La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: lago

Bass Hustlers, gli angeli custodi del Lago di Montepulciano

Il catch & release, dall’inglese catturare e rilasciare, è una pratica di pesca per la quale non si uccide il pesce pescato, ma lo si rilascia in acqua. Questo comportamento…

Il catch & release, dall’inglese catturare e rilasciare, è una pratica di pesca per la quale non si uccide il pesce pescato, ma lo si rilascia in acqua. Questo comportamento è nato negli Stati Uniti, negli ambienti della pesca con la mosca e della pesca a spinning, e l’impatto ambientale dei pescatori che praticano questa tecnica è quasi nullo, dato che la popolazione ittica di una determinata area non viene in questo modo intaccata da un prelievo indiscriminato.

Rilasciare il pesce appena pescato non è solo una forma di rispetto ambientale, ma rappresenta una vera e propria filosofia e un approccio alla pesca diverso, dove alla gioia della cattura si aggiunge la felicità del vedere l’animale appena catturato di nuovo libero.

Lo stesso rispetto per l’ambiente e la cura della fauna ittica che si è sviluppato negli Stati Uniti è arrivato anche in Valdichiana grazie all’idea di un gruppo ragazzi di età compresa tra i 25 e i 45 anni, che si sono uniti sotto il nome di Bass Hustlers. Un’associazione sportiva di pesca, che oggi conta più di 30 soci e cinque membri riconosciuti a tutti gli effetti guardie ittiche, agenti di polizia amministrativa che cercano di vigilare sull’attività della pesca clandestina.

I ragazzi, tutti residenti in Valdichiana e profondamente innamorati del territorio in cui vivono, hanno come obiettivo quello di valorizzare la pesca, ma allo stesso tempo tutelare l’ambiente che offre la possibilità di praticare questa attività, in questo caso il Lago di Montepulciano, e far sì che il rispetto per la natura sia una priorità.

Flavio Boschi, uno dei componenti dei Bass Hustlers, ci spiega che oltre a vigilare su questa  straordinaria risorsa lacustre,  le attività del gruppo vanno dall’organizzazione di gare di pesca secondo la filosofia del ‘catturare e rilasciare’, ad attività mirate soprattuto ai bambini, in modo da  sensibilizzare sempre di più le nuove generazioni alla tutela dell’ambiente e per insegnare loro un nuovo modo di concepire la pesca.

Il referente Flavio Boschi mi spiega: “Alcuni dei nostri soci fanno delle gare di pesca a livello nazionale, ricevendo anche ottimi piazzamenti accedendo a finali italiane di campionati importanti. È doveroso aggiungere che per le gare collaboriamo con altri club, in quanto la nostra organizzazione è prettamente volta alla tutela”.

Le guardie giurate ittiche volontarie si coordinano internamente all’organizzazione mediante codici di tele-prenotazione, comunicando la loro entrata in servizio alla polizia provinciale, con la quale collaborano costantemente. A questo punto partono i vari controlli e accertamenti dell’ambiente: se le guardie ittiche capiscono che qualcosa non va, devono richiedere subito l’intervento della polizia provinciale.

Modus operandi che è stato usato anche nell’ultimo caso di bracconaggio che si è verificato proprio al Lago di Montepulciano lo scorso 31 gennaio. I Bass Hustlers avevano notato, all’entrata del Canale Maestro della Chiana, un’enorme rete da pesca; insospettiti da questa cosa hanno avvertito la polizia provinciale, che ha compreso subito di cosa si trattava, ovvero di bracconaggio ittico, pratica illegale, che prevede una razzia di pesci mettendo in pericolo tutto l’equilibro ambientale. In questo caso i volontari hanno portato avanti un’operazione di collaborazione con la polizia provinciale.

“Come associazione ci siamo dati dei compiti, che in collaborazione con il Comune vorremmo riuscire a portare a termine, come ad esempio la re-immissione di alcune specie di pesci, chiaramente attraverso l’iter burocratico, la tutela dei pesci mediante la stesura di un corretto regolamento fatto ad hoc per il lago, l’organizzazione di giornate illustrative con le scuole e la messa in ordine e l’anagrafica delle barche abbandonate e incustodite” – dice Flavio Boschi.

