrà giocata tra le strade e i boschi di Sarteano, aperta a grandi e piccini, seguito ideale del gioco di ruolo della prima edizione che già vi avevamo narrato l’anno scorso sul nostro giornale.

Il gioco di ruolo coinvolgerà decine di sarteanesi e appassionati di fantasy, con abiti d’epoca medievale e armi in lattice, impegnati in un’epica battaglia per la conquista del Castello di Sarteano. Uno scontro tra i Gaeli e il Piccolo Popolo, che comincerà nel pomeriggio del sabato e proseguirà tutta la giornata della domenica, fino alla battaglia finale al Parco del Castello. Il malefico Druido Nero, comandante dei Gaeli, ha già chiamato le sue orde oscure alle armi:

“La sconfitta dei Gaeli non andava giù al Druido Nero; non era proprio possibile che un gruppo di infime creature avesse respinto il suo esercito. Doveva esserci un modo, il castello doveva essere Suo! Decise di chiedere consiglio all’Ombra ma, com’è noto, l’Ombra, che non dice mai completamente la verità, rivelò al Druido Nero che se avesse distorto la trama del Tempo il suo desiderio di potere si sarebbe potuto realizzare. A quel punto Il Druido Nero si ricordò di quel pezzo di carta che aveva sancito l’esistenza del borgo sarteanese ed il patto con il Piccolo Popolo: la Carta Amiatina. Ecco la chiave! Se avesse impedito che essa fosse firmata e il patto siglato, il potere sarebbe stato suo! Il Piccolo Popolo non sarebbe stato di diritto il protettore del paese e non avrebbe più potuto intralciarlo. Si preparò all’incantesimo che avrebbe distorto il Tempo e lo avrebbe riportato indietro nei secoli. Quindi partì ma, come detto, l’Ombra mai fornisce tutta la verità. Il Druido non poteva immaginare l’enorme sacrificio che la sua sete di potere avrebbe richiesto.”

Noi de La Valdichiana non possiamo certo sottrarci a questa battaglia. Il Castello di Sarteano ha bisogno anche del nostro aiuto per respingere l’assedio! Per questo, armato di tanto coraggio e di sprezzo per le avversità, il sottoscritto è pronto a mettersi in marcia e a partecipare al gioco di ruolo dal vivo, raccontandovi dall’interno le epiche gesta di questa battaglia e il fascino di Sarteano avvolta dall’atmosfera fantasy.

Ma se voi, coraggiosi lettori, siete pronti a unirvi alle nostre schiere e a partecipare in prima persona, la procedura è semplice: collegatevi al sito www.sarteanoliving.it oppure contattate gli organizzatori di Civitas Infernalis nell’apposita pagina facebook. L’iscrizione comprende il laboratorio per la preparazione delle armi in lattice, la cena medievale e la merenda conclusiva. Appuntamento a Sarteano, quindi, per il primo weekend di agosto!

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Tria Turris, ancora una vittoria per il terziere Santa Maria

Per il quinto anno consecutivo il terziere di Santa Maria conquista il Tria Turris dimostrandosi il terziere più forte al Palio delle Torri. Con il quinto sigillo consecutivo, quella dei…

Per il quinto anno consecutivo il terziere di Santa Maria conquista il Tria Turris dimostrandosi il terziere più forte al Palio delle Torri. Con il quinto sigillo consecutivo, quella dei campioni in carica è ormai una vera e propria egemonia alla quale, per adesso, San Silvestro e Sant’Angelo, gli altri due terzieri della città, poco riescono a fare; arrivati al traguardo rispettivamente in seconda ed ultima posizione.

