La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

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Continuano le azioni per la salvaguardia del patriarca della Valdorcia

Era il 15 agosto 2014 quando la Quercia delle Checche, tra i più antichi alberi d’Italia e simbolo dello splendido paesaggio della Valdorcia, ha subito un grave danno a uno…

Era il 15 agosto 2014 quando la Quercia delle Checche, tra i più antichi alberi d’Italia e simbolo dello splendido paesaggio della Valdorcia, ha subito un grave danno a uno dei suoi rami principali. Da Ferragosto ad oggi le azioni a difesa di questo grande patriarca non si sono placate, dimostrando una grande attenzione spontanea e un profondo attaccamento a quello che può essere definito come un elemento identitario del nostro territorio.

Alla ferita di Ferragosto hanno fatto seguito la formazione di un comitato (S.O.S. Quercia delle Checche), le operazioni di salvataggio, la richiesta di inserimento nell’elenco degli alberi monumentali della Regione Toscana e addirittura un rave party durante la fine della stagione estiva. Una lunga sequenza di eventi che ha visto protagonista la Quercia delle Checche, e che ha portato ulteriori sviluppi.

Lo scorso 15 gennaio, cinque mesi dopo la prima ferita, si è riunito un comitato tecnico-scientifico a Pienza, composto da esperti e consulenti, con lo scopo di elaborare le strategie più efficaci per tutelare, monitorare e salvaguardare la Quercia delle Checche. L’organismo è stato convocato dall’amministrazione comunale di Pienza, che ha anche trovato un accordo con la proprietà del terreno su cui sorge l’albero per delimitare l’area.

Anche il comitato “SOS Quercia delle Checche” ha inviato due delegati al “summit”: Valido Capodarca e Nicoletta Innocenti. Pubblichiamo un estratto della cronaca dell’incontro, redatto dal comitato, relativo alle considerazioni dell’esperto Daniele Zanzi sullo stato della pianta:

Zanzi ci è da subito sembrato persona di grandissimo spessore professionale, oltreché persona estremamente empatica e disponibile. Ha esposto sul posto una serie di valutazioni accurate, indagando in primis sulle possibili cause che possono aver causato il distacco. In ragione dell’esame condotto sulle immagini prima che evidenziavano la presenza di legno discolorato in prossimità della rottura, e sull’esame diretto Zanzi ritiene con ragionevole probabilità che si sia trattato di “disseccamento di legno umido” ovvero depletamento causato da un evento precedente con conseguente batteriosi dal forte potere alcalinizzante con valori di ph non inferiori a 8,5. La questione in realtà è più complessa ed è legata al fisiologico deperimento di ogni essere vivente che, paradossalmente, in “un bellissimo esemplare, direi unico”, in uno stato di salute ancora buono e vigoroso, può generare meccanismi di difesa paradossi. Zanzi ha evidenziato come rischio maggiore, più ancora che l’effettiva stabilità della pianta, la possibilità che un analogo evento possa riprodursi nell’altra lunga branca verso sud, se non sostenuta e accuratamente monitorata. Ha suggerito poi il taglio del moncone, o comunque una rifilatura della ferita al fine di “asciugarla”, ovvero fare in modo che la maggiore presenza di ossigeno ostacoli possibili aggressioni patogene.

In seguito alla valutazione di Zanzi sulla Quercia delle Checche la riunione del comitato tecnico-scientifico si è spostata al Comune di Pienza, assieme al sindaco e il vicesindaco Colombini. Sono state concordate le procedure per la salvaguardia della pianta, tramite l’apposizione di materiale cippato e di compostaggio, oltre a intervenire con puntellature si più punti per scongiurare il rischio di altri eventi. Inoltre è stata concordata una recinzione tramite una staccionata, l’apposizione di pannelli informativi e lo spostamento della branca tagliata che rimarrà come memoria storica di quanto accaduto a Ferragosto. Il comitato ha proposto di negoziare con la proprietà del terreno un’area più vasta di quella attualmente circoscritta, anche in considerazione del possibile utilizzo di diserbanti sull’area in cui insistono le radici della pianta; inoltre, ha ribadito la disponibilità ad attivare un crowdfunding per implementare il fondo istituzionale per l’esecuzione di interventi di mantenimento e di una pubblicazione monografica sulla Quercia delle Checche. L’incontro si è concluso con l’impegno di redigere una relazione tecnica sugli interventi da eseguire, con relativo impegno di spesa.

In attesa di nuove riunioni del comitato tecnico-scientifico, con la speranza che possa diventare un organismo stabile per il monitoraggio e la tutela dell’albero, la Quercia delle Checche ha conseguito altre importanti vittorie. Lo scorso dicembre è stata infatti inserita nell’elenco regionale degli alberi monumentali, uno speciale albo che permetterà di attivare più facilmente strategie di valorizzazione del patrimonio ambientale e paesaggistico, riconoscendone di fatto l’importanza storica e culturale. Il Comune di Pienza, inoltre, ha in programma la realizzazione di un percorso naturalistico lungo il fiume Orcia, tra Bagno Vignoni e Spedaletto: vedremo se anche la Quercia delle Checche farà parte del progetto di tutela e valorizzazione.