Come tutte le associazioni sportive, anche quella dei Bass Hustlers ha un consiglio direttivo formato dai consiglieri votati e delegati dai soci dell’associazione, quindi un presidente un segretario e un vice presidente. Tra i compiti dei Bass Hustlers c’è anche la possibilità di emettere multe a chi tiene dei comportamenti irrespettosi per il lago e per l’ambiente che lo accoglie.

“All’interno della Bass Hustlers nascono le guardie giurate ittiche in maniera volontaria, questo per temere sempre a mente quali sono i nostri ideali su cui crediamo fortemente, ovvero tutela, corretta applicazione del calendario ittico, organizzazione delle gare e degli eventi” – conclude Boschi.

Quella dei Bass Hustlers è una realtà nuova ma già indispensabile per tutto il territorio e un valido supporto per gli enti che vi operano. Quello della Valdichiana è un paesaggio variegato con equilibri talmente fragili che basta poco per cambiare tutto lo scenario, ma grazie all’operato di questo gruppo di persone, che sia di giorno che di notte vigiliano sull’intera zona, questo cambiamento può seguire il suo naturale divenire senza creare traumi a chi lo popola, il tutto mosso dall’immenso amore per la Terra.

 

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Rosso di sera per il lago di Chiusi, dovuto a un tipo di alga

A seguito di una comunicazione della Polizia Provinciale di Siena, che segnalava la presenza di una colorazione rossa nelle acque del lago di Chiusi, alcuni operatori del Dipartimento ARPAT di…

A seguito di una comunicazione della Polizia Provinciale di Siena, che segnalava la presenza di una colorazione rossa nelle acque del lago di Chiusi, alcuni operatori del Dipartimento ARPAT di Siena sono intervenuti in collaborazione con la stessa polizia Provinciale, che ha messo a disposizione l’imbarcazione, e con la Polizia Municipale, per effettuare un prelievo di acque nel lago.

Il prelievo è stato effettuato il giorno 16 settembre, al centro del lago, e il campione di acqua è stato sottoposto a prove in campo ad analisi sia chimica che biologica presso il laboratorio di ARPAT.

Dall’osservazione al microscopio del vetrino opportunamente preparato è stata rilevata la presenza di organismi algali appartenenti al genere Ceratium (phylum Dinoflagellata ).

Il quantitativo rilevato è risultato piuttosto modesto, tuttavia questo tipo di alga, unicellulare, non tossica, appartenente al fitoplancton di acque, sia dolci che salate, può conferire una colorazione bruno/rossastra alle acque quando è presente in quantitativi elevati.

Le analisi chimiche hanno rilevato concentrazioni di ossigeno e degli altri parametri rilevati in campo, temperatura, pH e conducibilità, rappresentativi di una buona situazione delle acque dell’invaso ed una concentrazione di azoto e fosforo (normali nutrienti dei microrganismi di questo tipo) al di sotto dei limiti di rilevabilità compatibili con la scarsa presenza di alghe al momento del prelievo.

Pertanto la presenza di questi organismi è da mettere in correlazione con il fenomeno osservato nei giorni precedenti e che ha destato l’allarme dei frequentatori dello specchio di acqua per la presenza di “sostanze rosse”, avvenuto probabilmente in coincidenza con un periodo durante il quale si è avuta una elevata concentrazione di alghe in corrispondenza della loro maggior fioritura, dovuta a condizioni di temperatura luce e nutrienti più favorevoli per la loro crescita.

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La pesca nei laghi della Valdichiana – seconda parte

Dopo la prima parte, continua la storia della pesca antica nelle acque dei laghi della Valdichiana e del Trasimeno Nella Valdichiana, i chiari di Chiusi e Montepulciano, sin dal XII…

Dopo la prima parte, continua la storia della pesca antica nelle acque dei laghi della Valdichiana e del Trasimeno

Nella Valdichiana, i chiari di Chiusi e Montepulciano, sin dal XII secolo, sono stati al centro di tante attività umane di cui una importante quale è stata la pesca. Qui, pescatori e agricoltori sono vissuti quasi in simbiosi, anzi spesso e volentieri, visto il limitato profitto che si ricavava dalle acque, i pescatori sono stati anche coltivatori, come dimostra il fatto che l’attività della pesca era ed è stata svolta, quasi per tutto il Novecento, da cooperative i cui soci esercitavano tutte e due le professioni.

