La Valdichiana

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Louie – Vita quotidiana di un comico

Questa volta abbandono le serie drammatiche per parlarvi di una comedy di alta qualità e di grande successo. Spesso mi sono chiesto come sia la vita di tutti i giorni di un…

Questa volta abbandono le serie drammatiche per parlarvi di una comedy di alta qualità e di grande successo. Spesso mi sono chiesto come sia la vita di tutti i giorni di un comico, al di là delle battute e degli aneddoti che racconta dal palco di un teatro, o da uno show televisivo. In Louie succede proprio questo. La serie, vincitrice di due Emmy, ci accompagna nella vita di tutti i giorni di Louis C.K., al momento lo stand-up comedian più amato negli Stati Uniti. La serie è trasmessa in Italia da Fox.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=ax9ewlkKXt8[/youtube]

Louis C.K.. La serie è tutta su di lui: personaggio principale, attore, scrittore, produttore e regista. Luis Szekely (C.K.) è nato a Washington nel 1967, ha vissuto fino a sette anni in Messico, poi quando i suoi genitori hanno divorziato si è trasferito a Newton, poi a Manhattan. Louis C.K. viene conosciuto al grande pubblico, come comico, grazie a frequenti apparizioni in alcuni tra gli show più popolari negli Usa, come The Tonight Show with Jay Leno e  Late Show with David Letterman. Raggiunge il successo nel 2005 grazie ad una sua esibizione di mezz’ora, inserita nello special della HBO One Nigh Stand, consentendogli, nel 2007, di vedersi produrre Shameless, il suo primo show di un’ora. Ha iniziato la sua carriera da attore nel 2007 in Lucky Louie, serie comedy, scritta proprio da lui, che ha però avuto scarso successo. Nel 2009 sigla un accordo con FX per trasmettere Louie.

Louie. La serie ha una struttura interessante: mischia la trama con piccoli assaggi delle sue esibizioni nei locali di Cabaret di New York. La serie non ha un filone narrativo specifico: ogni episodio è indipendente, staccato dagli altri. Anche gli attori, in certi casi non sono sempre gli stessi. Louis C.K. mette al centro dell’episodio un argomento, o un aneddoto, focalizzando l’attenzione dello spettatore sul particolare e non sull’insieme della serie. La comicità è sferzante, senza censura, che non conosce tabù, ma al tempo stesso profonda e capace di mostrare una visione critica riguardo a un certo tema.

La sua vita. Louis in questa serie vuole raccontare di sé stesso e della sua vita privata, molto di più di quanto non faccia nei suoi spettacoli. Si dipinge in un maniera molto negativa sotto certi aspetti. Viene fuori un quasi cinquantenne obeso, ormai rassegnato al proprio aspetto fisico e assai ostile ad ogni sforzo fisico. È divorziato, non cerca l’anima gemella, ma gran parte degli episodi narrano i suoi disperati tentativi di trovare qualcuno, finendo spesso in situazioni bizzarre con persone altrettanto bizzarre. È solo la maggior parte del tempo. Stravede per le sue due bambine, ci fa vedere il suo lato più tenero e sensibile, è un padre premuroso ma anche molto imbranato. Gli episodi ci raccontano anche il suo passato, i suoi primi passi nel mondo dello spettacolo, il suo rapporto con lo show business, con la modernità.

La consiglieresti? Sì. Soprattutto a chi apprezza la stand-up comedy e la satira. I temi trattati sono più o meno gli stessi che tratta nei suoi spettacoli, ma qua vengono visti con una luce personale, poiché non deve andare alla ricerca della puch line (battuta ad effetto) con la conseguente risata. Non è certamente consigliata a chi crede che il massimo della comicità sia Benigni (di adesso) o Zelig (non di Woody Allen). Apprezzo la serie perché si mostra cruda e smaliziata, come è da sempre la vera satira.

Voto. 8.5/10

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Carlo Monni: addio al cantastorie toscano

Attore di tantissimi film e partner storico di Roberto Benigni, Carlo Monni si è spento all’età di 70 anni, dopo una lunga malattia, in una clinica fiorentina. L’attore toscano, originario…

Attore di tantissimi film e partner storico di Roberto Benigni, Carlo Monni si è spento all’età di 70 anni, dopo una lunga malattia, in una clinica fiorentina. L’attore toscano, originario di Campi Bisenzio, è stato per anni al fianco di Roberto Benigni, insieme nel programma di debutto ”Telavacca”, parodia di una trasmissione televisiva ambientata in una stalla, in cui i due comici fingevano di disturbare le frequenze Rai trasmettendo da una stalla appunto, fino  a ”Berlinguer ti voglio bene” film del 1977 diretto da Giuseppe Bertolucci.

Monni amava dedicarsi al verseggiare libero della tradizione toscana, attore e poeta, cultore della tradizione popolare, schietto e carismatico, era un attore amato da tutto il pubblico fiorentino e non solo. Per molti il Monni era la personificazione del sarcasmo del fiorentinaccio, il poeta del volgare, uguale a se stesso sia sul palcoscenico, sia sul grande schermo che nelle piazze.

Oltre a Benigni, il Monni ha recitato insieme a grandi attori italiani da Pieraccioni a Nuti. Indimenticabili “Caruso Paskoski”, “Lucignolo”, “No grazie, il caffé mi rende nervoso”,  “Benvenuti in casa Gori”, fino al suo ultimo impegno in “Manuale d’amore 3”.

Una delle sue interpretazioni più memorabile resta quella in “Non ci resta che piangere”, film scritto, diretto e interpretato da Roberto Benigni e dall’indimenticato Massimo Troisi, in cui Monni vestì i panni del personaggio di Vitellozzo.

Questa l’eredità più bella che Carlo Monni lascia al suo pubblico, lui che, senza falsa modestia ripeteva sempre che al Metropolitan preferiva le feste dell’Unità.

Leonardo Pieraccioni in un twitter lo ricorda così: “Carlo Monni era esattamente come si vedeva, una montagna di energia, la sua risata spezzava in due la tristezza. CIAO MONNI!”

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