La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: AgrieTour

Agrietour 2018: l’agriturismo, un settore in salute

Il successo di un settore che vale oltre 1,4 miliardi di euro, quello dell’agriturismo, è rispecchiato da quello della fiera di riferimento, AgrieTour, che ha chiuso i battenti ad Arezzo…

Il successo di un settore che vale oltre 1,4 miliardi di euro, quello dell’agriturismo, è rispecchiato da quello della fiera di riferimento, AgrieTour, che ha chiuso i battenti ad Arezzo Fiere e Congressi con l’edizione numero diciassette, quella che ha segnato un cambio di passo.

Un nuovo format infatti ha interessato l’intero evento fieristico che ha chiuso al pubblico per aprire, in due giorni concentrati, le porte ai tecnici e agli operatori del settore. Il risultato sta nelle parole dei partecipanti, operatori da un lato (oltre 70 da tutti i principali mercati internazionali) e aziende agrituristiche che in due giorni hanno organizzato oltre 500 incontri b2b nei quali domanda e offerta si sono incontrati e confrontati confermando che la vacanza in campagna, soprattutto all’estero, è la preferita dai turisti.

Fiore all’occhiello di AgrieTour, il workshop B2B, che ha visto un modello a partire da una selezionata e cospicua presenza di buyer provenienti da tutto il mondo interessati a scoprire l’offerta nazionale. Oltre 70 in rappresentanza dei principali mercati con novità come la Colombia per esempio. Il modello seguito è stato quello del “matching day” con presentazioni dedicate ai buyer a cura dei territori presenti in fiera e del tradizionale B2B per le aziende che per la prima volta hanno potuto pianificare gli appuntamenti prima grazie alla nuova applicazione creata dalla fiera con la quale è stato possibile non solo gestire i contatti, ma anche comunicare in forma diretta e partecipare agli eventi potendo iscriversi e aggiornali di volta in volta.

Sono stati oltre 50 gli appuntamenti organizzati in due giorni. A partire dai tradizionali convegni (oltre 10) che hanno approfondito diversi aspetti dell’attualità del settore. Sono proseguiti i master, 10 argomenti presi in esame, di approfondimento e formazione per gli imprenditori del settore, ma anche per chi ha in mente di aprire un agriturismo. Dalle tecniche di customer satisfaction a come promuovere l’agriturismo attraverso lo storytelling adeguato e ancora formazione sulla legislazione del settore o su come incrementare del 20 per cento la propria attività. Altra novità di questa diciassettesima edizione sono stati i seminari in pillole, oltre venti in due giorni, che in 45 minuti hanno preso in esame diversi argomenti approfonditi da case history e professionisti del settore. Dall’accoglienza in cantina e in azienda, alla bioarchitettura (settore ben rappresentato in fiera), passando per analisi economica e le prospettive per le fattorie didattiche.


Ad Agrietour 2018 va in scena l’ospitalità italiana (16/11/2018)

Dopo il concorso culinario che ha visto trionfare l’azienda agricola Cortivo Pancotto di  Caneva (Pn) con il Goulash di vitello con polenta rustica e frant, l’edizione 2018 di AgrieTour, il Salone Nazionale dell’agriturismo e dell’agricoltura multifunzionale ad Arezzo Fiere e Congressi, è proseguita con il convegno dedicato all’Aglione della Valdichiana a cura dell’associazione dedicata alla sua tutela e valorizzazione.

Durante il congeno, il presidente Ivano Capacci, insieme alla preside dell’Istituto Statale d’Istruzione Superiore ‘Angelo Vegni’- Capezzine Cortona Silvia Delaimo, a Gianfranco Santiccioli, Graziano Tremori, Virginia Lucherini, Stefano Biagiotti e Claudio del Re, hanno ripercorso l’operato, dalla sua nascita ad oggi, dell’associazione nata per tutelare e promuovere una delle colture più pregiate della Valdichiana.

L’appuntamento è stato anche l’occasione per conoscere in maniera approfondita le proprietà nutrizionali del bulbo chianino, nonchè le sinergie che sono in atto tra produttori, commercianti e consulenti nell’ottica di un modello di sviluppo unitario che vada in sinergia con il territorio di origine. L’aglione è stato anche il protagonista di un cooking show a cura degli studenti dell’istituto alberghiero ‘Angelo Vegni’, i quali hanno cucinato, sotto la guida dei loro docenti, un gustoso piatto di pici all’aglione, rigorosamente fatti a mano e secondo tradizione. La giornata è poi proseguita con altri appuntamenti dedicati all’agriturismo e all’agrobiodiversità in Toscana: multifunzionalità tra cultura e territorio.

Nell’anno del cibo italiano, dunque, nella nuova edizione di AgrieTour, la cucina di campagna ha fatto da padrona in quanto veicolo del turismo italiano e nazionale. Nel 2017, infatti,  le aziende agrituristiche autorizzate alla ristorazione (o agriristori) sono 11.407 (+0,7% rispetto al 2016), pari al 48,7% degli agriturismi italiani; esse dispongono di 441.771 posti a sedere (-0,5% sull’anno precedente). Al pari delle altre tipologie agrituristiche, anche la ristorazione è nel complesso più presente nelle regioni centro-meridionali, dove è localizzato il 56,3% delle aziende ristoratrici.

Gli agriristori aumentano maggiormente nel Centro (+4,6%) e di poco nel Nord (+0,2%), mentre diminuiscono nel Mezzogiorno (-1,9%).7 Un agriristoro può offrire contemporaneamente servizi di alloggio, degustazione e altre attività. Il 13,5% delle aziende è autorizzato unicamente alla ristorazione, il 72,1% offre anche servizio di alloggio, il 30,4% abbina la ristorazione con la degustazione e il 58,2% completa l’offerta con l’esercizio di altre attività (equitazione, escursionismo, sport, corsi, ecc.). La degustazione consiste in un assaggio di prodotti alimentari che non assume le caratteristiche proprie di un pasto. Si tratta, generalmente, di un arricchimento dell’offerta aziendale, che si inserisce nel circuito di ristorazione-alloggio mediante il consumo in loco di prodotti alimentari di origine aziendale.

Nel 2017 le aziende autorizzate alla degustazione sono 4.849 e rappresentano il 20,7% degli agriturismi in complesso. Rispetto all’anno precedente si registra un aumento del 4,2% a livello nazionale, sintesi di una crescita del 10,3% nel Mezzogiorno, del 4,1% nel Centro e dello 0,6% nel Nord. A livello regionale, gli aumenti più consistenti si rilevano nel Lazio e in Sardegna (rispettivamente +56 e +55 unità), mentre la contrazione maggiore si registra in Veneto (-42 unità). Fra le aziende che offrono degustazione, 115 unità (2,4%) sono autorizzate alla sola degustazione, 3.467 (77,1%) associano anche l’ospitalità, 3.738 (71,5%) combinano la degustazione con la ristorazione e 3.295 (68%) completano l’offerta con l’esercizio di altre attività.


Ad Agrietour 2018 va in scena l’ospitalità italiana

Ad Arezzo torna l’evento più importante dedicato al mondo dell’agriturismo e dell’agricoltura multifunzionale. AgrieTour, il Salone nazionale dell’agriturismo organizzato da Arezzo Fiere, si è aperto con il taglio del nastro alla presenza del governatore della Toscana Enrico Rossi e dell’assessore regionale alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli; durante le iniziative, i corsi e i laboratori organizzati all’interno della manifestazione si sono riuniti i maggiori esperti del settore per confrontarsi sulla crescita del turismo e delle eccellenze dell’ospitalità italiana.

Il turismo gastronomico è sempre più al centro dell’attenzione a livello mondiale, come dimostrano i dati diffusi durante la quarta edizione della conferenza mondiale del turismo organizzata a Bangkok dal Word Trade Organization, dove è emersa l’importanza e l’impatto che ha il cibo nella scelta delle destinazioni delle vacanze.  I dati Istat, aggiornati al dicembre 2017, parlano infatti di una crescita del 3% delle strutture agrituristiche in tutta Italia e la Toscana, con oltre 4500 unità, è la prima regione per offerta del settore. Nella nostra regione è Siena e la sua provincia a mostrare la maggiore offerta di strutture.  Non solo la Toscana è la prima regione per numero di presenze (3,9 milioni), di cui oltre due terzi usufruite da ospiti stranieri, ma sempre Siena e provincia si distinguono con 0,3 milioni di arrivi e 1,1 milioni di presenze.

AgrieTour è anche l’occasione di partecipare a workshop B2B, ad approfondimenti, convegni, seminari ed eventi promozionali come il Campionato italiano di Cucina Contadina presso la sala cooking show, uno dei momenti più attesi da tutti gli appassionati e amanti della gastronomia. Ai fornelli si sono sfidate le regioni Lazio, Emilia Romagna, Friulia Venezia Giulia, Veneto, Sicilia e Campania dando vita ad un viaggio culinario che si è snodato tra tradizione e innovazione.

