La Valdichiana

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Tag: governo renzi

Libero Accesso – 7° puntata: Scuola

La settima puntata di Libero Accesso è andata in onda martedì 7 Aprile su Tele Idea (canali 86-625-699 del digitale terrestre) e si è occupata di scuola: approfondimenti sulla riforma “La Buona…

La settima puntata di Libero Accesso è andata in onda martedì 7 Aprile su Tele Idea (canali 86-625-699 del digitale terrestre) e si è occupata di scuola: approfondimenti sulla riforma “La Buona Scuola” del Governo Renzi, sulla situazione dei dirigenti scolastici e sulle criticità vissute dal settore dell’istruzione a livello nazionale e territoriale.

La discussione è stata affrontata in studio con i seguenti ospiti:

  • Patrizia Aloisi, rappresentante MIDA (Movimento Insegnanti Da Abilitare)
  • Laura Mannucci, assessore all’istruzione del Comune di Sinalunga
  • Pamela Fatighenti, segretario PD Chiusi
  • Piero Cappelli, Partito Comunista della Valdichiana

Inoltre hanno contributo alla discussione con servizi esterni e contributi in diretta:

  • Francesco Giusti, vicesegretario nazionale Lega Nord Toscana
  • Salvatrice Delaimo, dirigente Istituto Virgilio Montepulciano
  • Alfonso Noto, dirigente Circolo Didattico Cortona
  • Marco Mosconi, dirigente Licei Poliziani
  • Stefano Scaramelli, sindaco del Comune di Chiusi

Libero Accesso è una trasmissione aperta al contributo di tutti, che continua nel suo approfondimento giornalistico sui tremi trattati in studio anche nel magazine online “La Valdichiana”. Come un wi-fi libero, tutti possono connettersi e inviare i loro contributi, che possono essere letti e commentati in diretta, oppure partecipare alla conversazione online. Nel corso della trasmissione è infatti possibile interagire attraverso l’indirizzo mail liberoaccesso@teleidea.it, la pagina facebook e l’hashtag su twitter #LiberoAccesso.

Documentazione sulla settima puntata

Per la copertina che ha introdotto l’argomento della serata sono state utilizzate le slide preparate dal Governo Renzi per illustrare la riforma dal nome “La Buona Scuola” al Consiglio dei Ministri dello scorso 3 Marzo: LA BUONA SCUOLA

Nel file seguente potete invece trovare un lungo approfondimento della consultazione che ha portato alla riforma e alcuni dei provvedimenti in dettaglio: LA BUONA SCUOLA – APPROFONDIMENTO

Questo invece il comunicato inviato dal Movimento 5 Stelle della Valdichiana relativo alla riforma del Governo Renzi: COMUNICATO M5S

Di seguito le slide di presentazione della riforma presentate lo scorso 12 Marzo con i punti principali trattati nel corso della discussione:

Ecco la puntata integrale:

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La Buona Scuola: arriva la riforma del Governo Renzi

Dopo una consultazione che ha coinvolto i territori, il disegno di legge di riforma del sistema scolastico, chiamato “La Buona Scuola” è stato approvato dal Consiglio dei ministri. Il Governo Renzi…

Dopo una consultazione che ha coinvolto i territori, il disegno di legge di riforma del sistema scolastico, chiamato “La Buona Scuola” è stato approvato dal Consiglio dei ministri. Il Governo Renzi è intenzionato a portare avanti una riforma che ha già incassato pareri positivi e negativi. Ecco una breve presentazione dei contenuti della riforma, che andrà a modificare notevolmente il mondo della scuola:

Quali sono i contenuti della riforma della Buona Scuola del Governo Renzi? Quali le prime reazioni al testo, e quali le conseguenze nei territori? Ne parleremo martedì 7 aprile a Libero Accesso, in diretta su Tele Idea (canali 86-625-699 del digitale terrestre) e con gli approfondimenti online nel corso di questa settimana! Nell’attesa, ecco alcuni commenti dai social network:

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Da Interstellar al Jobs Act: ricerca spaziale e lavoro

Da Interstellar al Jobs Act: perchè spendere nella ricerca spaziale, quando manca il lavoro? La ricerca spaziale e la riforma del mercato del lavoro: difficile immaginare due argomenti più distanti….

Da Interstellar al Jobs Act: perchè spendere nella ricerca spaziale, quando manca il lavoro?

La ricerca spaziale e la riforma del mercato del lavoro: difficile immaginare due argomenti più distanti. Eppure, c’è un filo conduttore che ci permette di collegare Interstellar al Jobs Act. E non è soltanto l’ironia che potrebbe spingerci a sostenere che, oggi, attraversare un buco nero sia più facile di trovare un posto di lavoro a tempo indeterminato.

Interstellar è il film di fantascienza uscito in questi giorni nelle sale italiane; l’ultima fatica del regista Christopher Nolan. I suoi estimatori hanno apprezzato l’approccio scientifico utilizzato nella costruzione dell’ambientazione e della trama del film, un tipo di fantascienza che negli ultimi anni era stata accantonata. Addirittura il film ha portato a una nuova scoperta scientifica sulla natura dei buchi neri, grazie ai sofisticati software di rendering della produzione e gli studi dell’astrofisico Kip Thorne. All’interno della storia, il protagonista si trova costretto in quello che è un classico dilemma di Ulisse. Mentre la società e la sua famiglia hanno bisogno delle sue capacità di agricoltore, lui ha nostalgia dello spazio. E le sue capacità di pilota spaziale, la voglia di scoprire l’universo, la spinta alla ricerca e al viaggio hanno la meglio sull’uomo sedentario che ha imparato a controllare e coltivare la natura. La curiositas, quindi, l’istinto che guida alla scoperta del mondo e alla conoscenza della realtà, come caratteristica peculiare dell’uomo. Come un novello Ulisse, il protagonista parte verso lo spazio sconosciuto: un pioniere dell’umanità verso le stelle.

