La Valdichiana

La Valdichiana

Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: val d’orcia

Prima edizione del premio letterario Pometti: intervista a Silvio Valota

Amare un territorio e la sua storia, fare in modo che lo stile di vita della gente che vi abita venga riconosciuto e valorizzato come un suo elemento caratterizzante, strutturale….

Amare un territorio e la sua storia, fare in modo che lo stile di vita della gente che vi abita venga riconosciuto e valorizzato come un suo elemento caratterizzante, strutturale. Cercare chi meglio possa trasmetterne le suggestioni e lasciare che queste escano dai ripostigli della memoria dei singoli individui, per andare a comporre un’antologia da poter sfogliare, alla scoperta di aneddoti e tradizioni. Inizia così la storia del nuovo premio letterario istituito dal comune di Trequanda con la collaborazione della casa editrice Il Ciliegio.

È ammesso a partecipare chiunque voglia raccontare il territorio locale e le sue usanze popolari, in un testo di massimo 10mila caratteri che infine verrà inserito nella raccolta, divisa per sezioni, curata e pubblicata dalla casa editrice. Non vi sono limiti o suggerimenti in termini stilistici, ma solo un’indicazione circa il contenuto che dovrà essere affrontato negli elaborati.

In questa intervista, il curatore Silvio Valota spiega di cosa si tratta questo concorso letterario, che porta il titolo di Daniela Pometti, nome legato ad una delle più antiche tenute della Val d’Orcia.

Chi ha pensato di istituire il concorso letterario “Pometti”?
L’idea è stata mia. Frequento le Crete da 40 anni con immenso piacere per l’armonia ineguagliabile del paesaggio, la grazia degli abitanti e la cucina, della quale non so più fare a meno. Purtroppo un male oscuro s’è portato via Daniela, la moglie di Duccio Pometti, e ho pensato che intitolare il concorso al suo ricordo poteva essere un omaggio dovuto. L’idea portante che sto coltivando è quella di fare di Trequanda un polo culturale, rilevante per fantasia e creatività, iniziando ora con questo concorso e poi, chissà, allargandosi anche al mondo dell’arte, della cinematografia.

In che modo è stato scelto il tema degli elaborati?
Ho parlato con Roberto Machetti, sindaco di Trequanda, con Andrea Francini, vicesindaco, e con Mauro Lacagnina, assessore alla cultura. Ci siamo trovati d’accordo nel tentare di esplorare questa strada ponendo l’accento proprio sulle belle ricchezze di questi luoghi, come il territorio, l’agricoltura locale, la storia della zona, le usanze popolari.

Qual è l’obiettivo principale di questo premio?
Proprio questo: attingere alla memoria di chi ci abita per recuperare storie del passato che possano spiegare il presente, e dare un senso di continuità alla vita che si conduce da queste parti. Poi, magari, potremo anche racimolare il materiale sufficiente per comprendere perché questa terra è così bella, affascinante. E magari anche capire perché queste zone sono ancora uguali a quelle che ispirarono secoli fa da Simone Martini, Pietro e Ambrogio Lorenzetti, Giovanni di Paolo, e il Sodoma a Monte Oliveto.

Perché è stato scelto un concorso di questo tipo?
Direi proprio per stimolare il recupero del ricordo e valorizzare quello che è stato, che non si deve perdere nella nebbia di un passato confuso, ma tornare a galla di prepotenza, proprio per il rispetto che questa terra merita.

Quale aspetto del territorio si intende valorizzare attraverso questo progetto?
La sua unicità. Non conosco al mondo una terra così delicata e armoniosa, tanto rispettata dai suoi abitanti da rinnovarla nel tempo senza stravolgerne le caratteristiche. Io trovo questo veramente miracoloso, e credo che non mancheranno menti capaci di raccontarlo.

Chi valuterà gli elaborati?
Questa iniziativa nasce col contributo della casa editrice Il Ciliegio, con cui collaboro da tempo, e che può vantare un gruppo sostanzioso di appassionati recensori che esprimeranno collegialmente la propria opinione sugli elaborati.

Quale premio è stato stabilito per il vincitore?
Il premio consisterà in un soggiorno di due notti presso Villa Boscarello di Carlotta Pometti, a Trequanda. Se i racconti che ci arriveranno, di qualità davvero buona, saranno numericamente sufficienti, ne nascerà un libro, pubblicato appunto dal Ciliegio.

Cosa ne sarà di questa raccolta?
Scopo della pubblicazione è creare un veicolo che favorisca la conoscenza del territorio e della sua storia. Una volta stampato, il libro potrà essere utilizzato dalle strutture ricettive della zona nei confronti del turismo in arrivo. E chissà che questa iniziativa davvero non aiuti Trequanda e tutte le Crete a diventare anche un polo culturale che sia di riferimento per l’Italia intera: una maniera diversa di fare cultura, senza fanfare e senza tromboni, ma vita, vita vera, raccontata da chi la condivide, magari anche da chi ci è stato una volta soltanto. Basta guardarsi attorno, lasciar fuggire gli occhi verso l’orizzonte, distinguere l’Amiata laggiù in fondo, e ascoltare il canto dei fagiani. Il resto viene da sé…

I partecipanti dovranno inviare il proprio elaborato, corredato da una breve nota autobiografica, esclusivamente via mail all’indirizzo premio.pometti.trequanda@gmail.com (indicando nell’oggetto “Concorso Trequanda-Pometti), entro e non oltre il 31 gennaio 2020.