Il pesce era un alimento necessario per la sopravvivenza in tempi di non grande ricchezza alimentare e un cibo prescritto per determinati giorni della settimana e periodi dell’anno. E così è stato per lunghi secoli, fino, per rimanere in Toscana e nell’Umbria, al 1950 circa, quando entra in crisi il sistema mezzadrile ed avviene il fenomeno della grande fuga dalle campagne, con relativo spopolamento. L’attività di pesca nelle acque dei laghi dalla fine degli anni 1940 fino al 1990 circa, era praticata in buona parte da pescatori abitanti sulle rive perugine dei laghi mentre sulle rive toscane dei Chiari, l’attività principale era di tipo agricolo. Oggi, nei due laghi, praticano la pesca meno di una decina di pescatori professionisti di cui alcuni giovanissimi.

Riguardo alla pesca nel lago Trasimeno e nel Chiugi, Leopoldo Boscherini, così descrive questa pratica in alcune pagine di storia medievale: “A metà del XIII secolo circa, il comune di Perugia aveva assunto il pieno dominio sul lago Trasimeno e sulle terre del Chiugi e poco dopo la Comunantia fructus aque Lacus e la Comunantia pasture Chiuscii, istituite “ad hoc”, ebbero un posto preminente nell’elenco delle voci che costituivano il sistema tributario perugino in età comunale. La prima era l’entrata derivante dal pagamento del prezzo dell’appalto della gabella sul pesce pescato nel lago Trasimeno e sugli altri prodotti del lago: uccelli presi nell’acqua o a cinquanta passi dalla riva, l’uso delle macerine per le canapi e per il lino……Con i quasi cinquemila quintali di pesce che se ne potevano trarre annualmente, il Trasimeno era una riserva patrimoniale di tutto rispetto, sia per le entrate fiscali del comune, sia per i profitti degli appaltatori che si succedevano periodicamente nel suo sfruttamento. La normativa fiscale sui frutti del lago era la seguente. Un terzo di tutte le specie di pesci tratti dal lago, ad eccezione delle anguille, doveva essere versato nella cassa comunale”.

La pesca dei tori

La pesca dei tori

Il sistema di pesca tipico del Trasimeno di quell’epoca, fu quello con i tori, qui di seguito pubblichiamola sua descrizione redatta dall’ITC “A.Capitini”: “La pesca dei tori è un antico metodo di pesca risalente al Medioevo che coinvolgeva tutta la comunità per un lungo periodo di tempo, da alcuni secoli tuttavia non è più in uso a causa dell’introduzione di nuove tecnologie. Il termine toro deriva dal latino “torus” che significa “mucchio”, riferito ai cumuli di fascine che costituivano uno dei principali strumenti utilizzati, infatti il principio era che le tinche e le anguille qui si sarebbero rifugiate durante l’inverno. A giugno i pescatori iniziavano a preparare il toro con il taglio delle fronde delle querce e dei cerri che si facevano poi macerare nelle acque. In estate poi, le fronde si trasportavano con dei barconi da carico in zone del lago sgombre da vegetazione e venivano sistemate in grandi cumuli sommersi dal diametro di cinque – sei metri e di tre metri d’altezza. Intorno al mucchio si disponeva una doppia palizzata che formava un corridoio circolare largo cinque metri su cui veniva appesa una rete di canapa che si faceva scendere fino sul fondo del lago. La fase successiva consisteva nella rimozione della legna, che veniva depositata all’esterno per formare la base di un nuovo toro. A questo punto i pesci erano spinti nel corridoio, dove si rifugiavano in fascine sospese nell’acqua. Dopo una pausa di cinque o sei ore i pescatori sollevano il secondo lembo della rete imprigionando i pesci in un alveo circolare, che, tolte le fascine, era ridotto fino a quando si riuscivano a far passare i pesci in una rete a sacco ,”il mutilo”, per portarli a riva. L’ultimo atto era lo smontaggio della palizzata con il successivo trasporto a terra dei tronchi e la messa ad asciutto della rete”.