E qui arriviamo al punto critico, al di là del romanticismo del film o della bellezza della narrativa. La spesa per la ricerca spaziale è un costo oppure un investimento? Possiamo facilmente collegare il film di Nolan alla missione Rosetta dell’Agenzia Spaziale Europea: partita dieci anni fa, la sonda ha sganciato il lander che è atterrato sulla superficie della cometa 67P, alla ricerca di informazioni e campioni sulla natura di questi corpi celesti. La missione è tuttora in corso, nonostante le critiche del TG4 e di coloro che preferirebbero le stelle comete del presepe.

https://www.youtube.com/watch?v=kSWo37c2Tvw

Eppure, al di là di questi buffi servizi psuedo-giornalistici, c’è un contenuto fondamentale da affrontare. La spesa per la ricerca spaziale è giustificata? In un mondo di crisi, in un’Italia in crisi economica e occupazionale, ha senso investire in missioni spaziali? Si tratta di una critica classica che viene mossa a tutto il mondo della ricerca, soprattutto nei casi in cui non si vedono immediati ritorni economici per la collettività. Tutti quei miliardi spesi per la missione Rosetta, in effetti, avrebbero potuto essere investiti in maniera più efficace per diminuire la disoccupazione o aumentare i servizi sociali. Chi si trova senza lavoro ha bisogno di riforme urgenti. Chi non arriva a fine mese non sa cosa farsene dei dati scientifici raccolti sulla cometa 67P o delle nuove scoperte sui buchi neri di Kip Thorne.

Ma il punto della questione è veramente questo, o c’è qualcosa di più? Il Jobs Act in fase di approvazione da parte del Governo Renzi cerca di sbloccare il mercato del lavoro. Si tratta di una riforma controversa, che incontra appassionati difensori e strenui oppositori. Al di là del giudizio di merito sui contenuti e sugli obiettivi, tuttavia, ha il vantaggio di elaborare delle misure strategiche riferite al settore del lavoro, del welfare, delle politiche sociali. Non taglia i fondi ad altri ministeri: prevede modifiche all’art.18, ai contratti a progetto, alla maternità, ai centri per l’impiego e agli strumenti di welfare. Nuovi strumenti normativi e legislativi per imprimere riforme che possano migliorare la società e il mercato del lavoro.

Persino il Jobs Act, quindi, dice che i soldi investiti nella ricerca spaziale non sono un problema per la crisi economica, sociale ed occupazionale del nostro Paese. La spesa per la ricerca non dovrebbe essere messa a paragone delle riforme necessarie alla nostra economia, per tre motivi che vado banalmente a riassumere:

  1. Non si tolgono investimenti da un settore per fare investimenti su un altro settore. Casomai, si colpiscono inefficienze e costi all’interno dello specifico ministero, mercato, ufficio o territorio di riferimento. Per migliorare il mercato del lavoro si agisce sulla normativa del lavoro, sul sistema di welfare, e via dicendo; non si tolgono risorse destinate a settori altrettanto importanti. Altrimenti, passatemi il paragone, sarebbe come tagliare un braccio al figlio affamato per farglielo mangiare: risolvere un problema creandone un altro.
  2. Siamo sempre in emergenza. La storia dell’umanità è fatta di disuguaglianze. Se dovessimo aspettare la risoluzione di tutte le iniquità (fosse anche possibile) per effettuare ricerche scientifiche, non scopriremmo mai nulla. Ulisse non avrebbe mai lasciato la sua isola. Invece, saremmo perfettamente in grado di lottare contro le disuguaglianze e di investire in ricerca, contemporaneamente, senza metterli in competizione.
  3. La ricerca scientifica è utile. Permette di scoprire i mezzi per migliorare la produzione, aumentare la competitività del mercato, oppure di progredire le conoscenze mediche e tecnologiche per migliorare la nostra sopravvivenza. In parole povere, la ricerca scientifica è in grado di creare posti di lavoro e di migliorare la nostra vita, come illustrato perfettamente dall’aneddoto del conte tedesco, nella lettera del direttore della NASA del 1970.

Mi si conceda infine di citare il dialogo tra Giuda e Gesù, in quello che è il mio brano preferito di Jesus Christ Superstar, per terminare questa mia riflessione: “Woman your fine ointment, brand new and expensive/ Should have been saved for the poor./ Why has it been wasted? We could have raised maybe/ Three hundred silver pieces or more./ People who are hungry, people who are starving/ They matter more than your feet and hair!”

La ricerca scientifica non può e non deve essere considerata come una spesa inutile. Deve essere considerata una priorità, al pari di tutti gli altri settori strategici di un Paese. Non possiamo pensare che il lavoro debba essere usato come una merce di scambio o un motivo di ricatto: abbiamo il diritto di pretendere lavoro, sanità, scuola, ricerca, welfare, ambiente, tutti assieme. Perchè abbiamo imparato a coltivare la terra, abbiamo imparato a formare comunità sedentarie e chiuderci in noi stessi, ma il nostro istinto ci porterà sempre a esplorare l’ignoto. Fino a viaggiare tra le stelle, anche se non fossero nient’altro che sassi.

