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Nutrizione, alimentazione e sostenibilità ai giorni nostri

“Nutrizione, alimentazione e sostenibilità ai giorni nostri”: sono stati questi i temi al centro della tavola rotonda organizzata a Serre di Rapolano lo scorso 17 novembre da Fisar in rosa,…

“Nutrizione, alimentazione e sostenibilità ai giorni nostri”: sono stati questi i temi al centro della tavola rotonda organizzata a Serre di Rapolano lo scorso 17 novembre da Fisar in rosa, progetto nato circa quattro anni fa e promosso dal Consiglio Nazionale Fisar, con l’obiettivo di coinvolgere le tante sommelier già presenti nella Federazione e valorizzare così la presenza femminile nel settore enoico.

«Un ambiente non soltanto per le sommelier – ha fatto notare Luisella Rubin, responsabile nazionale Fisar in rosa – ma anche per le ristoratrici e tutte le figure che gravitano attorno al mondo dell’enogatronomia, capaci di trattare il cibo con una particolare sensibilità e attenzione».

L’evento di sabato, diretto dal consigliere nazionale Fisar Nicola Masiello, ha visto la partecipazione di personalità autorevoli, che da diverse prospettive hanno fornito ampi spunti di riflessione su tematiche dalle profonde radici culturali, ma al tempo stesso in continua evoluzione.

I cambiamenti della società, con le loro conseguenze sulle abitudini di vita sia in termini di consumi che di relazione con diffuse patologie cardiovascolari e oncologiche, sono stati oggetto dell’intervento del Dottor Giorgio Ciacci, endocrinologo, che ha posto l’accento sugli aspetti dell’alimentazione più legati alla salute, senza tralasciare qualche accenno alle dinamiche di psicologia cognitiva connesse alla scelta del cibo da parte dell’individuo.

La Dottoressa Elisabetta Kustermann, docente presso la Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale, ha invece presentato una panoramica delle principali caratteristiche della cucina tipica giapponese, cinese, indiana e africana, esponendo le differenze più salienti per quanto riguarda gli ingredienti, con un particolare e interessante riferimento alla spiegazione dell’origine di alcune pietanze. D’altronde il mangiare non è soltanto una questione di sapore, ma anche di sapere, e come tale va insegnato, meglio se fin dalla più giovane età. Questa la missione di cui ha parlato il Dottor Fabio Margheri, Presidente del Consorzio Coltibio, gruppo di cooperative attivo nelle province di Firenze, Prato, Pistoia, Grosseto e Lucca.

«Una buona gestione delle risorse alimentari – ha spiegato Margheri – va accompagnata ad un’educazione al cibo che valorizzi le produzioni a km0, piuttosto che un’alimentazione omologata. Per questo è importante che le nuove generazioni ricevano un messaggio educativo sulla portata culturale del cibo».

E non poteva dunque mancare chi lavora ai fornelli. Gabriella Cesari, forse meglio nota come “Lella”, della scuola di cucina aperta più di venti anni fa in via Fontebranda a Siena, ha arricchito il dibattito con la sua esperienza di cuoca per trattare il tema della preparazione dei piatti, alla luce del poco tempo che le viene oggi dedicato. Gianna Neri, produttrice di vino nel territorio di Montalcino, ha concluso con un intervento dal titolo “Cibo e vino: due alimenti che si completano”, sul rapporto tra questi due mondi che sanno esaltarsi a vicenda.

Tante le sfaccettature, insomma, per quello che alla fine si è rivelata una coclusione condivisa da tutti: la considerazione dell’unione tra vino e cibo come un binomio da promuovere sostenendo qualità e biodiversità.

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Sempre più donne sommelier, la FISAR si tinge di Rosa

Valorizzare la figura della donna sommelier, è questo l’obiettivo principale della costituzione di FISAR in Rosa, un organismo all’interno della FISAR (Federazione Italiana Sommelier Ristoratori e Albergatori) che rappresenta e…

Valorizzare la figura della donna sommelier, è questo l’obiettivo principale della costituzione di FISAR in Rosa, un organismo all’interno della FISAR (Federazione Italiana Sommelier Ristoratori e Albergatori) che rappresenta e promuove la sensibilità femminile nel mondo della sommellierie, della produzione e della distribuzione del vino.

La FISAR in Rosa cerca di sviluppare l’aspetto femminile come risorsa importante per una crescita significativa dal punto di vista della visibilità e dell’allargamento della base sociale della FISAR stessa.

E tutto questo FISAR lo fa organizzando incontri conviviali, convegni e degustazioni, con le donne sommelier delle varie Delegazioni d’Italia per favorire la conoscenza tra loro, la condivisione di esperienze e lo scambio di consigli utili per la vita sociale della FISAR e per comunicare in maniera efficace il marchio Fisar in Italia e all’Estero.
La responsabile nazionale della FISAR in rosa è la Consigliere Nazionale Luisella Rubin coadiuvata per la zona Italia Nord Est da Patrizia Loiola, per la zona Italia Nord Ovest Gladys Torres Urday, per la zona Italia Centro da Emma Lami, già delegata di Fisar Valdichiana, e per la zona Sud e Isole da Anna Mercogliano.

