Non sa cosa si perde chi non ha ancora visto uno spettacolo di danza aerea: sensualità, leggerezza, attrazione fisica, adrenalina, è quello che ci si accorge di provare quando si assiste a un’esibizione così complessa e coinvolgente.

La danza aerea è una disciplina artistica nella quale ci si esibisce come in assenza di gravità, con l’utilizzo di attrezzi di scena quali cerchi, tessuti, imbraghi e trapezi. Questa danza trae origine dalle tecniche acrobatiche circensi che si sono mescolate con altre danze, dalla classica, alla moderna, fino a quella contemporanea, facendo esaltare armonia e perfetto sincronismo.

Diletta e Simone, di AltraForma Events, sono due ballerini che studiano in una scuola di danza Foiano della Chiana e si esibiscono in spettacoli di danza aerea. Nella performance alla Flog di Firenze ho avuto il piacere di fare quattro chiacchiere con loro e il risultato è stato un viaggio di emozioni e sensazioni, un sentirsi liberi in un habitat innaturale per l’uomo.

Cos’è la danza aerea?

Per noi è sentirsi realizzati. È essere se stessi a 2, 3, 4, metri dal suolo. Arriviamo a sentirci in competizione con la natura nel momento in cui iniziamo a combattere contro la gravità: una forza che non dipende affatto da noi e che anzi cerca di metterci i bastoni fra le ruote.

Durante la vostra esibizione avete introdotto una novità nella vostra esibizione?

Sì, il body-painting. Durante il secondo pezzo a terra ci siamo cosparsi il corpo di colori fluo dando allo spettacolo un effetto davvero fantastico. Inoltre i laser stroboscopici che ci accompagnavano nei movimenti accendevano ancora di più questi colori. Ci piace sperimentare cose nuove.

Come nascono ballerini e ballerine di questa disciplina?

Nasce tutto “a terra”, nel senso che il percorso verso la danza aerea è formato da tappe, la prima delle quali è avere una solidissima base di classica, moderna e contemporanea, che appunto si ballano a terra. Si acquisiscono così tecnica e consapevolezza del corpo. Poi succede, curiosando tra le esibizioni di ballerini che sono su internet, di scoprire un video in cui una “pazza” balli su un cerchio o su un tessuto appeso a 4 metri da terra. E non puoi non rimanere affascinato. Più spesso è l’insegnate che propone ai suoi allievi questo nuovo percorso.

Come vi preparate?

Innanzitutto guardiamo sempre dentro di noi, i nostri sentimenti e le nostre sensazioni che dovranno “prendere vita” nella danza. I movimenti che vedete siamo noi con le nostre paure, il nostro amore, la nostra rabbia, la nostra forza. È il primo passo per creare la coreografia: il lavoro di introspezione. La scelta della musica è uno scambio intimo tra note, parole e l’atleta. È la melodia che conquista il ballerino e amplifica le sue sensazioni. La parte atletica, i movimenti e le posizioni sono scelte in base alla preparazione tecnica e all’esperienza che si acquisisce negli anni.

Qual è il vostro obiettivo?

Uno degli obiettivi più importanti, e sicuramente il più difficile, è proprio quello di raccontare con i movimenti del corpo ciò che sentiamo dentro: rabbia o amore, forza o ansia, paura o felicità. Non è banale, perché spesso chi assiste a uno spettacolo di danza si ferma alla superficie di un pianeta fatto di strati: rimane colpito dai movimenti e dalla bravura del ballerino, ma difficilmente riesce a cogliere il significato nel suo complesso. Chiaramente sappiamo che si tratta di un compito difficilissimo per lo spettatore, ma se riusciamo a stimolare la curiosità anche di una sola persona, abbiamo vinto.

Guardandovi ballare sembra di trovarsi a teatro: l’atmosfera, l’espressività, il pubblico assorto. Ci sono influenze che vengono anche da qui?

Chiaro. A partire dalla preparazione di tutto il contesto scenografico, passando dal messaggio che si vuole comunicare, fino all’esibizione sul palco. La gestualità teatrale è importantissima per esprimere i sentimenti quando sei sospeso in aria: una musica forte e movimenti convulsi possono significare rabbia o guerra e lo stesso vale se vogliamo comunicare solitudine o amore.

Nella danza aerea ci sono esibizioni in singolo e in coppia (a volte in gruppo). Che differenze ci sono?

La fiducia prima di tutto. È la cosa che più spesso ti ritorna nella mente quando esegui prese a 4 metri di altezza, perché c’è solo il tuo partner tra te e una rovinosa caduta a terra. Poi bisogna conoscersi a fondo se si balla in coppia ed è praticamente impossibile improvvisare. Secondo noi i passi a due mostrano le vere qualità dei ballerini. Il singolo ha caratteristiche diverse ovviamente. Dipende tutto da te: sei solo con te stesso. È come scrivere un romanzo autobiografico.

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Francesco Bellacci

"Scrivo, imparo, viaggio, osservo, ascolto, imparo"

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