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Scaramelli: Vie di comunicazione, una carta importante per uscire dalla crisi

Riceviamo e pubblichiamo il commento di Stefano Scaramelli, sindaco di Chiusi e membro Direzione nazionale Pd, sulle vie di comunicazione toscane inserite nella Legge di stabilità. “Il pragmatismo che ha spinto…

Riceviamo e pubblichiamo il commento di Stefano Scaramelli, sindaco di Chiusi e membro Direzione nazionale Pd, sulle vie di comunicazione toscane inserite nella Legge di stabilità.

“Il pragmatismo che ha spinto il presidente della Toscana Enrico Rossi e il Governo Renzi a collegare il nord e il sud della regione con il finanziamento dei due lotti rimanenti per il completamento del raddoppio della Siena-Grosseto e della Siena-Firenze, inserite nella prossima legge di stabilità, è un atto politico dal valore sociale ed economico straordinario perché porta con sé una dote di possibilità di ripresa e di facilità di collegamenti fondamentali per la ripresa economica. In un momento in cui, anche la Toscana, come l’Italia, ha bisogno di guardare all’innovazione, alla competitività, alla facilità e velocità dei collegamenti, per essere sempre più calamita della ripartenza, della creatività, del saper fare e di tutto ciò che appartiene a questo unicum territoriale – fatto di manifatturiero, di agroalimentare, di turismo e di servizi – investire nelle infrastrutture viarie diventa cruciale. Per fare della Toscana una delle realtà europee più virtuose e gettare le basi per facilitare la ripresa, arricchire le offerte di tutto il sistema locale e facilitare gli spostamenti per i turisti, servono azioni e scelte strategiche importanti: gli stanziamenti per queste due arterie vanno in questa direzione.

Alla Regione Toscana, a Rossi, al Pd che ha lavorato unito, ai nostri parlamentari e al Governo Renzi, attori e protagonisti di questo impegno nella programmazione dell’azione politica, va il plauso per aver centrato, e raggiunto, l’obiettivo. Adesso, l’impegno dovrà essere spostato anche su un’altra leva strategica: rafforzare Siena e la sua provincia. Occorre lavorare per creare le condizioni necessarie a far fare uno scatto d’orgoglio a questo territorio per uscire dalla crisi, una situazione in cui tutta la nostra area si trova anche a causa della storica carenza di infrastrutture. Questo territorio ha bisogno di essere collegato facilmente e velocemente a Firenze, ma ha bisogno anche di migliorare la qualità dei collegamenti e dei servizi per i tanti pendolari, quelli che ogni giorno raggiungono Siena e gli altri importanti centri, anche fuori regione. In questo quadro, mettere in agenda la discussione sull’alta velocità e quella sulla qualità dei collegamenti dei pendolari è un atto politico importante, che può far crescere la competitività e valorizzare tutto il territorio.”

Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla nostra redazione.

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Stop al DL sulla fecondazione eterologa

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta di Francesca Bianchi presidente assemblea PD della Toscana sul dietrofront del Governo alla Fecondazione Eterologa. “Via libera subito alla fecondazione eterologa? E invece il…

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta di Francesca Bianchi presidente assemblea PD della Toscana sul dietrofront del Governo alla Fecondazione Eterologa.

“Via libera subito alla fecondazione eterologa? E invece il Governo Renzi dice NO, scegliendo di non emanare il decreto legge urgente, annunciato dalla Ministra Lorenzin nei giorni scorsi.

Da quando ho appreso questa notizia, ho una domanda che mi occupa la mente, una domanda che vorrei rivolgere a tutti, cittadini e classe dirigente del Partito che rappresento e che ha preso impegni da sempre sui diritti civili e temi connessi, dall’obiezione di coscienza, ai matrimoni gay, fino appunto alla fecondazione eterologa.

Secondo voi, aveva o non aveva carattere di urgenza, e quindi necessità di un decreto legge, un provvedimento che andasse a riempire il bisticcio normativo che si è formato in seguito alla sentenza della Corte Costituzione del 9 aprile u.s. sulla Legge 40, e che ha cancellato il divieto per le coppie assolutamente sterili di fecondazione ricorrendo a donatori esterni?

Secondo voi, si legittima così o no uno sgambetto alla democrazia e all’uguaglianza costituzionale tra cittadini, tra i facoltosi che potranno continuare ricorrere a cliniche all’estero (circa 2.700 casi all’anno) e i meno abbienti che non potranno far altro che spegnere il motore dell’auto che già era pronta per la corsa in ospedale?