La pesca nel Trasimeno oggi : “Sul Trasimeno la pesca rimane un’attività di grande importanza economica, seppure in lento declino per mancanza di ricambio tra le file dei pescatori di cui oggi ne restano centocinquanta professionisti. Gli attrezzi in uso hanno comunque notevolmente accresciuto la propria efficacia da quando, per la fabbricazione delle reti, sono state abbandonate le fibre naturali per quelle sintetiche. Lo strumento più caratteristico è il “Tofo”, altro attrezzo è “l’Altana”, altro sistema di pesca ancora in uso sul Trasimeno è la “Fila”.

Tofi sul Trasimeno

Tofi sul Trasimeno

Nel territorio tra i tre laghi esistono delle realtà museali dove approfondire il tema dedicato alla pesca. Ecco dove si trovano i musei che se ne occupano:

  1. All’interno del Centro visite della Riserva Naturale del lago di Montepulciano in loc. la Casetta , esiste il Museo delle Memorie del Lago e Storia della Val di Chiana che tratta la storia del paesaggio e della pesca sul lago di Montepulciano e dei diversi modi e usi dell’impagliatura, gli utensili giornalieri e quelli per la caccia. Via del Lago, 1 – Loc. Tre Berte – Montepulciano (Si) – Tel. 0578 767343; cell. 366 32.43.647 – http://www.amicilagodimontepulciano.it
  2. Presso il Museo Civico “La città sotterranea” di Chiusi nella sezione delle “Attività produttive”, si trattano le tecniche di pesca, delle attrezzature, delle imbarcazioni e dei prodotti animali e vegetali del lago di Chiusi e della storia della bonifica della Val di Chiana. Via II Ciminia, 2 – 53043 Chiusi (Siena) Tel. 0578 20915; 0578 227667; cell. 334 6266852 – http://www.museisenesi.org/pagine/informazioni-020
  3. A San Feliciano di Magione, il Museo della pesca del lago Trasimeno descrive la vita del lago Trasimeno, dell’ambiente biologico animale e vegetale e della storia dell’uomo che ne abita le rive attraverso gli strumenti e le tecniche di pesca: imbarcazioni, reti, vari strumenti di cattura. Via Lungolago della Pace e del Lavoro, 20 – San Feliciano – Magione (PG) – Tel. 075 8479261 – http://www.magionecultura.it/default2.asp?active_page_id=4
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Latouche al Lago di Montepulciano: “Recuperare l’autonomia”

Serge Latouche al Lago di Montepulciano: “Recuperare l’autonomia agricola e alimentare” Il cielo ha minacciato pioggia per tutta la sera, e le nubi temporalesche non facevano presagire nulla di buono:…

Serge Latouche al Lago di Montepulciano: “Recuperare l’autonomia agricola e alimentare”

Il cielo ha minacciato pioggia per tutta la sera, e le nubi temporalesche non facevano presagire nulla di buono: e invece la nutrita platea che si era radunata al centro visite “La Casetta” del Lago di Montepulciano è stata risparmiata dall’acquazzone, e ha potuto godersi un interessante incontro pubblico con Serge Latouche. Il dibattito si è svolto all’aperto, nei giardini a fianco del Sentiero della Bonifica, e i tanti spettatori giunti per l’occasione si sono dimostrati partecipi e incuriositi, contribuendo al successo dell’iniziativa con domande e approfondimenti.

latouche2Serge Latouche, economista e filosofo francese, ha acquisito fama internazionale grazie alle sue teorie della decrescita felice. L’incontro organizzato da Legambiente e dagli Amici del Lago di Montepulciano, lunedì 7 luglio, è stato un importante momento di condivisione delle tipiche tematiche della ricerca accademica di Latouche, ma ha spaziato anche su temi quali la biodiversità, l’autonomia agricola e alimentare, i processi di costruzione di un Biodistretto in Valdichiana.

