Si è molto sentito parlare di Garanzia Giovani, anche se fino ad oggi non è ancora molto chiaro il Piano Operativo dello stesso. Garanzia Giovani è la risposta europea alla crisi dell’occupazione giovanile, ed in particolar modo a tutti quei giovani tra 15 ed i 29 anni che non studiano, non lavorano e non sono impegnati in nessun percorso formativo, i così detti NEET.

Il piano è una valida occasione, sia per i giovani che per le imprese, in quanto sono state previste importanti agevolazioni dalle diverse Regioni. In sostanza si tratta di offrire opportunità di lavoro, formazione e auto imprenditorialità ai giovani, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi del programma.

Nonostante i dati della disoccupazione non siano per niente gratificanti, le iscrizioni al programma Ue Garanzia giovani sono in costante aumento, dai 37mila iscritti a maggio si è arrivati a poco più di 3mila e 700 nuovi giovani in cerca di lavoro. In quattro mesi il piano Garanzia giovani ha raccolto in totale quasi 180mila iscrizioni, cifra che, appare ancora poco rilevante considerando i dati sulla disoccupazione pari al: 42,9 per cento, oltre 2milioni di NEET.

Per i ragazzi l’Europa ha messo sul tavolo oltre 1,5miliardi e approvato un piano articolato in fasi per l’inserimento – entro 4 mesi dall’adesione – nel mondo del lavoro. Al momento, però, anche per quei 180mila giovani iscritti al programma, il posto di lavoro non è assicurato: gli annunci pubblicati sono 10mila per un totale di 15mila posizioni. Scorrendo le offerte, si trovano pochissimi contratti a tempo indeterminato (più di 1700), ancor meno sono quelli di apprendistato (solo 238). Il maggior numero di proposte riguarda lavori a tempo determinato, ma anche questi – se si guarda alle cifre totali – sono in misura esigua: poco più di 11mila posti.

Noi de La Valdichiana abbiamo posto una domanda specifica all’europarlamentare capodelegazione del Pd e componente delle commissioni DEVE (Sviluppo) e AFET (Affari esteri), David Sassoli sul piano operativo Garanzia Giovani e quali sono le reali prospettive per i giovani.

“In questo momento i piani sono in mano alle Regioni, e ci sono regioni, come la Toscana, che stanno cercandosassoli di immettere nel mondo del lavoro migliaia di giovani. Si parla di 4mila a progetto e quindi stanno marciando. Adesso bisogna fare in modo che tutto il Sistema Paese si adegui alle necessità di implementare questo progetto. – continua Sassoli – Da noi in Europa? Questa è una politica attiva per il lavoro. È una politica concreta, è la necessità di inserire i giovani direttamente nel mondo del lavoro, con politiche, incentivi ma anche con un rapporto con l’impresa, nodo e legame fondamentale.

Intervista raccolta da Maria Stella Bianco

Servizio a cura di Valentina Chiancianesi

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