Nessun commento su Prima edizione del premio letterario Pometti: intervista a Silvio Valota

Trekking in Valdichiana: sul Cammino di Ghino di Tacco, da Torrita a Radicofani

Il 23 e il 24 Dicembre torna l’appuntamento con il Cammino di Ghino di Tacco, due giorni in cammino per percorrere i 50 km circa che consentono di raggiungere la…

Il 23 e il 24 Dicembre torna l’appuntamento con il Cammino di Ghino di Tacco, due giorni in cammino per percorrere i 50 km circa che consentono di raggiungere la Rocca di Radicofani dal borgo di Torrita di Siena, ripercorrendo le mitiche gesta del Falco della Val d’Orcia.

Questo itinerario nasce tre anni fa, quando mi venne in mente l’idea di creare un percorso che ricordasse il personaggio più famoso nato nel mio paese, Ghino appunto, in una delle imprese più importanti della sua vita: la conquista della Rocca di Radicofani, avvenuta nella notte di Natale del 1297.
E così, assieme ad altri appassionati camminatori, ho creato un tracciato che unisce la Val di Chiana alla Val d’Orcia, la Via Lauretana alla Via Francigena. Si parte il 23 Dicembre per arrivare a Radicofani proprio nella notte della Santa Vigilia. Il percorso è da considerarsi di difficoltà medio/alta, visti i 30 km del primo giorno e i 20 km circa del secondo, con dei dislivelli in salita importanti nella prima tappa e veramente impegnativi nella seconda.

La partenza è dalle mura di Torrita, di fronte alla scalette della Madonna delle Nevi, in direzione Montefollonico. Potremo ammirare subito le bellezze naturalistiche del Sentiero del Vin Santo, che si abbandona proprio ai piedi del colle del meraviglioso borgo Bandiera Arancione per dirigersi a sud, in direzione Montepulciano. In pochi sanno che il tratto che unisce Montefollonico a Montepulciano fa parte di un cammino di più di 1000 km, lo Chemin d’Assise che, partendo da Vezelay, a sud di Parigi, arriva ad Assisi. Percorso ogni anno da tantissimi pellegrini, in maggioranza francesi, attraversa anche il paese di Cluny che, grazie alle vicende del suo Abate al cospetto di Ghino ricordate nella novella di Boccaccio, si riallaccia idealmente al nostro percorso.
Da Montepulciano il percorso si dirige deciso verso la Val d’Orcia, che si apre davanti agli occhi del camminatore con il Parco Naturale di Lucciolabella, ecosistema unico che ci ricorda di come fosse originariamente la bella Val d’Orcia facendo sfoggio di sé con biancane, calanchi e panorami unici al mondo. Il percorso del primo giorno si conclude nei pressi del fiume Orcia.

La seconda tappa parte timida, in pianura, seguendo il corso del fiume Orcia, con i suoi argini che ogni anno danno da lavorare a chi traccia il percorso a causa delle continue erosioni causate dai flussi di acqua, a volte anche molto importanti. La Rocca di Radicofani si erge davanti agli occhi dei camminatori ben distinguibile, ma ancora lontana e così in alto da poter quasi scoraggiare la prosecuzione dell’impresa. Guadi sul fiume, percorsi di campo e un po’ di asfalto conducono alla strada sterrata che diventa la vera scalata alla meta: 5 km finali che sviluppano la quasi totalità dei 500m di dislivello in salita del secondo giorno. Finalmente si arriva a Fonte Antese che ci indica il sentiero delle carceri che, bypassando il borgo, conduce deciso alla Rocca di Radicofani. Siamo quasi alla fine del cammino: il nostro premio per le fatiche di due giorni saranno le viste a perdita d’occhio sulla Val d’Orcia, con l’Amiata, il Cetona, il Bolsena, i Cimini e, con la fortuna di cielo terso, Siena.

Ricapitolando le tappe: il primo Giorno 30km per circa 8 ore di cammino da Torrita a Pianporcino; il secondo Giorno 20km per 6 ore di cammino da Pianporcino a Radicofani.
Il percorso è una tratta di sola andata, quindi per il rientro alla partenza della tappa è necessario organizzarsi con mezzi propri o, in caso di numero sufficiente (almeno 8 persone), potremo approntare una navetta (non inclusa nella quota di partecipazione).
Vista la non facilità del percorso si accetterà un numero esiguo di camminatori che devono essere abituati a camminare per lunghe tratte, trovarsi in un buono stato di forma, avere un adeguato abbigliamento e calzature da trekking, zaino con almeno due litri di acqua al giorno e pranzo al sacco.

Evento Facebook

Per le prenotazioni potete contattarmi tramite la mia pagina facebook. Per informazioni chiamatemi al numero 339 7959208. La quota per le singole escursioni è di 15€ a testa al giorno.
Percorso non libero ma condotto dalla Guida Ambientale Escursionistica con relativa copertura assicurativa ai sensi della legge 86/2016, che si riserverà di cambiare tratti del tragitto in caso di necessità e di dare il passo di camminata.

1 commento su Trekking in Valdichiana: sul Cammino di Ghino di Tacco, da Torrita a Radicofani

La Quercia delle Checche diventa Albero Monumentale della Toscana

Dopo mesi passati al centro di molte discussioni e polemiche, la Quercia delle Checche è stata messa sotto protezione dalla Regione Toscana, che l’ha inserita nell’Elenco degli Alberi Monumentali della…

Dopo mesi passati al centro di molte discussioni e polemiche, la Quercia delle Checche è stata messa sotto protezione dalla Regione Toscana, che l’ha inserita nell’Elenco degli Alberi Monumentali della Toscana.