Il professor Latouche è un grande avversario dell’occidentalizzazione del pianeta e le sue opere di antropologia economica guardano favorevolmente a concetti come il convivialismo (Qui potete trovare il manifesto pubblicato dal MAUSS, il movimento anti-utilitarista per le scienze sociali) e il localismo. Le critiche ai modelli di imperialismo culturale, al predominio della crescita come motore di sviluppo e all’utilitarismo come etica predominante lo hanno reso particolarmente famoso, sia in ambienti accademici che politici, e i tanti libri pubblicati sul tema della “decrescita felice” hanno contribuito alla formazione di un dibattito per ridurre gli sprechi energetici, le disuguaglianze sociali e l’impronta ecologica.

latouche4Nel corso dell’incontro, Latouche ha introdotto i classici temi della decrescita felice per cercare alternative alle società fondate sul consumo, anche per combattere la crisi economica e sociale che ancora oggi viviamo. C’è un limite, secondo lo studioso, allo sviluppo e alla mercificazione: l’ossessione per lo sviluppo è tutta occidentale, così come la sfrenata tendenza a ridurre ogni cosa a merce di consumo, persino i beni comuni. E per continuare a produrre, a consumare, a creare oggetti, servizi e merci che danno l’illusione di vivere meglio, non facciamo che peggiorare le condizioni di vita, la felicità e il benessere.

Ma il dibattito non si è limitato a questo: il professor Latouche ha introdotto il tema della resilienza, ovvero la capacita di un ecosistema di resistere alla tensione e all’aggressione e di tornare allo stato primitivo e originario. Ritornare quindi alle buone pratiche locali, recuperare l’autonomia tipica del mondo contadino, che coinvolga non soltanto gli aspetti agrari e ambientali, ma anche quelli sociali e culturali. Per fondare una società basata sulla qualità della vita e non sulla merce, quindi, è necessario riappropriarsi delle nostre origini, recuperare la capacità di sopravvivenza e la padronanza del saper fare, soprattutto in campo alimentare. Viviamo infatti, secondo lo studioso, in un mondo che potremmo definire come un paese dell’assurdo, in cui non c’è più il senso sacro del cibo. latouche3Tutto ciò è accaduto perchè nell’etica utilitarista non esiste alcun senso del limite: tutto si nutre con l’illusione di uno sviluppo infinito, di una crescita eterna, di un consumismo senza limiti. Per recuperare l’autonomia agricola e ambientale, quindi, è necessario ritrovare e condividere il senso della misura.

Per tutti i lettori interessati alle teorie della decrescita e all’evento che si è tenuto al Lago di Montepulciano, sta arrivando un servizio esclusivo e un’intervista approfondita che Serge Latouche ci ha gentilmente concesso. Continuate a seguirci!

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La pesca nei laghi della Valdichiana – Prima parte

Storia della pesca antica nelle acque dei laghi della Valdichiana e del Trasimeno La storia della pesca coincide con la storia dell’uomo e quella dell’uomo coincide con la storia dell’amo….

Storia della pesca antica nelle acque dei laghi della Valdichiana e del Trasimeno

La storia della pesca coincide con la storia dell’uomo e quella dell’uomo coincide con la storia dell’amo. I primi ami pare fossero di legno. Gli indiani d’America li ricavavano dagli artigli del falco e dal becco delle aquile, già naturalmente ricurvi. Con la scoperta di nuovi materiali, anche l’amo muto, comparvero così nel 4000 a. C. circa gli ami in rame, poi quelli in bronzo e infine gli ami in ferro.

Nella preistoria, la pesca, con la caccia e la raccolta spontanea è stata un’attività primordiale dell’uomo. Già nel paleolitico gli uomini si cibavano di pesci, come dimostrato dai resti di pasti ritrovati. Una prova è considerata una scultura su osso, proveniente dalla famosa caverna de la Madelaine in Dordogna (Francia) che rappresenta un uomo con un arpione sulla schiena. In quasi tutte le località dove sorgevano villaggi su palafitte sono stati trovati reperti che provano come circa 6000 – 3000 anni fa, anche l’arte della pesca fosse molto sviluppata. In molti luoghi i reperti hanno conservato un ottimo stato grazie al substrato geologico, cosi è stato possibile ritrovare non solo ami di corno di cervo, zanna di cinghiale o di bronzo, arpioni di osso, frecce, lance ma persino resti di reti da pesca ed è curioso constatare come i nodi usati fossero uguali a quelli attuali mentre per sostenere le reti in acqua si usavano galleggianti fatti di corteccia d’albero e per tenderla dei pesi di terracotta.

