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Tag: gb20 club

L’elettronica dei Platonick Dive al GB20 di Montepulciano

Questo sabato 23 Febbraio, ultima delle tre serate di musica live proposte dal GB20 di Montepulciano, sarà protagonista la musica dei livornesi Platonick Dive: la loro proposta è un viaggio…

Questo sabato 23 Febbraio, ultima delle tre serate di musica live proposte dal GB20 di Montepulciano, sarà protagonista la musica dei livornesi Platonick Dive: la loro proposta è un viaggio emozionale ed emozionante nell’elettronica dagli influssi post-rock e venature di pop, quasi a evocare la forza purificatrice e guaritrice dell’acqua e del fluire di melodie eteree; i loro concerti live sono un lungo percorso interiore, dove ci si lascia andare alla corrente di suoni e sensazioni.

Formatisi nel 2013, la formazione livornese è composta da Gabriele Centelli, Marco Figliè e Jonathan Nelli. I Platonick Dive sono partiti con lo scopo di fare musica per loro stessi, a scopo terapeutico – con il debut album a chiarire questo intento, essendo intitolato “Therapeutic Portrait” – e man mano, la qualità della loro proposta li ha portati a essere apprezzati sia in Italia, che soprattutto all’estero, con un nutrito zoccolo di fan storici persino in Russia. Votati inizialmente a un mix di elettronica e post-rock, con il terzo album “Social Habits“, pubblicato nel 2018, il trio di musicisti ha deciso di puntare molto di più sulla “forma canzone”, su brani più definiti, dando un ruolo più centrale e preponderante alla voce, e forse anche limando ed eliminando qualche sovrastruttura, rendendo così più snelli e un po’ più minimali gli arrangiamenti che compongono i brani del disco.

Tuttavia, questo percorso e questa scelta di raffinarsi e “semplificarsi” non è una cattiva idea, anzi, molto spesso indica un’attenta riflessione sul proprio materiale e la relativa direzione da dargli, per evitare di ripetersi; perché nel percorso di un musicista, il terzo album è sempre quello che tiene ciò che è stato fatto di buono nel passato, per aprirsi a nuove strade possibili per la continuazione del proprio cammino. E “Social Habits” è sicuramente un punto di svolta verso nuove possibili sperimentazioni sonore per la formazione toscana.

Non resta quindi che darvi appuntamento al GB20 di Montepulciano questo sabato, per una serata veramente eterea e catartica, dove la musica dei Platonick Dive vi abbraccerà, vi avvolgerà e vi emozionerà. Qui l’evento su Facebook.

Discografia:

“Therapeutic Portrait” (2013)

“Overflow” (2015)

“Social Habits” (2018)

Riferimenti:

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Il rock senza compromessi degli One Dimensional Man al GB20 di Montepulciano

Ai cultori del rock alternativo italiano, il nome One Dimensional Man sicuramente dirà ben più di qualcosa, così come il nome di Pierpaolo Capovilla, fondatore proprio di questa formazione che animerà la…

Ai cultori del rock alternativo italiano, il nome One Dimensional Man sicuramente dirà ben più di qualcosa, così come il nome di Pierpaolo Capovilla, fondatore proprio di questa formazione che animerà la serata di sabato 12 Gennaio al GB20 di Montepulciano; Capovilla, è anche, tra l’altro fondatore e frontman dei celebri Il Teatro degli Orrori.

Gli One Dimensional Man sono attivi da più di vent’anni e tra numerosi cambi di formazione, sei album e una pausa nei primi anni 2000, per dare spazio a Il Teatro degli Orrori, la cifra stilistica è sempre rimasta quella: un rock senza velleità commerciali, ma duro e puro, scegliendo una visione dell’attualità da un punto di vista sociale e schierandosi dalla parte degli emarginati e di chi ogni giorno si sente escluso da questo mondo che gira vorticosamente verso individualismo, narcisismo e indifferenza. Una scelta narrativa che ha sempre caratterizzato Pierpaolo Capovilla, in fondo, sia nella musica, che nei suoi spettacoli dedicati alla lettura di poesie (due sono i reading da lui fatti nel corso degli anni, dedicati alle poesie di Majakovskij e di Pasolini).

