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Tribunale di Montepulciano: tutti gli aggiornamenti

Proseguono le azioni delle amministrazioni locali, dei referenti politici e dell’Ordine degli Avvocati in difesa del Tribunale di Montepulciano. Proprio dall’Ordine degli Avvocati poliziani e dal Comune di Montepulciano, lo…

Proseguono le azioni delle amministrazioni locali, dei referenti politici e dell’Ordine degli Avvocati in difesa del Tribunale di Montepulciano. Proprio dall’Ordine degli Avvocati poliziani e dal Comune di Montepulciano, lo scorso 23 giugno, era stato presentato un ricorso urgente al TAR contro la decisione del Presidente del Tribunale di Siena di disporre la chiusura anticipata del Tribunale di Montepulciano, come vi avevamo già raccontato sul nostro giornale.

Il ricorso al TAR, tuttavia, è stato respinto ed è stata confermata la revoca della deroga che avrebbe consentito al tribunale poliziano di continuare a svolgere, almeno in parte, le funzioni giudiziarie fino al 2015. Quella della TAR è stata quindi una decisione che ha sancito la legittimità del Presidente del Tribunale di Siena e della sua scelta organizzativa di non avvalersi più ulteriormente dei locali di Montepulciano; inoltre, non è stata condivisa la preoccupazione degli avvocati poliziani sulla precarietà strutturale del palazzo di giustizia di Siena, pur riconoscendone diverse criticità.

Nonostante questa sconfitta, rimane aperta la speranza di mantenere un presidio di legalità a Montepulciano per tutti i cittadini della Valdichiana. In questo senso, proseguono le azioni congiunte di amministratori e referenti politici per fare sistema e portare il problema alla diretta attenzione del governo Renzi. Lo scorso 31 luglio è stato Stefano Scaramelli, sindaco di Chiusi e membro della direzione nazionale del PD, a presentare al sottosegretario Del Rio la proposta di riforma del tribunale di Montepulciano, come annunciato attraverso la pagina facebook:

“Adesso a Roma, in vista della direzione nazionale del Pd di oggi pomeriggio, insieme a Massimiliano Barbanera, Presidente Ordine degli Avvocati di Montepulciano per valutare insieme al governo l’ipotesi di trasformare l’ormai ex tribunale di Montepulciano in un presidio di legalità! #proviamoci!”

Oltre all’azione congiunta del sindaco Scaramelli e del presidente dell’Ordine degli Avvocati, Massimiliano Barbanera, anche il gruppo dirigente del Partito Democratico senese ha portato la proposta all’attenzione del Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. A darne l’annuncio, sempre attraverso facebook, è stato proprio il giovane poliziano Andrea Biagianti:

“Ieri durante la direzione nazionale PD Stefano Scaramelli e Massimiliano Barbanera hanno ribadito al Premier Matteo Renzi ed al sottosegretario alla presidenza del consiglio dei Ministri Graziano del Rio la necessità di trasformare l’ormai ex tribunale di Montepulciano in un presidio di legalità. Oggi insieme a Niccolò Guicciardini, Juri Bettollini, Simone Bezzini, Donato Montibello, Rosanna Pugnalini e Marco Spinelli abbiamo avuto un lungo incontro con il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, sulle principali priorità per la Provincia di Siena. In merito al Tribunale di Montepulciano, il presidente Rossi ha ribadito la sua interlocuzione con il Ministero della Giustizia per il mantenimento di un presidio di legalità ed ha garantito un approfondimento sulla possibilità di stipulare un protocollo d’intesa tra Ministero e Regione per assicurare la permanenza sul territorio di alcuni servizi legati alla giustizia. Ecco l’impegno reale del PD Siena sulla vicenda del Tribunale di Montepulciano.”

Rimane quindi incerto il futuro del Tribunale di Montepulciano. Nonostante la conferma della chiusura anticipata, continua la battaglia per mantenere un presidio di legalità nel territorio. L’impressione, comunque, è che un risultato del genere sia possibile soltanto attraverso un’azione congiunta e sistematica di amministratori, avvocati e referenti politici, muovendosi a sistema per raggiungere un risultato positivo per i cittadini del territorio della Valdichiana senese.