Ombrichelli piccanti della capanna, Sagne e fascior, Riso di valle, Goulash di vitello con polenta, Pollo in tecia con fagioli in umido, Polpette all’uovo e Pastiera di farro hanno accarezzato i delicati palati dei giurati regalando la possibilità di degustare, in abbinamento ai vini di varie denominazioni, prodotti tipici delle varie zone di origine, alla scoperta della loro storia e delle loro tipicità.

Ad aggiudicarsi il primo premio è stato il Goulash di vitello con polenta rustica e frant dell’azienda agricola Cortivo Pancotto di Caneva di Pordenone. Un piatto che ha unito la carne di vitello grigio alla polenta rustica fatta con semi di mais antichi e il frant, un tipico formaggio di malga lavorato in frantumazione e unito alla panna e speziato con pepe. Il piatto ha messo d’accordo tutti i giurati per il suo sapore deciso, che unito alla delicatezza della polenta, è risultato equilibrato e armonioso.

Dal primo giorno di Agrietour è emerso che l’agriturismo e la sua multifunzionalità sono presidi e tutela del paesaggio agrario con oltre 310mila ettari con destinazione produttiva e ambientale e hanno un forte valenza sociale con la creazione di nuova occupazione con 8.159 aziende (36%) a conduzione femminile, con un incremento al Sud del 6,4% rispetto al 2015.

Gli agriturismi esprimono, poi, il loro valore nel mantenimento dell’agricoltura di piccole dimensioni dal momento che il 50% delle aziende agrituristiche opera su superfici fino a 5 ettari, in particolare mantengono attività umane nelle aree rurali (spesso svantaggiate) visto che sono 2.624 (63%) i Comuni classificati come aree interne che ospitano almeno un agriturismo e che sono 7.188 (32%) le aziende che si trovano in aree montane. Da non trascurare, inoltre, che un agriturismo su due si trova in Comuni con popolazione inferiore a 5mila abitanti. In termini di sostenibilità, infine, il 25% delle aziende agrituristiche (e delle fattorie didattiche) pratica agricoltura biologica (le aziende agricole biologiche sono il 3,6% del totale, una su ventotto).

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Rinascimento Verde in Valdichiana: intervista ad Albano Ricci

Ho conosciuto Albano Ricci, assessore del Comune di Cortona, durante il convegno organizzato da Banca Valdichiana nel corso della 13° edizione di AgrieTour. Il nostro quotidiano si occupa principalmente della…

Ho conosciuto Albano Ricci, assessore del Comune di Cortona, durante il convegno organizzato da Banca Valdichiana nel corso della 13° edizione di AgrieTour.

Il nostro quotidiano si occupa principalmente della Valdichiana senese, ma i rapporti con Cortona e la Valdichiana aretina sono molti, e sono destinati ad aumentare. Oltretutto, non capita spesso che i rappresentanti della politica o delle amministrazioni siano i relatori più brillanti durante un convegno che parla di sviluppo locale.

albano ricciNon potevo quindi lasciarmi sfuggire l’occasione di continuare il dibattito inaugurato dal convegno di Arezzo attraverso un’intervista diretta: un invito a cui l’assessore Ricci ha gentilmente risposto, sottoponendosi a domande più approfondite sullo sviluppo della Valdichiana e sulle politiche di area. Volevo verificare se, oltre alle slide, ci fosse di più. E questi sono i risultati. (Spoiler alert: c’è molto di più!)

Albano Ricci, assessore del Comune di Cortona: deleghe alla cultura, al turismo, all’agricoltura, alle attività produttive e alle politiche giovanili. Tante deleghe, molto importanti. Come si integrano tra loro?

“Innanzitutto devo dire che si tratta di un onore e di un onere, una felice intuizione del Sindaco Basanieri. Da una parte l’unione di queste deleghe è dovuta alla riduzione del numero degli assessori per effetto della spending review, come se gli amministratori locali fossero il vero problema dei conti pubblici! In realtà il nostro è un duplice lavoro: dobbiamo effettuare le scelte amministrative e gestire le emergenze, oltre a fornire un contatto diretto e continuo con la popolazione del nostro territorio. Dall’altra parte, l’unione di queste deleghe è dovuto alla particolarità del nostro territorio: una zona agricola d’eccellenza con città di grande storia e tradizione. Paesaggio e cultura creano opportunità di sviluppo turistico. Se non avessimo sfruttato le eccellenze locali probabilmente non riusciremmo a reggere la crisi economica.”

Al convegno di AgrieTour, promosso da Banca Valdichiana, ha parlato di un “Rinascimento Verde” per la Valdichiana. Può spiegarci meglio di cosa si tratta?

“L’agricoltura può diventare il nuovo volano del progresso economico, perchè è capace di coniugare turismo, ambiente e lavoro, attirando l’interesse di nuovi investimenti finanziari. I nostri paesaggi non sono soltanto belli, sono il frutto di anni di cura dell’uomo e attenzione al territorio, attraverso il lavoro agricolo. Il nostro territorio ha già vissuto due rinascimenti: il primo con la civiltà etrusca, che ha lasciato tante ricchezze. Gli etruschi sono stati soltanto qui, non in altre parti del mondo, quindi è nostro dovere valorizzare questo patrimonio. Soltanto qui hanno lasciato testimonianze di una delle civiltà più importanti del passato, dove la donna aveva un’importanza che non ha eguali fino alle epoche più moderne. E poi il rinascimento toscano, l’umanesimo, che ha toccato anche le nostre zone grazie anche alla presenza di artisti importanti come Beato Angelico, Piero della Francesca, Michelangelo. Adesso ci sono tutti i presupposti per un nuovo rinascimento: grandi città, grandi capolavori, grande paesaggio agricolo. Proprio l’agricoltura può diventare il motore che innesca questo meccanismo, grazie al valore dell’autenticità. Questo è il Rinascimento Verde: è la terra che potrà dare una rinascita, non l’economia virtuale. In fin dei conti, il mondo si aspetta questo dall’Italia. Non una politica industriale che ribalti la scena internazionale. Siamo la patria del buon vivere, dei gusti artistici e creativi e di grandi eccellenze enogastronomiche. Dobbiamo essere bravi a sfruttare queste qualità.”

Mi è sembrato molto orgoglioso della sua origine contadina, un’identità fondamentale delle nostre terre. Eppure, il mondo contadino ha perso il suo rispetto, è stato spesso considerato come inferiore rispetto a quello cittadino. Quindi, mi chiedo: quali possono essere gli strumenti culturali ed economici per recuperare questo orgoglio identitario?

“Spesso si capisce realmente il valore delle cose soltanto con la distanza. Abbiamo vissuto un periodo storico in cui la campagna aveva accezioni negative: era sinonimo di povertà, lavoro e fatica. Le persone volevano abbandonare questo mondo, ed era normale: alla ricerca di nuovi servizi, di migliori opportunità di lavoro, di nuovo benessere. L’attuale fase di crisi costringe a guardarsi intorno e a guardarsi indietro, alla ricerca di cos’è rimasto di quel mondo. Voglio chiarire che non credo al mito del “buon contadino”: si tratta di un’idea arcadica, ha anche delle inflessioni razziste. La civiltà contadina aveva degli aspetti negativi: i contadini non erano liberi, sotto il gioco del padrone e della mezzadria. Ho compreso tuttavia l’importanza dei valori positivi che provengono da quell’epoca. D’altronde si tratta della nostra identità, il radicamento sul territorio. Accanto a questi aspetti culturali deve viaggiare l’agricoltura, che deve sapersi innovare e modernizzare, deve aggiornarsi come tutti gli altri campi del sapere, non può rimanere alle tecniche e alle visioni di inizio secolo scorso.”

Parliamo di progetti di area. Lei crede che sia possibile fare sistema tra Valdichiana aretina, senese e romana?

“Per la Valdichiana romana è sicuramente più difficile, ma tra Valdichiana aretina e senese ci sono forti punti di contatto. Per la Valdichiana Toscana c’è una direzione della governance del territorio che viene anche dalla Regione Toscana. La politica va in questa direzione: un’unione sempre più stretta della Toscana del sud con le province di Arezzo, Siena e Grosseto. Basti pensare alla riforma delle aziende sanitarie locali, ad esempio. Con il superamento delle province sarà naturale ragionare per aree vaste, soprattutto per quelle zone che hanno tanto in comune come la Valdichiana senese e quella aretina. Per i progetti di area, già ora, possiamo partire da quelli più facili: il turismo, che è immediato. Per esempio con protocolli di intesa tra i vari comuni, per creare un ponte naturale, e sviluppare poi un’integrazione di altri servizi. I circuiti museali sono meno riottosi a unioni di questo tipo, rispetto ai consorzi o altri attori economici. Turismo e cultura sono un ottimo inizio, ma l’amministrazione deve essere capace di creare i bisogni e di investire sui progetti di area per i territori. L’alta velocità, con la stazione ferroviaria di Media Etruria, è uno di questi.”