E cosa potrebbe succedere in quelle Regioni, come la nostra Toscana in cui abbiamo una delibera che chiarisce le metodiche tecniche, se domani una coppia con tutti i requisiti si presentasse in una struttura e chiedesse di essere sottoposta a fecondazione eterologa? Il Governo ammonisce e specifica che i centri, pubblici e privati che si muovessero in assenza di una legge, si esporrebbero a contenziosi e problemi giuridici e ricorda che qualsiasi atto amministrativo, delibera regionale e linea guida può essere impugnato al TAR, dando vita a lunghi contenziosi.
E non pensate che tutto questo non faccia altro che sommare ulteriori e svilenti pasticci ai problemi di persone che già vivono una sofferenza enorme, quella di non riuscire a diventare genitori, pur avendone diritto già dal 9 aprile scorso?
Ma serve, si dice, un dibattito parlamentare, per gli evidenti profili etici della materia. Personalmente temo che questo finirà per far prendere (o perdere) tempo, perché, sia ben chiaro che non si può più mettere in discussione la possibilità di vietare l’eterologa, da quando sono stati dichiarati illegittimi i punti più ideologici della Legge 40. Che qualcuno se ne faccia una ragione una volta per tutte.
Con il decreto avremmo l’eterologa subito, con regole uniformi a livello nazionale per tutelare coppie e nascituri. E invece, con lo stop deciso in consiglio dei ministri, su proposta del premier Renzi, nonostante l’urgenza di tipo sanitario e le forti pressioni esterne su cui ha relazionato la Ministra Lorenzin, si è scelto all’unanimità di rinunciare a quel subito e prendere tempo.

La stessa Ministra dichiara – sue parole rilasciate alla stampa – che sui tempi,

«se c’è la volontà di andare fino in fondo e si attengono agli elementi già previsti dal mio decreto possono volerci pochi mesi. Altrimenti si sta fermi e si aspetta», «Del resto questa materia in Italia è stata dibattuta anni. Un pò di attesa in più non cambia le cose».

Ed è proprio in quel “se c’è la volontà” il limite, la debolezza e la pericolosità di una posizione che finisco per non condividere affatto e a cui sono convinta serva trovare il coraggio di opporsi con forza e determinazione. “Un po’ di attesa” le cose le cambia eccome, specie se pensiamo a quello che come nuovi rappresentanti di questo Partito e soprattutto di questo Paese, abbiamo preso l’impegno di fare: ridurre la distanza tra cittadini e politica, fare, fare bene e fare presto perché purtroppo i tanti che ci hanno preceduto non hanno avuto il coraggio di affrontare temi come questo, per timore e vantaggio elettorale. Io credo nel cambiamento, nel rinnovamento, in una classe dirigente libera e coraggiosa, che si rapporta con i cittadini e non con gli elettori, che supera il compromesso di opportunità elettorale e sceglie con determinazione che anche su questi temi, dove non si può più dare tempo al tempo. Il dibattito parlamentare potrà, anzi dovrà, essere comunque aperto per migliorare successivamente il decreto, ma ora alla signora Maria e a suo marito Gino, come direbbe il nostro Presidente del Consiglio e Segretario in uno dei suoi esempi sempre vivi e calzanti, serve quel decreto, e se Renzi e il Governo ci ripensassero e si riunissero di nuovo, potremmo averlo anche oggi. Perché domani non è mai stato così tardi.

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Il Decreto Cultura di Franceschini: le novità principali

Il Decreto Cultura è legge: tutte le novità Con l’approvazione definitiva da parte del Senato, il Decreto Cultura portato in aula da Dario Franceschini, Ministro dei Beni e delle Attività…

Il Decreto Cultura è legge: tutte le novità

Con l’approvazione definitiva da parte del Senato, il Decreto Cultura portato in aula da Dario Franceschini, Ministro dei Beni e delle Attività culturali del Governo Renzi, è diventato legge. Il Decreto Cultura contiene importanti misure per il settore, una serie di agevolazioni fiscali e di misure per incentivare l’economia culturale e tante altre novità, che passeremo in breve rassegna.

Artbonus. Il Decreto Cultura prevede un credito d’imposta del 65% per donazioni a favore di interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, musei, siti archeologici, biblioteche e archivi pubblici, spese di investimento per teatri pubblici e fondazioni lirico-sinfoniche. Il credito d’imposta è riconosciuto alle persone fisiche e agli enti non commerciali nei limiti del 15% del reddito imponibile, ai soggetti titolari di reddito d’impresa nei limiti del 5 per mille dei ricavi annui. Per la trasparenza, i soggetti beneficiari delle erogazioni liberali dovranno comunicare mensilmente al Mibact l’ammontare delle erogazioni ricevute e il loro utilizzo, sia nei propri siti web istituzionali che nel sito del Mibact.

Grande Progetto Pompei. Viene rafforzata la normati anticorruzione, innalzata la garanzia a corredo delle offerte delle imprese dal 2% al 5% del prezzo base del bando e viene adottato un piano di gestione dei rischi e individuazione di un responsabile di comprovata esperienza e professionalità. Al fine di rispettare la scadenza del programma comunitario e accelerare la realizzazione degli interventi è costituita una segreteria tecnica di progettazione presso l’Unità Grande Pompei, composta da non più di 20 persone.

Reggia di Caserta. Entro il 31 dicembre 2014 partirà il progetto di riassegnazione degli spazi dell’intero complesso della Reggia di Caserta, comprendente la Reggia, il Parco reale, il Giardino all’inglese, l’Oasi di San Silvestro e l’Acquedotto Carolino, con l’obiettivo di restituirlo alla sua destinazione culturale, educativa e museale. A tal fine verrà nominato un commissario straordinario, consegnatario unico dell’intero complesso, che dovrà coordinare tutti i soggetti pubblici e privati operanti negli spazi del complesso della Reggia per garantire la realizzazione del progetto.