La formazione attuale vede l’inossidabile Capovilla al basso e alla voce, Carlo Veneziano alla chitarra e Francesco Valente alla batteria. L’ultimo album, “You Don’t Exist” (pubblicato dall’etichetta La Tempesta) è uscito il 23 Febbraio 2018, le cui registrazioni e il mixaggio sono stati curati dalla band stessa e da Federico Grella, presso i Dirty Sound Studios di Verona. Il mastering è stato curato da Tommaso Benedetto degli YourOhm Studio B di Pordenone. Il disco si contraddistingue per una sonorità più dura rispetto ai predecessori, con influenze più hardcore, tornando così alle radici sonore dei primi One Dimensional Man, che come abbiamo detto in precedenza, ora più che mai non cercano nessun compromesso, nessuna esigenza di svendersi al mercato, ma vogliono raccontare tutto da una prospettiva vera e anche, se vogliamo, più cruda rispetto a molte formazioni rock blasonate.

Non resta quindi che darvi appuntamento al GB20 di Montepulciano questo sabato, per una serata all’insegna del rock alternativo con uno dei maggiori rappresentanti del filone, nonché uno dei migliori frontman e narratori del rock italiano degli ultimi anni. Ad accompagnare la formazione ci saranno gli Ask The White. Qui l’evento su Facebook.

Discografia:

One Dimensional Man (1997, Wide Records)
1000 Doses of Love (2000, Wide Records)
You Kill Me (2001, Gamma Pop/Wallace Records)
Take Me Away (2004, Ghost Records/Midfinger Records)
A Better Man (2011, La Tempesta Dischi)
You Don’t Exist (2018, La Tempesta Dischi)

Riferimenti:

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Garage, punk e rock ‘n’ roll con i Bee Bee Sea al GB20 di Montepulciano

Oltre all’arrivo dell’inverno, questo sabato 22 Dicembre al GB20 di Montepulciano è prevista anche un’ondata di garage, punk e rock ‘n’ roll. Suonano come una delle numerose e collaudate formazioni…

Oltre all’arrivo dell’inverno, questo sabato 22 Dicembre al GB20 di Montepulciano è prevista anche un’ondata di garage, punk e rock ‘n’ roll. Suonano come una delle numerose e collaudate formazioni d’oltreoceano del settore, ma i Bee Bee Sea sono italianissimi e vengono da Mantova, da Castel Goffredo per la precisione. Il loro motto “where there is no good shit around, you better form a band” (“se non succede nulla di buono nei dintorni, faresti meglio a formare una band”) può sì spiegare la genesi della band, ma vuole anche rimarcare come il divertimento sia una componente fondamentale per fare musica; ingrediente fondamentale che è rimasto nel sound dei Bee Bee Sea, a quasi quattro anni dalla loro formazione.

La band, nata nel 2015, è formata da tre elementi: Damiano Negrisoli, Giacomo Parisio e Andrea Onofrio e la loro discografia è composta dal debut album omonimo “Bee Bee Sea” (2015, ripubblicato in versione deluxe lo scorso novembre), un EP “3 Songs & Jacques Dutronc” (2016) e il secondo full-length “Sonic Boomerang” (2017), prodotto da Bruno Barcella e Alessio Lonati presso il T.U.P. Studio di Brescia.

Negli ultimi anni, il trio mantovano si è dedicato a un’intensa attività live che ha dato come frutti concerti di supporto a due band di calibro internazionale come i Black Lips e i Thee Oh Seas – da cui i Bee Bee Sea traggono ispirazione, musicalmente parlando. Questa solida esperienza live si sente in “Sonic Boomerang”, dove le canzoni promettono veramente fuochi d’artificio in sede di concerto.