“Le donne sommelier sono ormai una realtà in crescita esponenzialedice il Presidente Nazionale Fisar Mario Del Debbio – La creazione di un progetto a loro dedicato sarò sicuramente un valore aggiunto per tutta la nostra associazione”.

“Tale progetto intende coinvolgere in un lavoro di squadra tutte le sommelier che operano nel territorio nazionale per l’attuazione di iniziative ed eventi culturali ed enogastronomici sulla base di un programma comune volto a dare ampia visibilità alla Fisar” – dichiara la consigliera Nazionale Luisella Rubin.

Emma Lami Coordinatrice Fisar in Rosa Centro Italia

Emma Lami Coordinatrice Fisar in Rosa Centro Italia

“Io, come coordinatrice di questo progetto per l’Italia Centraleafferma Emma Lami – mi prefiggo, come primo passo, di organizzare un incontro con le referenti delle delegazioni dell’Italia Centrale per preparare degli eventi che mirino a evidenziare il ruolo della donna sommelier in varie situazioni e momenti della vita sociale odierna. Siamo in fase di progettazione, ma il 2015 sarà sicuramente un anno che ci vedrà protagoniste di alcune manifestazioni”.

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“1974…2014 Una scommessa,una presenza”, 40 anni di FISAR Valdichiana

SINALUNGA – La FISAR, Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori, delegazione Valdichiana, compie quarant’anni, e questo importante traguardo è stato festeggiato ieri, 22 giugno 2014, presso la Casa per ferie…

SINALUNGA – La FISAR, Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori, delegazione Valdichiana, compie quarant’anni, e questo importante traguardo è stato festeggiato ieri, 22 giugno 2014, presso la Casa per ferie “Madonna del Rifugio” a Sinalunga. L’evento si è suddiviso in due momenti, nella prima parte si è svolto un convegno dal titolo “1974…2014 una scommessa, una presenza”, in cui si è ripercorsa la storia della Delegazione e delle sue attività nel territorio in cui ha operato e continua ad operare.

Al convegno sono intervenuti il sindaco di Sinalunga Riccardo Agnoletti, la Dott.ssa Emma Lami, delegato FISAR Valdichiana, Mario Del Debbio Presidente Nazionle FISAR, la Dott.ssa Donatella Cinelli Colombini, esperta di marketing, il giornalista enogastronomia Claudio Zeni e Nicola Masiello FISAR Ambassador.

DSC01440La Fisar Valdichiana è nata nel 1974, da un’idea di Angiolino Berti, ma il vero ambasciatore, che ha seguito dalla nascita la federazione e che ha saputo far conoscere la Fisar Valdichiana, sia a livello locale che a livello nazionale è stato Nicola Masiello. Ed è stato proprio questo il filo conduttore del convegno, un punto d’incontro tra passato, presente e futuro di un’associazione che da quarant’anni forma sommelier, intesi proprio come ambasciatori del vino, perché un buon sommelier non deve solo saper abbinare il vino al piatto, ma deve saperne esaltare le qualità e il territorio di origine.

“La delegazione Valdichiana ha avuto un ruolo importante nella formazione dei sommelier, attraverso la loro figura possiamo promuovere il nostro territorio, famoso oltre che per la cultura e l’arte, per l’enogastronomia e il vino. – Ha affermato la dott.ssa Cinelli Colobini – Il nostro territorio ha delle grandi potenzialità di crescita e dobbiamo fare in modo di attivare i giusti mezzi per farlo crescere sempre di più e farlo conoscere a livello internazionale”.

Claudio Zeni, giornalista enogastronomico, ha precisato le differenze tra la figura di assaggiatore di vino e sommelier, molto spesso accomunati, ma invece doverosa, perché a differenza di un semplice assaggiatore, il sommelier deve saper essere anche un po’ psicologo e capire cosa vuole bere la persona che ha davanti e in quale occasione, perchè il cliente sta diventando sempre più esigente.

“A livello nazionale, però questa figura non è riconosciuta come qualifica professionale. Non c’é nessun regolamento che tutela questa professione – è stato l’intervento di Nicola Masiello, FISAR Ambassador – La figura del sommelier garantisce al consumatore finale la qualità e quindi apporta quel valore in più, sia al piatto sia alla sua zona di origine. É per questo che la figura del sommelier deve essere riconosciuta a livello nazionale, perché avere un inquadramento professionale indica avere dietro tutta una serie di conoscenza e di storia”.

DSC01457Dopo il convegno , la seconda parte dei festeggiamenti, il “Galà delle Eccellenze”, un percorso enogastronomico alla scoperta dei prodotti tipici della Valdichiana e delle eccellenze nazionali. Il percorso è stato accompagnato dall’esibizione del gruppo Sbandieratori e Tamburini di Montepulciano e durante la serata sono stati premiati i nuovi sommelier, il futuro della FISAR, che oltre a promuovere il vino e il suo territorio, dovranno continuare a portare alto il nome di questa associazione.

La manifestazione è stata organizzata con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Regione Toscana, Provincia di Siena, Provincia di Arezzo e Camera di Commercio di Siena, Enoteca Italiana, Comune di Sinalunga, Comune di Monetpulciano e Comune di Torrita di Siena.

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