La Valdichiana

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Tag: ricerca lavoro

A Sarteano, giornata dedicata alle aziende e alla ricerca di lavoro

Orientamento, tecniche per la ricerca attiva, incontro domanda-offerta, tirocini, formazione: sono questi alcuni dei temi che saranno trattati giovedì 13 febbraio a Sarteano, presso la sala mostre, in due incontri…

Orientamento, tecniche per la ricerca attiva, incontro domanda-offerta, tirocini, formazione: sono questi alcuni dei temi che saranno trattati giovedì 13 febbraio a Sarteano, presso la sala mostre, in due incontri pubblici sul tema del lavoro e dell’occupazione. Un approccio concreto, che vedrà protagonisti oltre all’amministrazione comunale e alla Provincia di Siena, il Centro per l’Impiego Zona Valdichiana che presenterà le proprie offerte di servizi sia per le aziende che per i disoccupati.

In un momento di crisi senza precedente va fatto ogni sforzo per dare una mano a chi è in difficoltà, per rientrare nel mercato del lavoro – afferma Francesco Landi, sindaco di Sarteano -, per questo abbiamo coinvolto i professionisti che ci illustrano i servizi già attivi, e le opportunità per aziende o inoccupati. Saranno illustrati gli strumenti di aiuto che ci sono, suggeriti percorsi di formazione e ricordate tutte le possibilità presenti in Valdichiana, per dare un contributo concreto a chi è in cerca di una nuova occupazione. La mattina è rivolto a chi cerca lavoro, il pomeriggio alle aziende, o agli studi professionali, in cerca di personale qualificato”.

Alle 10.30 l’incontro pubblico sarà su “I servizi pubblici a sostegno dei disoccupati”, direttamente dedicato a chi cerca lavoro. Oltre alla presenza del sindaco Francesco Landi, e dell’assessore Daniela Nardi, interverranno gli esperti del Centro Impiego per illustrare le opportunità e rispondere alla domande dei partecipanti. Verrà fatta una panoramica dei servizi territoriali di supporto all’inserimento o al reinserimento nel mercato del lavoro. Si parlerà dello Sportello Giovani attivo nei Centri per l’Impiego, le opportunità formative e di lavoro; ed infine delle richieste delle aziende, le tipologie di contratto e gli incentivi all’assunzione.

Alle 15.00 sono invitate le aziende, gli studi professionali, le associazioni datoriali, per parlare de “I servizi pubblici a sostegno delle aziende per il lavoro”. Interverrà Simonetta Pellegrini, Assessore Provinciale a formazione professionale e lavoro. Gli interventi degli esperti del Centro per l’Impiego tratteranno la panoramica dei servizi territoriali di supporto alle imprese in funzione dell’occupazione; i nuovi servizi dello Sportello grandi imprese e alte professionalità. Oltre che i servizi di preselezione, marketing e consulenza alle imprese, e gli incentivi per le aziende all’occupazione.

Il Comune di Sarteano – commenta Daniela Nardi, assessore alla formazione professionale – intende rafforzare, già da questa prima occasione, la propria collaborazione con il Centro per l’Impiego Zona Valdichiana per consentire ai nostri concittadini di conoscere meglio le opportunità che si possono aprire in questo momento difficile”.

Alla giornata di incontri parteciperanno: Marcella Giglioni, Responsabile del Centro Impiego Valdichiana; Monica Becattelli, Coordinatrice dei Centri Impiego della Provincia di Siena; e Daniele Terenzi, Consulente Servizio Preselezione e marketing del Centro Impiego.

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Tempi Moderni – Lavoro e Dintorni #2

Tempi Moderni – Lavoro e Dintorni Parte 2 – A tutte le aziende: cercate gente da far crescere e da stimolare, non dei Premi Nobel a tutti i costi. E…

Tempi Moderni – Lavoro e Dintorni

Parte 2 – A tutte le aziende: cercate gente da far crescere e da stimolare, non dei Premi Nobel a tutti i costi. E non cercate figure che esistono solo nei libri di fantascienza.

Riprendo la mia mini-inchiesta con un altro esempio tutto personale. Per un lavoro cosiddetto “a chiamata”, per fare la hostess in fiera, avevo trovato il seguente annuncio:

“Per prestigioso cliente, si ricerca per la Fiera a XXX una hostess con ottimo cinese e ottimo russo, inglese madrelingua. Richiesta bellissima presenza, altezza 175 cm – 180 cm, taglia 40, massimo 42, numero di scarpe 37”.