A questo proposito, qual’è la sua opinione sull’alta velocità in Valdichiana?

“Non sarà una strada facile arrivare a una soluzione condivisa. Tuttavia questa vicenda è l’esempio della necessità di gettare il cuore oltre l’ostacolo e di pensare al benessere di tutti i territori. L’eccessivo campanilismo rischia di bloccare tutto: se non c’è accordo, si rischia di far saltare tutto il progetto e di fare preoccupanti passi indietro.”

Parliamo di turismo: quali sono le prossime iniziative che metterà in atto il comune di Cortona e più in generale la Valdichiana?

cortona“L’obiettivo è quello di aumentare la permanenza dei turisti. Riuscire a far rimanere i turisti più di due giorni e avvicinarsi alla settimana, grazie alla grande offerta turistica. Fondamentali a questo scopo sono i protocolli con le altre amministrazioni e gli altri enti turistici per favorire una promozione culturale di area. Un primo passo per una governance turistica condivisa saranno i protocolli d’intesa con gli altri comuni limitrofi, da firmare entro fine anno. L’altro grande progetto è quella di promuovere il modello della Valdichiana come luogo turistico di eccellenza anche all’EXPO 2015, nel padiglione della Toscana. Cortona non può che essere il comune capofila della Valdichiana aretina, per via della sua storia, delle strutture attrezzate e attrattive a livello internazionale.”

Passiamo alle politiche giovanili, con una domanda impertinente: perchè un giovane dovrebbe rimanere in Valdichiana, piuttosto che emigrare all’estero?

“Una domanda complicata, a cui voglio rispondere con un ragionamento sociologico. La Valdichiana è una zona felice, per certi versi, come una mamma da cui è difficile staccarsi, nel bene e nel male. Il nostro è un territorio meno abbandonato rispetto ad altri; non siamo così provinciali da essere desolati, come purtroppo è accaduto in alcune province italiane. Ma non è neppure un territorio così impersonale, caotico e difficile come quello delle metropoli. Poca densità abitativa si abbina a tanta realtà sociale: stiamo parlando di territori con miriadi di associazioni, sagre, fiere, mostre, teatri, sale, ogni frazione con la propria identità. Una voglia sociale molto forte e diffusa. Ci sono quindi i presupposti sociali per una qualità della vita alta, interessante per molti giovani. Inoltre può essere la scelta adeguata per nuove imprese e nuove possibilità, ma per riuscire devono incrociare le necessità di questo territorio, ovvero: la sostenibilità, il patrimonio agricolo, le eccellenze dell’artigianato e quelle della cultura. Tutti aspetti che si legano tra di loro. Chi ha grande talento in settori che hanno necessità di un grande sviluppo industriale è difficile che rimanga in questo territorio, ma è una mancanza che accomuna tutta l’Italia. Tuttavia, queste terre hanno anche i connotati giusti per qualità imprenditoriali. Chi produce olio, vino o cereali qui, sa che assieme a quei prodotti promuove tutta la nostra storia. Non vendi soltanto quel vino, ma anche il territorio e la storia.”

In qualità di amministratore locale e di “renziano”, non si può esimere dal rispondere a un’ultima domanda: qual’è la sua opinione sul Jobs Act?

“Parto da un tema fondamentale che è quello dell’articolo 18. In questo momento abbiamo bisogno di superare le ideologie. Abbiamo parlato finora di rete, di progetti di condivisione: un modello totalemnte opposto a quello delle ideologie contrapposte. Dobbiamo fare rete tra politica, amministrazione, finanza, impresa, sindacati. Trovare soluzioni condivise e adeguate al momento. Sarebbe scontato sostenere che i tempi sono cambiati, che certa politica di sinistra ha bloccato lo sviluppo del Paese. Eppure quel meccanismo di progresso della sinistra, che ha portato a tante rivendicazioni, tante lotte e tante conquiste, in un certo senso si è arenato. Ha trovato una forte inerzia, non è più capace di dare risposte attuali e concrete. Per questo ritengo la difesa a oltranza dell’articolo 18 come un vessillo ideologico, che difende soltanto pochi lavoratori. Certo, la sua modifica si tratta di una prova di forza da parte di Renzi, ma è un messaggio importante. Ci stiamo avventurando verso un’altra fase, in cui si danno risposte concrete oltre gli steccati ideologici. Nel Jobs Act, più in generale, sono contenute riforme importanti come il superamento delle troppe tipologie di contratto o il supporto alla maternità e al sistema di welfare. L’idea è quella di riuscire a semplificare il mondo del lavoro per creare nuove opportunità.

Credo molto in questo nuovo orizzonte, che è anche l’ingresso in una nuova forma di linguaggio. Che tipo di dialogo hanno oggi i giovani con le forme sindacali? Utilizzano la stessa lingua, lo stesso lessico? Mi sembra proprio di no, quindi la politica deve fare passi da gigante per permettere a questi mondi di dialogare. Da amministratore locale mi sento mortificato quando non posso dare risposte alle imprese, perchè la loro velocità e i loro bisogni vanno a un ritmo maggiore rispetto alle risposte che noi possiamo dare, e questo è il fallimento della politica. Non dico che dobbiamo per forza andare alla stessa velocità, ma almeno avvicinarsi molto di più. Facilitare la creazione di lavoro e di chi ha voglia di investire, questo è l’obiettivo. Quei giovani che non vogliono andare via dalla Valdichiana, di cui abbiamo parlato prima, lo sanno benissimo che questo territorio ha le giuste potenzialità. Ma dobbiamo essere capaci di rendere più facile il loro percorso.”

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Agricoltura in Valdichiana, tra tradizione e innovazione

Nel corso di AgrieTour, il salone nazionale dell’agriturismo e dell’agricoltura multifunzionale che si è svolto ad Arezzo dal 14 al 16 novembre, è stato organizzato un interessante convegno sul futuro…

Nel corso di AgrieTour, il salone nazionale dell’agriturismo e dell’agricoltura multifunzionale che si è svolto ad Arezzo dal 14 al 16 novembre, è stato organizzato un interessante convegno sul futuro della Valdichiana e sulle strategie di sviluppo economico a partire da un elemento identitario fondante, ovvero l’agricoltura.

Al convegno hanno partecipato esponenti della Banca di Credito Cooperativo Valdichiana, del Comune di Cortona, dell’Istituto Vegni, della Confesercenti e della Confagricoltori della provincia di Arezzo. Il dibattito è partito dal tema dell’agriturismo e ha fornito importanti contributi sul tema del turismo, dello sviluppo agricolo e agroalimentare, sul rispetto dell’ambiente e del suolo come valorizzazione del patrimonio territoriale della Valdichiana.

Ha aperto il convegno Andrea Sereni, presidente della Camera di Commercio di Arezzo:

“La Toscana è la culla dell’agriturismo. Il modello dell’agriturismo tutela il paesaggio, favorisce il presidio del territorio. Quello toscano, soprattutto, è un paesaggio costruito: è artificiale, frutto di secoli di rapporto tra uomo e natura, con le leopoldine e i cipressi. Valorizzare il territorio, quindi, è il modello per uscire dalla crisi. La globalizzazione uniforma i prodotti, quindi i territori devono puntare sulla qualità aggiuntiva che riescono a produrre con la loro particolarità.”

La valorizzazione del territorio è stata portata anche a EXPO2015, grazie al video che la Camera di Commercio ha presentato nei giorni scorsi: “Arezzo, Grazie mille!”

Il convegno è proseguito con l’intervento di Mario Checcaglini, direttore della Confesercenti:

“Dobbiamo sostenere le piccole imprese del turismo, che hanno bisogno di organizzarsi per reggere il mercato internazionale. Abbiamo ormai perso il 25% della produzione industriale, se non la sostituiamo con altre attività, si creano problemi sociali enormi di disoccupazione e mancanza di sviluppo. Crediamo tutti che il turismo sia l’occasione per creare ricchezza economica. Tuttavia, manca un’organizzazione nazionale e regionale all’altezza. I turisti vengono in Toscana perchè la conoscono, ma le mancanze dell’ENIT e la chiusura delle APT non hanno affatto favorito il turismo.”

L’intervento di Albano Ricci, assessore del Comune di Cortona con deleghe al turismo, alla cultura, all’agricoltura, alle attività produttive e alle politiche giovanili, ha posto l’attenzione sulla necessità di creare un “rinascimento verde” per lo sviluppo della Valdichiana:

“Se vogliamo parlare di futuro e di progresso per il nostro territorio, dobbiamo pensare a Cortona oltre le mura. Dobbiamo pensare alla cultura e alle attività turistiche in interazione con l’agricoltura, l’ambiente, la produzione artigianale. Cultura, ambiente e territorio: tre elementi indissolubili e profondamente integrati. Abbiamo la fortuna di vivere in Valdichiana, ma dobbiamo averne cura: accanto al grande valore agricolo si accompagna un grande valore artistico e culturale. Ma deve anche dare lavoro, altrimenti è solo estetica. Il nuovo rinascimento verde della Valdichiana deve avere l’agricoltura come volano, mettere al centro l’uomo e il suo rapporto con l’ambiente. Oltretutto l’agricoltura è fondamentale anche per la salvaguardia del suolo, quindi è la custode del nostro territorio.”