Il Comune di Chiusi è tornato dalle nebbie del medioevo al digitale dei giorni nostri, ma tutto il fine settimana è stato un vero e proprio tuffo nel passato con un centro storico calato in pieno medioevo che ha coinvolto residenti e turisti, rimasti affascinati dal ritrovarsi ad incontrare antichi cavalieri e nobili dame, oppure nel bel mezzo di un accampamento medievale nella perfetta cornice del parco dei Forti, o ancora a curiosare tra gli scaffali di misteriose botteghe medievali, al secolo i negozi del centro commerciale naturale di Chiusi Città che per l’occasione si sono letteralmente trasformati grazie al coinvolgimento e alla disponibilità dei commercianti. Il Comune di Chiusi ha vissuto un vero e proprio cambio di identità che ha riguardato anche i rappresentanti delle istituzioni; il sindaco Stefano Scaramelli e l’assessore al bilancio Juri Bettollini, con tanto di costumi medievali, hanno sfilato per le vie della città insieme al suggestivo corteo storico, curato nei minimi dettagli ed impreziosito da maestosi abiti di foggia trecentesca.

“Il Tria Turris sta crescendo anno dopo anno e di questo siamo veramente soddisfatti – ha dichiarato il sindaco di Chiusi Stefano Scaramelli – il merito va soprattutto ai Terzieri e alle varie associazioni che hanno permesso la realizzazione della festa. La nostra città ha un vero e proprio cuore medievale e le tante persone che in queste serate di festa sono accorse per i vari spettacoli e prove di abilità ne sono la conferma. Quasi dispiace rimettere l’orologio del tempo ai giorni nostri, ma è bello essere consapevoli che a Chiusi tanti giovani e non hanno messo cuore ed anima per la realizzazione di una festa che solo qualche anno fa sembrava una scommessa con un futuro incerto e che invece è adesso una tradizione della nostra Città.”

Tutto il centro storico della città è stato protagonista della festa, ma l’angolo più suggestivo del Tria Turris ancora una volta è stato al Parco dei Forti dove per l’occasione è stato ricreato un accampamento medievale con tanto di taverne, spazi per musici, spettacoli ed addirittura un’arena per i combattimenti, dove si è svolto, nella serata conclusiva, un avvincente torneo di spada tra i cavalieri della compagnia d’arme Santaccio e nei giorni precedenti la tanto attesa Tripartita (una sorta di calcio storico con tre palloni, tre porte e tre giocatori per squadra) vinto dal terziere Sant’Angelo; il torneo d’arco femminile (freccia d’argento) vinto dal terziere San Silvestro (la freccia d’argento è stata Clara Cioncoloni) e quello di arco maschile (palio del Sant’Anello) vinto dal terziere Santa Maria (miglior arciere Michele dell’Agnello).

tria turris 2A conferma della crescita della festa, un altro ingrediente sono stati gli spettacoli di tamburi e sbandieratori dei terzieri cittadini che proprio prima del palio delle torri hanno affascinato i tanti visitatori con numeri ed esercizi di alto livello. Spettacolo che è stato garantito anche dalla compagnia dei falconieri del gruppo “Trata Burata” e della compagnia d’arme di San Marino.

Spade, archi, bandiere e tamburi, dunque, per il momento si sono fermati, ma neanche il tempo di archiviare il Tria Turris ed il Palio delle Torri che già tutta la città è pronta a proseguire i festeggiamenti in onore della patrona Santa Mustiola. Tanti saranno gli eventi tra i quali la tradizionale processione che si svolgerà venerdì 27 giugno alla presenza di contrade e terzieri. Proprio per quell’occasione piazza Duomo sarà completamente rivestita di tufo per permettere l’esibizione di cavalli e cavalieri che per una notte saranno i protagonisti di quella piazza che potrebbe essere definito il salotto buono di Chiusi.

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Palio dei Somari – Le cronache del vino e del picio

Le cronache del vino e del picio: le impavide avventure della Redazione Valdichiana alla 57° edizione del Palio dei Somari Madame e messeri, è con sommo gaudio che andiamo ad…

Le cronache del vino e del picio: le impavide avventure della Redazione Valdichiana alla 57° edizione del Palio dei Somari

Madame e messeri, è con sommo gaudio che andiamo ad annunciarvi l’inizio della 57° edizione del Palio dei Somari di Torrita di Siena, l’evento più atteso dell’anno tra le mura cittadine. Con le estrazioni nella piazza dei castelli, alla presenza degli armigieri e dei porporati, sono state stabilite le batterie della corsa, in cui le contrade di Torrita arriveranno a pugnarsi in un epico scontro in groppa ai valorosi ciuchi della chiana.

