La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: Alessandro Fracassi

GFNY: da tutto il mondo su due ruote in Valdichiana

Un tragitto di 108 km, 2000 metri di dislivello da percorrere attraverso gli scorci e le colline della Valdichiana Senese, un territorio presente nell’immaginario internazionale come la capitale del buon…

Un tragitto di 108 km, 2000 metri di dislivello da percorrere attraverso gli scorci e le colline della Valdichiana Senese, un territorio presente nell’immaginario internazionale come la capitale del buon vivere: con queste premesse non poteva di certo essere disatteso l’incontro di tanti appassionati di sport con bellezze paesaggistiche celebri in tutto il mondo. È così che in una giornata tipicamente primaverile, questo bacino di interesse naturale e storico è diventata meta di un evento sportivo cui hanno preso parte più di mille ciclisti, provenienti da 37 diversi Paesi di quattro continenti. La Gran Fondo New York, gara internazionale di ciclismo amatoriale, ha scelto di posizionare in Valdichiana, tra la data in Colombia e quella nella Repubblica Domenicana, partenza e traguardo della sua unica tappa in Italia per tre sue edizioni consecutive, da quest’anno fino al 2021.

«Amare il ciclismo significa amare l’Italia, e in particolar modo la Toscana, dove è antica e consolidata la tradizione di questo sport»

aveva dichiarato Uli Fluhme, presidente della Gran Fondo, nel corso della presentazione dell’evento.
E sicuramente quanti hanno partecipato alla gara non potranno dire di non aver visitato l’anima più autentica della Toscana.

Partendo da Torrita di Siena, e proseguendo per Montefollonico, Castelmuzio, Montisi, Trequanda, San Giovanni d’Asso e Torrenieri, sino all’arrivo in piazza Grande a Montepulciano, il percorso lungo i borghi e le strade bianche ha suscitato tanto l’ammirazione dei corridori, che molti si sono premurati di installare telecamere GoPro sui propri caschi.

Vari i livelli di preparazione atletica: se ne è avuto dimostrazione prima che la gara iniziasse davvero. In arrivo da Montepulciano, da dove si è svolto il traferimento verso la linea di partenza, i ciclisti, sia professionisti che amatori, si sono trovati ad entrare nel centro storico di Torrita per via Roma, una salita abbastanza erta che in diversi hanno affrontato scendendo dalla sella e proseguendo a piedi.

Già al passaggio per piazza Matteotti, dove ad attendere gli atleti c’erano gli Sbandieratori e i Tamburini di Torrita, il gruppo di testa è apparso ben distaccato dal resto del gruppo. Il primo a tagliare il traguardo, dopo 3 ore 13′ 36” è stato Riccardo Pichetta, a distanza di 4′ 53” dal secondo Nicolò Di Gaetano e di 7′ 46” dal terzo classificato Aurelio di Pietro. Lungo il tratto di strada che collega Torrita a Montepulciano, ancora intorno alle 15:30 del pomeriggio si potevano scorgere i corridori, nelle riconoscibili maglie verdi e nere prodotte in Italia e fornite da un’organizzazione che non ha lasciato nulla al caso, avvalendosi della collaborazione delle amministrazioni comunali di Montepulciano e Torrita, che tra l’altro hanno destinato della realizzazione dell’evento i proventi dell’imposta di soggiorno, e delle tante associazioni presenti sul territorio, le quali non hanno mancato di apportare il proprio sostegno, in fede ad un principio di collaborazione che ha saputo dare i propri frutti.

«C’è molto orgoglio – ha commentato la dottoressa Grazia Torelli – per essere riusciti a concretizzare un progetto ambizioso, che dalla sua proposta, giunta nello scorso agosto, alla messa in pratica, ha presentato pure qualche difficoltà, soprattutto dal punto di vista burocratico».

Il gran numero di iscritti, alcuni dei quali hanno aderito al Training Camp, il pacchetto di uscite guidate su percorsi tra i 40 e i 90 km in vista della gara, ha affollato le terre di Siena già dalla scorsa settimana, inducendo così un buon risultato per la promozione di tutto il territorio. Oltre ai ciclisti, infatti, era atteso l’arrivo di tanti accompagnatori che hanno approfittato dell’occasione per una breve vacanza.

«È stata un’occasione unica per far conoscere questi posti ad appassionati di sport e benessere che vengono anche dall’altra parte del mondo» ha dichiarato Alessandro Fracassi, Presidente del comitato organizzatore che ha curato l’evento. «Come primo anno c’è soddisfazione per il risultato ottenuto, ma anche consapevolezza di avere margini di miglioramento verso i quali protendere per le prossime edizioni, e chissà se per non altri progetti».

