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Tag: fusione dei comuni

Fusione dei comuni di Montepulciano e Torrita: tra sospetti e promesse

“SÌ o NO” è la scelta di fronte a cui si troveranno Torritesi e Poliziani nel rispondere, il prossimo 11 e 12 novembre, al quesito referendario sulla fusione dei loro…

“SÌ o NO” è la scelta di fronte a cui si troveranno Torritesi e Poliziani nel rispondere, il prossimo 11 e 12 novembre, al quesito referendario sulla fusione dei loro comuni. Siamo infatti praticamente all’epilogo di un processo decisionale iniziato ormai più di due anni fa, su iniziativa delle amministrazioni di Torrita e Montepulciano, che, come d’altronde c’era da aspettarsi data l’entità del progetto, fin dal principio ha destato l’attenzione di larga parte dell’opinione pubblica.

I cittadini si sono addirittura organizzati in gruppi per esprimere la propria voce a riguardo, come nel caso del Comitato del No di Torrita, che si è costituito dichiarando l’obiettivo di dimostrare l’inconsistenza dei vantaggi portati dalla fusione secondo i suoi promotori. E difatti il denominatore comune delle varie tappe di questo processo di policy, innegabilmente è sempre stato il clima di conflitto tipico di tutte le situazioni che prevedono la polarizzazione (in questo caso “sì o no”) come unica strategia di un gioco a somma zero, in cui si vince o si perde e non c’è spazio per i compromessi. Per mesi, se da una parte si sono forniti dati, dall’altra li si sono smentiti. Se da una parte si è prospettato un futuro ricco di utilità, dall’altra un inevitabile scenario di macerie. A turno, gli uni hanno interpretato la parte di quelli rischiarati dal lume della ragione e hanno accusato di cecità gli altri. Sugli stessi aspetti è stato detto tutto e il contrario di tutto, con il risultato che le posizioni già prese si sono ancor più radicalizzate, nel tentativo di portare dalla propria quanti più indecisi possibile.

Una delle iniziative pubbliche del comitato “No fusione”

Incontri pubblici, per lo più sfociati in arringhe accorate, e presidi alle fiere di paese prontamente documentati sui social con le foto di rito, in cui esponenti della politica locale e stimati professionisti compaiono armati di magliette e volantini alla stregua di hostess e promoter, sono state le principali occasioni fornite ai cittadini per informarsi. A Torrita e a Montepulciano sono giunti da ogni dove, a portare la propria esperienza, sindaci di Comuni che hanno avuto a che fare con le fusioni, come se fosse del tutto trascurabile il fatto che ogni Comune, forse in Italia più che in ogni altra parte del mondo, è storia a sé, per dimensioni, morfologia del territorio, modo di vivere e di pensare. E che magari un’attenzione maggiore al contesto in cui si inserisce questo caso specifico avrebbe, se non altro, aiutato a mantenere i toni entro i confini del rispetto civile, a maggior ragione vedendo quanto i tempi attuali non siano proprio quelli dominati dalla ricerca dell’eleganza oratoria.

Una delle iniziative pubbliche del comitato “Si fusione”

Nel corso di questi due anni si è discusso di tante cifre: il numero degli abitanti, l’ammontare dei soldi di cui si prevede l’arrivo nelle casse del nuovo Comune in caso di fusione, aliquote e percentuali, anch’esse interpretate nei modi più diversi, sempre a seconda della convinzione propria e dell’opinione pubblica, perché, fino a prova contraria, è della possibilità di attuare una politica pubblica che si parla, e almeno su questo si dovrebbe essere tutti d’accordo. Sennonché, e forse è proprio questo il peccato originale che sin dall’inizio ha viziato tutta la situazione, è mancata la condivisione della condicio sine qua non una politica pubblica possa definirsi tale, ossia la presenza di un problema, riguardante tutta la collettività o una parte di questa, alla cui soluzione si cerca di arrivare tramite un percorso di policy, fatto di certe decisioni. Presentare una soluzione ad una necessità che non è avvertita, o comunque non lo è in misura ragguardevole, dalla comunità, ha inevitabilmente portato quantomeno all’insinuazione che i promotori del progetto di fusione abbiano intrapreso questo progetto per interessi diversi da quello di sviluppo economico e culturale per il territorio apertamente dichiarato. Soprattutto se poi a ciò si aggiunge il clima di generale scarsa fiducia verso autorità e istituzioni che caratterizza la società odierna.