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I mastri dolciari attentano alla nostra linea cavalleresca

Ma l’impavida corsa è soltanto il degno finale di queste cronache, che segnano la fine di un inverno che per lunghe settimane ha vessato le terre e il contado. Prima della corsa dei somari, i nostri eroi devono sopravvivere a una lunga notte di epiche cerche e di sfide audaci. Stiamo parlando delle Taverne, il regno del vino e del picio, capaci di fiaccare anche gli animi più intrepidi e gli stomaci più capienti.

Ci mettiamo in viaggio dal borgo della Valdichiana, coi vessilli che garriscono al vento. La nostra Redazione, armata delle migliori intenzioni e protetta da corazze temprate nel fuoco, ha raggiunto le antiche strade di Torrita nell’ultimo sabato d’inverno, pronta ad affrontare la calca degli aspiranti cavalieri in cerca del leggendario Graal Di Vino. Solo i veri cavalieri possono sopportare tutte le prove delle taverne, superando uno dopo l’altro ogni piatto messo sul loro tavolo e raggiungendo il dolce calice sotto gli applausi scroscianti delle dame e dei menestrelli.

La nostra Redazione è avida di gloria ed è pronta ad aggredire ogni piatto con impavida ferocia, che sia un picio al sugo di nana o una salsiccia alla rosticciana. Che nessuno osi arretrare di fronte alla minestra di pane o ai cantucci col vinsanto, o non potrà mai cancellare l’onta di una simil disfatta!

Ma i nostri propositi vengono meno già alla piazza centrale della turrita cittadina, laddove i primi banchi ci assalgono con un esercito di dolci che attentano alla nostra linea cavalleresca. Una truppa di deliziose torte, creme e frittelle, capaci di mettere in rotta qualsiasi drappello di valorosi cavalieri. E allora ci disperdiamo, per impedire al nemico di vincerci tutti. Da soli possiamo cadere sotto gli strali della buona cucina, ma il gruppo deve trionfare!

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Brocche di vino speziato per allietare gli stomaci degli eroi vinti

Chi si dirige al Passo del picio impavido, chi combatte nella Valle della grigliata diabolica. Chi si arrampica per la Fortezza del salame impervio, chi affronta la Palude della ribollita in fiamme. Ognuno sceglie una sfida e la affronta con onore, superando le taverne con sprezzo del pericolo, in cerca del leggendario Graal Di Vino.

Ahinoi, gli sforzi furono vani! Le cucine delle taverne erano avversario troppo abile per la nostra esperienza. Con le pance piene e il passo barcollante, non ci rimase che dirigerci alla piazza principale. I musici allietavano gli eroi che avevano tentato l’impresa, mentre i giullari scherzavano sui nostri fallimenti. Una moltitudine di dame e cavalieri sorseggiavano vino speziato e vinsanto alla salvia, in attesa di riprendere la cerca.

Ma la notte giunge al termine, e nessun eroe è riuscito a sconfiggere le famigerate Taverne. Il regno del vino e del picio aveva vinto ancora una volta, e non restava che seguire l’intera manifestazione fino alla corsa finale, laddove la pugna sarebbe divenuta decisiva e l’eroe più valoroso avrebbe conquistato il trofeo finale.

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Un drago dal pelo tigrato si frappone all’agognato giaciglio. Vile creatura!

La nostra Redazione torna al borgo della Valdichiana satolla e rinfrancata, convinta di aver dato fondo a ogni sua energia. Soltanto un ultimo avversario si frappone tra le loro stanche membra e l’agognato giaciglio: un malefico drago dal pelo tigrato, creatura mostruosa uscita dagli incubi più terrificanti…

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Civitas Infernalis: Sarteano si tuffa nel medioevo fantastico

Un weekend estivo all’insegna del medioevo fantastico: dall’1 al 4 agosto, Sarteano abbandona il XXI secolo per tuffarsi nel bel mezzo del XV secolo. La prima edizione di Civitas Infernalis,…