L’albero si trova nel Comune di Pienza, in Val d’Orcia, e vanta un’altezza di 22 metri e una circonferenza di 4,5 metri, per un’età stimata di 350 anni. Da tempo è considerata un’attrazione per turisti e appassionati e la popolazione locale ha dimostrato più volte di averne a cuore le sorti, specialmente nei recenti casi di cronaca riguardanti il cedimento di un ramo e il rave abusivo svoltosi a poca distanza dalla pianta lo scorso settembre.
Durante l’autunno, infatti, sia il Comitato SOS Quercia delle Checche che Società Italiana di Arboricoltura si erano mobilitati per far fronte a questi avvenimenti che minacciavano l’integrità della pianta e dell’area in cui si trova.

Lo scorso anno, il Comitato SOS Quercia delle Checche aveva avanzato forti proteste riguardo il mancato inserimento dell’albero nell’elenco degli alberi monumentali regionale, proteste che oggi sembrano aver avuto l’effetto sperato: la richiesta di tutela, inviata alla Regione dal Comune di Pienza nel settembre 2014, oggi ha ricevuto il via libera.

La fama della Quercia come attrazione turistica, rende necessaria l’attuazione di provvedimenti per tutelare la salute della sua struttura e del terreno circostante, per la sicurezza delle persone e dell’ambiente stesso.

È stata inoltre lanciata la proposta di realizzare una pedana in legno e di una recinzione per proteggere l’albero e il terreno dal calpestìo delle persone, che potrebbe comprometterne la stabilità idrogeologica. Tali lavori, nel caso si decidesse di realizzarli, spetterebbero al Comune di competenza.

3 commenti su La Quercia delle Checche diventa Albero Monumentale della Toscana

A Fieracavalli, Montepulciano e Pienza presentano due nuovi itinerari

Comunicato stampa della Provincia di Siena del 6 novembre 2014 Anteprima a Veronafiere per i Sentieri del Nobile e della Via Barlettaia, direttrici inedite tra la bonifica della Val di…

Comunicato stampa della Provincia di Siena del 6 novembre 2014

Anteprima a Veronafiere per i Sentieri del Nobile e della Via Barlettaia, direttrici inedite tra la bonifica della Val di Chiana e la Francigena

Lo straordinario patrimonio naturalistico della Valdichiana e della Val d’Orcia in vetrina a Fieracavalli, la rassegna-monstre dedicata al mondo equestre che riesce a richiamare ogni anno a Veronafiere oltre 160.000 visitatori in quattro giorni.

La fascia meridionale della provincia di Siena, con le sue bellezze paesaggistiche e la sua qualità della vita, sarà protagonista sulla ribalta veronese sabato 8 novembre quando il Sindaco di Montepulciano, Andrea Rossi, e il Sindaco di Pienza, Fabrizio Fé, presenteranno in anteprima alla stampa specializzata ed agli addetti ai lavori il progetto “Sentiero del Nobile – Sentiero della Via Barlettaia”.

Si tratta di un tracciato ciclo-pedonale di circa 40 km complessivi, liberamente percorribile in ogni stagione, anche a cavallo, che realizza l’auspicato collegamento tra due fondamentali direttrici, il Sentiero Arno – Bonifica ad est e la Via Francigena ad ovest.

La presentazione del progetto sarà inclusa nella conferenza promossa dalla Fondazione Europea Sport Natura Ambiente per la sua prima uscita pubblica; con la Fondazione le due Amministrazioni Comunali hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per la promozione del territorio di cui la creazione dei due itinerari rappresenta proprio il primo esempio concreto. «E’ un nuovo modo di fare turismo eco-sostenibile, abbinando viaggio, scoperta, natura e benessere», dichiarano all’unisono le due Amministrazioni Comunali.

Il Sentiero del Nobile, che prende il nome dal pregiato vino rosso a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) che può provenire solo da Montepulciano, ha uno sviluppo complessivo di 18,3 km, si snoda soprattutto sui fianchi delle colline che ospitano i vigneti ma costeggia anche oliveti e le altre coltivazioni agricole. Partendo dal Santuario di Sant’Agnese, tocca il Tempio di San Biagio (punto di collegamento tra i due tronchi, in comune anche con il Sentiero degli Etruschi), poi scende attraverso la Madonna della Querce ed il bosco della Madonna del Cerro per giungere al Lago di Montepulciano dove, all’altezza del Centro Visite “La Casetta”, si innesta con il Sentiero Arno – Bonifica. Il percorso è stato progettato con la collaborazione dei volontari della locale Associazione Cerro Bike.

unnamed (1)

Il Sentiero della Via Barlettaia ha uno sviluppo di 20 km e riprende la denominazione di una direttrice che già nel XIV secolo univa il Monte Amiata con Montepulciano e la Valdichiana, incrociando in Val d’Orcia la Via Francigena. Il nome “barletta” indica un piccolo contenitore in legno prodotto dagli artigiani amiatini che veniva usato dai viaggiatori per l’indispensabile scorta di acqua. Dal Podere Le Costarelle alla Grancia di Spedaletto attraversa i fantastici scenari della Val d’Orcia, transita tra Monticchiello e Pienza, toccando luoghi di intensa bellezza paesaggistica come la Buca del Beato, romitorio rupestre, o altri antichi casali.