Stando a questi presupposti, si capisce come ormai tutto sia avvolto da un clima di sospetto che, se non favorirà l’astensione, perché si tratta sempre di un’iniziativa importante per l’assetto geopolitico di un vasto territorio, di certo neanche permetterà ai cittadini di farsi un’idea scevra da preconcetti, in entrambi i casi.


Per approfondire:

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Fusione dei comuni: decideranno i cittadini – Intervista a Roberto Machetti, Sindaco di Trequanda

Sabato 18 ottobre, La Valdichiana ha partecipato ad un convengo sull’olivicoltura e cambiamenti climatici a Castelmuzio, organizzato in occasione della Festa dell’Olio di Trequanda e Castelmuzio. Al termine dell’incontro, ha…

Sabato 18 ottobre, La Valdichiana ha partecipato ad un convengo sull’olivicoltura e cambiamenti climatici a Castelmuzio, organizzato in occasione della Festa dell’Olio di Trequanda e Castelmuzio. Al termine dell’incontro, ha avuto l’occasione di parlare con il Sindaco di Trequanda, Roberto Machetti.

Visto che siamo in periodo di raccolta delle olive e vista la forte specializzazione della produzione olearia di questa zona, Lei pensa che quello dell’olivicoltura, potrebbe essere un settore promettente per i giovani?

Assolutamente sì. Quest’anno l’annata non è promettente, ma bisogna saper andare avanti anche dalle disgrazie che la natura ci propone. Dobbiamo iniziare a seguire i ritmi naturali, e perché questo non deve partire dai giovani? I giovani oggi come oggi sono i primi ad avere delle buone iniziative, è giusto che le sfruttino. I giovani avrebbero senz’altro dei buonissimi risultati e anche dei ritorni.

Passando invece alla politica, cosa pensa della fusione dei comuni Trequanda – Sinalunga – Torrita, proposta dai 5 Stelle.

Trequanda-SI_Castello-Cacciaconti1Riconosco il vantaggio della fusione nel poter dare la possibilità ai cittadini di un comune piccolo come può essere Trequanda, di abbassare le tasse. È però necessario capire anche quello che pensano i cittadini.
La maggior parte dei nostri cittadini al momento non conosce cosa significhi realmente attuare la fusione. Preferiscono pagare più tasse ma mantenere il proprio comune. È quindi necessario educarli sull’argomento. Personalmente, sono molto vicino alla posizione che ha espresso il sindaco di Torrita, affermando che la fusione sia il futuro ma non il presente. Vi faccio una metafora: abbiamo la possibilità di far sposare nostro figlio con una ricca ereditiera. Obiettivamente, è un’unione molto vantaggiosa. Però, il matrimonio di interesse prima o poi finisce. È quindi importante fondersi per avere 250mila euro all’anno per 5 anni, però è anche importante che la famiglia cresca, vada avanti e non si sciolga.
È fondamentale mostrare come si possano associare i servizi, lavorando insieme, facendo vedere che in questo modo ci sono dei vantaggi per tutti. Inoltre, non può sicuramente essere l’amministrazione comunale o un partito politico a dire “facciamo la fusione dei comuni”, chi decide sono i cittadini attraverso un referendum.

Sappiamo che Lei fin dall’inizio del suo mandato aveva dato forte importanza al territorio, alle tradizioni, ai giovani e agli anziani. Se dovesse fare un bilancio della sua amministrazione durante questi anni, si potrebbe definire soddisfatto?

Devo essere onesto: sì. Quando siamo entrati in questa avventura sapevamo benissimo che non avremmo potuto fare molto. Noi avevamo semplicemente promesso di mantenere i servizi, tra l’altro neanche dicendo a più bassi costi, perché sapevamo che sarebbe stato impossibile. Quindi abbiamo mantenuto i servizi e ne abbiamo dati altri. Ad esempio la casa dell’acqua, che riduce i rifiuti della plastica e dà la possibilità al cittadino di risparmiare. Il mio grande cruccio che però non dipende solo da me, è la telefonia. Qui a Trequanda sembra di essere nel film di Pieraccioni. È una cosa bruttissima, essere nel 2014 e non avere copertura telefonica. Sto lottando tanto, ma purtroppo i gestori della telefonia sono insensibili al problema in questo momento. Il problema della telefonia l’abbiamo risolto sul capoluogo a Trequanda, mettendo l’antenna in mezzo al bosco, sempre nel rispetto della natura.