Di questo periodo, va ricordato che sulle rive del lago Trasimeno, presso la località “La Valle” di San Savino, di notevole interesse sono stati i rinvenimenti archeologici di un insediamento di pescatori riferibile all’Età del Bronzo recente-finale (1.350 -1.000 a.C.).

La pesca al tempo degli Etruschi e dei Romani

Tra le testimonianze e i reperti archeologici etruschi pervenuti su questa pratica si possono annoverare i pesi da rete in argilla o in pietra a forma discoidale con foro centrale, ami e aghi in bronzo usati per riparare le reti, un frammento di brocca d’impasto di Veio (VII sec. a. C.), dove è raffigurata un’imbarcazione con vela e remi dalla quale sporge un arpione che infilza un pesce; alcune scene di pesca compaiono nelle necropoli di importanti città della dodecapoli etrusca. Tra le più affascinanti, va citato il dipinto raffigurante una battuta di pesca tratteggiata nella Tomba della Caccia e della Pesca di Tarquinia, qui con vivace maestria, si ammira una scena di pesca con la lenza e con la fiocina.

2 -i laghi dal satelliteAnche gli antichi Romani praticavano la pesca. Sui mosaici che decorano le pareti e i pavimenti delle loro architetture, i motivi della pesca e dei pesci sono frequenti. I Romani sono stati tra i primi a promulgare alcune leggi sulla pesca ed uno dei principi fondamentali affermava che ”il pesce è un bene senza proprietari per cui appartiene a chi lo cattura”. La pesca era libera solo sul territorio dello Stato e come tale erano considerate quelle parti dei laghi e dei fiumi che restavano di norma sommerse anche con l’acqua bassa. Le rive e le spiagge erano però di proprietà privata e la pesca era pertanto permessa soltanto al proprietario del suolo. Alcuni scrittori romani come Plinio, Eliano, Oppiano, Decimo e Ausonio Magno testimoniano della grande importanza della pesca, nei loro testi si descrivono varie specie di pesci, la tecnica della pesca con lo “sparviero”.

Localmente, in epoca etrusco-romana era importante la pesca praticata nelle acque dolci di fiumi e corsi d’acqua a lento deflusso come il Clanis in Valdichiana e nel lago Trasimeno. L’attività veniva praticata con la lenza o la rete (filum), quest’ultima, realizzata in filo di lino, poteva essere a strascico (tragum), a lancio (iaculum) o a “posta fissa”. La pesca a “posta fissa” era sia attiva che passiva. Nella prima si ricorda da parte di alcuni che le reti venissero distese durante il giorno a semicerchio, sopratutto lungo le rive e in prossimità dei canneti, per poi spingervi i pesci rumoreggiando nell’acqua con pietre, bastoni o remi. Nella pesca passiva le reti erano invece calate durante la notte, legate le une alle altre e raccolte al mattino con le prede rimaste impigliate durante i loro movimenti erratici notturni.

Tra i siti e reperti archeologici, si ricorda in Valdichiana, il porto Etrusco di Brolio di Castiglion Fiorentino, del verosimile Porto Etrusco-Romano di Clusium a Chiusi Stazione e vari reperti ceramici etruschi ritrovati presso la darsena del Club Velico di Castiglione del Lago e alcune monete romane dell’imperatore Claudio presso l’Emissario di San Savino.

(continua…)

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Il Lago di Montepulciano

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta dei luoghi più interessanti della Valdichiana senese, tra gli angoli più nascosti e le eccellenze di fama internazionale. Non poteva mancare un appuntamento dedicato…

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta dei luoghi più interessanti della Valdichiana senese, tra gli angoli più nascosti e le eccellenze di fama internazionale. Non poteva mancare un appuntamento dedicato al Lago di Montepulciano, residuo della grande palude che un tempo caratterizzava la Valdichiana.