La presidente di Banca Valdichiana, Mara Moretti, ha ribadito l’impegno della banca a supporto dello sviluppo del territorio:

“La nostra banca è nata nel 1908 come Cassa Rurale e Prestiti di Chiusi, quindi nasce in un ambiente rurale e artigianale, legato alla nostra tradizione. Uno dei settori da riscoprire e valorizzare è l’agricoltura. Un nuovo modo di intendere l’agricoltura che deve tener conto della tutela ambientale.”

Al centro del dibattito l’intervento del prof. Pierluigi Rossi, medico in scienze dell’alimentazione e docente dell’Università di Bologna:

“Accompagno la Banca Valdichiana da alcuni anni nel dare identità alla nostra produzione agricola. Dobbiamo svegliarci, perché i consumatori adesso hanno una domanda motivata, i comportamenti alimentari sono cambiati: dalle farine ai cereali integrali. Abbiamo perso la battaglia del grano, stiamo perdendo quella dell’olio e rischiamo di perdere quella del vino. Se facciamo delle battaglie sulla quantità perdiamo, dobbiamo puntare sulla qualità. Se seminiamo delle varietà di grano che sono in produzione anche in America o in Canada, non saremo mai nel mercato, perché i nostri prodotti costeranno di più. Le varietà moderne non sono più sostenibili per noi, dobbiamo riprendere i grani antichi e puntare sulla qualità. Le varietà moderne sono più propense a creare problemi quali la celiachia e la stipsi, si forma più glutine nell’impasto e causano danni a lungo termine nei villi intestinali. La domanda di grani antichi e di cereali integrali è in tumultuoso sviluppo, dobbiamo svegliarci e cambiare la produzione.”

convegno valdichiana 2Altri interventi hanno animato il convegno, mostrandosi in sintonia con il filo conduttore degli altri protagonisti. Il presidente di Confagricoltura, Angiolino Mancini, ha criticato il Piano paesaggistico della Regione Toscana e ha rivendicato l’importanza di coinvolgere gli agricoltori nella tutela e nello sviluppo del paesaggio. Mauro Conti, direttore di BiT Spa, ha illustrato l’importanza del progetto di Sviluppo Rurale 2014-2020 e le opportunità per le imprese, che possono rivolgersi al braccio operativo delle BCC per favorire il settore agricolo e ambientale, con tecnici che aiutano gli investimenti del settore. Infine la dirigente scolastica dell’Istituto Vegni, Maria Beatrice Capecchi, ha presentato i nuovi progetti formativi del Polo Tecnico delle Capezzine, che da 128 anni risponde alle esigenze della società e dell’economia prevalentemente agricola del nostro territorio.

Le conclusioni sono state affidate al direttore generale di Banca Valdichiana, Fulvio Benicchi:

“Tutti gli interventi sono stati collegati da due temi principali: tradizione e innovazione. Passato e futuro: il passato come valore del nostro territorio, da cui dobbiamo trarre la forza necessaria per guardare al futuro della Valdichiana. Tutti vogliamo agire in sinergia, dobbiamo mettere in comune risorse, opportunità e idee per superare alla crisi e guardare al domani con maggiore sicurezza, spinti dall’entusiasmo e dalla concretezza. Questa iniziativa è stata un punto di partenza. Insieme, per crescere insieme: noi ci siamo.”

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L’agricoltura sociale come modello di welfare rurale

L’agricoltura sociale come frontiera di innovazione per la costruzione di sistemi di welfare nelle aree rurali: questo il tema del principale convegno della 13° edizione di AgrieTour, il salone nazionale dell’agriturismo…

L’agricoltura sociale come frontiera di innovazione per la costruzione di sistemi di welfare nelle aree rurali: questo il tema del principale convegno della 13° edizione di AgrieTour, il salone nazionale dell’agriturismo e dell’agricoltura multifunzionale che si è svolto ad Arezzo dal 14 al 16 novembre. Il convegno ha visto la partecipazione delle associazioni di volontariato, delle associazioni di categoria e dei rappresentati istituzionali, tra cui il viceministro delle politiche agricole Andrea Olivero.

L’agricoltura sociale intende favorire il reinserimento terapeutico di soggetti svantaggiati nella comunità, fornire nuove opportunità economiche a imprese e cooperative, svolgere attività didattiche e servizi socio-assistenziali. È al centro di una legge in discussione in Parlamento, che fornirà le linee guida attraverso i governi regionali e locali potranno applicare politiche innovative di welfare territoriale.

agritour 3AgrieTour non poteva che essere il contenitore ideale per questo tema, come ha illustrato Angela Galasso, del consiglio direttivo di AiCare, l’associazione che si occupa di promuovere le conoscenze in materia di agricoltura sociale e agricoltura civica:

“AgrieTour si è evoluto dal tema degli agriturismi a quello dell’agricoltura multifunzionale. L’agriturismo è stato un modello di successo, e l’agricoltura sociale è l’evoluzione di quel modello. Fornirà importanti opportunità di sviluppo per tutto il settore.”

Le caratteristiche dell’agricoltura sociale sono state illustrate da Giuseppe Cacopardi, direttore generale dello Sviluppo Rurale delle infrastrutture e dei servizi del MIPAAF:

“La legge sull’agricoltura sociale è stata approvata alla Camera, sulla base delle esperienze positive che già sono state avviate in alcune regioni italiane. Ad esempio le Marche, la Toscana e il Piemonte. L’agricoltura sociale ha quattro caratteristiche: l’azienda agricola che assume persone in difficoltà, l’azienda agricola che eroga servizi sociali, la funzione di assistenza medica alla terapia della riabilitazione psichica e fisica, l’opportunità formativa delle fattorie didattiche e delle altre attività relative alla scuola. Il lavoro che abbiamo fatto nel corso degli anni con l’agriturismo va adesso intrapreso per l’agricoltura sociale. Oltre al valore sociale, c’è anche un fondamentale valore economico.”

Esperienze positive di agricoltura sociale hanno trovato il loro spazio durante il convegno. È il caso della Società della Salute Valdera/Pisa/Alta Val di Cecina, illustrata da Giovanni Forte: le esperienze di integrazione di soggetti in difficoltà hanno portato a interventi efficaci di welfare rurale, responsabilità sociale d’impresa e consumo responsabile. La circolazione dei prodotti agricoli è stata possibile anche grazie a gruppi di acquisto solidale.

Un altro esempio positivo è stato illustrato da Francesca Durastanti, con il progetto “I buoni frutti”, marchio e sistema di franchising per lo sviluppo dell’agricoltura sociale. Dall’esperienza dell’agricoltura civica nasce un progetto per valorizzare i prodotti realizzati dall’agricoltura sociale e promuovere le buone prassi oltre a favorire la rete tra i soggetti coinvolti. Un modello originale di franchising sociale a cui possono partecipare non soltanto imprese ma anche territori, consorzi e comuni.

È stata portata a supporto della discussione anche l’esperienza della cooperativa sociale agricola “Cavoli Nostri”, presentata da Stefania Fumagalli: fondata nel 2011, la cooperativa risponde a bisogni di persone in difficoltà in provincia di Torino, utilizza terreni che erano immobilizzati e dona opportunità di inserimento socio-lavorativo a disabili, rifugiati, marginali. Una positiva esperienza di collaborazione nei processi produttivi agricoli e collaborazione con i settori pubblici e socio-assistenziali.

Molto importante il lavoro svolto dal Cesvot nel settore dell’agricoltura sociale, come ha sottolineato Leonardo Rossi, presidente della sezione di Arezzo:

“Stiamo mappando le associazioni e i progetti di agricoltura sociale in Toscana per arrivare a un registro e a una banca dati unica. Dobbiamo  cominciare a parlare di retro-innovazione: l’innovazione che guarda al passato, a una realtà che era andata perduta. Fino agli anni ’50 oltre il 70% degli occupati lavoravano in agricoltura, poi con il boom industriale abbiamo assistito all’industrializzazione, all’abbandono delle campagne e dell’agricoltura che è stata considerata come un elemento secondario nella visione economica del Paese. Oggi, in un’epoca post-industriale di terziario avanzato, l’agricoltura viene riscoperta. Le associazioni di volontariato hanno un ruolo importante in questa fase, come soggetti promotori di innovazione sociale.”

convegno olivero 2Il convegno è terminato con la tavola rotonda con il mondo delle associazioni di categoria e i rappresentanti istituzionali: hanno partecipato Giuseppe Cornacchia per la CIA, Francesco Fratto per l’Agritrust Confagricoltura, Tulio Marcelli per la Coldiretti, Cristina Martellini per la Regione Marche e Riccardo Brocardo per la Regione Piemonte. Francesco di Iacovo, componente del comitato consultivo MIPAAF, ha ribadito l’importanza dell’agricoltura sociale come modello per il welfare rurale: attualmente le risorse del welfare, sempre in diminuzione, fluiscono principalmente nei centri urbani. Per questo motivo, nei territori periferici è necessario sperimentare nuove forme di innovazione sociale. Sarà necessario condividere le buone pratiche per favorire opportunità economiche e occupazionali.