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Montepulciano: Comune e Avvocati contro la chiusura del Tribunale

Prosegue l’azione congiunta del Comune di Montepulciano e del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati in difesa del Tribunale. Questa volta l’attenzione dell’Ente e dei professionisti si appunta sul provvedimento assunto dal…

Prosegue l’azione congiunta del Comune di Montepulciano e del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati in difesa del Tribunale. Questa volta l’attenzione dell’Ente e dei professionisti si appunta sul provvedimento assunto dal Presidente “facente funzioni” del Tribunale di Siena dott. Cammarosano che, revocando di fatto il Decreto Ministeriale dell’8 agosto 2013 con il quale veniva prorogato fino al 13 gennaio 2015 l’utilizzo dei locali del Tribunale poliziano, ne ha invece disposto la chiusura anticipata. Contro tale provvedimento il Comune e l’Ordine di Montepulciano hanno presentato un ricorso al TAR che sarà esaminato il 29 luglio.

Nel frattempo sulla questione è intervenuto anche l’Ordine degli Avvocati di Siena, che ha platealmente criticato l’iniziativa delle Istituzioni di Montepulciano, definendola “un pericolo per l’amministrazione della giustizia dell’intero circondario”.

In attesa che il giudice amministrativo si esprima nel merito, il Sindaco di Montepulciano rivendica la validità della decisione di opporsi al provvedimento:

“Qualsiasi azione possa essere messa in campo per difendere il Tribunale di Montepulciano viene da noi attuata, meglio ancora se di concerto con l’Ordine degli Avvocati” dichiara Andrea Rossi. “In questo caso a spingerci al ricorso al TAR ci sono sia motivazioni di legittimità sia di funzionalità della macchina della giustizia. Sotto il primo profilo riteniamo che solo il Ministro di Giustizia avrebbe potuto modificare o revocare un proprio provvedimento. Sotto il secondo aspetto, al contrario di quanto affermano gli Avvocati senesi, la prosecuzione dell’attività del Tribunale di Montepulciano rappresenterebbe (ed in concreto rappresenta) un aiuto fondamentale al pieno ed effettivo esercizio all’amministrazione della giustizia. Il Tribunale di Siena è in crisi – prosegue il Sindaco di Montepulciano – per antichi motivi, come lo stesso Presidente e il Presidente della Corte d’Appello, dott. Drago, hanno recentemente rilevato su atti ufficiali”.

C’è da aggiungere che il citato decreto del Ministro di Giustizia delineava con chiarezza quali fossero le competenze in materia del Presidente del Tribunale “ricevente”, indicate nella vigilanza sul reperimento, in questo caso da parte del Comune di Siena, di locali idonei a garantire l’integrale allocazione del personale e dei servizi giudiziari “accresciuti”, circostanza che non risulta essersi ancora realizzata.

“Rivolgersi al giudice competente – afferma una nota degli Avvocati di Montepulciano – non solo è esercizio di un diritto costituzionale, ma è l’unico rimedio ad eventuali ingiustizie e quello che distingue un paese civile dalle situazioni di arbitrio. La permanenza del Tribunale di Montepulciano, oltre a garantire in modo spedito l’amministrazione della giustizia nel sud della provincia, come avvenuto per quasi 200 anni, non avrebbe gravato sul Tribunale di Siena. Sull’igiene e la sicurezza dell’edificio alla Lizza sono stati, come è noto, presentati esposti di privati cittadini che sono stati riconosciuti fondati, ma non hanno visto attuate le soluzioni. Non è scagliandosi contro qualcuno – osserva l’Ordine di Montepulciano – che si risolvono problemi vecchi di anni, di fronte ai quali nessuno ha il diritto di chiudere gli occhi per negarne l’esistenza”.

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Tribunale di Montepulciano: ricorso al TAR contro la chiusura anticipata

Continua la mobilitazione per mantenere un presidio di legalità a Montepulciano e per consentire alla struttura di continuare a svolgere la sua funzione giurisdizionale, senza accelerare il percorso di trasferimento…

Continua la mobilitazione per mantenere un presidio di legalità a Montepulciano e per consentire alla struttura di continuare a svolgere la sua funzione giurisdizionale, senza accelerare il percorso di trasferimento verso il Tribunale di Siena. Il percorso per la salvaguardia del diritto alla giustizia nella cittadina poliziana aveva portato, lo scorso 17 aprile, a un incontro a Roma con il capo di gabinetto del ministro Andrea Orlando.