Il Lago di Montepulciano è un bacino lacustre formato dal Canale Maestro della Chiana, unico immissario ed emissario; situato a poca distanza dal Lago di Chiusi e dal Lago Trasimeno, le sue sponde meridionali segnano il confine tra la Toscana e l’Umbria. Lo specchio d’acqua porta la testimonianza di una storia millenaria: la palude ebbe infatti origine dal mare pliocenico che invase la depressione della Valdichiana fino a mezzo milione di anni fa. Nell’area sono stati rinvenuti reperti fossili di mamut, ippopotami e cervi che testimoniano la grande dimensione del bacino lacustre; quando la Toscana meridionale venne interessata dal sollevamento causato dagli episodi vulcanici del Monte Amiata, la valle divenne fluviale e diede origine al fiume Clanis. La deviazione delle sue acque tra il fiume Tevere e il fiume Arno hanno caratterizzato l’impaludamento secolare di queste terre, della cui bonifica il Lago di Montepulciano è testimone.

Oltre alla sua importanza storica, il Lago di Montepulciano rappresenta anche una delle più importanti zone umide dell’Italia centrale ed è un’area naturale protetta fin dal 1996, quando venne investita del titolo di Riserva Naturale dalla Regione Toscana, assieme ad alcuni terreni agricoli adiacenti e parte del Canale Maestro della Chiana. La Riserva Naturale copre circa 300 ettari, nella parte meridionale del Comune di Montepulciano.

lago di montepulciano

La protezione dell’area naturale e il percorso di valorizzazione dura da oltre vent’anni. Già nel 1989 il Come di Montepulciano e la Provincia di Siena avevano affidato l’area in gestione alla LIPU, rendendola un’Oasi Naturale. Con la nascita della vera e propria Riserva Naturale c’è stato poi un tentativo di riassetto e di rilancio dell’area protetta, la cui gestione è stata affidata all’Associazione Amici del Lago di Montepulciano.

Gli appassionati di birdwatching conoscono bene questo lago, poiché si tratta di un importante punto di sosta per l’avifauna che migra dai paesi africani verso l’Europa. All’interno della Riserva Naturale sono presenti numerose specie di uccelli, che la utilizzano per lo svernamento e per la nidificazione. Da non trascurare neppure la pesca, poiché all’interno delle acque lacustri sono presenti specie originarie quali l’anguilla, il cavedano e lo spinarello, e specie introdotte come il luccio, la carpa e la tinca. Intere generazioni chianine hanno pescato in queste acque, mentre i mezzadri coltivavano i terreni agricoli circostanti.

Il Centro Visite “La Casetta” della Riserva Naturale Lago di Montepulciano, situato in prossimità del lago e dei sentieri che lo circondano, è facilmente raggiungibile sia da Acquaviva che da Valiano. All’interno del centro è possibile trovare materiale didattico e informativo sul territorio, oltre a un museo che raccoglie oggetti e reperti ritrovati negli insediamenti dei dintorni. È presente anche una sala convegni in cui vengono ospitate mostre, seminari, workshop e una serie continua di eventi durante tutto l’anno, oltre a un punto ristoro e a un ampio parcheggio attrezzato anche per i camper.

Al Centro Visite è possibile prenotare escursioni guidate sui sentieri ed escursioni in battello, per godere appieno dell’area naturale. Il sentiero che attraversa parte del canneto termina con una torretta d’avvistamento, oltre a confinare con il Sentiero della Bonifica, itinerario ciclopedonale che percorre tutta la Valdichiana dalla Chiusa dei Monaci di Arezzo a Chiusi Scalo. Che siate appassionati di birdwatching, amanti delle aree naturali protette o semplicemente dei turisti alla ricerca di un posto tranquillo in cui riassaporare il ricordo dell’antica palude della Valdichiana, il Lago di Montepulciano è sicuramente una tappa obbligata.

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Domenica 2 Giugno, Sport e salute al Lago di Montepulciano

Domenica 2 Giugno al Lago di Montepulciano ci sarà una giornata all’insegna dell’attività sportiva e della salute. L’associazione “La Chianina” di Montepulciano Stazione, attraverso il settore “Chianina running“, con il patrocinio…

Domenica 2 Giugno al Lago di Montepulciano ci sarà una giornata all’insegna dell’attività sportiva e della salute.

L’associazione “La Chianina” di Montepulciano Stazione, attraverso il settore “Chianina running“, con il patrocinio del Comune Di Montepulciano, organizzerà il “3° Ecogiro di inizio Estate” gara podistica di 13km ; invece per chi volesse solamente fare una camminata, si svolgeranno due passeggiate di 6 e 11 km.