Grazie all’energia della propria proposta musicale, il trio garage rock ha attirato sin da subito l’attenzione di etichette come Dirty Water, Wild Honey e Glory Records, e molto spesso, le anteprime dei loro nuovi brani sono disponibili su testate specialistiche americane, a rimarcare come la qualità di una simile proposta tutta italiana abbia un degno riconoscimento in uno dei paesi fondamentali per l’evoluzione del rock ‘n’ roll e del garage rock.

Non resta quindi che darvi appuntamento al GB20 di Montepulciano questo sabato, per una serata che si preannuncia prima di tutto divertente, calda e all’insegna dell’energia del rock ‘n’ roll. Qui l’evento su Facebook.

Ricordiamo anche che al GB20 sono previste altre due serate, il 12 Gennaio e il 23 Febbraio, i cui dettagli verranno diffusi nelle prossime settimane.

Discografia:

“Bee Bee Sea” (2015)

“3 Songs & Jacques Dutronc” (EP, 2016)

“Sonic Boomerang” (2017)

Riferimenti:

Sito Ufficiale

Pagina Facebook

 

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L’universo musicale della Squadra Omega al GB20

Ultimo appuntamento della stagione questo sabato 19 Maggio al GB20 di Montepulciano, con una formazione che racchiude un universo di musica space rock, kosmische music, motorik kraut, progressive, free jazz e jazz…

Ultimo appuntamento della stagione questo sabato 19 Maggio al GB20 di Montepulciano, con una formazione che racchiude un universo di musica space rock, kosmische music, motorik kraut, progressive, free jazz e jazz rock. Al di là di tutte queste categorie musicali, si parla dei Squadra Omega, formazione veneta attiva dal 2009 e facente parte di quel movimento che viene definito “Italian Occult Psychedelia”.

La band ha una discografia piuttosto nutrita e si è dimostrata parecchio prolifica in questi quasi dieci anni, spaziando molto tra generi musicali e libere improvvisazioni. Il 2017 si è dimostrato essere un anno particolarmente fruttifero per i musicisti veneti, poiché hanno pubblicato due dischi in pochissime settimane, ovvero “Materia Oscura” – un disco a dire il vero poco oscuro, e per certi versi più leggero rispetto ad altre composizioni – e “Nervoso“, più cervellotico e più vicino in un qualche modo alla musica seriale alla Schoenberg.

Anche se, a voler ben vedere, l’apice compositivo della band è stato raggiunto nel 2015 con un trittico di dischi decisamente di qualità: stiamo parlando di “Lost Coast” (soundtrack per un film), “Il Serpente Nel Cielo” e “Altri Occhi Ci Guardano”. Ogni disco è una sorpresa, un rituale da seguire e a cui partecipare con il senso dell’udito ben affinato, certo, ma l’elemento più importante è la mente aperta a qualsiasi sperimentazione e sorpresa.

Ciascun disco è un viaggio cosmico, eseguito in compagnia di musicisti e con formazioni differenti di volta in volta, sempre sotto il motto – o si può dire anche “mantra”, data la forte connotazione spirituale ed esoterica della band: “Espandi la tua coscienza, nutri il tuo terzo occhio!“.

Non resta quindi che darvi appuntamento al GB20 di Montepulciano questo sabato, per la serata che conclude la stagione del locale, ma che promette di aprire i vostri occhi ed espandere i vostri orizzonti musicali. Qui l’evento su Facebook.