Tax Credit. Il Decreto Cultura intende attrarre investimenti esteri in Italia nel settore della produzione cinematografica, grazie all’innalzamento del limite massimo del credito d’imposta da 5 a 10 milioni di euro. Tale innalzamento è previsto per le imprese di produzione esecutiva e le industrie tecniche che realizzano in Italia, utilizzando mano d’opera italiana, film o parti di film stranieri. Lo stanziamento per le agevolazioni fiscali al e cinema e agli audiovisivi viene inoltre aumentato da 110 a 115 milioni di euro. Le misure comprendono agevolazioni sul credito di imposta a favore delle piccole sale cinematografiche esistenti dal 1° gennaio 1980, pari al 30% dei costi sostenuti per il restauro e l’adeguamento strutturale e tecnologico. Il beneficio è relativo agli anni 2015 e 2016 e potrà essere utilizzato anche per il ripristino di sale inattive.

Periferie. A partire dal 2014, una quota pari al 3% delle risorse aggiuntive annualmente previste per le infrastrutture e iscritte nello stato di previsione della spesa del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è destinata alla spesa per investimenti in favore dei beni culturali. Per i prossimi tre anni, 3 milioni di euro di queste risorse sono destinati a finanziare progetti culturali nelle periferie urbane elaborati dagli enti locali.

Capitale della Cultura. Ogni anno il Consiglio dei Ministri conferirà il titolo di “Capitale italiana della cultura”. I progetti presentati dalla città designata saranno finanziati dal Cipe, su proposta del Mibact, a valere sulla quota nazionale del Fondo per lo sviluppo e la coesione. Viene inoltre creato il “Programma Italia 2019” per riconoscere l’importanza strategica dei progetti presentati da tutte le città italiane candidate alla ‘Capitale europea della cultura’.

Giovani. Il Decreto Cultura prevede una deroga alle norme che limitano l’assunzione di personale a tempo determinato in favore dei giovani nel settore cultura. Gli istituti e i luoghi della cultura pubblici, infatti, potranno assumere professionisti di età non superiore a 40 anni da impiegare nel rafforzamento dei servizi di accoglienza e assistenza al pubblico e nel potenziamento degli interventi di tutela, vigilanza, ispezione, protezione, conservazione e valorizzazione dei beni culturali.

Soprintendenze. I pareri delle soprintendenze potranno essere riesaminati d’ufficio o su istanza di un’altra amministrazione pubblica. Il riesame dovrà avvenire entro 10 giorni dalla richiesta da parte di una commissione regionale di garanzia interna al Mibact. Per scongiurare ritardi, se la commissione non darà il parere nei 10 giorni si intenderà confermato il parere del soprintendente.

Direttori dei grandi musei. Previsto l’inserimento di procedure di selezione pubblica nei poli museali e negli istituti della cultura statale di rilevante interesse nazionale, relativamente agli incarichi dirigenziali. Le selezioni pubbliche, per una durata da 3 a 5 anni, potranno riferirsi a dirigenti anche esterni alle Pubbliche Amministrazioni, purché siano di comprovata qualificazione professionale in materia di tutela e valorizzazione dei beni culturali ed esperienza di gestione di istituti e luoghi della cultura.

Foto libere nei musei. Sarà possibile scattare liberamente foto nei musei per uso personale e senza scopo di lucro. Sono esclusi i beni archivistici e e librari, per i quali restano in vigore le norme attuali per la consultazione e l’accesso ai documenti.

Digitalizzazione turistica. Per sostenere la competitività del sistema turismo, favorendo la digitalizzazione del settore, per i periodi di imposta dal 2015 al 2019, agli esercizi ricettivi singoli o aggregati, è riconosciuto un credito d’imposta del 30% dei costi sostenuti per investimenti fino all’importo massimo complessivo di 12.500 euro. Il credito di imposta è riconosciuto esclusivamente per spese relative all’acquisto di siti e portali web, inclusa l’ottimizzazione per i sistemi di comunicazione mobile, programmi informatici per prenotazioni online ed e-commerce, per potenziarne la distribuzione sui canali digitali, per servizi di comunicazione e web marketing, per la realizzazione di impianti wi-fi. Anche le agenzie di viaggi e i tour operator incoming potranno beneficiare per tre anni di un credito di imposta del 30% dei costi sostenuti per investimenti in digitalizzazione.

Riqualificazione strutture ricettive. Il Decreto Cultura prevede altre tax credit in favore delle spese sostenute dagli alberghi per l’ammodernamento delle strutture e degli arredi. Al fine di migliorare la qualità dell’offerta ricettiva per accrescere la competitività delle destinazioni turistiche, alle strutture ricettive esistenti alla data del 1° gennaio 2012, è riconosciuto un credito d’imposta del 30% delle spese sostenute per interventi di ristrutturazione edilizia ed eliminazione delle barriere architettoniche.

Beni demaniali per nuovi itinerari turistici. Per favorire la realizzazione di itinerari moto-ciclo turistici, le case cantoniere, i caselli e le stazioni ferroviarie o marittime, le fortificazioni e i fari possono essere concessi in uso gratuito a imprese, cooperative e associazioni costituite in prevalenza da giovani fino a 35 anni. Il termine di durata della concessione non potrà essere superiore a 7 anni.

Distretti turistici. Il Decreto Cultura prevede la creazione di distretti turistici grazie all’individuazione di zone a “burocrazia zero” dove sono semplificate le procedure di avvio ed esercizio delle attività imprenditoriali. Dal 2015, inoltre, anche le imprese turistiche create da persone di età inferiore ai 40 anni potranno godere delle agevolazioni fiscali previste per le start up.