La chiusura del convegno è stata affidata ad Andrea Olivero, Vice Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali:

“Si arriva alla legge sull’agricoltura sociale dopo un lungo percorso di crescita e sviluppo. Non sono le leggi che fanno nascere le buone idee, ma è compito dello Stato e delle istituzioni riconoscere ciò che emerge dalle attività sociali ed economiche. Grazie ai pionieri, l’agricoltura sociale ha superato questa soglia e deve essere riconosciuta: non è una gentile concessione del Governo ma un nostro dovere, mettere in campo una normativa per consolidare e potenziare il settore.

Oggi più che mai è necessario custodire il nostro territorio e il soggetto principe sono le imprese agricole. In molti casi, da sole non possono svolgere queste funzioni, per via dell’abbandono del territorio rurale delle aree interne. E per ricostruire il territorio non ci si può limitare a ricostruire le opere, non si può ripristinare e basta. Bisogna anche ricostruire le comunità, lavorare nell’ottica di rendere un territorio vivo, assieme alle imprese. Per quarant’anni abbiamo abbandonato questa strategia, lasciando i territori rurali a loro stessi. Per ricostruire una comunità sono necessari servizi e welfare diffuso. Il tema sociale non è quindi un valore aggiunto, ma un elemento cruciale e fondamentale.

Noi ci assumiamo l’impegno di finire in tempi rapidi l’iter legislativo e poi di far conoscere la legge sull’agricoltura sociale per applicarla. Questo è un momento favorevole per accedere alle opportunità del Piano di Sviluppo Rurale, ed è un lavoro che dobbiamo fare in rete con le associazioni di volontariato e di categoria.”

 

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AgrieTour: grande successo per la tredicesima edizione

Due leggi presentate, presenza istituzionale suggellata dalla partecipazione del Viceministro alle Politiche agricole, Andrea Olivero e dal Direttore Generale del Mipaaf, Giuseppe Cacopardi. 15mila visitatori, +20% rispetto al 2013, quasi…

Due leggi presentate, presenza istituzionale suggellata dalla partecipazione del Viceministro alle Politiche agricole, Andrea Olivero e dal Direttore Generale del Mipaaf, Giuseppe Cacopardi. 15mila visitatori, +20% rispetto al 2013, quasi 100 buyer stranieri a conoscere l’offerta agrituristica italiana, oltre settanta tra convegni, cooking show, incontri, tra i quali spiccano le presentazioni delle due normative di settore (classificazione unificata e agricoltura sociale) e gli Stati generali delle fattorie didattiche.
Sono solo alcuni dei numeri che hanno caratterizzato l’edizione numero 13 di AgrieTour, il Salone nazionale dell’agriturismo e dell’agricoltura multifunzionale che si è chiuso oggi ad Arezzo Fiere e Congressi.

«Il successo di questa fiera non va misurato solo nei numeri, comunque in crescita, dei visitatori – dice Andrea Boldi, presidente di Arezzo Fiere – ma anche e soprattutto con la qualità dei contenuti offerti in tre giorni agli espositori, agli operatori e agli addetti di un settore che continua a crescere, per questo siamo convinti che Arezzo sia sempre più punto di riferimento per l’agriturismo».

SICILIA 1 (1)Il viceministro Andrea Olivero per presentare la legge sull’agricoltura sociale. A sottolineare l’importanza per il settore dell’agriturismo che la manifestazione si è conquistata in questi anni, è stata la presenza del viceministro Olivero arrivato ad Arezzo per presentare la nuova legge sull’agricoltura sociale.

«L’agricoltura che vogliamo – ha detto Andrea Olivero – punta alla qualità, alla sostenibilità ambientale e alla promozione e custodia del territorio, con la sua storia, i suoi paesaggi ma soprattutto le sue comunità coese e solidali. L’agricoltura sociale non è una nicchia, ma l’avamposto della nuova agricoltura responsabile che l’Italia vuole proporre al mondo ad Expo2015».

Dopo trent’anni arriva la classificazione unitaria degli agriturismi. E sempre a conferma del ruolo di primo piano che Arezzo ha nel settore, ad AgriteTour è stata presentata la nuova legge di classificazione unitaria degli agriturismi. Saranno i “soli” che richiamano nell’Italia nell’immaginario collettivo e la associano a relax, campagna, buon vivere, a dare la valutazione delle strutture, uno strumento utile soprattutto per gli stranieri.

Cucina tipica per la riscoperta delle origini. Il legame tra cultura, territorio e agricoltura si vive in un agriturismo attraverso la cucina. Con il Campionato di Cucina Contadina, AgrieTour vuole celebrare ogni anno le tradizioni che hanno reso celebre il made in Italy gastronomico. Questo il campionato è stato vinto da Rosa Lella della Masseria Ferri di Ostuni (Br) con le “Orecchiette alle Cime di Rapa”.

AgrieTour, una manifestazione pensata anche per la domanda straniera e per la formazione. La domanda che arriva dall’estero è importante il mercato del turismo all’aria aperta. E’ per questo che AgrieTour è anche il momento di incontro tra domanda e offerta con il workshop internazionale che si è svolto nei primi due giorni di fiera. Una selezionata presenza di buyer specializzati, oltre 80, provenienti da tutto il mondo e interessati a scoprire le novità dell’offerta nazionale del settore. Tra i mercati rappresentati per questa edizione, oltre a quelli storici come la Germania, Olanda, Giappone, Russia, Usa, Argentina e Brasile, anche realtà emergenti, tra le quali la Cina, l’India e altri paesi orientali. Successo anche per i master

«I contenuti che questa fiera offre sono sempre più apprezzati – spiega Carlo Hausmann, responsabile tecnico di AgrieTour – tanto che i master sull’agriturismo quest’anno hanno registrato il tutto esaurito ben prima di cominciare e la presenza forte del Mipaaf e delle istituzioni locali dà ancora più valore a questa manifestazione che negli anni ha contribuito alla crescita e alla diversificazione di questo comparto».

Cresce il settore, +2,1%. Il salone aretino è stato anche l’arena nella quale è stato presentata anche quest’anno l’indagine Istat. Ed è emerso che nonostante crisi e recessione, l’agriturismo Italia continua a crescere. Nel 2013 il numero delle aziende ha raggiunto quota 20.897, 423 in più rispetto al 2012, aumentate soprattutto al Nord, +6,1% e meno al Centro, +1,1% mentre sono in calo al Sud, -2,1%. Le donne guidano 7.436 strutture, +2,4% rispetto al 2012. Negli ultimi dieci anni il comparto è cresciuto del 60,5%, da 13.019 a 20.897, crescono i posti letto, +94mila, quelli a sedere, +158mila, e crescono anche quelle che fanno altre attività, dalla degustazione alla fattoria didattica allo sport.

L’Italia raccontata attraverso gli agriturismi di AgrieTour. Ad Arezzo per tre giorni è stato possibile percorrere il giro della penisola attraverso la cultura gastronomica. Così si scoprono i susamelli romani proposti dall’agriturismo l’Ulivarella di Velletri (Roma), dolci con la buccia di mandarino, miele non trattato secondO la classica ricetta del Frusinate. Ma dal Lazio arriva anche il sapone al maiale. I saponi oggi si fanno tutti con gli oli di scarto, invece l’Uliverella utilizza lo strutto proprio perché del maiale non si butta via niente. L’azienda agricola delle Murge territorio di Bari ha riscoperto la Ricotta Forte, una ricotta spalmabile che si ricava dalla ricotta fatta acidificare. Dal Gal “I sentieri del Buon Vivere” di Salerno hanno portato il “Coniglio Imbuttunato”, un piatto di filiera, fatto con le tipicità locali delle quattro zone diverse dei quattro agriturismi che lo hanno ideato ovvero, Laviano, San Gregorio Magno, Ricigliano e Contursi, in provincia di Salerno.

Edilizia biosostenibile per chiudere la filiera Agritour e Stes un binomio vincente per sviluppare il recupero edilizio e la vivibilità delle nostre campagne ed anche delle nostre vite. Anche questo salone ha registrato un grande successo di presenze a dimostrare che il connubio può funzionare.

Comunicato stampa di Agrietour del 16 novembre 2014.
Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla nostra redazione

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Agrietour: con Agrisocial si apre all’agricoltura sociale

L’agricoltura è in grado di abbattere le barriere, quelle sociali. Di come l’agricoltura sia in grado di coniugare un simile aspetto se ne è parlato sabato 15 novembre ad Arezzo, ad…

L’agricoltura è in grado di abbattere le barriere, quelle sociali. Di come l’agricoltura sia in grado di coniugare un simile aspetto se ne è parlato sabato 15 novembre ad Arezzo, ad AgrieTour durante un seminario organizzato in collaborazione con il MIPAAF e al quale ha preso parte il viceministro alle Politiche agricole, Andrea Olivero.