Per evitare la chiusura anticipata del tribunale di Montepulciano, il sindaco Andrea Rossi, rieletto alle scorse elezioni amministrative, ha annunciato un ricorso al TAR. Come pubblicato attraverso il profilo su Facebook, il sindaco Rossi rilancia la necessità di salvare un presidio di legalità a Montepulciano e impedire la chiusura al prossimo 30 giugno:

Stamani ho sottoscritto insieme al presidente dell’ordine degli avvocati di Montepulciano avv. Barbanera il ricorso al TAR contro il provvedimento dell’attuale facente funzione di presidente del tribunale di Siena che anticiperebbe al 30 giugno la chiusura del tribunale di Montepulciano. Un atto che anticipa senza nessuna giustificazione la chiusura del nostro presidio forse per nascondere definitivamente il fallimento della riforma Severino sbandierata come epocale per il riordino del sistema della giustizia italiano e attenta al risparmio nelle gestioni. La nuova organizzazione su Siena costerà infatti molto di più che a Montepulciano con gravi disservizi per tutti i cittadini del nostro comprensorio! #salviamoiltribunale

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Andrea Rossi e Biagianti dal Ministro di Giustizia per il Tribunale di Montepulciano

Mantenere a Montepulciano un presidio di legalità per consentire alla struttura di continuare a svolgere la sua funzione giurisdizionale, senza accelerare il percorso di trasferimento verso il Tribunale di Siena….

Mantenere a Montepulciano un presidio di legalità per consentire alla struttura di continuare a svolgere la sua funzione giurisdizionale, senza accelerare il percorso di trasferimento verso il Tribunale di Siena. E’ quanto ribadito ieri, giovedì 17 aprile da Andrea Rossi, candidato sindaco del centrosinistra di Montepulciano; Andrea Biagianti, coordinatore dell’esecutivo provinciale e Paolo Tiezzi, presidente dell’Ordine degli avvocati di Montepulciano nel corso di un incontro che si è svolto a Roma presso il ministero della Giustizia alla presenza del segretario particolare e del capo di gabinetto del ministro Andrea Orlando.

“Abbiamo organizzato questo nuovo incontro con il Ministero – affermano Rossi e Biagianti – per ribadire, ancora una volta, quanto la nostra comunità e il nostro territorio siano stati penalizzati dalla riforma delle circoscrizioni giudiziarie. La cancellazione del Tribunale di Montepulciano e il conseguente trasferimento delle funzioni verso Siena renderebbe ancora più problematico e macchinoso l’accesso per i cittadini e le imprese al servizio Giustizia. Per questo è necessario che si mantenga sul territorio questo importante presidio di legalità, continuando a garantire ai cittadini il diritto a un’organizzazione giudiziaria efficiente, in grado di lavorare con serenità e con tempi celeri sulle pratiche quotidiane che interessano migliaia di cittadini. Il trasferimento di tutte le funzioni da Montepulciano al Tribunale di Siena inoltre rischia di intasare la sede del capoluogo che, ad oggi, non ha avuto da parte del Ministero adeguate garanzie in termini di aumento di risorse e personale, fondamentali per scongiurare disservizi o allungamenti dei tempi di giustizia”.

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Tribunale di Montepulciano, continua la mobilitazione

Mantenere il tribunale di Montepulciano per garantire un presidio di legalità e consentire alla struttura di continuare a svolgere la sua funzione giurisdizionale, ma anche quella serie di pratiche quotidiane…

Mantenere il tribunale di Montepulciano per garantire un presidio di legalità e consentire alla struttura di continuare a svolgere la sua funzione giurisdizionale, ma anche quella serie di pratiche quotidiane che interessano migliaia di cittadini. E’ stata questa la richiesta avanzata giovedì 30 gennaio, da una delegazione di sindaci e parlamentari senesi al Presidente della commissione monitoraggio riforma giustizia, Annamaria Palma. Alla riunione erano presenti i deputati democratici, Susanna Cenni e Luigi Dallai; i sindaci Andrea Rossi, di Montepulciano; Gabriella Ferranti, di Chianciano Terme; Fabrizio Fè, di Pienza e Andrea Biagianti, assessore del Comune di Montepulciano e coordinatore dell’esecutivo del Pd senese.