La bacheca è piena di messaggi di affetto nei confronti della pianta

La bacheca è piena di messaggi di affetto nei confronti della pianta

Nel frattempo il comitato “SOS Quercia delle Checche” continua la sua azione: il gruppo su Facebook ha oltrepassato 3.800 membri ed è una fonte di informazioni costante sull’albero, oltre a permettere agli utenti di condividere le foto sull’amato patriarca e favorire la partecipazione dal basso. Il suo scopo è quello di informare la popolazione residente e tutti coloro che amano questo territorio, sollecitare le istituzioni affinché vigilino sulla tutela della pianta, coordinare azioni e interventi, progettare una pubblicazione per celebrare il valore storico, botanico e simbolico della Quercia delle Checche.

La petizione su Change ha raggiunto 1.560 firmatari, segno di un interesse diffuso per le sorti della Quercia delle Checche. L’impressione è quella di trovarsi di fronte a una cittadinanza attiva che ha fatto causa comune a difesa di un elemento di identità culturale e di memoria storica del nostro territorio e che potrebbe sostenere tutte le azioni amministrative, politiche e sociali per la salvaguardia del tanto amato “Patriarca della Valdorcia”.

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Adesso? Il momento è passato

“In my humble opinion (IMHO)” si usava dire su internet qualche anno fa, per indicare un’opinione strettamente personale per evitare di far degenerare la discussione e mantenerla su toni pacati….

“In my humble opinion (IMHO)” si usava dire su internet qualche anno fa, per indicare un’opinione strettamente personale per evitare di far degenerare la discussione e mantenerla su toni pacati. Erano i tempi dei forum, è vero: poi sono arrivati i social network e a volte si confondono le opinioni con le verità assolute. I momenti passano, ed è necessario adattarsi ai nuovi contesti, soprattutto quando sono frutto di innovazione e rinnovamento.

Il momento è passato anche per i comitati “Adesso!” a sostegno di Matteo Renzi, a mio avviso. È passato circa un mese dalla ricostituzione dei comitati attraverso una rete nazionale , sulla scia delle primarie del Partito Democratico di due anni fa. Le parole della segretaria sono chiare «Ci siamo visti mettere i piedi in testa: noi abbiamo sempre spinto il carro e qualcuno per salirci sopra ci ha scavalcato. Ma il demerito è stato soprattutto nostro, perché molti di noi non hanno voluto partecipare alla vita del partito, ma se non partecipi non puoi cambiarlo».

Accanto a una lodevole iniziativa di maggiore apertura del Partito Democratico, di rilancio dei circoli online e di invito al tesseramento da parte dei simpatizzanti che non lo hanno ancora fatto, c’è ancora quella fastidiosa sensazione di blocchi contrapposti, di correntismo e di richiesta di ruoli per appartenenza e non per merito. Ancora più grave se a farlo è quella parte che ha messo la meritocrazia al centro del suo progetto politico.

2013

Il momento è passato anche per i capelli lunghi!

Sono stato tra i promotori dei comitati Adesso! in terra di Siena, due anni fa: una splendida esperienza di partecipazione e democrazia, che ha avvicinato tante persone alla politica e che ha portato notevoli risultati, nonostante la sconfitta iniziale. Per questo mi sento di far parte di coloro che hanno spinto il carro fin dalla prima ora, e non mi interessa se qualcuno mi ha scavalcato. Era quello che volevamo: diventare maggioranza, senza far distinzione tra i renziani della prima e della seconda ora. L’anno successivo l’esperienza si è trasferita nella fase congressuale, con la vittoria da parte di Matteo Renzi e la conseguente “scalata” al governo, che ha portato al successo elettorale per le europee e gli effetti attuali. L’esperienza ha quindi avuto un esito positivo, ha raggiunto il risultato sperato: il cambiamento di verso al partito e al governo. Da opposizione si è passati alla maggioranza, e adesso si lavora con serietà e responsabilità. In tutto questo, sono rimasto segretario di circolo del Partito Democratico a Montepulciano Stazione: lo ero prima dei comitati Adesso! e lo sono ora. Non ci vedo nulla di male in tutto ciò: i comitati non dovevano mica essere delle autostrade per la carriera politica personale, casomai per il miglioramento personale e collettivo di tutto il partito e di tutto il Paese.

