La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: compagnia teatro giovani

Un’immersione nel musical con la Compagnia Teatro Giovani e la Summer Musical Theatre

È una vera e propria immersione nel musical, quella proposta dalla Compagnia Teatro Giovani per la Summer Musical Theatre, lo stage di teatro, danza e recitazione per piccoli performers provenienti…

È una vera e propria immersione nel musical, quella proposta dalla Compagnia Teatro Giovani per la Summer Musical Theatre, lo stage di teatro, danza e recitazione per piccoli performers provenienti da tutta Italia, che si sta svolgendo in questi giorni presso l’Agriturismo Le Valcelle a Torrita di Siena.

Per l’alto numero di adesioni raggiunto, per la prima volta quest’anno sono stati organizzati due turni, anzichè uno soltanto, in modo da fornire una preparazione più attenta ai quasi 50 ragazzi iscritti. Sotto la direzione artistica di Marco Columbro, che talvolta torna in visita come ospite nel “campus”, vanno a formare il corpo docenti Antonello Angiolillo, per il canto, Barbara Pieruccetti, per la recitazione e Laura Ruocco, per la danza e lo studio del movimento.

Otto giornate di studio intenso compongono un programma che, oltre al perfezionamento artistico, offre un’esperienza di confronto per i ragazzi, come spiega la stessa Laura Ruocco: «I partecipanti allo stage variano per età e per livello di preparazione, quindi è importante che noi insegnanti individuiamo dei percorsi di studio accessibili e al tempo stesso interessanti, così che tutti possano avere un’opportunità di crescita».

Per questo motivo la macchina organizzativa si è mossa con largo anticipo rispetto all’inizio effettivo delle lezioni, trovando nel tema del circo un valido spunto per livelli di lettura di varia complessità, su cui declinare il programma di apprendimento della settimana. Ai partecipanti è stato inoltre fornito prima il materiale su cui lavorare, per arrivare allo stage con una preparazione di base.

«Il tema del circo, inteso nell’accezione etimologica di “cerchio”, con un rimando a quel cerchio della vita dove ognuno occupa un ruolo, il proprio posto, è frutto di un lavoro creativo da parte dei ragazzi, che hanno già consegnato degli elaborati veramente interessanti» racconta Martina Bardelli, una delle organizzatrici dello stage, nonchè insegnante di musical.

«L’obiettivo di questa settimana di lezioni – prosegue Giulio Benvenuti, ormai celebre performer, ma sempre presente alle iniziative della Compagnia dove ha mosso i primi passi nel mondo del musical – è il lavoro sulla creazione del personaggio, che si concretizzerà con l’esecuzione dei brani tratti dal film “The Great Showman”, tra cui “This is me”, una riflessione sui propri difetti che a volte è necessario saper mettere in mostra e valorizzare, anzichè nascondere».

Concetti e temi importanti insomma, ma resi alla portata anche dei più piccoli con un lavoro di tematizzazione che ha assegnato a vari gruppi di allievi i ruoli di maghi, equilibristi, giocolieri e domatori.

Così le giornate trascorrono tra sedute di risveglio muscolare, al mattino, seguite nel pomeriggio da attività di improvvisazione teatrale, canto e recitazione dei testi, in vista del saggio finale in programma sabato 1 alle 17.30 all’agriturismo che ospita i ragazzi. Sarà una lezione aperta nella quale gli allievi esibiranno i progressi acquisiti durante la settimana di stage.