“Da anni ormai – afferma Cenni – stiamo seguendo la vicenda della riforma dell’ordinamento giudiziario. Una riforma nata in modo sbagliato, che ha consentito alcune furbizie locali, e che rischia di penalizzare territori e intere comunità come la nostra. Siamo d’accordo con l’idea di razionalizzare e ottimizzare le strutture giudiziarie, ma non possiamo accettare che vengano cancellati indiscriminatamente importanti presidi di legalità in aree decentrate e montane, come nel caso di Montepulciano. Nell’incontro con la dottoressa Palma abbiamo presentato con determinazione tutte le criticità della situazione creata da una riforma nata malissimo a attraverso lo strumento della legge delega, e che, per ilo momento, nel caso della riorganizzazione del tribunale di Siena sta facendo i conti con costi e disservizi. Abbiamo ribadito che continueremo a concentrarci e a lavorare su tutti quegli atti parlamentari che potranno consentire di attuare proposte alternative o correttive che permettano alla struttura di continuare a svolgere le proprie pratiche”.

“La riforma delle circoscrizioni giudiziarie – sottolinea Dallai – con cui si procederà alla soppressione dei tribunali presenti nei nostri territori, come quello di Montepulciano, continua a preoccuparci, viste le conseguenze negative che graveranno sulle comunità locali. Eliminare questi presidi di legalità significa rendere ancora più problematico e macchinoso l’accesso al servizio della giustizia, con conseguenze sul tessuto sociale, economico e imprenditoriale locale. Noi crediamo che la soppressione del Tribunale di Montepulciano non determini i vantaggi in termini economici e di razionalizzazione che la legge di riforma si pone come obiettivo. Occorre inoltre che siano fornite adeguate garanzie in termini di risorse e personale per scongiurare l’intasamento delle sedi centrali. È un diritto dei cittadini avere un’organizzazione giudiziaria efficiente, che sia posta in condizione di lavorare con serenità e celerità. E’ necessario dunque che il Governo intervenga per correggere le distorsioni nella riforma, in modo da adottare criteri oggettivi e qualitativi in base ai quali procedere alla razionalizzazione e quindi all’efficienza nell’accesso ai servizi legati alla giustizia”.

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Enrico Rossi elogia l’unità dei sindaci della Valdichiana

Era la prima volta di un Presidente della Regione al Palazzo Comunale di Chianciano Terme e il sindaco, Gabriella Ferranti, ha accolto il presidente Enrico Rossi all’ingresso, indossando la fascia tricolore….

Era la prima volta di un Presidente della Regione al Palazzo Comunale di Chianciano Terme e il sindaco, Gabriella Ferranti, ha accolto il presidente Enrico Rossi all’ingresso, indossando la fascia tricolore. È iniziata così la riunione istituzionale con i sindaci della Valdichiana senese, che hanno esposto le loro richieste e presentato le difficoltà e le esigenze di un territorio che Rossi ha definito ricco di esperienze diverse, ma ben integrate tra loro e accompagnate da un paesaggio straordinario, che rappresenta per quest’area una risorsa in più da tutelare adeguatamente.

Tra gli aspetti sottolineati dai sindaci vi sono la questione della chiusura del Tribunale di Montepulciano, la necessità di realizzare una fermata tra Firenze e Roma lungo la linea dell’alta velocità ferroviaria, il termalismo da rilanciare, la viabilità da completare, oltre agli aspetti istituzionali legati alla prevista abolizione delle Province. Su tutte, il presidente Rossi ha fornito le sue risposte, dando prima la parola agli assessori alle infrastrutture e mobilità, Vincenzo Ceccarelli e alla presidenza, Vittorio Bugli, presenti anche loro all’incontro.

Ceccarelli ha promesso di affrontare insieme alla Società Autostrade la questione del casello da realizzare a Montepulciano, di compiere una verifica rispetto alla classificazione delle strade che necessiterebbero di interventi, visto che qualche possibilità di intervento esiste soltanto sulle strade regionali.

Il presidente Rossi ha elogiato gli amministratori locali, perché rappresentano una realtà unita e hanno presentato un quadro d’insieme che permette di stilare una lista di priorità per la Valdichiana.

Fermata Alta Velocità. “Serve – ha detto il presidente Rossi – una grande alleanza con l’Umbria che ci permetta di lavorare alla sua realizzazione, in un tavolo di carattere nazionale anche sulla base del progetto presentato dal Comune di Chiusi”.

Ospedale di Nottola. “Vi do l’assoluta garanzia – ha precisato – che per ciò che riguarda il presidio di Nottola non ci saranno né chiusure, né processi di pesante razionalizzazione, ma che lavoreremo invece secondo un progetto di rete tra ospedali”.