Il momento è passato, quindi. Ricostituire i comitati Adesso! quando si ha in mano il Partito Democratico e il governo, con tutti gli oneri e gli onori che ne conseguono, non ha molto senso. Volevamo cambiare i contenuti della politica, non la forma: non volevamo sostituire una classe dirigente con un’altra, mantenendo inalterati gli errori del passato, le modalità di gestione delle cariche e dei ruoli. Per ottenere la meritocrazia è necessario accettare di essere scavalcati, a volte. Non possiamo chiedere il merito come criterio per la selezione delle cariche quando si è all’opposizione, e cambiare il criterio con l’appartenenza di corrente quando si è alla maggioranza: sarebbe il tradimento peggiore di tutti. Perchè assieme al consenso, quando si governa, serve anche la capacità.

Questo è il motivo principale per cui non ho aderito alla ricostituzione dei comitati Adesso! Non certo perchè ho rinnegato l’esperienza passata, anzi: credo che il mio impegno attuale all’interno del Partito Democratico sia la naturale continuazione di quell’esperienza e un’assunzione di responsabilità. Sostengo il governo Renzi, anche se digerisco male alcuni alleati di centrodestra.

Non ho bisogno di vassalli di Renzi che mi insegnino a essere renziano: ci riesco benissimo (o malissimo) anche da solo. Sono protestante anche in politica, mi piace ragionare da solo, senza intermediari. Tutti siamo capaci di confrontarci con documenti politici, con progetti, opinioni e proposte, senza necessità di un sistema feudale che cerchi di catalizzare il consenso. Altrimenti non è un rinnovamento, è una restaurazione.

Il momento è passato, come ho già detto. I comitati Adesso! sono entrati nel Partito Democratico e ne hanno assunto il controllo: se non l’hanno fatto nelle persone, in alcuni casi, l’hanno comunque fatto con il progetto politico: ed è proprio quello che volevamo. Non siamo più all’opposizione, siamo alla maggioranza, e chi dirige ha delle responsabilità. Me ne rendo conto, è più facile fare opposizione che governare. Per fare opposizione a volte basta fare un po’ di casino. Per governare non serve solo il consenso, ma anche la capacità. Attenzione, quindi, a non utilizzare i nuovi comitati Adesso! come forma di accesso a ruoli di prestigio personale utilizzando il consenso di Matteo Renzi, tradendo quel progetto politico che li ha animati due anni fa e che adesso anima il Partito Democratico. Se tutte le correnti si ritrovano nelle rispettive associazioni, chi rimane a guidare il PD? La responsabilità è di chi ha vinto il congresso, quindi la nostra. Rimboccarsi le maniche e lavorare, quindi. Chi agita il guinzaglio della folla è il primo a venirne morso.

Tutto questo, ovviamente, IMHO.

Ps: Domani partirà la Leopolda, la cartina tornasole del cambiamento politico di questo Paese. Quest’anno non potrò partecipare direttamente perchè devo rimettermi in pari con il lavoro dopo il viaggio di nozze, ma seguirò ovviamente l’evento attraverso i media online. Buona #leopolda5 a tutti!

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Comitato Pendolari: “Adeguare le infrastrutture ferroviarie”

Il Comitato Pendolari Roma-Firenze chiede un adeguamento delle infrastrutture ferroviarie per l’area interna dell’orvietano e dintorni, attraverso una lettera aperta rivolta ai sindaci dei comuni di Allerona, Alviano, Attigliano, Baschi,…

Il Comitato Pendolari Roma-Firenze chiede un adeguamento delle infrastrutture ferroviarie per l’area interna dell’orvietano e dintorni, attraverso una lettera aperta rivolta ai sindaci dei comuni di Allerona, Alviano, Attigliano, Baschi, Castelgiorgio, Castelviscardo, Città della Pieve, Fabro, Ficulle, Giove, Guardea, Lugnano in Teverina, Montecchio, Montegabbione, Monteleone d’Orvieto, Orvieto, Penna in Teverina, Parrano, Porano e San Venanzo:

Oggetto: richiesta di destinazione finanziamenti “aree interne” per adeguamento di infrastrutture ferroviarie

Con la presente portiamo all’attenzione delle amministrazioni in indirizzo la situazione di disagio che interessa il trasporto ferroviario e il fenomeno del pendolarismo nel nostro territorio. Come più volte denunciato in molte sedi istituzionali e non, la qualità del servizio del trasporto pubblico su rotaia ha subito delle drastiche riduzioni nel numero di convogli giornalieri e aumenti consistenti di percorrenze negli ultimi anni.

I tavoli di discussione aperti con le istituzioni locali e nazionali e con Ferrovie dello Stato non hanno portato a soluzioni di lungo periodo. Al contrario, ad ogni cambio orario, vengono individuate di volta in volta, soluzioni tampone per consentire il mantenimento di un servizio minimo.

L’intenzione, piú volte dichiarata da Trenitalia, di cancellare progressivamente i treni Intercity e utilizzare la linea direttissima esclusivamente per l’alta velocità ci spinge a chiederVi di sviluppare e attuare soluzioni e strategie per risolvere il problema in un’ottica di sistema, non solo a vantaggio dei pendolari ma per lo sviluppo dell’intero territorio. La nostra area ha bisogno di una politica dei trasporti condivisa, che deve essere affrontata a livello intercomunale e riteniamo che una politica intercomunale di sviluppo non possa non trattare come primo punto la mobilità e l’interconnettività basata su mezzi di trasporto pubblici efficaci ed efficienti.