Caratteristica fondamentale dei due percorsi, redatti in base alla disciplina della Rete Escursionistica Toscana (RET) in cui saranno presto censiti, è che sono già esistenti e pronti ad essere utilizzati. Così domenica 30 novembre alle 11.30 i gruppi di ciclisti, podisti e cavalieri si ritroveranno a San Biagio per l’inaugurazione provenienti dal Lago di Montepulciano e dalla Via Barlettaia. L’intero progetto sarà presentato sabato 29 nel corso di una conferenza, a Pienza.

Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla nostra redazione

1 commento su A Fieracavalli, Montepulciano e Pienza presentano due nuovi itinerari

Treno Natura: in Val d’Orcia per gustare il porcino

Treno Natura d’autunno, atto secondo. Tornerà domenica 12 ottobre, con un viaggio tra le meraviglie della Val d’Orcia e i sapori delle eccellenze enogastronomiche dell’Amiata, l’originale progetto di promozione turistica…

Treno Natura d’autunno, atto secondo. Tornerà domenica 12 ottobre, con un viaggio tra le meraviglie della Val d’Orcia e i sapori delle eccellenze enogastronomiche dell’Amiata, l’originale progetto di promozione turistica delle Terre di Siena su “treno a vapore”.  Sarà infatti Vivo d’Orcia, con la sua sagra del Fungo porcino (il “re del bosco”), la tappa principale dell’itinerario che, a partire dalle 9 da Siena, guiderà i partecipanti fino a Monte Antico e al parco della Val d’Orcia, attraverso le zone del Brunello di Montalcino e le Crete Senesi. Da lì, lasciate temporaneamente le romantiche carrozze “centoporte” del treno, in pullman si raggiungerà Vivo d’Orcia, per la visita alla sagra del fungo porcino con la possibilità di pranzare (su prenotazione), di visitare il castello e di effettuare un percorso guidato nel bosco. Nel pomeriggio, poi, il Treno Natura riprenderà la sua strada verso Siena, per concludere intorno alle 19 la sua seconda tappa autunnale.

Il viaggio dal sapore retrò, che affianca la riscoperta delle Terre di Siena da una prospettiva unica (i finestrini di un vecchio treno del passato) e la valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche del senese, proseguirà poi il 19 ottobre ad Abbadia San Salvatore. Per il terzo appuntamento autunnale in programma (dei 9 previsti fino all’8 dicembre), il Treno Natura porterà infatti i visitatori a respirare l’atmosfera carica di suggestioni del passato dello splendido borgo amiatino. Il programma completo delle tappe è disponibile sul sito www.trenonatura.terresiena.it.

Ogni uscita del Treno Natura dura l’intera giornata e alla stazione di arrivo è disponibile un servizio di autobus riservati per raggiungere le diverse località in programma in modo comodo e veloce. Il costo del biglietto per il treno a vapore è di 29 euro per gli adulti, gratuito per i bambini fino a 10 anni (senza diritto di posto a sedere e accompagnato da almeno un adulto pagante). Per i gruppi, viene offerto un biglietto gratuito ogni 25 paganti, la prenotazione è obbligatoria e la quota d’iscrizione per ogni partecipante è di 3 euro. Per prenotazioni e per ulteriori informazioni sull’organizzazione, è necessario contattare l’agenzia di viaggi Visione Del Mondo, ai numeri 0577-48003 e fax 0577-236724 oppure scrivere un’e-mail all’indirizzo info@visionedelmondo.com.

Per conoscere tutti i prossimi appuntamenti, è anche possibile consultare il sitowww.trenonatura.terresiena.it.
Per informazioni sul territorio e per prenotazione di servizi turistici:
Terre di Siena IAT Piazza Duomo 1 – Siena – Tel. 0577 280551 – incoming@terresiena.it
Terre di Siena IAT Piazza Italia 67 – Chianciano Terme – Tel. 0578 671122/3 –prenota@terresiena.it
Ufficio IAT Terre di Siena Amiata, Via Adua 21- Abbadia San Salvatore – tel. 0577 775811 –infoamiata@terresiena.it

1 commento su Treno Natura: in Val d’Orcia per gustare il porcino

Radicofani: Contignano e lo scisma d’Occidente

Se Contignano riuscì a ribellarsi ai Salimbeni il 7 luglio 1409 e a diventare libero Comune, lo si deve anche allo scisma d’Occidente. Il periodo dei due papi, uno dei…

Se Contignano riuscì a ribellarsi ai Salimbeni il 7 luglio 1409 e a diventare libero Comune, lo si deve anche allo scisma d’Occidente. Il periodo dei due papi, uno dei quali residente ad Avignone e l’altro a Roma (anzi, per un periodo furono tre), contribuì a un rimescolamento politico che ebbe profonde ripercussioni in val d’Orcia, area cuscinetto tra lo Stato della chiesa e la Repubblica di Siena.

Queste vicende storiche, sconosciute ai più, sono state al centro di una festa rievocativa e di un convegno lo scorso fine settimana, con la pressenza dello storico (e amministratore locale) Fausto Cecconi e di Massimo Fabbri, docente dell’università La Sapienza di Roma. L’appuntamento “medievale” si è protratto per due giorni, in questa frazione di Radicofani, con tanto di banchetti, fuochi d’artificio, giullari e animazioni in costume, con una attenzione rigorosa al passato. Ad esempio, è stato riproposto un dolce, il serpe regolo (a forma di serpente) coperto di mandorle, per recuperare una tradizione locale, addirittura pagana.