«Il convegno di oggi è stata un’importante occasione per ribadire il ruolo dell’agricoltura sociale nella costruzione dei sistemi di welfare nelle aree rurali, le testimonianze presentate e il dibattito che ne è seguito hanno rafforzato la mia convinzione a proseguire nell’azione di indirizzo legislativo, finalizzato a dare un primo quadro regolativo di supporto». E, come ha sottolineato il viceministro, «Le innovazioni che verranno introdotte con pratiche di agricoltura sociale avranno senza dubbio effetti di rilievo soprattutto per le future generazioni e, attraverso azioni mirate, contribuiranno ad esprimere il valore intrinseco di quella sostenibilità che intendo portare avanti con il mio mandato».

Agricoltura declinata al sociale. A spiegare come meglio possa declinarsi l’agricoltura negli aspetti legati al sociale, è stato Francesco Di Iacovo del Comitato Consultivo Mipaaf agricoltura sociale.

«È indubbiamente una frontiera dell’innovazione in agricoltura. Le pratiche operano a cavallo di settori, competenze, rifondando valori e modalità di contribuire alla creazione di valore economico e sociale in tempi difficili. Ma proprio la rottura delle barriere e la riarticolazione dei saperi è elemento centrale dell’innovazione in agricoltura sociale».

Le soluzioni sono contenute nella legge sull’agricoltura sociale approvata dalla Camera dei Deputati. Le Regioni definiscono linee guida, ma in mancanza degli interventi regionali è lo Stato a intervenire. Veneto e Liguria hanno già definito le linee guida, aspetto cruciale per il modo in cui le pratiche di agricoltura sociale possono prendere forma attraverso l’interazione di Comuni e Asl. Il primo territorio che in Italia ha formalizzato procedure di riconoscimento delle pratiche di agricoltura sociale è stata la Società della Salute della Valdera (www.sdsvaldera.it), in Toscana.

Come ha raccontato all’incontro ad Arezzo, il percorso vede discussioni al quale partecipano pubblico e privato. È nata una carta di principi, una modalità per riconoscere e registrare i portatori di progetto di agricoltura sociale, che ha codificato dieci tipologie di servizio di agricoltura sociale per le diverse tipologie di utenza, ha attuato processi di valorizzazione dei prodotti di agricoltura sociale.

Il sociale dà Buoni Frutti. Tra i progetti presentati I Buoni Frutti, un marchio e un sistema di franchising per il sociale che caratterizza chi produce e lo rende riconoscibile a chi acquista. I Buoni Frutti è un progetto di AiCARE (www.aicare.it) e del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa. L’obiettivo è quello di valorizzare i prodotti realizzati all’interno di percorsi di agricoltura sociale e promuovere buoni progetti di agricoltura sociale mediante la diffusione di modelli di lavoro testati.
E’ un modello originale di franchising sociale nel campo dell’agricoltura e del welfare, fondato su un marchio e su un’idea di agricoltura sociale innovativa come esperienza di incontro fra persone e comunità. I Buoni Frutti è un sistema di rete che consente alle persone di lavorare insieme e condividere valori ed obiettivi sociali e lega i diversi soggetti coinvolti: ricerca e sistema delle competenze tecniche responsabili e gestori del marchio, imprenditori sociali, servizi sociali, consumatori, territori e soggetti di diversa natura a livello locale. Il marchio I Buoni Frutti fornisce alle imprese e ai territori un forte elemento identitario, in quanto rappresenta l’aspetto tangibile di appartenenza al network (franchisees e franchisor) dell’agricoltura sociale in Italia che condivide le finalità e i valori espressi nel Manifesto I Buoni Frutti (www.ibuonifrutti.eu).

Pratiche sociali con il volontariato. Proprio con lo scopo di favorire la conoscenza dell’agricoltura sociale, il Cesvot, Centro Servizi Volontariato Toscana, ha illustrato sempre a AgrieTour il proprio percorso, realizzato insieme al Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa nel 2012: “Agricoltura sociale e volontariato in Toscana”. Il lavoro elabora due diversi livelli di lettura. Un primo livello di conoscenza generale che si rivolge a ciascuna tipologia di associazione, indipendentemente dal tipo di sentiero che intende intraprendere e un livello di approfondimento per il quale ciascuna associazione può approfondire la parte specifica collegata al suo percorso di sviluppo. Il lavoro è scaricabile dal sito del Cesvot.

Pratiche innovative della cooperazione sociale agricola e delle imprese agricole. L’agricoltura sociale apre possibilità per generare sistemi ibridi di impresa collaborativi come dimostra l’esempio di Cavoli Nostri. Nata sui terreni del Cottolengo nella cinta periurbana torinese, Cavoli Nostri è una cooperativa sociale agricola capace di creare valore economico e sociale mediante una intelligente ed appassionata attività che lega professionalità agricola, coinvolgimento di persone autistiche della comunità del Cottolengo di Feletto e una rete di produttori agricoli responsabili che partecipano ad una rete di agricoltura sociale avviata da Coldiretti Torino. L’esperienza di collaborazione assicura oggi lavoro inclusivo e nuove posizioni di lavoro sostenute dai soli processi produttivi agricoli avviati anche grazie alla capacità imprenditoriale degli agricoltori della rete. Esempio replicabile dove la collaborazione viene posta al centro del processo di innovazione sociale.

Comunicato di AgrieTour del 16 novembre 2014.
Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla nostra redazione.

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Agrietour: il programma di Sabato 15 novembre

Di seguito il programma di AGRIETOUR per sabato 15 novembre. Ore 9:00 – Convegno dal titolo Salone S.T.E.S. La riqualificazione energetica ed ambientale sostenibile, a cura della Camera di Commercio di…

Di seguito il programma di AGRIETOUR per sabato 15 novembre.

Ore 9:00
– Convegno dal titolo Salone S.T.E.S. La riqualificazione energetica ed ambientale sostenibile, a cura della Camera di Commercio di Arezzo.
Ore 10:00
– Convegno sull’Agriturismo in Toscana a cura di Toscana Promozione;
– Regione Marche organizza un convegno dal titolo Rurale & Sociale Marche: l’impresa diversamente agricola;
– A.N.A.I. curerà il Convegno APIETOUR Sicurezza alimentare – il miele e L’importante ruolo del Corpo Forestale dello Stato.
Ore 10:30
– La E.A.R.T.H. Academy organizza un convegno dal titolo Rural Bloggers: sempre connessi con il Mondo Rurale, 2014-2020.
Ore 11:00
– Convegno sul Turismo Naturalistico Slow in Toscana a cura di Agriturismo.com e patrocinato Toscana Promozione.
Ore 12:00
– AGRIETOUR, in collaborazione con AGRIGIOCHIAMO, organizza  un seminario dal titolo Gli aspetti antropologici e sociologici dell’esperienza in fattoria didattica.
Ore 14:30
– Turismo Verde organizza il seminario “L’agriturismo nella nuova programmazione regionale, gli spazi di lavoro nei PSR, nei GAL e nei porgrammi di sviluppo locale”.
Ore 15:00
– FIAB/REGIONE TOSCANA/MIN AMBIENTE ha in programma il convegno dal titolo “La Rete Ciclabile Nazionale: stato attuale e prospettive”.
Dalle ore 16:00
– Il MIPAAF organizza il convegno “Agricoltura sociale: l’innovazione per un modello di welfare rurale”, il quale vedrà la presenza del Viceministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Andrea Olivero.
Ore 18:00
– Incontro Nazionale “Promuovere il mondo rurale, i suoi prodotti, le nuove opportunità per un turismo itinerante attraverso la natura” a cura di PleinAir con la partecipazione di A.C.T. Italia

Comunicato stampa di AGRIETOUR del 14 novembre 2014.
Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla nostra redazione.

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Agrietour: dal 14 al 16 novembre ad Arezzo protagonista è l’agriturismo

AgrieTour, il Salone nazionale dell’agriturismo, si conferma come un appuntamento unico nel suo genere e torna con molte novità per la prossima edizione in programma. L’Italia rurale sarà rappresentata da…

AgrieTour, il Salone nazionale dell’agriturismo, si conferma come un appuntamento unico nel suo genere e torna con molte novità per la prossima edizione in programma. L’Italia rurale sarà rappresentata da territori e prodotti tipici. Atteso il workshop con l’incontro tra domanda e offerta

E’ tutto pronto per la tredicesima edizione di AgrieTour, il Salone nazionale dell’agriturismo e dell’agricoltura multifunzionale che per tre giorni, dal 14 al 16 novembre, farà di Arezzo Fiere e Congressi la capitale di un settore in continua evoluzione. Attesi in Toscana gli esperti del settore, i territori italiani con i loro panieri di prodotti tipici, ma soprattutto gli oltre 100 buyer stranieri provenienti da tutto il mondo per studiare il modello italiano, conoscerne l’offerta e promuoverla all’estero.