Assetti istituzionali. “Forse la proposta che avevo avanzato di tre grandi macroaree in Toscana non era campata in aria e poteva trovare migliore accoglienza. Adesso non è più realizzabile e occorre pensare ad una riforma, che preveda uno Stato centrale che funzioni, un Senato delle Regioni e delle Autonomie Locali, capace di portare i territori dentro lo Stato, e la presenza delle Regioni non come piccoli Stati, ma enti che devono poter amministrare direttamente su alcune materie e non limitarsi soltanto a programmare”.

Tribunale di Montepulciano. “Non posso promettere nulla, ma ne parlerò sicuramente al Ministro della Giustizia per capire quali margini ci sono. A lei riporterò le buone ragioni e i numeri esposti qui oggi dal sindaco”.

Termalismo. “Nel nuovo Piano Sanitario Regionale lo consideriamo una risorsa. Superata l’idea che debba essere esclusivamente fitness, credo sia possibile introdurre il concetto che le cure termali possono in alcuni casi essere sostitutive di quelle mediche, portare ad una riduzione dell’uso dei farmaci e quindi venire agevolate perché a saldo economico zero. Possiamo ripartire poi dal progetto redatto insieme all’Università di Pittsburgh”.

Le Terme e il Monte dei Paschi. “MPS rappresenta un terzo dell’economia toscana e io ringrazio in modo speciale l’amministratore delegato Viola, che si è impegnato a trovare una soluzione positiva per le Terme attraverso un progetto convincente. Ma né la Regione, né il Monte sono più in grado di sopportare i bilanci in rosso nelle terme toscane. Occorre quindi puntare all’equilibrio finanziario, ammodernare gli alberghi, guardare avanti e puntare ad una maggiore efficienza”.

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La cronaca della Valdichiana: aumentano i furti negli appartamenti

La cronaca della Valdichiana: in fuga a 200 km/h sulla Siena-Bettolle Un inseguimento ad alta velocità in superstrada, lo scorso weekend, si è concluso con la fuga dei malviventi. Dopo…

La cronaca della Valdichiana: in fuga a 200 km/h sulla Siena-Bettolle

Un inseguimento ad alta velocità in superstrada, lo scorso weekend, si è concluso con la fuga dei malviventi. Dopo un inseguimento di oltre 90 chilometri, da San Rocco a Pilli a Castiglion del Lago, i malfattori sono stati costretti ad abbandonare l’auto e proseguire a piedi. I carabinieri che li tallonavano avevano esploso alcuni colpi di pistola che hanno bucato le gomme della macchina, una Volvo rubata a Perugia.

L’inseguimento ha avuto inizio a San Rocco a Pilli, dove i carabinieri hanno intercettato la macchina rubata. Gli occupanti si sono dati alla fuga a una velocità di 200 km orari lungo la Siena-Bettolle, rimasta chiusa per circa un’ora a causa dell’inseguimento. Cinque le auto dei carabinieri di Siena impegnate, coinvolti anche i colleghi di Arezzo, Cortona e Città della Pieve. All’altezza di Castiglion del Lago, i militari sono riusciti a sbarrare la strada alla Volvo che però ha speronato le pattuglie. A quel punto i carabinieri dell’Arma hanno esploso alcuni colpi di arma da fuoco riuscendo a colpire le gomme dell’auto che poco dopo è stata costretta a fermarsi.

Le tre persone che si trovavano a bordo si sono date alla fuga a piedi, riuscendo a scappare: le ricerche sono tuttora in corso. All’interno dell’auto rubata sono stati rinvenuti mazze da baseball, attrezzi da scasso, computer e numerosi oggetti trafugati nei giorni scorsi nei dintorni di Siena.

Sinalunga, evade per la seconda volta dai domiciliari

I Carabinieri della stazione di Sinalunga hanno arrestato un 46enne, colto in flagranza di reato per evasione, attorno alle 16.40 di domenica 24 novembre. L’uomo è stato trattenuto presso la stazione dei Carabinieri di Torrita in attesa del rito per direttissima al Tribunale di Siena.

S.R.B.M., nato in Tunisia nel 1967 e residente a Montepulciano, si era già reso responsabile in passato dello stesso reato, mentre passeggiava per il centro di Torrita di Siena nonostante fosse agli arresti domiciliari per maltrattamenti in famiglia e atti persecutori nei confronti della moglie tunisina di 34 anni.

Aumentano i furti in appartamento a Chiusi, interventi per la sicurezza

Si è svolta la scorsa settimana una seduta del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal Prefetto , dedicata all’analisi della situazione della sicurezza nel comune di Chiusi alla quale hanno preso parte il Sindaco, il comandante della Polizia Municipale e i vertici provinciali delle Forze dell’Ordine.