E già, ti viene da pensare “ma se non avessi il 37 di scarpe? Io che sono alta 175 cm, ho il 40 di scarpe…”. Tralasciando che l’unico requisito che poteva andare era l’inglese e l’altezza. Ma dirò di più, i siti web di annunci di lavoro sono letteralmente disseminati di annunci di lavoro a dir poco scoraggianti e fantascientifici.

Non so se questo possa essere effettivamente adatto come esempio per questa puntata, essendo un lavoro a chiamata, ma rilancio con un altro annuncio da rasentare il genere fantasy.

Cercasi segretaria amministrativo. La figura dovrà avere almeno 5 anni di esperienza nel settore, massimo 30 anni. Ottime capacità organizzative, capacità di gestire appuntamenti e l’agenda dell’amministratore, conoscenza della contabilità. Conoscenza dell’inglese ottima, con buon francese e tedesco. Ottimo uso del pc, e ottima conoscenza del linguaggio HTML, PhP, JavaScript, WordPress per la stesura della newsletter e gestione del blog aziendale. Bellissima presenza e automunita”… Eccetera, eccetera. Benissimo, facciamoci un esame di coscienza collettivo: quanti e quante di noi avrebbero i requisiti richiesti? Io no di certo, ma credo che in pochissimi (e in veramente pochissime, anche per un problema ‘educativo’ e ‘culturale’ a monte) possano essere in grado di essere selezionati per l’azienda alla ricerca di una figura del genere.

Il fatto è che sempre più spesso, le aziende alla ricerca di personale hanno richieste sempre più assurde. Sarà la crisi economica soffocante, forse, che costringe tutti a tagliare sui posti di lavoro e quindi condensare in un posto, tutti i requisiti necessari, che forse sarebbero gestibili da più persone. Il fatto è che una persona, specie se alle prime esperienze lavorative, a trovarsi di fronte a un annuncio del genere, come quello sopra riportato, non può che sentirsi fortemente demotivata o scoraggiata. Sì, lasciamo perdere anche l’aberrante e svilente: “Cercasi neolaureato con esperienza”, perché è un vero e proprio cane che si morde la coda. L’università non dà esperienza lavorativa (altro velo pietoso da stendere sopra la disastrosa università italiana, totalmente scollegata dal mondo del lavoro), quindi come si può pretendere che una persona neolaureata possa avere l’esperienza richiesta per cominciare a lavorare?

Il problema è che oggi come oggi il posto di lavoro viene visto come un punto di arrivo e non come un punto di partenza, nella formazione personale. Si deve già arrivare istruiti e preparati, a quanto pare una politica di formazione interna alle aziende non è prevista (certo, è una scocciatura per la maggior parte del personale, il dover formare una nuova risorsa, ma a volte un minimo di formazione è necessaria), un percorso di incoraggiante crescita, men che meno. Per esempio, un corso aziendale di inglese, dell’uso di quello o quel software specifico. Poco o niente. O lo sai usare, o niente. Un altro tema cruciale che verrà affrontato nelle prossime puntate sarà proprio quello della mancanza di crescita personale, al di là della mera carriera lavorativa, delle posizioni ricoperte. E questo problema non è da imputarsi solo alle aziende, ma anche ai singoli, da un punto di vista sempre educativo e culturale, a quanto pare viene messo in testa che l’università dia tutto quello che c’è da dare da un punto di vista formativo e dell’apprendimento. Mentre invece, da questo punto di vista , mai “chi si ferma è perduto” fu più azzeccato. Ma ci torneremo più avanti.

Tornando al punto centrale di questa puntata, c’è anche l’impressione che tante volte si scrivano annunci di lavoro senza molta organizzazione e molta idea di quello che si sta cercando. Un suggerimento utile è quello di suddividere un annuncio di lavoro in descrizione generale della posizione ricercata, per poi mettere un elenco di requisiti fondamentali – senza i quali non si può essere selezionati per il colloquio conoscitivo – e dei requisiti preferenziali, qualcosa che non è obbligatorio, ma è cosa gradita possedere. E infine, dettagli tipo luogo di lavoro, e dove mandare il C.V.. È bene fare un elenco e scremare ciò che è davvero importante nella ricerca, ai fini della qualità del lavoro, e ciò che è secondario e che può essere appreso come un “di più”. Perché, intendiamoci, a volte manca l’autocritica e la voglia di capire se ci sono dei requisiti indispensabili e quelli di cui se ne può fare a meno, ammesso che poi non ci sia qualcuno che abbia voglia di insegnare qualcosa di nuovo alle risorse.