Discografia:

“Tenebroso” (2009)
“Squadra Omega s/t” (2010)
“Le Nozze Chimiche ” (2011)
“Lost Coast Soundtrack” (2015)
”Il Serpente nel Cielo” (2015)
“Altri Occhi ci Guardano” (2015)

Riferimenti:

Squadra Omega – Sito Ufficiale
Squadra Omega – Pagina Facebook

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Acid-Rock dalle contaminazioni etniche: i Giöbia al GB20

La prossima serata in programma questo sabato 21 Aprile al GB20 di Montepulciano vedrà come protagonisti i milanesi Giöbia, dei veri e propri veterani dell’acid-rock e dello space rock. La…

La prossima serata in programma questo sabato 21 Aprile al GB20 di Montepulciano vedrà come protagonisti i milanesi Giöbia, dei veri e propri veterani dell’acid-rock e dello space rock. La formazione è infatti attiva da svariati anni, e il primo disco d’esordio è datato 2004, intitolato “Beyond The Stars”, seguito poi da “Hard Stories” quasi sei anni dopo. Paragonabili ad altre band già ospitate al GB20, come i New Candys, i Giobia godono anch’essi di buona fama internazionale.

Beyond The Stars” è un disco che introduce subito alla caratteristica fondamentale della band che tutt’ora è rimasta, ovvero un sound sfaccettato e vario, che attinge dal rock, dal pop, dalla dance, introducendo pure intriganti atmosfere etniche. Un disco da “beata incoscienza”, che, come tutte le band all’esordio, è caratterizzato da musica visionaria e voglia di stupire l’ascoltatore. Nuovi equilibri e una maggiore maturità invece vengono raggiunti nel terzo disco “Introducing Night Sound”, forse avvicinandosi, in qualche modo alle sonorità dei Kasabian, pur mantenendo quella cifra stilistica fatta da interessanti contaminazioni tra musica etnica e psichedelia.

Certo, c’è da dire che forse questo genere negli anni è andato verso la saturazione di proposte, ma quello che conta è la piacevolezza e la qualità della proposta e i Giöbia di certo hanno sempre saputo mantenere un buon livello complessivo nella loro discografia. Per farsi un’idea della loro resa in sede live, inoltre, la band ha pubblicato un CD live, “Live Freak”, nel 2017.

Non resta quindi che darvi appuntamento al GB20 di Montepulciano questo sabato, per una serata all’insegna dell’acid rock e di interessanti contaminazioni etniche. Qui l’evento su Facebook.

Discografia:

Beyond The Stars (2004)
Hard Stories (2010)
Introducing Night Sound (2013)
Magnifier (2015)
Live Freak (2017)

Riferimenti:

Giöbia – Sito Ufficiale
Giöbia – Pagina Facebook

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Shoegaze e psichedelia: i New Candys al GB20

La prossima serata in programma sabato 31 Marzo al GB20 di Montepulciano vedrà come protagonisti i veneziani New Candys. La formazione è nata nel 2008 e vede la partecipazione di…

La prossima serata in programma sabato 31 Marzo al GB20 di Montepulciano vedrà come protagonisti i veneziani New Candys. La formazione è nata nel 2008 e vede la partecipazione di Fernando Nuti (voce, chitarra, sitar), Diego Menegaldo (chitarra, cori), Andrea Volpato (basso, chitarra, cori) e Dario Lucchesi (batteria, percussioni).

Le sonorità di questa band attingono dal rock e dalla psichedelia, mescolando pura energia rock ‘n’ roll, schietta e diretta, con elementi di psichedelia e shoegaze, quei generi in cui tutto si fa molto più ampio, sporco e distorto. Il tutto, cercando di combinare modernità e passato, per non essere una proposta puramente derivativa, ma anche con una personalità e uno sguardo proiettato verso il futuro e nuovi orizzonti da esplorare. Come quasi da prassi per ogni band, tra l’altro, il terzo album dei New Candys, “Bleeding Magenta” è un ottimo punto di partenza per conoscerli, ma anche un ottimo compendio tra il loro passato e il loro futuro musicale.