Il finanziamento erogato al nostro territorio per lo sviluppo delle aree interne potrebbe essere una grande opportunità in questo senso. Come Comitato pendolari chiediamo pertanto che venga valutata la possibilità di destinare tale finanziamento all’adeguamento delle infrastrutture ferroviarie al fine di poter usufruire di un servizio di alta velocità nell’intero territorio. Questa scelta favorirebbe enormemente lo sviluppo del territorio da un punto di vista turistico, economico e culturale. Sarebbe inoltre coerente con le finalità del bando delle aree interne in cui la mobilità e l’intermobilità sono proprio una delle leve di sviluppo proposte dal Ministero dello Sviluppo economico.

Confidando in una Vostra sollecita risposta anche in vista di una azione che risulterebbe concreta ed efficace, con i più cordiali saluti.

Comitato Pendolari Roma-Firenze

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Quercia delle Checche: gli aggiornamenti dal comitato

La Quercia delle Checche, uno dei simboli della Valdorcia e una delle querce più antiche di tutta Italia, ha vissuto momenti difficili nell’ultimo mese: dopo la ferita a uno dei…

La Quercia delle Checche, uno dei simboli della Valdorcia e una delle querce più antiche di tutta Italia, ha vissuto momenti difficili nell’ultimo mese: dopo la ferita a uno dei rami principali e le operazioni di salvataggio, ha assistito a un rave party durante lo scorso weekend ed è in attesa di strategie per la messa in sicurezza.

Attorno a questo maestoso albero si è formato un movimento affettivo per la tutela e la salvaguardia, riunito in un Comitato. Abbiamo intervistato Nicoletta Innocenti, una delle fondatrici del gruppo a sostegno della Quercia delle Checche e portavoce del comitato, che ci ha gentilmente aggiornato sulla situazione della pianta e sulle attività in corso. Nicoletta è un’imprenditrice locale, esperta in marketing territoriale e sviluppo sostenibile; ha lavorato per anni su progetti di sviluppo locale con la Comunità Europea, oltre ad aver svolto incarichi amministrativi per due mandati nel comune di San Casciano dei Bagni.

Nicoletta, puoi parlarci del comitato e dei suoi obiettivi?

“Abbiamo cominciato ad agire come gruppo informale il mese scorso per salvaguardare la Quercia delle Checche durante l’emergenza. Ci siamo costituiti formalmente la settimana scorsa, dopo la sollecitazione da parte di alcuni membri di trasformarci in un gruppo stabile per la tutela e la salvaguardia dell’ambiente e della Valdorcia in generale. Attualmente siamo impegnati su tutti i fronti per informare la popolazione, sollecitare le istituzioni e coordinare gli interventi per tutelare la Quercia delle Checche: abbiamo attivato una petizione, un blog, un gruppo su facebook. Non vogliamo disperdere questo affetto nato attorno alla pianta, ma vorremmo dare il nostro contributo per vigilare sulla Valdorcia, sul suo valore storico, botanico, sociale e antropologico. Affinchè questa valle non sia soltanto un paesaggio da cartolina, è necessario che non perda il rapporto identitario con le sue radici.

Come avete affrontato l’emergenza della pianta?

quercia blog

Il Blog del Comitato

“Lo scorso 15 agosto la Quercia delle Checche ha subito un gravissimo incidente spontaneo, uno dei rami principali stava infatti per staccarsi dal tronco. Ci sono passata davanti mentre tornavo a casa da Celle sul Rigo, paese di cui sono originaria, e ho notato il problema. Dopo i primi momenti di panico ho contattato il Sindaco e il Vicesindaco di Pienza, in cerca di aiuto, poi mi sono rivolta a un ex-assessore comunale all’ambiente, che casualmente era stato testimone oculare di quella che potrebbe essere stata una concausa al problema, ovvero alcune persone che hanno fatto “tree climbing” nei giorni precedenti sui rami della pianta. Il 18 agosto abbiamo creato il gruppo su facebook, abbiamo sollecitato le istituzioni a gestire l’emergenza e contattato la prefettura, la forestale e la regione. Ci siamo rivolti al Sindaco di Pienza, che ci ha detto che si stava occupando del problema; una delle principali difficoltà era costituita dal fatto che la competenza della Quercia delle Checche non è dell’amministrazione comunale bensì del privato che detiene la proprietà del terreno. Inoltre la pianta non è mai stata inserita dalla Regione Toscana nell’elenco delle piante monumentali, nonostante il censimento della forestale del 1998: un elenco che avrebbe permesso di trattare la Quercia delle Checche al pari di un monumento e garantire più controlli e monitoraggio. A quanto pare la Regione si è dimenticata di inserire la pianta nell’elenco, e neppure a Pienza si sono resi conto di questa assenza. Il proprietario, inoltre, già da molti anni aveva proposto la cessione gratuita della pianta e dell’area al Comune di Pienza, ma l’amministrazione a quanto pare ha sempre rifiutato.”