Ciò che si è perso davvero di vista è che il lavoro è anch’esso una fonte di apprendimento inestimabile, non è solo un punto fisso da un punto di vista materiale ed economico, ma anche mentale. E si è anche perso di vista il valore del lavoratore, da un punto di vista puramente intellettuale e formativo. Come abbiamo detto, non è sempre e solo colpa delle aziende, ma anche di chi viene colpito dal brutto male quale la “pigrizia mentale”, ma di questo, ce ne occuperemo nella prossima puntata.

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Tempi Moderni – Lavoro e Dintorni

Tempi Moderni – Lavoro e Dintorni Parte 1 – Siate pignoli. Selettivi (choosy non è la parola adatta, ed è stata usata già a sproposito in abbondanza). E leggete gli…

Tempi Moderni – Lavoro e Dintorni

Parte 1 – Siate pignoli. Selettivi (choosy non è la parola adatta, ed è stata usata già a sproposito in abbondanza). E leggete gli annunci di lavoro fino in fondo.

Una premessa doverosa, circa il motivo che mi ha spinto a scrivere questa mini-inchiesta a  puntate. Nasce da un’esperienza più o meno personale piuttosto recente, oserei dire recentissima. Anche io, come tanti, ho cercato lavoro, cercando di farlo con criterio. Sì, ho preferito scegliere un settore di mia competenza e interesse e non ho cercato ovunque, come mi diceva la stragrande maggioranza della gente in questo periodo. Cercare ovunque, mandando C.V. a casaccio, per dei lavori che non mi interessavano realmente e che preferivo lasciare a gente ben più in gamba di me, e che magari ha già avuto esperienze nell’ambito, non è la strategia corretta in questo periodo, secondo me. Anche perché, dei numerosi C.V. che ho mandato in giro, anche nel mio settore, credo siano stati letti mesi dopo, se sono stati letti. E questo perché? Perché i potenziali datori di lavoro si sono trovati subissati di centinaia o migliaia di C.V., di cui… Un 90% assolutamente non pertinente, ma neanche lontanamente. E quel 10% buono, finisce direttamente cestinato, a volte non viene neanche letto, perso nella marea di email giornaliere.

Ora, questa riflessione parte anche da un’esperienza opposta. Mi sono trovata a dover scrivere un annuncio di lavoro per conto di un’azienda alla ricerca di personale. La ricerca era ben mirata, con requisiti fondamentali e preferenziali e dei target di età e lavorativi ben precisi. Non era un lavoro da Premio Nobel della Fisica, ma neanche un lavoro che richiedeva “requisiti base” e nessuna esperienza nell’ambito. In pochissimi giorni, quasi 200 C.V. sono arrivati alla casella email. L’attenta scrematura ha avuto inizio subito, per evitare di trovarsi un migliaio di C.V. da leggere in breve tempo.

La selezione ha avuto esiti a dir poco sconfortanti. Il 90% dei C.V. era da buttare. Ma il “team di selezione” dell’azienda si è rifiutato di non leggerli o cestinarli direttamente (pessima abitudine di cui parleremo nelle prossime puntate, assieme al culto tutto italiano della non risposta alla corrispondenza). Sono stati letti, uno per uno, riflettendo e cercando di capire quali fossero quelli veramente pertinenti e potenzialmente adatti alla posizione vacante, “salvando” quelli non completamente pertinenti, ma che potevano andare come seconda scelta.

La primissima e immediata constatazione è stata la seguente: l’annuncio di lavoro non è stato letto fino in fondo dai candidati. Qualcuno forse ne ha letto qualche riga, saltando a piè pari i requisiti fondamentali – passi non leggere quelli preferenziali, ma saltare i fondamentali vuol dire proprio anche fare un invio a vuoto ed essere automaticamente eliminati, soprattutto se alla fine non si hanno quei requisiti imprescindibili; altri candidati, invece, non hanno neanche letto il luogo di lavoro, mandando C.V. proprio da un’altra regione (!). E in questo momento, si evitano e si sconsigliano trasferimenti azzardati e precari, per evitare danni economici da entrambe le parti, del candidato e del datore di lavoro, nel caso ci fosse qualche problema.