In un contesto di generale contenimento dei reati, i dati emersi da gennaio a settembre di quest’anno (totale dei delitti –9,73%, totale delitti contro il patrimonio -16,83%) hanno registrato, nel Comune di Chiusi, una recrudescenza dei furti in appartamento, fenomeno che desta preoccupazione e allarme sociale e colpisce soprattutto abitazioni vuote nella fascia oraria dalle 17,00 alle 20,00.

Già da oggi, e fino a gennaio prossimo, saranno intrapresi (novembre, dicembre e gennaio sono da sempre i mesi più a rischio) servizi coordinati di prossimità con i cittadini e di controllo del territorio anche con l’impiego della Polizia municipale, messa a disposizione dal Sindaco. Importante, in questo contesto, sarà la collaborazione dei cittadini sia nell’adottare diligenti misure di cautela che nel segnalare tempestivamente i reati o le persone sospette al 112 o al 113 che valuteranno ogni elemento utile per efficaci interventi mirati.

Il Comune adotterà un provvedimento con il quale, tra l’altro, verrà specificato che gli interventi edilizi, finalizzati all’adozione dei sistemi di sicurezza nelle abitazioni private, rientrano nella sfera dell’attività edilizia libera e sono immediatamente realizzabili in base a semplice comunicazione preventiva. A questo si aggiungerà la realizzazione del potenziamento della intera rete di illuminazione pubblica e una sistematica operazione di informazione dei cittadini e delle imprese, mediante apposite convenzioni con Associazioni, ivi comprese quelle attive nei Centri Commerciali di Chiusi Città e Chiusi Scalo, finalizzate a strategie di collaborazione per un migliore presidio del territorio.

Il Prefetto, alla luce dell’analisi del fenomeno rilevato e per un più efficace contrasto alla malavita, prenderà contatto con la Società Autostrade per l’Italia per l’installazione di sistemi di rilevazione, attivi nelle 24 ore, di tutti gli ingressi e le uscite che interessano il casello autostradale di Chiusi.

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Battaglia per la difesa del Tribunale di Montepulciano

Con singolare regolarità, per il terzo anno consecutivo il mese di settembre ha ospitato una grande iniziativa pubblica dedicata al Tribunale di Montepulciano. Ma quella che si è svolta martedì…

Con singolare regolarità, per il terzo anno consecutivo il mese di settembre ha ospitato una grande iniziativa pubblica dedicata al Tribunale di Montepulciano. Ma quella che si è svolta martedì 17 settembre, nella Sala polivalente ex-Macelli, ha superato tutte le precedenti sia per la presenza di pubblico sia per la partecipazione di rappresentanti delle Istituzioni e delle diverse articolazioni della società civile.

All’invito lanciato dal Comune e dall’Ordine degli Avvocati, oltre ad alcune centinaia di professionisti e semplici cittadini, anche giovani, hanno infatti risposto l’On. Luigi Dallai (PD), il Consigliere regionale Rosanna Pugnalini, il Presidente dell’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani – UNCEM Toscana Oreste Giurlani, l’Assessore Provinciale Fabio Dionori, i Sindaci di Cetona, Fabio Di Meo, di Chianciano Terme, Gabriella Ferranti, di Chiusi, Stefano Scaramelli, e il vice-Sindaco di Sarteano Mauro Crociani. Hanno partecipato, tra gli altri, il Presidente del Collegio dei Geometri della Provincia di Siena, Paolo Parrini, con il vice-Presidente e due Consiglieri, ed il Segretario provinciale del Partito Democratico, Niccolò Guicciardini.

Per il Comune di Montepulciano presenti il Sindaco Andrea Rossi, che fin dall’estate 2011, ovvero da quando la cosiddetta “manovra d’agosto” mise in discussione la permanenza del Tribunale, si è fortemente impegnato nella battaglia per la difesa dell’istituzione giudiziaria, e la Giunta al completo, insieme ad alcuni consiglieri di tutti gli schieramenti politici. Per l’Ordine degli Avvocati, che ha affiancato costantemente il Comune in questo lungo percorso, sono saliti sul palco il Presidente Paolo Tiezzi e gli avvocati Fabio Andreucci e Daniele Chiezzi, ovvero due dei firmatari della proposta di legge di iniziativa popolare depositata in Parlamento per la revisione della geografia giudiziaria, tra i più attivi nella ricerca di soluzioni al grave problema.