Un weekend estivo all’insegna del medioevo fantastico: dall’1 al 4 agosto, Sarteano abbandona il XXI secolo per tuffarsi nel bel mezzo del XV secolo. La prima edizione di Civitas Infernalis, che vi abbiamo già annunciato nei giorni scorsi, si chiuderà questa sera con gli ultimi spettacoli. Il centro storico di Sarteano è stato invaso da menestrelli, giocolieri, pizzicagnoli, cuoiai e speziali, immergendo abitanti e visitatori in un’atmosfera magica. Decine di bancarelle dedicate alle Arti e agli Antichi Mestieri sono state disseminate per le strade, mentre giullari e musicisti hanno allietato il borgo fino a tarda sera. Le taverne delle contrade si sono messe all’opera per offrire dei menù dal sapore medievale: dalla zuppa di lenticchie al caldaro di lumache, dalla faraona all’uva all’agnello scottadito.

Civitas Infernalis 1L’atmosfera medievale di Sarteano ha sposato alla perfezione la magia del fantasy: sabato 3 agosto la Filarmonica di Sarteano ha eseguito le più conosciute colonne sonore tratte dai film fantastici di fronte al Teatro degli Arrischianti. Questa sera, durante la serata conclusiva di Civitas Infernalis, è previsto lo spettacolo itinerante “L’orco, pollicino, calandrino e l’elitropia” e l’esibizione dei Viatores, un gruppo di artisti di strada che ha calcato le feste medievali più importanti d’Italia.

L’evento principale di Civitas Infernalis è stato il gioco di ruolo dal vivo di sabato 3 agosto, che ha coinvolto grandi e piccini tra le vie del centro storico e il castello, grazie al supporto delle associazioni di Sarteano. I giocatori sono stati catapultati all’interno di un mondo fantastico ambientato nella Sarteano del 1410, in cui i malvagi Gaeli cercano di conquistare i cinque anelli magici custoditi dal Piccolo Popolo. Le cronache del saggio Adalunco, che rappresentano la base dell’ambientazione in cui si è svolto il gioco di ruolo, così recitano:

Civitas Infernalis 2

“Quando Sarteano, dominato dai conti Manenti, fu attaccato da quel certo condottiero Ladislao il guastagrano, il contado tutto venne devastato. Ferocia inaudita avevano i suoi soldati e donne e bambini della campagna furono costrette a ripararsi dentro la Rocca alta. Ma il popolo, pieno di fede e vitalità, si difese tutto. E fu con l’aiuto degli impavidi cavalieri che il conte, con il suo segreto mago Simeone, riuscirono a difendere la città. Ed io, testimone di questi fatti, sono qui a raccontarvi di questa vittoria e del primo di quei cavalieri, Tony, colui che con fierezza e abilità conquistò al nemico i cinque anelli che nascondono poteri immensi per queste terre: con facilità e leggiadria lui conquistò il primo l’anello della terra, che da grandi frutti e grano dorato; e poi quello dell’acqua, che scorre tranquilla e fa girare le ruote dei mulini. Mentre la piazza attendeva speranzosa egli conquistò l’anello dell’aria, fresca e pulita; l’occhio vigile e attento, la postura perfetta sul destriero, il cavaliere corre ancora e ancora con maestria ecco che prende l’anello del fuoco, caldo d’inverno, che scalda i cuori dei popolani e, mentre il cavallo si stanca rallentando il passo ma mantenendo anch’esso vigoroso il compito da portare avanti ecco che conquista l’ultimo anello quello della sapienza, della medicina e della forza. Ora creature magiche, invisibili agli occhi degli uomini, tengono nascosti questi amuleti rendendo pace e giustizia a Sarteano. Il primo giorno del mese d’agosto il popolo tutto accorrerà al castello per udire le trombe e i tamburi dei festeggiamenti, gioire insieme e applaudire i piccoli paggi che si esibiranno in volteggi e acrobazie. Ma ecco che mentre ognuno festeggia, un popolo dai capelli blu, i Gaeli, arriverà a sorprendere tutti. Impugnando armi forti e terribili, chiederanno subito battaglia quei micidiali….e battaglia sarà! Tra i colpi di lancia il popolo sarteanese si difenderà ma tra i Gaeli c’è un druido dotato di grandi poteri magici. I suoi grandi poteri e gli sguardi terribili dei trolls, che lo accompagnano, faranno paura ai cavalieri e al capitano del popolo che chiederà aiuto al mago bianco, conoscitore di tutti gli incantesimi di questo e dell’altro mondo: richiamerà tutte le creature fatate, prima invisibili, per proteggere il potere dei cinque anelli, e lo chiamerà il Piccolo Popolo, capace di piccole magie. Il druido si ritirerà, per il momento, ma deciso a scovare gli anelli, così da poter utilizzare la sua magia nera in questo mondo, si accampa insieme ai suoi guerrieri ai piedi del castello e i trolls conquistano la foresta degli alberi parlanti.”