I New Candys hanno ricevuto un buon riscontro da parte della critica praticamente a partire dal proprio EP autoprodotto, seguito poi dal primo album “Stars Reach The Abyss” (Foolica) nel 2012. La discografia, poi, si è arricchita di altri due full-length, “As Medicine” (Picture In My Ear) nel 2015 e il già citato “Bleeding Magenta” (Fuzz Club), pubblicato nel 2017. Inoltre, non è mancato il successo anche in sede live, con tour nel Regno Unito all’inizio, per poi giungere al quarto tour europeo in carriera. Quest’anno, inoltre, l’obiettivo della band è di girare e di suonare anche negli Stati Uniti e in Messico, dopo il primo tour australiano con i The Baudelaires.

Non resta quindi che darvi appuntamento al GB20 di Montepulciano questo sabato, per una serata all’insegna del rock vestito di energia e distorsioni shoegaze. Qui l’evento su Facebook.

Discografia:

Stars Reach The Abyss (Foolica, 2012)
As Medicine (Picture In My Ear, 2015)
Bleeding Magenta (Fuzz Club, 2017)

Riferimenti:

New Candys – Sito Web Ufficiale
New Candys – Pagina Facebook

 

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La neopsichedelia al GB20, intervista ai Weird Bloom

Sabato 21 ottobre 2016 riapre la stagione del GB20 Club. Torna quindi il flow creativo della grande musica indipendente italiana a permeare il centro storico di Montepulciano. Apripista di questo…

Sabato 21 ottobre 2016 riapre la stagione del GB20 Club. Torna quindi il flow creativo della grande musica indipendente italiana a permeare il centro storico di Montepulciano. Apripista di questo autunno sono i romani Weird Bloom. Protagonisti della scena musicale neopsichedelica, vantano collaborazioni internazionali e tour intercontinentali. Il loro suono traduce al meglio l’attitudine psicotropica del rock contemporaneo.

Il frontman – e principale artefice della scrittura – è Luca di Cataldo, il quale assieme a Giampaolo Scapigliati, nel 2016 ha dato alle stampe, con la label We Were Never Being Boring Collective, l’album Hy Brazil, per il quale è stato inserito nella compagine Matteo Caminoli alle batterie e percussioni. Il wall of sound generato dai Weird Bloom è figlio dei Grateful Dead e dei Jefferson Airplane, così come della scena di Canterbury, di Robert Wyatt e dei Soft Machine: i suoni lisergici e le estetiche caleidoscopiche della Summer of Love subiscono però il filtro del lo-Fi, dei vapori shoegaze, per sciogliersi in un fluido sonoro che sintetizza cinquant’anni di psichedelia.

La band ha come base operativa il Pom Pom Studio di Roma, mentre il loro live ha toccato Italia, Francia, Germania e Stati Uniti. Sono freschi freschi della tappa al SXSW Festival di Austin, in Texas e stanno lavorando a due pubblicazioni discografiche, per una delle quali è già è stato annunciato il titolo, Self Naturista:  si tratta di un progetto molto ambizioso che raccoglie collaborazioni poliedriche internazionali (tra gli altri, Ariel Pink, principe dell’underground statuintense, Allene Norton e Juliette Amoroso). L’altra, ancora in lavorazione, vede la presenza di Diego Magnani, dei The Beaters, che apre le porte a nuovi scenari di possibilità coloristiche del suono.

Aspettando l’esibizione poliziana, Luca di Cataldo ha risposto alle mie domande.

Secondo voi la neopsichedelia può dirsi contemporanea? Gran parte delle band sulla cresta dell’onda del rock internazionale si rifanno direttamente, in maniera più o meno esplicita, ad un certo tipo di sonorità proprie di quel vettore estetico. Avete un’opinione a riguardo?