 

Vediamo che porta orgogliosamente il braccialetto di Siena 2019. Cosa pensa di questa sconfitta?

In alcune situazioni si dice “vince chi ha fame”. E alla fine dei conti, Matera aveva molta più fame di Siena, e chi ha fame produce progetti più importanti per sfamarsi. Siena ha un territorio eccezionale da spendere, Matera intorno a sé ha poco, anche se i sassi sono meravigliosi. Matera con questa vittoria tenterà di diminuire il gap che aveva con Siena.

Non pensa che Trequanda vada un po’ più valorizzata a livello turistico?

Questo era ed è tutt’ora uno dei miei impegni: far conoscere il nostro territorio. Io e tutti gli assessori, cerchiamo di valorizzare molto il territorio. La difficoltà purtroppo è oggettiva. Non è facile far emergere questo piccolo comune che si trova circondato da territori splendidi e più conosciuti come Montepulciano, Montalcino e Siena. Quindi è difficile far emergere l’aspetto turistico. Noi ci proviamo. Abbiamo anche fatto il progetto Paesaggi del Benessere con l’Unione della Valdichiana, abbiamo fatto tanto sia dal punto grafico che pubblicitario, però oggi con il problema del turismo veloce è difficile.

Materiale a cura di Maria Stella Bianco e Valentina Chiancianesi

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Gli M5S di Sinalunga rispondono a RiFare Torrita sulla fusione dei Comuni

Riceviamo e pubblichiamo dal Movimento 5 Stelle di Sinalunga una nota in risposta al comunicato dei rappresentanti alla lista RiFare Torrita in merito alla Fusione dei Comuni “Siamo particolarmente soddisfatti…

Riceviamo e pubblichiamo dal Movimento 5 Stelle di Sinalunga una nota in risposta al comunicato dei rappresentanti alla lista RiFare Torrita in merito alla Fusione dei Comuni

“Siamo particolarmente soddisfatti del dibattito che la tematica della Fusione ha sollevato tra le forze politiche del nostro territorio. Il torpore dell’alternanza indotto dal monopartito nei nostri comuni in questi decenni ha dato i suoi frutti, partorendo opposizioni formate essenzialmente da una destra opportunista prima e da liste civiche, a volte rifugio di esuli di destra, poi.

Particolarità di entrambi, nessuna proposta che volgesse lo sguardo ad un futuro più lontano del bilancio di previsione dell’anno seguente; nessuna iniziativa che contrastasse enti di secondo livello (come invece una lista civica dovrebbe fare), antesignani delle attuali province, come le Unione dei Comuni, nati da una legge (142 del 1990) con la prescrizione di trasformarsi in comuni unici entro 10 anni. E’ anche grazie a questo tipo di opposizioni che le Unioni dei Comuni sono divenute nel 1999 (legge 265/99) enti a tempo indeterminato, in quanto ancora una volta la legislazione si è dovuta arrendere alle resistenze di tutte le forze politiche locali che non hanno intrapreso nessuna strada di integrazione comune.

Tutto questo mentre nello stesso periodo in molti paesi europei il numero degli enti locali diminuiva per evindenti esigenze di economia di scala. Risultato? La presenza nel nostro territorio di una Unione dei Comuni assolutamente non percepita dai cittadini, che svolge per statuto, e quindi per dover esistere, funzioni fondamentali dei piccoli comuni, servizi associati a volte imbarazzanti come la Commissione Intercomunale Pubblico Spettacolo o il Servizio di Educazione agli Adulti, a volte più importanti come la protezione civile; il tutto senza dover rendere spiegazioni ai cittadini elettori, in quanto non espressione diretta delle loro volontà. Viene forse eletto il Presidente dell’Unione? Come se non bastasse, personale aggiuntivo, dirigenti e quote associative dei comuni molto onerose. Solamente Sinalunga versa nelle casse dell’Unione quasi 70.000 Euro all’anno.