Logicamente ampio e articolato il panorama degli interventi e dei pareri tra i quali ha trovato spazio anche il portavoce dei dipendenti del Tribunale, Pietro Di Nicuolo. Tutte le prese di posizione tengono però ora conto delle novità scaturite dall’incontro con il Ministro di Giustizia Annamaria Cancellieri che sabato scorso, a Chianciano, hanno avuto il Sindaco Rossi, l’Assessore Biagianti e gli Avvocati Chiezzi e Izzo, e che avrebbe riaperto la possibilità di avere un “presidio di Giustizia” sul territorio.

E’ proprio questo l’obiettivo indicato dal Sindaco Rossi che, con realismo, ha delineato l’ormai accertata impossibilità di riavere un Tribunale propriamente detto, nella pienezza delle funzioni di quello soppresso. “Ma la battaglia non è persa – ha aggiunto Rossi – anzi, ricomincia ora alla luce di quello che ci ha detto il Ministro. Dovremo far sentire la nostra voce nella Commissione alla quale la legge assegna un anno di tempo per valutare i singoli casi e per questo dovremo percorrere tutti la stessa strada, alla stessa velocità, senza sbandate a destra o a sinistra”. Un invito alla compattezza, un “serrate le fila” che il Sindaco di Montepulciano estende a tutte le forze politiche, senza fughe in avanti di parte di nessuno.

L’analisi dei provvedimenti legislativi che hanno portato alla chiusura del Tribunale di Montepulciano mette in primo piano i presunti risparmi che ne deriverebbero alla Pubblica Amministrazione. Dati alla mano, invece, il trasferimento a Siena si sta già traducendo in un enorme aggravio di costi per lo Stato che porta con sé un altrettanto ragguardevole aumento delle spese e dei disagi per i cittadini. Per questo l’Ordine degli Avvocati ha preannunciato un esposto alla Corte dei Conti, configurando l’ipotesi di danno all’erario.

Su questo punto il consigliere Rosanna Pugnalini ha garantito il sostegno della Regione Toscana, pronta ad approvare un documento in cui la difesa del Tribunale di Montepulciano si poggi su criteri già sostenuti dell’ente regionale come la maggiore efficienza della macchina di giustizia in sede locale e le difficoltà di collegamenti con il capoluogo di un circondario che già si configura come il più ampio della Toscana.

Da parte sua l’On. Dallai, dopo aver espresso la propria convinzione che questa riforma non darà benefici sul piano economico, ha affermato che la scelta è stata fatta ma che può essere rivista purché si riescano a confutare i suoi fondamenti . “Bisogna essere in grado di dimostrare la sostenibilità economica della nostra realtà giudiziaria” ha detto Dallai che ha invitato i territori ad impegnarsi su questo piano.

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Iniziativa pubblica contro la chiusura del Tribunale di Montepulciano

Continua la protesta nei confronti della chiusura del Tribunale di Montepulciano. Dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale sulle questioni sollevate da alcuni tribunali d’Italia sulla riforma varata dal Governo Monti, è…

Continua la protesta nei confronti della chiusura del Tribunale di Montepulciano. Dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale sulle questioni sollevate da alcuni tribunali d’Italia sulla riforma varata dal Governo Monti, è avvenuta la chiusura, forse definitiva.

Lo scorso 3 luglio la Corte Costituzionale ha giudicato ammissibile la riforma geografica giudiziaria del Governo Monti. Tale riforma prevede la soppressione, tra gli altri, del Tribunale di Montepulciano e il trasferimento delle sue attività giudiziarie al Tribunale di Siena, a partire da venerdì 13 settembre.

Dopo il volantinaggio di protesta contro il ministro Cancellieri organizzato dall’Ordine degli Avvocati presso la festa dell’UDC di Chianciano, avvenuto lo scorso sabato mattina, martedì 17 settembre si terrà un’iniziativa pubblica alla sala polivalente ex-macelli di Montepulciano, alle ore 21:00.