Che cosa comporta quest’attitudine – al di là di un’emotiva e comprensibile disperazione per la crisi in atto? In gran parte dei casi, che la ricerca è fatta senza un metodo e una logica. Spiace dirlo, ma se molti mandano C.V. senza prestare troppa attenzione, la conseguenza è che molti di noi non avranno il C.V. letto, o perlomeno preso minimamente in considerazione. In questo, però, c’è da dirlo, non aiutano affatto i siti web dedicati alla ricerca di lavoro, in quanto hanno, nella maggior parte dei casi, dei pessimi filtri di ricerca, per non parlare dei servizi di newsletter, che molto spesso intasano la casella di email inutili, senza neanche un’offerta di lavoro che corrisponde ai criteri impostati dall’utente – per esempio, avevo messo nei criteri di ricerca “ufficio stampa”, mi è arrivato di tutto: dalla ricerca di addetti alle pulizie, ad operai addetti al confezionamento e così via. Ma perché non migliorare questi servizi, visto che sono posizioni che senza dubbio vengono ricercate da gente che esperienza nell’ambito ce l’ha ed è molto più competente di me, e sa da che parte iniziare? Un consiglio che si vuole avanzare in quest’articolo è proprio questo: di essere selettivi e mandare le proprie candidature in maniera mirata ed efficace, con vantaggi per tutti e sotto tutti i punti di vista. Tutti noi abbiamo uno, due settori di competenza, anche tre. Diciamoci la verità: un lavoro che non interessa davvero, non è destinato a durare molto. Con conseguenti danni per tutti: che il candidato poi lascia il posto di lavoro (“perché non era quello che cercavo”, “perché ho trovato di meglio”, ci sono varie motivazioni più o meno plausibili), che i datori di lavoro devono rimettersi in cerca di personale, devono ricevere un’altra ondata di C.V. del tutto simile alla prima – o più furbamente, possono tenere i C.V. buoni della prima selezione, ma anche di questo ne parleremo nella prossimamente – con il rischio sempre più alto di non trovare veramente una persona che possiede i requisiti fondamentali e una figura che vuole rimanere e crescere ulteriormente, con un conseguente calo della qualità del lavoro. Senza contare le trafile burocratiche e il tempo impiegato dal personale esperto nel formare un nuovo arrivato. Aspetti che si moltiplicano e si ripetono se il personale neo-assunto se ne va via poco dopo. È un circolo vizioso che alla fine, logora tutti: dal datore di lavoro, che finisce anche per non concedere contratti duraturi, ai candidati, che si appoggiano a queste posizioni sempre più precarie e non sanno bene dove sbattere la testa per trovare un lavoro solido e che dia un minimo di soddisfazione personale.

Essere selettivi nella ricerca di lavoro è faticoso. Non raccontiamo bugie, è faticoso, ma è uno sforzo che va fatto per uscirne qualitativamente da quest’impasse. È un lavoro certosino, che magari ci porta via parecchio tempo nel filtrare accuratamente, personalmente e manualmente gli annunci di lavoro che troviamo sul web, ma dà soddisfazioni quando si riceve una (rara) risposta da parte delle aziende, che notano il buon C.V. in linea con quanto richiesto. È faticoso leggere una massiccia quantità di annunci, ma ci si deve sforzare di farlo fino in fondo. (Dall’altro lato, parleremo anche di come scrivere un annuncio di lavoro efficace, dato che di casi deliranti e scoraggianti, ne è pieno il web). Non vorrete avere la sorpresa spiacevole di essere chiamati a un colloquio di lavoro a Roma… E voi siete di Milano, ma questo perché vi è sfuggita la sede di lavoro? Non vi piacerebbe essere chiamati per un colloquio in cui si cerca una segretaria per il reparto contabile e voi siete grafici, giusto? Forse sarà esagerato, ma essere selettivi, aiuta noi tanto quanto gli altri candidati in cerca di lavoro. Meno invii, ma più efficaci. E forse, le possibilità di trovare un lavoro soddisfacente in “meno tempo” potrebbero aumentare per tutti.

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