Task-Force calamità. A seguito del verificarsi di eventi calamitosi per i quali sia vigente o sia stato deliberato lo stato d’emergenza, il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, con proprio decreto, può, in via temporanea e comunque per un periodo non superiore a cinque anni, riorganizzare i propri uffici esistenti nelle aree colpite dall’evento calamitoso, fermo rimanendo la dotazione organica complessiva.

ENIT. Per assicurare risparmi della spesa pubblica e migliorare la promozione dell’offerta turistica nazionale, il Decreto Cultura prevede la trasformazione dell’ENIT (Agenzia Nazionale del Turismo) in ente pubblico economico, sottoposto alla vigilanza del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. L’ENIT, nel perseguimento della missione di promozione nazionale del turismo, interviene per individuare, organizzare, promuovere e favorire la commercializzazione dei servizi turistici, culturali e dei prodotti enogastronomici, tipici e artigianali in Italia e all’estero, con particolare riferimento agli investimenti nei mezzi digitali.

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Tribunale di Montepulciano: tutti gli aggiornamenti

Proseguono le azioni delle amministrazioni locali, dei referenti politici e dell’Ordine degli Avvocati in difesa del Tribunale di Montepulciano. Proprio dall’Ordine degli Avvocati poliziani e dal Comune di Montepulciano, lo…

Proseguono le azioni delle amministrazioni locali, dei referenti politici e dell’Ordine degli Avvocati in difesa del Tribunale di Montepulciano. Proprio dall’Ordine degli Avvocati poliziani e dal Comune di Montepulciano, lo scorso 23 giugno, era stato presentato un ricorso urgente al TAR contro la decisione del Presidente del Tribunale di Siena di disporre la chiusura anticipata del Tribunale di Montepulciano, come vi avevamo già raccontato sul nostro giornale.

Il ricorso al TAR, tuttavia, è stato respinto ed è stata confermata la revoca della deroga che avrebbe consentito al tribunale poliziano di continuare a svolgere, almeno in parte, le funzioni giudiziarie fino al 2015. Quella della TAR è stata quindi una decisione che ha sancito la legittimità del Presidente del Tribunale di Siena e della sua scelta organizzativa di non avvalersi più ulteriormente dei locali di Montepulciano; inoltre, non è stata condivisa la preoccupazione degli avvocati poliziani sulla precarietà strutturale del palazzo di giustizia di Siena, pur riconoscendone diverse criticità.

Nonostante questa sconfitta, rimane aperta la speranza di mantenere un presidio di legalità a Montepulciano per tutti i cittadini della Valdichiana. In questo senso, proseguono le azioni congiunte di amministratori e referenti politici per fare sistema e portare il problema alla diretta attenzione del governo Renzi. Lo scorso 31 luglio è stato Stefano Scaramelli, sindaco di Chiusi e membro della direzione nazionale del PD, a presentare al sottosegretario Del Rio la proposta di riforma del tribunale di Montepulciano, come annunciato attraverso la pagina facebook:

“Adesso a Roma, in vista della direzione nazionale del Pd di oggi pomeriggio, insieme a Massimiliano Barbanera, Presidente Ordine degli Avvocati di Montepulciano per valutare insieme al governo l’ipotesi di trasformare l’ormai ex tribunale di Montepulciano in un presidio di legalità! #proviamoci!”

Oltre all’azione congiunta del sindaco Scaramelli e del presidente dell’Ordine degli Avvocati, Massimiliano Barbanera, anche il gruppo dirigente del Partito Democratico senese ha portato la proposta all’attenzione del Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. A darne l’annuncio, sempre attraverso facebook, è stato proprio il giovane poliziano Andrea Biagianti:

“Ieri durante la direzione nazionale PD Stefano Scaramelli e Massimiliano Barbanera hanno ribadito al Premier Matteo Renzi ed al sottosegretario alla presidenza del consiglio dei Ministri Graziano del Rio la necessità di trasformare l’ormai ex tribunale di Montepulciano in un presidio di legalità. Oggi insieme a Niccolò Guicciardini, Juri Bettollini, Simone Bezzini, Donato Montibello, Rosanna Pugnalini e Marco Spinelli abbiamo avuto un lungo incontro con il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, sulle principali priorità per la Provincia di Siena. In merito al Tribunale di Montepulciano, il presidente Rossi ha ribadito la sua interlocuzione con il Ministero della Giustizia per il mantenimento di un presidio di legalità ed ha garantito un approfondimento sulla possibilità di stipulare un protocollo d’intesa tra Ministero e Regione per assicurare la permanenza sul territorio di alcuni servizi legati alla giustizia. Ecco l’impegno reale del PD Siena sulla vicenda del Tribunale di Montepulciano.”

Rimane quindi incerto il futuro del Tribunale di Montepulciano. Nonostante la conferma della chiusura anticipata, continua la battaglia per mantenere un presidio di legalità nel territorio. L’impressione, comunque, è che un risultato del genere sia possibile soltanto attraverso un’azione congiunta e sistematica di amministratori, avvocati e referenti politici, muovendosi a sistema per raggiungere un risultato positivo per i cittadini del territorio della Valdichiana senese.