Questa la comunicazione relativa all’avento:

“C’era un Tribunale…e adesso?”
Iniziativa contro la chiusura del Tribunale di Montepulciano

  1. enorme aumento delle spese
  2. minore efficienza della macchina giudiziaria
  3. gravi disagi per tutti
  4. impoverimento del territorio
  5. istituzioni sempre più distanti dai cittadini

Interverranno:

  • Andrea Rossi, Sindaco di Montepulciano
  • avv. Paolo Tiezzi, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Montepulciano

Sono invitati a partecipare:

  • I Parlamentari del territorio
  • Il Consigliere Regionale del territorio
  • Sindaci e Consigli Comunali del comprensorio
  • Associazioni e organi professionali e di categoria
  • Sindacati e Partiti politici
  • Mezzi di informazione
  • Tutta la cittadinanza
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Chiusura del Tribunale di Montepulciano: continua la protesta

Continua la protesta nei confronti della chiusura del Tribunale di Montepulciano. Dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale sulle questioni sollevate da alcuni tribunali d’Italia sulla riforma varata dal Governo Monti, il…

Continua la protesta nei confronti della chiusura del Tribunale di Montepulciano. Dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale sulle questioni sollevate da alcuni tribunali d’Italia sulla riforma varata dal Governo Monti, il rischio di una definitiva chiusura è sempre più concreto.

Lo scorso 3 luglio la Corte Costituzionale ha giudicato ammissibile la riforma geografica giudiziaria del Governo Monti. Tale riforma prevede la soppressione, tra gli altri, del Tribunale di Montepulciano e il trasferimento delle sue attività giudiziarie al Tribunale di Siena, a partire dal prossimo 13 settembre.

Il Sindaco di Montepulciano Andrea Rossi, che insieme alla sua Giunta ha dedicato quasi due anni di costante impegno a difesa della presenza sul territorio di questo servizio, appare fortemente contrariato dal pronunciamento della Corte Costituzionale.

“La notizia della decisione della Corte Costituzionale giunge quasi in contemporanea con la richiesta del Presidente del Tribunale di Siena di prorogare i tempi del trasferimento nel capoluogo delle attività di giustizia finora svolte a Montepulciano. E’ l’ennesima conferma dell’impraticabilità, dell’inutilità e della dannosità di questa presunta riforma. Ribadisco che non solo non si raggiungeranno gli obiettivi di contenimento della spesa e di maggiore efficienza della giustizia ma si otterranno anzi risultati ben peggiori”.

“Dati alla mano – incalza Rossi – sappiamo che il trasferimento a Siena del Tribunale di Montepulciano avrà un costo, a regime, di circa 800.000 Euro all’anno contro i circa 200.000 che aveva nel nostro comune: dunque un incremento iperbolico della spesa che graverà sul bilancio pubblico e quindi sui cittadini. Quanto al funzionamento della macchina giudiziaria, basti ricordare che a Montepulciano mai nessun procedimento penale è finito in prescrizione per scadenza dei termini”.

“Prendiamo atto del pronunciamento della Consulta e ci comporteremo di conseguenza: dal 13 settembre saranno disdette tutte le convenzioni che garantivano la funzionalità piena del Tribunale e le relative utenze. Le relative risorse – che finora aveva garantito risposte in tempi certi, sicurezza, servizi ed indotto – saranno impiegate in altri progetti per la crescita e lo sviluppo del territorio. Cercheremo di rientrare in pieno possesso il prima possibile dello storico palazzo ex-Magnanet e lo destineremo ad altre attività. Non saremo disponibili ad accollarci costi accessori, anche se il Ministero di Grazia e Giustizia concederà la proroga richiesta da Siena perché la vera attività giudiziaria si svolgerà altrove”.

“Questo sul piano pratico” afferma Rossi. “Ma sul piano politico e procedurale non comprendo la presa di posizione del Presidente della Repubblica che, intervenendo su un argomento di competenza del Governo e del Parlamento, proprio in un momento in cui le forze politiche stavano ragionando sulla revisione della geografia giudiziaria, ha troncato il dibattito, avocandosi una competenza che non è la sua. Ci sono atti ufficiali delle Commissioni Parlamentari che, tenendo conto delle esigenze dei territori, si orientavano verso la trasformazione dei 27 Tribunali minori in sedi distaccate, non interrompendo drammaticamente l’attività. Al Capo dello Stato riconosciamo importantissimi ruoli di garanzia e rappresentatività dello Stato ma le scelte si compiono in altri luoghi, su mandato dei cittadini”.

Chiedo un atto di coraggio e responsabilità al Governo, affinché si riappropri della propria autonomia e delle proprie competenze, senza rimanere succube di altri poteri e decida per una sospensione della riforma Monti a fronte di un progetto vero di riorganizzazione dell’ordinamento giudiziario”.

“Riprendendo un’amara battuta – conclude il Sindaco di Montepulciano – si potrebbe dire che l’operazione è riuscita e il paziente è morto. Ma ancora una volta il paziente è il cittadino!”.

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