«Workshop, ma anche formazione, incontri e confronti sui principali temi del settore, approfondimenti di varia natura – spiega il Presidente di Arezzo Fiere, Andrea Boldi – AgrieTour negli anni si è attestato come unico evento di riferimento del settore proprio per questa organicità dell’offerta che non si ferma a una semplice esposizione, ma ad un articolato momento di crescita per gli operatori di un settore che in Italia continua a fare economia».

Come al solito non mancheranno le novità anche in questa tredicesima edizione. Torna infatti AgrieTour Bimbi, lo spazio promosso da Agrigiochiamo e dedicato al fenomeno delle Fattorie Didattiche che per questa edizione avanzerà la proposta degli Stati generali del settore. AgriLife, il piacere di vivere in campagna, rafforza la propria offerta non solo limitata ai tanti fornitori per la casa in campagna, ma anche con minicorsi per viverla al meglio. Un’area intera dedicata a tutto quello che serve per migliorare il rapporto con la campagna. L’apicoltura tornerà ad essere protagonista con ApieTour, lo spazio dedicato al settore con forniture e incontri sulla legislazione del comparto. Grande visibilità anche per il cicloturismo, fenomeno in larghissima espansione, che con la seconda edizione di CicloTour metterà in mostra le offerte dei vari territori in riferimento all’agriturismo. Vera novità di questa edizione sarà lo spazio dedicato all’Agricoltura Sociale: AgriSocial, questo il nome dell’area pensata per questo settore dell’agricoltura, punterà a far confrontare le principali realtà italiane di questo segmento in continua evoluzione e oggi in attesa della legge quadro nazionale in discussione al Senato.

Da tredici anni AgrieTour è anche il momento di incontro tra domanda e offerta con il workshop internazionale che si svolgerà nei primi due giorni di fiera. Una selezionata presenza di buyer specializzati provenienti da tutto il mondo ed interessati a scoprire le novità dell’offerta nazionale del settore. Tra i mercati rappresentati per questa edizione, oltre a quelli storici come la Germania, Olanda, Giappone, Russia, Usa, Argentina e Brasile, anche realtà emergenti, tra le quali la Cina, l’India e altri paesi orientali.

Ricco il programma delle attività in fiera con circa 30 incontri tra convegni, seminari e approfondimenti tematici. La formazione sarà ancora protagonista con i master sull’agriturismo promossi da AgrieTour e pensati per chi vuole dare vita a una nuova attività, ma anche per chi vuole migliorare la propria. Tornerà anche il Festival Gastronomico, all’interno del quale si svolgerà il Campionato di cucina contadina.

AgrieTour, il Salone nazionale dell’agriturismo e dell’agricoltura multifunzionale, si svolgerà ad Arezzo Fiere e Congressi, dal 14 al 16 novembre, riconfermandosi come il primo appuntamento in Italia dedicato a quello che è il comparto del turismo rurale, fenomeno che muove circa un miliardo di euro all’anno e che coinvolge quasi 20 mila strutture sparse in tutte le regioni italiane.

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Ad Arezzo Fiere va di scena il miele: torna ApieTour

Il miele italiano è uno dei prodotti più apprezzati in tutto il mondo, non solo in Italia. E’ per questo che anche nella tredicesima edizione di AgrieTour, il Salone nazionale…

Il miele italiano è uno dei prodotti più apprezzati in tutto il mondo, non solo in Italia. E’ per questo che anche nella tredicesima edizione di AgrieTour, il Salone nazionale dell’agriturismo e dell’agricoltura multifunzionale, in programma ad Arezzo Fiere e Congressi dal 14 al 16 novembre, torna ApieTour – Viaggio nel mondo delle api, l’appuntamento del settore che tocca la sua terza edizione.

ApieTour è il salone nel salone promosso dall’Associazione apicoltori delle Province Toscane. Un evento pensato per tutto il pubblico, con particolare attenzione a quello degli addetti ai lavori con stand dedicati alle ultime novità in termini di tecnologia e strumenti per la produzione e commercializzazione di questo prodotto. Ad animare questo spazio inoltre momenti didattici con dimostrazioni reali su come si produce il miele di qualità. Non mancherà la possibilità di assaggiare e acquistare il miele proveniente da tutta la Toscana e non solo nel mercato dell’alveare. Sono coinvolti gli attori principali del settore, le Associazioni e gli opinion leader che si confronteranno anche sui temi più attuali quali la lotta alla varroa e gli aspetti legislativi.

 ApieTour rappresenta un appuntamento annuale per tutti gli apicoltori che ricercano tutte le possibili soluzioni tecniche ed operative per l’allevamento e la cura delle api, la produzione, la trasformazione e il confezionamento dei prodotti dell’alveare. Accanto alle attrezzature apistiche proposte dalle principali ditte costruttrici del settore, in questi spazi si potranno trovare i prodotti dell’alveare e derivati per consumi alimentari e cosmetici. Importante anche la parte scientifica, con l’incontro tra apicultori di varie realtà produttive, una vera e propria opportunità per realizzare scambi commerciali. Oltre che momento espositivo/commerciale, ApieTour rappresenta inoltre una preziosa occasione di aggiornamento tecnico/scientifico grazie ai convegni sulle problematiche emergenti dell’apicoltura con autorevoli relatori provenienti dalle Federazioni ed Associazioni Nazionali e che costituiscono parte integrante della manifestazione.

SABPOM4In Italia si contano circa 50mila apicoltori, di cui 7.500 produttori apistici che svolgono l’attività a fini economici e ne ricavano il loro reddito principale, mentre sono oltre un milione gli alveari, per un numero approssimativo di 55 miliardi di api. La produzione media annua di miele in Italia è di 130mila quintali con un giro d’affari che super i 60 milioni di euro all’anno. Con questi numeri l’Italia si attesta al quarto posto in Europa per la produzione di miele che vede nel podio la Spagna al primo posto con 25mila tonnellate annue seguita a ruota da Francia (17 mila) e Grecia (16 mila). Cresce inoltre la tendenza alla produzione di miele biologico che dagli ultimi dati rilasciati dal Sinab rappresenterebbe oltre il 10 per cento dell’intera produzione nazionale.

Per quanto riguarda la Toscana il settore è molto importante e in evoluzione nei numeri con oltre 2 mila apicoltori, 80 mila alveari, una produzione annua media di 35 mila quintali di miele ed un giro d’affari stimato in 25 milioni di euro, e il cui valore reale supera il miliardo di euro se si considera il servizio di impollinazione fornito dalle api all’agricoltura toscana. Numeri che non possono far pensare a un declino del settore.

ApieTour si svolgerà ad Arezzo Fiere e Congressi, dal 14 al 16 novembre, nell’ambito della tredicesima edizione di AgrieTour, il Salone nazionale dell’agriturismo e dell’agricoltura multifunzionale, il primo in Italia dedicato a quello che è il comparto del turismo rurale, fenomeno che muove circa un miliardo di euro all’anno e che coinvolge quasi 20 mila strutture sparse in tutte le regioni italiane.

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Agriturismi: ad Arezzo si va verso il tutto esaurito

L’Osservatorio di AgrieTour stima una crescita di presenze per le vacanze 2014: si va verso il tutto esaurito per gli agriturismi in provincia di Arezzo La crisi non ferma la vacanza…

L’Osservatorio di AgrieTour stima una crescita di presenze per le vacanze 2014: si va verso il tutto esaurito per gli agriturismi in provincia di Arezzo

La crisi non ferma la vacanza in agriturismo. E’ quanto emerge da una prima analisi dell’Osservatorio dell’agriturismo di AgrieTour, il Salone nazionale dell’agriturismo e dell’agricoltura multifunzionale (Arezzo Fiere dal 14 al 16 novembre 2014), sulle tendenze alle prenotazioni in Italia per questa estate. Il numero degli agrituristi, ma anche di cosiddetti “turisti ecologici”, secondo le prime stime dovrebbe far segnare un +4 per cento rispetto allo scorso anno, periodo nel quale già si era avuta una lieve crescita sulle presenze. «Dati che non ci stupiscono – spiega il Presidente di Arezzo Fiere e Congressi, Andrea Boldi – e che per quanto ci riguarda sono confermati anche dall’entusiasmo di partecipazione ad AgrieTour che in questi anni ha visto crescere la proposta presente in fiera a riprova che il settore tiene e anzi cerca di crescere».