Quel che rimane, a gara conclusa, è la risonanza, giunta grazie a questa manifestazione di sano sport, alle terre della Valdichiana senese, e la prova superata – se fosse stato ancora una volta da dimostrare – della disposizione all’accoglienza e alla cooperazione viva in questo territorio.

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Il Bravìo delle Botti di Montepulciano rifiuta il doping

Controlli a sorpresa sugli spingitori del Bravìo come effetto deterrente al doping. Il 186° Reggimento paracadutisti “Folgore” di Siena in commissione per il controllo delle botti Il Bravìo delle Botti…

Controlli a sorpresa sugli spingitori del Bravìo come effetto deterrente al doping. Il 186° Reggimento paracadutisti “Folgore” di Siena in commissione per il controllo delle botti

Il Bravìo delle Botti di Montepulciano è una manifestazione che da sempre affascina turisti e cittadini dal punto di vista storico, culturale ed enogastronomico. Dalle grandi feste popolari spira sempre un desiderio di pulizia e legalità, elementi questi che prescindono dal tempo, dal luogo e dalle posizioni.

Valori che il Bravìo sposa appieno, e infatti negli ultimi anni gli organizzatori hanno posto sempre una maggiore cura e attenzione verso gli spingitori, le prove e tutta la gara dal punto di vista sportivo. Un gara che necessita grande prestanza fisica, quella che si preparano ad affrontare i sedici spingitori, due per ogni contrada di Montepulciano. Spingere una botte da 80 Kg per gli irti vicoli e le strade di Montepulciano non è una cosa semplice e richiede tanto allenamento e tecnica, ovviamente senza tenere conto dell’effetto emozione, che può giocare brutti scherzi, della paura e dell’ansia da prestazione durante la gara. Tutto questo insieme di emozioni e sforzi fisici potrebbe indurre gli sportivi ad assumere sostanze dopanti per accrescere le proprie prestazioni, ma il Bravìo rifiuta categoricamente ogni tentativo di doping.

Alessandro Fracassi, membro del consiglio di gestione,con incarico di referente antidoping e giudici di botte:

“Quest’anno, come l’anno precedente, i controlli sono stati intensificati e ad occuparsene è la Federazione Medici Sportivi Italiana convenzionata, per disponibilità, con la struttura di Foiano. A sua volta, come dice la Tecnica di Attuazione Normativa, il suo medico individua un referente CONI che farà visite di controllo, a sorpresa, sugli atleti durate tutto il periodo delle prove. Non è da escludersi che vengano fatti anche il giorno della gara, domenica 31 agosto. – continua Fracassi – Per fare i prelievi vengono prese tre provette (una per l’analisi, un’altra per la controanalisi e infine una terza che viene congelata), i risultati vengono inviati al Magistrato prima della chiusura dell’anno contradaiolo, il 28 settembre 2014 prossimo, che ne decreta la validità. In caso di negatività sarà il Magistrato stesso a prendere le dovute decisioni”.

Questo effetto deterrente è necessario per poter vivere la vera sostanza del Bravìo, una grande festa popolare con spirito aperto, libero e divertente, con la giusta dose di sana competizione: questa deve essere l’unica ricetta per affrontare la gara e la vita di tutti i giorni.

10647162_627267840721481_8120669926316163520_nAl Bravìo i controlli non vengono effettuati solo sugli atleti ma anche sulle botti. Le botti, infatti, prima della gara vengono controllate dai garanti dell’Amministrazione Comunale, scelti nei gruppi sportivi estranei alla competizione ma che sposino i principi di lealtà, abnegazione e rispetto. Questi principi si uniscono nella figura del militare, sarà infatti il 186° Reggimento paracadutisti “Folgore” di Siena, già a Montepulciano da venerdì 29 agosto, a eseguire tutti i controlli del caso. I militari, superpartes, verranno messi a conoscenza di tutto il percorso, dovranno sorvegliare gli atleti, cioè li affiancheranno, durante tutto il tragitto di gara, dovranno capire i trucchi del gioco, controllare la regolarità delle botti, verificare la rotazione e ogni minimo particolare.

I parà della folgore saranno vestiti con una divisa, appositamente realizzata dalla CLFactory, azienda made in Italy di calzature e borse con sede a Montepulciano, che riporterà il logo dell’amministrazione comunale di Montepulciano e il logo dell’esercito.

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