Se poi pensare ancora che erogare da molti anni al cittadino servizi in convenzione tra i tre comuni non si una base solida per poter intraprendere un percorso di unificazione allora è giusto asserire che questi siano stati fatti solo per pura convenienza economica, quella che tanto viene criticata dalle liste civiche nel processo di fusione. Se non siamo stati in grado di uniformare lo standard qualitativo dei servizi gestiti in forma associata e quindi di dare al cittadino lo stesso senso identitario nei tre comuni, dettato dallo stesso rapporto che dovrebbe avere con le istituzioni, allora tutto il sistema ha fallito. D’altronde come è possibile pensare cha anche gli stessi Responsabili citati nell’ articolo non possano trovare difficoltà ad operare trovandosi di fronte diversi piani strutturali, diversi regolamenti urbanistici, diversi statuti, regolamenti attuativi, aliquote tributi, voci di bilancio.

Trequanda invece il servizio di pianificazione urbanistica è obbligato a devolerlo all’Unione dei Comuni, tanto per fagocitare un’altra funzione fondamentale che forse, nell’ottica di una futura fusione, era meglio gestire in forma associata con Torrita e Trequanda piuttosto che con Cetona e San Casciano come adesso; sempre nell’ottica di fornire un servizio “vicino” al cittadino ovviamente.

Per concludere, comprendiamo che una lista civica possa trovarsi disorientata se costretta a pensare oltre i confini amministrativi del propio comune. Forse ha il timore di perdere la propria identità territoriale con la fusione dei comuni, ma deve pensare che un giorno i propri nipoti, magari appartenenenti ad una lista civica di un comune di 20000 abitanti, grazie allo sforzo politico culturale dei propri nonni, possano decidere di ampliare quel vecchio palazzetto costruito 20 anni prima con gli investimenti derivanti dall’esenzione del patto di stabilità.
Alle altre inesattezze presenti nella nota di RifareTorrita, come l’importo derivante dall’esenzione del patto di stabilità o la perdita di rappresentatività nei centri minori, forse derivanti da intepretazioni non corrette dell’articolo o più probabilmente da nostra incapacità comunicativa, preferiamo non rispondere in questa sede, invitando i rappresentanti della lista a confrontarsi serenamente in un incontro dedicato.

Epilogo storico: Rifare (o Rifondere?) Torrita ancora oggi pensa a comuni estinti quasi 240 anni fa come rivalsa di autonomie locali tutt’oggi sentite tra la gente. Poteva però andare peggio; avevamo paura che si arrivasse fino al 13° secolo, quando tutti i nostri paesi erano proprietà di una stessa famiglia, i Cacciaconti; anzi no non sbagliamo, quello era già un tentativo di fusione, con un Sindaco un pò rissoso, Ghino di Tacco, che toglieva “servizi” ai castelli più grandi per distribuirli anche a quelli più piccoli, proprio come l’unificazione in un comune unico apporterebbe.”

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M5S, anche a Trequanda si parla di fusione

Un incontro con i cittadini per parlare dell’opportunità della Fusione dei Comuni Il Movimento 5 Stelle di Sinalunga organizza un incontro pubblico a Trequanda per parlare delle opportunità che può…

Un incontro con i cittadini per parlare dell’opportunità della Fusione dei Comuni

Il Movimento 5 Stelle di Sinalunga organizza un incontro pubblico a Trequanda per parlare delle opportunità che può rappresentare la FUSIONE DI COMUNI nel nostro territorio.

L’evento si svolgerà Venerdì 17 presso i locali della Gelateria Paradiso alle 21.30.

Sin dalla sua nascita, la fusione dei comuni è il cavallo di battaglia del M5S Sinalunga, argomento vero e proprio cardine del programma per le amministrative di Maggio che hanno portato nel consiglio comunale sinalunghese due esponenti 5 stelle. Dopo una mozione per impegnare il Sindaco di Sinalunga, Riccardo Agnoletti, ad intavolare una discussione con i sindaci limitrofi sull’argomento, al quale la maggioranza ha votato no, è oggi doveroso informare anche i cittadini di Trequanda, dato che questo comune entro il 31 Dicembre 2014 dovrà cedere la gestione di ogni sua funzione fondamentale ad altri enti.