Quali sono stati gli interventi delle istituzioni per risolvere l’emergenza?

“Durante la prima fase c’è stata la massima disponibilità da parte di tutti i soggetti. Abbiamo partecipato a un incontro con il comitato assieme all’amministrazione comunale di Pienza e alla SIA, onlus degli arboricoltori. Abbiamo quindi organizzato una sorta di commissione, assieme alla rappresentanza della Regione Toscana; noi siamo stati il pungolo, affinchè alle chiacchiere potessero seguire rapidamente i fatti. Dopo una settimana sono partiti gli interventi, l’incarico di salvataggio è stato affidato dal proprietario del terreno alla SIA, che ha effettuato i lavori in maniera volontaria e gratuita. I volontari hanno tolto le parti secche, hanno sfoltito le parti più problematiche per il peso della pianta e hanno effettuato il taglio del ramo, perché ormai era troppo tardi per salvarlo. La proprietà si è dimostrata molto disponibile, ha accettato di lasciare la branca sul posto e di non segarla, in modo che possa essere utilizzata in futuro per altri scopi, magari per interventi educativi o come memoria storica.”

E nella seconda fase?

L’emergenza è risolta, ma sarebbero necessari altri interventi: sistemare l’area, ripulirla dalle parti tagliate, fare un rapporto sulla stabilità della pianta e sulla sua salute. E definire come fruire della Quercia delle Checche in futuro, perché il terreno compatto alla sua base sta provocando dei danni, per mancanza di accesso all’acqua. Sarebbe quindi necessario prevedere delle passerelle o altre sistemazioni per impedire ad automobili e trattori di parcheggiare nei pressi e organizzare nuovi modi di fruizione di una pianta dall’alto valore simbolico per tutto il territorio. Passata l’emergenza iniziale, però, l’amministrazione comunale di Pienza non ci ha dato più ascolto e hanno preferito fare il proprio percorso in autonomia, probabilmente non volevano troppa esposizione mediatica. Penso che quella del Comitato sia una bella esperienza di processo condiviso tra cittadini e istituzioni, che senso ha interromperla dopo che è finita la crisi iniziale? Potrebbe essere un esempio di relazione proattiva, non conflittuale, per la salvaguardia del bene comune. Il Comitato si è sempre mosso con delicatezza, non vuole prendersi il merito per la risoluzione dell’emergenza, ma sta predisponendo tutto il materiale necessario per la Regione Toscana affinchè sia ufficializzata la messa a vincolo della Quercia delle Checche come pianta monumentale.”

Che rapporti avete avuto con le altre istituzioni?

“La forestale è stata estremamente collaborativa. Molto cordiali e collaborativi anche la polizia provinciale e i carabinieri. Siamo stati supportati nelle nostre attività da molti circoli di Legambiente, da Terra Nostra Firenze, dal Presidente della commissione Italiana per l’Unesco Giovanni Puglisi. Abbiamo ricevuto sostegno anche dalla sovrintendenza di Siena e dal Presidente Enrico Rossi. Nessuno aveva il potere interdittivo, ma tutti ci hanno dato sostegno.”

Che cosa vi spinge a continuare, quindi?

quercia petizione

La petizione su Change

“A noi interessa tradurre in azioni concrete l’affetto nei confronti della Quercia delle Checche. La pianta deve essere al sicuro, sistemata, e deve essere fruita con rispetto. Ci interessa anche che la Valdorcia venga salvaguardata, poiché ha vinto il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità come paesaggio umanizzato, creato dal rapporto tra uomo e natura. Quando la gente si mobilita per cause giuste e nobili, in maniera compatta e non aggressiva, anche questo è un patrimonio da salvaguardare. Nel Comitato ci sono tanti professionisti, dalla botanica alla comunicazione, dalla storia all’ambiente: si tratta quindi di un gruppo che ha gli strumenti per fare bene, nello spirito positivo della democrazia partecipativa. Abbiamo raccolto tutto il materiale storico, fotografico e archivistico sulla Quercia delle Checche; vorremmo produrre una pubblicazione monografica che tenga conto di tutti gli aspetti sociali e culturali. E magari immaginare un percorso con le scuole, che possa educare i ragazzi a fruire di questa pianta, ad avere rispetto per la natura e per il nostro patrimonio.”

Per finire, un commento sul rave party?