La riscoperta delle nostre origini – commenta il sindaco di Radicofani Francesco Fabbriziè lo strumento su cui fondare la promozione e la rinascita dei nostri borghi. Senza recuperare il loro valore storico, la loro importanza culturale, non sarebbe possibile pensare a uno sviluppo. Va quindi dato il merito alla proloco di Contignano di avere organizzato una iniziativa curata filologicamente, e di alto livello”.

Contignano per un periodo appartenne ai Farnese, nota famiglia della Tuscia (come si sa legata allo Stato pontificio) poi passò ai parenti Salimbeni che, dall’originaria rocca di Tentennano, riuscirono a instaurare una piccola signoria, raggiungendo località come Radicofani, Celle sul Rigo, Castiglioncello del Trinoro e Chiusi.

L’esistenza di un papa francese rimescolò le carte e portò in val d’Orcia mercenari bretoni, che devastarono il territorio. Gli abitanti di Contignano riuscirono a reagire agli invasori, uccidendone circa ottanta. A quel punto ebbero anche l’occasione di ribellarsi a una famiglia nobile, rimasta senza un appoggio politico sulla sponda romana, nella confusione politica internazionale che si era creata.

Contemporaneamente, i Senesi promettevano sgravi fiscali e aiuti a chi passava dalla loro parte. La cacciata dei Salimbeni arriva da questo tortuoso percorso e da particolarissime condizioni, che hanno fatto di Contignano un libero comune fino agli ultimi anni del 1700. Per inciso, i Senesi nello steso perodo presero in affitto la rocca di Radicofani dal pontefice di Avignone, fino alla definitiva assegnazione da parte di Pio II, il senese Enea Silvio Piccolomini. E proprio nella fortezza di Radicofani la nuova gestione ha iniziato a proporre, già domenica scorsa, giochi di ruolo e personaggi in costume, che arricchiscono la visita all’imponente struttura, che fu il rifugio di Ghino di Tacco.

Nessun commento su Radicofani: Contignano e lo scisma d’Occidente

Festa del Barbarossa: vittoria per Borgo e Canneti

Si è conclusa ieri, domenica 22 giugno, la 54^ edizione della Festa del Barbarossa a San Quirico d’Orcia. Le due Brocche realizzate dal senese Renato Ferretti sono state conquistate dai…

Si è conclusa ieri, domenica 22 giugno, la 54^ edizione della Festa del Barbarossa a San Quirico d’Orcia. Le due Brocche realizzate dal senese Renato Ferretti sono state conquistate dai Canneti e dal Borgo in un soleggiato ma ventoso pomeriggio.

brocca-alfieri-cannetiSembra che si sia avverata ancora una volta la credenza sulla bocca dei San Quirichesi secondo cui “quando piove e la festa è rimandata, stai pur sicuro che vinceranno i Canneti”. Constantin Dragusanu, William Marchitti, Alessio Ravagni e Lapo Giannelli hanno infatti conquistato la giuria, portando con onore la Brocca degli alfieri nel quartiere bianco blu di San Quirico. Una sbandierata d’effetto, con una coreografia frizzante e ben studiata. Uno spettacolo allo stato puro, accompagnato dal suono del tamburo di Francesco Dinetti, che ben scandiva ogni singolo movimento degli alfieri. Con questa vincita, continua l’alternanza di vittorie tra il Quartiere Canneti e il Quartiere Castello che va ormai avanti dal 2008 ( Castello 2008 – Canneti 2009 – Canneti 2010 – Castello 2011 – Canneti 2012 – Castello 2013 – Canneti 2014).

I campioni in carica del Castello non sono riusciti nell’impresa di vincere due anni consecutivi la Festa del Barbarossa, forse intimoriti dal forte vento che ha soffiato incessantemente durante la loro esibizione. Grande rivelazione della giornata: il Borgo, che non vince la gara degli alfieri dal 1980, ma che ieri ha lasciato a bocca aperta il pubblico presente agli Horti Leonini, e ha dimostrato di avere le carte in regola per tornare a vincere. Tanta la forza di volontà e la sete di vittoria del Quartiere Prato, che però rimane fermo all’ultima vittoria del 2007.

arcieri-borgo4^ vittoria consecutiva alla Festa del Barbarossa per gli arcieri del Quartiere Borgo, grazie alla coppia Andrea Brandi – Mirko Burattelli, detto anche il Killer. Con professionale concentrazione hanno smantellato gli altri 6 arcieri, dando dimostrazione della loro bravura, tanto che non è stata nemmeno disputata la finale, essendo arrivati primi in entrambe le tornate. Il quartiere Borgo, continua a rimanere in testa nella classifica delle gare degli arcieri vinte con ben 20 vittorie.

Nessun commento su Festa del Barbarossa: vittoria per Borgo e Canneti

Toscana: SOS a Renzi dalla Confescercenti

Dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale, Confesercenti Toscana lancia un SOS a Renzi affinché l’invasione di grandi strutture di vendita nella Toscana si fermi. A questo punto non rimane che appellarsi…

Dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale, Confesercenti Toscana lancia un SOS a Renzi affinché l’invasione di grandi strutture di vendita nella Toscana si fermi. A questo punto non rimane che appellarsi al Presidente del Consiglio e al suo amore per la Toscana.

La sentenza della Corte Costituzionale che ancora una volta cancella leggi della Regione Toscana per favorire gli interessi delle grandi imprese è veramente preoccupante e getta un’ombra sinistra sul futuro di quelle realtà che hanno scelto l’equilibrio, la tutela del territorio, la qualità della vita, attenzione agli abitanti, ai giovani e agli anziani residenti in tanti borghi.