Ogni forma d’arte valida è durevole. Più che badare alla contemporaneità di un manufatto dovremmo chiederci se l’espressione artistica cela un significato valevole nel tempo. È il 2017 e ascoltiamo musica del 1968 su Spotify. La tecnologia che abbiamo a disposizione ha mischiato e mescolato passato, presente e futuro, in una sostanza dalla quale attingiamo ogni giorno. Quindi mi viene da dire che è la scelta che facciamo ad essere contemporanea. Credo che la cosiddetta neopsichedelia sia nata da questa pesca ipnagogica. Le canzoni di allora erano davvero belle e sono rimaste belle anche se estrapolate dal loro periodo storico e spogliate dei presupposti socio-culturali dove hanno visto la luce.

La weird bloom , l’infruttescenza sovrannaturale – in traduzione libera -, è il nome che avete scelto per il progetto. Involontariamente collego la parola Bloom al titolo del disco capolavoro del 2012 dei Beach House, pietra miliare del dream pop di questo decennio. C’è qualche motivo particolare che vi ha portato ad indicare queste due parole come rappresentative di tutta la vostra Opera?

 Sì, il WEIRD è importante. BLOOM lo è di meno, anche se è carino. Non riesco a dargli ancora una connotazione precisa. Considera che il thread di questo progetto è la stranezza, in ogni forma possibile. Una stranezza senza punti di riferimento o termini di paragone. Una stranezza che mette a disagio. Un nome assume un significato preciso a seconda di ciò che rappresenta. Immagina che WEIRD BLOOM sia il nome di una marca di pannolini. Sarebbe senza dubbio un nome di m***a… (ride).

L’aspetto relativo alla produzione delle vostre tracce in studio è fondamentale per l’ascolto di Hy Brazil _ cosa dovremmo aspettarci nella versione live? Come riuscite a configurare l’atmosfera lo-fi di cui il disco è permeato?  

Sarà un po’ difficile ricreare l’atmosfera lo-FI in un impianto HI-FI. Ad ogni modo porteremo gli stessi strumenti con cui abbiamo registrato per garantirci – e garantirvi – un buon risultato. Il live si basa molto, anzi moltissimo, sul pubblico che ci troviamo di fronte. Non andiamo mai con una scaletta predefinita. Alla fine di una canzone valuto il mio stato d’animo e quello del pubblico. Mi giro e chiedo a Matteo: «che ne dici di fare questa? Sì, meglio di quell’altra, dai, che è noiosa!». È passato un bel po’ di tempo da HY BRAZIL e stiamo per far uscire altri due Album. Stiamo incrociando le dita. Il live è praticamente un greatest hits delle tracce di questi 3 dischi.

Se dovessi chiedervi di fare dei nomi di artisti (nell’accezione quanto più totalizzante, tra visuali, cinematici, sonori, e tutti gli altri media), quali sono quelli che più definiscono l’estetica da cui attingete?

Ecco, questa domanda mi mette l’ansia. Voglio fare bella figura. Dunque: ARIEL PINK, R. STEVE MOORE, BONZO DOG DOO-DAH BAND, KING GIZZARD & THE LIZARD WIZARD, DANIEL JOHNSTON… questi sono i primi a venirmi in mente.

I Weird Bloom si esibiranno nel GB20 Club di Montepulciano sabato 21 ottobre. L’ingresso è gratuito con tessera CAT 2017. Il live sarà circondato dalla spelndida mostra Trionfi di Luchadora (nome d’arte di Alessandra Marianelli): una serie di illustrazioni fatte a mano e digitali dai colori fluorescenti, nelle quali si interpretano le figure dei tarocchi, degli arcani maggiori e minori, in un interpretazione fulgente e sinestetica, che si sposa perfettamente con l’ambiente splendido del GB20 e con l’espressività sonica dei Weird Bloom. La mostra sarà visitabile per tutte le aperture del club fino al 23 Dicembre. Non esserci sarebbe un gran peccato.