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Un Omaggio a Rino Gaetano a Torrita – Intervista a Claudia Campagnola

Ogni 2 giugno, a Roma si tiene il “Rino Gaetano Day”. Il pubblico dell’evento nel 2017 ha registrato 30.000 persone – si raccoglie in Piazza Sempione, ad assistere alle esibizioni…

Ogni 2 giugno, a Roma si tiene il “Rino Gaetano Day”. Il pubblico dell’evento nel 2017 ha registrato 30.000 persone – si raccoglie in Piazza Sempione, ad assistere alle esibizioni di una serie di tributi al cantautore crotonese-romano. Una piazza stracolma, come quella che si configura nella manifestazione romana, testimonia l’affezione che il pubblico di oggi mantiene per Rino Gaetano, scomparso tragicamente in un incidente d’auto il 2 giugno del 1981. Un’affezione che coinvolge anche il Teatro Golden di Roma, che sta portando in giro uno spettacolo intitolato Chi Mi Manca sei Tu (celebre refrain di Ahi Maria, successo gaetaniano del 1979) a lui dedicato e che farà tappa al Teatro degli Oscuri di Torrita di Siena, sabato 10 febbraio 2018: sempre secondo lo schema comprovato di doppio spettacolo alle 19:00 e alle 21:00.

Scritto e diretto da Toni Fornari e interpretato da Marco Morandi e Claudia Campagnola, si configura come uno spettacolo-concerto, nel quale si alternano interpretazioni dei brani a racconto in prosa. Sul palco, la band – che vede come frontman lo stesso Marco Morandi – è composta da Giorgio Amendolara, al piano e le tastiere, Menotti Minervini al basso e Umberto Vitiello alla batteria.

Claudia Campagnola interpreta invece un personaggio femminile, molto vicino a Rino Gaetano, ed è lei a guidarci nel racconto di Rino Gaetano. Le abbiamo rivolto delle domande prima della tappa torritese.

LaV: Che cosa rende Rino Gaetano ancora oggi così amato, celebre anche nelle giovani generazioni?

Claudia Campagnola: Sicuramente Rino diceva delle verità scottanti, parlava del presente ma in realtà dava già l’occhio al futuro, cioè era un genio che secondo me aveva uno sguardo ancora oggi attuale che racconta ancora oggi del nostro paese. Rileggendo le sue canzoni i suoi testi le sue canzoni il nostro paese non sembra aver fatto molta strada. È un po’ come fosse un personaggio shakespeariano, tipo fool, a me piace vederlo così, un fool che è l’unico a vedere la verità e raccontarla e quindi per questo considerato pazzo. Invece è semplicemente una capacità più ampia di guardare la realtà più ampia e sicuramente più autentica.

 LaV: Tu interpreti una “groupie” di Rino, che lo seguiva ovunque durante gli anni ’70…

CC: In realtà è una figura più complessa. Intepreto un personaggio femminile  che ha vissuto accanto a Rino Gaetano, che sa molte cose di lui. L’autore del testo non ha specificato se fosse la sorella, la fidanzata, la cugina oppure se sia un flirt che ha fatto parte della sua vita. Sappiamo solo che è una figura femminile, molto vicina a Rino, che ha passato molto tempo nella sua quotidianità, che ha vissuto accanto a lui. A me piace dire che questo personaggio può essere letto anche come la sua anima, la sua anima femminile, una Musa, oppure la sua linfa poetica…

LaV: È cambiato secondo te il rapporto con i divi? È cambiato il rapporto tra il pubblico e la celebrità della musica? Può esistere un personaggio come Rino Gaetano oggi?

CC: Be’ direi che il rapporto con il pubblico da parte degli artisti è completamente diverso. Soprattutto quando viene meno la “purezza” degli artisti. C’è sicuramente un grande intento da una parte di certi cantautori di descrivere il presente attraverso la musica e raccontare le emozioni delle persone. C’è però, devo dire, anche un lato commerciale con cui fare i conti. In questo momento è un po’ difficile per un artista – che sia musicista, cantautore, autore e anche attore – avere una poetica da poter portare avant una poetica pulita, scevra da compromessi commerciali o di mercato. Ma c’è chi ci riesce ancora per fortuna…

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II talento della Valdichiana conquista la Foresta di Sherwood – Intervista a Giulio Benvenuti, in tour con il musical Robin Hood

“Ogni uomo, quando ne ha l’opportunità, è disposto a donare qualcosa per aiutare il prossimo”. Quando pensiamo a questa filosofia indubbiamente ci viene in mente una storia, un cartone animato,…

“Ogni uomo, quando ne ha l’opportunità, è disposto a donare qualcosa per aiutare il prossimo”. Quando pensiamo a questa filosofia indubbiamente ci viene in mente una storia, un cartone animato, che tutti noi, anche per sbaglio, abbiamo sicuramente visto, questa storia, o forse è meglio dire leggenda, è Robin Hood, il ladro che rubava ai ricchi per donare ai poveri.