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Bettollini (PD): “Alta Velocità: una possibilità concreta per la Valdichiana”

Alta velocità, stazione Media-Etruria, il nuovo modello di provincia e il peso dell’Italia in Europa: sono state queste le domande poste a Juri Bettollini dalla redazione de La Valdichiana a…

Alta velocità, stazione Media-Etruria, il nuovo modello di provincia e il peso dell’Italia in Europa: sono state queste le domande poste a Juri Bettollini dalla redazione de La Valdichiana a margine dell’incontro politico, svoltosi a Torrita di Siena, nell’ambito della festa del PD, domenica 27 luglio 2014. Insieme all’assessore Juri Bettollini, l’europarlamentare Simona Bonafè e il sindaco di Torrita Giacomo Grazi, hanno parlato di Europa, dell’importanza dei nostri territori, delle regole alla base delle riforme e di quei segnali di cambiamento che stanno giungendo dalla politica locale, nazionale ed europea.

Juri Bettollini, assessore del Comune di Chiusi con deleghe al Bilancio e all’organizzazione, e attuale responsabile enti locali provinciale del Pd senese ha risposto così alle nostre domande:

Alta velocità, è una possibilità concreta per la Valdichiana o un’ipotesi remota?

“È una possibilità concreta per la Valdichiana! Il protocollo firmato tra le due regioni, Toscana e Umbria, prevede l’ubicazione della struttura in Valdichiana, e quindi adesso è evidente che ognuno debba giocare le proprie carte, carte che non devono essere legate a un campanile ma alla competitività di un territorio e alla sostenibilità dell’intervento. Noi crediamo che Chiusi sia il baricentro ideale rispetto al progetto e alla grandi città, Roma e Firenze. In altri territori il progetto avrebbe notevoli importi di realizzazione, mentre sul nostro potrebbe costare addirittura la metà, perché non abbiamo bisogno di fare espropri e abbiamo grandi spazi da mettere a disposizione. Siamo in condizione di cedere l’area per la realizzazione dell’alta velocità, quindi Chiusi si candida a tutti gli effetti a ospitare questa grande opera”.

Juri BettolliniIn qualità di responsabile degli enti locali del PD provinciale senese, crede che il nuovo modello di provincia possa in qualche modo avvantaggiare i territori periferici, oppure si rischia un vuoto di democrazia e di sviluppo?

“Io credo che il nuovo modello di provincia potrà avvicinare la politica al cittadino. Oggi i sindaci ricoprono un ruolo sempre più importante nella comunità, e questo ruolo li porterà ad amministrare in maniera cosciente delle difficoltà e delle esigenze dei nostri cittadini. Credo che questa riforma abbia una valenza positiva, un modo per avvicinare i nostri amministratori ai problemi reali del Paese”.

Le riforme del parlamento italiano sono sufficienti per cambiare peso dell’Italia in Europa?

“Le riforme sono essenziali per cambiare verso e per dire all’Europa che noi siamo un Paese credibile, che le semplificazioni le abbiamo fatte e le stiamo ancora facendo. Ed è con questi primi procedimenti che noi andremo in Europa a chiedere la flessibilità, quella flessibilità che ci chiedono imprese e cittadini per creare posti di lavoro e un rilancio dell’economia.

Oggi servono le riforme: serve la riforma elettorale e la riforma del senato. Questa è anche la sintesi della grande battaglia contro la burocrazia: ridurre una camera che in realtà è un doppione rispetto alla prima, è il grande passo verso la semplificazione di cui abbiamo bisogno. Anche la giustizia ha bisogno di riforme, l’edilizia scolastica, la pubblica amministrazione. In quest’ultimo settore, la proposta messa in campo dal governo Renzi è qualcosa di eccezionale: i dirigenti pubblici, che sono stati per anni degli ostacoli alla realizzazione di tanti investimenti del territorio, verranno premiati se lavoreranno bene e verranno mandati a casa se lavoreranno male. Oggi questa è la grande riforma che stiamo aspettando e sono convinto che prima e poi arriverà”.

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Edilizia scolastica: il piano del Governo Renzi per la Valdichiana

Parte il piano di edilizia scolastica, fortemente voluto dal presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi. Un piano, composto da tre principali filoni, che coinvolgerà complessivamente 20.845 edifici scolastici su tutto…

Parte il piano di edilizia scolastica, fortemente voluto dal presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi. Un piano, composto da tre principali filoni, che coinvolgerà complessivamente 20.845 edifici scolastici su tutto il territorio nazionale per investimenti pari a 1.094.000.000 di euro. Quattro milioni di studenti e una scuola italiana su due saranno i protagonisti del progetto del Governo Renzi, che ha come obiettivo per il biennio 2014/2015 quello di avere scuole più belle, più sicure e più nuove.

Il piano di edilizia scolastica del Governo Renzi riguarda la costruzione di nuovi edifici scolastici o di rilevanti manutenzioni, grazie alla liberazione di risorse dei comuni dai vincoli del patto di stabilità per un valore di 244 milioni (#scuolenuove) e del finanziamento per 510 milioni dal Fondo di sviluppo e coesione per interventi di messa in sicurezza (#scuolesicure), di decoro e piccola manutenzione (#scuolebelle). Al lavoro su questo obiettivo c’è una specifica Unità di missione istituita dalla Presidenza del Consiglio in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, l’Università e la Ricerca per mettere in sicurezza le strutture scolastiche.

Gli investimenti sono suddivisi in tre tipologie. Il primo, #scuolebelle, riguarda interventi di piccola manutenzione, decoro e ripristino funzionale. Il secondo, #scuolesicure, comprende gli interventi di messa in sicurezza, rimozione amianto e superamento delle barriere architettoniche. Il terzo, #scuolenuove, riguarda lo sblocco del patto di stabilità per permettere ai nuovi progetti di edilizia scolastica di diventare immediatamente cantierabili.