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La psichedelia “paesaggistica” degli Omosumo al GB20

In copertina dell’ultimo disco degli Omosumo – uscito sul finire del 2016 – c’è un’entità taurina, i cui contorni materici sono composti da masse nebulose, ornamentate da nebbie figurative, fumi…

In copertina dell’ultimo disco degli Omosumo – uscito sul finire del 2016 – c’è un’entità taurina, i cui contorni materici sono composti da masse nebulose, ornamentate da nebbie figurative, fumi e lucori eterei, avvolti da un vapore blu iperuranico: è una porzione di una serie di oli su tela firmati da Fulvio Di Piazza, che ha raffigurato, con rara aderenza, i criteri estetici del disco. «Codici sui talami fermano i semafori, volano anche gli alberi in cielo come gli angeli»: sembra un testo di Surrealistic Pillow; una lirica paesaggistica che procede per nuclei nominali estranianti, associazioni psichiche e dilatazioni percettive. Omosumo – disco che ha lo stesso nome della band – ha una dentatura psichedelica caustica ma raffinata, lontana dagli schemi della recente indietronica, pur vantando una notevole componente electro. Un disco internazionalista, che dialoga idealmente, ma perfettamente, con l’elevazione del pop elettronico di matrice anglosassone, cui abbiamo assistito negli ultimi anni; nonché con Robert Wyatt, con Peter Gabriel e con l’apparato di rock psichedelico che attraversa The Piper at the Gates of Dawn e doppia, per definizione addizionale, l’esperienza tutta italiana dei Jennifer Gentle, i quali sembrano aver aperto – lungo la scorsa decade – una rinnovata tradizione psicotropica nel nostro paese. In più ormai sembra una linea guida della ricerca musicale italiana, quella di ricorrere all’ascolto di Anima Latina di Lucio Battisti, verso cui gli accenti di DIE, capolavoro di IOSONOUNCANE, hanno rappresentato un notevole motivo di riesposizione; così pare – riempiendoli di valori aggiunti – anche per gli Omosumo.

«Orbite. Cerchi di libellule ruotano tra i fossili sulle sabbie mobili. Lucy in the Sky ora non si sente più. Ci troverai. Lucifer». Se i mostri di Syd Barrett ritrovano voci, corde, flanger e phaser entro cui tornare a materializzarsi, i suoni complessivi di questo disco sembrano frutto di un raffinatissimo lavoro di ottimizzazione sui nastri del Sgt. Pepper da parte di Tony Visconti o Brian Eno. In effetti, il mago che ha gestito le masse sonore di Omosumo è Colin Stewart, un nome enorme nel panorama discografico americano, sotto la cui perizia sono passati recentemente – tra i tantissimi – i The New Pornographers all’apice della loro produzione e lo psycho-rock dei Black Mountains.

Rispetto al precedente lavoro di questo supergruppo siculo (eh sì, perché composto da Roberto Cammarata già chitarra dei Waines, da Antonio Di Martino, ormai supergigante blu della costellazione nel cantautorato italiano con il progetto Dimartino, e dal frontman Angelo Sicurella, con l’outsider violoncellista Angelo Di Mino) che si intitolava Surfin’Gaza – più rude, più “realistico” – e che “narrava” le vicende del Gaza Surf Club (un collettivo di surfer che sfidavano lo “stato di emergenza” di Gaza e si radunavano, dall’Egitto, dalla Palestina, dagli USA e da Israele, per sfidare le onde con le tavole in nome del Surf4Peace), questo nuovo disco dimostra un percorso di cosciente ridefinizione musicale. Gli Omosumo hanno limato i precedenti rigonfiamenti pop in virtù di un più compatto approfondimento sonico, le cui linee di sviluppo procedono sia verso una più consapevole psichedelia, sia ricompongono simmetricamente una grammatica propria del codice elettronico, vagamente no-wave (qua e là echeggiano fraseggi di Suicide e The Sound). «Spazza via tutte le masse / come un soffio sopra le mosche / fiori azzurri per le strade / sei rintocchi di campane».