Solerti funzionari ministeriali stanno da anni massacrando le leggi delle regioni e in particolare della Toscana per favorire insediamenti di grandi strutture di vendita in spregio ai programmi e agli impegni politici degli amministratori eletti. Con la novella del “lo vuole l’Europa”, il Governo Monti ha dato il via al peggiore liberismo, promettendo posti di lavoro e sviluppo, ma raccogliendo regressione di occupati, crisi dei consumi e chiusura di piccole imprese, con i centri cittadini privi di vitalità, asfissiati da grandi strutture della distribuzione sulle grandi strade di comunicazione.

Una strategia che è continuata con Letta e che mette la testa fuori anche con il Governo Renzi, aiutata da Autority attente a favorire le grandi imprese a danno di quelle medie e piccole.
I territori hanno diritto di scegliersi il futuro? I toscani come possono difendere le caratteristiche che tutto il mondo ci invidia? Che fare per non assomigliare alle periferie delle megalopoli? Insieme alle eccellenze di Firenze e di qualche grande piazza, esiste una rete di paesi che è una ricchezza aggiuntiva e straordinaria in grado di sostenere un binomio invincibile nel mondo: Florence, Tuscany.

Non è all’ordine del giorno la modernizzazione, ormai il commercio prevede di tutto e di più tanto da perdere per strada imprese e occupati, falcidiati dalla crisi e da una tassazione asfissiante e da strutture della Grande Distribuzione.
Non possiamo arrenderci a una colata di decine di migliaia di metri cubi di scaffali sui cipressi della Val d’Orcia. Per tutto questo chiediamo al Presidente del Consiglio un suo decisivo intervento.

Fonte: Confesercenti Toscana

Nessun commento su Toscana: SOS a Renzi dalla Confescercenti

Sarteano: “La Teutonica più importante della Francigena”

Si fa un gran parlare della Francigena (o meglio, Romea per chi andava verso Roma) ma in pochi ricordano un’altra via, quella che arrivava dal mondo tedesco e dai Balcani,…

Si fa un gran parlare della Francigena (o meglio, Romea per chi andava verso Roma) ma in pochi ricordano un’altra via, quella che arrivava dal mondo tedesco e dai Balcani, dunque un’arteria che è stata molto importante, forse anche più della strada più decantata. “De Strata Teutonica” o “von Romweg” (cioè la via per Roma) è il titolo degli atti del convegno che si è svolto su due giorni, a Monticchiello e all’abbazia di Spineto esattamente un anno fa (il 7 e l’8 giugno) appena presentato dal Centro studi romei proprio a Spineta, luogo non casuale: da qui passava una delle vie “traverse”, che collegavano Francigena e Teutonica.

In una pubblicazione di oltre 270 pagine, curata da Renato Stopani e Fabrizio Vanni, si susseguono le relazioni (se non veri e propri piccoli saggi) corredate di foto e cartine di dodici studiosi, che hanno affrontato il rapporto con un altro luogo inflazionato, la val d’Orcia, con un’area di strade, che stanno dietro al suo sviluppo economico. Quello che oggi definiremmo turismo, corredato dai commerci, fu l’elemento di crescita economica, molto più di artigianato o agricoltura.

Aspetto poco considerato, ma approfondito da Patrizia Turrini, è il rapporto tra Comune di Siena, l’ordine di Santa Maria dei Teutonici e la “domus” del priorato di San Niccolò in Monticchiello, cui si aggiunge la ricerca catastale sulla Commenda Saracini. Francesco Salvestrini ha invece studiato il legame dell’abbazia della Santissima Trinità di Spineta e l’ordine vallombrosano. Ma tutto il volume risponde a curiosità e risole tanti dubbi: basti citare lo studio sui simboli e i modelli raffigurativi nella val d’Orcia medievale (Fabrizio Vanni), il romitorio di Pienza (Giovanna Casali) o sulle origini di un nome infamante, quello di Castiglioncello del Trinoro (probabilmente dei ladroni, a cura di Enrico Gori). E, ancora, la viabilità e il culto dei santi in Toscana (Gianno Bergamaschi), la chiesa di Santa Maria ad Balnea a San Casciano dei Bagni (Laura Martini), le testimonianze artistiche del pellegrinaggio (Maria Mangiavacchi), le nebbie e le fascinazioni di una terra di frontiera (Luciano Bassini).

Dietro a questi studi c’è un particolare interesse da parte di alcune amministrazioni pubbliche, che hanno l’intento di riscoprire il valore del proprio territorio, al di là degli stereotipi antichi o contemporanei. Così, anche due Comuni come Radicofani e Sarteano, ai limiti rispetto alla Val d’Orcia e alla Toscana, intendono valorizzare strade che hanno fatto la gloria passata, e che possono rappresentare un recupero di prestigio e una nuova funzione, per un nuovo rilancio dell’area: più ricco di contenuti, meno superficiale o legato agli stereotipi.  

Nessun commento su Sarteano: “La Teutonica più importante della Francigena”

Nel cuore della Val d’Orcia torna l’Orcia Wine Festival

Dal 25 al 27 aprile a San Quirico, l’Orcia, una delle più ambiziose fra le denominazioni italiane accoglie gli appassionati di vino e di paesaggio. Nel cuore della Val d’Orcia,…

Dal 25 al 27 aprile a San Quirico, l’Orcia, una delle più ambiziose fra le denominazioni italiane accoglie gli appassionati di vino e di paesaggio. Nel cuore della Val d’Orcia, patrimonio mondiale dell’umanità Unesco, al via l’appuntamento con la V edizione dell’Orcia Wine Festival, mostra mercato organizzata dal Comune e Consorzio del vino Orcia.