Il ritrovo sarà presso La Casetta della Riserva del Lago di Montepulciano, mentre le partenze sono fissate alle ore 9:00 per le Categorie Giovanili, alle 9:30 per le Categorie Maggiori e le passeggiate.

Un tratto che sarà percorso dagli atleti sarà il Sentiero della Bonifica, itinerario ciclopedonale che partendo dalle porte di Arezzo ed arrivando fino a Chiusi Scalo, costeggia il Canale Maestro della Chiana.

Al termine delle gare è previsto un buffet con la presenza di prodotti per celiaci, una interessante novità prevista per quest’anno. Invece il pranzo del podista, convenzionato a 12€,  si terrà presso il Centro Sportivo “I Tigli” a Montepulciano Stazione.

Un’altra novità interessante prevista quest’anno è la presenza della Croce Rossa Italiana che effettuerà su richiesta, la misurazione della pressione arteriosa e la rilevazione dei valori della glicemia grazie alla collaborazione del Dott. Salvatore Bocchini, Presidente dell‘Associazione Diabetici Valdichiana Senese.

Verrà messo a disposizione dei partecipanti e non, per la visita guidata del Lago, un battello alimentato a pannelli solari.Sarà inoltre possibile visitare il museo del centro visite La Casetta che offre una raccolta di documenti, immagini, attrezzi e strumenti della pesca, della caccia e dell’agricoltura

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I Laghi di Chiusi e Montepulciano al Festival dei Laghi di Iseo

Le Terre di Siena e i laghi dei comuni di Chiusi e Montepulciano saranno in scena al Festival dei Laghi di Iseo che si svolgerà a Iseo, appunto, dal 24…

Le Terre di Siena e i laghi dei comuni di Chiusi e Montepulciano saranno in scena al Festival dei Laghi di Iseo che si svolgerà a Iseo, appunto, dal 24 al 26 maggio e che riunisce più di trenta specchi d’acqua di tutto il Paese. Questo appuntamento sarà una vetrina interessante per diffondere un assaggio della bontà e del folklore delle nostre terre.

A Bontàlago, mostra-mercato allestita nel centro storico di Iseo, saranno presenti i produttori locali che hanno aderito al circuito di qualità Terre di Siena filiera corta e che partecipano ai Mercatali presenti sul territorio. Un’occasione per esporre e mettere in vendita le eccellenze dell’enogastronomia locale, promuovendo al contempo il territorio di provenienza.

Come nelle passate edizioni, il Comune di Montepluciano sarà rappresentato dai gruppi di sbandieratori e tamburini che si esibiranno portando la tradizione delle Terre di Siena per le vie di Iseo. Per il comune poliziano la kermesse sarà un’ulteriore occasione per dare visibilità alla mostra dedicata al padre della pittura metafisica, “Giorgio de Chirico. Il ritratto – Figura e forma” in programma dall’8 giugno al 30 settembre.

Il Festival del Laghi sarà inoltre una vetrina d’eccellenza per presentare i progetti e i prodotti legati alla mobilità dolce in Terre di Siena, dal Treno Natura ai percorsi a cavallo, dalle vacanze i piedi ai numerosi percorsi in bicicletta per respirare il sapore unico delle competizioni più famose, come l’Eroica, e attraversare storia e cultura a ritmo lento della pedalata.
Al convegno dedicato ai temi della sostenibilità in programma sabato 25 maggio, a Castello Oldofredi di Iseo, per la Provincia di Siena interverrà Grazia Torelli sul tema “Muoversi lentamente nelle Terre di Siena per un turismo sostenibile”. Sempre in tema di viaggiar lento, domenica 26 maggio, andrà in scena una sorta di gemellaggio tra il Treno Natura, uno dei prodotti turistici di punta della Provincia di Siena, e il Treno Blu, la linea di treni turistici per il lago di Iseo, promosso dall’Associazione ferrovie turistiche.
Un’occasione per presentare il nostro territorio, le sue bellezze naturali e i suoi valori enogastronomici.

[button style=”2″ caption=”Sito ufficiale Festival dei Laghi” link=”www.festivaldeilaghi.it”][/button]
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