La storia è narrata da un Gallo Cantastorie, alias Cantagallo, il quale ci racconta le rocambolesche avventure di Robin Hood e il suo migliore amico Little John. Entrambi vivono nella foresta di Sherwood, rubando ai ricchi per dare ai poveri. Lo Sceriffo di Nottingham tenta in tutti i modi di catturare i due impavidi amici, senza mai riuscirsi e scatenando così l’ira funesta del suo boss, il Principe Giovanni. Quest’ultimo si è appropriato del trono dopo la partenza per le Crociate del fratello, Re Riccardo. Consigliato dal perfido Sir Biss, il Principe Giovanni sta rovinando il regno, creando povertà e arricchendo le casse reali. Tra duelli, inseguimenti, gare di tiro con l’arco e romantici incontri, Robin e Little John cercano in tutti i modi di fermare il malvagio tiranno e riportare serenità al popolo intimorito.

La leggenda di Robin Hood, nel 1973, non è passata inosservata ai collaboratori di Walt Disney che han fatto sì che diventasse il ventunesimo classico della casa di produzione. Dopo Walt Disney sono stati molti i registi che hanno ripreso la leggenda declinandola ma tenendo ben saldo il valore principe che vuole tramandare di generazione in generazione, ovvero il desiderio di condivisione.

Tra i registi che hanno ripreso le avventure del coraggioso ladro gentiluomo, che si tramandano ormai da oltre ottocento anni, c’è Mauro Simone. Robin Hood, firmato Mauro Simone e prodotto da Beppe Danti con Tunnel e Medina Produzioni, è interpretato da Manuel Frattini affiancato da Fatima Trotta, giovane attrice rivelazione, nota al grande pubblico come conduttrice di Made in Sud, che svela le sue doti da performer affiancando Manuel nel ruolo di Lady Marian. Tunnel Produzioni e Medina Produzioni stanno portando in giro per l’Italia Robin Hood da ottobre 2017.

Perché vi sto parlando di questo musical? Semplice, perché nel cast, nel ruolo di Little John, il fidato compagno di avventure di Robin Hood, c’è Giulio Benvenuti, torritese doc che ha mosso i primi passi nel musical proprio grazie alla Compagnia Teatro Giovani Torrita e che lo scorso 18 dicembre abbiamo incontrato al Teatro Signorelli di Cortona in occasione della tappa toscana del musical.

Ciao Giulio, in questo momento stai vivendo un’esperienza strepitosa per la tua carriera da attore, hai un ruolo importante in una produzione altrettanto importante e che ripercorre le gesta di uno degli eroi più amati di sempre. Raccontaci qualcosa di questa bellissima esperienza che stai vivendo e come è nata la collaborazione con Tunnel e Medina Produzioni per questo musical.

“Sicuramente è un’esperienza da cui sto imparando tantissimo, soprattutto perché avere la possibilità di stare in scena con grandi artisti è un’opportunità di crescita unica. C’è sempre da imparare qualcosa e c’è sempre qualcosa da “rubare” guardando i grandi artisti all’opera. La collaborazione con la produzione, come spesso succede, è nata tramite un’audizione a cui all’inizio non ero neanche convito di voler partecipare, ma alla fine una “vocina” mi ha detto che era giusto andare e da lì è cominciato il mio viaggio nelle “Terre di Sherwood“.”

 A Giulio Benvenuti è stato assegnato il personaggio di Little John, fidato amico di Robin che lo accompagna in tutte le sue avventure. Giulio raccontami il tuo personaggio, un ruolo importante, ti aspettavi questa parte?