Tra San Quirico d’Orcia, salotto del medioevo toscano e Bagno Vignoni, l’unico centro termale medioevale ancora intatto i turisti incontreranno per strada – l’antica Via Francigena – attori in abiti antichi che parlano di vino e i drappi delle bandiere dei Quartieri della Festa del Barbarossa. Nelle vetrine el centro storico saranno esposte le bottiglie dell’Orcia Doc mentre nello splendido Palazzo Chigi (XVII secolo) sarà possibile acquistare vini e assaggiare formaggi, salumi e altre produzioni di eccellenza del territorio. E ancora, all’interno delle sale affrescate del palazzo la degustazione dei vini Orcia spiegati e serviti dai produttori in persona.

Le degustazioni tecniche ONAV, Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino, propone tre tipi di degustazioni: “Pillole di vino” per chi vuole imparare le nozioni base dell’assaggio, per capire i segreti della maturazione in botte e le “degustazioni al buio ”. Novità assolute della manifestazione consistono in assaggi con gli occhi bendati usando bicchieri diversi, con vini a temperature diverse e in abbinamento a musica e cibi tipici. La multisensorialità esaltata dal buio per capire come, senza la vista, gli altri sensi amplificano i loro effetti stimolando sensazioni e emozioni fortissime. Un modo per conoscere il vino e il proprio corpo ma anche per sentirsi più vicini a chi non vede. Una degustazione solidale dunque che sarà guidata dal pro presidente Nazionale ONAV Vito Intini e realizzata in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi di Siena.

Visite in cantina. L’Orcia Wine Festival offre anche l’opportunità di tour di mezza giornata, in bus, nelle cantine per visite e assaggi. Accanto ai vigneti i visitatori troveranno i belvedere del progetto “Orcia il vino più bello del mondo”. Un progetto cofinanziato dalla Regione Toscana- Toscana Promozione, che propone un modo nuovo per l’osservazione del paesaggio del vino.

A Bagno Vignoni, inoltre venerdì 25 e sabato 26 aprile, al tramonto, “Aperivinum” nel loggiato dell’antica vasca di acqua termale ancora con i produttori dell’Orcia che servono e spiegano le loro bottiglie.

Il 26 aprile, invece, “Cena a Palazzo”, un momento di convivialità che fa incontrare chi vive in Val d’Orcia in modo permanente con chi ammira questo territorio e vi abita solo per qualche giorno. Sotto le volte affrescate con rappresentazioni mitologiche saranno serviti i piatti della tradizione locale in abbinamento ai vini Orcia.

Non solo vino e non solo centri storici nel ponte del 25 aprile ma anche sport all’aria aperta. Nel Comune di San Quirico d’Orcia ci sono 300 km di percorsi di trekking segnalati da cartelli e nel web. E per gli amanti del gran fondo c’è la Tuscany Crossing in Val d’Orcia 100 km. Una corsa su strade bianche e sentieri del Parco Artistico e Culturale della Val d’Orcia, Patrimonio mondiale dell’Umanità dell’Unesco con partenza e arrivo a Castiglion d’Orcia e un tempo massimo di percorrenza di 24 ore (dislivello 2800D+). Un tocco glamour con “Aspettando le 1.000 Miglia” con il Club di Auto e moto d’epoca della Toscana che si fermeranno davanti a Palazzo Chigi per offrire agli equipaggi una sosta golosa con i vini dell’Orcia e per offrire agli appassionati l’opportunità di vedere da vicino delle auto leggendarie. Infine un tocco di internazionalità: 30 immagini di “Extempore fotografica Cittanova-Mostra itinerante gastronomica” che mostreranno la cultura materiale istriana.

Proprio a San Quirico d’Orcia nel ’96 le aziende richiesero l’Indicazione geografica tipica (Igt) per valorizzare le produzioni locali; e nel 2000 per loro arrivò la Doc con la denominazione Orcia. Dieci anni dopo, quindi, nacque l’Orcia Wine Festival – che potrà avvalersi delle collaborazioni di Onav (Organizzazione nazionale assaggiatori di vino), della Provincia di Siena, della Regione Toscana e del patrocinio del Ministero per lo sviluppo economico e del Ministero per l’agricoltura.

Per maggiori informazioni:  ufficioturistico@comune.sanquiricodorcia.si.it 

Nessun commento su Nel cuore della Val d’Orcia torna l’Orcia Wine Festival

Enrico Rossi, con “Viaggio in Toscana” fa tappa nei comuni amiatini.

Costituire un consorzio di imprese per sedersi ad un tavolo con Enel e chiedere la fornitura di energia ai costi praticati ai migliori clienti. E’ quanto il presidente della Regione…

Costituire un consorzio di imprese per sedersi ad un tavolo con Enel e chiedere la fornitura di energia ai costi praticati ai migliori clienti. E’ quanto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha proposto agli imprenditori amiatini e della Val d’Orcia al termine della mattinata di incontri che ha dato il via alla quattordicesima tappa del suo “Viaggio in Toscana”, il giro che sta compiendo per conoscere da vicino tutte le zone della regione.

