La 52ma mostra Cortonantiquaria riserva sempre sorprese. Visitando Palazzo Vagnotti ci si può infatti imbattere in un Cobra. Non si tratta ovviamente di un serpente ma un’opera del grande pittore olandese Karel Appel fondatore del movimento Cobra: un gruppo di pittori provenienti da Copenaghen, Bruxelles e Amsterdam tra il 1948 al 1951.

Fondatori del movimento furono gli scrittori belgi Christian Dotremont e Joseph Noiret, i pittori olandesi Karel Appel e Constant (Constant Anton Nieuwenhuys) e il belga Corneille (Cornelis van Beverloo) e il pittore danese Asger Jorn. In seguito vi aderirono molti altri artisti, tra i quali Pierre Alechinsky.

Il gruppo Cobra rifiutava la tradizione e si opponeva alla ricerca della bellezza e dell’armonia nell’arte. Si ispirava all’arte primitiva, ai disegni infantili e a quelli dei disabili mentali. Le opere realizzate, fortemente espressioniste, puntano sulla mescolanza di resa cromatica ed effetto materico, e contengono sia elementi figurativi sia elementi simbolici. Le tecniche utilizzate erano spesso vicine a quelle dell’action painting americana e dell’arte informale.

Lo Studio Porcelli di Genova ha portato a Cortona un’opera, classica senza titolo, come erano soliti definire i loro lavori questi artisti, di Karel Appel, un olio su tela della metà degli anni sessanta.

Principale animatore del gruppo Cobra, Karel Appel è un artista con una vasta preparazione culturale che gli deriva dallo studio della pittura ufficiale, dall’Impressionismo, a Picasso, alla Scuola di Parigi, al primitivismo, per consolidarsi poi in una ispirazione di stampo espressionista a proporre una sua visione del mondo di violenta emotività. Spirito colto e libero, Appel lascia trasparire nella vitalità e nell’irruenza gestuale echi del Surrealismo e dell’Espressionismo astratto americano, stabilendo nel superamento della raffigurazione diretti rapporti con l’Astrattismo, conservando sempre e comunque una capacità creativa indipendente e ribelle, sempre pronta a superare sé stessa per intraprendere nuove vie.

tondo ligneo 2Oltre a questo si può restare colpiti da un’opera unica sia per dimensioni che per qualità e rarità, risalente alla metà del 1200 ed è un tondo ligneo di eccezionale fattura e conservazione che rappresenta una Madonna con Bambino.

Denominata “Madonna del segno”, l’opera è di fattura veneziana, proviene dalla Collezione Serristori di Figline, portata a Cortona grazie alla Galleria Benucci di Roma, e non è mai stata esposta prima. Rappresenta, quindi, una esclusiva di Cortonantiquaria.

La statua di legno policroma è la tipica espressione dell’immagine di culto prodotta a partire dal XIII secolo fino a quando, in epoca rinascimentale, tale materiale è andato in disuso in quanto ad esso venne preferito il pregio del marmo e del bronzo.

Contrariamente al giudizio negativo che a partire dal cinquecento ha influenzato la percezione della scultura lignea fin quasi a i giorni nostri, è proprio attraverso questa tipologia che si è rinforzata la rinascita della scultura: la statua di legno policroma rappresenta, infatti, la tipica immagine di culto a partire dal XIII secolo.

La “Madonna del Segno” si presenta in uno stato di conservazione molto buono e questo è un dato di grande importanza in questa tipologia di opere. Stato di conservazione che ne esalta le indubbie qualità artistiche.
Il volto della Madonna e le movenze del Bambino evidenziano una mano artigiana di altissimo livello e raffinatezza.

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