Come nelle migliori tradizioni del genere, sono stati i buoni a vincere: il Piccolo Popolo ha conservato gli anelli magici e ha scacciato i Gaeli. Sarteano è al sicuro, almeno fino alla prossima edizione di Civitas Infernalis! Questa sera, dalle ore 17 in poi, il borgo sarà invaso dai festeggiamenti e dagli spettacoli itineranti per assaporare gli ultimi istanti di medioevo, prima di tornare alle consuete atmosfere del 2013.

https://www.youtube.com/watch?v=uKp1cImLsqQ&sns=em

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Cetona: entra nel vivo la Corsa delle Brocche 2013

Tutto pronto per la Corsa delle Brocche 2013. La sfida è lanciata e le tre contrade in cui Cetona è suddivisa – Porta Capperoni, Porta Castello e Porta Latere –…

Tutto pronto per la Corsa delle Brocche 2013. La sfida è lanciata e le tre contrade in cui Cetona è suddivisa – Porta Capperoni, Porta Castello e Porta Latere – sono pronte a sfidarsi con gare e momenti di rievocazioni storica, a partire da mercoledì 24 luglio con l’ “Omaggio del ceri e del panno scarlatto” e per tutta la settimana, fino alla sfida più importante che vedrà domenica 28 luglio quattro atleti per contrada impegnati in una corsa nel centro storico portando una brocca piena d’acqua.

La novità 2013 è stata il “Lancio della sfida” che si è svolto sabato 20 (prove) e domenica 21 luglio (sfida vera e propria) quando le tre contrade si sono confrontate in una gara di lancio con la catapulta in legno che, in perfetto stile medioevale, ha permesso di stilare una prima classifica. I risultati sono determinanti per la Corsa delle brocche di domenica. Fino allo scorso anno infatti l’assegnazione delle brocche nella gara principale,- di 2, 4 e 6 chilogrammi, – avveniva casualmente. In questa edizione invece, sarà Porta Capperoni, risultata vincitrice del lancio della sfida, a partire domenica con la brocca d’acqua più leggera, seconda Porta Latere che avrà la brocca di media pesantezza e terza Porta Castello che dovrà partire con la brocca più pesante.

In attesa della gara principale comunque Cetona si prepara a immergersi nell’atmosfera medioevale a partire da domani, mercoledì 24 luglio alle 21, con l’ “Omaggio dei ceri”, quando un corteo in costume, percorrendo le vie del centro storico di Cetona dalla Collegiata fino alla Chiesa di San Michele Arcangelo, rievocherà l’impegno assunto nel medioevo dal Castello di Cetona di omaggiare la Repubblica di Siena il giorno della Madonna dell’Assunta, con un panno scarlatto e quattro ceri, segno dell’appartenenza alla giurisdizione senese.