“Alla Quercia delle Checche non è stato causato nessun danno. Dal secondo giorno c’è stato un presidio costante da parte delle forze dell’ordine, e noi del Comitato siamo andati a monitorare la situazione. Non mi piace la demonizzazione, se l’area viene lasciata pulita non ci sono problemi. Purtroppo però così non è stato, attualmente l’area è invasa dall’immondizia, fino al fiume. Noi ci siamo presi l’impegno di ripulire l’area adiacente alla pianta, ma il resto delle operazioni di bonifica dai rifiuti dovrà essere effettuato dagli enti competenti.”

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Comitato dei genitori di Sarteano: tre anni di grandi risultati

Tre anni di Comitato dei genitori: a Sarteano una storia unica, con risultati straordinari L’avventura didattica del Comitato dei genitori di Sarteano riparte con il nuovo anno scolastico. Aggregandosi, hanno…

Tre anni di Comitato dei genitori: a Sarteano una storia unica, con risultati straordinari

L’avventura didattica del Comitato dei genitori di Sarteano riparte con il nuovo anno scolastico. Aggregandosi, hanno creato una storia unica, e un esempio: affiancando la scuola e il Comune, stanno contribuendo alla crescita educativa degli studenti. La formula è semplice e geniale al tempo stesso: il comitato promuove iniziative che coinvolgono i ragazzi, educandoli e, contemporaneamente, servendo a finanziare progetti o materiale didattico. Nato nel marzo del 2012, questo gruppo di persone molto affiatate, è stato protagonista di originali iniziative su vari temi: educazione ambientale, salute, intercultura, regolamento scolastico, carta dei servizi, analisi dei problemi inerenti ai servizi e alle strutture scolastiche.

Questa sensibilità ha consentito di lanciare la raccolta differenziata dell’alluminio, che si aggiunge a quella di altri materiali, in occasione delle Ricicliadi. Sempre in tema di riciclo e riuso, molti oggetti “recuperati” sono stati oggetto di scambio, di lotterie, di fiere di beneficenza. Senza considerare che, l’utilizzo di computer donati dal Monte dei Paschi di Siena (grazie al lavoro del direttore della filiale sarteanese Maria Letizia Ceccuzzi), ha consentito di realizzare un’aula di informatica per le scuole medie.

C’è stata, poi, l’iniziativa di educazione alla cittadinanza e stradale, organizzata con la polizia municipale e gli insegnanti. Ma non è tutto. Sono partiti laboratori per il gioco di ruolo di Civitas Infernalis, coinvolgendo una fascia di età (10-16 anni) con la quale è difficile interagire. Per questo, il comitato sta pensando ad attività e su temi a loro vicini. Ed è nata una collaborazione con le associazioni Sarteanoviva e Spaziosport per organizzare la festa del carnevale in maschera.

Il bello è che tutte queste attività, oltre a educare, divertire, unire genitori e figli, consentono di raccogliere fondi tutti reinvestiti in attività, materiali e attrezzature scolastiche. Nel primo anno di attività del comitato, le cifre raccolte sono state impiegate per l’acquisto di materiale didattico e come contributo per la partecipazione al bando “scuola@2.0”, peraltro vinto, finalizzato all’informatizzazione. Lo scorso anno sono stati acquistati lettori cd e set di burattini per la materna; alla scuola primaria si è provveduto alla sistemazione e posa di brecciolino nel piazzale antistante l’edificio scolastico, mentre per la secondaria si è acquistata una lavagna multimediale.

“Senza esperienze precedenti – osserva il sindaco Francesco Landi – ma seguendo la voglia di agire per il bene comune, il Comitato dei genitori di Sarteano sta acquisendo una propria identità, con la funzione di corpo attivo accanto ai bambini e ai ragazzi: un ponte per una collaborazione tra scuola, amministrazione, famiglie e società. Tutto ciò è straordinario”.

Accanto alla soddisfazione, la presidentessa del gruppo di genitori, Donatella Patané, lancia un appello:

“La nostra speranza – afferma – è che i cittadini-genitori sarteanesi scelgano di partecipare attivamente al comitato, assumendo un atteggiamento etico verso la vita scolastica e contribuendo, insieme alla direzione didattica e al Comune, a un processo di crescita culturale e civica dei propri figli e, di conseguenza, di tutta Sarteano”.

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Asilo nido di Montepulciano, le dichiarazioni del Comitato Genitori

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa inviato dal “Comitato Genitori di Montepulciano” in merito alle vicende dell’asilo nido “L’uccellino azzurro”: Genitori sconcertati e delusi: questi i sentimenti delle famiglie presenti dopo…

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa inviato dal “Comitato Genitori di Montepulciano” in merito alle vicende dell’asilo nido “L’uccellino azzurro”:

Genitori sconcertati e delusi: questi i sentimenti delle famiglie presenti dopo l’incontro svoltosi con il sindaco nel pomeriggio di mercoledì 9 luglio a Palazzo del Capitano. Inizialmente la chiusura dell’ Asilo sembrava dovesse essere necessaria per un problema di costi, invece il Sindaco ha affermato che le casse del comune “godono di buona salute”.