Gli Omosumo suonano a Montepulciano, al GB20, il 15 aprile. L’ingresso è gratuito con la tessera CAT 2017 – che può essere rinnovata sul posto. La programmazione primaverile del locale poliziano dimostra profonda attenzione alla vera scena indipendente italiana, oggi spesso confusa tra i dissesti dell’internautica e le espropriazioni dell’etichetta “indie” per definire hit da classifica. Seguiranno il 20 maggio i woodwoormiani Fuzz Orchestra. Di occasioni per sentire musica di questo tipo, non ce ne sono molte in giro. Sfruttiamole.

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Le misteriose atmosfere dei Mombu al Gb20

Quando due maestri si incontrano il risultato finale è sicuramente qualcosa di buono. Principio confermato e non smentito dai Mombu, duo composto da Luca T. Mai, sax degli Zu, e Antonio…

Quando due maestri si incontrano il risultato finale è sicuramente qualcosa di buono. Principio confermato e non smentito dai Mombu, duo composto da Luca T. Mai, sax degli Zu, e Antonio Zitarelli, batteria di Neo e Surgical Beat Bros, due artisti che si sono uniti per dare vita ai loro virtuosismi più celati.

I Mombu saranno in Valdichiana sabato 25 febbraio 2017 nel nuovissimo spazio di Montepulciano, il Gb20, negli spazi del Cantinone Arte, dove si torna a respirare aria di musica live.

Luca e Antonio, dopo la collaborazione nel progetto udus, hanno deciso di ridurre l’organico per cimentarsi in un progetto che tratta soluzioni musicali di matrice africana mescolate con la violenza sonora cara a entrambi. Il risultato è una musica grassa e torrentuosa, con ritmiche magiche-ipnotiche, barriti da rituale voodoo e uscite di rigore africano, il tutto con una chiave di lettura prettamente dettata dall’esperienza musicale di entrambi.

Il Gb20 per una notte accoglierà le note free-jazz, grind-core e la musica nera, quella più viscerale, fatta di atmosfere esoteriche che rimanda alle composizioni geniali di John Zorn, da Naked City ai Masada. La sperimentazione la farà da padrona, ma quello che stupirà di più sarà la capacità di creare musica diretta e ripetibile, dove l’improvvisazione si scrive su pentagramma come se non ci fosse spazio per note in più rispetto a quelle che vengono già suonate.

La crescita dei Mombu, nel corso degli anni, è stata veloce e inesorabile. Il loro primo album è uscito nel 2011 e porta lo stesso nome del duo ed è proprio qui che viene coniato il termine voodoom, crossover tra voodoo e doom, ovvero un mix tra potenza muscolare e raffinatezza compositiva. ‘Niger’ invece è il loro secondo lavoro che esce nel 2013: qui il jazzcore si mette in ombra e si fanno avanti le sonorità che il pubblico potrà sentire al Gb20.

Degno di nota è il video realizzato da Matteo Bonera, dove ‘Mombu Storm’ dei Mombu è stata unita al grammelot, il linguaggio incomprensibile di Dario Fo: il risultato sono stati dieci minuti di “freestyle” tanto folle quanto efficace.

I Mombu sono qualcosa di unico, qualcosa che fino ad ora in Europa non si era mai sentito, un’eccellenza nel panorama underground in continua crescita, visto che il nostro Paese è ormai al top nell’ambito dell’avant-rock e delle sue contaminazioni, come testimoniato dal sempre maggiore spazio riservato all’interesse dei nostri artisti anche dai magazine stranieri.

I Mombu si esibiranno al Gb20, in piazza Savonarola a Montepulciano, sabato 25 febbraio; l’ingresso è libero con tessera Cat 2017, il costo della tessera è 10 euro con validità annuale ed ottenibile sul luogo la sera stessa dell’evento.

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