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Movimento 5 Stelle Sinalunga e la mozione su fusione comuni

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Movimento 5 Stelle Sinalunga a proposito della mozione sulla fusione dei comuni di Sinalunga, Torrita e Trequanda: Movimento 5 Stelle Sinalunga propone la…

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Movimento 5 Stelle Sinalunga a proposito della mozione sulla fusione dei comuni di Sinalunga, Torrita e Trequanda:

Movimento 5 Stelle Sinalunga propone la mozione sulla fusione dei comuni, ma il centrosinistra rifiuta e rinuncia a 13 milioni di euro

Il 25 giugno il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle Sinalunga in coerenza con il proprio programma elettorale ha portato in consiglio comunale la mozione con la quale ha chiesto al Sindaco Agnoletti di verificare la disponibilità degli organi di governo delle amministrazioni comunali di Torrita di Siena e Trequanda ad iniziare un progetto politico che conduca alla deliberazione del processo di fusione e di istituire una commissione di studio temporanea sull’argomento, ma su entrambe le proposte la maggioranza di centro sinistra ha votato no.

Ha votato no alla possibilità di informare i cittadini sui vantaggi, alla possibilità di ottenere 13 milioni di euro di contributi e di sforare il patto di stabilità per tre anni, ci auguriamo e faremo di tutto perché si cambi idea e se in breve tempo non verrà permesso di intavolare una discussione per far conoscere ai cittadini i vantaggi che la fusione può avere sul territorio, ci prodigheremo perché il Centro Sinistra se ne assuma la responsabilità nei confronti della popolazione evitando che il loro NO (e le conseguenze) cada nell’oblio.

Movimento 5 Stelle Sinalunga 

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M5S Torrita di Siena: incontro in Piazza con sorpresa di Massimo Artini

Riceviamo e pubblichiamo. Il MoVimento Cinque Stelle (M5S) di Torrita di Siena, domenica 18 maggio, ha presentato e discusso il proprio programma elettorale in un incontro pubblico tenutosi in piazza…

Riceviamo e pubblichiamo.

Il MoVimento Cinque Stelle (M5S) di Torrita di Siena, domenica 18 maggio, ha presentato e discusso il proprio programma elettorale in un incontro pubblico tenutosi in piazza Matteotti.

Non molta la partecipazione ma nel bel mezzo della presentazione della proposta di fusione dei comuni di Torrita, Sinalunga e Trequanda è arrivato un nostro portavoce in parlamento, Massimo Artini, che, dopo aver partecipato ad un incontro pubblico a Montepulciano nel pomeriggio, ci ha fatto una inaspettata sorpresa.

Proprio in merito alla fusione dei comuni ha preso parola e ha parlato della propria esperienza, essendo un cittadino di Figline Valdarno, vissuta con la fusione tra Figline e Incisa.

Una persona umile, disponibile e piena di voglia di informare i cittadini, questi sono gli attivisti a 5 stelle, informano, chiedono uno scambio di opinioni e vi rendono partecipi alla vita politica.

Oltre a questa inaspettata sorpresa abbiamo condiviso tutta la nostra rabbia e frustrazione parlando della gestione comunale attuata sino ad ora e di quante aspettative sono rimaste disattese. Siamo stati apprezzati per l’impegno ed il coinvolgimento mostrato nel condurre il dibattito.

Questo è quello che vuole il Movimento, ovvero partecipazione, scambio di opinioni, consigli e anche critiche, perchè no? Il Movimento Cinque Stelle non chiede il vostro voto, ma chiede di informavi e di partecipare.

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M5S: proposta accorpamento comuni di Sinalunga, Torrita e Trequanda

Accorpamento comuni di Sinalunga, Torrita e Trequanda: un incontro pubblico Lunedi 17 marzo, alle ore 21.15 presso la Sala Agnolucci del Teatro C. Pinsuti di Sinalunga, gli attivisti del Movimento…

Accorpamento comuni di Sinalunga, Torrita e Trequanda: un incontro pubblico

Lunedi 17 marzo, alle ore 21.15 presso la Sala Agnolucci del Teatro C. Pinsuti di Sinalunga, gli attivisti del Movimento 5 Stelle di Sinalunga, Torrita e Trequanda, presentano ai cittadini di Sinalunga la loro proposta di fusione delle tre amministrazioni comunali.

“Una fusione”, commenta la portavoce dei 5 stelle sinalunghesi Stefania Nero, “fondamentale per affrontare i prossimi anni di crisi, dato che, tra incentivi statali e regionali, il nuovo comune riceverebbe 13 milioni di euro in dieci anni, più altri benefit che spiegheremo durante l’incontro. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare, per comprendere i meccanismi della fusione, i vantaggi e fugare eventuali dubbi.”

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