Allora il problema si è spostato sull’ insufficiente numero delle domande di iscrizione. Il giorno prima della suddetta riunione il comitato genitori ha contato 19 bambini frequentanti e 23 nuove domande per un totale di 42, superando così il numero di 39 bambini che il Sindaco aveva richiesto per il mantenimento dei due plessi. Di fronte a tale stima, sulla base della quale in tutte e tre le riunioni era stato chiesto un conteggio ufficiale da parte dell’amministrazione dei bimbi che avrebbero frequentato l’anno 2014/2015, la dichiarazione del Primo Cittadino ha lasciato di stucco i genitori: “ L’amministrazione ha già deciso la chiusura dell’Uccellino Azzurro prima dell’incontro del 2 Luglio, e non siamo disponibili a ridiscuterne in nessun’altra sede”.

Pertanto qualsiasi analisi o proposta alternativa non è stata presa in considerazione. Quindi il Nido del Capoluogo chiuderà. Per quest’anno i bambini frequentanti andranno all’Asilo privato Fausto Fumi aggravando la fiscalità delle casse comunali così come affermato dal sindaco.

Inoltre, alle nuove domande del capoluogo non sono state date alternative se non quella di recarsi al “Trenino”, e ieri pomeriggio 5 famiglie hanno già dichiarato l’impossibilità di poter affrontare tale scelta con la conseguenza di un’ulteriore aggravio di costi per il comune. A questo punto riportiamo la delibera della Giunta Comunale numero 161 del 8 luglio 2013 con il quale lo scorso anno è stata decisa una soluzione opposta con un numero di bambini inferiore a quest’anno:

“- Che una eventuale decisione di realizzare il servizio di asilo nido in un’unica struttura avrebbe un impatto negativo sia nell’utenza già iscritta sia in quella che ha presentato richiesta di servizio per il prossimo anno educativo, infatti decisioni così gravi devono essere necessariamente precedute da adeguata informazione;
– Che si verrebbero a creare gravi disordini nell’organizzazione familiare, di minori interessati con il rischio di perdere anche l’utenza acquisita a favore di altre strutture private o extra territorio comunale, e di dover mantenere comunque il servizio per una minore utenza fatto che lo farebbe risultare ancora più oneroso;”

Rinnoviamo l’invito, rifiutato in sede di riunione, al Sindaco e all’Amministrazione Comunale ad un dibattito aperto con la cittadinanza, perché il comitato genitori ritiene che la scelta della chiusura di un servizio come l’asilo non può essere gestita a porte chiuse: l’asilo appartiene alla collettività passata, presente e futura ed è diritto della cittadinanza discuterne, capire e valutare una scelta così importante. Chiediamo a tutta la cittadinanza di farsi presente ed esigere con chiarezza il dibattito richiesto dei genitori.
Il comitato genitori di Montepulciano

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Cetona: prime scintille tra Cappelloni e Di Meo?

Prime scintille nell’arena politica di Cetona tra Francesco Cappelloni e Fabio Di Meo, rappresentanti del comitato Renzi e della mozione Civati.

Prime scintille a Cetona tra Cappelloni e Di Meo: un assaggio delle prossime primarie?

Un botta e risposta nell’arena politica di Cetona che sembra un preludio alle prossime elezioni amministrative, o, perlomeno, al prossimo congresso del Partito Democratico. Le prime scintille tra i democratici sono infatti scoppiate tra Francesco Cappelloni, referente comunale del comitato a supporto di Matteo Renzi, e Fabio di Meo, responsabile provinciale della mozione a sostegno di Pippo Civati. Ma la situazione, in realtà, è ancora più complessa: Di Meo è infatti l’attuale sindaco di Cetona, mentre Cappelloni ha ricevuto numerose preferenze nel sondaggio per i candidati sindaci pubblicato dal Corriere di Siena.

cappelloni

È stata proprio un’intervista relativa a questo straordinario consenso a scatenare la prima diatriba. Francesco Cappelloni, referente di un comitato renziano che ha conquistato il 54% delle preferenze alle scorse primarie, si è detto disponibile ad accettare la candidatura a sindaco alle primarie comunali, se dovesse sorgere questa richiesta. Per la prossima tornata amministrativa, Cappelloni e il gruppo renziano sono a favore delle primarie:

“Io auspico le primarie perché è la cosa più democratica che si possa fare. Fino ad oggi è mancato il dialogo con i circoli e i cittadini. Per me il partito deve essere aperto recuperando quell’euforia che ci fu alle primarie quando giovani e meno giovani si fecero coinvolgere. Per le prossime amministrative bisogna ripartire dallo spirito di quelle primarie. Il Pd va rifondato con persone nuove. A Cetona bisogna analizzare gli errori fatti in passato ripartendo proprio dalle primarie – dice Francesco Cappelloni, che poi getta le basi di un possibile programma politico per le amministrative – Intanto un maggior dialogo con le persone, poi affrontare alcuni errori come quello legato all’enorme spreco di denaro per il nuovo parcheggio ma soprattutto realizzare la “fontanella” dell’acqua per tutti. Così ci sarebbe un risparmio economico per le famiglie, ci sarebbe una maggiore attenzione all’ambiente eliminando sempre di più le bottiglie di plastica e si insegnerebbe ai bambini il rispetto per l’ambiente anche con la raccolta differenziata”.