“Devo ammettere, che data la mia “stazza”, il ruolo di  Little John mi calza abbastanza bene ed è stato una vera scoperta. Grazie al nostro regista, Mauro Simone, improvvisamente questo “orso buono” ha preso forma e Little John non è solo l’aiutante di Robin ma è soprattutto il suo più caro amico, il loro rapporto è unico e autentico basato sulla fiducia e sul supporto reciproco”.

Giulio Benvenuti ha mosso i suoi primi passi nel musical proprio con la Compagnia Teatro Giovani Torrita, sotto la guida di importanti insegnamenti impartiti da Maria Laura Baccarini, Franco Travaglio, Manuel Frattini, Roberto Giuffrida, Fabiola Ricci. Dopo il liceo, al momento di decidere del suo futuro, Giulio non ha avuto dubbi, la sua strada era il musical e la possibilità di far diventare quella passione il suo lavoro e così è stato. Giulio si è trasferito a Roma e si è iscritto alla Teatro Golden Academy che gli ha permesso di formarsi in modo professionale. Giulio, guardando indietro, chi è la persona che più ti ha insegnato in questo lavoro?

“In tutta onestà devo dire che sono stato davvero fortunato perché nel corso di questi anni di studio e lavoro ho avuto il piacere di incontrare persone davvero speciali ed estremamente competenti. Sicuramente Fabiola Ricci è stata una figura fondamentale per la mia crescita artistica; e poi l’incontro con Laura Ruocco è stato quello che ha dato un po’ il via alla mia carriera professionale”.

Prima di interpretare Little John in Robin Hood, Giulio Benvenuti è stato interprete di molti musical e nonostante la sua giovane età può già vantare molte collaborazioni importanti come in ‘The Best of musical” diretto da Chiara Noschese, “Garbatella futbol cleb”, diretto da Michele La Ginestra, e poi ancora “C’è qualche cosa in te…” per la regia di Enrico Montesano, e ancora nel 2012 ha preso parte in “Amleto contro la Pantera rosa” diretto da  Augusto Fornari e prima ancora nel “The Wedding Singer” e nel “The Rocky Horror Experience” diretto da Fabiola Ricci. Qual è il musical che ricordi in particolar modo e perché?

“Credo sia “C’è qualche cosa in te” una commedia musicale con Enrico Montesano, che è stato il mio primo lavoro dopo l’accademia. Ricordo perfettamente il giorno della prima (tre l’altro era anche il mio compleanno!), l’ansia per il debutto, la gioia, l’emozione incredibile ai saluti finali… si direi che il detto “Il primo lavoro non si scorda mai” è azzeccatissimo”.

Ambizione, coraggio, amore e avventura, sono tutti gli elementi che possiamo ritrovare nel musical in cui tu sei attualmente impegnato, ma sono anche un po’ i principi che ti hanno accompagnato nella tua vita fino ad ora. Tutti tasselli importanti e necessari per poter riuscire a fare della tua passione il tuo lavoro, se potessi dare dei consigli ai giovani che vorrebbero avvicinarsi al mondo dello spettacolo, nel tuo caso il mondo del musical, cosa ti sentiresti di dire?

“Per i ragazzi che vogliono avvicinarsi al musical il consiglio che do, anche se forse scontato, è: STUDIATE!. Servono tanta tecnica sia nel canto che nella danza, ma non bisogna dimenticarsi della parte attoriale, perché è la più importante: ogni cosa che facciamo sul palco ha un unico obiettivo, quello di raccontare una storia, e solo i grandi attori riescono a farlo in maniera credibile…anche appesi a testa in giù!”

Robin Hood e Littel John, insieme ai suoi amici, avventori, banditi, arcieri, dame, ancelle e servitori, continueranno a girare l’Italia per tutto il 2018 e per raccontare al pubblico le vicende di un uomo che vuole diventare un eroe semplicemente aiutando i più poveri in una delle leggende più belle di tutti i tempi.

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