Sarà poi la Rievocazione storica di sabato 27 luglio, in Piazza Garibaldi alle 21,30, che consentirà a cittadini e visitatori di entrare completamente nell’atmosfera della Cetona medioevale, permettendo di rivivere gli eventi del periodo compreso tra il 1346 e il 1418 che portarono Cetona sotto la giurisdizione senese, passando attraverso il controllo di Forte Braccio da Montone e il dominio di Perugia. Un araldo narrerà nel corso della serata le fasi salienti di quegli anni mentre abili attori e figuranti le rappresenteranno attraverso quattro scene, fino all’ultima che ricorderà la vendita di Cetona a Siena da parte di Forte Braccio, “per 9.000 fiorini d’oro di cui, 5.000 in contanti e 4.000 in tanto sale”, come ricorda l’atto del Consiglio generale della Campana del Comune di Siena citato nel suo libro su Cetona da Mario Bezzini.

corsa delle brocche

Non solo storia però, perché la “Corsa delle Brocche” prevede anche tante occasioni di divertimento come la Corsa delle Brocchine, di giovedì 25 luglio alle 21 in Piazza Garibaldi, con i giochi per bambini compresi tra gli 8 e i 14 anni e tanta animazione, la classifica delle brocchine daranno l’ordine di partenza della corsa delle Dame. Venerdì 26 luglio sarà invece la volta della Serata giovani, dedicata ai più grandi con tante occasioni di divertimento, musica e balli presso i campetti.

Domenica 28 luglio infine, a partire dalle 16, dopo il Corteo storico in abiti medioevali, sfida tra le donne delle contrade con la Corsa delle Brocche femminile, che partiranno secondo l’ordine d’arrivo delle Brocchine: la prima sul lato della corda, la seconda al centro ed arretrata dalla prima di circa 2,5 metri e la terza sul lato esterno arretrata dalla seconda di altri 2,5 metri. Tutto questo in attesa della sfida principale, la “Corsa delle Brocche”, una gara in cui quattro atleti per contrada si sfideranno portando una brocca. La corsa, – in cui negli ultimi sette anni ha sempre trionfato Porta Latere, – prevede quest’anno l’assegnazione delle brocche piene d’acqua secondo la classifica stilata grazie al lancio della sfida: Porta Capperoni avrà la brocca da due chili, Porta Latere quella da 4 chili e Porta Castello quella da sei. La gara fa riferimento alla difficoltà dei cittadini che nei secoli passati dovevano approvvigionarsi di acqua con le brocche e richiede resistenza, forza ma anche sincronia. Tutte le contrade sono pronte alla sfida e festeggeranno insieme, qualunque sia il risultato, sabato 3 agosto con una bella Cena medioevale in Piazza a partire dalle 20,30.

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Alla scoperta di Sarteano: dall’epoca etrusca a quella medievale

Per la serie delle iniziative Incontri tra Arte e Storia 2013 promossi dalla Società Storica Poliziana, da Arteatro Gruppo di Montepulciano e dal Circolo A.I.C.S. di Montepulciano, con il patrocinio…

Per la serie delle iniziative Incontri tra Arte e Storia 2013 promossi dalla Società Storica Poliziana, da Arteatro Gruppo di Montepulciano e dal Circolo A.I.C.S. di Montepulciano, con il patrocinio del Comune di Montepulciano, l’appuntamento di domenica 5 maggio farà tappa a Sarteano.

L’appuntamento ruota attorno al ruolo nella storia di Sarteano a partire dal periodo di influenza etrusca fino all’epoca medioevale e sarà occasione per essere oggetto di vista di luoghi storici significativi quali il castello, il museo e la Tomba della Quadriga Infernale.

Il programma prevede una passeggiata storico-archeologica con conferenza di Alessandra Minetti con ritrovo presso Piazza Bargagli presso la Chiesa di San Francesco a partire dalle ore 15:30; in caso di pioggia la visita sarà rimandata allo stesso orario della domenica successiva.

Il ciclo del progetto culturale “Incontri tra Arte e Storia” è costituito da un calendario di eventi, visite e conferenze di interesse storico ed artistico durante l’arco dell’anno; durante gli incontri verranno letti alcuni brani a tema da parte di Giovanna Vivarelli, in collaborazione con l’Arteatro Gruppo. Ogni iniziativa viene svolta in collaborazione con il Centro Culturale “Gens Valia” di Valiano, il Circolo Legambiente di Montepulciano-Chianciano-Chiusi-Sarteano e il Photo Club di Montepulciano.

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