Probabilmente sono stati proprio gli accenni finali al futuro programma politico a provocare scalpore tra i democratici: non si è fatta attendere la risposta del sindaco Di Meo, attraverso un comunicato inviato alla stampa e agli organi di informazione:

“Vorrei rispondere ad alcune osservazioni fatte da Francesco Cappelloni nella sua intervista pubblicata da alcuni organi di stampa lunedì 30 settembre. Non entro ovviamente nel merito di candidature a sindaco, primarie, sfide, stupori… Ognuno è libero di candidarsi a tutto ciò che ritiene consono alle proprie capacità e di stupirsi degli eventi che osserva. Ciò che conta però è il principio di verità.

Comprendo alcune lacune di informazione che possa avere l’amico Francesco (inutile star qui a far finta di darsi del “lei” sui giornali no?) rispetto alle vicende amministrative cetonesi, visto il suo recente arrivo nel nostro Comune, e l’ancor più recente inizio del suo impegno politico a Cetona, ma per amore della verità mi trovo costretto ad evidenziare un passaggio amministrativo che sono certo gli sia sfuggito, altrimenti non sarebbe comprensibile il suo addebito circa lo “spreco di denaro” pubblico per la realizzazione del parcheggio a Cetona.

E cioè che quella attualmente in carica è l’Amministrazione che ha ridimensionato il progetto del parcheggio dai previsti 4,5 milioni per un’opera su due stralci (di cui finanziato solo il primo) da realizzare “smontando” la collina del campo sportivo, riducendolo agli attuali 2,8 milioni, con un risparmio netto per la comunità di 1,7 milioni di euro, e con la possibilità di finanziare l’intero intervento in un unico stralcio e con minore impatto logistico. Per capirci questa è l’amministrazione che ha ridotto il progetto di circa il 38%, ben più di un terzo.

Non solo: con la stessa somma ridotta è riuscita ad inserire anche la riqualificazione dell’area urbana intorno alle scuole medie, e l’ampliamento a due corsie di una strada che permetterà di sgravare in parte dal traffico via Risorgimento. E dei 2,8 milioni, il 94,6% derivano da finanziamenti esterni, senza incidere sulle casse comunali.

Un intervento che va a creare nuovi parcheggi, e chiunque abbia trascorso minimamente il suo tempo libero a Cetona nei periodi di afflusso turistico ha toccato con mano questa esigenza, e la riqualificazione di un pezzo di paese. Quello di Francesco Cappelloni mi pare dunque un addebito fuori tempo massimo e alle persone sbagliate.

Rispetto alla sollecitazione ad installare “fontanelle dell’acqua per tutti”, visto che credo ci si riferisca a quegli impianti di erogazione d’acqua nati in molti comuni della zona, vorrei solo dare alcune notizie che possano poi consentire a tutti di farsi un’idea precisa, altrimenti anche in questo caso si parla senza conoscere:

Primo, dalle “fontanelle” uscirebbe la stessa acqua che esce già oggi dal rubinetto di casa. Infatti gli eventuali gestori degli impianti si attaccherebbero proprio all’acquedotto comunale. Acqua magari un po’ trattata, e volendo gassata, ma sempre di acqua comunale si tratterebbe. Se non si vogliono usare bottiglie di plastica (ed è giusto limitarne l’uso), a Cetona, dove abbiamo la fortuna di avere un’acqua ottima che proviene da sorgenti di montagna, basta aprire il rubinetto di casa e riempire una bottiglia di vetro.

Secondo, la maggior parte delle volte non si tratta di un servizio pubblico, bensì di un servizio dato in appalto ad un privato che si mette a vendere acqua pubblica (rimborsando, e ci mancherebbe altro, il costo al comune), ed entrando ovviamente in concorrenza con tutti gli altri rivenditori d’acqua del Comune (bar, supermercati, bottiglierie), in un momento di profonda crisi del commercio.

Detto questo ognuno può farsi la sua idea, ragioniamoci insieme. Sul tema della mancanza di dialogo infine la sfida la lancio scherzosamente io a Francesco esortandolo a scovare anche un solo cittadino che, in buona fede, possa affermare che il Sindaco in questi quattro anni e mezzo si sia sottratto al confronto non ricevendolo in Comune, non parlando con lui per strada, in piazza, al bar, al telefono e persino attraverso facebook a qualsiasi ora del giorno e della notte.”

1 commento su Cetona: prime scintille tra Cappelloni e Di Meo?

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