Ecco nel dettaglio i comuni della Valdichiana senese interessati dal piano di edilizia scolastica del Governo Renzi:

CHIANCIANO TERME #scuolebelle € 7.000,00
CHIUSI #scuolesicure € 353.685,00
SARTEANO #scuolebelle € 8.131,57
SARTEANO #scuolenuove € 80.000,00
TORRITA DI SIENA #scuolesicure € 97.731,00
TORRITA DI SIENA #scuolebelle € 8.400,00

Se volete invece consultare la tabella riassuntiva per la Toscana, cliccate su questo link.

(aggiornamento del 7 luglio 2014)

A integrazione delle ultime notizie diffuse dal Governo Renzi, è importante sottolineare che la Regione Toscana aveva già provveduto a finanziare, per l’anno 2013, la prima parte del piano di edilizia scolastica. In tale occasione erano stati coinvolti altri due comuni della Valdichiana che avevano fatto richiesta, per un piano complessivo che ha visto circa 10 milioni di euro di finanziamenti per le scuole toscane con i più alti punteggi in graduatoria nella categoria dedicata agli interventi per la messa in sicurezza degli edifici scolastici; nell’attuale piano per il 2014 del Governo Renzi, si è provveduto a finanziare i restanti 3 milioni di euro per la copertura dei progetti presentati dalle restanti scuole in graduatoria. La prima parte del finanziamento ha visto coinvolto il comune di Montepulciano, per l’adeguamento antincendio presso le scuole elementari di Abbadia, e il comune di Trequanda, entrambi nel settore #scuolesicure. La tabella precedente delle scuole coinvolte nel piano di edilizia in Valdichiana, relativa al secondo anno di finanziamenti, va quindi ad aggiungersi alla tabella sottostante, relativa al primo anno di finanziamenti:

MONTEPULCIANO #scuolesicure € 137.748,00
TREQUANDA #scuolesicure € 97.233,00
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Azione dimostrativa di Casaggì contro il Governo Renzi

Riceviamo e pubblichiamo Azione dimostrativa contro il Governo Renzi organizzata dai ragazzi di CASAGGì Valdichiana, nella notte prima del martedì grasso. Nella nota della comunità giovanile di destra identitaria si…

Riceviamo e pubblichiamo

Azione dimostrativa contro il Governo Renzi organizzata dai ragazzi di CASAGGì Valdichiana, nella notte prima del martedì grasso.

Nella nota della comunità giovanile di destra identitaria si legge:

“Abbiamo posto dei manichini nel giorno del Martedì grasso, con la faccia del Presidente Renzi con tanto di parrucca e naso da clown nelle varie sedi del Partito Democratico della Valdichiana per esprimere il nostro dissenso nei confronti del neo Capo del Governo e di tutto ciò che egli rappresenta. E’ inammissibile che per la terza volta di fila i cittadini italiani non possano scegliere chi li dovrà governare! Renzi è, per noi, un saltimbanco d’avanspettacolo che ama i riflettori, le frasi ad effetto e gli atteggiamenti da salvatore della patria (peraltro non si capisce bene cosa possa salvare,dal momento che non è riuscito nemmeno a risolvere i problemi di una città a misura d’uomo come Firenze di cui era Sindaco). – La nota continua – La democrazia, di cui lui per primo si riempie la bocca, è stata messa in un angolo in favore di logiche figlie delle pressioni internazionali e dei mercati che mirano ad impoverire il nostro Stato e a relegarlo ad un ruolo marginale. Crediamo che questo sia inaccettabile, vogliamo quindi che vengano indette nuove elezioni per formare un Governo legittimo e non immobilizzato dalle larghe intese e con a capo una persona che non è stata eletta dai cittadini.”

CASAGGì Valdichiana
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Nasce il Governo Renzi, ecco la lista dei ministri

Dopo la crisi del governo Letta e una lunga settimana passata tra consultazioni, dibattiti e speculazioni, il premier incaricato Matteo Renzi ha sciolto le riserve e ha accettato l’incarico del…

Dopo la crisi del governo Letta e una lunga settimana passata tra consultazioni, dibattiti e speculazioni, il premier incaricato Matteo Renzi ha sciolto le riserve e ha accettato l’incarico del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, diventando così il primo segretario del Partito Democratico a diventare Presidente del Consiglio e il più giovane a ricoprire tale incarico.

Dopo più di due ore di confronto con Napolitano, Matteo Renzi ha presentato la sua squadra di governo: un esecutivo di soli 16 ministri, di cui la metà sono donne. Ecco la lista completa dei ministri del governo Renzi:

Sottosegretario 
Graziano Delrio

Ministeri con portafoglio
Esteri: Federica Mogherini
Interno: Angelino Alfano
Giustizia: Andrea Orlando
Difesa: Roberta Pinotti
Economia: Pier Carlo Padoan
Sviluppo Economico: Federica Guidi
Politiche Agricole: Maurizio Martina
Ambiente: Gianluca Galletti
Infrastrutture e trasporti: Maurizio Lupi
Lavoro e politiche sociali: Giuliano Poletti
Istruzione: Stefania Giannini
Cultura: Dario Franceschini
Salute: Beatrice Lorenzin

Ministeri senza portafoglio
Riforme e Rapporti con il Parlamento: Maria Elena Boschi
Semplificazione e Pubblica Amministrazione: Marianna Madia
Affari Regionali: Maria Carmela Lanzetta

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