“Intendo dare applicazione in tempi brevi – ha precisato Rossi – al protocollo d’intesa che ho sottoscritto con Enel che da queste zone trae grandi risorse, sfruttando la presenza della geotermia anche grazie alle concessioni che abbiamo rilasciato. Con il protocollo la società si impegna non soltanto a fornire calore alle attività produttive, come già sta facendo, ma anche ad erogare energia al prezzo praticato ai migliori clienti. E’ ciò che intendo chiedere ad Enel di fare. Per far questo è necessario presentarsi come consorzio. Lo proporrò ai sindaci e agli imprenditori maggiori, che chiamerò presto a Firenze per discuterne”.

In mattinata il presidente Rossi, accompagnato dal sindaco Massimo Magrini, aveva visitato la Stosa cucine a Radicofani, dove erano stati il fondatore Maurizio Sani e il figlio David, ad accompagnarlo nei reparti.

Sono partito da zero, ho iniziato in 300 metri quadri a Piancastagnaio – ha detto il fondatore – e oggi sono alla guida di un’azienda che occupa 50.000 metri quadri e 300 operai, esporta il 20% della sua produzione, lo scorso anno ha fatturato oltre 90 milioni di euro e nel 2014 conta di raggiungere i 100. Il mio segreto? Siamo una grande famiglia, ho un ottimo rapporto con gli operai e ho sempre pensato al bene dell’azienda”.

L’azienda ha introdotto l’automazione nei processi di assemblaggio nel 2012, in piena crisi, e produce oggi 35.000 cucine l’anno in 30 diversi modelli. Il suo prodotto di punta è la Beverly, una cucina venduta al pubblico a circa 7.000 euro. La Stosa è la quarta azienda italiana nel settore cucine e sta conducendo una politica di espansione, tanto che sta espandendo la rete dei punti vendita e ha stanziato per il marketing e la comunicazione 5 milioni per l’anno in corso.

L’atra azienda visitata dal presidente è la Pelletteria Garland di Piancastagnaio. Insieme al sindaco, Fabrizio Agnorelli, Rossi ha incontrato il fondatore, Daniele Cheli e il figlio Cristiano che gli hanno mostrato il nuovo stabilimento di Poggio Grande, teleriscaldato e che impiega colle a base di acqua e non di solventi chimici. Produce borse e altri manufatti di alta qualità per Celine, il marchio francese che serve anche Louis Vuitton. Anche in questo caso l’azienda ha in programma di espandersi, passando dagli attuali 100 a 150 addetti. In grando di produrre oltre 230 borse al giorno, lavora con metodo produttivo mutuato dalla Toyota, just in time senza magazzino, realizzando un fatturato di circa 6 milioni l’anno. Il suo prodotto più costoso è la borsa di coccodrillo, in grando di costare anche 20.000 euro, mentre ne bastano 5.000 per quella di pitone e ne servono oltre 1.000 per quelle in vitello.

Nessun commento su Enrico Rossi, con “Viaggio in Toscana” fa tappa nei comuni amiatini.

The Montepulciano Fortress

Welcome to the first piece of our new cultural section, “Tourism“, which will discover for you the many treasures hidden within our beautiful territory, the senese Valdichiana. Today’s article will…

Welcome to the first piece of our new cultural section, “Tourism“, which will discover for you the many treasures hidden within our beautiful territory, the senese Valdichiana.

Today’s article will be about the Montepulciano Fortress, the gorgeous structure that overlooks the town. From its windows it is possbile to admire the landscapes of Valdichiana and Valdorcia, even catching sight of the Trasimeno lake in Umbria.  The fortress has been used for the most diverse purposes trhoughout its long history, and its structure went through several architectural alterations according to the needs of each age.

The most ancient informations we have are from the 8th century and they talk about the Castrum Politianum, placed in a strategic location to defend the city and to control enemy activity in the surrounding valleys. It is very likely that, already before the Longobardic age, the castrum was used as part of the city fortification. A legend has it built on top of the ruins of a roman temple, probably devoted to Mercury or Janus, but there’s no official source to confirm this.

The actual structure of the fortress, similar to what we can see today, was only built in 1261. It was erected by the seneses after the Monteaperti victory against Florence, used as military outpost and repeatedly rebuilt for military necessity during the whole period that saw the cities of Siena and Firenze waging war at eachother. Its military function has slowly decayed after the 1614 earthquake and after the end of the war.

The 19th century restoration gave the fortress the appearance we can see today. By the end of  1800 it hosted the Stabilimento Bacologico of Francesco Saverio Melissari, who used the building to grow silkworms.

Fortezza-Montepulciano

In 1935 the property of the fortress went back to the municipality of Montepulciano, which decided to requalify the structure as a public school. For over sixty years, the fortress rooms housed the local gymnasium, attended by students of Valdichiana and Valdorcia.
When the highschool was moved to a new building, outside the historical center, the Montepulciano fortress changed its function once again. In virtue of its artistic and archaeological value, it is presently used as a cultural center: within its walls are hosted art exhibitions, conferences and advanced cultural initiatives, oriented to both the local population and the tourists.

Further and more recent restorations allowed the municipality to re-open of all the three internal floors, which have been modernized, strengthening the public cultural spaces and the accomodating opportunities.

Thanks to its location, its history and its value, the beautiful Fortress is quickly becoming the new main cultural center of Montepulciano.

For further informations, we recommend the book “Fortezza e Liceo Classico a Montepulciano”, Editori del Grifo, 1999.

For the ongoing cultural initiatives taking place in the fortress, we remind you of the Luci sul Lavoro festival and the art exhibition dedicated to the great metaphysics painter Giorgio de Chirico.

Nessun commento su The Montepulciano Fortress

Type on the field below and hit Enter/Return to search