Il territorio della provincia di Arezzo è il terzo in Italia con 450 agriturismi certificati (l’11,6% del totale della Toscana che è di circa 4mila unità) per un totale di circa 6 mila posti letto ( circa 13 posti letto a struttura) vale a dire il 12% del totale regionale che corrisponde a 50mila posti letto. Di questi 450 oltre 80 forniscono anche il servizio di ristorazione recuperando la tradizione culinaria del territorio e oltre 60 forniscono attività ricreative quali trekking, equitazione e sport all’aria aperta come cicloturismo e tiro con l’arco. In media ogni anno si registrano circa 50 mila arrivi in agriturismo (il 9% del totale delle richieste in Toscana) per un totale medio di 290 mila presenze all’anno. Il 12% dei turisti che arrivano in provincia di Arezzo sceglie l’agriturismo come sede per soggiornare. Il 20% degli arrivi stranieri preferisce l’agriturismo. In media ogni anno si registrano circa 30 mila arrivi dall’estero per un totale 210 mila turisti stranieri. L’agriturismo va forte in Casentino e nel Valdarno, ma sono sempre più in crescita le strutture che forniscono il servizio di fattoria didattica, ovvero con dimostrazioni e partecipazione diretta alle attività di campagna, in particolare nelle zone vocate al vino e all’olio tra queste la Valdichiana.

Tra le mete più gettonate restano quelle più vicine alle città d’arte quindi quelle tradizionali della Toscana, dell’Umbria, delle Marche, del Veneto. In particolare la preferenza degli agrituristi andrà verso le province toscane legate al mare (quella di Grosseto con la zona dell’Argentario), ma anche Siena (zona Chianti) e Livorno (fascia costiera). Ancora mare con le masserie in Puglia, il Salento e il Gargano in particolare. Quanto alle città d’arte buona l’affluenza prevista in Umbria nella provincia di Perugia (zona Perugia-Assisi). Nella top ten delle preferenze, in evidenza anche la Valle d’Aosta, e il Lago di Garda (con prevalenza del versante di Verona e su quello di Brescia). In crescita la richiesta di Sicilia e Lombardia due regioni che negli ultimi anni hanno puntato molto sullo sviluppo dell’offerta agrituristica. Molti anche gli stranieri che, secondo l’Osservatorio di AgrieTour, si sposteranno in Italia scegliendo la soluzione della campagna (il 25%) e tra questi prevalenza dei giovani (55%) con età compresa tra i 18 e i 35 anni, grazie a un notevole miglioramento del settore, che e’ in grado di offrire servizi diversificati tra loro che attirano non solo gli amanti della buona cucina e della serenità, ma anche escursionisti, nostalgici delle antiche tradizioni, sportivi, creativi e amanti dell’avventura.

Anche per questa estate il turista sceglierà l’agriturismo per degustare la cucina e immergersi nella natura (38%), a seguire (16%) preferisce un’azienda dove provare un po’ tutte le peculiarità di questo tipo di vacanza: natura, enogastronomia, relax e attività dentro e fuori l’agriturismo. Seguono a distanza le preferenze per una vacanza incentrata sull’attività dentro e fuori l’azienda. Se gli agrituristi italiani propendono per una vacanza all’insegna del mangiar sano (84%) e del risparmio (91%), gli agrituristi stranieri cercano nella vacanza in agriturismo la tranquillità (84%) e l’attenzione all’ambiente (79%). Varia anche il tipo di compagnia scelta per la vacanza in agriturismo: se nel 2009 si sceglieva principalmente il proprio partner (57% contro 50%), oggi si preferisce soggiornare in agriturismo con tutta la famiglia, bambini compresi (54% contro 48%). Le famiglie scelgono l’agriturismo per rilassarsi e degustare la cucina ma allo stesso tempo visitare attrazioni naturalistiche o storiche nei dintorni (36%) e fare attività nell’azienda (20% contro il 16% della media). «Dall’esperienza maturata con i master e i seminari proposti ogni anno ad AgrieTour – dice il direttore scientifico di AgrieTour, Carlo Hausmann – ci risulta evidente che gli operatori di agriturismo stanno attenti all’evoluzione delle esigenze della domanda cercando di investire di anno in anno nella loro offerta, spesso specializzandosi in alcune tipologie di proposta, come quella legata all’ippoturismo, al cicloturismo o al benessere, solo per fare alcuni esempi».

AgrieTour, il Salone nazionale dell’agriturismo intanto è al lavoro per la tredicesima edizione che si svolgerà ad Arezzo Fiere e Congressi, dal 14 al 16 novembre, confermandosi il primo evento in Italia dedicato a quello che è il comparto del turismo rurale.

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Cicl@Tour: ad Arezzo la seconda edizione, dal 14 al 16 novembre

Quasi mezzo milione di turisti questa estate visiterà l’Italia in sella a una bici e lo farà soggiornando in una delle oltre ventimila aziende agrituristiche del Paese. E’ questo il peso…

Quasi mezzo milione di turisti questa estate visiterà l’Italia in sella a una bici e lo farà soggiornando in una delle oltre ventimila aziende agrituristiche del Paese. E’ questo il peso del cicloturismo in Italia, un segmento che negli ultimi anni è cresciuto a dismisura confermando una tendenza alla vacanza “slow”, da assaporare lentamente lungo le caratteristiche strade e piste ciclabili presenti. È dall’incontro tra la vacanza in campagna e quella in bici che si ripeterà per il secondo anno consecutivo Cicl@Tour, il salone della vacanza in sella, ma passando per i territori rurali. Dal 14 al 16 novembre, nel polo espositivo di Arezzo Fiere e Congressi, si svolgerà infatti la seconda edizione di questo evento, in collaborazione con la Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta) nell’ambito della tredicesima edizione di AgrieTour, il Salone nazionale dell’agriturismo e dell’agricoltura multifunzionale.

Non è un caso che l’Italia, terra vocata al turismo “slow”, sia uno dei paesi leader nella produzione di biciclette (circa 25 milioni all’anno). Nel 2013 sono arrivati in bici oltre 450 mila turisti e di questi il 42% solo dalla Germania, il paese con il più alto numero di cicloamatori (se ne contano 2,5 milioni secondo i dati BTS) e dove il fenomeno è cresciuto negli ultimi due anni del 15 per cento. Le regioni più amate da questo tipo di turista sono il Veneto (oltre 80 mila presenze nel 2012), seguito da Toscana con 60 mila presenze e Lazio con 58 mila, ma vanno molto bene anche il Trentino – Alto Adige (48 mila) e Lombardia (42 mila). Considerando il clima, l’appeal turistico e le tante ciclopiste del nostro Paese, le potenzialità sono ancora più importanti se si pensa che alcune famose “rotte” generano incredibili passaggi di cicloturisti come le 800 mila persone nella sola valle della Loira, oltre il milione nel Camino de Santiago, mentre oltre la Ciclopista del Danubio genera da sola un indotto annuo che supera i 50 milioni di euro.

Ed ecco l’identikit del cicloturista. I cicloturisti sono quasi sempre accomunati da una spiccata sensibilità ambientale e da una grande passione per la bicicletta come mezzo di trasporto e come stile di vita, da una vivace curiosità per i luoghi sconosciuti al grande pubblico e da una grande adattabilità alle situazioni impreviste. Tre le tipologie del cicloturistalo sportivo che predilige uso di strade asfaltate e utilizza bici da corsa; l’ecologista che ama la natura e cerca strade bianche in mezzo alla campagna utilizzando la mountain bike; il turista che ama visitare luoghi d’arte e paesaggi per strade poco trafficate utilizzando la city bike. Il cicloturista ha tra i 25 e i 69 anni di età. La maggior parte viaggia in coppia, ma ci sono famiglie e talvolta gruppi che possono arrivare fino a 30 persone.

Primo in Italia, Cicl@tour si pone l’obiettivo di coniugare l’offerta agrituristica nazionale alla domanda cicloturistica, un fenomeno cresciuto moltissimo negli ultimi cinque anni, che va specializzandosi sempre di più e proprio l’agriturismo e la fattoria diventano un naturale punto di riferimento per praticare nelle migliori condizioni questo tipo di vacanza. «Un altro esempio di successo della multifunzionalità delle imprese agrituristiche – spiega il presidente di Arezzo Fiere e Congressi, Andrea Boldi – e già dal successo della passata edizione abbiamo deciso di portare in fiera questa opportunità per il mondo della ricettività in campagna con la possibilità di avvicinarsi alle principali esigenze dei cicloturisti incontrando territori, fornitori, operatori ed esperti del settore».

A Cicl@Tour si incontreranno gli attori della filiera: dai territori con la loro offerta per il cicloturismo, ma anche fornitori, non solo di biciclette, ma soprattutto di attrezzature per l’agriturismo che voglia adeguarsi a questo tipo di domanda, inoltre Tour Operator e gli altri operatori specializzati, associazioni e strutture turistiche.

Cicl@Tour si svolgerà ad Arezzo Fiere e Congressi, dal 14 al 16 novembre, nell’ambito della tredicesima edizione di AgrieTour, il Salone nazionale dell’agriturismo, il primo in Italia dedicato a quello che è il comparto del turismo rurale, fenomeno  che muove circa un miliardo di euro all’anno e che coinvolge quasi 20 mila strutture sparse in tutte le regioni italiane.

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